STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE - INDICE

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1 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE - INDICE Sommario 1. PREMESSA PROPONENTE INTRODUZIONE Contenuti del lavoro Gruppo di Lavoro Caratteri metodologici Analisi dell Ambiente ante operam Analisi del progetto Individuazione degli impatti Definizione del grado di criticità degli Impatti Misure per la eliminazione, mitigazione, compensazione degli Impatti QUADRO NORMATIVO La procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA Riepilogo elaborati dello SPA QUADRO PROGETTUALE Approfondimenti richiesti dalla Normativa Cronistoria dell'iter procedurale Caratteristiche del progetto Ubicazione Dati catastali Inquadramento geografico STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 1

2 5.3.4 Criteri progettuali assunti Dimensioni del progetto Standards Viabilità Servizi canalizzati Tipologie edilizie Fabbricati esistenti Programma di attuazione Soluzioni alternative tecnologiche e localizzative Complementarietà con altri progetti e piani QUADRO PROGRAMMATICO, URBANISTICO E PIANIFICATORIO Quadro normativo internazionale di tutela ambientale La convenzione di Ramsar: tutela delle zone umide La direttiva comunitaria 79/409 (ZPS) La direttiva comunitaria 92/43 (SIC) Quadro normativo nazionale in materia di tutela ambientale LEGGE QUADRO SULLE AREE PROTETTE (L. n 394 /91) Vincoli idrogeologici (L. n.3267/23) Codice dei beni culturali e paesaggistici (D.lgs. n.42 del ) QUADRO LEGISLATIVO E PIANIFICATORIO REGIONALE Piano Paesaggistico Regionale (P.P.R.) Piano di Assetto Idrogeologico Regionale (P.A.I.) LA NORMATIVA AGRICOLA COMUNITARIA (PAC) E SUOI EFFETTI SUI SISTEMI AMBIENTALI STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 2

3 6.4.1 Regolamento UE 1782 del 2003: il disaccoppiamento degli aiuti dalla produzione Effetti ambientali del disaccoppiamento QUADRO AMBIENTALE Caratteri climatici Temperatura e piovosità Caratteristiche anemometriche Inquadramento geologico Inquadramento geologico generale e locale Lineamenti geostrutturali generali Lineamenti geomorfologici generali e locali Idrografia superficiale e sotterranea Inquadramento pedologico Le unità fisiografiche e di mappa Capacità d uso dei suoli agricoli Vegetazione Fitoclimatologia Fauna Ecosistemi Sistema Antropico Patrimonio culturale e storico: inquadramento archeologico Approccio metodologico Acquisizione dei dati da fonti Fotointerpretazione STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 3

4 Sintesi conclusiva Uso del suolo e componenti di paesaggio POTENZIALI FONTI DI IMPATTO Componenti ambientali oggetto di impatto Occupazione del territorio libero Emissioni in atmosfera Emissioni acustiche Emissioni in ambiente idrico superficiale e sul suolo Rifiuti Rischio di incidenti Impatti sul clima e sull atmosfera Impatti sul contesto geomorfologico Impatti sul sistema idrografico e idrogeologico Impatti sul contesto pedologico Impatto sul patrimonio storico- culturale e di utilizzazione antropica Impatti sugli ecosistemi, vegetazione, fauna MITIGAZIONI STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 4

5 1. PREMESSA Il presente Studio Preliminare Ambientale (SPA) è relativo alla proposta di un Piano di lottizzazione, di superficie maggiore di 10 ha, inserito all interno del vigente Piano di Fabbricazione del Comune di Loiri Porto San Paolo (OT) PROPONENTE I soggetti titolari dell iniziativa sono i proprietari dei terreni inseriti nella lottizzazione interessante zone C1, C2, C3 in località Tanchetto de Ludda - Loc. La Piraccia e precisamente: Delegato al ricevimento di ogni comunicazione è il 1^ intestatario. 3. INTRODUZIONE 3.1 Contenuti del lavoro Il presente SPA si articola nei contenuti richiesti dall Allegato B punto 2.0 della Deliberazione della Giunta Regionale n 24/23 del 23/04/2008, e precisamente: - Studio Preliminare Ambientale: STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 5

6 Introduzione Quadro Normativo Quadro Progettuale Quadro Programmatico, Urbanistico e Pianificatorio Quadro Ambientale Valutazione degli Impatti potenziali Allegati - Cartografia - Elenco delle autorizzazioni, dei nulla-osta, dei pareri e degli altri atti di analoga natura, da acquisire ai fini della realizzazione e dell'esercizio dell'opera Gruppo di Lavoro Daniele Giovanni Berardo Agronomo: Coordinamento S.P.A. Inquadramento agronomico Inquadramento pedologico Uso del suolo, ecosistemi, vegetazione, Flora e fauna Francesco Du Agronomo Collaboratore: Elaborazioni GIS e cartografia Pina Maria Derudas Archeologo Studio archeologico Maddalena Moroso Geologo Inquadramento geologico, geotecnico, geomorfologico, idrologico 3.3 Caratteri metodologici Lo scopo principale del presente S.P.A. è quello di caratterizzare il contesto ambientale di area vasta e di area ristretta e di rintracciare ed approfondire le interazioni tra opera e l ambiente descritto Analisi dell Ambiente ante operam Sono stati individuati ed approfonditi i principali ambiti di riferimento. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 6

7 3.3.2 Analisi del progetto Si è illustrato sinteticamente il Progetto, illustrando i processi costruttivi e a regime al fine di delineare le azioni potenzialmente impattanti sulle componenti ambientali sensibili Individuazione degli impatti Dall interazione tra azioni e componenti ambientali deriva la definizione quali-quantitativa degli 7 impatti Definizione del grado di criticità degli Impatti L individuazione quali-quantitativa degli impatti consente di definire il grado di criticità per ogni componente ambientale esaminata Misure per la eliminazione, mitigazione, compensazione degli Impatti. Alle caratteristiche degli impatti individuati sono associate le misure da adottare per eliminare gli effetti negativi sull ambiente. Inoltre, al fine di ridurre gli eventuali effetti negativi residui, sono prescritti interventi di mitigazione e/o compensazione. 4. QUADRO NORMATIVO 4.1 La procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA Il D.G.R. 24/23, negli allegati B, descrive procedure, contenuti e modalità della Verifica dell Assoggettabilità alla procedura di V.I.A. ed in particolare, gli artt. 5, 6, 7, 8 e 9 dell allegato B, così recitano: Articolo 5 (avvio del procedimento) 1. Il proponente l opera o l intervento presenta l istanza di verifica al Servizio SAVI dell Assessorato regionale della Difesa dell Ambiente, allegando in duplice copia cartacea e una su supporto digitale (contenente la copia degli elaborati conforme agli originali presentati), la documentazione di cui al successivo art. 6. Il procedimento si intende avviato dalla data del timbro di protocollo dell Assessorato regionale della Difesa Ambiente impressa sulla domanda stessa, a condizione che quest ultima sia regolare e completa e si sia provveduto alla contestuale pubblicazione dell avviso di cui al successivo comma 3. Diversamente fa fede la data di pubblicazione dell avviso. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 7

8 Al proponente viene data comunicazione della data di avvio e del responsabile del procedimento. Entro venti giorni il Servizio SAVI verifica la completezza della documentazione. Qualora questa risulti incompleta viene restituita al proponente con l'indicazione degli elementi mancanti. In tal caso il progetto si intende non presentato. 2. Il Proponente invia, contestualmente al deposito di cui all art. 5, comma 1, pena l interruzione dei termini, copia dell istanza, completa degli elaborati di cui al successivo articolo ai seguenti Enti: a) Servizio Governo del Territorio e Tutela del Paesaggio, competente per territorio; b) Comune o Comuni interessati; c) ARPA Sardegna d) Corpo forestale e di vigilanza ambientale Servizio Territoriale competente per territorio. 3. Contestualmente al deposito di cui al comma 1, il proponente provvede alla pubblicazione per progetti di importo non superiore a di euro di un sintetico avviso nel Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna e per i progetti di importo superiore in un quotidiano a diffusione regionale, nonché per entrambi i casi nell'albo pretorio dei comuni interessati. Nell'avviso, da redigere secondo il seguente schema, sono indicati il proponente, l'oggetto e la localizzazione prevista per il progetto, il luogo ove possono essere consultati gli atti nella loro interezza ed i tempi entro i quali è possibile presentare osservazioni. 4. Il proponente dà comunicazione formale al Servizio SAVI dell avvenuta trasmissione e della pubblicazione di cui ai precedenti commi 2 e Il Servizio SAVI pubblica nel sito web dell Amministrazione regionale l avvenuta presentazione della istanza di verifica e i principali elaborati. 6. Chiunque vi abbia interesse, entro il termine di 45 giorni dalla presentazione dell istanza, può prendere visione e acquisire copia della documentazione e far pervenire osservazioni al Servizio SAVI in forma scritta. Articolo 6 (contenuti della richiesta di verifica) 1. Il proponente deve allegare alla istanza i seguenti elaborati: a) copia del progetto preliminare (gli elaborati progettuali predisposti in conformità all'articolo 93 del decreto n. 163 del 2006 nel caso di opere pubbliche; negli altri casi, il progetto che presenta almeno un livello informativo e di dettaglio equivalente ai fini della valutazione), unitamente agli elaborati cartografici su supporto cartaceo e digitale, come indicato nella scheda SAVI; b) studio preliminare ambientale, predisposto da tecnici abilitati, contenente la descrizione del progetto ed i dati necessari per individuare e valutare i principali effetti che il progetto può avere sull ambiente in relazione agli elementi di verifica riportati nel successivo allegato B2; c) scheda SAVI (allegato B3), debitamente compilata e sottoscritta; 8 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 8

9 d) documentazione riportante la simulazione grafica, fotografica e/o multimediale di inserimento visivo nel contesto territoriale dell intervento. 2. Nel caso in cui l intervento oggetto della verifica ricada nelle aree delimitate ai sensi della Legge regionale 7 giugno 1989, n. 31, il proponente deve integrare la documentazione indicata al precedente comma 1 con la relazione di incidenza, redatta in conformità alle indicazioni dell art. 5 del D.P.R. n.357/1997, come modificato e integrato dal D.P.R. 120/ Il Servizio Governo del Territorio e della Tutela Paesaggistica competente per territorio trasmette al SAVI, entro 45 giorni dall avvenuto deposito della prescritta documentazione di cui al precedente comma, il proprio parere circa l assoggettabilità dell intervento alla procedura di VIA. Articolo 7 (procedimento) 1. Verificata la completezza e la regolarità della documentazione, le eventuali cause di improcedibilità, e tenuto conto delle eventuali osservazioni pervenute, si dà seguito all istruttoria tesa ad accertare se il progetto ha possibili effetti negativi apprezzabili sull'ambiente e se ricorrono le condizioni per l avvio o l esclusione della procedura di V.I.A.. 2. Qualora risulti necessario, per una sola volta, ed entro 60 giorni dalla presentazione dell istanza di cui all art. 6, possono essere richieste al proponente, in un'unica soluzione, integrazioni alla documentazione presentata, con l'indicazione di un termine per la risposta che non può superare i trenta giorni, prorogabili, su istanza del proponente, per un massimo di ulteriori trenta giorni. 3. Nel caso in cui il proponente non provveda a trasmettere le integrazioni in conformità a quanto richiesto, non si procede all'ulteriore corso dell istruttoria. E facoltà del proponente presentare una nuova domanda. 4. L istruttoria di cui al punto precedente, nella quale si dà conto del parere del Servizio del Governo del Territorio e della Tutela Paesaggistica, delle eventuali osservazioni presentate da parte di singoli cittadini, associazioni, Amministrazioni etc, è così articolata: a) dati anagrafici del proponente, localizzazione del progetto con eventuale rappresentazione grafica; b) quadro programmatico: confronto con i vincoli normativi e le destinazioni d uso previste da piani e programmi; c) quadro progettuale: confronto di massima tra le condizioni geomorfologiche, idrogeologiche, paesistiche e climatiche e le caratteristiche prestazionali del progetto; d) quadro ambientale: individuazione delle caratteristiche degli impatti potenziali; e) ogni opportuna indicazione per la progettazione e lo svolgimento delle attività di controllo e monitoraggio degli impatti, nonché la corrispondenza alle prescrizioni espresse sulla compatibilità ambientale dell'opera, anche, al fine di individuare tempestivamente gli impatti negativi imprevisti e 9 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 9

10 di consentire agli Enti preposti al controllo ambientale di essere in grado di adottare le opportune misure correttive. Articolo 8 (conclusione del procedimento) 1. Sulla base dell istruttoria di cui al precedente articolo, si trasmette la proposta di Deliberazione all Assessore della Difesa dell Ambiente che la inoltra alla Giunta Regionale. Entro 90 giorni dalla data della richiesta di verifica, tenuto conto delle eventuali sospensioni per integrazioni e chiarimenti, la Giunta Regionale, sulla base dell attività istruttoria, si pronuncia con propria Deliberazione avente uno dei seguenti contenuti: assoggettamento del progetto alla procedura di V.I.A. se il progetto ha possibili impatti significativi; non assoggettamento del progetto alla procedura di V.I.A., con indicazione delle eventuali prescrizioni, se il progetto non ha impatti ambientali significativi. 2. La Deliberazione della Giunta Regionale è comunicata dal Servizio SAVI ai soggetti del procedimento, all Amministrazione competente a rilasciare l autorizzazione alla realizzazione dell opera, a tutte le Amministrazioni pubbliche competenti anche in materia di controllo ambientale, ed è pubblicata integralmente nel sito web istituzionale e mediante estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna (BURAS). 3. Il progetto deve essere adeguato all esito della verifica prima del rilascio dell autorizzazione alla realizzazione e comunque prima dell inizio dei lavori. I relativi elaborati devono essere comunicati al SAVI. 4. Qualora l esito dello screening implichi l assoggettamento alla V.I.A., si applicano le disposizioni di cui all allegato A, e la Deliberazione conterrà anche l indicazione dei contenuti da sviluppare nello studio di impatto ambientale (SIA). 5. L ARPA Sardegna provvede a vigilare affinché il progetto sia realizzato in conformità alle prescrizioni contenute nella Deliberazione di esclusione della VIA e ad effettuare i controlli sugli impatti sull ambiente causati dalle opere o interventi. Di tale attività ne dà adeguata pubblicità nel sito web istituzionale. 6. L infruttuoso decorso del termine di 90 giorni di cui al precedente comma 1, non implica l esclusione dell intervento dalla valutazione di impatto ambientale, persistendo in capo al Servizio SAVI l obbligo di concludere la fase dell istruttoria tecnico-amministrativa sulla cui base la Giunta Regionale assume la relativa deliberazione. Articolo 9 (efficacia del provvedimento) I progetti sottoposti alla fase di verifica devono essere realizzati entro cinque anni dalla pubblicazione del provvedimento di esclusione dalla valutazione di impatto ambientale. Tenuto conto delle caratteristiche del 10 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 10

11 progetto il provvedimento può stabilire un periodo più lungo. Trascorso detto periodo, salvo proroga concessa, su istanza del proponente, dall'autorità che ha emanato il provvedimento, la procedura di verifica deve essere reiterata. 4.2 Riepilogo elaborati dello SPA Le elaborazioni previste nella presente Verifica di Assoggettabilità alla V.I.A. sono i seguenti: 11 Progetto del Piano di Lottizzazione. Studio preliminare ambientale Abaco cartografico comprendente IGM scala 1: Carta Tecnica regionale scala 1: Ortofoto 2006 scala 1: Aree tutelate scala 1: Acclività scala 1:5.000 Esposizione scala 1: Fasce Altimetriche scala 1:5.000 Geologia scala 1:5.000 Pedologia scala 1:5.000 Piano Assetto Idrogeologico (PAI) scala 1: Piano Stralcio delle Fasce Fluviali (P.S.F.F.) scala 1: Idrogeologia scala 1:5.000 Uso del suolo scala 1:5.000 Documentazione riportante la simulazione grafica e di fotosimulazione di inserimento visivo nel contesto territoriale dell intervento. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 11

12 5. QUADRO PROGETTUALE. 12 (L AREALE DELLA LOTTIZZAZIONE) 5.1 Approfondimenti richiesti dalla Normativa Il Piano di lottizzazione deve rispondere ai seguenti approfondimenti previsti dalla procedura: le soluzioni alternative tecnologiche e localizzative considerate, inclusa l ipotesi di non realizzazione del progetto con l indicazione dei motivi principali della scelta compiuta, tenendo conto dell impatto sull ambiente; la descrizione delle caratteristiche tecnologiche e dimensionali dell opera od intervento, nonché delle esigenze di utilizzazione del suolo e delle altre risorse durante le fasi di costruzione ed esercizio; la descrizione delle principali caratteristiche dei processi produttivi, con l indicazione della natura e della quantità dei materiali impiegati; la descrizione delle soluzioni tecniche prescelte, in riferimento alle migliori tecnologie disponibili, per realizzare l opera o l intervento, per ridurre l utilizzo delle risorse, le emissioni di inquinanti, minimizzando altresì le fonti di impatto; la valutazione del tipo e della quantità dei residui e delle emissioni previsti (quali l inquinamento dell acqua, dell area e del suolo, rumore, vibrazioni, luce, calore, radiazioni, ecc.) risultanti dalla realizzazione e dall attività del progetto proposto nonché dall eventuale dismissione e/o bonifica del sito; analisi incidentale e quadro delle eventuali condizioni di rischio con riferimento alle fasi di costruzione, esercizio ed eventualmente di dismissione dell opera od intervento; simulazione dell impatto paesistico dell intervento. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 12

13 5.2 Cronistoria dell'iter procedurale. I. Aprile 2002, inoltro domanda di autorizzazione alla lottizzazione al Comune di Loiri da parte delle ditte proprietarie, con presentazione della documentazione di rito. Assegnazione del n. di pratica edilizia II. Agosto 2002, presentazione integrazione documentale e di elaborati. III. Gennaio 2003, presentazione integrazione documentale e di elaborati. IV. Adozione del Piano di lottizzazione con Delibera del C.C. n 8 del 17/02/2004, e successiva approvazione con successiva Deliberazione di C. C.. V. Giugno 2004, presentazione integrazione documentale e di elaborati VI. Giugno, luglio, agosto 2010, presentazione integrazione documentale e di elaborati Caratteristiche del progetto Il Piano di lottizzazione che di seguito sommariamente si descrive, rimandando per il dettaglio alla relazione tecnica di progetto e agli elaborati e tavole ad essa connesse, è stato redatto da tecnico abilitato (Arch. ), incaricato dalle ditte proprietarie. Detto Piano è stato adottato e successivamente approvato dal Comune di Loiri con delibere C.C. n. 8 del Viene data attuazione alla destinazione urbanistica dei terreni interessati. Infatti, Il vigente Piano di Fabbricazione vi individua le zone omogenee "C1", "C2", "C3", di ESPANSIONE INTENSIVA e SEMINTENSIVE ed ESTENSIVE Ubicazione L'area interessata dal presente intervento è posta nel territorio Comunale di Loiri Porto San Paolo (OT), nell'abitato di Loiri, distribuita su entrambi i lati della strada provinciale della Olbia - Berchideddu, e dalla quale si accede alla lottizzazione. La stessa confina nord ed ad ovest con la zona "E -agricola", a est con la lottizzazione "Contra Manna", ad Est e parzialmente a Sud con la zona omogenea B dell'abitato di Loiri, inoltre risulta attraversata longitudinalmente lungo la mediana della circonvallazione prevista dal P di F vigente, ma inattuata Dati catastali L intervento interessa una superficie fondiaria di ha Nel seguente prospetto le ditte proprietarie, la zona urbanistica e i dati catastali: STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 13

14 1- Ditta GIAGHEDDU PIETRO e GIUSEPPINA FU' STEFANO Zona Foglio Mappali originari Nuovi Mappali Estensione Mq. C , C , TOTALE ,00 2- Ditta GIAGHEDDU PIETRO e SEBASTIANA FU ANTONIO Zona Foglio Mappali originari Nuovi Mappali Estensione Mq. C parte C parte , C parte 962parte , STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 14

15 TOTALE , Ditta SANNA MARIA CATERINA, PIERANGELA e SALVATORE Zona Foglio Mappali originari Nuovi Mappali Estensione Mq. C ,00 TOTALE 8.176,00 TOTALE SUPERFICIE TERRITORIALE MQ , Inquadramento geografico Il sito si colloca alla tavola IGM foglio 444 sezione III - Loiri e nella Carta Tecnica Regionale al foglio il suo baricentro viene individuato, secondo il sistema di riferimento ED40, dalle coordinate piane GAUSS BOAGA, N , E e quota media 70 m s.l.m Criteri progettuali assunti In fase di progettazione si è tenuto conto della distribuzione degli standards e dei volumi, secondo quanto di seguito riportato: 1. Dell'accorpamento degli standards delle singole ditte lottizzanti, e delle lottizzazioni confinanti; 2. degli innesti e connessioni alle infrastrutture esistenti, e previste dalle lottizzazioni confinanti; 3. degli innesti alla viabilità esistente e prevista dai piani di lottizzazione e di fabbricazione; 4. del collegamento alle canalizzazioni reti esistenti a livello comunale (rete fognaria; rete idrica; rete elettrica; rete telefonica). STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 15

16 Anche nella distribuzione dei volumi si è preferito accorpare la volumetria destinata ai servizi connessi alla residenza, in modo da favorire l'eventuale nascita di strutture e servizi di media dimensione, ed evitare "inutile consumo" di territorio Dimensioni del progetto La superficie territoriale è di ha , di cui ha in zona omogenea "C1", ha in zona omogenea "C2" e ha in zona omogenea "C3". I parametri urbanistici prevedono i seguenti indici territoriali: 16 Zona omogenea C1 di Mc/Mq 1,00; Zona omogenea C2 di Mc/Mq 0,65; Zona omogenea C3 di Mc/Mq 0,30. ZONA C1 Sup. territoriale Mq ,00 x 1,00 = Mc ,00 di cui : 1. residenziale Mc ,00 x 70% = Mc ,00; 2. Servizi connessi alle residenze Mc ,00 x 20% = Mc 6.173,00; 3. Volumi pubblici Mc ,00 x 10% = Mc 3.087,00; TOTALE Mc ,00 ZONA C2 Sup. territoriale Mq ,00 x 0,65 = Mc ,35 di cui : 4. residenziale Mc ,35 x 70% = Mc ,84; 5. Servizi connessi alle residenze Mc ,00 x 20% = Mc 9.965,67; 6. Volumi pubblici Mc ,00 x 10% = Mc 4.982,84; TOTALE Mc ,35 ZONA C3 Sup. territoriale Mq ,00 x 0,30 = Mc 2.269,50 di cui : 7. residenziale Mc 2.269,50 x 70% = Mc 1.588,65; STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 16

17 8. Servizi connessi alle residenze Mc 2.269,50 x 20% = Mc 453,90; 9. Volumi pubblici Mc 2.269,50 x 10% = Mc 226,95; TOTALE Mc 2.269, Standards 17 Gli standards, nel rispetto delle percentuali previste nelle norme generali di attuazione, sono stati distribuiti all'interno di ciascuna ditta lottizzante accorpando quelli dei lotti confinanti. I parcheggi, nella misura del 5%, sono stati distribuiti lungo la viabilità principale in funzione della volumetria da realizzare Viabilità Nella scelta progettuale si è tenuto conto di una serie di circostanze tra le quali: - le previsioni del Piano di Fabbricazione, circa la circonvallazione creando su quel tracciato, un asse carrabile di distribuzione consentendo al Comune di acquisire a titolo gratuito un opera pubblica prevista già venti anni orsono; - il posizionamento delle strade in modo tale da avere ridotti movimenti terra; - gli innesti con la viabilità prevista dal piano di lottizzazione "Contra Manna". Le strade sono state distribuite in moto tale da dare servizio a tutte le ditte ed hanno più punti di accesso dalla viabilità pubblica esistente. Due accessi avvengono dalla S.P. Olbia / Berchideddu. La sezione di sedime della viabilità pubblica è di 10 m. mentre la carreggiata è prevista di 8 m. più un metro di marciapiede per lato. La sezione stradale sarà così eseguita: - 30 cm. di sottofondo; - 5 cm. di sabbione arido per il compianamento delle superfici; - 7 cm. di bynder; - 3 cm di tappetino. I marciapiedi saranno contenuti da due cordonate pavimenti in pietrini di cemento color mattone Servizi canalizzati Sono previste le seguenti infrastrutture: - rete fognaria; STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 17

18 - rete idrica; - rete elettrica; - rete telefonica. La rete fognaria è prevista in PVC pesante tipo 303/1 del diametro di 200 mm. (o comunque secondo le richieste dell'ente gestore in fase di approvazione del progetto esecutivo delle infrastrutture), scorre per gravità nell'intera lottizzazione collegandosi, nella parte più avente la quota più bassa sul livello del mare, alla fognatura comunale esistente ai margini del presente piano di lottizzazione. Lungo la rete sono previsti i pozzetti di ispezione in cls delle dimensione interne di cm 100 x 100 con una distanza tra questi che varia tra i 30 e i 50 cm. In progetto è previsto, l'adeguamento del depuratore comunale esistente, al numero di abitanti insediati nella lottizzazione, qualora l'ente preposto alla gestione degli impianti idrici - fognari ravvisasse la necessità di realizzare un nuovo depuratore, questo sarà realizzato in un'area attigua alla lottizzazione, ricadente in zona agricola, di proprietà degli eredi Giagheddu Stefano, come meglio evidenziato nelle tavole nn. 10, 60, 70, che oltre alla realizzazione del depuratore cederanno il tutto a titolo gratuito al Comune di Loiri - Porto San Paolo. La rete idrica è prevista in polietilene PN16 A.D. del diametro di mm 110., con pozzetti prefabbricati in cls., di manovra e di sfiato, avente dimensione interne di cm 100 x 100. La rete correrà nello stesso scavo della fognatura ad una profondità minore e comunque di circa un metro. L'adduzione è prevista tramite allaccio alla rete comunale lungo la viabilità. La rete elettrica è prevista tetta su canalizzazioni sotterranee e saranno realizzate in conformità al progetto esecutivo che fornirà l'enel. La rete telefonica, sarà realizzata anch'essa su canalizzazioni sotterranee secondo le direttive imposte dal gestore di telefonia fissa Tipologie edilizie Le tipologie proposte, nelle tavole nn. E0.a, E0.b, E0.c, sono state studiate con l'obbiettivo di salvaguardare i caratteri ambientali paesistici ed orografici del luogo ed integrarle nella situazione di fatto adiacente. I fabbricati, si distribuiscono sul territorio secondo l articolazione di più forme planimetriche, nel rispetto della situazione morfologica esistente. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 18

19 I materiali da costruzione saranno scelti con particolare attenzione al loro inserimento con l'ambiente, senza però trascurare gli aspetti tecnologici e funzionali, consentendo l'utilizzazione di strutture portanti di vario tipo, con finiture esterne che vanno dall'intonaco tinteggiato, nella gamma cromatica appartenente ai colori terre, al rivestimento parziale delle strutture edilizie con scampoli di pietrame dal luogo, posati nei modi più tradizionalmente usati. Le fondazioni saranno di tipo continuo in c.a.; la struttura in elevazione in muratura portante con 19 materiale in grado di assicurare un ottimo isolamento termico, acustico e di resistenza al fuoco, con eliminazione di tutti i ponti termici. In base alla attribuzione di classe energetica, quella dei fabbricati previsti rientra in classe A. Le coperture sono del tipo a falde inclinate con una pendenza massima del 35%, e manto di tegole in laterizio del tipo "coppo". Le aree esterne di pertinenza dei singoli corpi di fabbrica saranno rinaturalizzate con la piantumazione di essenze esclusivamente autoctone, sia arboree che arbustive. Nei rari lembi prativi, verranno utilizzate esclusivamente specie macroterme, con modeste esigenze idriche e possibilità di irrigazione con acque reflue. Per quel che riguarda l inserimento dei fabbricati nel contesto paesaggistico esistente, si rimanda alla simulazione foto realistica allegata Fabbricati esistenti All'interno del comparto del P. di L. vi è un lotto già edificato che non partecipa alla lottizzazione la cui volumetria esistente è stata computata Programma di attuazione. Verranno preliminarmente realizzate le su indicate urbanizzazioni. Dopo l accantieramento, questa fase durerà circa 6 mesi. Per la realizzazione degli edifici, se ne prevede il completamento dopo 3 anni dall inizio lavori Soluzioni alternative tecnologiche e localizzative Per quel che riguarda le possibili soluzioni alternative tecnologiche e localizzative al progetto in esame o l approfondimento dell ipotesi 0, cioè di non realizzazione del progetto, si precisa che l intervento in progetto aderisce pienamente alle indicazioni normative e programmatiche degli strumenti urbanistici né sono possibili soluzioni alternative o di non intervento sui siti individuati. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 19

20 Complementarietà con altri progetti e piani La Lottizzazione confina nord ed ad ovest con la zona "E -agricola", a est con la lottizzazione "Contra Manna", ad Est e parzialmente a Sud con la zona omogenea B dell'abitato di Loiri, inoltre risulta attraversata longitudinalmente lungo la mediana della circonvallazione prevista dal P di F vigente, ma inattuata. - Per quel che riguarda la viabilità, ci si aderisce alle previsioni del Piano di Fabbricazione, creando, di fatto, l asse viario della circonvallazione. Verranno, inoltre, predisposti gli innesti con la viabilità prevista dal piano di lottizzazione "Contra Manna" Di seguito si evidenziano le aree contermini alla lottizzazione e i rapporti fisici con essa. 6. QUADRO PROGRAMMATICO, URBANISTICO E PIANIFICATORIO Nella definizione del quadro programmatico sono state considerate le normative in materia di tutela dell ambiente e del paesaggio a livello comunitario, nazionale, regionale e locale. Si è inoltre verificata la coerenza del progetto con le prescrizioni vigenti negli strumenti urbanistici del comune di Loiri Porto San Paolo. 6.1 Quadro normativo internazionale di tutela ambientale La convenzione di Ramsar: tutela delle zone umide La Convenzione sulle Zone Umide, firmata a Ramsar (Iran) nel 1971, recepita nella normativa Italiana con DPR n.448 del , è un trattato intergovernativo che fornisce il quadro di riferimento per azioni a livello nazionale e cooperazione a livello internazionale per la conservazione e l'utilizzo sostenibile delle zone umide e delle risorse in esse contenute. La predetta convenzione a livello internazionale include siti, e relativamente all'italia, nella lista di Ramsar sono inclusi 50 siti dei quali otto sono in Sardegna. L'area oggetto dell'intervento e le aree circostanti non rientrano tra i siti inclusi nella convenzione sulle Zone Umide di Ramsar. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 20

21 La direttiva comunitaria 79/409 (ZPS) Le zone di protezione speciale (ZPS) di cui alla Direttiva 79/409/CEE del , sono istituite allo scopo di conservare tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli stati membri ed in particolare, assicurare una tutela rigorosa delle specie contenute nell'allegato I della Direttiva, considerate di importanza primaria a rischio di estinzione. Essa si prefigge la protezione, le gestione e la regolazione di tali specie e ne disciplina lo sfruttamento. Essa si applica agli uccelli, alle uova, ai nidi e agli habitat. Tali zone rientrano nella "rete" delle aree naturali destinate alla conservazione della biodiversità costituita dall'unione Europea. La Regione Autonoma della Sardegna con deliberazione G.R. n.9/17 del ha istituito 22 nuove ZPS che vanno ad aggiungersi alle 15 preesistenti. Le Zone di protezione speciale istituite in Sardegna sono di seguito riportate. 6.6 CODICE DENOMINAZIONE TIPO AMB.. 1 ITB Stagno di Sale E' Porcus E 2 ITB Stagno di Cabras E 3 ITB Stagno di Pauli Maiori E 4 ITB Corru S'Ittiri, stagno di S. Giovanni e Marceddì E 5 ITB Stagno di Mistras E 6 ITB Stagno di S'Ena Arrubia E 7 ITB Stagno di Molentargius E 8 ITB Stagno di Cagliari E 9 ITB Isola dell'asinara B, D 10 ITB Isola di Mal di ventre D, 11 ITB Arcipelago di La Maddalena B, D 12 ITB Isole Tavolara, Molara e Molarotto B, D 13 ITB Isola Serpentari D STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 21

22 14 ITB Isola dei Cavoli D 15 ITB Foresta di Monte Arcosu A, B 16 ITB Isola Piana D 17 ITB Stagno di Pilo Casaraccio, e Saline di Stintino E 18 ITB Capo Figari e Isola di Figarolo D 19 ITB Capo Caccia B, D 20 ITB Campo di Ozieri e pianure comprese tra Tula e Oschi-ri B, C, E 21 ITB Golfo di Orosei A, B, D 22 ITB Altopiano di Campeda C 23 ITB Supramonte di Oliena e Orgosolo A, B, D 24 ITB Monti del Gennargentu A, B 25 ITB Stagno di Colostri E 26 ITB Isola di Sant'Antioco, Capo Sperone B, D 27 ITB Isola del Toro D 28 ITB Isola della Vacca D 29 ITB Isola di san Pietro D 30 ITB Monte dei Sette Fratelli A, B 31 ITB Altopiano di Abbasanta C, 32 ITB Campidano centrale B, C 33 ITB Costa tra Bosa e Alghero B, D 34 ITB Costa di Cuglieri B, D 35 ITB Monte Ortobene A, B ITB Giara di Siddi B, C, E 37 ITB Capo Carbonara, Stagno di Notteri e Punta Molentis D, E A)ambienti forestali delle montagne mediterranee B) ambienti misti mediterranei C) ambienti steppici D) ambienti costieri con presenza colonie di uccelli marini E) ambienti umidi L'area oggetto dell'intervento e le aree circostanti non rientrano nelle aree ZPS. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 22

23 La direttiva comunitaria 92/43 (SIC) I SIC (le future ZSC) sono aree che, nella regione biogeografica cui appartengono, per la Sardegna quella mediterranea, contribuiscono a salvaguardare la biodiversità mediante il STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 23

24 mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e seminaturali nonchè delle specie di flora e di fauna selvatiche riportate negli allegati I e II della direttiva 92/43/CEE "Habitat". I Siti di importanza comunitaria (SIC) di cui alla Direttiva 79/409/CEE (Habitat) del , sono istituite allo scopo di conservare gli habitat naturali e seminaturali, la flora e la fauna selvatiche nel territorio europeo degli stati membri ed in particolare, assicurare la conservazione o il ripristino degli habitat naturali e delle specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario. Tali siti rientrano nella "rete" delle aree naturali destinate alla conservazione della biodiversità costituita dall'unione Europea. In Sardegna sono stati individuati i 92 siti che vengono riportati nel seguente prospetto: 24 ITB Isola Asinara ITB Is Arenas S'Acqua e S'Ollastu ITB Stagno di Pilo e di Casaraccio ITB San Giovanni di Sinis ITB Stagno e ginepreto di Platamona ITB Stagni di Murtas e S'Acqua Durci ITB Foci del Coghinas ITB Foce del Flumendosa - Sa Praia ITB Monte Russu ITB Stagni di Colostrai e delle Saline ITB Capo Testa ITB Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis ITB Arcipelago La Maddalena ITB Costa di Cagliari ITB Capo Figari e Isola Figarolo ITB Stagno di Molentargius e territori limitrofi ITB Isole Tavolara, Molara e Molarotto ITB Stagno di Cagliari, Saline di Macchiareddu, Laguna di S.Gilla ITB Stagno di San Teodoro ITB Isola Rossa e Capo Teulada ITB Capo Caccia (Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio ITB Promontorio, dune e zona umida di Porto Pino ITB Coste e Isolette a Nord Ovest della Sardegna ITB Isola del Toro ITB Isola Piana ITB Isola di San Pietro ITB Catena del Marghine e del Goceano ITB Punta S'Aliga ITB Monte Limbara ITB Costa di Nebida ITB Campo di Ozieri e Pianure Comprese tra Tula e Oschiri ITB Capo Pecora ITB Lago di Baratz - Porto Ferro ITB Monte Arcuentu e Rio Piscinas ITB Isola Rossa - Costa Paradiso ITB Bruncu de Su Monte Moru - Geremeas (Mari Pintau) ITB Berchida e Bidderosa ITB Campu Longu ITB Palude di Osalla ITB Da Piscinas a Riu Scivu ITB Golfo di Orosei ITB Isola della Vacca ITB Area del Monte Ferru di Tertenia ITB Foresta di Monte Arcosu ITB Valle del Temo ITB Monte dei Sette Fratelli e Sarrabus ITB Entroterra e zona costiera tra Bosa, Capo Marargiu e Porto Tangone ITB Monte Linas - Marganai ITB Altopiano di Campeda TB Giara di Gestori ITB Monti del Gennargentu TB Canale su Longuvresu ITB Monte Albo ITB Tra Poggio la Salina e Punta Maggiore ITB Monte Gonare ITB A Nord di Sa Salina (Calasetta) ITB Supramonte di Oliena, Orgosolo e Urzulei - Su Sercone TB Punta Giunchera ITB Lido di Orrì ITB Sa Tanca e Sa Mura - Foxi Durci ITB Riu Sicaderba ITB Stagno di Piscinnì ITB Su de Maccioni - Texile di Aritzo ITB Serra is Tres Portus (Sant'Antioco) ITB Stagno di S'Ena Arrubia e territori limitrofi ITB Stagno di Santa Caterina ITB Stagno di Corru S'Ittiri ITB Is Pruinis ITB Stagno di Pauli Maiori di Oristano ITB Stagno di Porto Botte ITB Stagno di Mistras di Oristano ITB Porto Campana ITB Stagno di Sale 'e Porcus ITB Tra Forte Village e Perla Marina ITB Stagno di Cabras ITB Punta di Santa Giusta (Costa Rei) STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 24

25 L'area oggetto dell'intervento e le aree circostanti non rientrano tra i siti di importanza comunitaria (SIC) individuati in Sardegna ai sensi della Direttiva 79/409/CEE (Ha) come si riscontra nella seguente cartografia. 25 (DISLOCAZIONE SIC INTORNO ALL AREA DI INTERVENTO) 6.2 Quadro normativo nazionale in materia di tutela ambientale LEGGE QUADRO SULLE AREE PROTETTE (L. n 394 /91) Con la legge quadro n. 31 del 7 giugno 1989 sono state definite le finalità e le modalità di istituzione e gestione delle aree naturali da tutelare, individuando 8 parchi regionali, 60 aree protette, 24 monumenti naturali e 16 aree di rilevante interesse naturalistico nell'isola. In Sardegna sono stati istituiti tre parchi nazionali, inseriti nell'elenco ufficiale del Ministero dell'ambiente: - il Parco nazionale Arcipelago di La Maddalena; - il Parco nazionale dell'asinara; - il Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu. Per quanto riguarda il Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu vanno citate le difficoltà riscontrate nella fase di istituzione dell'area protetta e legate alle resistenze ed STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 25

26 alla contrarietà delle comunità locali, che non furono coinvolte nella fase decisionale che avrebbe portato alla perimetrazione del Parco. Nel 2008, con la sentenza numero 626 emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, è stato dichiarato improcedibile il ricorso per l'annullamento del decreto istitutivo del Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu. Tale decisione è stata presa in seguito alle modifiche introdotte dalla legge numero 266/2005, che prevedono l'applicazione delle misure di tutela disposte dal decreto istitutivo del Parco, solamente previa intesa tra lo Stato e la regione Sardegna. L area interessata dal progetto non ricade in aree interessate dalle tutele disposte dalla L. 394/ Vincoli idrogeologici (L. n.3267/23) Con il regio decreto legge n.3267 sono state introdotte misure che limitano l'utilizzo di determinate aree al fine di non turbarne l'assetto idrogeologico, e finalizzate a STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 26

27 conservare o migliorare l'assetto dei versanti caratterizzati da dissesto o da una elevata sensibilità. Le attività di controllo del territorio e le procedure autorizzative per le aree vincolate dalla legge 3267/23 sono di competenza del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale con giurisdizione provinciale in virtù della delega statale che la Regione Sardegna ha ricevuto 27 per la protezione delle risorse idriche. La legge in oggetto prevede limitazioni nelle opere e nel taglio di vegetazione nelle aree vincolate, perciò qualsiasi opera da realizzarsi in un'area vincolata deve essere preventivamente autorizzata dall'ispettorato Ripartimentale competente per territorio. L area interessata dal progetto, non ricade nei settori vincolati ai termini della Legge n. 3267/23 e conseguentemente all art. 142, lett. g del Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici (D. Lgs. n 42/04 ex L. n 490/99). (VINCOLI IDROGEOLOGICI DEL COMUNE DI LOIRI in giallo le aree vincolate) STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 27

28 6.3.3 Codice dei beni culturali e paesaggistici (D.lgs. n.42 del ) Il Codice Urbani, successivamente modificato con il DLgs n. 156/2006 e il DLgs n. 157/2006, all art. 142, definisce le aree tutelate per legge. a) i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare; b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi; c) i fiumi, i torrenti, i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto , n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna; d) le montagne per la parte eccedente metri sul livello del mare per la catena alpina e metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole; e) i ghiacciai e i circhi glaciali; f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei parchi; g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall'art.2, commi 2 e 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n.227; h) le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici; i) le zone umide incluse nell'elenco previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n.448; l) i vulcani; m) le zone di interesse archeologico individuate alla data di entrata in vigore del presente codice FASCIA DI PERTINENZA FLUVIALE (art. n 142 lett. c) L area interessata è parzialmente interna alla fascia dei 150 m come intesa dal PPR ma al difuori della fascia dei 150 m dei corsi d acqua descritti nel SITAP. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 28

29 29 (ACQUE PUBBLICHE DEL COMUNE DI LOIRI e relativo stralcio ingrandito ) STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 29

30 AREE BOSCATE O INCENDIATE (art. n 142 lett. g) Il settore interessato non comprende superfici boscate interessate dall incendio. Nel 2009, il fenomeno ha interessato la zona sud della lottizzazione. 30 (AREE PERCORSE DA INCENDIO nell anno 2009 e relativo stralcio ingrandito ) STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 30

31 AREE UNIVERSITA AGRARIE ED USI CIVICI (art. n 142 lett. h) Le aree interessate dal progetto non sono gravate da Uso Civico BENI ARCHEOLOGICI (art. n 142 lett. m) omissis... m) le zone di interesse archeologico. omissis... Dalla cartografia PPR, non sono evidenziati beni archeologici nel settore interessato dall intervento edificatorio. Per la valutazione del rischio archeologico si rimanda all apposito studio specialistico (vedi paragrafo 7.7.1) QUADRO LEGISLATIVO E PIANIFICATORIO REGIONALE Piano Paesaggistico Regionale (P.P.R.) L area oggetto dell intervento è compresa all interno dell ambito costiero n.18 denominato Golfo di Olbia. La Legge regionale n.8 del 2004 sancisce che la pianificazione paesaggistica costituisce il quadro di riferimento e di coordinamento, per lo sviluppo sostenibile dell intero territorio regionale,degli atti e pianificazione regionale, provinciale e locale. Il processo di governo del territorio regionale assume, pertanto, come valore ispiratore la centralità del paesaggio della Sardegna, inteso come contesto fondamentale dell interazione tra fattori storici, culturali, ambientali e come ambito privilegiato dei rapporti tra uomo e natura, tra comunità e territorio. Le disposizioni del P.P.R. sono prevalenti sulle disposizioni contenute negli altri atti di pianificazione ad incidenza territoriale previsti dalle normative di settore (art. 4, comma 1); esse sono immediatamente efficaci per i territori comunali in tutto o in parte ricompresi negli ambiti di paesaggio costiero (art. 4, comma 4). La scheda dell ambito 18 - esamina le relazioni fra la zona costiera e quella interna, illustrando i relativi valori e criticità di entrambe, proponendo indirizzi compatibili di STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 31

32 sviluppo e individuando i vincoli di legge, ma non emergono dati relativi all area interessata dall intervento. 32 (AMBITI PAESAGGISTICI DELLA ZONA DI INTERVENTO ) Dall esame della cartografia allegata al P.P.R. si evince come l area di progetto presenta al suo interno nella parte nord un area seminaturale; si tratta di un oliveto rinselvatichito, che in assenza di cure ha assunto caratteri di naturalità, con sviluppo anche di essenze forestali. Si ritiene che la classificazione non sia corretta ma che questa zona vada inserita come area ad utilizzazione agro forestale, colture arboree. La restante parte è classificabile come agricola. Le aree seminaturali sono normate dagli artt. PPR 25, 26, 27 e quelle ad utilizzazione agroforestale dagli artt. 28, 29, 30. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 32

33 A sud della lottizzazione è presente un canale di regimazione idrica non cartografato catastalmente e che non rientra nel SITAP Piano di Assetto Idrogeologico Regionale (P.A.I.) Per quanto riguarda la Perimetrazione del Piano dell Assetto Idrogeologico (P.A.I.) delle R.A.S. non si rileva la presenza di aree a rischio geomorfologico all interno e in ampio 33 intorno dell area delimitata dal Piano di Lottizzazione in progetto. 6.4 LA NORMATIVA AGRICOLA COMUNITARIA (PAC) E SUOI EFFETTI SUI SISTEMI AMBIENTALI Regolamento UE 1782 del 2003: il disaccoppiamento degli aiuti dalla produzione Il disaccoppiamento (in inglese decoupling), è previsto dal reg. UE 1782 del 2003 (la c.d. riforma Fischler (commissario europeo)). In base al predetto regolamento è stato introdotto il disaccoppiamento degli aiuti diretti in base al quale essi sono erogati indipendentemente dalla produzione. Si ha, cioè, la rottura del legame tra erogazione dell aiuto e produzione oggetto di aiuto. Pertanto, i pagamenti compensativi erogati dall UE all aziende agricole (nell ambito di Agenda 2000) durante un periodo di riferimento, (il triennio ) vengono trasformati in pagamenti diretti che sono percepiti dalle aziende indipendentemente dalle produzioni effettuate. L entità del nuovo tipo di sussidio, in altre parole, non solo non dipende dal livello di produzione: non dipende neanche dalla realizzazione o meno di una qualche produzione. La sola gestione del fattore produttivo terra, attraverso un insieme minimale di operazioni e senza la realizzazione di alcuna produzione, costituisce fino al 2013, un titolo valido per percepire il cosiddetto pagamento unico aziendale Effetti ambientali del disaccoppiamento Dopo quasi un decennio di applicazione del Regolamento UE 1782/2003 si possono individuare alcuni effetti e ricadute sul territorio rurale, accezione più corretta per definire i sistemi ambientali in essi coinvolti. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 33

34 - Abbandono generalizzato della coltivazione. Gli agricoltori delle regioni più sfavorite non hanno ravvisato alcun interesse economico a continuare a produrre a fronte del percepimento, comunque, del sussidio. Nel periodo antecedente, la coltivazione avveniva per spuntare sul mercato prezzi agricoli che, pur al disotto dei costi di produzione, venivano integrati dall incentivo comunitario, raggiungendo, così, un reddito minimale Destrutturazione dei fondi rurali L abbandono generalizzato della coltivazione ha provocato, carenze di manutenzione delle strutture e infrastrutture agricole (fabbricati, sistemazione agrarie, canalizzazioni, opere di regimazione idrica, e sistemi di irrigazione), non più legate all effettivo funzionamento aziendale, provocando una parziale destrutturazione delle aziende agricole stesse, vanificando, almeno in parte, un cinquantennio di aiuti pubblici per l incremento delle strutture e infrastrutture agricole ; - La iniziale rinaturalizzazione di estesi areali A seguito dell abbandono delle pratiche colturali tradizionali si è assistito allo sviluppo abnorme di infestanti autoriseminanti e di arbusti pionieri, che, malgrado concerni solo una fase embrionale di insediamento, spesso viene scambiato per evoluzione verso ambiti semi naturali ma, in realtà, è principalmente esito di una condizione temporanea di abbandono delle ordinarie partiche colturali. - Aumento della fragilità ambientale dei territori. (abnorme sviluppo di infestanti in un ex seminativo) La mancata coltivazione ingenera un aumento esponenziale dei rischi di incendio, in quanto le predette specie pioniere, in particolare quelle erbacee, vanno incontro rapidamente a disseccamento o mantengono una bassa percentuale di tessuti STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 34

35 acquosi al loro interno. Inoltre, si è generalmente abbandonata la pratica dell aratura estiva, prodromica all impianto autunnali dei cereali, con la creazione di efficaci barriere alla deflagrazione dei fuochi estivi. E questo spiega l aumento incontrollabile degli incendi malgrado un continuo incremento delle dotazioni di mezzi e risorse per fronteggiarli QUADRO AMBIENTALE 7.1 Caratteri climatici Temperatura e piovosità I dati termo pluviometrici della zona oggetto di studio, si sono desunti dalle stazioni di Monte Pedrosu, Murta Maria e Padru. NOME Piovosità media annua Piovosità massima annua Piovosità minima annua Anni di osservazion e. Temp media diurna Temp minima diurna Temp massima diurna quota D2 PADRU ' MURTA MARIA M.TE PEDROSU Per quanto riguarda le caratteristiche pluviometriche dell'area, queste seguono l'andamento tipico del clima mediterraneo con precipitazioni concentrate nelle stagioni autunno-invernali. La quantità media annua di precipitazioni piovose si aggira intorno ai mm, con dicembre, che risulta il più piovoso con una media di 117 mm, mentre luglio presente una media di appena 6 mm, risultando il mese più siccitoso. Nel mese di STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 35

36 settembre si registra un brusco aumento delle precipitazioni che proseguono in maniera più graduale e moderata fino a dicembre per decrescere dal mese di gennaio fino a luglio. Le minime temperature invernali sono fortemente mitigate dalla vicinanza del mare. La temperatura atmosferica media annua si aggira intorno ai 15 con punte massime di 30 C durante l'estate e minime di 5 in inverno, rispecchiando così l'andamento generale dell'intera isola. I dati termometrici dimostrano che la stagione siccitosa inizia nel mese di maggio e termina nel mese di settembre per cui parte dell'acqua che precipita sul terreno in questo periodo rievapora rapidamente per effetto della evapotraspirazione. La figura sottostante, relativa al bilancio idrico, mostra chiaramente come la distribuzione delle precipitazioni nell arco dell anno comporti, una forte condizione di deficit idrico che si estende dalla prima settimana di maggio a tutto il mese di settembre. Questa condizione di deficit idrico del suolo non viene modificata anche nei suoli a minimo spessore e quindi dalla ridotta capacità idrica, dalle precipitazioni, comunque minime, dei mesi di luglio e agosto. 36 Località: Olbia AWC = 100 mm Evapotraspirazione reale Variazione della riserva Eccedenza idrica Ricostituzione della riserva Deficit idrico STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 36

37 7.1.2 Caratteristiche anemometriche. Relativamente alle caratteristiche anemometriche dell area si deve accennare al fatto che il vento, come elemento climatico, viene spesso trascurato; in realtà su alcune colture, come quelle irrigue estive, la meteora ha più importanza di altre (quali ad ad es. la pluviometria, che è particolarmente scarsa o assente in estate). Dall analisi delle condizioni anemomentriche, ricavate dai dati delle stazioni costiere di questo settore (Olbia), risulta evidente una netta prevalenza dei venti occidentali. Nelle coste del versante tirrenico le brezze di mare provengono da un settore compreso da N a E. Si riportano le percentuali di frequenza delle otto direzioni principali dei venti: 37 L 83% delle giornate è ventoso. Il 60-70% dei venti ha una velocità inferiore a 10 m/sec., ma non mancano velocità superiori a 25 m/sec. ( 90 Km/ora - vento di tempesta). La brezza estiva ha una velocità media di circa 10 nodi. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 37

38 7.2 Inquadramento geologico 38 parte dell area interessata dal PIANO DI LOTTIZZAZIONE Inquadramento geologico generale e locale La geologia della Gallura (Sardegna nord - orientale) è compresa nei terreni paleozoici dell Isola, in particolare le litologie affioranti sono costituite in prevalenza dai termini granitici post-ercinici (carbonifero superiore permiano), in parte, ricoperti dai depositi alluvionali quaternari e recenti, localmente il substrato litoide e interessato da ammassi di micrograniti e principali filoni aplitici e pegmatitici. L orientazione dei filoni (NE - SW) è parallela alle lineazioni tettoniche principali del settore in esame. Il substrato litoide, del basamento paleozoico è esteso con continuità, nella zona d interesse e, in genere affiora direttamente solo in corrispondenza dei modesti rilievi, il centro abitato si sviluppa quasi per intero sulle litologie granitiche. Il substrato roccioso di colore rossastro, si presenta fratturato e localmente arenizzato, com è possibile osservare in corrispondenza dei rilievi o nei tagli stradali (foto 2a; 2b). Le fratture sono aperte quando la roccia affiora in superficie, in profondità, normalmente sono serrate; lungo queste fratture sono favoriti i processi morfogenetici e la circolazione idrica sotterranea. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 38

39 39 Foto 2a affioramento granitico I depositi quaternari sono formati dai depositi alluvionali antichi, intercalati ai depositi detritici, alla base dei versanti; entrambi, sono costituiti essenzialmente da sabbie, ghiaie, ciottoli e talora blocchi poliedrici. Foto 3b particolare del granito arenizzato I depositi quaternari e sono dovuti all alterazione e arenizzazione delle litologie paleozoiche e alla successiva fase d erosione e trasporto delle stesse. I terrazzi fluviali quaternari sono posti a quote variabili e, si sono impostati durante le grandi oscillazioni climatiche del quaternario. I depositi recenti sono costituiti dai prodotti d alterazione della copertura alluvionale e assumono aspetto differente secondo le condizioni di giacitura; infatti, là dove è più pronunciata l azione dilavante delle acque piovane, la frazione più fine e/o solubile prevalentemente argillosa, è allontanata, lasciando in posto un sabbione grossolano, piuttosto incoerente, costituito sempre da elementi chiara origine granitica (foto 3). STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 39

40 Gran parte del Piano di Lottizzazione si sviluppa sulle litologie granitiche, mentre il settore più meridionale si estende sui depositi alluvionali. 40 Foto 3 depositi alluvionali recenti I suoli, che si formano sulle litologie granitiche, appartengono, secondo la classificazione del Soil Taxonomy U.S.D. ai Typic Xerocrepts, con uno spessore medio di circa 0.50 m e tessitura franco sabbiosa. La stratigrafia del sito dal basso verso l alto può essere così riassunta: graniti (carbonifero superiore permiano); alluvioni antiche, depositi di versante (quaternario); alluvioni recenti, suolo (olocene). STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 40

41 7.2.2 Lineamenti geostrutturali generali Il quadro strutturale della zona in esame è caratterizzato dalla presenza di due sistemi di frattura principali, uno con andamento E-W e l altro diretto NE-SW. Le lineazioni tettoniche sono rilevate da alcuni corsi d acqua, assumendo uno schema idrografico superficiale di tipo sub angolare, come il Rio Nannuri. Gli eventi tettonici hanno favorito la formazione di discontinuità strutturali minori su cui hanno agito con maggiore facilità gli agenti morfogenetici. Le discontinuità strutturali delle litologie granitiche sono state indotte da vari eventi tettonici, mentre la morfologia attuale è legata in parte agli eventi tettonici del plioquaternario Lineamenti geomorfologici generali e locali La morfologia del settore nord orientale della Sardegna è funzione del basamento cristallino e a sua volta questo è funzione della tettonica plio-quaternaria e, delle caratteristiche chimico-fisiche delle litologie affioranti. Se le litologie granitiche e migmatitiche sono interessate dalle discontinuità tettoniche, lungo queste lineazioni s instaurano dei processi d alterazione con formazione di valli il cui l asse principale è diretto parallelamente alle lineazioni tettoniche e il reticolo idrografico è di tipo dendritico sub-angolare. Quando, le lineazioni tettoniche sono assenti, i processi d alterazione e disfacimento dei litotipi affioranti si sviluppano in corrispondenza delle diaclasi, con la formazione di valli senza direzione preferenziale, e il reticolo idrografico è di tipo dendritico. All interno dell area in studio non si rileva la presenza di particolari valenze morfologiche; una parte del Piano di Lottizzazione si sviluppa in un area subpianeggiante, con minime variazioni di quota, con un dislivello massimo inferiore a 20 metri. Il resto dell area si estende su modesti rilievi granitici, sempre caratterizzati da moderati dislivelli, massimo 40 metri tra la quota maggiore e quella inferiore. Nel Lotto F4 si ha la massima pendenza, circa 25 %, essendo ubicato nel tratto medio alto di un versante (115 m s.l.m.). STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 41

42 Il settore sub-pianeggiante, ha origine alluvionale e degrada in modo uniforme verso il quadrante occidentale, ed è raccordata con i rilievi dai depositi detritici accumulati alla base dei versanti (pediment). I rilievi, oltre a essere caratterizzati da altezze piuttosto modeste, con quote variabile da 115m s.l.m., all interno dell area in studio e, sino a 149 m s.l.m. (P.ta Lu Carraggiaggiu), immediatamente a est del sito, sono contraddistinti da versanti composti, in genere poco acclivi, ad eccezione della sommità, dove spesso affiora direttamente il substrato litoide. La realizzazione delle opere in progetto non comporta particolari modifiche dal punto di vista geomorfologico, nel settore nord occidentale, là dove la pendenza aumenta si verranno a creare delle aree terrazzate, che comunque rispecchiano lo sviluppo planimetrico del centro abitato di Loiri. Qualora si dovesse ricorrere a interventi di scavo per la realizzazione delle opere in progetto, si consiglia di mantenere idonei angoli di scarpa dei fronti di scavo (tabella 5.1.1) e se i fronti di scavo hanno altezze maggiori di 3 metri, si consiglia lo scavo per setti di ampiezza non superiore a 2 metri in modo da poter individuare e limitare eventuali condizioni d instabilità locali. Tab Inclinazioni di sicurezza per i fronti di scavo 42 Materiale Angolo [ ] Granito poco fratturato > 75 Granito fratturato Terreni poco coerenti o incoerenti (sabbie e conglomerati sciolti) * Terreni limo argillosi < 30 * alluvioni e/o detriti di versante Idrografia superficiale e sotterranea Lo studio idrogeologico, del settore in esame, è basato sull analisi dei vari fattori che influenzano la dinamica della circolazione idrica sotterranea e superficiale. I fattori che regolano l idrografia sotterranea e superficiale sono la geologia, la struttura e la giacitura STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 42

43 delle litologie affioranti, nonché la morfologia, la climatologia e la vegetazione; altro fattore che può influenzare l infiltrazione delle acque meteoriche nel sottosuolo o facilitare lo scorrimento superficiale sono le opere antropiche. Il settore investigato è compreso all interno del bacino idrografico superficiale del Rio Nannuri, affluente del Rio Padrongianu, il reticolo idrografico superficiale ha uno schema subangolare, per divenire dendritico quando non è condizionato dalle lineazioni tettoniche. Le litologie e la loro distribuzione areale del bacino idrografico superficiale rispecchiano quella dell area in studio; i litotipi granitici affiorano con continuità in tutto il bacino, nelle aree vallive o comunque poco acclivi affiorano i depositi alluvionali, talora intercalati dai depositi detritici alla base dei versanti. Le litologie granitiche sono contraddistinte da un tempo di corrivazione piuttosto ridotto. Per quanto riguarda gli interventi antropici non si rileva la presenza di grandi opere, ad eccezione del tratto terminale, in prossimità della confluenza con il Rio Padrongianu, mentre un effetto molto negativo sull intero bacino idrografico e della Sardegna nordoccidentale è rappresentato dagli incendi estivi, che eliminano la copertura vegetale, rappresentata prevalentemente dalla macchia mediterranea soprattutto in quelle aree a elevata acclività, riducendo ulteriormente i tempi di corrivazione e aumentando il trasporto solido. Per quanto riguarda il regime pluviometrico della zona in studio, dai dati a disposizione, si rilevano delle precipitazioni irregolari, concentrate soprattutto nel periodo tardo autunnale e invernale; mentre, la massima aridità si ha in coincidenza dei mesi estivi. Nel complesso il valore totale annuo delle precipitazioni meteoriche si trova ben al disopra della media regionale. L area in indagine è ricoperta per circa 1/3 dai depositi quaternari e recenti formati da alluvioni e depositi detritici, nella rimanente parte affiorano i litotipi granitici. Nei depositi alluvionali e detritici la circolazione idrica sotterranea, porta in carico gli elementi più sottili che localmente possono accumularsi, determinando una riduzione della permeabilità. 43 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 43

44 Nell area in studio, sono scarse le sorgenti o i fontanili d acqua, anche se all interno della zona in esame è presente un area con ristagni idrici localizzati, alimentati soprattutto da una falda sotterranea, con affioramento della falda stessa in superficie in coincidenza di eventi pluviometrici intensi. Questa falda, alimenta anche un modesto canale di drenaggio. Allo stato attuale questo canale non è ben definito, probabilmente per gli interventi di antropici, trattandosi di terreni utilizzati in passato per le colture seminative stagionali e ora come pascoli. In questo settore sono ubicati i lotti A1, A2, A3, A4, A6, parte dei lotti A7 e B1, oltre alle zone P5, P12 e Standard SB1, del Piano di Lottizzazione; pertanto, data la presenza dei ristagni idrici localizzati e dell oscillazione stagionale della falda, si consiglia di eseguire un buon sintema di drenaggio e allontanamento delle acque superficiali e comunque poco profonde, eventualmente anche con il ripristino del vecchio canale di drenaggio. Inoltre, data l oscillazione stagionale del livello piezometrico della falda, che in occasione di eventi pluviometrici intensi affiora direttamente nel piano campagna, è opportuno non realizzare piani interrati o seminterrati nei lotti sopra indicati. 44 (carente manutenzione di capofosso con creazione di ristagno) In generale, la circolazione idrica sotterranea, è legata all alimentazione da parte delle acque di precipitazione meteorica; la permeabilità dei graniti poco o niente fratturati e/o alterati si può ritenere di scarsa entità ed è legata al sistema di fratture talvolta visibili anche nella superficie emergente, mentre si ha una buona permeabilità in corrispondenza dei depositi detritici. In merito a questa dinamica e all entità delle acque circolanti nell area in indagine si possono distinguere le seguenti classi di permeabilità: STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 44

45 1 classe: terreni da molto permeabili a permeabili con coefficiente di permeabilità compreso tra cm/s, a questa classe appartengono quei terreni costituiti da coperture alluvionali e detritiche sciolte, dove è riscontrabile una buona circolazione idrica. 2 classe: terreno da debolmente permeabile a impermeabile con coeff. K compreso tra cm/s; a questa classe appartengono i vari tipi di granito piuttosto fratturato e i sabbioni originatisi da questi, la quantità che in essi si può trovare immagazzinata è proporzionale al grado d alterazione e fratturazione della roccia (foto 4). 3 classe: terreni impermeabili con k > 10 7 cm/s; sono compresi in questa classe i graniti poco o niente fratturati. 45 ( circolazione idrica nei graniti alterati) 7.3 Inquadramento pedologico Per facilitare la descrizione dei suoli presenti nel territorio di Loiri Porto San Paolo si è ritenuto opportuno individuare nell area in studio le unità di paesaggio o fisiografiche esistenti e, per ciascuna di esse procedere, tramite la predisposizione di unità di mappa, alla descrizione dei tipi pedologici presenti, in funzione dei rapporti esistenti tra questi e le principali morfologie. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 45

46 Le diverse unità di mappa sono state predisposte sulla base delle definizioni indicato nell Allegato 3: Unità delle terre e dei pedositi delle Linee guida per l adeguamento dei Piani Urbanistici Comunali al PPR e al PAI,1 predisposto dall Ufficio del Piano dell Assessorato Enti Locali, Urbanistica, ecc., della R.A.S. Per la classificazione dei tipi pedologici sono stati utilizzati due sistemi, quella nota come Soil Taxonomy, che è stata proposta nel 1975 dall U.S. Dept. of Agriculture, e quella utilizzata dalla FAO e dall UNESCO quale legenda per la Carta Mondiale dei Suoli. Per entrambe si è utilizzata la versione più recente Le unità fisiografiche e di mappa Nel territorio comunale interessato alla lottizzazione e nell intorno le unità di paesaggio presenti sono denominate nell allegato 3 citato: - paesaggi su rocce intrusive (graniti, granodioriti, leucograniti, ecc.) del Paleozoico, - depositi alluvionali del Pliocene e del Pleistocene ed arenarie eoliche cementate del Pleistocene, Nelle pagine successive è riportata la descrizione delle unità di mappa presenti nell area in studio paesaggi delle formazioni intrusive del Paleozoico (graniti, leucograniti, granodioriti, ecc.), e relativi depositi di versante unità cartografica C1 è osservabile in presenza di un substrato costituito dai graniti e dai complessi filoniani del ciclo magmatico ercinico e dai loro depositi colluviali, su qualsiasi condizione di morfologia, dalla pianeggiante alla collinare fortemente accidentata. La copertura vegetale è costituita dalla macchia in diverse situazioni di degrado o dal pascolo naturale,. La pietrosità superficiale è elevata. La rocciosità affiorante, talvolta in grandi ammassi tafonati, è sempre elevata. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 46

47 I suoli hanno un profilo del tipo A-R, A-C, e limitatamente alle aree colluviali o meno erose, A-Bw-C. La potenza può variare da meno di 30 cm ad oltre 60 cm nei colluvi. Il contenuto in scheletro, minuto e prevalentemente costituito da sabbioni e minute ghiaie silicee, varia da scarso a moderato. I valori massimi, per elementi grossolani si osservano sui depositi colluviali. La tessitura varia dalla sabbioso-franca alla franco-sabbiosa, (situazione più comune) o franca. La reazione è acida, il complesso di scambio, mai molto elevato, è insaturo. Il drenaggio, strettamente correlato alla tessitura, varia da normale a moderatamente rapido. Le superfici interessate da questa unità sono soggette a rischi di erosione variabili da moderati a severi in funzione delle condizioni morfologiche e del grado e delle caratteristiche della copertura vegetale. Le superfici ascritte a questa unità cartografica sono inadatte alla utilizzazione agricola anche di tipo estensivo. Sono possibili il rimboschimento finalizzato alla protezione del suolo e il pascolo di razze rustiche con carichi limitati. Questa unità cartografica è caratterizzata dalla presenza di un complesso di suoli che secondo la Soil Taxonomy sono classificabili come Lithic Xerorthents (il sottogruppo prevalente), Dystric Xerorthents (profili A-R insaturi), Lithic Dystroxerepts. Il WRB classifica i suoli con profili A-R come Haplic Lithic Leptosols (Dystric), Haplic Leptosols (Dystric), Haplic Epileptic Cambisols (Dystric) in funzione della loro potenza e profilo. unità cartografica C3 è osservabile in presenza di versanti con pendenze da moderate a elevate. La rocciosità affiorante è sensibilmente inferiore a quella delle unità C1 precedente ed è limitata a poche localizzate aree La copertura vegetale varia dalla macchia, in diverse situazioni di degrado, al pascolo naturale e migliorato. Localmente possono essere osservati vigneti a carattere familiare. I suoli hanno un profilo del tipo A-Bw-C o A-Bw-R con potenze variabili localmente da meno di 30 cm a cm. Il contenuto in scheletro, costituito da sabbie grossolane e da minute ghiaie varia da scarso a moderato all aumentare della profondità. La tessitura varia dalla sabbioso-franca alla franco-sabbioso-argillosa. 47 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 47

48 La reazione è subacida, il complesso di scambio, mai molto elevato, è insaturo. Il drenaggio è normale. Le superfici interessate da questa unità sono soggette a rischi di erosione variabili da moderati a severi in funzione delle condizioni morfologiche e del grado e delle caratteristiche della copertura vegetale. Le superfici ascritte a questa unità cartografica sono inadatte agli usi agricoli intensivi. Per le aree interessate da questa unità le destinazioni ottimali sono il rimboschimento finalizzato anche alla produzione di legname da opera, il pascolo migliorato e localmente colture arboree, principalmente vite. Questa unità cartografica è caratterizzata dalla presenza diffusa di suoli che secondo la Soil Taxonomy sono classificabili come Lithic Dystroxerepts. Il WRB classifica questi suoli come Haplic Epileptic Cambisols (Dystric). unità cartografica C4 è osservabile in presenza versanti con pendenze moderate. La rocciosità affiorante varia da scarsa ad assente. La copertura vegetale è costituita dal pascolo naturale e migliorato, colture erbacee, colture arboree, principalmente vite, da coltivi abbandonati. I suoli hanno un profilo del tipo A-Bw-C o A-Bw-R con potenze variabili localmente da meno di 30 cm a oltre cm. Il contenuto in scheletro, costituito da sabbie grossolane e da minute ghiaie varia da scarso a moderato all aumentare della profondità. La tessitura varia dalla sabbioso-franca alla franco-sabbioso-argillosa. La reazione è subacida, il complesso di scambio, mai molto elevato, è insaturo. Il drenaggio è normale. Le superfici interessate da questa unità sono soggette a rischi di erosione variabili da moderati a severi in funzione delle condizioni morfologiche e del grado e delle caratteristiche della copertura vegetale. Le superfici ascritte a questa unità cartografica sono marginali agli usi agricoli intensivi. Per le aree interessate da questa unità le destinazioni ottimali sono il rimboschimento finalizzato anche alla produzione di legname da opera, il pascolo migliorato, colture cerealicole foraggiere e localmente colture arboree, principalmente vite. 48 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 48

49 Questa unità cartografica è caratterizzata dalla presenza diffusa di suoli che secondo la Soil Taxonomy sono classificabili come Lithic Dystroxerepts in associazione a suoli classificabili come Typic Dystroxerepts. Il WRB li classifica rispettivamente come Haplic Epileptic Cambisols (Dystric) e Haplic Endoleptic Cambisols (Dystric) nel caso di potenze superiori a 50 cm. unità cartografica C11 Questa unità si osserva su superfici dalle morfologie pianeggianti, debolmente ondulate o ondulate e su di un substrato costituito da graniti fortemente arenizzati localmente frammisti a depositi alluvionali recenti o a depositi colluviali di analoga età. La pietrosità superficiale è sempre molto scarsa. La rocciosità affiorante è assente. Le superfici interessate da questa unità sono generalmente destinate alle colture agrarie sia erbacee che arboree, tra queste ultime principalmente la vite. I suoli hanno profili A-Bw-C, con potenze anche superiori a cm. La loro tessitura da franco-sabbiosa a franco-sabbioso-argillosa o franco-argillosa quest ultima più comune in presenza di depositi alluvionali. Il contenuto in scheletro varia da scarso a comune per elementi di quarzo molto minuti. La reazione è acida. Il complesso di scambio varia da saturo a insaturo anche in funzione dei differenti substrati. Il drenaggio normale. Eventuali ristagni idrici sono brevi e diffusi in prossimità dei corsi d acqua e delle loro foci. I rischi di erosione sono moderati ed in funzione della micromorfologia. Queste superfici hanno limitazioni moderate ad una utilizzazione agricola intensiva, per cui sono destinabili alle colture arboree, foraggiere, cerealicole, al pascolo migliorato e al rimboschimento finalizzato alla produzione di legname da opera e da cellulosa. L'irrigazione è possibile in funzione delle disponibilità di adeguate riserve idriche In questa unità è presente una associazione di suoli i cui termini sono classificabili secondo la Soil Taxonomy come Typic Haploxerepts, Lithic Dystroxerepts, Typic Dystroxerepts e Fluventic Haploxerepts in funzione della potenza e del grado di saturazione del complesso di scambio e Fluventic Haploxerepts (suoli sui depositi alluvionali). Secondo il WRB questi suoli sono classificabili come Haplic Epileptic Cambisols (Eutric) e Haplic Epileptic Cambisols (Dystric) in funzione del grado di saturazione del complesso di scambio. 49 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 49

50 Sedimenti alluvionali recenti ed attuali unità cartografica L1 Si osserva su una morfologia pianeggiante su di un substrato costituito da alluvioni recenti ed attuali e quindi estremamente variabile nelle sue caratteristiche mineralogiche e tessiturali. Su questi substrati si osservano pertanto suoli le cui caratteristiche chimiche e chimico - fisiche variano notevolmente sia in senso laterale che all interno dello stesso profilo. La copertura vegetale appare legata all estensione dell area interessata dai depositi alluvionali, la riparia e la macchia in quelle di minore ampiezza, le colture cerealicole, foraggiere ed ortive nelle piane alluvionali irrigabili, la macchia e la vegetazione alofila in prossimità delle foci e degli stagni costieri. La pietrosità superficiale varia da assente a elevata, la rocciosità affiorante è sempre assente. I suoli hanno profili di tipo A-C con potenze superiori a cm. Nel caso di successioni di più episodi alluvionali i profili sono di tipo A-C-2Ab-2Cb, A-C-2Ab-2Bwb-2Cb, ecc., con potenze complessive da a oltre cm. Il contenuto di scheletro in tutti questi suoli è variabilissimo, da assente a dominante, anche all interno dei diversi orizzonti dello stesso profilo. Nel caso di successioni di più alluvioni, gli orizzonti C costituiscono dei pacchi di varia potenza disposti a formare le più volte citate stone - lines. Un analogo discorso vale per la tessitura che varia dalla sabbiosa alla franco-sabbiosa fine. La reazione è neutra. Il complesso di scambio è sempre elevato e saturo. I rischi di erosione sono praticamente nulli, mentre sono possibili problemi di ristagno idrico durante la stagione invernale. I rischi di esondazione sono sempre possibili, ma sono in funzione di eventi meteorologici di eccezionale gravità o durata. Le possibilità di utilizzazione agronomica sono fra le più ampie possibili, le limitazioni all uso sono infatti dovute alla scarsa ampiezza di gran parte delle superfici interessate da questa unità e dai fenomeni di ristagno idrico che sono frequenti nelle micromorfologie depresse. 50 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 50

51 Le aree interessate possono essere pertanto destinate alle colture cerealicole e foraggiere, e con certe limitazioni alle colture ortive e industriali. L irrigazione è sempre possibile, ed è limitata dalle disponibilità di riserve idriche e dalla eventuale necessità di opere di drenaggio. Dal punto di vista tassonomico nella unità è presente una associazione di suoli i cui termini sono classificabili secondo la Soil Taxonomy come Typic Xerofluvents (il pedotipo più diffuso), e Aquic Xerofluvents nel caso di difficoltà di drenaggio. Il WRB classifica questi suoli rispettivamente come Haplic Fluvisols (Eutric) e Gleyic Fluvisols (Eutric) Capacità d uso dei suoli agricoli. E strettamente connessa alla precedente indagine pedologica. La classificazione del territorio secondo le classi di capacità d'uso (la Land Capability Classification - Klingebiel, Montgomery, U.S.D.A. 1961) viene utilizzata non in base a specifiche colture ma per classificare il territorio per ampi sistemi agro-silvo -pastorali, dove vengono più che altro messe in luce le limitazioni che quel territorio presenta nel confronti di specifiche pratiche di gestione; limitazioni che derivano non solo dalla qualità del suolo, ma anche dall'ambiente in cui questo è inserito. Questo significa che una limitazione derivante dalle caratteristiche intrinseche di un suolo (spessore, tessitura, sostanza organica, ph) può assumere un peso differente a seconda del diverso paesaggio (orografia, clima, vegetazione) in cui questo è inserito e sopratutto se tali fattori limitanti siano permanenti o temporanei. La classificazione è strutturata secondo tre livelli: - Classi: sono 8 e vengono indicate con numeri romani con un incremento dalla prima all'ottava delle limitazioni, le prime 4 comprendono i suoli idonei alle coltivazioni (suoli arabili) mentre le altre 4 raggruppano i suoli non idonei (suoli non arabili); - Sottoclassi: definiscono i suoli che all'interno della classe presentano gli stessi problemi; - Unità: indica suoli con le stesse limitazioni o le stesse produttività. Per la classificazione della zona interessata dalla lottizzazione e per le finalità del presente SPA è stato adottato il primo livello, considerando come parametro principale l arabilità STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 51

52 dei terreni, distinguendo, così, due soli grandi gruppi: quelli idonei alle coltivazioni (suoli arabili) e quelli non idonei (suoli non arabili). L analisi territoriale ha consentito l elaborazione della seguente tabella: classe superficie ha arabilità % IV 8,50 Sì 74% V VIII 3,00 No 26% TOTALE 11,50 I terreni non arabili sono concentrati nella parte nord del comparto. I terreni arabili afferiscono alla classe qualitativamente inferiore dei terreni arabili. 52 (CAPACITA D USO DEI SUOLI) STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 52

53 7.4 Vegetazione Con "vegetazione" si indicano gruppi di piante che vivono nello stesso ambiente, in quanto presentano esigenze ecologiche simili; costituiscono delle comunità vegetali che sono in stretta relazione con il clima ed il suolo di una determinata area. Se la vegetazione viene lasciata evolvere senza interferenze, questa tende a costituire comunità stabili che si conservano indefinitamente, raggiungendo un livello massimo di sviluppo che si mantiene in equilibrio e che è chiamato climax. Nella classificazione delle formazioni vegetali (ad es. bosco, macchia ecc.), spesso, ai fini pratici, ci si attesta su impressioni visive, spesso fuorvianti perché legate ad indagine sommaria e speditiva, oppure da fotointerpretazione. In realtà, sarebbe necessario, con un maggior approfondimento, definire quanto una determinata stazione è lontana dalla fase climacica, e se determinati stadi, quali quelli di seguito esaminati, siano confacenti per la salvaguardia del territorio da fenomeni erosivi o dalla piaga, spesso, incontrollabile degli incendi Fitoclimatologia In base alla classificazione fitoclimatica del Pavani l area in oggetto ricade nella zona del Laurentum sottozona calda che in questo coincide con la zona del piano basale orizzontale mediterraneo sub-orizzontale litoraneo caratterizzato dal Climax dell Oleo-Ceratonium che si estende dal livello del mare fino ad un altitudine di 200 mt. La vegetazione tipica di tale Climax è caratterizzata da formazioni arbustive sempreverdi di sclerofille e da macchia termoxerofila, costituita essenzialmente da olivastro, cisto, lentischio, mirto, euforbia, con presenza nelle zone più alte di quercus ilex e suber. Il territorio oggetto di indagine è inquadrabile nel Sottosettore costiero e collinare, Distretto nord-orientale (Arrigoni -1980). STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 53

54 54 (CARTA FITOCLIMATICA DELLA SARDEGNA) L area in esame è interamente compresa nella Zona Mediterranea rappresentata dalle seguenti fasce di vegetazione (Pignatti 1998): - Fascia Mediterranea Arida - Fascia Mediterranea Temperata Principali categorie fisionomiche della vegetazione nel sito di intervento e zona limitrofa. Si è qui voluto adottare il modello dati del tematismo Copertura vegetale riconducibile alla struttura della legenda esposta nelle Linee Guida del PPR, Assetto Ambientale. Lo schema sottostante della tabella attributi è il seguente: I campi 1 e 2 rappresentano, per descrizione testuale e relativo codice, la macrocategoria di copertura vegetale. I campi 3 e 4 rappresentano, per descrizione testuale e relativo codice, la tipologia di vegetazione. Sono contenute informazioni di maggior dettaglio in termini di conoscenza della composizione floristica e della mosaicatura della vegetazione. Esempio: Campo 1 Campo 2 Campo 3 Campo 4 Boschi di sughera 002 Sugherete STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 54

55 Pertanto, nel sito in esame si riscontrano le seguenti categorie fisionomiche della vegetazione: Campo 1 Campo 2 Campo 3 Campo 4 Sup. ha Praterie annuali 018 Praterie xerofile annuali Praterie annuali 018 Praterie igrofile annuali ,00 Oliveti 027 Oliveti consociati a colture ,00 legnose Colture erbacee 029 Seminativi a rotazione ,50 55 Nella stazione oggetto di indagine si riscontra una vegetazione antropica, connaturata all uso agricolo; la politica agricola comunitaria (PAC) (vedi paragrafo 6.4) ai sensi del regolamento UE 1782/2003, ha, con il c.d. disaccoppiamento, ovvero la corresponsione di contributi sulle colture pregresse praticate senza necessità di impiantarle, dato origine oppure incrementato notevolmente un fenomeno, pur nelle fasi iniziali, di inversione verso caratteri di iniziale naturalità. Nella porzione nord della lottizzazione è possibile ravvisare un oliveto, originariamente consociato con piante sparse di mandorlo. Si tratta di piante collocate su modesti terrapieni contenuti da un filare di pietrame disposto a coltello. L incoltura della superficie olivetata ha determinato l affrancamento del piede di oleastro, rispetto al nesto di olivo. L oleastro (Olea europaea oleaster), ha, rispetto all olivo (Olea europaea sativa), un portamento per lo più arbustivo, a fronte del portamento arboreo dell olivo stesso. L assenza di potature e spollonature dei vigorosi getti pedali, fa prevalere il piede oleastrato, dotato di maggior vigore sul nesto facendo riassumere alla pianta un portamento a cespuglio. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 55

56 56 (Olivo rinselvatichito su terrapieno sostenuto da muratura a secco) (Condizioni di abbandono dell oliveto) Pianta di mandorlo Sviluppo spaziale olivo/olivastro per mancanza di potature Nelle interfile si sono sviluppati cespugli di lentisco, corbezzolo e anche lecci sparsi ma dalle foto aeree è ancora possibile intravedere gli originali sesti di impianto. Il confronto fra le foto aeree ( ) evidenzia, accanto ad un incremento numerico di essenze forestali, arboree e arbustive, che hanno riempito gli spazi tra le file e le fallanze, l aumento dimensionale dei soggetti, dovuto allo sviluppo di un habitus cespuglioso e multicaule. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 56

57 57 (Oliveto 1977) (Oliveto 2006) STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 57 Derudas; dott. geologo Maddalena Moroso Collaboratore: dott. agronomo Francesco Dui; Progettista: Arch.

58 Per quel che riguarda le altre superfici, in epoca ante disaccoppiamento, la gran parte dei terreni pianeggianti o sub pianeggianti della zona in cui andrà a collocarsi la lottizzazione, era destinata a seminativi in rotazione: consistevano prevalentemente in erbai autunnovernini o per granella (avena ed orzo) alternati con il riposo pascolativo a cadenza biennale. Si deve constatare, allo stato, la presenza in luogo delle tradizionali colture dedicate all alimentazione del bestiame, all insorgenza di praterie, a specie in prevalenza annuali, terofite, sia in regime xerico (nella parte nord) che igrofile, in presenza di ristagni stagionali (parte sud) laddove si evidenzia idromorfia connessa ad insufficiente efficienza del sistema di sgrondo delle acqua (canale di drenaggio parzialmente interrato e privo di manutenzione). Le terofite (piante che svolgono il loro ciclo biologico entro un anno; germinano infatti in autunno, sfruttando la condensa autunnale della rugiada, si accrescono durante l inverno, e si riproducono in primavera, superando quindi l estate sotto forma di seme) sui suoli più o meno denudati, posseggono una elevata capacità di insediamento grazie all abbondante produzione di semi, alle modeste esigenze trofiche e al limitato sviluppo dell apparato radicale, alla forte capacità di adattare lo sviluppo vegetativo in base alle disponibilità idriche e trofiche. La natura pedologica del sito di intervento (silicica e acidofila), restringe il novero delle cenosi riscontrabili, che per ecologia, struttura, fisionomia e composizione floristica, vanno considerate banali e ad ampia diffusione nell Italia mediterranea. Non si può evitare di sottolineare come molte di queste fitocenosi siano in realtà espressione di condizioni di degrado ambientale e incuria colturale, prodromica allo sviluppo di incendi devastanti. 58 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 58

59 59 Specie erbacee xerofile annuali Specie erbacee igrofile annuali Nella figura sottostante la collocazione cartografica delle riscontrate. tipologie di vegetazione (CARTA DELLA VEGETAZIONE) STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 59

60 7.5 Fauna Di seguito si espongono le caratteristiche faunistiche del territorio in esame Classe Mammalia E noto come lo sviluppo dell agricoltura intensiva e dei centri abitati, abbiano in molti casi costituito una barriera alla dispersione di mammiferi di grossa taglia. Tale affermazione non è valida, tuttavia, per i mammiferi di piccola e media taglia, le cui popolazioni seguono modelli dinamici simili a quelli dei rettili e degli insetti, quindi legati a territori ristretti, senza movimenti stagionali. Gli insettivori sono rappresentati dal riccio (Erinaceus europaeus) e da crocidure (Crocidura russula ichnusae). Tra i lagomorfi, la lepre sarda (Lepus capensis), predilige vivere in zone come le radure e la zona di transizione verso pascoli aperti e coltivi. Altra specie presente è il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), molto più diffuso e abbondante delle lepri. Diverse specie di roditori vivono nella macchia e rappresentano la risorsa alimentare di base per molti animali come i mammiferi carnivori, gli uccelli rapaci. Tra i carnivori la volpe (Vulpes vulpes ichnusae) e la donnola (Mustela nivalis boccamela) sono i mammiferi carnivori che frequentano la macchia e si cibano di piccoli roditori e di conigli selvatici. CHECK-LIST di interesse conservazionistico Mammalia ordine famiglia specie St. faunistico St. conservazione LAGOMORPHA Leporidae Lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus) LAGOMORPHA Leporidae Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus) INSECTIVORA Erinaceidae Riccio (Erinaceus europaeus) RODENTIA Muridae Topo selvatico (Apodemus sylvaticus) Ripr. Certa Rara (LOC, SAR); Ripr. Certa Non per.est. (LOC, SAR) comune; Ripr. Certa Non per.est. (LOC, SAR) Protetto; Ripr. Certa Non per.est. (LOC, SAR) Abbondante; CARNIVORA Canidae Volpe (Vulpes vulpes Ripr. Certa Non per.est. 60 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 60

61 ichnusae) (LOC, SAR) comune CARNIVORA Mustelidae Donnola (Mustela nivalis Ripr. Certa Non per.est. boccamela) (LOC, SAR) protetta Classe Reptilia L insieme di differenti ambienti ospita un gran numero di rettili. Quasi tutte le specie sono esclusive o prevalentemente diffuse in ambienti di macchia e gariga nei quali raggiungono elevati tassi di riproduzione e la massima densità demografica, grazie alle condizioni climatiche favorevoli e all abbondanza di cibo. Da segnalare la presenza della lucertola campestre (Podarcis sicula ssp. Cetti), varietà sardo-corsa della lucertola campestre presente nel resto d Italia (Podarcis sicula sicula). Una nota a parte merita la testuggine comune (Testudo hermanni) la cui presenza si ritiene probabile nell area vasta date le caratteristiche ambientali del territorio nel quale può trovare habitat favorevole alla presenza e alla riproduzione e la Testudo marginata sarda, raggiunge dimensioni ragguardevoli ed è di pigmentazione scura CHECK-LIST di interesse conservazionistico Reptilia ordine famiglia specie St. faunistico St. conservazione TESTUDINES Testudinidae Testuggine comune Ripr. Prob Rara (LOC, (Testudo hermanni) SAR); TESTUDINES Testudinidae Tartaruga marginata Ripr. Prob Rara (LOC, (Testudo marginata SAR); sarda) Classe Amphybia Gli Anfibi sono ottimi indicatori di un buono stato di salute dell ambiente e svolgono un ruolo significativo quale anello intermedio di numerose catene alimentari. L interesse nei confronti degli Anfibi è da ricercarsi nel fatto che in Sardegna sono presenti solo 9 specie di cui ben 5 endemiche (presenti solo in Sardegna) e 2 subendemiche (presenti in Corsica ed in altre isole del Mediterraneo). Nell area è stata riscontrata la presenza delle seguenti specie di anfibi, Bufo viridis (Rospo smeraldino), Hila sarda (Ila o Raganella), Discoglossus sardus (Discoglosso sardo). CHECK-LIST di interesse conservazionistico Amphybia STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 61

62 ordine famiglia specie St. faunistico St. conservazione ANURA Bufonidae. Rospo smeraldino (Bufo Ripr. certa Rischi estinz. viridis) (LOC, SAR); ANURA Discoglossidae Discoglosso sardo Ripr. Poss. Rischi estinz. (Discoglossus sardus) (LOC, SAR); 62 ANURA Hylidae Raganella sarda (Hyla sarda) Ripr. certa Rischi estinz. (LOC, SAR); Classe Aves Sicuramente presenti sono numerosi Passeriformes ( passera sarda, verdone, cardellino, merlo) Alcune specie riscontrate sono ritenute significative come indicatori ambientali. I rapaci diurni come la poiana (Buteo buteo) e il gheppio (Falco tinnunculus), nel periodo di migrazione, sono una prima attestazione della diversità biologica dell area e quindi alla base di una valutazione qualitativa e quantitativa di un ecosistema. Questi predatori sono tutti stanziali, prediligono habitat caratterizzati da zone aride di collina e pianura o più in generale campagna aperta, con presenza di rocce o pareti rocciose, talvolta anche nei centri abitati, seguono un alimentazione a base di piccoli uccelli, rettili, anfibi, topi e insetti. La loro presenza è rappresentativa di particolari proprietà e disponibilità dell ambiente, anche in relazione alla loro alimentazione basata su rettili e anfibi. Si cita anche la pernice sarda (Alectoris barbara) che sono presenti nell Allegato I della Direttiva Uccelli e comunque sono protetti dalle leggi regionali. CHECK-LIST di interesse conservazionistico Aves ordine Famiglia specie St. faunistico St. conservazione PASSERIFORMES Passeridae Passera sarda (Passer hispaniolensis) Ripr. certa Non per.est. (LOC, SAR) Protetto; PASSERIFORMES Fringillidae Verdone (Carduelis chloris) Ripr. certa Non per.est. (LOC, SAR) STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 62

63 Protetto; PASSERIFORMES Fringillidae Cardellino Ripr. certa Non per.est. (Carduelis (LOC, SAR) carduelis) Protetto; PASSERIFORMES Turdidae Merlo (Turdus merula) Ripr. certa Non per.est. (LOC, SAR) 63 comune; ACCIPITRIFORMES Accipitridae Poiana (Buteo Ripr. certa Non per.est. buteo) (LOC, SAR) Protetto; FALCONIFORMES Falconidae Gheppio (Falco Ripr. certa Non per.est. tinnunculus) (LOC, SAR) Protetto; GALLIFORMES Phasianidae Pernice sarda Ripr. certa Non per.est. (Alectoris barbara) (SAR, UE) Protetto; 7.6 Ecosistemi L'ecosistema si presenta come un insieme di esseri viventi, dell'ambiente circostante e delle relazioni chimico-fisiche in uno spazio ben delimitato. E' composta dagli organismi viventi in una determinata area (biocenosi) e dall'ambiente fisico (biotopo). Gli organismi e l'ambiente sono legati tra loro da complesse interazioni e scambi di energia e materia. Un ecosistema comprende diversi habitat e nicchie ecologiche. Nella zona di indagine non si individuano profili botanici, naturalistici e paesaggistici che consentano di individuare i precisi connotati di un determinato ecosistema: si tratta di originari Agroecosistemi che, a seguito del progressivo abbandono o riduzione di pratiche colturali intensive o semintensive (vedi in precedenza gli effetti della PAC) stanno incrementando il loro livello di naturalità procedendo verso caratteri che afferiscono ai sistemi seminaturali. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 63

64 Gli Agroecosistemi, propriamente detti, sono connessi alla produzione di alimenti, in questo caso per il bestiame, con avvicendamenti colturali che prevedono l alternanza di erbai per la produzione di erba pascolativa e fieni, seminativi per la produzione di granelle, riposo pascolativo per una annualità o due dopo un biennio produttivo. Negli ordinari Agroecosistemi della Gallura, l Habitat vegetale è costituito dalla copertura erbacea dei seminativi e dei pascoli. L Habitat faunistico può essere rappresentato dai seguenti animali: Vulpes vulpes ichnusae, Falco naumanni, Upupa epos, Streptotelia turtur, Hirundo rustica, Alectoris barbara, Corvus corone, Podarcis spp., Oryctolagus cuniculus, Lepus capensis, Turdus merula, Turdus phylomenos, Passer hispanoliensis, Sturnus unicolor, Apodemus sylvaticus. L estensivizzazione agricola sta producendo i suoi effetti sul contesto produttivo con la comparsa di una graduale ma evidente passaggio verso situazioni di transizione seminaturale, allo stato non ben definite e classificabili con l individuazione di definiti ecotopi Sistema Antropico Patrimonio culturale e storico: inquadramento archeologico Si è ritenuto necessario approfondire lo studio conoscenza dell areale interessato dalla lottizzazione Giagheddu e Più finalizzandolo alla valutazione dell'impatto dell'opera sulla realtà archeologica e storico-artistica che vi insiste. In particolare costituisce uno Studio Archeologico Preliminare sulle fonti disponibili (Cartografia, Bibliografia, Archivio Soprintendenza sezione Loiri Porto San Paolo, fotointerpretazione) Approccio metodologico Preliminarmente è stato avviato il processo conoscitivo del patrimonio archeologico del territorio mediante lo studio delle fonti bibliografiche dall 800 in poi, cartografiche, aereo fotogrammetriche e d archivio, onde acquisire tutti i dati disponibili per definire un quadro preliminare della distribuzione delle emergenze archeologiche nella porzione del territorio in esame. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 64

65 Acquisizione dei dati da fonti In particolare, oltre al foglio IGM Loiri 182 IV SO in scala 1: e CTR 1:10.000, ove non risultano emergenze, è stata analizzata la Carta di TARAMELLI A., «Edizione della Carta archeologica d Italia, Fogli (Tempio Pausania)», Istituto Geografico Militare, II, Firenze 1940, ried che nell areale più vasto segnala un nuraghe (p.53 n 9); vi menziona inoltre, Tombe romane in regione Loiri Mannu a sud del Monte Loiri in terreno di Savatore Fogu, q. 113, p. 53 n 9 a. Queste informazioni sono state poi confrontate, con precisazioni sulle localizzazioni e notizie su ritrovamenti, con la carta di PANEDDA D., «L Agro di Olbia nel periodo preistorico, punico e romano», Sassari, 1987, pp , n. 20: il nuraghe citato da ambedue, prossimo all area di studio, si localizza sull altura denominata Monte di Loiri, a nord dell areale in esame dove si localizza a quota s.l.m. 115 m. il Nuraghe Loiri, (che Panedda p. 112, n. 20, identifica - cfr. nota 44 - con quello denominato dal Taramelli Punta di La Cheja a p. 53, n 9). Secondo il Panedda il toponimo Punta di La Cheja citato da Taramelli è dovuto ad errore e si deve attribuire alla collina adiacente per la presenza di una chiesetta preesistente, recentemente riedificata. I dati raccolti in merito al nuraghe sono stati poi confrontati con gli esiti del censimento archeologico effettuato dal S.I.T.A.G. nel che hanno interessato anche il territorio Loiri Porto San Paolo, in CAPRARA R.,LUCIANO A.,MACCIOCCO G. (a cura di), Archeologia del territorio Territorio dell archeologia, Cagliari 1996, pp Lo studio in generale restituisce un quadro aggiornato rispetto alle segnalazioni dell 800 e della prima metà del novecento che sovente si riferiscono a monumenti oramai scomparsi: vi si cita ancora il Nuraghe Loiri, oggetto di schedatura e di posizionamento su base catastale 1:4000. Non di meno, pur non identificando la tipologia d appartenenza del nuraghe, per l esiguità dei resti affioranti e per lo stato vegetazionale (qui definito circolare sulla base delle fonti), si sottolinea che sul lato est si vedono tracce di blocchi forse appartenenti a una cinta difensiva il cui dato coincide con la descrizione di Panedda che cita a est un allineamento di blocchi di 15 ml che devono essere l ultimo avanzo di un muro semicircolare di difesa. 65 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 65

66 Per quanto attiene alla segnalazione di Tombe romane in regione Loiri Mannu a sud del Monte Loiri in terreno di Savatore Fogu, q. 113, p. 53 n 9 citata da Taramelli la notizia si deve a TAMPONI P., Terranova Fausania Oggetti di età romana e costruzioni varie riconosciute nel territorio comunale, Notizie Scavi dell Antichità, Roma 1884, pp In particolare vi si rinvennero 5 tombe ad inumazione fatte con murelli a secco, coperte da lastrone di granito, e a breve distanza un tratto di muro costruito con frantumi di embrici e fittili. La notizia sulla scoperta è ripresa da PANEDDA 1954 (L'agro di Olbia cit.), p. 138, n 8 e PANEDDA D., Olbia e il suo volto, Sassari 1989, p La presenza di resti è stata segnalata poi in PANEDDA D., I nomi geografici, 1991 p n 1053, p n 1603, p n 2211, p n I preliminari studi bibliografici trovano sovente fondamentali precisazioni nelle fonti d archivio della Soprintendenza di SS-NU, sezione Olbia, sia in merito alle localizzazioni dei siti, sia sui ritrovamenti inediti o in corso di stampa: da questa fonte risulta che, oltre al nuraghe i resti cui si riferiscono le fonti (per lo più frammenti ceramici, sia nuragici sia romani) sono presenti nell'area compresa tra il nuraghe e lo stazzo ovvero in areale non direttamente compreso nel progetto di lottizzazione. Si apprende tuttavia che frammenti fittili sporadici sono stati rinvenuti nel corso di una ricognizione di superficie in località La Piraccia e in quelle contigue di Tumasedda e l Uddastragghja che ricadono in minima parte nella lottizzazione Fotointerpretazione Un altra fase fondamentale, nell ambito degli studi preliminari, è costituita dall analisi di foto aree georeferenziate (ortofotocarta) che lasciano rilevare tracce da anomalia, sovente non evidenti invece nell osservazione di superficie. In questo caso, le pendici del Monte di Loiri risultano coperte da vegetazione e tale strumento di indagine non è utile mentre elementi di valutazione ulteriori potrebbero acquisirsi mediante indagine autoptica sistematica purché effettuata in buone condizioni di visibilità. Lo studio toponomastico non ha rilevato elementi significativi. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 66

67 Sintesi conclusiva In conclusione, sulla base delle informazioni da fonti non risulta direttamente localizzata alcuna emergenza archeologica ora nota nell area in esame, tuttavia la presenza di frammenti fittili sporadici costituisce un dato d interesse per la relativa contiguità con il sito menzionato e pertanto non si può escludere totalmente la possibilità di rinvenirvi qualche traccia ora non visibile. 67 (NURAGHE LOIRI - Est ;Nord ) (CARTA EMERGENZE ARCHEOLOGICHE) STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 67

68 7.7.2 Uso del suolo e componenti di paesaggio Si sono prese a riferimento le direttive fornite dalle linee guida regionale che utilizzano la nomenclatura del progetto europeo Corine Land Cover. Il livello arriva fino al IV. Con riferimento all intero territorio comunale (ha ) si riportano le seguenti classi di copertura, di cui è stata calcolata la ripartizione areale e percentuale delle superfici. 68 Uso del suolo Superficie (Ha) Superficie (%) Area antropizzata e/o sportiva 9,7030 0,08 Acqua 34,6292 0,30 Area portuale 0,1167 0,00 Area boscata 666,9234 5,62 Case coloniche, silos, fienili, serre, ecc. 54,4460 0,46 Cava 37,0542 0,31 Cimitero 1,0070 0,01 Coltura specializzata: orticole, arboree, vigneti, 83,4688 0,70 frutteti e/o oliveti Filare di alberi e/o di siepi-arbusti-rovi 8,3075 0,07 Fascia frangifuoco 3,4767 0,03 Gariga 1.802, ,18 Macchia, talvolta degradata ,76 Pascolo (prato), talvolta con macchia 1.757, ,80 Pascolo arborato con presenza diffusa di 294,7652 2,48 sughera e/o di macchia Pascolo Seminativo a riposo 415,6945 3,50 Rocciosità affiorante 636,8148 5,36 Roccia, talvolta con gariga e/o macchia 148,2735 1,25 Seminativo 1.650, ,90 Seminativo arborato e/o con macchia 900,8939 7,59 Incolto, suoli nudi 4,9044 0,04 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 68

69 . Spiaggia 4,3125 0,04 Viabilità 56,1266 0,47 Tessuto urbano 149,7728 1,26 Vegetazione igrofila 25,0909 0,21 Zona complessa: piccoli appezzamenti in 68,2889 0,58 prossimità dell abitato con colture arboree e orticole Totale , Il quadro di cui sopra ripartisce le varie forme di copertura/utilizzazione del suolo, indicando anche i valori in percentuale. Elaborando la carta dell'uso reale del suolo (vedi lo stralcio di area intorno al sito di studio in Tav. 13 Abaco cartografico allegato allo SPA) si ha un quadro delle relazioni tra l'uomo e il territorio, l'uomo e l'ambiente e chiarisce il modo in cui questo è intervenuto per modificarlo e adattarlo alle sue esigenze, in certi casi, oppure come esso si è adattato a ciò che potevano essere gli usi consentiti o obbligati proprio in virtù dei i certi caratteri, ad esempio i prodotti naturali, bosco e macchia. Per quel che riguarda la distribuzione degli insediamenti, quelli più recenti concentrati prevalentemente lungo la fascia costiera, a valenza turistico-balneare, si osservano nelle zone più interne piccoli insediamenti sparsi: gli stazzi, che denotano un rapporto tra l'uomo e il suo territorio diffuso. Si constata, inoltre, la piccola percentuale di superficie coltivata ad orto, concentrata prevalentemente in poche aree di fondovalle. I boschi fitti risultano confinati alle propaggini di Monte Nieddu, e questo è forse un aspetto di continuità tra i caratteri di questo territorio e quello limitrofo di Padru, mentre il bosco rado prevalentemente governato a ceduo è ugualmente limitato ad ambiti di estensione modesta variamente diffuso. L associazione: macchia cespuglio copertura vegetazionale rada, in pratica rappresenta l elemento paesaggistico dominante, come copertura del suolo, di tutto il territorio. Più STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 69

70 contenuti e, pressoché totalmente rinchiusi nei fondovalle, appaiono i prati, diffusi, soprattutto, nelle regioni più interne POTENZIALI FONTI DI IMPATTO Si distinguono due fasi: quella di cantiere in cui vengono realizzate le opere e quella di esercizio. In entrambe le fasi si ingenerano interferenze con sistema ambientale su cui le opere insistono. Fase di cantiere: concernono due fasi: la prima, prodromica, per la realizzazione delle opere di urbanizzazione (viabilità, fognature, illuminazione, impiantistica ecc.); la seconda per la realizzazione delle unità immobiliari. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 70

71 Le interferenze sono maggiori nella fase di cantiere ma di durata limitata nel tempo; quelle relative alla fase d esercizio corrispondono alla durata utile del complesso edilizio e sono relativi alle attività della componente umana che vi risiederà. Sintesi attività di cantiere. Per la realizzazione delle infrastrutture, verrà allestito un idonea area di cantiere in zona pianeggiante, in prossimità della SP Loiri Berchiddeddu. Per la realizzazione dei corpi di fabbrica residenziali e commerciali verranno impiantati cantieri, di dimensioni contenute, relate all intervento, a seconda del proseguo delle costruzioni. a) Opere infrastrutturali. Dopo le operazioni di tracciamento si procederà alla rimozione dello scotico che verrà accantonato in luogo idoneo per essere ricollocato in situ nelle zone destinate a riqualificazione naturalistica. Come si è visto, specie nella zona a sud della strada provinciale, con destinazione a seminativo, lo strato fertile di terreno agrario presenta un discreto franco e rappresenta una risorsa che non va conferita a discarica ma opportunamente riutilizzata. Secondo le indicazioni progettuali, il posizionamento delle strade avverrà in modo tale da avere ridotti movimenti; inoltre, la viabilità non comporterà rilevanti scavi per la posa dello strato di fondazione della massicciata e il collocamento dei sotto servizi (vedi tavola 5.01 progetto). Il materiale roccioso, eventualmente asportato, essendo di matrice granitica, verrà riutilizzato per la formazione dei vespai delle unità immobiliari. Lo stesso dicasi per il collocamento dei pozzetti e delle canalizzazioni idriche e fognarie (vedi tav progetto). La gran parte delle opere interessa terreni con scarsa o nulla vegetazione arborea. b) Corpi di fabbrica residenziali e commerciali. Come si è visto nel quadro progettuale i parametri urbanistici prevedono indici territoriali relativamente bassi: 71 Zona omogenea C1 di Mc/Mq 1,00; Zona omogenea C2 di Mc/Mq 0,65; Zona omogenea C3 di Mc/Mq 0,30. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 71

72 Ciò, comporta che i corpi di fabbrica siano distribuiti in maniera rada sul territorio, mantenendo ampi spazi liberi tra di essi. Inoltre, la maggior parte dell area di sedime dei fabbricati insiste su terreni ex seminativi o pascolativi. Dopo le operazioni di tracciamento si procederà alla rimozione dello scotico con le modalità sopra esposte. I fabbricati, si distribuiscono sul territorio stesso secondo l articolazione di più forme planimetriche, nel rispetto della situazione orografica esistente. I materiali da costruzione saranno scelti con particolare attenzione al loro inserimento con l'ambiente, senza però trascurare gli aspetti tecnologici e funzionali, consentendo l'utilizzazione di strutture portanti di vario tipo, con finiture esterne che vanno dall'intonaco tinteggiato, nella gamma cromatica appartenente ai colori terre, al rivestimento parziale delle strutture edilizie con scampoli di pietrame dal luogo, posati nei modi più tradizionalmente usati. Le aree esterne di pertinenza dei singoli corpi di fabbrica saranno rinaturalizzate con la piantumazione di essenze esclusivamente autoctone, sia arboree che arbustive. Nei rari lembi prativi, verranno utilizzate esclusivamente specie macroterme, con modeste esigenze idriche e possibilità di irrigazione con acque reflue. E lecito supporre che le interferenze segnalate, unitamente al traffico di mezzi e maestranze, aumento del livello del rumore, il sollevamento di polvere, la perdita di territorio coperto da vegetazione erbacea, provochino il temporaneo allontanamento degli animali, anche se l habitat coinvolto, essendo per la maggior parte un agroecosistema, rappresenta per gli animali stessi più che altro un luogo di transito e di passaggio Componenti ambientali oggetto di impatto Occupazione del territorio libero L intervento si inserisce su un area con un basso indice di fabbricabilità fondiaria e, pertanto l incidenza del territorio che viene sottratto alle attività vegetative risulta modesto. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 72

73 Inoltre si è cercato di minimizzare nella fase progettuale le aree occupate dalle opere di urbanizzazione primaria e secondaria in modo da restituire alla fruibilità, almeno dei volatili, una parte essenziale del territorio Emissioni in atmosfera Le fasi del progetto prevedono due processi ben distinti : 73 a) Realizzazione dell intervento edilizio. b) Fase di esercizio del complesso edilizio. Le azioni di progetto responsabili delle emissioni sono essenzialmente: - movimentazione dei materiali dovuta ai mezzi di trasporto pesante; - operazioni di scavo e carico delle aree di cantiere; Tali attività comportano: - la deposizione al suolo di parti di carico di materiali incoerenti trasportati dai mezzi pesanti e la loro dispersione nell aria per un certo tempo; - la dispersione e deposizione al suolo di polveri in fase di lavorazione; - il risollevamento di polveri a causa di presenza di vento naturale e di quello creato dal passaggio di mezzi meccanici. Per mitigarne l effetto, le polveri sollevate dal passaggio dei mezzi meccanici e dalla movimentazione di materiali saranno abbattute inumidendo periodicamente le piste di cantieri e gli spiazzi di lavorazione. L effetto ambientale più problematico è legato alla componente vegetazionale su cui la polvere sollevata si deposita sulle foglie: limitando la funzione clorofilliana, con l occlusione degli stomi. Durante la fase di esercizio non si solleveranno polveri: le strade e i parcheggi saranno asfaltati. Altra fonte di inquinamento è legata alle emissioni di gas di scarico prodotti dai mezzi di trasporto e dalle macchine operatrici e dalle attrezzature di cantiere. Le emissioni provenienti dagli scarichi dei mezzi sopra indicati sono primariamente: PM, NOX, monossido di carbonio (CO), composti organici volatili (VOCs) e biossido di zolfo (SO2). Queste emissioni avranno comunque un impatto negativo lieve sulla qualità dell aria STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 73

74 nell area considerata in quanto di impatto temporaneo e reversibilità alta (in quanto al termine dell azione di progetto cessa l impatto). La fase di esercizio del complesso edilizio si prevedono emissioni dovute ai riscaldamenti (fumi caldaie autonome) Emissioni acustiche 74 Le emissioni acustiche di impatto principale sono legate alla fase cantieristica, in particolare gli elementi predominanti sono rappresentati da: - utilizzo di macchinari per lo scavo e movimento terra; - carico e scarico materiali; - spostamento dei mezzi meccanici all interno del cantiere. Le fonti dei potenziali impatti possono essere divise in tre categorie: fonti di rumore associate alla costruzione dell impianto; fonti di rumore associate all operatività dell insediamento; fonti di rumore derivanti dall aumento di traffico. Fase di cantiere Impatto acustico La fase di cantiere è quella che comporta i maggiori disturbi nel contesto ambientale, avente però carattere di temporaneità e limitati alla durata del cantiere. Tali interferenze dovranno essere quanto possibile minimizzate nella fase di cantiere con l adozione di appropriate misure di contenimento. CLASSIFICAZIONE SUONI E RUMORI 140 db - Insopportabile: una sola esposizione può causare sordità permanente. 125 db - Doloroso: è il limite del dolore sopportabile. 110 db - Stordimento: l'esposizione causa danni notevoli. 90 db - Molto Alto: l'esposizione può danneggiare l'udito. 50 db - Moderato: luogo tranquillo 25 db - Molto basso: difficilmente udibile. I limiti massimi del livello sonoro equivalente per le zone residenziali e commerciali, e quindi aree con diverse destinazioni d uso come quelle in esame, sono di 60 [db(a)] per il STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 74

75 giorno e di 50 [db(a)] per la notte (vedi DPCM di attuazione della Legge quadro sull inquinamento acustico n.447). Macchine utilizzate in cantiere: Macchine adibite esclusivamente alla movimentazione del materiale Macchine per il caricamento del materiale e la scavo Macchina per il trasporto di materiale L uso di macchine operatrici si verifica in diverse fasi: movimentazione e modellazione del terreno; realizzazione strutture. Le macchine utilizzato in cantiere dovranno soddisfare i requisiti richiesti dalla norma, richiamati nei PSC e POS. L impatto dovuto a queste azioni è temporaneo, limitato alla durata della fase di cantiere: l effetto di disturbo è soprattutto legato alla componente fauna, in quanto può comportare l allontanamento temporaneo delle specie esistenti nell area: l esperienza insegna che, se al rumore non è associato un effettivo pericolo, le specie faunistiche presenti tendono a non allontanarsi; nel caso ciò accadesse, cessata l emissione di rumore, tendono a tornare. Fase di esercizio 1) 1) fonti di rumore associate all operatività dell insediamento. L utilizzo di alcune attrezzature, in particolare per la cura delle zone a verde, non ha particolari conseguenze sugli utenti ma espone il personale addetto alla manutenzione a questo tipo di rumore. Andranno utilizzati macchine a norma e i prescritti DPI. 2) fonti di rumore derivanti dall aumento di traffico Non si prevede che la realizzazione del progetto possa comportare ulteriori disturbi ambientali dovuti all inquinamento acustico, in quanto sarà modesto il traffico veicolare riconducibile all incremento demografico della zona Emissioni in ambiente idrico superficiale e sul suolo Fase di cantiere L utilizzo di calcestruzzi preconfezionati ridurranno di molto la dispersione sul suolo di materiali non desiderati. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 75

76 Gli intonaci, anch essi premiscelati, ospitati in appositi silos, ridurranno fortemente le dispersioni di materiale di scarto che con le piogge vengonoo dilavate in falda. Per evitare tali fenomeni si procederà nell approntamento del cantiere a realizzare apposita stazione ecologica di recupero dei materiali di esubero sia per il conferimento in discarica sia per il riutilizzo degli stessi. Saranno sicuramente presenti altre tipologie di prodotti inquinanti quali solventi, vernici, adesivi e che anche se in modesta parte verranno utilizzati all interno del cantiere. Tali prodotti se non assimilabili a RSU verranno ospitati nella suddetta stazione ecologica; pertanto si renderà necessario individuare nell area di cantiere e di lavoro procedure idonee di prevenzione che assicurino la protezione dell ambiente e delle persone da eventuali contatti e sversamenti delle sostanze suddette. Tali procedure verranno riportate nel relativo Piano di Sicurezza e di Coordinamento di tutto il Cantiere. Fase di esercizio Si verifica un aumento delle superfici impermeabili (strade e parcheggi asfaltati, coperture dei fabbricati). Ciò provoca una riduzione dei tempi di corrivazione e un ruscellamento delle acque, anche se queste vengono incanalate in appropriati dispositivi connessi con la viabilità (caditoie, cunette ecc.) e, attraverso queste, indirizzate ai collettori idrici generali. Si ritiene, visto la notevole dispesione delle infrastrutture e delle residenze su di una estensione relativamente grande, che gli effetti erosivi siano minimi e contenuti dalle soluzioni progettuali. Ciò anche in relazione alla non elevata pendenza dei profili stradali. I reflui civili dell insediamento verranno convogliati nel sistema fognario comunale senza effetti sull ambiente ricevitore. Si verifica un aumento delle esigenze irrigue, rispetto allo stato colturale attuale completamente in asciutto, per le esigenze delle zone a verde: il ricorso ad essenze prative macroterme (cynodon e paspalum), l inserimento di essenze esclusivamente della macchia mediterranea in stadio giovanile (età un anno in fitocella), allevate in condizione xeriche e non forzate in vivaio, ridurrà di molto gli apporti idrici, limitandoli ad alcune irrigazioni di soccorso nel primo anno di impianto. 76 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 76

77 8.1.5 Rifiuti Fase di cantiere In fase di cantiere si creano rifiuti risultanti dalla lavorazione dei materiali e dalla realizzazione delle opere in progetto. Pertanto deve essere organizzata un area per lo stoccaggio dei detriti e delle macerie (la stazione ecologica sopra citata), che saranno successivamente inviate alle discariche autorizzate. Altri rifiuti che possono risultare pericolosi o tossici, dopo lo stoccaggio temporaneo, devono essere smaltiti attraverso il conferimento a Ditte autorizzate. Le acque reflue dalle lavorazioni (modesti corpi idrici provenienti dal lavaggio delle attrezzature minute di cantiere) potranno essere immesse nel recettore ambientale solo se a norma con i requisiti riportati dalla tabella A della legge 319/1976 e s.m.i.. Fase di esercizio È prevista i collegamento al sistema di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani in atto presso il comune di Loiri. I rifiuti vegetali prodotti dalle attività di giardinaggio nel verde privato verranno raccolti, biotriturati e avviati alla più vicina stazione di compostaggio Rischio di incidenti La prevenzione degli incidenti in fase di cantiere è demandata all adozione di idonee misure di sicurezza secondo la norma vigente (D. Lgs. 81/08 integrato con il D. Lgs. 106/09) riportate nei documenti obbligatori prescritti (PSC e POS), da conservarsi in cantiere a disposizioni degli organi vigilanti. Dovrà essere redatto il Piano delle Emergenze, come stabilito dal D.Lgs. 81/08 art. 43 e 46, che deve contenere: Nomina del Responsabile della gestione delle emergenze e di un suo sostituto; Misure di prevenzione adottate e relativa informazione e formazione del personale; Procedure per la salvaguardia ed evacuazione delle persone; Messa in sicurezza, a fine giornata lavorativa, degli impianti ed attrezzature presenti in cantiere; STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 77

78 Procedure per l estinzione di piccoli focolai d incendio o per la chiamata dei servizi di soccorso. Ad ogni buon conto, il pericolo di innesco di incendi è da ritenersi elevato, anche perché la propagazione è facilitato dalle caratteristiche della copertura vegetale (pascoli e ex coltivi con notevole massa vegetale erbacea secca) e dalle condizioni climatiche. Le misure protettive messe in atto in fase di cantiere riducono la possibilità di propagazione, ma in fase di cantiere e di particolari lavorazioni incrementano la possibilità di innesco. 78 Sarà quindi cura del proponente, sia in fase di cantiere che di esercizio, costituire dei presidi idonei al controllo dell innesco e della propagazione. Inoltre, in fase di esercizio dell attività, non si intravedono particolari rischi se si dà adeguata applicazione al previsto fascicolo dell opera che indica i criteri e le azioni per mantenere in efficienza le strutture e gli impianti di uso comune onde evitare rischi di eventi dannosi Impatti sul clima e sull atmosfera. Non si ravvisano particolari impatti in fase di esercizio, mentre per la fase di cantiere si rimanda al paragrafo Impatti sul contesto geomorfologico. Gli impatti degli scavi sulla matrice litologica granitica e sul sistema morfologico della zona non ingenera problematiche particolari, anche in relazione alla modesta acclività dei versanti.la zona non è interessata dalle criticità PAI, né da pericolo di frana (vedi TAV. 12 Abaco cartografico allegato allo SPA). In fase di esercizio i fenomeni erosivi saranno contenuti dal sistema di regimazione idrica delle acque superficiali. All interno dell area in studio non si avranno apprezzabili effetti sul sistema morfologico: non sono, inoltre, presenti particolari valenze morfologiche e la maggior parte del Piano di Lottizzazione si sviluppa in un area subpianeggiante, con minime variazioni di quota, con un dislivello massimo inferiore a 20 metri. Solo nel Lotto F4 si ha la massima pendenza, circa 25 %, essendo ubicato nel tratto medio alto di un versante (115 m s.l.m.). STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 78

79 8.1.9 Impatti sul sistema idrografico e idrogeologico Nella maggior parte della zona non si rinvengono particolari criticità né in fase di cantiere né in fase di esercizio, né interferenze con il reticolo idrografico principale e secondario. Nella parte sud dell area di lottizzazione si manifestano, in occasione di eventi meteorici intensi, fenomeni di ristagno. In detta zona è presente un capofosso, interrato per carenza di manutenzione, che alimenta un modesto torrente che decorre a sud della lottizzazione, interessando per metà circa del suo decorso alcuni lotti A, un lotto B, e per l altra metà, un area standard. Gli effetti sulla circolazione idrica sotterranea, sono legati alla permeabilità dei terreni interessati che risulta elevata nelle zone alluvionali a sud della lottizzazione. I lotti coinvolti sono gli stessi sopra indicati. Si ritiene che le opere di fondazione degli edifici, poste a limitata profondità dal piano di campagna e le opere d arte connesse alla viabilità, non costituiscano impedimento al deflusso sotto superficiale delle acque meteoriche. Per ristabilire un corretto equilibrio idrologico ed il verificarsi in futuro di ristagni occorrerà ripristinare e opportunamente dimensionare il canale di drenaggio (capofosso) esistente, spostandolo, eventualmente al confine sud della lottizzazione stessa. Inoltre, data l oscillazione stagionale del livello piezometrico della falda, che in occasione di eventi pluviometrici intensi affiora direttamente nel piano campagna, è opportuno non realizzare piani interrati o seminterrati nei lotti sopra indicati Impatti sul contesto pedologico. In fase di cantiere vi sarà una maggiore occupazione, ma temporanea, di aree connesse alle lavorazioni edilizie e stradali, rispetto alla fase di esercizio in cui il suolo sarà occupato solamente dall area di sedime dei fabbricati e dei corpi stradali. Detti impatti vanno messi in relazione alla qualità dei suoli interessati: questi afferiscono nella maggior parte (74%) alla IV classe dei suoli arabili (vedi par ), idonei alla coltivazione ma con limitazioni; la restante parte posta nel settore nord presenta limitazioni tali da renderli inadatti alla coltivazione generalizzata a causa della ridotta profondità, rocciosità, pietrosità diffusa. Vista la notevole estensione della lottizzazione rispetto alle aree occupate dalle opere la maggior parte dei suoli verrà risparmiata. STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 79

80 Particolari cautele si dovranno tenere nelle zone di ristagno, opportunamente regimate con opere di drenaggio Impatto sul patrimonio storico- culturale e di utilizzazione antropica Per quel che riguarda la sensibilità a questi aspetti questa è stata ampiamente descritta 80 nella parte dedicata allo studio archeologico. Lo studio conclude che, sulla base delle informazioni da fonti, non risulta direttamente localizzata alcuna emergenza archeologica ora nota nell area in esame, tuttavia il rinvenimento di frammenti fittili sporadici costituisce un dato d interesse per la relativa contiguità con il sito menzionato e pertanto non si può escludere totalmente la possibilità di rinvenirvi qualche traccia ora non visibile. In fase preliminare, lo studio porta a suggerire di sottoporre all attenzione dell Organo di Tutela (Soprintendenza Archeologica sede Olbia) il piano di Lottizzazione e concordarne le possibili soluzioni. Quel che riguarda gli aspetti paesaggistici, questi sono connessi all utilizzazione agro forestale degli appezzamenti, ovvero ad un sistema destinato, specie nel recente passato, alla produzione, per cui, cercando di rispettare le limitate (in termini di estensione) valenze naturalistiche e paesaggistiche (vedi la zona dell oliveto in corso di rinaturazione), il progetto in esame non apporterà variazioni incompatibili con il contesto ambientale di riferimento Impatti sugli ecosistemi, vegetazione, fauna. Si è definito l ecosistema principale del territorio esaminato come agroecosistema, ovvero legato alle dinamiche produttive che nel sito in esame si possono definire semiestensive. Malgrado la riduzione della coltivazione per effetto dei regolamenti UE sul disaccoppiamento degli incentivi dalla produzione (vedi par. 6.4), solo in una zona, quella dell ex oliveto, a nord, si assistono dinamiche di avvio ad una certa seminaturalità. In questo contesto, si agirà in due modi: - Nelle zona in cui la naturalizzazione è particolarmente avanzata le costruzioni saranno rade o assenti; STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 80

81 - In corso di edificazione si punterà per quanto possibile, subordinatamente al rispetto dei parametri urbanistici e delle distanze di legge dai confini, alla conservazione degli alberi di olivo, di cui si provvederà al recupero con opportune potature e al ristoro dei caratteristici terrazzamenti, nonché al mantenimento ove possibile delle essenze forestali e della macchia di particolare pregio paesaggistico. Per quel che riguarda la fauna, si è visto, nella fase di analisi, che questa è, allo stato, oggetto di un certo disturbo per le lavorazioni e attività agricola, specie le arature e la fienagione. Dal punto di vista dell impatto sulla fauna, la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria potrebbe diminuire lo spazio disponibile per alcune specie. Nella progettazione si è cercato, comunque di mantenere il collegamento fisico con gli habitat limitrofi. In fase di esercizio, per quanto concerne la fauna, andrà presa in considerazione anche l illuminazione notturna. Infatti i fari posti in prossimità delle strutture possono causare disturbo per la fauna notturna terrestre (ornitofauna ed entomofauna) MITIGAZIONI La misure da adottare per gli interventi di mitigazione riguardano essenzialmente la fase di cantierizzazione delle opere. Si tratta di prescrizioni tendenti a minimizzare al massimo le interferenze con le componenti abiotiche (rumore, suolo, acqua, atmosfera), che indirettamente agiscono anche sul sistema biologico. Riduzione dell inquinamento atmosferico Al fine di ridurre gli effetti dell inquinamento atmosferico dovranno essere adottate misure preventive specifiche per contenere le dispersioni delle polveri ed il contenimenti delle emissioni inquinanti. Mitigazioni Le misure da adottare consistono in : STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 81

82 - manutenzione frequente dei mezzi e delle macchine impiegate, con particolare attenzione alla pulizia e sostituzione dei filtri di scarico; - copertura dei carichi del materiale che potrebbe cadere e disperdersi durante il trasporto; - utilizzo di mezzi di trasporto in buono stato; - bagnatura e copertura del materiale temporaneamente accumulato; - pulizia degli pneumatici dei veicoli in uscita dal cantiere; - umidificazione delle aree e piste utilizzate per il transito degli automezzi; - ottimizzazione dei tempi di carico e scarico dei materiali; - la lavorazione deve avvenire in tempi brevi ed essere circoscritta ad aree limitate. Riduzione del rumore In fase di programmazione delle attività di cantiere è necessario che operino macchinari ed impianti di minima rumorosità intrinseca. Considerando che si pone anche il problema e la necessità di rispettare la normativa sui limiti di esposizione dei lavoratori è necessario adottare soluzioni tecniche e gestionali in grado di abbattere e limitare la rumorosità delle macchine e dei cicli di lavorazione e quindi provvedere alla riduzione delle emissioni direttamente alla fonte del rumore tramite una corretta scelta delle macchine e delle attrezzature ed alla manutenzione programmata delle macchine stesse. Le azioni principali a cui bisogna ricorrere per avere migliori prestazioni sono: - scelta di macchine e attrezzature omologate; - installazioni di silenziatori sugli scarichi; - impiego di macchine di movimento terra preferibilmente gommate e non cingolate; - utilizzo di gruppi elettrogeni insonorizzati; Manutenzione dei mezzi e delle attrezzature consistenti in: - verifica, controllo e serraggio giunzioni; - bilanciatura delle parti rotanti delle apparecchiature per evitare eccessive vibrazioni; - manutenzione delle sedi stradali mantenendo la superficie livellata ed esente da buche. Predisposizioni del cantiere: - utilizzare basamenti anti-vibranti per limitare la trasmissione di vibrazioni; - localizzazione degli impianti fissi più rumorosi alla massima distanza dalle aree sensibili; 82 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 82

83 - imposizione di direttive agli operatori tali da evitare comportamenti inutilmente rumorosi; - divieto di uso scorretto degli avvisatori acustici, sostituendoli quando possibile con quelli luminosi. Limitazioni per contenere la dispersione di inquinanti nelle acque e nel suolo Le misure cautelative da impiegare per limitare e ridurre le dispersioni inquinanti nei corpi idrici e nei suoli riguardano: - le acque derivanti dal lavaggio delle botti per il trasporto del conglomerato cementizio contenente una notevole quantità di materiale solido, che deve essere separato mediante una vasca di sedimentazione prima di essere immesso nell impianto di trattamento generale. Il cantiere sarà dotato di dispositivi improntati a prevenire eventuali impatti da: - drenaggio delle acque e trattamento acque reflue; - manutenzione dei macchinari di cantiere; - incidenti in sito; - stoccaggio temporaneo dei rifiuti secondo quanto previsto dal D. Lgs n. 22/97 e successive modificazioni e integrazioni. Riequilibrio dell assetto biotico Il lavori di costruzione delle opere di urbanizzazione primaria ricadono in una zona attualmente non edificata. Gli interventi proposti sono finalizzati ad evidenziare il ruolo di mediazione paesaggistica tra l ambiente rurale e quello edificato dei nuclei insediativi, attraverso la piantumazione delle seguenti essenze autoctone: Specie arboree Chamaerops humilis (palma nana) Pyrus pyraster (perastro) Quercus ilex (leccio) Quercus pubescens (roverella) Olea europea (olivo) Olea europea cv sylvestris 83 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 83

84 Specie arbustive Cistus sp. (cisti) Crategus monogyna (biancospino) Juniperus oxycedrus (ginepro rosso) Mirtus communis (mirto) Phyllirea sp. (filliree) Pistacia lentiscus (lentisco) Rosmarinus officinalis (rosmarino) Spartium junceum (ginestra) Tamarix africana (tamerice maggiore) Tamarix gallica (tamerice comune) Thymus capitatus (timo arbustivo) Viburnum tinus (viburno) Specie erbacee prative Sono ammesse solo gaminacee macroterme a riproduzione agamica (stoloni) a basso fabbisogno irriguo e non in grado si propagarsi negli habitat circostanti perché legati ad un approvvigionamento idrico costante. Sono, inoltre, molto resistenti alle fitopatie, per cui non sono necessari i trattamenti fitosanitari con pesticidi, e, alcune come il paspalum, hanno modeste esigenze in azoto. I Tecnici incaricati Daniele Giovanni Berardo Agronomo: Coordinamento S.P.A. Inquadramento agronomico Inquadramento pedologico Uso del suolo, ecosistemi, vegetazione, Flora e fauna Francesco Dui : Elaborazioni GIS e cartografia Pina Maria Derudas Archeologo Studio archeologico Maddalena Moroso Geologo Inquadramento geologico, geotecnico, geomorfologico, idrologico 84 STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE LOTTIZZAZIONE GIAGHEDDU LOIRI (OT) 84

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