INFERMIERI E VIOLENZA SULLE DONNE La rete dei servizi
|
|
|
- Lazzaro Piccinini
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 INFERMIERI E VIOLENZA SULLE DONNE La rete dei servizi Marina Ellero Responsabile del progetto Zero Tolerance - contro la violenza sulle donne del Comune di Udine Udine, 12 maggio 2016 Sala Ajace
2 Il progetto ZERO TOLERANCE contro la violenza sulle donne è un servizio attivato dall Amministrazione Comunale nel Nel 1999 è stato aperto il primo sportello telefonico ed il numero verde attivo 24h/24h Dal 2001 ZERO TOLERANCE offre ospitalità temporanea nelle case rifugio comunali a donne con o senza figli/e a rischio di letalità. ZERO TOLERANCE fa parte della mappatura collegata al Servizio di pubblica utilità Dispone di una Carta dei Servizi. E inserito nella Rete Regionale dei Centri Antiviolenza e Case Rifugio 2
3 Il servizio ZERO TOLERANCE parte da una presa di posizione che potrebbe apparire scontata se non fosse continuamente disattesa: LA VIOLENZA C E, OCCORRE VEDERLA, BISOGNA RICONOSCERLA è un fenomeno trasversale, presente in tutte le classi sociali, indipendentemente dall età delle donne e dall appartenenza a un particolare gruppo nazionale, culturale o religioso. 3
4 Dati Sportello Zero Tolerance Totale Donne che si sono rivolte al numero verde: n
5 Dati Case Rifugio Nelle due case rifugio comunali (tot. n.12 posti letto) dedicate a ZERO TOLERANCE da novembre 2001 a dicembre 2015 sono state accolte: 65 donne e 84 bambini/e Da gennaio 2015 a dicembre 2015 le donne accolte sono state 7 donne e 12 bambini/e 5
6 6
7 7
8 8
9 9
10 Denuncia 1% 6% si no ritirata 93% 10
11 Caratteristiche psico-fisiche autore violenza 5,7% 0,8% 25,2% Abuso di alcol Abuso di sostanze stupefacenti Abuso di farmaci 63,4% 4,1% Nessuno Altro * Dato mancante Disturbi mentali autore violenza 80,5% 4,9% 13,8% Accertati con diagnosi Presunti Nessuno Dato mancante 11
12 Violenza pregressa fam. origine autore violenza Nessuno Maltrattamento diretto 19,5% 39,0% Maltrattamento assistito 5,7% 7,3% Trascuratezza Abbandono 11,4% 17,1% Dato mancante 12
13 A chi si rivolge Zero Tolerance Area - Sportello Informativo e di Accoglienza: in via prioritaria a donne italiane e straniere, singole o con figli minori, vittime di fenomeni di violenza, intesa in ogni sua forma fisica, sessuale, psicologica, economica e di stalking presenti sul territorio della Regione FVG; 13
14 A chi si rivolge Zero Tolerance Area - Prevenzione, formazione/informazione e documentazione/ricerca:. studenti/studentesse e insegnanti degli Istituti scolastici comunali di ogni ordine e grado - attraverso il percorso Alla scoperta delle differenze,. operatori dei servizi sociali e sanitari ed educatori del territorio dei comuni dell Ambito Distrettuale 4.5 Udinese;. operatori delle Polizia Locale, delle forze dell ordine e della Magistratura afferenti alla Procura e/o Tribunale che esercitano funzioni di protezione nei confronti di donne vittime di violenza e maltrattamenti;. associazioni in generale e di donne del territorio locale; 14
15 A chi si rivolge Zero Tolerance Area - Case rifugio: donne, unitamente ai loro figli minori, residenti nel territorio del Comune di Udine, che si trovano nella necessità, adeguatamente documentata, di allontanarsi dal proprio ambiente familiare e abitativo in quanto vittime di maltrattamenti, violenze e di stalking e di non rientrare nell abitazione originaria donne, unitamente ai loro figli minori, segnalate dalla Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza al Comune di Udine/Uffici responsabili del progetto Zero Tolerance 15
16 Cosa offre Zero Tolerance Ascolto telefonico per individuare i bisogni e fornire le prime informazioni; Accoglienza in sede su appuntamento; Ascolto, sostegno, accompagnamento per la costruzione di un progetto individualizzato per un uscita consapevole dalla violenza anche con l ausilio di mediatrici culturali; Prima consulenza legale in ambito civile e penale; Percorsi di sostegno psicologico e sociale; Gruppi di mutuo aiuto; Ospitalità temporanea per donne con o senza figli/e minori; Reperibilità delle operatrici in funzione della pronta accoglienza residenziale d emergenza, a tutela delle donne sole e/o con figli minori che si rivolgono alle forze dell ordine negli orari di chiusura del servizio; Incontri di formazione e sensibilizzazione sulle tematiche della violenza; Ricerca e documentazione sulle tematiche della violenza. 16
17 Modalità di intervento Le operatrici lavorano con le donne attenendosi alle linee guida dell OMS (2014). Le modalità di intervento sono basate su: Gratuità, garanzia della riservatezza e dell anonimato; Attivazione solo su richiesta della donna interessata; Il rispetto della donna e delle sue scelte; L utilizzo esclusivo di personale femminile; La contestazione del ruolo di vittima; Il lavorare per il vantaggio della donna che chiede aiuto; La relazione tra donne come rimando di valore reciproco; Lo sviluppo e l implementazione del lavoro di rete 17 Le operatrici non applicano le tecniche della mediazione familiare
18 LA VIOLENZA DAL PARTNER (OMS 2014) Violenza fisica: schiaffi, pugni, calci, morsi, spintoni, ecc. Violenza psicologica: insulti, umiliazioni, minacce (anche ai figli, agli animali domestici o oggetti), svalutazione continua, controllo e isolamento; Violenza sessuale: non solo stupro, ma imposizione di atti sessuali non voluti, ricatti sessuali 18
19 LA VIOLENZA DAL PARTNER (OMS 2014) Violenza economica: è poco conosciuta e raramente rilevata, ancora più frequente nei casi di separazione. Consiste in: - controllare le finanze, mantenere in povertà - impedire di lavorare o sottrarre il guadagno/ i beni - costringere a fare debiti/prestiti e a rinunciare a proprietà - durante la separazione non versare gli alimenti dovuti per creare difficoltà, non per reale impossibilità 19
20 STALKING D.L. febbraio Art. 612 bis codice penale; Riguarda comportamenti persecutori tesi a far sentire la vittima controllata e minacciata, frequenti dopo la separazione; Non sempre viene agito da un ex partner (l autore può essere anche un collega, un conoscente o sconosciuto), ma i casi di stalking da ex partner sono i più pericolosi; Un indicatore fondamentale della serietà del rischio è la percezione della vittima! 20
21 LA RETE DEI SERVIZI All interno dell Amministrazione comunale ZERO TOLERANCE lavora in rete per integrare compiti e risorse con: U.O. Promozione OMS Città Sane (Progetto Alla scoperta delle differenze ) Gruppo di lavoro interdisciplinare Bilancio di Genere (Questionario sugli stereotipi di genere) Tavolo di coordinamento della Casa delle Donne P. Trombetti, Commissione Comunale Pari Opportunità (Corso di Formazione per Operatrici Volontarie ed eventi) Comitato Unico di Garanzia U.O. Abitare Sociale (case rifugio) Ufficio progetti educativi (Progetto Con rispetto parlando ) Polizia locale (Piano delle azioni positive Corso di Formazione Agenti P.L.) 21
22 ZERO TOLERANCE lavora in rete con altri servizi e istituzioni che nel territorio possono essere coinvolti sia per obblighi istituzionali che per competenze e saperi differenti, ognuno dei quali è essenziale a fronteggiare il fenomeno della violenza, maltrattamento e stalking: Ambito Distrettuale 4.5 dell Udinese Centro di Ascolto e Consulenza delle Donne Comune di Tavagnacco Distretto Sanitario di Udine (percorso formativo marzo/ottobre 2015) 22
23 Nel 2005 è stato sottoscritto il primo Protocollo d intesa fra il servizio ZERO TOLERANCE del Comune di Udine e il Consultorio Familiare del Distretto Sanitario dell A.A.S. n. 4 Friuli Centrale, per una gestione integrata delle problematiche del maltrattamento e della violenza sulle donne e per il collocamento dello Sportello Informativo e di Accoglienza presso la sede del Distretto Sanitario di Udine. Ad aprile 2015 il succitato protocollo è stato prorogato per ulteriori due anni. 23
24 A settembre 2013 è stato sottoscritto il protocollo denominato Linee guida per la promozione di strategie condivise finalizzate a contrastare il fenomeno della violenza nei confronti delle donne e dei minori ed a progettare azioni preventive che vede come capofila la Prefettura di Udine con compiti di coordinamento e quali soggetti aderenti: il Comune di Udine ( Zero Tolerance ), l Ordine degli Avvocati, la Provincia di Udine (Assessorato alle Politiche per la famiglia), l Ufficio Scolastico (Ambito territoriale per la Provincia di Udine) e il Centro Regionale di Orientamento, la Questura di Udine, il Comando Provinciale dei Carabinieri, la Direzione Generale A.A.S n.4 Friuli Centrale (Distretto di Udine) e il Pronto Soccorso A.O.U. Santa Maria della Misericordia, la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Udine e il Tribunale di Udine. 24
25 A luglio 2015, nell ambito del succitato Protocollo, è stato sottoscritto il Percorso clinico assistenziale in Pronto Soccorso per la persona adulta vittima di maltrattamenti che stabilisce le modalità di accesso al triage, la presa in carico e la dimissione. (vedi allegato) 25
26 Formazione: h.4 rivolte agli insegnanti curricolari e h.4 rivolte ai Progetto educativo Con rispetto parlando Progetto triennale finalizzato alla prevenzione della violenza, alla comprensione e al rispetto delle differenze di genere e alla promozione della responsabilizzazione al cambiamento Realizzazione: Ufficio Progetti educativi 3/14, Polizia Locale, Servizio Servizi sociali/zero Tolerance, Agenzia Giovani, Commissione Pari Opportunità.- IRSS Istituto di Ricerca e Sviluppo per la Sicurezza. Collaborazione: SOROPTIMIST INTERNATIONAL d'italia club Udine. Partecipanti: anno scolastico 2014/ ragazzi/e classi prime di n.7 scuole secondarie di primo grado ( Bellavitis, Ellero, Fermi,Manzoni, Marconi, Valussi, Uccellis) 26 Attività: n. 3 incontri per ogni classe di h.1.5 ciascuno, somministrazione del questionario di verifica e concorso.
27 Concorso: ogni classe ha preparato un elaborato sul tema della prevenzione della violenza/bullismo in ambito scolastico poi pubblicato sulla pagina facebook- Progetto Educativo Con Rispetto Parlando (851 mi piace, visite in meno di un mese, oltre visualizzazioni, 1386 like validi per le votazioni). Il risultato finale e stato la somma dei like, i voti della giuria a cui ha partecipato anche il Consiglio Comunale dei ragazzi e le votazioni durante la manifestazione finale tenutasi al Teatro San Giorgio. Premi: Classe 1A G. Marconi Classe 1C G. Ellero Classe 1 E A. Manzoni 750
28 Con rispetto parlando 2015/16 Argomento: conoscenza dell'identità, comprensione di stereotipi e pregiudizi, rispetto verso gli altri, prevenzione di manifestazioni di disuguaglianza e sensibilizzazione alle differenze di genere. Street art: ogni classe realizzerà un'opera con l'aiuto di artisti su muri della città precedentemente individuati per partecipare al concorso. Le opere saranno in vista dei cittadini e rimarranno a testimoniare il messaggio lanciato dai ragazzi/e (LUNEDI' 16 MAGGIO ad ore PARCO MORETTI - PREMIAZIONE) Con rispetto parlando 2016/17 Argomento : responsabilizzazione al cambiamento. 28
29 Alla scoperta della differenza Argomento:Il progetto Alla scoperta della differenza si articola in tre incontri con cadenza settimanale della durata di due ore ciascuno : i contenuti trattati in aula nei tre incontri previsti sono stati pensati e strutturati con l intento di affrontare i temi relativa alla violenza sulle donne e alla violenza assistita È rivolto principalmente ai ragazzi/e delle classi terze, quarte e quinte degli Istituti superiori di Udine. 1 incontro conoscenza del gruppo, creazione di un clima di fiducia, introduzione al tema dell identità di genere e alla comunicazione tra generi 2 incontro stereotipo maschile/femminile 3 incontro differenza e relazioni di genere chiusura e somministrazione di test di valutazione 29
30 Sede: Distretto Sanitario, Via San Valentino 20, 2 piano - Udine
NORME E INTERVENTI PER PREVENIRE E CONTRASTARE LA VIOLENZA SESSUALE SU DONNE E MINORI
NORME E INTERVENTI PER PREVENIRE E CONTRASTARE LA VIOLENZA SESSUALE SU DONNE E MINORI Norme/docu menti approvati Parlamento Italiano Reato di atti persecutori (c.d. stalking) introdotto dalla legge n 38
LEGGE REGIONALE N. 64 DEL REGIONE LAZIO
LEGGE REGIONALE N. 64 DEL 15-11-1993 REGIONE LAZIO Norme per l' istituzione di centri antiviolenza o case rifugio per donne maltrattate nella Regione Lazio. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO
5 per mille ai comuni: risorse per il welfare
5 per mille ai comuni: risorse per il welfare il Comune di Cuneo e la Rete Antiviolenza Cuneo 22 giugno 2016 Alessandra Vigna-Taglianti Il 5 per mille del Comune di Cuneo e la Rete antiviolenza Cuneo Dall
TRA. Prefettura di Como Provincia di Como Questura di Como
RINNOVO DEL PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE E DI AZIONI INTEGRATE, FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE Prefettura di Como
dott.ssa MARINA ELLERO VIOLENZA DI GENERE E STRATEGIE DI INTERVENTO 08/11/2014 LA RISPOSTA DEI SERVIZI IN RETE
dott.ssa MARINA ELLERO VIOLENZA DI GENERE E STRATEGIE DI INTERVENTO 08/11/2014 LA RISPOSTA DEI SERVIZI IN RETE Sede: Distretto Sanitario - Via San Valentino 20, 3 piano Udine Numero Verde: 800.531.135
Regione Toscana Consiglio regionale
Regione Toscana Consiglio regionale Legge regionale 16 novembre 2007, n. 59 Bollettino Ufficiale n. 39, parte prima, del 26 novembre 2007. Art. 1 - Principi 1. La Regione Toscana riconosce che ogni tipo
CARTA DEI SERVIZI CENTRO ANTIVIOLENZA DI GENERE E ANTISTALKING SAVE
Società Cooperativa a Mutualità Prevalente PROMOZIONE SOCIALE E SOLIDARIETA onlus CARTA DEI SERVIZI CENTRO ANTIVIOLENZA DI GENERE E ANTISTALKING SAVE Cosa è il centro antiviolenza di genere e antistalking
Regione Toscana LEGGE REGIONALE 16 NOVEMBRE 2007, N. 59. Norme contro la violenza di genere.
Regione Toscana LEGGE REGIONALE 16 NOVEMBRE 2007, N. 59 Norme contro la violenza di genere. Il Consiglio Regionale ha approvato Il Presidente della Giunta promulga la seguente legge: SOMMARIO Art. 1 -
Progetto AMATI! La Rete Territoriale Antiviolenza di Lodi - contro la violenza sulle donne - Comune di Lodi
Progetto AMATI! La Rete Territoriale Antiviolenza di Lodi - contro (Progetto realizzato nell ambito dell accordo di collaborazione sottoscritto con la Regione Lombardia per l attivazione di servizi e iniziative
Formazione e sensibilizzazione
Formazione e sensibilizzazione La Casa delle donne per non subire violenza, uno dei centri di più lunga esperienza in Italia, ha da sempre curato l aspetto formativo come strumento fondamentale per sviluppare
Protocollo d intesa: Osservatorio sulle situazioni di disagio nel territorio del comune di Civitella in val di chiana
ISTITUTO COMPRENSIVO DI CIVITELLA IN VAL DI CHIANA Civitella in val di chiana Protocollo d intesa: Osservatorio sulle situazioni di disagio nel territorio del comune di Civitella in val di chiana CONTRAENTI
Esistono diversi tipi di violenza:
Comune di Robecco sul Naviglio Provincia di Milano Assessorato alle Politiche Sociali L Amministrazione Comunale di Robecco sul Naviglio, Assessorato alle Politiche Sociali, ha voluto organizzare questo
Un esperienza di rete locale co-partecipata: il Progetto V.A.I.
Un esperienza di rete locale co-partecipata: il Progetto V.A.I. Vincitore del PREMIO INNOVAZIONE 2007 Qualità e semplificazione A CURA DI : Rita Giannetti e Gabriella Zoff Centri Regionali di Orientamento
Violenza domestica e di genere: aspetti medici e giuridici
Violenza domestica e di genere: aspetti medici e giuridici Mestre 14-15 ottobre 2016 Azienda ULSS n.14 CHIOGGIA (VE) via Madonna Marina, 500 30015 CHIOGGIA ( VE) www.asl14chioggia.veneto.it email: [email protected]
1. La casa rifugio per donne vittime di violenza deve avere le seguenti caratteristiche:
Reg. 18-1-2007 n. 4 Legge regionale 10 luglio 2006, n. 19 - "Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia". Pubblicato nel B.U.
Ruolo dell A.S. del D.P.
Ruolo dell A.S. del D.P. Le attività svolte dall A.S. sono quelle inerenti alle funzioni del servizio: prevenzione, terapia e riabilitazione, attività di consulenza e formazione, come previsto dal D.P.R.
DISTRETTO SANITARIO DI SORGONO CONSULTORIO FAMILIARE *** COMUNITÀ MONTANA GENNARGENTU MANDROLISAI
DISTRETTO SANITARIO DI SORGONO CONSULTORIO FAMILIARE *** COMUNITÀ MONTANA GENNARGENTU MANDROLISAI LO SPORTELLO MEDIAZIONE FAMIGLIA SCUOLA La famiglia è centrale nell educazione dei figli. Essa rappresenta
LA VIOLENZA NON È MAI NORMALE.
LA VIOLENZA NON È MAI NORMALE. PARLANE CON NOI. CENTRO ANTIVIOLENZA CIVICO DONNA Servizio di sostegno psicologico e assistenza legale LA VIOLENZA SULLE DONNE La violenza sulle donne avviene ogni giorno,
OLTRE LA PENA: IL SISTEMA DELLE CASE FAMIGLIA PER DETENUTI IN MISURA ALTERNATIVA PROMOSSO DAL COMUNE DI ROMA
OLTRE LA PENA: IL SISTEMA DELLE CASE FAMIGLIA PER DETENUTI IN MISURA ALTERNATIVA PROMOSSO DAL COMUNE DI ROMA Cooperativa Sociale P.I.D. Pronto Intervento Disagio O.N.L.U.S. - Roma www.pid.coop La cooperativa
Centro Antiviolenza Telefono Rosa Piacenza
Fisica (aggressioni di vario tipo) Sessuale Psicologica Economica Religiosa Stalking VIOLENZA FAMILIARE Qualsiasi combinazione di violenza fisica, sessuale, psicologica ed economica agita all'interno della
[email protected]
C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome ULIVI MANUELA Indirizzo CORSO VENEZIA, 61 20121 MILANO ITALIA Telefono 02.29526806 02.2043398 Fax 02.29510835 E-mail [email protected] Nazionalità
Non solo numeri. Un anno di violenza a Pisa e provincia
Non solo numeri. Un anno di violenza a Pisa e provincia Report 2016 del Centro antiviolenza della Casa della donna A Pisa dal 1993 l associazione Casa della donna gestisce un Centro antiviolenza che offre
Istituzioni e violenza
Istituzioni e violenza Lo stato dell arte in materia di legislazione internazionale, europea, nazionale sul tema della violenza alle donne 6 aprile 2011 Il tema della violenza contro le donne non ha trovato
PROGETTO PILOTA A VIVA VOCE. Storie di infortunati sul LAVORO. Sensibilizzare per Prevenire
PROGETTO PILOTA A VIVA VOCE Storie di infortunati sul LAVORO Sensibilizzare per Prevenire 1 Titolo del Progetto: A VIVA VOCE storie di infortunati sul Lavoro Soggetto Proponente: SiscuVE Gruppo didattica
La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia
maltrattamenti contro dentro e fuori la famiglia Linda Laura Sabbadini Direttore Centrale ISTAT 1 Perché un indagine sulla violenza contro? Le denunce sono solo la punta di un iceberg del fenomeno della
AREA PRIMA INFANZIA - SERVIZI EDUCATIVI
50 3.2 I Fattori Positivi e Critici emergenti dall analisi di domanda e offerta e dalle informazioni più significative AREA PRIMA INFANZIA - SERVIZI EDUCATIVI Domanda educativa di servizi 0 3 anni in costante
WORKSHOP FORMATIVO PER PSICOLOGI LO SPORTELLO DI ASCOLTO A SCUOLA Metodologia e ambiti di applicazione 5/6 maggio 2012
1 WORKSHOP FORMATIVO PER PSICOLOGI LO SPORTELLO DI ASCOLTO A SCUOLA Metodologia e ambiti di applicazione 5/6 maggio 2012 PRESENTAZIONE Da diversi anni la scuola ha aperto le proprie porte al mondo della
Violenza di genere, reti territoriali, forze dell ordine, Asl, Servizi Sociali, Istituzioni
Violenza di genere, reti territoriali, forze dell ordine, Asl, Servizi Sociali, Istituzioni Violenza di genere sono tutti i comportamenti e le azioni fisiche, sessuali, di coercizione economica e psicologica
La VIOLENZA in FAMIGLIA nel VENETO e nel TERRITORIO dell Az.ULSS 17. Monselice, 19 marzo 2012
La VIOLENZA in FAMIGLIA nel VENETO e nel TERRITORIO dell Az.ULSS 17 Monselice, 19 marzo 2012 La VIOLENZA in FAMIGLIA nel VENETO e nel TERRITORIO dell Az. ULSS17 VIOLENZA al FEMMINILE Risultati di una Indagine
SERVIZI E INTERVENTI INTEGRATI PER LA DISABILITA MOTORIA
Direzione Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie SERVIZI E INTERVENTI INTEGRATI PER LA DISABILITA MOTORIA a cura di Oriana Elia Redazione Città Aperta informazione e divulgazione Informa
CURRICULUM FORMATIVO. Esperienza professionale. Data. Maggio 2007 ad oggi. Attività come libero professionista
CURRICULUM FORMATIVO Esperienza professionale Maggio 2007 ad oggi Attività come libero professionista Psicologa clinica e di comunità, iscritta all Albo degli Psicologi della Toscana con il n 3719, e Psicoterapeuta
Dipendenze: una sfida continua
15 maggio 2012 Dipendenze: una sfida continua Il ruolo del Comune nella lotta alle dipendenze a cura di Claudio Maurizio Minoia Potenziare l integrazione fra servizi sociali e sanitari Il processo partecipato
DISTRETTO 1 ASL LATINA Programmazione Piano di Zona
DISTRETTO 1 ASL LATINA Programmazione Piano di Zona 2012 2014 Tavoli Tematici Cisterna di Latina, Palazzo Comunale Casa della Pace, 19 luglio 2013 Servizi Distrettuali attivi Segretariato Sociale PUA Pronto
tra la Regione Toscana e l Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana Deliberazione GR 996 del 10 novembre 2014
ADOZIONE SCUOLA Percorso per l attuazione l del Protocollo d Intesa d tra la Regione Toscana e l Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana Deliberazione GR 996 del 10 novembre 2014 LE FINALITA Promuovere
1) TUTELA DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI
CIVITAS: percorsi possibili di diritti e legalità L amministrazione Comunale di Reggio Calabria condivide e partecipa attivamente al Progetto Civitas 2015 a cura del Tribunale di Reggio Calabria. La rete
Proposta di Patto Provinciale per la prevenzione e il contrasto alla dispersione scolastica e formativa. Bozza di lavoro 1
Proposta di Patto Provinciale per la prevenzione e il contrasto alla dispersione scolastica e formativa 1 Bozza di lavoro 1 Considerati la Legge del 27 dicembre 2006 n. 296 articolo 1, comma 622, che prevede
Maria Adele Serra Comune di Genova - Direzione Politiche Sociali. La violenza famigliare ed il Progetto di Rete AMALTEA
Maria Adele Serra Comune di Genova - Direzione Politiche Sociali La violenza famigliare ed il Progetto di Rete AMALTEA La violenza famigliare ogni forma di violenza fisica, psicologica o sessuale che riguarda
LA CONSULTAZIONE PSICOLOGICA: DISPOSITIVO DI PRESA IN CARICO DELL'ADOLESCENTE E DEL SUO CONTESTO
CORSO FAD LA CONSULTAZIONE PSICOLOGICA: DISPOSITIVO DI PRESA IN CARICO DELL'ADOLESCENTE E DEL SUO CONTESTO ID ECM 81928 CREDITI 12 CREDITI ECM DESTINATARI Psicologi, Psicoterapeuti, Medici, Assistenti
PATRIZIA SPINA. Data di nascita: 26 maggio 1970 Luogo di nascita: Novara. Dati personali. Esperienze professionali
Ufficio: COMUNE DI NOVARA Assessorato alle Politiche Sociali Corso Cavallotti, 23 28100 NOVARA Tel. 0321-3703582 e-mail: [email protected] vara.it PATRIZIA SPINA Dati personali Data di nascita:
"ALCOL, DROGHE E GUIDA. RIFLESSIONI IN CORSO" PERCORSO FORMATIVO PER INSEGNANTI ED ISTRUTTORI DI AUTOSCUOLA
"ALCOL, DROGHE E GUIDA. RIFLESSIONI IN CORSO" PERCORSO FORMATIVO PER INSEGNANTI ED ISTRUTTORI DI AUTOSCUOLA L Assessorato alla Sanità delle Regione Piemonte, rispondendo anche alle indicazioni della Legge
Indice. Capitolo 1 I bambini, i ragazzi e le famiglie Capitolo 2 L educazione, l istruzione e la formazione... 63
Indice Per un welfare condiviso su infanzia e adolescenza... 9 di Anna Maria Dapporto Assessore alla Promozione delle politiche sociali e di quelle educative per l infanzia e l adolescenza. Politiche per
Il piano educativo assistenziale individualizzato: dal documento ad oggi
ASSOCIAZIONE ARCA COMUNITÀ L ARCOBALENO ONLUS CENTRO SOCIO RIABILITATIVO RESIDENZIALE Il piano educativo assistenziale individualizzato: dal documento ad oggi I TEMPI DEL PERCORSO 24/09/2012 Inizio lavori
PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI
PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI Il presente documento denominato Protocollo di Accoglienza è un documento che nasce da una più dettagliata esigenza d informazione relativamente
DANIELA DE MARCHI EDUCARE LA FAMIGLIA: IL LAVORO DI SOSTENERE. L ESPERIENZA DELLA COMUNITA A CICLO DIURNO don Luigi Guanella
DANIELA DE MARCHI EDUCARE LA FAMIGLIA: IL LAVORO DI SOSTENERE L ESPERIENZA DELLA COMUNITA A CICLO DIURNO don Luigi Guanella PERCHE? DAL SOSTEGNO AL MINORE AL SOSTEGNO AI GENITORI PERCHÉ RITENIAMO IMPORTANTE
PROGETTO ORIENTAMENTO
PROGETTO ORIENTAMENTO anno scolastico 2014.15 Finalità: - L orientamento è un processo di apprendimento contestuale all attività curricolare, struttura non accessoria ma centrale dell azione formativa:
La struttura Centro Diurno Aurora 1 è un articolazione funzionale del Centro di Salute Mentale Nord, con sede a Valdagno.
CENTRO DIURNO AURORA 1 FINALITA E FUNZIONI GENERALI La struttura Centro Diurno Aurora 1 è un articolazione funzionale del Centro di Salute Mentale Nord, con sede a Valdagno. La struttura ha finalità riabilitative
REGOLAMENTO DI GESTIONE E FUNZIONAMENTO CASA COLETTI
REGOLAMENTO DI GESTIONE E FUNZIONAMENTO CASA COLETTI Art. 1 - FINALITA E CONTENUTO Art. 2 - OGGETTO E PRESTAZIONI EROGATE Art. 3 - MODALITA D ACCESSO Art. 4 - SITUAZIONI PARTICOLARI Art. 5 -PROGETTO INDIVIDUALE
Prevenzione e cura, cura e prevenzione: un servizio con e per gli adolescenti. Dr.ssa Federica Ronchetti
Prevenzione e cura, cura e prevenzione: un servizio con e per gli adolescenti. Dr.ssa Federica Ronchetti Responsabile U.O. Psicologa Adolescenza Dipartimento Salute M entale ASL di Modena Dr. Federica
Europass curriculum vitae
Europass curriculum vitae Informazioni personali Cognome/i e nome/i Indirizzo Maria Luisa Toto Viale Grassi 133, 73100 Lecce LE Telefono 0832/305767 Cellulare: 338/2518901 Fax 0832/305767 E-mail [email protected]
LINEE PER CORSI DI FORMAZIONE IN TEMA DI VIOLENZA SULLE DONNE E DI ABUSO SUI MINORI
LINEE PER CORSI DI FORMAZIONE IN TEMA DI VIOLENZA SULLE DONNE E DI ABUSO SUI MINORI Premessa L avvio di un iter formativo prevede, in modo prioritario, un indagine sulle risorse esistenti nella sede che
ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI. dalla Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 alla Circolare Ministeriale n.8, del 6 marzo 2013
ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI dalla Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 alla Circolare Ministeriale n.8, del 6 marzo 2013 Direttiva Ministeriale del 27 Dicembre 2012 Con la direttiva ministeriale
I SERVIZI OFFERTI AI CITTADINI
PROGETTI DI CONTINUITA SCUOLA-LAVORO - Studenti in obbligo formativo con disabilità accertata dalla Commissione medica integrata ai sensi della Legge n. 104/1992 o con certificazione scolastica rilasciata
Attivo 24 ore su 24 anche nei fine settimana e nei giorni festivi.
Attivo 24 ore su 24 anche nei fine settimana e nei giorni festivi. Il numero verde è accessibile da tutto il territorio regionale ed è collegato al numero telefonico di pubblica utilità 1522 della Rete
CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D AOSTA XIII LEGISLATURA. Proposta di legge regionale. n. 93
Allegato all oggetto n. Adunanza del Consiglio regionale in data CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D AOSTA XIII LEGISLATURA Proposta di legge regionale n. 93 Disposizioni per il sostegno dei genitori separati
Protocollo di Continuità
ISTITUTO COMPRENSIVO DI SAN DANIELE DEL FRIULI Scuole Primarie e dell Infanzia di Dignano, Ragogna, Rive d Arcano, San Daniele, Villanova Scuole Secondarie di I grado di Ragogna e di San Daniele del Friuli
Il Progetto CCM SOCIAL NET SKILLS Il contributo della Regione Lazio
Il Progetto CCM SOCIAL NET SKILLS Il contributo della Regione Lazio Dott.ssa Amalia Vitagliano Dirigente Area SanitàPubblica, Promozione della Salute, Sicurezza Alimentare e Screening Regione Lazio, 23
L INTERVENTO La segnalazione
La segnalazione Le situazioni di abuso ai minori in tutte le loro forme vanno segnalate all Autorità Giudiziaria Minorile e, nel caso di reato, Penale. La segnalazione Il maltrattamento psicologico, la
SCHEDA DI MONITORAGGIO DEL PROGETTO N 4
SCHEDA DI MONITORAGGIO DEL PROGETTO N 4 PERIODO IN ESAME: Gennaio 2006 DICEMBRE 2006 DATA COMPILAZIONE SCHEDA: APRILE 2007 Nome Progetto BAMBINI E NUOVE CULTURE Mission (finalità del Progetto) Il progetto
ISTITUZIONI SCOLASTICHE:
» LA FIGURA DEL REFERENTE DSA NELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE:» obiettivi e compiti» Padova, 4 settembre 2013 » -FIGURA DI SISTEMA?» - OTTICA MIDDLE MANAGEMENT?» -PROSPETTIVA LEADERSHIP PER» -PROSPETTIVA
ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO. Vivere le differenze... Interventi di educazione al rispetto delle differenze e in tema di antidiscriminazioni
ALLEGATO 6 TITOLO DEL PROGETTO: ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO Vivere le differenze... Interventi di educazione al rispetto delle differenze e in tema di antidiscriminazioni SETTORE e Area di Intervento:
