I LIVELLI DI SCHEDATURA
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- Cesarina Moroni
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1 I LIVELLI DI SCHEDATURA Livello 0: ispezione post-sisma speditiva - operazioni immediate della protezione civile - valutazione macroeconomica degli effetti del terremoto Livello 1: ispezione post-sisma completa - valutazioni di intensità macrosismica - valutazione del danno economico - giudizio di agibilità Livello 2: analisi di vulnerabilità speditiva/territoriale - definizione di indici di vulnerabilità - previsioni di comportamento Livello 3: analisi approfondita di vulnerabilità - rilievo del sistema murario per consentire l applicazione di analisi semplificate della risposta al sisma basate sull individuazione dei meccanismi di rottura nel piano e fuori piano - scelta dell intervento
2 ATTIVITA IN FASE DI EMERGENZA POST-SISMICA I FASE ( I settimana dopo il terremoto) RILIEVO DEL DANNO Schede di I livello AeDES
3 ATTIVITA IN FASE DI EMERGENZA POST-SISMICA I FASE ( I settimana dopo il terremoto) Schede di I livello AeDES RILIEVO DEL DANNO II FASE ( II settimana dopo il terremoto) SCHEDE MINISTERIALI Per il rilievo dei danno sulle chiese e i palazzi
4 ATTIVITA IN FASE DI EMERGENZA POST-SISMICA I FASE ( I settimana dopo il terremoto) Schede di I livello AeDES RILIEVO DEL DANNO II FASE ( II settimana dopo il terremoto) SCHEDE MINISTERIALI Per il rilievo dei danno sulle chiese e i palazzi III FASE (II e III settimana dopo il terremoto) SCHEDE DI II LIVELLO (DISEG) Per il rilievo dei danno sulle chiese
5 PROGRAMMA La schedatura degli edifici in muratura: - livello 1: scheda AeDES Approvazione su G.U. programmata a breve La schedatura degli edifici a carattere monumentale: - livello 1: scheda chiese DPC-GLABEC scheda palazzi DPC-GLABEC - livello 2: scheda chiese DISEG D.P.C.M. 23/02/2006 (G.U. n ) Approvazione dei modelli per il rilevamento dei danni, a seguito di eventi calamitosi, ai beni appartenenti al patrimonio culturale
6 LA SCHEDA AeDES
7 LA SCHEDA AeDES Scheda di 1 livello di rilevamento Danno, pronto intervento e Agibilità per edifici ordinari nell Emergenza post-sismica Elaborata nell ambito del Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti C.N.R.-G.N.D.T. e del Servizio Sismico Nazionale S.S.N. del Dipartimento della Protezione Civile D.P.C. Versione definitiva: 2000 Oggetto: - analisi tipologica e del danno dell edificio in fase di emergenza Finalità: - valutazioni di intensità macrosismica - valutazione fisica del danno - valutazione economica del danno - analisi dell agibilità
8 SCALA MACROSISMICA EMS 98 European Macroseismic Scale (Grunthal 1998): scala empirica di intensità macrosismica Ad ogni tipologia di struttura in muratura, in funzione di materiali usati e tecniche costruttive, si associa una classe di vulnerabilità (scala decrescente dalla A alla E) Definizione dei livelli di danno per edifici in muratura Scala ordinale in gradi di severità di un terremoto basata sugli effetti locali prodotti dal sisma su strutture civili e assetto geotecnico: la soglia minima per cui si possono avere effetti sui manufatti corrisponde al VI grado Muratura Classi di vulnerabilità Tipi di strutture A B C D E Mattone cotto al sole Mattone di terra Pietra semplice Pietra massiccia Non rinforzata, con elementi di pietra lavorata Non rinforzata, con piano RC (pareti in c.a.) Rinforzata o confinata Classe più probabile Intervallo probabile Casi eccezionali Grado 1: danno leggero V I V I I V I I I I X X X I X I I Leggermente dannoso Dannoso Pesantemente dannoso Distruttivo Molto distruttivo Devastante Completamente devastante Grado 2: danno moderato Grado 3: danno grave Grado 4: danno molto grave Grado 5: distruzione
9 LA SCHEDA AeDES Sviluppo: Sezione 1: Identificazione Edificio Sezione 2: Descrizione edificio Sezione 3: Tipologia Sezione 4: Danni ad Elementi Strutturali e Provvedimenti di Pronto Intervento Eseguiti Sezione 5: Danni ad Elementi Non Strutturali e Provvedimenti di Pronto Intervento Eseguiti Sezione 6: Pericolo esterno Indotto da altre Costruzioni e Provvedimenti di Pronto Intervento Eseguiti Sezione 7: Terreno e Fondazioni Sezione 8: Giudizio di Agibilità Sezione 9: Altre Osservazioni
10 LA SCHEDA AeDES Compilazione: percorso di analisi guidato e supportato da abachi e descrizioni Due livelli di grigio oltre allo sfondo bianco: livelli di vulnerabilità crescenti La scheda va compilata per un intero edificio (unità strutturale cielo terra, distinguibile dagli edifici adiacenti per caratteristiche tipologiche e per differenza di altezza e/o età di costruzione, piani sfalsati, etc.) caselle quadrate possibilità di multiscelta caselle tonde possibilità di singola scelta
11 LA SCHEDA AeDES Individuazione: Sulla base delle sezioni 3 7 della scheda RISCHIO AGIBILITA PROVVEDIMENTI DI PRONTO INTERVENTO
12 LA SCHEDA AeDES Posizione edificio: se l edificio non è isolato su tutti i lati, va indicata la sua posizione all interno dell aggregato (interno, d estremità, d angolo). Denominazione edificio o proprietario: indicare la denominazione se edificio pubblico o il nome del condominio o di uno dei proprietari se privato (es.: Condominio Verde, Rossi Mario).
13 LA SCHEDA AeDES L edificio in generale non è pre-individuato: è compito del rilevatore il suo riconoscimento e la sua identificazione sulla cartografia riportata nello spazio della prima facciata. Il codice identificativo dell edificio viene poi assegnato presso il coordinamento comunale (COM Centro Operativo Misto) dove i rilevatori comunicano l esito del sopralluogo. La numerazione degli aggregati e degli edifici deve essere tenuta aggiornata in una cartografia generale presso il COM in modo che i rilevatori possano riferire le visite di sopralluogo, che sono richieste in genere su unità immobiliari, all edificio che effettivamente le contiene.
14 LA SCHEDA AeDES N piani totali con interrati: numero di piani complessivi dell edificio dallo spiccato di fondazioni, incluso quello di sottotetto solo se praticabile. Computare interrati i piani mediamente interrati per più di metà della loro altezza Altezza media di piano: altezza che meglio approssima la media delle altezze di piano presenti Superficie media di piano: intervallo che comprende la media delle superfici di tutti i piani Età: è possibile fornire 2 indicazioni: la prima è sempre l età di costruzione, la seconda è l eventuale anno in cui si sono effettuati eventuali interventi sulle strutture Uso: tipi di uso compresenti nell edificio Utilizzazione: abbandonato si riferisce al caso di non utilizzato in cattive condizioni
15 LA SCHEDA AeDES Per gli edifici in muratura si possono segnare due combinazioni: strutture orizzontali e verticali prevalenti strutture orizzontali e verticali più vulnerabili Due tipi di muratura in ragione della qualità (materiali, legante, realizzazione): per ognuno è possibile segnalare la presenza di cordoli o catene se sufficientemente diffusi; è da rilevare l eventuale presenza di pilastri isolati (in c.a., muratura, acciaio o legno).
16 LA SCHEDA AeDES Gli edifici si considerano con strutture intelaiate (c.a. o acciaio), se l intera struttura portante è in c.a. o acciaio. Le tamponature sono irregolari quando presentano asimmetrie in pianta e/o in elevazione o sono completamente assenti in un piano in almeno una direzione. Situazioni miste (muratura-telai) o rinforzi vanno indicate nelle colonne G ed H: G1: c.a. (o altre strutture intelaiate) su muratura G2: muratura su c.a. (o altre strutture intelaiate) G3: Muratura mista a c.a. (o altre strutture intelaiate) in parallelo sugli stessi piani H1: Muratura rinforzata con iniezioni o intonaci non armati H2: Muratura armata o con intonaci armati H3: Muratura con altri o non identificati rinforzi
17 LA SCHEDA AeDES I danni sono quelli riscontrabili a vista. Righe: tipi di componente l'organismo strutturale; Colonne: livelli di danno presenti sulla componente e le relative estensioni in percentuale. La definizione del livello di danno riscontrato è basata sulla scala EMS98: D1 danno leggero: non cambia in modo significativo la resistenza della struttura e non pregiudica la sicurezza degli occupanti D2-D3 danno medio grave: danno che potrebbe cambiare in modo significativo la resistenza della struttura senza che venga avvicinato il limite del crollo parziale di elementi strutturali D4-D5 danno gravissimo: danno che modifica la resistenza della struttura portandola vicino al limite del crollo parziale o totale di elementi strutturali; include il collasso. Provvedimenti di pronto intervento eseguiti: quelli che con tempi e mezzi limitati conseguono una eliminazione o riduzione accettabile del rischio; vanno indicati quelli già messi in atto.
18 LA SCHEDA AeDES Sezione 5 - presenza del danno e eventuali provvedimenti già in atto Sezione 6 - pericoli indotti da costruzioni adiacenti e/o contesto e eventuali provvedimenti presi Sezione 7 - morfologia del sito ed eventuali dissesti su terreno e/o fondazione, in atto o temibili
19 LA SCHEDA AeDES Sezione 5 - presenza del danno a elementi non strutturali e eventuali provvedimenti già in atto Sezione 6 - pericoli indotti da costruzioni adiacenti e/o contesto e eventuali provvedimenti presi Sezione 7 - morfologia del sito ed eventuali dissesti su terreno e/o fondazione, in atto o temibili
20 LA SCHEDA AeDES Il rilevatore stabilisce le condizioni di rischio dell edificio sulla base delle informazioni raccolte (ispezione visiva, proprie valutazioni, condizioni strutturali, condizioni degli elementi non strutturali, pericolo derivante dalle altre costruzioni e situazione geotecnica) L esito B va indicato quando la riduzione del rischio si può conseguire con il pronto intervento (opere di consistenza limitata, di rapida e facile esecuzione che rendono agibile l edificio) L esito D solo in casi particolarmente problematici e soprattutto se si tratta di edifici pubblici la cui inagibilità compromette funzioni importanti
21 LA SCHEDA AeDES Provvedimenti di pronto intervento: indicare i provvedimenti necessari per rendere agibile l edificio e/o per eliminare rischi indotti Unità immobiliari inagibili, famiglie e persone evacuate: sono da indicare gli effetti del giudizio di inagibilità, qualora confermato dal Sindaco; vanno pertanto indicate anche le famiglie e persone da evacuare, oltre a quelle che abbiano già lasciato l edificio
22 LA SCHEDA AeDES Riportare le annotazioni che si ritengono importanti per meglio precisare i vari aspetti del rilevamento sul danno, sui provvedimenti di pronto intervento, l agibilità o altro Eventuale fotografia d insieme dell edificio
23 STRUTTURE IN MURATURA: TIPOLOGIE Classe D-E Classe D-E Classe A-B Classe A-B
24 STRUTTURE IN MURATURA: TIPOLOGIE Solai rigidi o con deformabilità trascurabile Solai deformabili Collegamenti efficaci Collegamenti inefficaci
25 STRUTTURE IN MURATURA: TIPOLOGIE
26 STRUTTURE IN MURATURA: TIPOLOGIE Classe E Classe D
27 STRUTTURE IN MURATURA: TIPOLOGIE Classe C Classe B
28 MECCANISMI FUORI PIANO DI PORZIONI DI EDIFICIO Danno: lesioni inclinate di notevole ampiezza; lesioni verticali nelle fasce di piano, in corrispondenza di aperture. Meccanismo: ribaltamento fuori piano di porzioni di edificio.
29 MURATURE D AMBITO: MECCANISMI FUORI PIANO Danno: crollo totale della facciata. Meccanismo: rotazione fuori piano della facciata con formazione di una cerniera cilindrica, ad asse orizzontale, in corrispondenza dello spiccato delle fondazioni. Cause strutturali: scarso collegamento delle pareti ortogonali; mancanza di catene o cordoli che consentano il comportamento scatolare della struttura muraria.
30 MURATURE D AMBITO: MECCANISMI FUORI PIANO Danno: crollo dell angolata Meccanismo: rotazione fuori piano dell angolo per interazione di forze agenti sulle pareti ortogonali. Cause strutturali: inefficiente collegamento tra i muri d ambito; insufficiente ammorsamento dei solai alle murature perimetrali; presenza di aperture in vicinanza degli spigoli (la linea di frattura spesso segue la distribuzione delle aperture in facciata).
31 MURATURE D AMBITO: DISCONTINUITA MURARIE Danno: scollamento tra i paramenti della muratura; crolli locali ed espulsioni di materiale. Meccanismo: ribaltamento fuori piano di vaste porzioni di paramento esterno. Cause strutturali: murature di qualità scadente per materiali, composizione e caratteristiche costruttive: murature a più paramenti accostati (scarso ammorsamento trasversale, assenza di diatoni, scarsa adesione e coesione delle malte, presenza di vuoti); murature degradate.
32 MURATURE D AMBITO: MECCANISMI FUORI PIANO INNESCATI DALLE COPERTURE Danno: crolli locali nella sommità dei muri di timpano; crolli isolati del cornicione. Meccanismo: rotazione fuori piano di parte della facciata, dovuta al martellamento della trave di colmo, su cui si concentra l azione sismica. Cause strutturali: copertura non efficacemente collegata alla muratura.
33 INTERVENTI DI SOSTITUZIONE DI SOLAI E COPERTURE Irrigidimento degli orizzontamenti non accompagnato da adeguato consolidamento delle murature Espulsione della facciata Scorrimento rigido della copertura
34 MURATURE D AMBITO: MECCANISMI NEL PIANO - TAGLIO DELL INTERA FACCIATA Danno: lesioni diffuse inclinate o a croce di S.Andrea. Meccanismo: rottura a taglio dell intera facciata. Cause strutturali: in presenza di aperture, le lesioni s innescano dagli spigoli delle stesse, ove sussiste una maggiore concentrazione di tensioni; muratura di modesta qualità o in presenza di discontinuità.
35 MURATURE D AMBITO: MECCANISMI NEL PIANO - TAGLIO NELLE FASCE DI PIANO Danno: lesioni incrociate o diffuse nelle zone al di sopra degli architravi delle aperture. Meccanismo: rottura a taglio delle fasce di piano, per sollecitazioni di flessione nel piano della parete. (Le fasce di piano ripartiscono la forza sismica tra i maschi murari, finché si arriva alla crisi del sistema fascia di piano-maschio murario. La parete reagisce allora come un insieme di mensole indipendenti, incastrate alle base). Cause strutturali: presenza di architravi deboli; fascia di muratura tra le aperture ridotta in altezza e nello spessore.
36 MURATURE D AMBITO: MECCANISMI NEL PIANO - TAGLIO NEI MASCHI MURARI Danno: lesioni nei maschi tozzi (inclinate nei pannelli d estremità, ed ev. incrociate nei pannelli centrali). Meccanismo: rottura a taglio nella parete sollecitata nel proprio piano. Cause strutturali: presenza di molte aperture; muratura scadente o in presenza di discontinuità.
37 MURATURE D AMBITO: MECCANISMI NEL PIANO: RIBALTAMENTO DEI MASCHI MURARI Danno: lesioni pressoché orizzontali anche di notevole ampiezza (lembi tesi), localizzate soprattutto nei maschi alla base dell edificio; eventuale schiacciamento dello spigolo (lembo compresso) per raggiungimento del valore di rottura della muratura. Meccanismo: ribaltamento dei maschi murari per rotazione nel loro piano. Cause strutturali: eccessiva snellezza dei maschi murari, dovuta alla presenza di aperture troppo numerose o di dimensioni eccessive.
38 CONFIGURAZIONE PLANO-VOLUMETRICA: IRREGOLARITÀ PLANIMETRICHE Danno: lesioni a taglio concentrate sulle pareti di un ala dell edificio. Meccanismo: rotazione dell edificio nel suo complesso, o relativa tra le sue parti. Cause strutturali: mancanza di regolarità di forma in pianta (diverso assorbimento delle forze sismiche per il disassamento del centro delle masse con il centro della rigidezze).
39 INTERAZIONE EDIFICIO-EDIFICIO Danno: lesioni verticali in corrispondenza dell attacco tra diversi edifici. Meccanismo: risposte differenziate all azione sismica degli edifici adiacenti; nei punti di collegamento, caratterizzati da modesta efficacia meccanica, si presenta una concentrazione di sforzi di trazione che porta alla rottura del collegamento stesso. Cause strutturali: scadente collegamento tra i corpi a contatto; differente rigidezza dei corpi.
40 INTERAZIONE EDIFICIO-TERRENO: CEDIMENTI DI FONDAZIONE Danno: lesioni generalizzate (verticali o inclinate), anche di notevole ampiezza; scorrimenti; crolli. Meccanismo: rotazioni fuori piano e/o scorrimenti di parti o dell intero edificio. Cause strutturali: disomogeneità nella portanza del terreno; eccessiva pendenza del terreno.
41 DANNI A STRUTTURE IN C.A.: SOFT STOREY PIANO TERRA Friuli, 1976 Kobe, 1995
42 DANNI A STRUTTURE IN C.A.: SOFT STOREY PIANI INTERMEDI Izmit, 1999 Kobe, 1995
43 DANNI A STRUTTURE IN C.A.: CONTROVENTI ECCENTRICI Kobe, 1995
44 EFFETTO DEI TAMPONAMENTI Mexico, 1986 Erzican, 1992
45 EFFETTO DEI TAMPONAMENTI Montenegro, 1979 Mexico, 1986
46 TELAI PARZIALMENTE TAMPONATI Friuli, 1976 Montenegro, 1979 Izmit, 1999
47 EFFETTO COLONNA TOZZA Northridge, 1994
48 RIBALTAMENTO Taiwan, 1999
49 MARTELLAMENTO EDIFICI ADIACENTI MEXICO, 1985
50 COLLEGAMENTI TRA ELEMENTI PREFABBRICATI Adapazari, 1999
51 LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO
52 LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO Rilievo del danno e della vulnerabilità sismica delle chiese - Scheda di II livello Elaborata dal Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti C.N.R.-G.N.D.T. e dal Servizio Sismico Nazionale S.S.N. del Dipartimento della Protezione Civile D.P.C. e messa a punto dall Università degli Studi di Genova (prof. S. Lagomarsino) Finalità: - conoscenza della chiesa - analisi del danno - analisi della vulnerabilità - studio per macroelementi - giudizio di agibilità - individuazione opportuna degli interventi
53 LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO Sviluppo in 3 parti: 1. conoscenza generale della fabbrica, 2. rilievo del danno e della vulnerabilità della chiesa, 3. giudizio di agibilità.
54 LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO presidi antisismici (che possono contrastare l attivazione del suddetto cinematismo) e indicatori di vulnerabilità (che possono aumentare la propensione al danneggiamento): presenza o l assenza (Si No) e giudizio sull efficacia del particolare costruttivo 0: inefficace 1: modesto 2: buona 3: completamente efficace rilievo del danno: valutazione effettuata in relazione a 5 livelli di danno in accordo con la EMS98
55 LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO Indice di danno i d 1 5 N k= 1 = N ρ d k= 1 k ρ k k dove: ρ k è il peso assegnato a ciascun meccanismo d k è il livello di danno subito nei riguardi del k-esimo meccanismo (da 0 a 5) N è il numero di meccanismi che si sarebbero potuti attivare nella chiesa (N 28)
56 LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO Indice di vulnerabilità i v = ρ ( v v ) k ki kp k= k= 1 ρ k 1 2 dove per il k-esimo meccanismo: ρ k è il peso assegnato a ciascun meccanismo v ki e v kp sono, rispettivamente, il punteggio ottenuto dal rilievo degli indicatori di vulnerabilità e dei presidi antisismici N è il numero dei meccanismi possibili (N 28).
57 LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO
58 LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO
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88 LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO
89 LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO
90 LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO
91 LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO
92 Chiesa di S. Maria Immacolata COMUNE DI NAVE
93 Datazione: 1741 (ultima modifica 1933) Impianto: navata centrale Caratteristiche del sito: in piano Destinazione d uso: parrocchia Condizioni d uso: quotidiano Posizione: nel contesto urbano Stato di manutenzione generale: lavori in corso Presenza di lesioni precedenti esistenti Dimensioni complessive della fabbrica Lunghezza : 50 m Larghezza: 27 m Altezza media: 28 m
94 RIBALTAMENTO DELLA FACCIATA
95 RIBALTAMENTO DELLA FACCIATA
96 Lesione preesistente ampliatasi in seguito al terremoto MECCANISMO NEL PIANO DELLA FACCIATA
97 RISPOSTA TRASVERSALE DELL AULA
98 RISPOSTA LONGITUDINALE DELL AULA
99 VOLTE DELLEA NAVATA CENTRALE
100 VOLTE DELLEA NAVATA CENTRALE Lesioni preesistenti si sono ampliate in seguito al terremoto
101 ARCHI TRIONFALI
102 CALCOLO DELL INDICE DI DANNO: 1 = 28 id k = d 1 k i 5N d = 0,26
103 Chiesa di S. Benedetto da Norcia COMUNE DI POMPEGNINO (COMPILAZIONE DELLA SCHEDA)
104 AULA Datazione: 18 sec Impianto: navata centrale Caratteristiche del sito: su versante Destinazione d uso: parrocchia Condizioni d uso: settimanale Posizione: corpi bassi annessi Stato di manutenzione generale: scadente Presenza di lesioni precedenti esistenti Lunghezza : 5 m Larghezza: 13 m Altezza media: 6,5 m ABSIDE Lunghezza : 4 m Larghezza: 4 m Altezza media: 5,5 m CAMPANILE Lunghezza : 2 m Larghezza: 2 m Altezza media: 14 m
105 MECCANISMO DI RIBALTAMENTO DELLA FACCIATA Lesioni tipiche
106 MECCANISMO SOMMITA DELLA FACCIATA Lesioni tipiche
107 MECCANISMO NEL PIANO DELLA FACCIATA Lesioni tipiche
108 RISPOSTA TRASVERSALE DELL AULA Lesioni tipiche
109 RISPOSTA LONGITUDINALE DELL AULA Lesioni tipiche
110 VOLTE DELLEA NAVATA CENTRALE Lesioni tipiche
111 MECCANISMO DI TAGLIO NELL ABSIDE Lesioni tipiche
112 VOLTA DEL PRESBITERIO Lesioni tipiche
113 INTERAZIONI IN PROSSIMITA DI IRREGOLARITA PLANO- ALTIMETRICHE Lesioni tipiche
114 TORRE CAMPANARIA Lesioni tipiche
115 Lesioni tipiche CELLA CAMPANARIA
116 CALCOLO DELL INDICE DI DANNO: 1 = 28 id k = d i 1 k d = 0,65 5N Università degli studi di Padova - Dipartimento di Costruzioni e Trasporti
117 MESSA IN SICUREZZA DI: 1) volta absidale e presbiteriale; 2) 2 campata dell aula; 3) archi di accesso dall aula alla sacrestia (pareti torre); 4) archivolto porta d ingresso;
118 5) puntellamenti delle pareti perimetrali dell edificio; 6) transennamento dell area del sagrato; 7) cerchiatura di torre e cella campanaria; 8) messa in sicurezza del lato sud, verso le case;
119 5) puntellamenti delle pareti perimetrali dell edificio; 6) transennamento dell area del sagrato; 7) cerchiatura di torre e cella campanaria; 8) messa in sicurezza del lato sud, verso le case;
120 5) puntellamenti delle pareti perimetrali dell edificio; 6) transennamento dell area del sagrato; 7) cerchiatura di torre e cella campanaria; 8) messa in sicurezza del lato sud, verso le case; Università degli studi di Padova - Dipartimento di Costruzioni e Trasporti
121 LA SCHEDA CHIESE DI I LIVELLO
122 LA SCHEDA CHIESE DI I LIVELLO Scheda per il rilievo del danno ai beni culturali Chiese Messa a punto dal Dipartimento della Protezione Civile D.P.C. nell ambito del Gruppo di LAvoro per la prevenzione dei BEni Culturali dai rischi naturali G.LA.BE.C. Finalità: - conoscenza della chiesa - analisi del danno dei vari macroelementi - analisi del danno dei beni artistici contenuti - giudizio di agibilità e provvedimenti di pronto intervento - stima economica dei danni e dei costi di intervento - individuazione opportuna degli interventi
123 LA SCHEDA CHIESE DI I LIVELLO
124 LA SCHEDA CHIESE DI I LIVELLO
125 LA SCHEDA CHIESE DI I LIVELLO
126 LA SCHEDA CHIESE DI I LIVELLO
127 LA SCHEDA CHIESE DI I LIVELLO
128 LA SCHEDA PALAZZI
129 LA SCHEDA PALAZZI Scheda per il rilievo del danno ai beni culturali Palazzi Messa a punto dal Dipartimento della Protezione Civile D.P.C. nell ambito del Gruppo di LAvoro per la prevenzione dei BEni Culturali dai rischi naturali G.LA.BE.C. Finalità: - conoscenza del manufatto - analisi del danno - studio dei vari macroelementi - analisi del danno dei beni artistici contenuti - giudizio di agibilità e provvedimenti di pronto intervento - stima economica dei danni e dei costi di intervento - individuazione opportuna degli interventi
130 LA SCHEDA PALAZZI
131 LA SCHEDA PALAZZI
132 LA SCHEDA PALAZZI
133 LA SCHEDA PALAZZI
134 LA SCHEDA PALAZZI
135 LA SCHEDA PALAZZI
136 LA SCHEDA PALAZZI
LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO
LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO LA SCHEDA CHIESE DI II LIVELLO Chiesa di S. Maria Immacolata COMUNE DI NAVE Datazione: 1741 (ultima modifica 1933) Impianto: navata centrale
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