Filosofia del linguaggio Alfredo Paternoster

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1 Filosofia del linguaggio Alfredo Paternoster

2 Per cominciare Alcune domande che filosofi e linguisti si sono posti: Come facciamo a comunicare? Quali condizioni sono richieste perché vi sia comprensione? Perché qualche volta non ci capiamo? Come fa il linguaggio a parlare del mondo? Che tipo di relazione c è tra parole e cose? Che relazione c è tra linguaggio e pensiero? Come acquisiamo il linguaggio? Quando e perché è comparso il linguaggio? Come si è evoluto?

3 Studiare il linguaggio «Se non ci fossero altre persone con cui comunicare, sarebbe difficile dare un senso al linguaggio così come lo conosciamo. Ma, d altra parte, l uso di un linguaggio in una comunità presuppone che le persone abbiano la capacità cognitiva di produrre e comprendere i segnali che si scambiano.» (Jackendoff 2002, p. 34). à Il linguaggio è nella mente delle persone, ma si produce, ha luogo, in un contesto sociale.

4 Studiare il linguaggio facoltà mentale o fenomeno socio-culturale? Linguaggio-I vs. Linguaggio-E (Chomsky): Linguaggio-I è l insieme delle strutture mentali (cerebrali) innate che ci consentono di usare e comprendere le lingue. E un oggetto completamente naturale, una proprietà specifica della specie umana, come tale indipendente dalla storia e dal contesto. Linguaggio-E è l insieme dei proferimenti effettivi dei parlanti, considerati in relazione al contesto sociale e specificamente comunicativo. È un artefatto socio-culturale, determinato dalla storia e dal contesto.

5 Studiare il linguaggio Chomsky: si dà scienza del solo linguaggio-i, perché solo il linguaggio-i è un fenomeno naturale. Per Chomsky la linguistica è una branca della psicologia. Es. Il fatto che le frasi possiedano una struttura sintattica è un principio che ha una realtà psicologica. Obiezione: non ci sono solo le scienze della natura. Se il linguaggio non è un oggetto (completamente) naturale, la linguistica non può essere una scienza della natura. La linguistica è una scienza umana. Ma gli standard di rigore che Chomsky impone sono difficilmente soddisfacibili da una scienza umana (fattori storici e sociali non sono sussumibili sotto leggi generali rigorose)

6 Linguaggio vs. competenza Una possibile obiezione a Chomsky: Una cosa è la competenza linguistica, cioè la capacità di usare e comprendere il linguaggio, e un altra il linguaggio stesso. - La struttura del linguaggio è determinata almeno in parte da convenzioni interne a una certa comunità linguistico-culturale. - Il linguaggio-i corrisponde alla sola competenza, anzi solo ad alcuni aspetti della competenza (à principi della grammatica)

7 Linguaggio vs. competenza Linguaggio = <sistema di segni, regole di combinazione o composizione> Sistema à ci sono diversi segni e tra i segni ci sono relazioni Regole à specificano in che modo costruire segni complessi a partire da segni semplici Competenza = è la padronanza di questo sistema di segni. Ma

8 Linguaggio vs. competenza La questione della priorità: le proprietà strutturali del linguaggio sono intrinseche alla competenza (i principi del linguaggio sono la manifestazione della struttura della competenza) o, all opposto, la competenza non è nient altro che l introiezione di principi oggettivi? à idioletto/socioletto à linguaggio/lingue

9 LINGUISTICA È lo studio scientifico del linguaggio (umano): - Ha una base empirica: i proferimenti attuali (ed eventualmente quelli potenziali) dei parlanti. - Procede per formulazione di ipotesi controllabili relative alla struttura del linguaggio - Tali ipotesi devono dar conto di una molteplicità di fatti particolari - Ha natura descrittiva, non normativa.

10 - Base empirica Linguistica-I/Linguistica-E: le differenze Frasi a piacere (anche inventate dal linguista) vs. corpora (frasi effettivamente emesse) - Metodo Deduttivo vs. induttivo - Stile epistemologico Predittivo/esplicativo vs. descrittivo; (teorico vs. empirico)

11 Discipline di frontiera - Psicolinguistica - Neurolinguistica - Sociolinguistica - Linguistica computazionale

12 Linguaggio e Lingua Linguaggio: facoltà della specie umana Lingua: realizzazioni storico-culturali del linguaggio (es. italiano, inglese, russo, napoletano, ) Il linguaggio è cioè la struttura universale comune a tutte le lingue. Studio della/e lingua/e è diacronico (= storico) e comparativo: GLOTTOLOGIA Studio del linguaggio è in larga parte sincronico (astorico): LINGUISTICA

13 Una definizione generale di linguaggio Linguaggio = <sistema di segni, regole di combinazione> Segno = qualcosa che sta per qualcos altro. Ciò per cui sta un segno è il suo significato. C è qualcosa che deve determinare per quale significato sta un certo segno ( interpretante ) Tra i segni linguistici ci sono relazioni di vario genere. Regole: in prima istanza sono sintattiche (= formali); tuttavia alle regole sintattiche corrispondono composizioni semantiche: combiniamo i segni perché ci sono significati complessi costruiti a partire da significati più semplici (à composizionalità).

14 Classificazione dei segni secondo Peirce - INDICI: la relazione tra segni e significati è naturale (es. causale: il fumo significa, cioè indica, il fuoco). - ICONE: la relazione tra segni e significati è di somiglianza (es. segnali stradali, emoticon) - SIMBOLI: la relazione tra segni e significati è arbitraria e convenzionale. Nella grandissima maggioranza dei casi i segni linguistici sono simboli.

15 Linguaggio e comunicazione Comunicare = trasmettere significati (messaggi, contenuti, informazioni) Le nozioni di linguaggio e comunicazione vanno spesso insieme (perché, verosimilmente, la funzione primaria del linguaggio è quella comunicativa), ma: - Non tutti i sistemi di comunicazione sono linguistici (si può comunicare anche non linguisticamente à es. animali) - Non tutti gli usi linguistici sono comunicativi

16 Linguaggio naturale Ha senso parlare di linguaggio naturale (in quanto opposto ai linguaggi animali e, anche se in modo più sfumato, ai linguaggi artificiali), perché tutte le lingue esibiscono tre proprietà fondamentali: - Discretezza - Produttività (à Ricorsività) - Dipendenza dalla struttura La linguistica teorica è la scienza del linguaggio naturale.

17 Le tre caratteristiche Discretezza: il flusso del parlato è costituito da unità linguistiche distinte, separabili. Produttività: con un numero finito di unità linguistiche semplici si possono costruire infinite unità linguistiche complesse. Dipendenza dalla struttura: Dietro l apparente disposizione lineare dei segni in una frase c è un organizzazione (gerarchica): tra segni non adiacenti ci sono certe relazioni che i parlanti devono padroneggiare per comprendere la frase.

18 Articolazioni disciplinari della linguistica - Fonetica/Fonologia: studio dei suoni linguistici - Grammatica: studio di come unità più semplici si compongono a formare unità più complesse - Morfologia (struttura interna delle parole) - Sintassi (struttura interna degli enunciati) - Semantica: studio del significato - Pragmatica: studio degli usi del linguaggio (nei processi comunicativi)

19 Articolazioni disciplinari della linguistica Es. Morris (1938): La sintassi si occupa dei segni in quanto tali, prescindendo dalla loro interpretazione e dal loro uso; la semantica si occupa del significato dei segni; la pragmatica, infine, si occupa di ciò che con i segni si può fare, dei loro impieghi concreti.

20 Principio della doppia articolazione (Martinet 1960) 1) Unità prive di significato (à fonemi, es. /c/, /a/, /n/) si compongono a formare unità dotate di significato (à morfemi, es. can-e) e 2) Unità dotate di significato si compongono a formare unità più complesse dotate di significato ( (es. paroleàfrasi)

21 FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO Riflessione filosofica su linguaggio (fin dal Cratilo di Platone): - origine e funzione del linguaggio - relazione tra linguaggio e pensiero - relazione tra linguaggio e mondo (naturale) - relazione tra linguaggio e società Nel complesso prevale l interesse per le questioni di significato. La filosofia del linguaggio è in larga parte teoria semantica.

22 Filosofia analitica del linguaggio E la filosofia del linguaggio dominante nel Novecento. Si caratterizza per: - ampio consenso sulla centralità di alcuni testi (Frege, Russell, Wittgenstein) e di certi problemi (es. composizionalità, indicalità, ) - attenzione per gli usi ordinari, quotidiani del linguaggio - condivisione di un metodo - uso estensivo di logica formale

23 Il metodo analitico «I filosofi del linguaggio hanno anche convenuto su un metodo di discussione difficile da definire in modo preciso, ma in cui hanno gran parte le definizioni e le argomentazioni esplicite, l uso di controesempi per invalidare proposte di soluzione, il ricorso non acritico, ma sistematico alle assunzioni del senso comune e ai risultati delle scienze naturali e della matematica.» (Marconi 1999)

24 Uso della logica formale La logica formale viene considerata un buon modello della struttura del linguaggio naturale: ciò che diciamo ha una struttura logica (il che significa: i costituenti di un enunciato dotato di significato e le relazioni tra di essi sono descrivibili da nozioni logiche) I linguaggi logici sono una versione idealizzata del linguaggio naturale (senza ambiguità, polisemia, dipendenza dal contesto, vaghezza, ) Alcune nozioni logiche sono buoni modelli del significato linguistico. Costruttivismo logico (Burge) = formulazione dei problemi filosofici in un linguaggio scientifico. La scienza è il modello a cui si ispira la filosofia.

25 Linguaggio e logica (un primo cenno ) Perché c è un nesso stretto tra il linguaggio e la logica (= scienza del ragionamento corretto)? 1) Il linguaggio è l espressione del pensiero e il pensiero è retto da leggi logiche (à Frege). Dunque il linguaggio possiede una struttura logica in quanto esprime il pensiero; o, almeno, in quanto esprime il pensiero retto, quello che ci porta alla conoscenza vera. 2) Il concetto centrale della logica è quello di verità e la nozione di verità va posta alla base di una teoria del significato (à sempre Frege)

26 Filosofia del linguaggio e linguistica Rapporti tuttora molto stretti. A differenza che nel caso di altre discipline scientifiche, i materiali empirici del linguista sono facilmente accessibili anche al filosofo. Differenze: - La fdl si occupa soprattutto di questioni di significato, che resta invece tema molto sfuggente per la linguistica ( poco scientifico ) - La fdl non guarda solo al linguaggio naturale e ai suoi usi concreti (à linguaggi logici) - La fdl ha fatto da levatrice per la linguistica (à pragmatica) - La fdl spesso si interessa di linguaggio essendo motivata da interessi extralinguistici, ad es. si occupa di linguaggio in quanto questo è un veicolo di conoscenza o di trasmissione del pensiero

27 Filosofia del linguaggio e filosofia linguistica La filosofia linguistica è stata un interpretazione, oggi tramontata, della filosofia del linguaggio, in base alla quale i problemi filosofici sono problemi di linguaggio. Questo è stato inteso in due sensi: - (Wittgenstein): i problemi filosofici nascono da fraintendimenti del linguaggio e si dissolvono una volta messo a fuoco il fraintendimento (filosofia del linguaggio come terapia per liberarsi da psuedoproblemi) - (neopositivismo, Austin): i problemi filosofici sono problemi di significato. Un appropriata analisi semantica (o concettuale) li risolve o almeno è il punto da cui bisogna partire per affrontarli.

28 Semantica - Che cos è il significato? (= che tipo di cosa è il significato linguistico?) - A quali condizioni due espressioni sono sinonime? - Quali unità linguistiche hanno significato in prima istanza? - E possibile costruire teorie sistematiche del significato? - Che relazione c è tra semantica e pragmatica dove cade la loro frontiera?

29 I seguenti enunciati veri Semantica 1) Il significato di mamma è diverso dal significato di papà 2) Il significato di scapolo è lo stesso del significato di uomo non sposato 3) biribì non ha alcun significato. sono simili ai seguenti enunciati veri: 1) Il colore del sole è diverso dal colore del mare 2) Il colore del cielo lo stesso del colore della tua camicia 3) I suoni non hanno alcun colore

30 Semantica In entrambi i casi ci si può chiedere che cosa li rende veri. Teoria dei colori = studio del colore = che cos è il colore? In cosa consiste la proprietà di avere un colore? Cioè: In virtù di quale/quali caratteristiche una cosa ha un colore? In virtù di che cosa due cose hanno uno stesso/ diverso colore? Semantica = teoria del significato = che cos è il significato? Lo studio del significato delle espressioni linguistiche studio generale, dunque non del significato di singole parole ma di quella proprietà, l avere significato, che è comune a tutte le espressioni di un linguaggio.

31 Parole ed enunciati - Parola = «unità libera minima» (Bloomfield). È una nozione sintattica che tuttavia sembra presupporre una intuizione semantica. - Enunciato = unità discorsiva minima. E una frase dotata di significato, ovvero qualcosa che può essere vero o falso (à proposizione). - Distinzione Frase/Enunciato/Proferimento (à sintassi/semantica/pragmatica)

32 Enunciati e proferimenti enunciato : proferimento = universale : particolare (type) (token) à Si possono avere più proferimenti diversi di uno stesso enunciato. Per molto tempo si è ritenuto che il significato fosse una proprietà degli enunciati. Ma recentemente questa visione è stata messa in discussione (à contestualismo)

33 Enunciati e proposizioni Distinzione più controversa (esistono le proposizioni?) Due enunciati distinti possono esprimere la stessa proposizione: - La neve è bianca / The snow is white - Mario Martone è napoletano / Mario Martone è partenopeo - L uomo è mortale / Tutti gli esseri umani muoiono - Io sono nato a Torino [detto da A.P.] / Alfredo Paternoster è nato a Torino

34 Enunciati e proposizioni Proposizione = ciò che un enunciato (dichiarativo) dice o esprime Proposizione = ciò a cui ci riferiamo con le clausole introdotte da che nel discorso indiretto (Il tale ha detto che, indipendentemente da quale enunciato esattamente ha usato)

35 Enunciati e asserzioni Non sempre gli enunciati si usano per dire qualcosa di vero o di falso (enunciati dichiarativi o assertivi ). Con il linguaggio compiamo atti linguistici diversi, p. es. facciamo domande, impartiamo ordini, I politici sono corrotti. (asserzione) I politici sono corrotti? (domanda) Stesso contenuto, diverso tipo di atto linguistico (diversa forza, cfr. Frege)

36 Il paradigma dominante 1) Significato (di un enunciato) = condizioni di verità 2) Principio di composizionalità 3) Irrilevanza degli aspetti mentali (psicologici)

37 Il paradigma dominante 1) Significato di un enunciato = condizioni di verità Comprendere una proposizione vuole dire sapere che accade se essa è vera (Tractatus, 4.024) Significato = Stato di cose che rende vero l enunciato

38 Significato e condizioni di verità Conoscere le condizioni di verità è diverso dal conoscere il valore di verità (sapere se un enunciato è vero è diverso dal sapere che cosa lo rende vero: condizioni di verità verità) Conoscere le condizioni di verità è diverso dal sapere come fare praticamente a stabilire se un enunciato è vero (verità verificazione)

39 Il paradigma dominante 2) Principio di composizionalità Il significato di un enunciato dipende esclusivamente dal significato dei suoi costituenti e dalla sua struttura sintattica. (il significato del tutto è funzione del significato delle parti).

40 Il paradigma dominante 3) Antipsicologismo Nessun fattore mentale è rilevante per la determinazione del significato. Il significato non è un ente mentale e nessun fattore mentale è pertinente per la semantica.

41 Frege I fondamenti dell aritmetica (1884) Senso e significato (1892) Funzione e concetto (1892) Il pensiero Una ricerca logica (1918)

42 Frege 1892 Aristotele è il maestro di Alessandro Magno Aristotele è Aristotele Che differenza c è?

43 Frege 1892 Aristotele = il maestro di Alessandro Magno La stella del mattino = La stella della sera (= Venere) - Stesso riferimento (Bedeutung, letteralmente: significato) - Diverso senso (Sinn)

44 Attenzione alla terminologia Frege SINN BEDEUTUNG Trad. ingl. standard SENSE REFERENCE Trad. ital. letterale SENSO SIGNIFICATO Tr. it. più perspicua SENSO RIFERIMENTO La nozione intuitiva di significato (= meaning) non corrisponde né a quella di Sinn né a quella di Bedeutung (pur essendo più vicina alla prima).

45 Termini singolari (nomi propri, descrizioni definite) Riferimento = oggetto designato, ciò a cui il nome o la descrizione si applica univocamente Senso = modo di dare, di presentare l oggetto Il senso fissa il riferimento: dato un senso, il riferimento è univocamente determinato ma non viceversa.

46 Descrizioni improprie Caso 1: Non c è un unico individuo che le soddisfa (cui si applicano), quindi non hanno un riferimento determinato. Es. Il ponte sull Adda La città italiana con più di 1 milione di abitanti Caso 2: non c è nessun individuo che le soddisfa, quindi non hanno riferimento (descrizioni vuote ). Es. La città del Piemonte con più di 1 milione di abitanti Ulisse, Paolino Paperino (secondo Frege)

47 Enunciati Hanno anch essi due proprietà semantiche: senso e riferimento. Deve essere così per simmetria : alle differenze semantiche al livello delle parole fanno riscontro differenze analoghe al livello degli enunciati. (cfr. enunciati di identità. Espero è Fosforo deve avere senso diverso da Espero è Espero, anche se dicono la stessa cosa). Gli enunciati esprimono pensieri, e il pensiero è il contenuto del giudizio. L atto del giudicare consiste nell asserire il vero o il falso. à La proprietà semantica fondamentale dei pensieri, quindi degli enunciati, è l avere un valore di verità.

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