DIABETE E ATTIVITA SPORTIVA
|
|
|
- Amerigo Fadda
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 DIABETE E ATTIVITA SPORTIVA M. Mannelli, C.M. Rotella, W. Castellani, Università degli Studi di Firenze A.O. Careggi - Firenze
2 Fisiologia dell esercizio fisico L esecuzione di uno sforzo muscolare prolungato dipende dalla capacità: di trasferire l O 2 ai mitocondri in quantità sufficiente a soddisfare l aumentata richiesta energetica Eliminare la CO2 ad una velocità tale da mantenere lo stato di steady - state (equilibrio acido-base dei muscoli entro il range compatibile con un efficace accoppiamento chimico-meccanico)
3 Fisiologia dell esercizio fisico METABOLISMO ENERGETICO Metabolismo glucidico Metabolismo lipidico Metabolismo proteico
4 Fisiologia dell esercizio fisico METABOLISMO ENERGETICO METABOLISMO GLUCIDICO DI PRONTO INTERVENTO Glicogeno muscolare : rapida scissione rapido esaurimento Gligenolisi epatica Gluneogenesi epatica (da lattato, alanina e piruvato)
5 Fisiologia dell esercizio fisico METABOLISMO ENERGETICO METABOLISMO LIPIDICO ATTIVITA PROTRATTA L ossidazione degli acidi grassi a catena lunga è essenziale per la produzione di ATP nel muscolo Gli acidi grassi derivano dalla lipolisi dei trigliceridi Oltre alla loro aumentata ossidazione si ha aumentata produzione di chetoni
6 Fisiologia dell esercizio fisico METABOLISMO ENERGETICO METABOLISMO PROTEICO OLTRE L ATTIVITA FISICA (RECUPERO) Aumento dell alanina (transaminazione di piruvato dal metabolismo glucidico muscolare) Aumento degli aminoacidi a catena ramificata per maggiore dismissione epatica
7
8 Fisiologia dell esercizio fisico Nell esercizio fisico l organismo si adatta alle nuove e più intense richieste metaboliche attraverso aggiustamenti : Nervosi, Endocrini Metabolici Dipendenti da: Cardiorespiratori Vascolari Intensità Durata Tipo di esercizio fisico Muscolari
9 Fisiologia dell esercizio fisico RISPOSTA ENDOCRINO-METABOLICA ACUTA CRONICA CATECOLAMINE (Glicogenolisi, Lipolisi) GLUCAGONE Glicogenolisi INSULINA GLUCAGONE (Glicogenolisi) CORTISOLO (Glicogenolisi, Neoglucogenesi) GH
10 TIPOLOGIA DEL DIABETE DIABETE MELLITO TIPO 1 Carenza assoluta di insulina DIABETE MELLITO TIPO 2 Insulino-resistenza
11 Fisiopatologia nel DM tipo 1 Scarse concentrazioni di insulina circolanti (terapia inadeguata) non contrastano l eccessivo rilascio di ormoni contro-insulari (cortisolo, glucagone, CA) aggravando l iperglicemia e precipitando i già alti livelli di corpi chetonici. Al contrario, alti livelli di insulina (esogena) circolante possono ridurre o impedire la aumentata mobilizzazione di glucosio e substrati indotta dallo sforzo, causando ipoglicemia.
12
13 Fisiopatologia nel DM tipo 2 Simili eventi possono svilupparsi nei tipi 2 insulino-trattati o in terapia con sulfaniluree. L ipoglicemia durante lo sforzo è di minor rilevanza in questi soggetti (riserva insulinica residua). Inoltre, l esercizio fisico regolare riduce l insulino-resistenza e le alterazioni metaboliche correlate contribuendo al miglior controllo glico-metabolico.
14 Fisiologia dell esercizio fisico Muscolo scheletrico Fibre tipo I ( a contrazione lenta) Determinate geneticamente insulinosensibilità proteina GLUT 4 (che aumenta ulteriormente in risposta all esercizio fisico) capacità ossidativa vascolarizzazione capillare
15 Fisiologia dell esercizio fisico Muscolo scheletrico Fibre tipo II ( a contrazione rapida) II b glicolitiche insulinosensibilità Proteina GLUT 4 IIa ossidative insulinosensibilità Proteina GLUT 4
16 Fisiologia dell esercizio fisico L esercizio fisico, a livello del muscolo scheletrico induce : Vascolarizzazione (quindi esposizione ai substrati energetici e all insulina) Proteina GLUT 4 (quindi captazione del glucosio) Conversione Fibre II b Fibre II a
17 Diabete tipo 2 ed esercizio fisico Numerosi trials condotti con attività regolari al 50-80% di VO2 max per min 3-4 volte/sett evidenziano miglioramenti in HbA1c del 10-20% rispetto al livello basale, soprattutto in diabetici tipo 2 lieve e con elevata insulinoresistenza.
18
19 Diabete tipo 2 ed esercizio fisico: la prevenzione cardiovascolare Il diabete tipo 2 è una componente della Sindrome Metabolica, associata ad insulino-resistenza con ipertensione, obesità androide, ipertrigliceridemia, basso colesterolo HDL, LDL piccole e dense e FFAs. La maggior parte dei soggetti hanno vita sedentaria. Numerosi trials evidenziano il miglioramento della sensibilità insulinica e delle alterazioni metaboliche correlate.
20 Diabete tipo 1 ed esercizio fisico Consentite tutte le attività in pazienti giovani senza complicanze e con buon controllo glico-metabolico. Necessario l automonitoraggio glicemico frequente e la capacità di modificare le dosi insuliniche. L ipoglicemia può insorgere durante, immediatamente o alcune ore dopo l esercizio. La terapia insulinica intensiva con analoghi ad azione rapida ha notevolmente migliorato la flessibilità della terapia.
21 Diabete tipo 1 ed esercizio fisico 1) Prima dell esercizio Evitarlo se chetosi e FPG>250 mg/dl. Cautela se FPG>300 mg/dl senza chetosi. Se FPG<100 mg/dl ingerire CHO. 2) Automonitoraggio glicemico prima e dopo l esercizio. 3) Alimentazione Consumare CHO aggiuntivi per evitare ipoglicemie. Durante lo sforzo disporre di alimenti ricchi in CHO. A.D.A. Diabetes Care 25 (Suppl. 1) S 64-8.
22
23 Diabete ed esercizio fisico Fase di riscaldamento: 5-10 min di attività aerobia (camminare, pedalare) moderata per preparare muscoli, cuore e polmoni per un progressivo incremento nell intensità dell esercizio. Esercizio: preferibilmente attività aerobiche. Fase di raffreddamento: della durata di 5-10 min e strutturata come la fase iniziale per ricondurre gradualmente la FC a livelli pre-esercizio.
24 American Diabetes Association: Clinical Practice Recommendations Eseguire ECG da sforzo in diabetici con elevato rischio per CAD sulla base di: Età>35 anni DM tipo 2 con >10 aa di durata DM tipo 1 con >15 aa di durata Presenza di qualsiasi fattore di rischio aggiuntivo per CAD Presenza di complicanze microvascolari (RDP o microalbuminuria positiva) Vasculopatia periferica Neuropatia autonomica A.D.A. Diabetes Care 25 (Suppl. 1) S 64-8.
25 Diabete ed esercizio fisico Minimizzare i traumi al piede Impiegare calzature adatte (soprattutto se ND) Mantenere adeguata idratazione. Idratarsi prima dello sforzo (17 once circa di fluidi 2 h prima dello sforzo). Sforzi intensi (pesistica) possono essere accettabili per giovani con DM tipo 1, ma non in età adultoavanzata o lunga durata di malattia. Pesistica ripetuta con bassi carichi può essere impiegata per mantenere il tono muscolare.
26 Diabete ed esercizio fisico Se ECG da sforzo positivo o ECG a riposo con alterazioni aspecifiche ST, onde T anomale, valutare se eseguire la scintigrafia miocardica con Tallio. In soggetti con CAD nota valutare la soglia ischemica sotto sforzo e la comparsa di aritmie.
27 RD ed esercizio fisico Se RD proliferante, lo sforzo può precipitare l emorragia vitreale o il distaccamento retinico per trazione; si devono evitare esercizi anaerobi e sforzi violenti o la manovra di Valsalva. Sulla base dell esperienza della Joslin Clinic è stato classificato il rischio relativo all esercizio fisico.
28 RD ed esercizio fisico Livello di RD Consentito Attività precluse Assente - - NP lieve - - NP moderata - Tutte quelle con PA e pesistica NP severa - Tutte quelle con PA, boxe, manovra di Valsalva, sports altamente competitivi Proliferante Nuotare, camminare, attività aerobie con basso FC Tutte quelle con PA, boxe, manovra di Valsalva, pesistica, jogging
29 Nefropatia diabetica ed esercizio fisico Non sono state sviluppate indicazioni specifiche nel diabete complicato da nefropatia (di qualsiasi grado): è comunque ad elevato rischio per CAD. Pazienti con nefropatia incipiente hanno spesso ridotta capacità allo sforzo e si autolimitano. Comunque scoraggiare dal praticare sforzi intensi, senza precludere attività medio-lievi.
30 Neuropatia Diabetica Periferica (NDP) ed esercizio fisico Causa perdita della sensibilità protettiva per il piede. L esercizio ripetitivo su piede insensibile può determinare la formazione di ulcere. Valutare la NDP elicitando i riflessi osteotendinei (rotuleo e achilleo) e la sensibilità vibratoria. Valutare la sensibilità tattile superficiale con l uso del monofilamento. La perdita di sensibilità al monofilamento (10 g) è indicativa di perdita di sensibilità superficiale.
31 ND Autonomica (NAD) ed esercizio fisico Può incrementare il rischio di eventi avversi cardiovascolari. Può essere sospettata con tachicardia a riposo (>100 BPM), ipotensione ortostatica ( PAS>20 mm Hg). Può causare morte improvvisa, ischemia coronarica silente. Pazienti con NAD possono sviluppare ipotensione o ipertensione dopo esercizio fisico; mantenere adeguata idratazione per possibili deficit di termoregolazione.
32 LA PRESCRIZIONE DELL ESERCIZIO Quesiti cui il medico deve rispondere Quale esercizio il paziente deve eseguire? Quanto dovrebbe essere pesante l esercizio? Quanto dovrebbe durare l esercizio? Quanto spesso dovrebbe allenarsi? Qual è il momento migliore per allenarsi?
33 Attività Fisica nel Diabete Nel DM tipo 1: da non impedire; da programmare accuratamente con il Paziente Nel DM tipo 2: da consigliare vivamente in terapia; da programmare con il Paziente.
Obesità e sovrappeso. -Educazione alimentare -Terapia nutrizionale -Esercizio fisico
Obesità e sovrappeso L obesità e il sovrappeso sono l epidemia del Duemila. Un grave problema medico-sociale che richiede un mosaico di interventi: -Approccio cognitivo comportamentale -Educazione alimentare
Diabete e attività fisica
Diabete e attività fisica Dott. Francesco Costantino Clinica Pediatrica Servizio di Diabetologia Infantile Università La Sapienza Roma Tipologia del Diabete Diabete mellito tipo 1 E caratterizzato dalla
A.O. Fatebenefratelli-Oftalmico S.C. Diabetologia Dir. Dr Giampaolo Testori
A.O. Fatebenefratelli-Oftalmico S.C. Diabetologia Dir. Dr Giampaolo Testori Diabete Mellito ed esercizio fisico Dr Pietro Rampini Milano 01.02.2003 Scopo dell incontro Fornire informazioni sugli effetti
Take Home Messages. «Si fa presto a dire attività fisica» Alessandro Scoppola. Dir. UOC di Oncologia IDI-IRCCS Via dei Monti di Creta, Roma
Take Home Messages «Si fa presto a dire attività fisica» Alessandro Scoppola Dir. UOC di Oncologia IDI-IRCCS Via dei Monti di Creta, 104 - Roma «Si fa presto a dire attività fisica» Anni 35 Peso 78 Kg
La malattia diabetica
La malattia diabetica URBINO 15 marzo 2016 Prof. Mauro Andreani La malattia diabetica Malattia sociale Colpisce oltre il 20% della popolazione Per i prossimi 20 anni si prospetta una PANDEMIA OMS per 2025
Insulina. Glucagone Adrenalina e noradrenalina Cortisolo Ormone somatotropo
Insulina Glucagone Adrenalina e noradrenalina Cortisolo Ormone somatotropo Cellula beta del pancreas Glut-2 Preproinsulina Glucosio Sintesi Proinsulina Aminoacidi ed ormoni G.I. Glut-2 Insulina Calcio
Utilizzazione metabolica dei nutrienti
Utilizzazione metabolica dei nutrienti Il rifornimento di substrati è discontinuo Fase postprandiale utilizzazione dei nutrienti esogeni e messa in riserva Fase postassorbitiva (digiuno) mobilizzazione
11 mm Glucosio. [Insulina] (mu/l) Ora de pasto
[Insulina] (mu/l) Insulina e metabolismo nel diabete La concentrazione ematica di glucosio costituisce il più importante segnale fisiologico in grado di regolare la secrezione di insulina. Le isole di
Modificazioni metaboliche indotte dall esercizio fisico. Prof. Giuseppe Calcagno MD PhD Università del Molise
Modificazioni metaboliche indotte dall esercizio fisico Prof. Giuseppe Calcagno MD PhD Università del Molise METABOLISMO = CAMBIAMENTO Il complesso delle trasformazioni chimiche che avvengono nelle cellule
BMI DISTRIBUZIONE GRASSO CORPOREO SINDROME PLURIMETABOLICA
BMI DISTRIBUZIONE GRASSO CORPOREO SINDROME PLURIMETABOLICA TAC ADDOME TAC ADDOME TAC ADDOME TAC ADDOME CARATTERISTICHE METABOLICHE DEL TESSUTO ADIPOSO PORTALE Il tessuto adiposo portale (grasso omentale
Attività fisica,sport e. Diabete
Attività fisica,sport e Diabete Dieta ed esercizio fisico - un ruolo chiave nella gestione terapeutica del diabete mellito di tipo 2 Dieta ed esercizio fisico Insulino- resistenza Grazie a una restrizione
IPOGLICEMIZZANTE NEL GRANDE OBESO
TERAPIA IPOGLICEMIZZANTE NEL GRANDE OBESO Dr.ssa A. Pissarelli AME Torino, 19-21/3/2015 CLASSIFICAZIONE DELL OBESITA BMI < 18.5 BMI 18.5-25 BMI 25-30 BMI 30-35 BMI 35-40 BMI 40-50 BMI 50-60 BMI > 60 SOTTOPESO
La SINDROME METABOLICA Dr. Piero Montrasio
La SINDROME METABOLICA Dr. Piero Montrasio CAM Polidiagnostico LA STORIA Fin dagli anni 50 venivano teorizzate sindromi che combinavano aterosclerosi, gotta e diabete. Con il passare del tempo tali sindromi
Principali ormoni coinvolti nell omeostasi glicemica
Principali ormoni coinvolti nell omeostasi glicemica Glucagone Catecolamine Cortisolo GH iperglicemia Insulina ipoglicemia REGOLAZIONE INSULINICA DELL'UTILIZZO DI GLUCOSIO - Tessuti insulinodipendenti
UNITEL - Università telematica internazionale. Allenamento e produzione ormonale
Allenamento e produzione ormonale 1 Sedentari-Allenati 2 Allenamento e risposta del GH 3 Asse Ipotalamoipofisario Le differenze di risposta si annullano se si considera il carico di lavoro effettuato non
Esperienze di attività motoria su paziente diabetico. CERUTTI Filippo Laurea in Scienze Motorie Università di Torino
Esperienze di attività motoria su paziente diabetico CERUTTI Filippo Laurea in Scienze Motorie Università di Torino Il diabete mellito di tipo 2 o diabete dell'adulto, in quanto compare abitualmente dopo
screening SINDROME METABOLICA
screening SINDROME METABOLICA La prevenzione è la migliore arma di difesa per la tua salute. Fai lo Screening Sindrome Metabolica. Affidati a Lifebrain, la rete di laboratori più grande d Italia. Il paziente
COMPLICANZE DEL DIABETE
COMPLICANZE DEL DIABETE Prof. Alfonso Bellia ACUTE (prevalentemente metaboliche) Ipoglicemia acuta (
Fisiopatologia del metabolismo glucidico in gravidanza
Fisiopatologia del metabolismo glucidico in gravidanza Dott.ssa Rita Cavani Diabetologia USL Modena Cesena 10 Aprile 2010 Dipartimento Medicina Metabolica Prof. C. Carani La Gravidanza è caratterizzata
Principali ormoni coinvolti nell omeostasi glicemica
Principali ormoni coinvolti nell omeostasi glicemica Glucagone Catecolamine Cortisolo GH iperglicemia Insulina ipoglicemia REGOLAZIONE INSULINICA DELL'UTILIZZO DI GLUCOSIO - Tessuti insulinodipendenti
Prevenire le complicanze del diabete: come? Donata Richini
Prevenire le complicanze del diabete: come? Donata Richini Capo di Ponte, 17 marzo 2013 Nel MONDO: 2011 = 366 milioni 2030 = 552 milioni IDF. Diabetes Atlas 5 th Ed. 2011 *Health in european Union:
IPERTENSIONE ARTERIOSA E RISCHIO CARDIOVASCOLARE INQUADRAMENTO FISIOPATOLOGICO E CLINICO DEL RISCHIO CARDIOVASCOLARE GLOBALE NEL PAZIENTE IPERTESO
IPERTENSIONE ARTERIOSA E CARDIOVASCOLARE INQUADRAMENTO FISIOPATOLOGICO E CLINICO DEL CARDIOVASCOLARE GLOBALE NEL PAZIENTE IPERTESO www.fisiokinesiterapia.biz Definizioni e classificazione dei livelli di
Dott. Maurizio Sudano - Urbino
Dott. Maurizio Sudano - Urbino Attività sportive nelle quali la prestazione atletica è prolungata nel tempo e/o nello spazio Sono attività prevalentemente aerobiche Prevalentemente? Provate a farvi queste
Diabete ed obesità Dr. Pietro Rampini
L OBESITA Diabete ed obesità Dr. Pietro Rampini S. C. Diabetologia AO Fatebenefratelli-Oftalmico SOMMARIO Rapporti obesità-diabete - Epidemiologia obesità-diabete - Obesità viscerale - Insulinoresistenza
Apparato endocrino. Controllo della glicemia. Il pancreas endocrino. Università degli Studi di Perugia
Università degli Studi di Perugia Dipartimento di Medicina Sperimentale Sezione di Fisiologia e Biochimica Apparato endocrino Controllo della glicemia Il pancreas endocrino 1 Insulina: struttura e biosintesi
ENDOCRINOLOGIA DELL ESERCIZIO FISICO. Massimo Morè
ENDOCRINOLOGIA DELL ESERCIZIO FISICO Massimo Morè ESERCIZIO FISICO E MODIFICAZIONI FISIOLOGICHE Attività fisica lieve o moderata : glicogeno muscolare glucosio plasmatico acidi grassi liberi impiego trifasico
Effetti dell allenamento sui muscoli e sul metabolismo
Effetti dell allenamento sui muscoli e sul metabolismo ARGOMENTI Ipertrofia muscolare Adattamenti neuromuscolari Effetti dell immobilizzazione e del riallenamento Adattamento dei tipi di fibre e dei capillari
3 SISTEMI ENERGETICI NEL MUSCOLO SCHELETRICO
24-04-2013 3 SISTEMI ENERGETICI NEL MUSCOLO SCHELETRICO 1. METABOLISMO OSSIDATIVO (GLICOLISI AEROBICA) CONSUMO DI OSSIGENO 2. M. ANAEROBICO LATTACIDO (FERMENTAZIONE LATTICA) ACIDO LATTICO 3. M. ANAEROBICO
benefici e rischi Bissolotti L., Passeri E.W., Calabretto C.,Chiari S. Domus Salutis Brescia
L attività fisica adattata: analisi dei benefici e rischi Bissolotti L., Passeri E.W., Calabretto C.,Chiari S. Domus Salutis Brescia Figura sanitaria Gestore risorse Attività fisica adattata Pubblico Paziente
Attività fisica, Sport e Diabete tipo 1. Gabriele Forlani - U.O. Malattie del Metabolismo - Policlinico S. Orsola-Malpighi
Attività fisica, Sport e Diabete tipo 1 - Policlinico S. Orsola-Malpighi 1 Cosa succede alla concentrazione di insulina durante l esercizio fisico? Gli ormoni prodotti durante l esercizio fisico (catecolamine)
Dott. Riccardo Schiaffini. La terapia del DM1 e l aiuto della tecnologia nella pratica dell atletica leggera
Dott. Riccardo Schiaffini La terapia del DM1 e l aiuto della tecnologia nella pratica dell atletica leggera PREMESSA Fin dal 1950 Joslin ha proposto che l attività fisica facesse parte delle tre componenti
Metabolismo energetico nel lavoro muscolare
Metabolismo energetico nel lavoro muscolare Esiste una relazione tra intensità di esercizio e consumo di grassi, scopriamo qu L'energia necessaria per soddisfare le richieste energetiche dell'organismo
Funzione riproduttiva. Sviluppo e crescita. Sistemi ormonali. Omeostasi (mantenimento equilibrio) Produzione, uso e stoccaggio energia
Funzione riproduttiva Sviluppo e crescita Sistemi ormonali Omeostasi (mantenimento equilibrio) Produzione, uso e stoccaggio energia ADATTAMENTO ALL ESERCIZIO FISICO Sistema nervoso autonomo Sistema endocrino
Prescrizione dell attività fisica. Dott. Antonio Verginelli MMG
Dott. Antonio Verginelli MMG Obiettivi generali: Imparare a conoscere e distinguere le tipologie dell attività fisica, Imparare a conoscere i reali benefici dell esercizio fisico a tutte le età, Imparare
PRINCIPI E RACCOMANDAZIONI NUTRIZIONALI PER IL DIABETE
PRINCIPI E RACCOMANDAZIONI NUTRIZIONALI PER IL DIABETE Andrea Scaramuzza Alessandra Bosetti Gian Vincenzo Zuccotti Clinica Pediatrica Università di Milano Ospedale Luigi Sacco PRINCIPI E RACCOMANDAZIONI
Esercizio aerobico L esercizio aerobico migliora la funzionalità dell apparato cariovascolare respiratorio. Svolge quindi
Esercizio aerobico L esercizio aerobico migliora la funzionalità dell apparato cariovascolare e respiratorio. Svolge quindi un ruolo particolarmente rilevante nella prevenzione delle patologie cerebrovascolari,
Ruolo del fegato nella nutrizione
Ruolo del fegato nella nutrizione Centro di distribuzione dei nutrienti per tutti gli altri organi Annulla le fluttuazioni del metabolismo determinate dall assunzione intermittente del cibo Funge da deposito
Approccio Terapeutico all iperglicemia a digiuno e postprandiale. Irene Brandolin S.C. Medicina Interna E.O. Ospedali Galliera Savona, 23 Marzo 2013
Approccio Terapeutico all iperglicemia a digiuno e postprandiale Irene Brandolin S.C. Medicina Interna E.O. Ospedali Galliera Savona, 23 Marzo 2013 La triade glicemica nella gestione del diabete Glicemia
La resistenza. In movimento Marietti Scuola 2010 De Agostini Scuola S.p.A. Novara
La resistenza La resistenza La resistenza è la capacità di protrarre un attività fisica nel tempo, senza che diminuisca l intensità di lavoro, La classificazione della resistenza La resistenza può essere:
Dolcemente... pericoloso: il diabete.
OBIETTIVO PREVENZIONE PER IL TUO CUORE, COL CUORE IN MANO Milano, 24 maggio 2017 Dolcemente... pericoloso: il diabete. Dott. Olga Eugenia Disoteo - Dott. Emanuele Spreafico ASST Grande Ospedale Metropolitano
Dott.ssa Anna Tanzini
Dott.ssa Anna Tanzini Medico Chirurgo Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni Consulente Tecnico Civile e Perito Penale presso il Tribunale di Milano Consulente di Direzione Assicurativo In
Il Diabete come fattore di rischio per le malattie cardiovascolari
SANT ALBINO Giovedì 14 Aprile 2016 Centro Civico Giornata di screening metabolico multifattoriale ad indirizzo cardiovascolare Il Diabete come fattore di rischio per le malattie cardiovascolari Dott. Luigi
09/05/17. REGOLAZIONE ALLOSTERICA determinano cambiamenti di velocità delle vie
1 FASE DI ASSORBIMENTO due quattro ore successive ad un pasto a. Aumento glucosio ematico, a.a. Ed trigliceridi b. Aumento secrezione insulina diminuzione glucagone c. Aumento sintesi del glicogeno, proteine
ATTIVITA FISICA E COMPENSO METABOLICO NELL ADULTO. Donatella Gaviglio CPSE S.C. Endocrinologia, Diabetologia e Metabolismo ASO SANTA CROCE E CARLE
ATTIVITA FISICA E COMPENSO METABOLICO NELL ADULTO Donatella Gaviglio CPSE S.C. Endocrinologia, Diabetologia e Metabolismo ASO SANTA CROCE E CARLE Torino, 14 dicembre 2016 IDF 2009 Criteri Diagnostici della
Il diabete e l occhiol Occhio al diabete
OSPEDALE FATEBENEFRATELLI E OFTALMICO Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale C.so di Porta Nuova 23 20121 Milano U.C. Diabetologia e Malattie del Metabolismo Direttore Dr. G. Testori Ambulatorio Oculistico
Metabolismo glucidico
Metabolismo glucidico Glicemia a digiuno La concentrazione del glucosio nel sangue è una variabile omeostatica: l organismo tende a mantenere le oscillazioni della glicemia entro valori stretti Scopi:
LAVORO CARDIOVASCOLARE
di Roberto Colli LAVORO CARDIOVASCOLARE FREQUENZA CARDIACA Utilizzata nell allenamento cardiovascolare per misurare l intensità del lavoro, sotto forma di FCA. Metodi per il calcolo della FCA: FC Max =
www.fisiokinesiterapia.biz DIABETE MELLITO Ne sono affetti 14 milioni di americani Ogni anno 8.000 individui vanno incontro a cecità da retinopatia Patogenesi Elevati livelli glicemici potrebbero danneggiare
Il ruolo del laureato in Scienze Motorie nella educazione alla Attività Motoria nel Diabete Mellito Tipo 2. CERUTTI Filippo Laurea in Scienze Motorie
Il ruolo del laureato in Scienze Motorie nella educazione alla Attività Motoria nel Diabete Mellito Tipo 2 CERUTTI Filippo Laurea in Scienze Motorie Il diabete mellito di tipo 2 o diabete dell'adulto,
Aggiungendo zinco a questa formula si stabilizza la molecola, che si unisce in esameri e diventa idrofila, Farmacocinetica e legame alle proteine
Le differenze dell'insulina detemir rispetto all'insulina naturale sono la scomparsa del residuo aminoacido Aggiungendo zinco a questa formula si stabilizza la molecola, che si unisce in esameri e diventa
Connessioni. Le cellule cardiache sono unite tra loro da parti più ispessite del sarcolemma dette: Gap - junction
Muscolo cardiaco Le fibrocellule cardiache sono simili alle fibrocellule muscolari di tipo I (fibre rosse), ma si differenziano, infatti: Sono più piccole Non sono polinucleate Minor massa fibrillare (50%
Marina Lanticina Via Pretorio, 30 Magenta (MI)
Marina Lanticina Via Pretorio, 30 Magenta (MI) A. Metabolismo aerobico glicidico quando si bruciano prevalentemente carboidrati (glicidi). Tale meccanismo energetico è molto efficiente e utilizzato in
DR. Francesco Di Millo. LA SINDROME da DEFICIT di TESTOSTERONE come possibile NUOVO FATTORE di RISCHIO per le MALATTIE METABOLICHE
DR. Francesco Di Millo LA SINDROME da DEFICIT di TESTOSTERONE come possibile NUOVO FATTORE di RISCHIO per le MALATTIE METABOLICHE COHN - BENDIT Testosterone nel Sangue Free T (nmol/l) SHBG (10-8 mol/l)
Roma-Ostia: ultime 4 settimane - consigli utili
Roma-Ostia: ultime 4 settimane - consigli utili Aprilia (Lt), 13 Febbraio 2016 Giuseppe CARELLA Allenatore Specialista La resistenza Definizione E la capacità dell organismo di protrarre e sopportare un
La Nutrizione Artificiale dall Ospedale al Domicilio
La Nutrizione Artificiale dall Ospedale al Domicilio Cagliari 25-26 Marzo 2009 Caesar s Hotel 1 LA NUTRIZIONE ARTIFICIALE NEL PAZIENTE IPERCATABOLICO Dr.ssa Giuseppina Loria Servizio Anestesia e Rianimazione
Francesco Marcello. Problematiche dello sport agonistico e dell attività fisica
Francesco Marcello Problematiche dello sport agonistico e dell attività fisica Le caratteristiche fondamentali dei muscoli umani Fibre Tipo I (ST) metabolismo Aerobico ossidativo Tipo II A metabolismo
Il pancreas endocrino
Il pancreas endocrino 1 Indice degli argomenti Che cos è il pancreas endocrino??? Funzioni principali degli ormoni pancreatici Anatomia del pancreas endocrino Innervazione nervosa Cellule β : INSULINA
Gluconeogenesi sintesi di glucosio da precursori non glucidici
GLUCONEOGENESI Gluconeogenesi sintesi di glucosio da precursori non glucidici Precursori: Lattato, ossalacetato, glicerolo Amminoacidi (scheletro carbonioso) Usa le reazioni glicolitiche in direzione
BLOCCO RIASSORBIMENTO TUBULARE
BLOCCO RIASSORBIMENTO TUBULARE 1) INIBITORI TRASPORTO Na;2Cl;K (diuretici dell ansa) Causano escrezione sodio, cloro, potassio, calcio 2) INIBITORI TRASPORTO Na;Cl (diuretici tiazidici) Causano escrezione
Trattamento dietetico dei difetti della Beta ossidazione mitocondriale
Trattamento dietetico dei difetti della Beta ossidazione mitocondriale R.Parini, A.Pozzoli, G.Sersale, F.Furlan Centro per le Malattie metaboliche dell Infanzia, Az Osp.S.Gerardo, Monza Difetti della Beta
ANTONIO MAONE INDICE
INDICE CAPITOLO 1 IL PERIODO EVOLUTIVO 1.1 Cosa si intende per periodo evolutivo 20 1.2 Le fasi dello sviluppo 22 1.3 L importanza dell auxologia 24 1.4 Gli standard di riferimento ed i percentili 25 1.5
FATTORI DI RISCHIO LIVELLO DI DIAGNOSI Obesità viscerale. Circonferenza vita 88 cm. Colesterolo HDL < 50 mg/dl 110 mg/dl
COSTRUIAMO LA CLINICAL GOVERNANCE: IL DIABETE MELLITO SINDROME METABOLICA ED ASSETTO ORMONALE: RISVOLTI NELLA PRATICA CLINICA Giovanni De Pergola Fasano, 15 Maggio 2009 SINDROME METABOLICA CRITERI DIAGNOSTICI
Ipertensione arteriosa Percorso
Ipertensione arteriosa Percorso 1. La classificazione 2. La diagnosi 3. La epidemiologia 4. La etiologia 5. I benefici del trattamento 6. Rischio cardiovascolare globale 1. Classificazione IPERTENSIONE
1 - DEFINIZIONE DELLA SINDROME METABOLICA
1 - DEFINIZIONE DELLA SINDROME METABOLICA Secondo il National Cholesterol Education Almeno tre dei seguenti criteri: Circonferenza della vita > di cm 102 negli uomini e > 88 cm nelle donne Trigliceridemia
La soglia anaerobica o massimo lattato in stato stazionario (MLSS) A cura di Roberto Colli
La soglia anaerobica o massimo lattato in stato stazionario (MLSS) A cura di Roberto Colli da: P.E. di Prampero: La locomozione umana su terra, in acqua, in aria. Fatti e teorie. edi-ermes, Milano, 1985
Lo sport ti salva la vita: esercizio terapia nella prevenzione delle malattie cardiovascolari Lo Scompenso Cardiaco
Lo sport ti salva la vita: esercizio terapia nella prevenzione delle malattie cardiovascolari Lo Scompenso Cardiaco Martedi Salute, Torino 19 Marzo 2019 Dott. Pierluigi Sbarra Cardiologia Ospedale San
Una Medicina su Misura
2 aprile 2011 Una Medicina su Misura Ogni paziente ha la sua Malattia Dott.ssa Sara Mazzoldi Una Medicina su Misura per In questa parte prenderemo in esame 3 tipi di pazienti: paziente con diabete mellito
Che cos'è il diabete? Sabato 05 Maggio 2007 08:16. Informazioni generali. Diabete tipo 1. Diabete tipo 2 1 / 5
Informazioni generali Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (ipe Diabete tipo 1 Riguarda circa il 10% delle persone con diabete e in
CARDIO - FITNESS E DIABETE a cura di Maria Luisa Quinci - Stefano Balducci - Roberto Carminucci
CARDIO - FITNESS E DIABETE a cura di Maria Luisa Quinci - Stefano Balducci - Roberto Carminucci Per il miglioramento dell'efficienza fisica l'attività più indicata è senza dubbio quella "aerobica" (detta
Definizione di Diabete Mellito
Definizione di Diabete Mellito Il diabete mellito è una sindrome cronica dovuta a carenza assoluta o relativa di insulina, associata a gradi variabili di resistenza all'azione dell'insulina stessa da parte
Scheletrico Striato. Cardiaco Striato. Liscio
IL METABOLISMO DEL TESSUTO MUSCOLARE Scheletrico Striato La maggior parte della massa muscolare corporea Volontario Cardiaco Striato Cuore Involontario Liscio Non striato Visceri e vasi sanguigni Involontario
RELAZIONE TRA OSTEOPROTEGERINA ED EMOGLOBINA GLICOSILATA IN UNA POPOLAZIONE DI OBESI NON DIABETICI
RELAZIONE TRA OSTEOPROTEGERINA ED EMOGLOBINA GLICOSILATA IN UNA POPOLAZIONE DI OBESI NON DIABETICI Domenico Caccavo, Serena Bavaro, Alessandro Nitti, Irene Bruno, Silvia Tessa, Mirketa Marku, Giovanni
Ipertiroidismo e metabolismo glucidico
1 CONVEGNO AME EMILIA-ROMAGNA Ipertiroidismo e metabolismo glucidico Dott.ssa Erica Solaroli UOC di Endocrinologia e Malattie del Ricambio Ospedale Bellaria-Maggiore BOLOGNA 15 MAGGIO 2010 1965 Observation
IL METABOLISMO. Dal carbonio agli OGM Capitolo 2
IL METABOLISMO Dal carbonio agli OGM Capitolo 2 IL METABOLISMO L'insieme delle trasformazioni chimiche ed energetiche che si verificano nelle cellule di un organismo vivente e ne garantiscono la conservazione,
DIABETE E IPERGLICEMIA
DIABETE E IPERGLICEMIA Il glucosio è fondamentale per l organismo poiché è il nutriente essenziale per tutte le cellule che lo prelevano direttamente dal sangue. La principale fonte di glucosio risiede
