Ministero della Giustizia
|
|
|
- Achille Lolli
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 Ministero della Giustizia Protocollo d Intesa tra Ministero della Giustizia Regione Piemonte Tribunale di Sorveglianza di Torino ANCI Piemonte Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà
2 PROTOCOLLO OPERATIVO TRA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA REGIONE PIEMONTE ANCI PIEMONTE TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA DI TORINO GARANTE REGIONALE DELLE PERSONE SOTTOPOSTE A MISURE RESTRITTIVE DELLA LIBERTA PERSONALE Considerato che le parti impegnate nel presente Accordo ritengono fondamentale nell attuale fase del sistema penitenziario italiano consolidare le intese a vario titolo e da tempo intercorrenti fra il Provveditorato Regionale del Piemonte e Valle D Aosta e la Regione Piemonte, prevedendo forme di collaborazione che permettano di realizzare in modo ancor più puntuale le previsioni costituzionali in tema di reinserimento delle persone in esecuzione penale; Visto il D.P.R. 309/90 e s.m.i. Testo Unico in materia di stupefacenti; Visto l art. 15 della Legge n. 241/90 in tema di accordi pubblici; Richiamato il D.P.C.M. del 01/04/2008 avente per oggetto Modalità e criteri per il trasferimento al servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro,delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria pubblicato sulla G.U. n. 126 del 30/05/2008; Vista la Legge Regionale 22 dicembre 2008, n. 34 recante Norme per la promozione dell occupazione, della qualità, della sicurezza e regolarità del lavoro;
3 Vista la Legge Regionale 2 dicembre 2009, n. 28, recante Istituzione del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale ; Vista la Legge 26 ottobre 2010, n. 199 recante Disposizioni relative all esecuzione presso il domicilio delle pene non superiori a diciotto mesi ; Vista la Legge 21 febbraio 2014,n.10, recante Misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria Il Ministro della Giustizia, il Presidente della Regione Piemonte, il Presidente dell ANCI Piemonte, il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Torino, il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, stipulano il presente accordo finalizzato a sostenere l incremento dei percorsi di inclusione sociale a favore dei soggetti sottoposti a privazione o limitazione della libertà e dei progetti di pubblica utilità. ART. 1 MISURE FINALIZZATE AL RECUPERO ED AL REINSERIMENTO DI DETENUTI CON PROBLEMI LEGATI ALLA TOSSICODIPENDENZA Al fine di dare piena attuazione ai principi sottesi alla normativa vigente in materia di tossicodipendenza primariamente rivolti alla riabilitazione ed alla risocializzazione di tali soggetti, anche attraverso specifici programmi di recupero, le parti si impegnano reciprocamente a: - favorire la collaborazione fra i propri servizi (ASL Dipartimenti e Servizi Dipendenze, Aziende Ospedaliere, Istituti Penitenziari e Uffici di Esecuzione Penale Esterna) e gli ulteriori servizi del territorio deputati all accoglienza dei soggetti sottoposti a provvedimenti dell Autorità Giudiziaria per la predisposizione di percorsi finalizzati al reinserimento sociale; - individuare congiuntamente, nell ambito della collaborazione interistituzionale, i soggetti tossicodipendenti potenzialmente idonei all inserimento nell ambito di un percorso terapeutico; - considerare come presi in carico i soggetti attualmente presenti sul territorio regionale, anche se con residenzialità diversa, contenendo invece l ingresso di altri detenuti da fuori
4 Regione, in modo da contribuire ad arginare contemporaneamente il fenomeno del sovraffollamento negli Istituti Penitenziari piemontesi; - predisporre un apposito piano di azione regionale finalizzato alla definizione delle modalità e delle prassi operative per favorire l applicazione delle misure alternative speciali per consentire l attivazione di percorsi terapeutici rivolti alla popolazione detenuta che presenti problematiche correlate alle dipendenze patologiche. In particolare - la Regione Piemonte si impegna, in accordo con gli altri Enti Locali territorialmente coinvolti, ad individuare Comunità residenziali anche a sfondo terapeutico, idonee ad ospitare soggetti agli arresti domiciliari od in misura alternativa alla detenzione, indipendentemente dalla loro residenza anagrafica; - il Ministero della Giustizia, per il tramite del Dipartimento dell Amministrazione Penitenziaria e della sua articolazione regionale (Provveditorato Regionale del Piemonte e della Valle D Aosta) si impegna, in totale continuità con le prassi contemplate dalla vigente normativa e da tempo adottate, a non inserire in provvedimenti di trasferimento i detenuti individuati per l inserimento comunitario, fatte salve eccezionali motivazioni, ed a potenziare, anche con il contributo della Cassa delle Ammende, progetti condivisi con la Regione Piemonte e con gli Enti territoriali finalizzati alla realizzazione di quanto sopra già descritto; - il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Torino si impegna a favorire la fissazione delle udienze per la trattazione dei casi, analizzando con carattere di urgenza le istanze per le quali sia già predisposto specifico programma terapeutico, prevista e verificata la possibilità di ingresso in comunità terapeutica. ART. 2 INSERIMENTI PER IL LAVORO ALL ESTERNO E LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ Al fine di implementare sul territorio regionale i percorsi di inclusione sociale, con particolare riguardo al lavoro esterno, anche a titolo volontario e con riferimento alle logiche di giustizia
5 riparativa, come previsto dalla recente riforma dell art. 21 dell Ordinamento Penitenziario, la Regione Piemonte e l ANCI Piemonte si impegnano a promuovere ed incentivare presso i Comuni della Regione la sottoscrizione di appositi accordi volti al sostegno delle attività a favore delle vittime di reato, che potranno vedere la compartecipazione del Ministero della Giustizia, anche attraverso finanziamenti della Cassa delle Ammende. ART.3 SOSTEGNO ALLE MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE Le parti condividono il principio secondo cui il carcere non rappresenta l unica esperienza penale possibile e concordano nel supportare la realizzazione delle misure alternative alla detenzione attraverso azioni orientate al reinserimento della persona ristretta nel tessuto socio-economico esterno. Affinché queste azioni abbiano un reale effetto sulla diminuzione del rischio di recidivare in reati e sul recupero positivo del soggetto che ha scontato una condanna penale detentiva, è fondamentale il pieno coinvolgimento delle comunità di riferimento, da realizzare incrementando la collaborazione con le Istituzioni Locali ed i soggetti della società civile. A tal fine le parti intendono sostenere progetti ed azioni finalizzate all accoglienza del detenuto nel territorio di residenza attraverso percorsi di inserimento abitativo e orientamento al lavoro, in particolare per le persone prive di risorse economiche e familiari. La Regione e l ANCI Piemonte si impegnano a sensibilizzare gli altri Enti locali ed i soggetti del Terzo Settore, ad individuare luoghi di domicilio per i detenuti che ne siano privi al fine di permettere loro di avere accesso alle misure alternative. Il Provveditorato, la Regione, i singoli Istituti penitenziari e gli UEPE si impegnano, in collaborazione con gli Enti Locali, a sottoporre alla Cassa delle Ammende il co-finanziamento di progetti che possano consentire l accesso alle misure alternative di coloro che per situazione sociale, familiare ed economica non sono nelle condizioni di esservi ammessi. Sotto tale profilo la Regione si impegna, anche utilizzando le reti di volontariato presenti sul territorio e già coinvolte in progetti in corso, a definire strumenti e percorsi per la realizzazione nei tre anni successivi alla sottoscrizione del presente Protocollo di esperienze progettuali di questo tipo diffuse nel territorio regionale.
6 Al fine di limitare l affollamento delle strutture penitenziarie della Regione, l Amministrazione penitenziaria centrale ed il Provveditorato si impegnano a evitare, salvo eventuali situazioni del tutto eccezionali, il trasferimento di detenuti nei posti delle strutture detentive presenti nella Regione che si dovessero liberare a seguito del più ampio accesso alle misure alternative ottenuto grazie agli strumenti adottati con il presente Protocollo. ART. 4 STRUMENTI OPERATIVI Al fine dell attuazione del presente Protocollo sarà istituto un tavolo tecnico tra Regione Piemonte, Provveditorato Regionale, Tribunale di Sorveglianza, Garante Regionale per la definizione delle procedure operative da attuarsi presso i rispettivi servizi del territorio. Al tavolo potranno essere invitati altri soggetti istituzionali ed associativi idonei al perseguimento delle finalità del presente Protocollo. ART. 5 PROGRAMMAZIONE Ai fini della realizzazione degli obiettivi del presente Protocollo, le Parti si impegnano, all inizio di ogni esercizio finanziario, a condividere le previsioni di spesa nelle materie di rispettiva competenza oggetto del presente Accordo, al fine di elaborare una progettazione comune che tenga conto delle linee programmatiche dello stesso, degli ulteriori finanziamenti che potrebbero provenire da altri Enti e dal Fondo Sociale Europeo, dei percorsi trattamentali interni agli Istituti, delle opportunità di lavoro presenti all interno ed all esterno degli Istituti e del lavoro o dei progetti di pubblica utilità, al fine di realizzare interventi mirati e finalizzati all umanizzazione della pena, ad aumentare le opportunità di attività all interno delle strutture, ad implementare l accesso alle misure alternative, a ridurre il numero dei detenuti e favorire il loro reinserimento sociale.
7 ART. 6 DURATA Il presente Protocollo ha durata triennale con decorrenza dalla data della sua sottoscrizione ed è suscettibile di rinnovo tra le parti. Art. 7 MONITORAGGIO Il tavolo tecnico di cui all art. 4 assicura altresì la definizione delle procedure di monitoraggio dell attuazione del presente Protocollo. lì Il Ministro della Giustizia Il Presidente della Regione Piemonte Il Presidente dell ANCI Piemonte Il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Torino Il Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale
vista la legge n. 328/2000 legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali;
REGIONE PIEMONTE BU7 19/02/2015 Deliberazione della Giunta Regionale 26 gennaio 2015, n. 18-942 Approvazione Protocollo Operativo tra Ministero della Giustizia, Regione Piemonte, Anci Piemonte, Tribunale
SINTESI PROTOCOLLO OPERATIVO TRA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA REGIONE LOMBARDIA TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA DI BRESCIA E DI MILANO
SINTESI PROTOCOLLO OPERATIVO TRA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA REGIONE LOMBARDIA TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA DI BRESCIA E DI MILANO Il protocollo operativo tra Ministero della Giustizia, e Tribunali di Sorveglianza
Politiche regionali per i detenuti: la relazione al Consiglio All.6 doc 11/2016
Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione Seduta del 16 Marzo 2017 Politiche regionali per i detenuti: la relazione al Consiglio All.6 doc 11/2016 Ufficio Analisi Leggi e Politiche regionali Presentazione
SCHEMA di INTESA ISTITUZIONALE. Premesso che
Allegato parte integrante schema di intesa istituzionale SCHEMA di INTESA ISTITUZIONALE Premesso che L articolo 27, comma 3 della Costituzione prevede che le pene non possono consistere in trattamenti
Protocollo d intesa. Premessa. Richiamati:
PROVINCIA DI CAGLIARI Centro servizi per il lavoro MURAVERA MINISTERO DELLA GIUSTZIA Dipartimento dell Amministrazione Penitenziaria Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Cagliari Carbonia-Iglesias Medio
DICHIARAZIONE DI INTENTI TRA L UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DIPARTIMENTO DELL AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA
Ministero della Giustizia DICHIARAZIONE DI INTENTI TRA L UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA E IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DIPARTIMENTO DELL AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA 1 PREMESSO che la Costituzione indica
CONVENZIONE PER L INSERIMENTO LAVORATIVO DI DETENUTI ED AFFIDATI IN PROVA AL SERVIZIO SOCIALE
CONVENZIONE PER L INSERIMENTO LAVORATIVO DI DETENUTI ED AFFIDATI IN PROVA AL SERVIZIO SOCIALE Il COMUNE DI MASSA, rappresentato dal Dirigente del Settore Politiche Sociali, per la Casa e Pari opportunità
Linee Guida in materia di inclusione sociale a favore delle persone sottoposte a provvedimenti dell Autorità Giudiziaria
COMMISSIONE NAZIONALE CONSULTIVA E DI COORDINAMENTO PER I RAPPORTI CON LE REGIONI, GLI ENTI LOCALI ED IL VOLONTARIATO Ufficio per i rapporti con le Regioni, gli Enti Locali ed il Terzo settore - D.A.P.
Protocollo operativo della convenzione tra il Ministero della Giustizia, Provveditorato Regionale / Uepe di
Protocollo operativo della convenzione tra il Ministero della Giustizia, Provveditorato Regionale / Uepe di e l'azienda Usl di per la presa in carico - cura e riabilitazione - delle persone tossicodipendenti
PROTOCOLLO OPERATIVO TRA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, REGIONE PUGLIA, ANCI PUGLIA E TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA DI BARI, LECCE,TARANTO
PROTOCOLLO OPERATIVO TRA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, REGIONE PUGLIA, ANCI PUGLIA E TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA DI BARI, LECCE,TARANTO - Considerato in premessa che le parti impegnate nel presente Accordo
OLTRE LA PENA: IL SISTEMA DELLE CASE FAMIGLIA PER DETENUTI IN MISURA ALTERNATIVA PROMOSSO DAL COMUNE DI ROMA
OLTRE LA PENA: IL SISTEMA DELLE CASE FAMIGLIA PER DETENUTI IN MISURA ALTERNATIVA PROMOSSO DAL COMUNE DI ROMA Cooperativa Sociale P.I.D. Pronto Intervento Disagio O.N.L.U.S. - Roma www.pid.coop La cooperativa
L ESECUZIONE PENALE ESTERNA E IL VOLONTARIATO
Ministero della Giustizia Dipartimento dell Amministrazione Penitenziaria PROVVEDITORATO REGIONALE PE LA PUGLIA UFFICIO DELL ESECUZIONE PENALE ESTERNA L ESECUZIONE PENALE ESTERNA E IL VOLONTARIATO Cos
DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI
Art. 4. Programma e Convenzioni 1. Il programma, di durata pluriennale, individua gli obiettivi per lo sviluppo del portale e l integrazione della banca dati e definisce le priorità da realizzare mediante
PERCORSI DI ACCOGLIENZA IN CARCERE. Analisi delle normative specifiche relative al sistema penitenziario
PERCORSI DI ACCOGLIENZA IN CARCERE Analisi delle normative specifiche relative al sistema penitenziario FONTI Costituzione: Artt.32 (diritto alla salute) e 27 (reinserimento dei soggetti condannati ed
PROTOCOLLO OPERATIVO TRA. DIPARTIMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA e CONFERENZA NAZIONALE VOLONTARIATO GIUSTIZIA
PROTOCOLLO OPERATIVO TRA DIPARTIMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA e CONFERENZA NAZIONALE VOLONTARIATO GIUSTIZIA Sullo statuto e le modalità d azione del volontariato in ambito penitenziario Il giorno
Lorenzo Rampazzo Servizio Tutela Salute Mentale Regione Veneto
Lorenzo Rampazzo Servizio Tutela Salute Mentale Regione Veneto Cagliari, 28 giugno 2012 Le funzioni sanitarie svolte dall'amministrazione Penitenziaria con riferimento ai soli settori della prevenzione
SCHEMA DI PROTOCOLLO D INTESA tra. Regione Toscana. Il giorno del mese di dell anno 2016 presso Regione Toscana, Piazza del Duomo n.
SCHEMA DI PROTOCOLLO D INTESA tra Regione Toscana Coordinamento Toscano delle Associazioni per la Salute Mentale e Il giorno del mese di dell anno 2016 presso Regione Toscana, Piazza del Duomo n.10 sono
PROTOCOLLO D'INTESA TRA
PROTOCOLLO D'INTESA TRA Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con sede legale a Roma, via Ulpiano, 11-00184 Roma, qui di seguito denominato "Dipartimento", nella
Rapporti Interistituzionali
Rapporti Interistituzionali Servizi Ministeriali MINISTERO DELLA GIUSTIZIA (ROMA) educatori CGM (regionali) IPM CPA USSM educatori assistenti sociali coordinatori IPM: Istituto Penale Minorile CPA: Centro
PROTOCOLLO DI INTESA
TRIBUNALE PER I MINORENNI DI MILANO PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI MILANO PROTOCOLLO DI INTESA IN MATERIA DI COLLABORAZIONE TRA L AUTORITÀ GIUDIZIARIA E L AZIENDA SANITARIA
Dalla Legge 328/2000 ai Piani di Zona: impegno e ruolo del Sindacato
XXII ed. corso di formazione per quadri UILP e volontari A.D.A. «Diritti di cittadinanza e giustizia sociale per un Sindacato più forte» UILP PUGLIA ADA BARI Montesilvano (PE) 08/09/2016 Silvana Roseto
PROTOCOLLO D INTESA PREMESSO CHE
DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE CENTRO PER LA GIUSTIZIA MINORILE PER LA SARDEGNA CAGLIARI PROTOCOLLO D INTESA tra la ASL n. 2 di Olbia e il Centro Giustizia Minorile per la Sardegna (CGM) per l integrazione
PROTOCOLLO D INTESA tra il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca e il Dipartimento per le Pari Opportunità
TITOLO: Protocollo d intesa tra il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca e il Dipartimento per le Pari Opportunità - Presidenza del Consiglio dei Ministri per la realizzazione congiunta
PROTOCOLLO DI INTESA
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA Dipartimento Giustizia Minorile Centro per la Giustizia Minorile per la Lombardia PROTOCOLLO DI INTESA IN MATERIA DI DIAGNOSI E CURA DEI MINORI TOSSICODIPENDENTI, ALCOLDIPENDENTI
SERVIZI MINORILI DELLA GIUSTIZIA UFFICIO DI SERVIZIO SOCIALE PER I MINORENNI ( USSM ) CENTRO DI PRIMA ACCOGLIENZA ( CPA )
Area penale esterna SERVIZI MINORILI DELLA GIUSTIZIA UFFICIO DI SERVIZIO SOCIALE PER I MINORENNI ( USSM ) CENTRO DI PRIMA ACCOGLIENZA ( CPA ) COMUNITA ISTITUTO PENALE PER I MINORENNI ( IPM ) D.P.R. 448\88
PROTOCOLLO DI INTESA TRA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA E FINCANTIERI PREMESSO
Ministero della Giustizia Dipartimento Giustizia Minorile PROTOCOLLO DI INTESA TRA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA E FINCANTIERI PREMESSO che il Ministero della Giustizia esercita le funzioni di coordinamento
F ORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE
F ORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI Nome PANARELLO Severina Indirizzo Via Passo Rolle, 29 - Milano Telefono +39 3351511585-02 2152434 Fax E-mail [email protected]
Legge Regionale N. 1 Del Regione Campania. << Interventi in materia di tossicodipendenze e di alcoolismo >>.
Legge Regionale N. 1 Del 07-01-1988 Regione Campania >. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA N. 3 del 18 gennaio 1988 Il Consiglio
INDICE SOMMARIO. Parte Prima GLI ISTITUTI DELL ORDINAMENTO PENITENZIARIO
INDICE SOMMARIO Elenco delle principali abbreviazioni... XV Parte Prima GLI ISTITUTI DELL ORDINAMENTO PENITENZIARIO Capitolo 1 LE MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE NEL QUADRO DELL ORDINAMENTO PENITENZIARIO
DELIBERAZIONE N X / 3274 Seduta del 16/03/2015
DELIBERAZIONE N X / 3274 Seduta del 16/03/2015 Presidente ROBERTO MARONI Assessori regionali MARIO MANTOVANI Vice Presidente VALENTINA APREA VIVIANA BECCALOSSI SIMONA BORDONALI MARIA CRISTINA CANTU' CRISTINA
L Affidamento in prova ai servizi sociali
L Affidamento in prova ai servizi sociali Autore: Concas Alessandra In: Diritto processuale penale Le cronache giornalistiche spesso parlano di affidamento in prova ai servizi sociali, vediamo di seguito
nella pubblica amministrazione PROTOCOLLO D INTESA
Il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione Il Ministro della Giustizia PROTOCOLLO D INTESA Per la realizzazione di interventi di digitalizzazione, evoluzione ed integrazione
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DIPARTIMENTO DELL AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA PROVVEDITORATO REGIONALE PER LA LOMBARDIA DIREZIONE DELLA CASA
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DIPARTIMENTO DELL AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA PROVVEDITORATO REGIONALE PER LA LOMBARDIA DIREZIONE DELLA CASA ISTANZA DI MISURE ALTERNATIVE IN VIA PROVVISORIA E DIFFERIMENTO
Ministero della Giustizia
Ministero della Giustizia Dipartimento Amministrazione Penitenziaria Ufficio Esecuzione Penale Esterna Pisa -Lucca PROTOCOLLO GIUSTIZIA RIPARATIVA ENTE PROMOTORE: UFFICIO ESECUZIONE PENALE ESTERNA DI LUCCA
PROTOCOLLO D INTESA AZIENDA USL RM E DISTRETTO 17 DISTRETTO 18 DISTRETTO 19 DISTRETTO 20. UOC TSMREE e DA ROMA CAPITALE
RETI SCOLASTICHE MUNICIPI I(ex XVII) - XIII(ex XVIII) XIV(ex XIX) - XV(ex XX) Municipio Roma I (ex XVII) Municipio Roma XIII (ex XVIII) Municipio Roma XIV (ex XIX) Municipio Roma XV (ex XX) Dipartimento
UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DELLA TOSCANA. LIONS CLUB INTERNATIONAL DISTRETTO 108La TOSCANA
PROTOCOLLO DI INTESA tra UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DELLA TOSCANA (di seguito denominato USR TOSCANA) e LIONS CLUB INTERNATIONAL DISTRETTO 108La TOSCANA (di seguito denominata L.C.108La) Rafforzare e
CENTRO DIURNO PERSEFONE
Città di Pomezia ABSTRACT CENTRO DIURNO PERSEFONE Progetto finanziato dalla Regione Lazio Fondo Lotta alla Droga 2008/2009 /2010 ( DGR.n186 del 21/03/2008) ABSTRACT CENTRO DIURNO A MEDIA SOGLIA PERSEFONE
LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Prot. n. (BAS/00/45510) LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Visto l art. 8, comma 1 bis, del Decreto Legislativo n. 229/99 Norme per la razionalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, a norma dell
PROTOCOLLO DI INTESA IN MATERIA DEI DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO CENTRO DI SERVIZI PER LA DISABILITA UNIVERSITA DEGLI STUDI CATANIA
PROTOCOLLO DI INTESA IN MATERIA DEI DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO CENTRO DI SERVIZI PER LA DISABILITA UNIVERSITA DEGLI STUDI AZIENDA UNITA SANITARIA LOCALE n 3 UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER
CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D AOSTA XIII LEGISLATURA. Proposta di legge regionale. n. 93
Allegato all oggetto n. Adunanza del Consiglio regionale in data CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D AOSTA XIII LEGISLATURA Proposta di legge regionale n. 93 Disposizioni per il sostegno dei genitori separati
DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE
DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE PROPONENTE Settore Politiche Sociali DIRETTORE GROSSI dott.ssa EUGENIA Numero di registro Data dell'atto 464 22/03/2016 Oggetto : Approvazione della Convenzione tra il Comune
RIFORMA DEGLI ARTT. 4 BIS E 58 TER O.P. Proposta di articolato
Stati Generali dell Esecuzione Penale TAVOLO 16 Ostacoli normativi alla individualizzazione del trattamento Rapporto di medio termine RIFORMA DEGLI ARTT. 4 BIS E 58 TER O.P. Proposta di articolato Testo
Proposta di Patto Provinciale per la prevenzione e il contrasto alla dispersione scolastica e formativa. Bozza di lavoro 1
Proposta di Patto Provinciale per la prevenzione e il contrasto alla dispersione scolastica e formativa 1 Bozza di lavoro 1 Considerati la Legge del 27 dicembre 2006 n. 296 articolo 1, comma 622, che prevede
Linee di Indirizzo per la riorganizzazione del sistema di Servizi e Strutture per le Dipendenze Normativa di riferimento
Linee di Indirizzo per la riorganizzazione del sistema di Servizi e Strutture per le Dipendenze Normativa di riferimento D.P.R. 309/90 D.M. 444/90 L. n.45/99 D.M. del 14/06/02 L. n.328/00 L. n.125/01 Atto
Istituzioni e violenza
Istituzioni e violenza Lo stato dell arte in materia di legislazione internazionale, europea, nazionale sul tema della violenza alle donne 6 aprile 2011 Il tema della violenza contro le donne non ha trovato
Le nuove misure alternative alla detenzione: aspetti sostanziali e processuali alla luce della prassi
Università degli Studi di Milano Dipartimento Cesare Beccaria - Sezione Scienze Penalistiche Cattedra di Criminologia e Criminalistica Raffaele Bianchetti, Elena Mariani Le nuove misure alternative alla
DELIBERAZIONE N. 46/22 DEL
Oggetto: Contributi per l'organizzazione e il funzionamento dei Centri antiviolenza e delle Case di accoglienza. L.R. 7 agosto 2007, n. 8. Programmazione risorse regionali anno 2017. Euro 900.000. Programmazione
. Al codice di procedura penale, sono apportate le seguenti modificazioni:
DECRETO-LEGGE 01 luglio 2013, n. 78 Disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena Modifiche al codice di procedura penale Art. 1. Al codice di procedura penale, sono apportate le seguenti modificazioni:
PROGRAMMA GRAVISSIME DISABILITÀ ACQUISITE (DGR 2068/2004 E S.M.): AGGIORNAMENTO ASSEGNO DI CURA DGR 1848/12.
Progr.Num. 1732/2014 GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA Questo giorno lunedì 03 del mese di novembre dell' anno 2014 si è riunita nella residenza di la Giunta regionale con l'intervento dei Signori: via
Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 3 del
600 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 3 del 08-01-2013 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 3 del 08-01-2013 601 602 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 3 del 08-01-2013
PROTOCOLLO D INTESA VISTO
PROTOCOLLO D INTESA TRA La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli Affari Regionali, le Autonomie e lo Sport con sede in Roma, Via della Stamperia, 8 nella persona del Sottosegretario
TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA ANCONA ORDINE DI SERVIZIO N. 162 E RELATIVA VARIAZIONE TABELLARE IL PRESIDENTE
ORDINE DI SERVIZIO N. 162 E RELATIVA VARIAZIONE TABELLARE IL PRESIDENTE Vista la proposta di formazione delle tabelle di organizzazione di questo Tribunale per il triennio 2014-2016 approvata dal C.S.M.
STORIE DI ORDINARIA ANOMIA
STORIE DI ORDINARIA ANOMIA ...DIETRO UNA PORTA CHIUSA A CHIAVE I NUMERI DEL SOVRAFFOLLAMENTO 208 Istituti penitenziari 68000 detenuti 44000 i posti disponibili POPOLAZIONE CARCERARIA 50% in attesa di sentenza
