Filosofia del linguaggio Alfredo Paternoster

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1 Filosofia del linguaggio Alfredo Paternoster

2 Per cominciare Alcune domande che filosofi e linguisti si sono posti: Come facciamo a comunicare? Quali condizioni sono richieste perché vi sia comprensione? Perché qualche volta non ci capiamo? Come fa il linguaggio a parlare del mondo? Che tipo di relazione c è tra parole e cose? Che relazione c è tra linguaggio e pensiero? Come acquisiamo il linguaggio? Quando e perché è comparso il linguaggio? Come si è evoluto?

3 Per cominciare Esiste una scienza del linguaggio? Se sì, è una scienza della natura o una scienza umana? Quali fatti è chiamata a spiegare?

4 LINGUISTICA È lo studio scientifico del linguaggio (umano o naturale): - Ha una base empirica: i proferimenti reali (ed eventualmente quelli potenziali) dei parlanti. - Procede per formulazione di ipotesi controllabili relative alla struttura del linguaggio - Tali ipotesi devono dar conto di una molteplicità di fatti particolari - Ha natura descrittiva, non normativa.

5 Linguaggio e Lingue Linguaggio: facoltà della specie umana. Lingua: realizzazioni storico-culturali del linguaggio (es. italiano, inglese, russo, napoletano, ) Il linguaggio è cioè la struttura universale comune a tutte le lingue. Studio del linguaggio è sincronico (astorico): LINGUISTICA (TEORICA). Le singole lingue possono essere studiate sia da un punto di vista storico o diacronico (à Glottologia), sia, come il linguaggio, in modo sincronico.

6 Discipline di frontiera - Psicolinguistica - Neurolinguistica - Sociolinguistica - Linguistica computazionale

7 Una definizione generale di linguaggio Linguaggio = <sistema di segni, regole di combinazione> Segno = qualcosa che sta per qualcos altro. Ciò per cui sta un segno è il suo significato. C è qualcosa che deve determinare per quale significato sta un certo segno ( interpretante ) Tra i segni linguistici ci sono relazioni di vario genere. Regole: in prima istanza sono sintattiche (= formali); tuttavia alle regole sintattiche corrispondono composizioni semantiche: combiniamo i segni perché ci sono significati complessi costruiti a partire da significati più semplici (à composizionalità).

8 Classificazione dei segni secondo Peirce - INDICI: la relazione tra segni e significati è naturale (es. causale: il fumo significa, cioè indica, il fuoco). - ICONE: la relazione tra segni e significati è di somiglianza (es. segnali stradali, emoticon) - SIMBOLI: la relazione tra segni e significati è arbitraria e convenzionale. Nella grandissima maggioranza dei casi i segni linguistici sono simboli.

9 Linguaggio e comunicazione Comunicare = trasmettere significati (messaggi, contenuti, informazioni) Le nozioni di linguaggio e comunicazione vanno spesso insieme (perché, verosimilmente, la funzione primaria del linguaggio è quella comunicativa), ma: - Non tutti i sistemi di comunicazione sono linguistici (si può comunicare anche non linguisticamente à es. animali) - Non tutti gli usi linguistici sono comunicativi

10 Linguaggio naturale Ha senso parlare di linguaggio naturale (in quanto opposto ai linguaggi animali e, anche se in modo più sfumato, ai linguaggi artificiali), perché tutte le lingue esibiscono tre proprietà fondamentali: - Discretezza - Produttività (à Ricorsività) - Dipendenza dalla struttura La linguistica teorica è la scienza del linguaggio naturale.

11 Le tre caratteristiche Discretezza: il flusso del parlato è costituito da unità linguistiche distinte, separabili. Produttività: con un numero finito di unità linguistiche semplici si possono costruire infinite unità linguistiche complesse. Dipendenza dalla struttura: Dietro l apparente disposizione lineare dei segni in una frase c è un organizzazione (gerarchica): tra segni non adiacenti ci sono certe relazioni che i parlanti devono padroneggiare per comprendere la frase.

12 Articolazioni disciplinari della linguistica - Fonetica/Fonologia: studio dei suoni linguistici - Grammatica: studio di come unità più semplici si compongono a formare unità più complesse - Morfologia (struttura interna delle parole) - Sintassi (struttura interna degli enunciati) - Semantica: studio del significato - Pragmatica: studio degli usi del linguaggio (nei processi comunicativi)

13 Articolazioni disciplinari della linguistica Es. Morris (1938): La sintassi si occupa dei segni in quanto tali, prescindendo dalla loro interpretazione e dal loro uso; la semantica si occupa del significato dei segni; la pragmatica, infine, si occupa di ciò che con i segni si può fare, dei loro impieghi concreti.

14 Principio della doppia articolazione (Martinet 1960) 1) Unità prive di significato (à fonemi, es. /c/, /a/, /n/) si compongono a formare unità dotate di significato (à morfemi, es. can-e) e 2) Unità dotate di significato si compongono a formare unità più complesse dotate di significato ( (es. paroleàfrasi)

15 FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO Riflessione filosofica su linguaggio (fin dal Cratilo di Platone): - origine e funzione del linguaggio - relazione tra linguaggio e pensiero - relazione tra linguaggio e mondo (naturale) - relazione tra linguaggio e società Nel complesso prevale l interesse per le questioni di significato. La filosofia del linguaggio è in larga parte teoria semantica (e pragmatica).

16 Filosofia analitica del linguaggio E la filosofia del linguaggio dominante nel Novecento. Si caratterizza per: - ampio consenso sulla centralità di alcuni testi (Frege, Russell, Wittgenstein) e di certi problemi (es. composizionalità, indicalità, ) - attenzione per gli usi ordinari, quotidiani del linguaggio - condivisione di un metodo - uso estensivo di logica formale

17 Il metodo analitico «I filosofi del linguaggio hanno anche convenuto su un metodo di discussione difficile da definire in modo preciso, ma in cui hanno gran parte le definizioni e le argomentazioni esplicite, l uso di controesempi per invalidare proposte di soluzione, il ricorso non acritico, ma sistematico alle assunzioni del senso comune e ai risultati delle scienze naturali e della matematica.» (Marconi 1999)

18 Uso della logica formale La logica formale viene considerata un buon modello della struttura del linguaggio naturale: ciò che diciamo ha una struttura logica (il che significa: i costituenti di un enunciato dotato di significato e le relazioni tra di essi sono descrivibili da nozioni logiche) I linguaggi logici sono una versione idealizzata del linguaggio naturale (senza ambiguità, polisemia, dipendenza dal contesto, vaghezza, ) Alcune nozioni logiche sono buoni modelli del significato linguistico. Costruttivismo logico (Burge) = formulazione dei problemi filosofici in un linguaggio scientifico. La scienza è il modello a cui si ispira la filosofia.

19 Linguaggio e logica (un primo cenno ) Perché c è un nesso stretto tra il linguaggio e la logica (= scienza del ragionamento corretto)? 1) Il linguaggio è l espressione del pensiero e il pensiero è retto da leggi logiche (à Frege). Dunque il linguaggio possiede una struttura logica in quanto esprime il pensiero; o, almeno, in quanto esprime il pensiero retto, quello che ci porta alla conoscenza vera. 2) Il concetto centrale della logica è quello di verità e la nozione di verità va posta alla base di una teoria del significato (à sempre Frege)

20 Linguaggio e logica: il concetto di inferenza La padronanza del linguaggio, a livello sia semantico sia pragmatico, richiede capacità inferenziali. Inferenza = relazione tra un insieme di proposizioni P 1,P 2, P n (le premesse) e una proposizione Q (la conclusione), tale che se le premesse sono vere, allora è vera anche la conclusione. Il concetto di inferenza è il concetto centrale della logica, perché la logica fissa le regole in base alle quali un inferenza è valida, cioè quando una conclusione segue effettivamente dalle premesse.

21 Filosofia del linguaggio e linguistica Rapporti tuttora molto stretti. A differenza che nel caso di altre discipline scientifiche, i materiali empirici del linguista sono facilmente accessibili anche al filosofo. Differenze: - La fdl si occupa soprattutto di questioni di significato, che resta invece tema molto sfuggente per la linguistica ( poco scientifico ) - La fdl non guarda solo al linguaggio naturale e ai suoi usi concreti (à linguaggi logici) - La fdl ha fatto da levatrice per la linguistica (à pragmatica) - La fdl spesso si interessa di linguaggio essendo motivata da interessi extralinguistici, ad es. si occupa di linguaggio in quanto questo è un veicolo di conoscenza o di trasmissione del pensiero

22 Filosofia del linguaggio e filosofia linguistica La filosofia linguistica è stata un interpretazione, oggi tramontata, della filosofia del linguaggio, in base alla quale i problemi filosofici sono problemi di linguaggio. Questo è stato inteso in due sensi: - (Wittgenstein): i problemi filosofici nascono da fraintendimenti del linguaggio e si dissolvono una volta messo a fuoco il fraintendimento (filosofia del linguaggio come terapia per liberarsi da psuedoproblemi) - (neopositivismo, Austin): i problemi filosofici sono problemi di significato. Un appropriata analisi semantica (o concettuale) li risolve o almeno è il punto da cui bisogna partire per affrontarli.

23 Semantica Che cosa deve fare una teoria semantica? (A quali domande deve dare risposta?) - deve spiegare che cos è il significato (= che tipo di cosa è il significato linguistico) - deve specificare, per ogni parola di una lingua naturale, il suo significato e spiegare in che modo il significato delle frasi si ottiene a partire dal significato delle parole - deve spiegare come facciamo a comprenderci e perché in alcuni casi non ci comprendiamo - deve specificare dei criteri di sinominia (= a quali condizioni due espressioni sono sinonime) - deve spiegare che rapporto c è tra significato e uso (à relazione tra semantica e pragmatica).

24 Semantica Le seguenti affermazioni (vere) 1) Il significato di mamma è diverso dal significato di papà 2) Il significato di scapolo è lo stesso del significato di uomo non sposato 3) biribì non ha alcun significato. sono simili alle seguenti affermazioni (altrettanto vere): 1) Il colore del sole è diverso dal colore del mare 2) Il colore del cielo lo stesso del colore della tua camicia 3) I suoni non hanno alcun colore

25 Semantica In entrambi i casi ci si può chiedere che cosa li rende veri. Teoria dei colori = studio del colore = che cos è il colore? In cosa consiste la proprietà di avere un colore? Cioè: In virtù di quale/quali caratteristiche una cosa ha un colore? In virtù di che cosa due cose hanno uno stesso/ diverso colore? Semantica = teoria del significato = che cos è il significato? Lo studio del significato delle espressioni linguistiche studio generale, dunque non del significato di singole parole ma di quella proprietà, l avere significato, che è comune a tutte le espressioni di un linguaggio.

26 Semantica Quali sono i fatti o fenomeni che una teoria semantica è chiamata a spiegare? Esempi: - Sinonimia - Ambiguità - Dipendenza contestuale - Produttività/Composizionalità

27 Sinonimia È la relazione che sussiste tra due espressioni che hanno lo stesso significato. Es. felicità/gioia(/letizia) manifesto/evidente penna/biro branzino/spigola brillante/splendente

28 Sinonimia Come gli esempi mostrano, la sinonimia è questione di grado e presenta margini di arbitrarietà. La cosiddetta sinonimia lessicale totale (= equivalenza, cioè intersostituibilità in tutti i contesti, di due o più parole) è molto rara. Più facile (sorprendentemente?), trovare relazioni di sinonimia tra lingue diverse: neve/snow cane/dog libertà/freedom studente/student

29 Ambiguità È di due tipi. Omonimia: è il fenomeno per cui uno stesso suono possiede due (o, molto raramente, più) significati completamente diversi. Es. credenza, capitale, porta (verbo/sostantivo), cala (idem), vite (singolare/plurale), bank Sebbene il suono sia lo stesso, si tratta a tutti gli effetti di due parole diverse. Polisemia: è il fenomeno per cui uno stesso suono possiede significati diversi ma imparentati Es.: nodo, buono, portare, madre, posto

30 Altre relazioni semantiche Antonimia: è la relazione che sussiste tra due parole che hanno significati opposti Es. caldo/freddo; su/giù; mite/aggressivo Iperonimia: è la relazione che sussiste tra due parole i cui significati sono in una relazione tassonomica Es. felino/gatto; frutto/mela; veicolo/automobile

31 Dipendenza contestuale È il fenomeno per cui una stessa espressione può, in contesti diversi, assumere significati diversi (in misura variabile). Es.: Gianni ha comprato il Corriere della Sera/Cairo ha comprato il Corriere della Sera Chiara è pronta per uscire/chiara è pronta per l esame Oggi fa bello (in relazione al giorno in cui l enunciato viene emesso) à espressioni indicali

32 Produttività/composizionalità Produttività: è il fenomeno per cui con un numero finito di parole si possono costruire infinite frasi Composizionalità: è il fenomeno per cui il significato di una frase dipende esclusivamente dal significato dei suoi costituenti e dalla struttura sintattica (= dal modo in cui i costituenti sono combinati).

33 Semantica Un po di terminologia

34 Parole ed enunciati - Parola = «unità libera minima» (Bloomfield). È una nozione sintattica che tuttavia sembra presupporre una intuizione semantica. - Enunciato = unità discorsiva minima. E una frase dotata di significato, ovvero qualcosa che può essere vero o falso (à proposizione). Frase ed enunciato sono grosso modo sinonimi (in inglese: sentence). A voler essere pignoli, quello di frase è un concetto grammaticale, mentre quello di enunciato è un concetto semantico.

35 Enunciati e proferimenti enunciato : proferimento = universale : particolare (type) (token) à Si possono avere più proferimenti diversi di uno stesso enunciato. Per molto tempo si è ritenuto che il significato fosse una proprietà degli enunciati. Ma recentemente questa visione è stata messa in discussione (à contestualismo) Quello di proferimento (utterance) è un concetto per eccellenza pragmatico.

36 Enunciati e proposizioni Distinzione più controversa (esistono le proposizioni?) Due enunciati distinti possono esprimere la stessa proposizione: - La neve è bianca / The snow is white - Mario Martone è napoletano / Mario Martone è partenopeo - L uomo è mortale / Tutti gli esseri umani muoiono - Io sono nato a Torino [detto da A.P.] / Alfredo Paternoster è nato a Torino

37 Enunciati e proposizioni Proposizione = ciò che un enunciato (dichiarativo) dice o esprime ovvero ciò a cui ci riferiamo con le clausole introdotte da che nel discorso indiretto (Il tale ha detto che, indipendentemente da quale enunciato esattamente ha usato) Il concetto di proposizione è strettamente legato a quello di verità: una proposizione è ciò di cui in prima istanza si predica la verità o falsità (gli enunciati erediterebbero questa proprietà dalle proposizioni).

38 Enunciati e asserzioni Non sempre gli enunciati si usano per dire qualcosa di vero o di falso (enunciati dichiarativi o assertivi ). Con il linguaggio compiamo atti linguistici diversi, p. es. facciamo domande, impartiamo ordini, I politici sono corrotti. (asserzione) I politici sono corrotti? (domanda) Stesso contenuto, diverso tipo di atto linguistico (diversa forza, cfr. Frege)

39 Uso e menzione C è un gatto davanti a me. Gatto ha cinque lettere. Normalmente le parole sono usate per parlare di qualcos altro, di ciò a cui si riferiscono. A volte però le parole sono usate per parlare di sé stesse. In quest ultimo caso si dice che la parola è menzionata o citata (invece che usata), e si usa la convenzione di metterla tra apici o virgolette.

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