Ripristino ed adeguamento strutturale di edifici civili: esempi tecnici e modalità di intervento
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- Raimonda Cavallaro
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1 La riqualificazione del patrimonio edilizio: iniziamo dai condomìni - opportunità ed esempi a confronto 18/06/2014 Unindustria Reggio Emilia Ripristino ed adeguamento strutturale di edifici civili: esempi tecnici e modalità di intervento
2 LE DATE DI RIFERIMENTO PER LE STRUTTURE E PER LA SISMICA (parallelismo con i sismi) - norme sulle murature a partire dal Legge 1086 del 1971 ca acciaio - Legge 64 /1974 e DM strutture in zona sismica - DM edifici in muratura e loro consolidamento - DM indagini sui terreni e stabilità fondazioni - DM norme tecniche ca e acciaio - DM carichi e sovraccarichi - DM e circolare EUROCODICI
3 LA MAGGIORANZA DEGLI EDIFICI ANTECEDENTE AL 2008 nelle zone allora non classificate sismiche NON SONO CALCOLATI per le azioni sismiche anche se i sismi ci sono sempre stati
4 COSA DICE LA NORMA attuale per le strutture esistenti: - nessuna imposizione obbligatoria se non si fanno modifiche significative - interventi locali (comunque migliorativi) - interventi di miglioramento - soddisfacimento dei criteri validi per i nuovi edifici se si eseguono interventi di adeguamento
5 LA RISTRUTTURAZIONE STRUTTURALE DEL PATRIMONIO ESISTENTE: una opportunità economica per il settore ma soprattutto una assicurazione sul futuro di proprietari e abitanti IL PATRIMONIO CIVILE ESISTENTE - Edifici a struttura portante muratura - Edifici a struttura portante in c.a. - Edifici a struttura portante mista
6 Edifici a struttura portante muratura Comportamento Scatolare se presente, buon comportamento anche alle azioni sismiche
7 Edifici a struttura portante muratura problemi: - qualità delle murature (paramenti accostati) - murature snelle e non ammorsate - interventi nel tempo non tracciati (rilievo) - collegamento con altri edifici attigui (aggregati)
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9 Edifici a struttura portante muratura Si possono suddividere gli edifici in muratura in tre categorie in base all epoca di costruzione I - antecedenti agli anni 30 completamente in muratura II - antecedenti agli anni trenta con solo le pareti in muratura III successivi agli anni 30 (nel 37 esce la prima norma che impone i cordoli ai piani)
10 Edifici della I classe : - volte e archi spingenti - muri di elevato spessore - altezza contenuti (Immagine tratta da slide corso Prof Calderoni Università Federico II NA)
11 Edifici della I classe : - volte e archi spingenti - muri di elevato spessore - altezza contenuti (Immagine tratta da slide corso Prof Calderoni Università Federico II NA)
12 Edifici della II classe : - pareti murarie continue per tutta l altezza dell edificio - solai isostatici in legno e dalla fine del 1800 in ferro (Immagine tratta da slide corso Prof Calderoni Università Federico II NA)
13 Edifici della II classe : - pareti murarie continue per tutta l altezza dell edificio - solai isostatici in legno e dalla fine del 1800 in ferro (Immagine tratta da slide corso Prof Calderoni Università Federico II NA)
14 (Immagine tratta da slide corso Prof Calderoni Università Federico II NA)
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18 Edifici a struttura portante in c.a. - normalmente comportamento a telaio; ottimo per azioni gravitazionali; meno efficace per azioni sismiche - meno frequente la presenza di pareti in ca
19 Edifici antecedenti al 2008 in zona non sismica calcolati solo per azioni verticali: - molto deboli nei dettagli costruttivi in particolare nei NODI e nelle zone di estremità dei pilastri (mancanza staffe) che sono i punti di maggiore incremento di sollecitazione per azioni sismiche
20 Edifici antecedenti al 2008 in zona non sismica calcolati solo per azioni verticali: - problema dell interazione con i tamponamenti
21 Edifici antecedenti al 2008 in zona non sismica calcolati solo per azioni verticali: - problema della frequente presenza di «piano debole» al piano terra (negozi, autorimesse)
22 Edifici antecedenti al 2008 in zona non sismica calcolati solo per azioni verticali: - problema del martellamento tra strutture adiacenti per mancanza di giunti adeguati (le strutture in ca a telaio sono molto deformabili)
23 COME INTERVENIRE: Eliminazione delle vulnerabilità specifiche - piano debole - pilastro tozzo - masse aggiuntive - espulsione dei tamponamenti
24 COME INTERVENIRE: Interventi sui telai - incamiciatura Pilastri o con acciaio (angolari e calastrelli) o con fibre di carbonio o similari - ingrossamento pilastri
25 COME INTERVENIRE: Interventi sui telai - incamiciatura Nodi o con acciaio o con fibre di carbonio o similari Interventi sui tamponamenti - elementi di collegamento per evitare il ribaltamento fuori piano
26 COME INTERVENIRE: Un principio fondamentale: la congruenza degli interventi; la resistenza di una struttura dipende da tanti fattori (catena ad anelli) -> è inutile migliorare molto un aspetto se resta un anello debole
27 Edifici a struttura portante mista le componenti in ca, se solo pilastri, sono molto meno rigide di quelle in muratura che assorbono quindi quasi completamente le azioni sismiche ma con presenza più limitata di elementi sismo resistenti.
28 COME INTERVENIRE: IN PRIMO LUOGO -> CONOSCERE
29 LA NORMATIVA VIGENTE
30 LA NORMATIVA VIGENTE
31 LA NORMATIVA VIGENTE
32 A meno di sfruttare tecniche particolari le costruzioni per resistere a una azione devono deformarsi e quindi potenzialmente rompersi Diversi stati limite - stato limite di immediata operatività - stato limite di esercizio - stato limite ultimo - stato limite di collasso
33 L EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA Due possibili filosofie da parte del pubblico: - La ricerca della sicurezza - La ricerca della riduzione del rischio...
34 IL PROBLEMA NON SECONDARIO.. Lavori spesso invasivi e quindi problematici da realizzare con la presenza di persone
35 COSA NECESSITA: - La volontà dei proprietari - Il contributo del pubblico
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