Scheda Allevamento di lepri per ripopolamento.
|
|
|
- Evaristo Quarta
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 Scheda Allevamento di lepri per. Argomento Fase Norma Forma di controllo Tipologia produttiva Riproduzione e produzione giovani per rimonta e per Sono ammessi solo allevamenti a ciclo chiuso. Sono ammessi e certificati solo gli allevamenti che effettuano in gabbia dei riproduttori, in gabbia per soggetti da rimonta (rimonta interna almeno 75%), prima fase in gabbia e seconda fase a terra per soggetti da. Tutti i dati relativi ai riproduttori e dei soggetti allevati in gabbia dovranno essere riportati su scheda e registro DEROGA Fino al quarto anno di applicazione del presente Disciplinare, è prevista una deroga relativa alla percentuale minima di rimonta interna. Riproduttori 1 anno I riproduttori di lepre devono provenire da allevamenti italiani, essere di origine autoctona e provenire dallo stesso o da allevamenti afferenti al disciplinare. Non è consentita l introduzione in di animali di provenienza estera Le coppie devono essere allevate con sistema a coppia fissa Tutti i dati produttivi (parti, n.nati, n.morti, n.svezzati e relative date) dovranno essere riportati su apposite schede e su registro DEROGA Durante la fase iniziale di applicazione del presente disciplinare e per un periodo non superiore ai 4 anni, è ammessa una rimonta interna con soggetti provenienti da altri allevamenti che adottano tecniche di simili a quelle indicate nel presente disciplinare, previa approvazione da parte del servizio tecnico dell ATC 1 Registro dei riproduttori. Registro dei soggetti da rimonta. Registro dei soggetti da. e a vista in Registro riproduttori e animali Riproduttori Anni seguenti I riproduttori di lepre, rimarranno in produzione per non Registro animali
2 più di 5 anni. Nel corso dei 5 anni dovrà essere effettuata una quota di rimonta pari al 10% (su base annua) con animali di cattura. Tutti i dati produttivi (parti, n. nati, n. morti, n. svezzati e relative date) dovranno essere riportati su apposite schede e su registro Le coppie devono essere allevate con sistema a coppia fissa DEROGA Fino al quarto anno di applicazione del presente Disciplinare, è prevista una deroga relativa alla percentuale minima di rimonta con animali di cattura. 2
3 Argomento Fase Norma Forma di controllo Requisiti strutturali Requisiti strutturali Ubicazione Recinti per animali allevati in gabbia Distanza da centri abitati e da strade tale da minimizzare i disturbi e l assuefazione al rumore antropico. Limitati da recinzione a maglia sciolta di altezza minima Visivo e con fuori terra di almeno 1,80 m, interrata per cm; in misurazioni in alternativa all interramento posizionamento rete antiscavo installata a terra orizzontalmente larghezza minima di cm 50 ed opportunamente fissata a terra con picchetti. La recinzione verticale perimetrale deve avere in alto almeno gli ultimi 30 cm inclinati verso l esterno (inclinazione rispetto al piano da 0 a 45 ) Schermati ad almeno un metro di altezza e su tutto il perimetro in modo da minimizzare il disturbo. La schermatura dovrà essere fatta di preferenza con siepi e alberi. E ammesso l uso di reti ombreggianti o altre strutture. Presenza di essenze arboree a foglia caduca all interno dell per garantire alle gabbie ombra nel periodo estivo e luce diretta in inverno Requisiti strutturali Gabbie riproduttori Disposte in file regolari con distanza minima di m 5 dal perimetro del recinto, di 3 m tra una fila e l altra e di almeno 2 m tra una gabbia e l altra all interno della fila. Numerate per poter essere identificate e per permettere le verifiche tecniche Provviste di scheda Sopraelevate con fondo in rete In legno o altro materiale coibentante (pareti in legno o materiale coibentante su tre lati) All aperto Esposizione apertura gabbie ad est o a sud-est Per coppia riproduttori superficie minima disponibile 2 mq. 1,4 mq 3 Visivo e con misurazioni in
4 Requisiti strutturali Gabbie per leprotti da rimonta e da Mangiatoia e rastrelliera per fieno Nidi interni o esterni Abbeveratoi meglio se a goccia DEROGA La disposizione delle gabbie, così come descritta al comma I di questa sezione, non si applica per gli allevamenti già esistenti, ma solo a quelli di nuova formazione. Disposte come gabbie riproduttori Numerate per poter essere identificate e per permettere le verifiche tecniche Provviste di scheda (origine leprotto, indicare coppia e data nascita) Sopraelevate con fondo in rete In legno (pareti in legno su tre lati) All aperto Esposizione apertura gabbie ad est o a sud-est Per le gabbie dei leprotti superficie minima garantita 0,50 mq a capo; Nidi interni o esterni Mangiatoia e rastrelliera per fieno Abbeveratoi meglio se a goccia I giovani da potranno rimanere in queste gabbie fino all età max di giorni. Visivo e con misurazioni in Requisiti strutturali Recinti a terra per leprotti da Numerati per poter essere identificati e per permettere le verifiche tecniche Superficie minima 1 ha (privilegiare recinti di maggiore dimensione) recinzione di altezza minima interrata per cm; in alternativa all interramento posizionamento rete antiscavo installata a terra orizzontalmente larghezza minima di cm 50 ed opportunamente fissata a terra con picchetti. La recinzione verticale perimetrale deve avere in alto almeno gli ultimi 30 cm inclinati verso l esterno (inclinazione 4 Visivo e con misurazioni in
5 rispetto al piano da 0 a 45 ). Posti ad una media altitudine Terreno in leggero declivio, tendenzialmente di medio impasto, con bassa quantità di argilla e presenza di scheletro e/o sabbia Zona esposta ad est o sud-est Lontani da strade principali Densità animali minima 1000 mq/capo per il periodo giugno-dicembre Privilegiare bassa numerosità Vegetazione spontanea e coltivata (vedi indicazioni lineeguida) Vegetazione coltivata almeno 30% della superficie Presenza di zone rifugio Punti di alimentazione e di abbeveraggio (minimo un alimentatore per 5-6 animali, ed un abbeveratoio per 10-12) Possibilità di delimitare internamente la superficie con recinzioni interne mobili 5
6 Argomento Fase Norma Forma di controllo Trattamento degli animali Trattamento degli animali Trattamento degli animali Trattamento degli animali Riproduttori Leprotti da rimonta Leprotti da (fino a gg.) Leprotti da (dopo i gg) Allevati esclusivamente in gabbie in coppia fissa. Formazione coppie nel 1 anno nel periodo ottobrenovembre Svezzati a 3-4 settimane. Allevati in gabbie singole per leprotti fino al trasferimento in gabbie riproduttori. Tatuati/microchip per riconoscimento Somministrazione fieno in casi di emergenza Prelevati dalle nidiate nate a partire dalla fine di aprile Svezzati a 3-4 settimane. Trasferiti in gabbie per giovani fino a gg Tatuati/microchip per riconoscimento Somministrazione giornaliera di fieno di buona qualità asportazione quotidiana dei residui di fieno dal fondo gabbia Somministrazione giornaliera di g di mele o carote per capo I leprotti potranno essere messi a terra a partire dai gg di età Inizio trasferimento primi di luglio Termine trasferimento fine agosto-primi settembre Permanenza nei recinti per un periodo minimo di 3 mesi Somministrazione di mangime, mele o carote ed eventualmente fieno nei punti di alimentazione e documentale e documentale Registro animali Registro animali Registro animali Registro animali 6
7 Argomento Fase Norma Alimentazione Riproduttori Può essere impiegato o un mangime da riproduzione o un mangime tipo unico, conservati in condizioni di umidità e di temperatura costante per lo stretto necessario e sempre meno del tempo minimo di conservazione. Caratteristiche mangime: contenuto in amido non superiore 12%, rapporto lignina/cellulosa superiore a 0,3 Forma di controllo Etichetta mangimi Alimentazione Alimentazione Leprotti da rimonta Leprotti da (fino a gg.) Mangimi composti specifici per l età degli animali. Caratteristiche mangime: contenuto in amido non superiore 12%, rapporto lignina/cellulosa superiore a 0,3 Somministrazione giornaliera di: solo mangime mangime e fieno Mangime composti integrati specifici per l età degli animali. Caratteristiche mangime: contenuto in amido non superiore 12%, rapporto lignina/cellulosa superiore a 0,3 Somministrazione giornaliera di mangime, fieno e piccole quantità di frutta o carote (mangime appositamente formulato) Etichetta mangimi Etichetta mangimi 7
8 Argomento Fase Norma Riconoscimento degli animali Per tutte le fasi Tatuaggio/microchip auricolare dei riproduttori Tatuaggio/microchip auricolare dei soggetti da rimonta Tatuaggio/microchip auricolare dei leprotti da Forma di controllo e documentale Registro riproduttori e animali Argomento Fase Norma Monitoraggio sanitario Riproduttori Per EBHS Quarantena per animali provenienti da altri allevamenti o per soggetti di cattura Misure igienico sanitarie disinfezioni periodiche di gabbie e attrezzature derattizzazioni quarantena degli animali di nuova introduzione limitazione alla visita di estranei (acquirenti, fornitori di mangime etc.) Profilassi indiretta vaccinazione dei riproduttori ogni 6 mesi vaccinazione dei giovani destinati alla rimonta Forma di controllo Monitoraggio sanitario Per coccidiosi e strongilosi Controllo parassitologico dei giovani prima del trasferimento a terra Controllo parassitologico periodico (ogni 21 giorni) su campioni fecali nei recinti Intensificazione dei controlli parassitologici in caso di riscontro di elevata carica parassitaria nei campioni o in corso di condizioni stagionali favorenti il diffondersi della malattia. Rispetto della densità e in caso di incremento delle patologie riduzione immediata della densità e della 8
9 numerosità, trasferimento in appezzamenti privi di animali e precedentemente disinfettati. Monitoraggio sanitario In qualunque fase di Controllo igienico-sanitario: sulle coppie al momento della vaccinazione sui giovani prima della messa a terra Tale controllo prevede: esami clinici, prelievo di materiali (campioni di feci, etc.) per il rilevamento di patologie, prelievo di soggetti morti o con patologia in atto da sottoporre ad accertamenti diagnostici di laboratorio. Eventuali trattamenti dovranno essere effettuati sotto stretto controllo veterinario Igiene ambientale Gabbie Vuoto sanitario periodico Effettuare accurate azioni di pulizia con completa rimozione delle feci (da effettuare possibilmente in presenza di elevata umidità dell aria per prevenire il diffondersi delle oocisti); Pulire con l ausilio di una idropulitrice ad alta pressione con aggiunta di detergente (se possibile modelli ad acqua calda, oltre 80 C) per eliminare ogni residuo organico; Disinfettare utilizzando una pompa a bassa pressione utilizzando sali quaternari di ammonio o ipoclorito (si può utilizzare la fiamma, ideale per le superfici metalliche, es. la rete, su legno o altro materiale è meno efficace ma conviene passarla comunque molto velocemente); Disinfettare anche le attrezzature; Nell effettuare tali interventi particolare attenzione dovrà essere posta nei confronti delle zone meno raggiungibili, come angoli delle gabbie. Igiene ambientale Gabbie leprotti Vuoto sanitario a fine stagione e comunque prima di immissione di nuovo soggetto Igiene ambientale Gabbie Pulizia prima della formazione coppie ed almeno ogni 6 riproduttori mesi Igiene ambientale Gabbie Rimozione feci sotto gabbia: a fine ciclo per leprotti, almeno ogni 6 mesi per riproduttori Rimozione effettuata senza creare polverosità e diffusione parassiti nell ambiente. 9
10 Igiene ambientale Recinti Vuoto sanitario periodico di 6-7 mesi (da gennaio a luglio) Durante periodo di vuoto: lavorazione profonda terreno annuale (eccetto in zone con colture poliennali) trattamento con calciocianammide bruciare zone rifugio spargere calciocianammide anche in zone coltivate almeno 35 giorni prima che gli animali vengano messi in recinto. 10
11 Argomento Fase Norma Programma sanitario Per tutte le fasi Gli allevamenti devono essere sotto il controllo di un veterinario che verifichi e attesti: la corretta applicazione delle misure di profilassi igienico-sanitaria corretta applicazione di piani di chemioprofilassi gli eventuali trattamenti terapeutici delle malattie i periodici controlli clinici e gli accertamenti diagnostici sugli animali presenti in e quelli di nuova introduzione Forma di controllo 11
12 Registri Registro animali Ogni animale deve essere registrato su scheda sin dalla nascita e la scheda deve essere aggiornata dall allevatore e sotto il controllo del veterinario per le terapie Nella scheda devono essere riportati: Data nascita Origine genitori Numero gabbia o recinto Numero tatuaggio Trattamento vaccinale (data) Trattamento chemio profilattico (data) Trattamento terapeutico (data) Morte (data) Esito esami diagnostici Registro riproduttori Per coppia Data nascita Origine genitori Data formazione coppie Numero tatuaggio maschio Numero tatuaggio femmina Data parto Numero nati Numero nati vivi Numero svezzati 12
13 Trattamento vaccinale (data) Trattamento chemio profilattico (data) Trattamento terapeutico (data) Morte (data) Esito esami diagnostici DEROGHE 13
INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PER MALATTIA DI AUJESZKY DEL SUINO SIEROPOSITIVITA * CORRELAZIONE EPIDEMIOLOGICA SINTOMI CLINICI
INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PER MALATTIA DI AUJESZKY DEL SUINO L INFEZIONE E STATA DIAGNOSTICATA/SOSPETTATA IN SEGUITO A: SIEROPOSITIVITA * CORRELAZIONE EPIDEMIOLOGICA SINTOMI CLINICI * controllo eseguito
Allevamento A Anamnesi generale di allevamento
Attività di Gruppo Stimare la prevalenza aziendale Analizzare le singole fasi di rischio Stendere un piano di gestione sanitaria in funzione del rischio evidenziato in ogni fase Allevamento A Anamnesi
Relazione tecnica per rifugio animali
Rev. 1.0 del 01/01/2015 [spazio riservato all ente] Relazione tecnica per rifugio animali Classificazione meticci Provenienza/scopo dell allevamento animali allevati razze selezionate Razze allevate peso
BIOSICUREZZA. Esempi pratico applicativi per il controllo delle patologie in allevamenti da latte.! Dott. Claudio Giola - Dott.
BIOSICUREZZA Esempi pratico applicativi per il controllo delle patologie in allevamenti da latte Dott. Claudio Giola - Dott. Paolo Bossi DEFINIZIONE BIOSICUREZZA:Insieme di strategie,mezzi e procedure
Lista di controllo vigilanza canili (L.R. 27/2000) Audit annuale
DIPARTIMENTO DI SANITA PUBBLICA Lista di controllo vigilanza canili (L.R. 27/2000) Audit annuale Ragione sociale: Via: Città: Legale rappresentante: Responsabile della struttura: Autorizzazione Sanitaria:
IL VETERINARIO AZIENDALE Un ruolo a supporto della Sanità Pubblica e della valorizzazione delle produzioni agroalimentari
IL VETERINARIO AZIENDALE Un ruolo a supporto della Sanità Pubblica e della valorizzazione delle produzioni agroalimentari Un modello da sperimentare Dott. Giovanni Turriziani Coordinamento Regionale degli
LINEE GUIDA PER IL CONTROLLO DELLA PARATUBERCOLOSI NEGLI ALLEVAMENTI DI BOVINE DA CARNE (linea vacca-vitello)
LINEE GUIDA PER IL CONTROLLO DELLA PARATUBERCOLOSI NEGLI ALLEVAMENTI DI BOVINE DA CARNE (linea vacca-vitello) A. Zona parto a. Obiettivo gestionale: ambiente pulito ed asciutto predisporre all interno
Centro di Referenza Nazionale per le Salmonellosi Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
Centro di Referenza Nazionale per le Salmonellosi Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie Centro Regionale di Epidemiologia Veterinaria - Regione Veneto SCHEDA INDAGINE EPIDEMIOLOGICA POSITIVITA
DATI IN INTERNO IN ESTERNO
DATI IN INTERNO IN ESTERNO numero suinetti 40 40 peso totale e medio 279/6,97 241/6,0 età 21 20 scarti prodotti 1 di kg.5 1 di kg.5 morti prodotti 1 di kg.13 0 alimento kg. 677 630 età finale 59 58 peso
CHECK-LIST INTEGRATA OVI-CAPRINI
CHECK-LIST INTEGRATA OVI-CAPRINI DATA / / Operatori. Tempistica. COD / / ASL PROPRIETARIO.. DETENTORE. Indirizzo. Tipologia allevamento: carne latte misto N capi presenti tot. N ovini Fascia N caprini
CHECK-LIST INTEGRATA BOVINI DA RIPRODUZIONE TIPOLOGIA LATTE
CHECK-LIST INTEGRATA BOVINI DA RIPRODUZIONE TIPOLOGIA LATTE DATA / / Operatori. Tempistica. COD / / ASL PROPRIETARIO DETENTORE. Indirizzo. Razza prevalente N capi presenti. Fascia 0-50 capi 50-150 capi
LINEE GUIDA PER LA TRASFORMAZIONE E LA VENDITA DEI PRODOTTI ALIMENTARI E PER LA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE DA PARTE DELLE AZIENDE
LINEE GUIDA PER LA TRASFORMAZIONE E LA VENDITA DEI PRODOTTI ALIMENTARI E PER LA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE DA PARTE DELLE AZIENDE AGRICOLE SOMMARIO 1. Introduzione 2. Normativa di riferimento
Tipologie e parametri dimensionali di cuccette per bovini da latte
SEMINARIO C.R.P.A. Stalle a cuccette per vacche da latte Reggio Emilia, 30 maggio 2007 Tipologie e parametri dimensionali di cuccette per bovini da latte Dott. Agr. Paolo Rossi Settore Edilizia Strutture
Perchè una corretta area di svezzamento a tutto capannone è importante?
How To... Perchè una corretta area di è importante? Lo svezzamento sono I primi 7-10 giorni di vita dei pulcini, lo scopo durante questo periodo è quello di fornire ai pulcini condizioni ottimali per lo
Allevamento suincolo all aperto:
Allevamento suincolo all aperto: A) allevamento all aperto: prevalente impiego di alimenti esogeni rotazione delle superfici impiegate fasi all aperto: riproduzione, raramente il finissaggio B) allevamento
REGIONE PIEMONTE ASSESSORATO CACCIA E PESCA
REGIONE PIEMONTE ASSESSORATO CACCIA E PESCA DISPOSIZIONI IN ORDINE ALL IMPIANTO E ALL ESERCIZIO DEGLI ALLEVAMENTI DI FAUNA SELVATICA A SCOPO DI RIPOPOLAMENTO O A SCOPO ALIMENTARE. (ART. 22 L.R. 4 SETTEMBRE
Produzione e vendita di latte d asina: requisiti igienico-sanitari
5 Aprile 2013 Sala AUSER Puntone, Scarlino Produzione e vendita di latte d asina: requisiti igienico-sanitari Giovanni Brajon, Istituto Zooprofilattico Sperim. Lazio e Toscana Giuseppe Abbati, Azienda
ALLEVAMENTO OVICAPRINO CON METODO BIOLOGICO. Giovanna Nicastro Direzione Generale Agricoltura Regione Lombardia
ALLEVAMENTO OVICAPRINO CON METODO BIOLOGICO Giovanna Nicastro Direzione Generale Agricoltura Regione Lombardia 12 novembre 2014 NORMATIVA DI RIFERIMENTO Reg. (CE) n 834/2007 del Consiglio Reg 889/2008
Il regolamento europeo prevede alcune regole principali per la coltivazione dei prodotti biologici:
La normativa [ ] L A NORMAT I VA L N LA LEGGE CHE REGOLA IL SETTORE Il diffondersi dell agricoltura biologica e l incremento dei consumi di prodotti biologici ha fatto sì che anche le Istituzioni europee
T B A. Tutela e Benessere Animale. A.A. 2015-2016 Corso integrato Strutture ed impianti per animali e allevamento Dott. Alfredo Di Domenicantonio
Corso di Laurea in Tutela e Benessere Animale T B A A.A. 2015-2016 Corso integrato Strutture ed impianti per animali e allevamento Dott. Alfredo Di Domenicantonio Presentazione 3_A_2016 Canili Norme di
SCHEDA DI INDAGINE EPIDEMIOLOGICA
Centro di Referenza Nazionale per le Salmonellosi Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie Centro Regionale di Epidemiologia Veterinaria - Regione Veneto SCHEDA INDAGINE EPIDEMIOLOGICA POSITIVITA
STABULAZIONE LIBERA. Prof.ssa Marina Gentili
STABULAZIONE LIBERA Prof.ssa Marina Gentili Nella stabulazione libera gli animali possono muoversi liberamente nella stalla. Si distinguono quattro zone: ZONA DI ZONA DI ZONA DI SALA DI ALIMENTAZIONE RIPOSO
Principali caratteristiche e normative igienico sanitarie nelle costruzioni
Dipartimento di prevenzione Principali caratteristiche e normative igienico sanitarie nelle costruzioni Trieste - MIB, 15 gennaio 2013 Tecnici della Prevenzione Claudio VANCHERI e Mauro PRIMOSSI Isolamento
Il controllo ambientale nelle stalle per vacche da latte
81 a Fiera Agricola Zootecnica Italiana BENESSERE ANIMALE: LA VACCA DA LATTE dalle parole ai fatti Montichiari, 15 febbraio 2009 Paolo Ferrari Centro Ricerche Produzioni Animali - CRPA S.p.A. Convegno
Allegato A5. Tabella A
Tabella A Si riporta nella tabella che segue, in relazione alla specie allevata e alla tipologia di ed in conformità al DM del 7 aprile 2006 e alla DGR della Campania n. 583 del 2.08.2010 per l bufalino:
CHECK-LIST INTEGRATA AVICOLI
CHECK-LIST INTEGRATA AVICOLI DATA / / Operatori. Tempistica. COD / / ASL PROPRIETARIO. DETENTORE Indirizzo.. Veterinario riconosciuto. Impresa di filiera d appartenenza........ N capi presenti (per specie)
Fagiano: specie in declino? fagiani abbatuti
Fagiano: specie in declino? 180000 160000 140000 120000 fagiani abbatuti 100000 80000 60000 40000 20000 0 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 1954 2010 Il declino degli
ALLEVAMENTO DI GATTI RELAZIONE TECNICA
ALLEVAMENTO DI GATTI RELAZIONE TECNICA DA ALLEGARE ALLA SCIA AI SENSI DELLA L.R. N. 5/2005 1 GENERALITA a. UBICAZIONE (non ammessa nelle zone definite urbane dal PRG): Comune,via, n.,tel. b. DISTANZA DAL
INDUMENTI PER LA SALDATURA E PROCEDIMENTI CONNESSI
CENTRO TESSILE ABBIGLIAMENTO S.p.A. INDUMENTI PER LA SALDATURA E PROCEDIMENTI CONNESSI EN ISO 11611 CENTRO TESSILE ABBIGLIAMENTO S.p.A. EN ISO 11611 INDUMENTI PER LA SALDATURA E PROCEDIMENTI CONNESSI SCOPO
Checklist per il controllo integrato dell allevamento suino
Checklist per il controllo integrato dell allevamento suino Numero checklist. REGIONE ASL DISTRETTO RAGIONE SOCIALE CODICE AZIENDALE VIA COMUNE PROV CAP DETENTORE PROPRIETARIO TIPOLOGIA ALLEVAMENTO: CICLO
DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE AREA DI SANITA PUBBLICA VETERINARIA
Audit DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE AREA DI SANITA PUBBLICA VETERINARIA Obblighi di pubblicazione concernenti i sulle imprese (art. 25 D.lgs n.33/2013) effettuati dal Servizio Igiene degli Allevamenti e
SCHEDA DI INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PER PESTI SUINE
ALLEGATO 14: fac - simile scheda di indagine epidemiologica SCHEDA DI INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PER PESTI SUINE sospetto n.: data codice allevamento conferma n.: data Pag. 66 di 75 L'INDAGINE EPIDEMIOLOGICA
CONTROLLO DELLA MALATTIA DI AUJESZKY NEGLI ALLEVAMENTI ITALIANI : UN RISCHIO o UN OPPORTUNITA
Ordine Medici Veterinari di Verona 10 maggio 2011 CONTROLLO DELLA MALATTIA DI AUJESZKY NEGLI ALLEVAMENTI ITALIANI : UN RISCHIO o UN OPPORTUNITA Loris Alborali, Mariagrazia Zanoni, Paolo Cordioli Istituto
CMR - Centro di Medicina Riabilitativa. Relazione tecnico-diagnostica
CMR - Centro di Medicina Riabilitativa Telefono: 0942.794510 - Fax: 0942.797103 - E-mail: [email protected] Prove in situ per il monitoraggio periodico dell umidità a seguito dell installazione di tecnologia
CONTROLLO UFFICIALE PRESSO ALLEVAMENTO BOVINO LISTA DI RISCONTRO/ CHECK LIST LATTE A.T.V. MUNGITURA Alla posta Sala di mungitura
Pag. 1 di 8 Protocollo Data RAGIONE SOCIALE (timbro) Codice aziendale RAPPRESENTANTE DELL'AZIENDA PRESENTE AL SOPRALLUOGO: Cognome e nome: Qualifica Proprietario Detentore degli animali Altro Registrazione
REGOLAMENTO DI PRODUZIONE DELLA CARNE DI RAZZA BOVINA PIEMONTESE DEL CONSORZIO MACELLAI TIPICI DI CUNEO
Pagina: 1 di 7 REGOLAMENTO DI PRODUZIONE DELLA CARNE DI RAZZA BOVINA DEL CONSORZIO MACELLAI TIPICI DI CUNEO Pagina: 2 di 7 Premessa Il Consorzio Macellai Tipici di Cuneo - Carnè promuove la realizzazione
Principali norme che disciplinano le condizioni di allevamento dei suini in termini di benessere animale:
Il benessere animale negli allevamenti suini Principali norme che disciplinano le condizioni di allevamento dei suini in termini di benessere animale: D.lgs. N. 534/1992 in attuazione della Direttiva 91/630/CEE
Prof. Sergio Atzeri Coordinatore del Corso di Laurea
Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell Ambiente e nei luoghi di Lavoro Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell Ambiente e nei Luoghi di Lavoro Prof. Sergio Atzeri Coordinatore del
2 in gabbie modificate cm2 3 in sistemi alternativi - 9 galline/m 2
Avicoltura 12-1 normativa quadro: 98/58 CE, nota anche come Carta dei diritti degli animali Recepita in Italia con il D.L. 146/2001. Regole di base per garantire spazi adeguati alle esigenze fisiologiche
AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA LT2
AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA LT2 SS. Appio, Mulino Selce - 04020 MONTE SAN BlAGIO (LT) Tel./Fax 0771-567001 www.atclatina2.it - ì[email protected] BANDO AFFIDAMENTO PER L'INSTALLAZIONE E GESTIONE DI STRUTTURE
PRODOTTI DI QUALITA. REGIME DI QUALITA RICONOSCIUTO DALLA REGIONE PUGLIA CON DGR N del 09/12/2015 AI SENSI DEL REG. (CE) N.
PRODOTTI DI QUALITA REGIME DI QUALITA RICONOSCIUTO DALLA REGIONE PUGLIA CON DGR N. 2210 del 09/12/2015 AI SENSI DEL REG. (CE) N. 1305/2013 DISCIPLINARE DI PRODUZIONE PRODOTTI DOLCI, SALATI E BEVANDE A
ASSESSORATO AGRICOLTURA E RISORSE NATURALI
ASSESSORATO AGRICOLTURA E RISORSE NATURALI REGISTRO DEI TRATTAMENTI (DECRETO LEGISLATIVO 14 agosto 2012 n. 150, articolo 16, commi 3 e 4) REGISTRO DI MAGAZZINO (la tenuta del registro di magazzino non
ALLEGATO 7 SCHEDE TECNICHE
GARA A PROCEDURA APERTA FINALIZZATA ALL AFFIDAMENTO DELLA FORNITURA DI RICOVERI TEMPORANEI PER BOVINI E OVINI A SEGUITO DEL SISMA DEL AGOSTO 0 AI SENSI DELL ARTICOLO DELL ORDINANZA DEL CAPO DEL DIPARTIMENTO
Potenzialità e presenza media in allevamenti suinicoli
Workshop 11-12-novembre 2015 Controlli su attività IPPC 6.6 Potenzialità e presenza media in allevamenti suinicoli Patrizia Turconi Città metropolitana di Milano 1 Ciclo d allevamento: ingrasso suino leggero,
I rischi riferibili all Organizzazione del Lavoro AMBIENTI DI LAVORO. Corso di Formazione per RLS Agenzia delle Dogane
I rischi riferibili all Organizzazione del Lavoro AMBIENTI DI LAVORO Agenzia delle Dogane Requisiti minimi dei locali e luoghi di lavoro Caratteristiche strutturali Stabilità e solidità rispetto al tipo
Categoria animale e tipologia di stabulazione (kg/capo) (m3/t p.v. / anno) (t/t p.v. / a ) (m3/t p.v. / a) (kg/t p.v. /giorno)
SUINI RIPRODUZIONE Scrofe (160-200 kg) in gestazione in box multiplo senza corsia di defecazione esterna: 180 pavimento pieno, lavaggio ad alta pavimento parzialmente fessurato (almeno 1,5 m di larghezza)
Controllo delle infestazioni muscidiche e tecniche di mitigazione dell impatto visivo e olfattivo
Controllo delle infestazioni muscidiche e tecniche di mitigazione dell impatto visivo e olfattivo INFESTANTI DELL AMBIENTE ANTROPICO INSETTI (mosche, zanzare, scarafaggi, farfalle, formiche) ARACNIDI (ragni
PROCEDURA GENERALE PG 02 Rev. 0 PIANO DI PULIZIA E DISINFEZIONE Del.. Pagina 1 di 4. Azienda DESTINATARI. Data di emissione. Redazione..
PIANO DI PULIZIA E DISINFEZIONE Del.. Pagina 1 di 4 DESTINATARI Data di emissione. Redazione.. Approvazione Distribuzione. PIANO DI PULIZIA E DISINFEZIONE Del.. Pagina 2 di 4 1. SCOPO E APPLICAZIONE Il
SISTEMA DI ALLEVAMENTO CHIOCCIOLE C.M.I. CELLA MODULARE IMPILABILE
SISTEMA DI ALLEVAMENTO CHIOCCIOLE C.M.I. CELLA MODULARE IMPILABILE Opuscolo informativo sull elicicultura altamente intensiva su moduli PREMESSA L elicicultura, cioè l allevamento di chiocciole per la
CASO CLINICO Mortalità sottoscrofa. Roberto Bardini SIPAS, Parma, 7\10\2016
CASO CLINICO Mortalità sottoscrofa Roberto Bardini SIPAS, Parma, 7\10\2016 ALLEVAMENTO: INFORMAZIONI GENERALI 2300 scrofe ciclo aperto, diviso in due aziende distinte da 700 e 1600 riproduttori Elevatissima
Protocollo operativo per l applicazione del metodo SOS-PALM, finalizzato al controllo del punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus)
Protocollo operativo per l applicazione del metodo SOS-PALM, finalizzato al controllo del punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus) Installazione della cannula SOS-PALM 1. Nel caso in cui
CHECK-LIST per la verifica dei requisiti strutturali, gestionali e funzionali previsti dal regolamento (CE) N. 1255/97 e successive modifiche
CHECK-LIST per la verifica dei requisiti strutturali, gestionali e funzionali previsti dal regolamento (CE) N. 1255/97 e successive modifiche VERBALE DI SOPRALLUOGO ISPETTIVO PER L ASSEGNAZIONE DEL NUMERO
Allegato 1 al Decreto n. del pag. 1/5
giunta regionale Allegato 1 al Decreto n. del pag. 1/5 BIOSICUREZZA NEGLI ALLEVAMENTI AVICOLI Requisiti strutturali degli allevamenti I locali di allevamento (capannoni) debbono avere: - pavimento in cemento
INDAGINE EPIDEMIOLOGIA PER MALATTIA VESCICOLARE E PESTE SUINA CLASSICA DEL SUINO 1. ANAGRAFE DELL AZIENDA
INDAGINE EPIDEMIOLOGIA PER MALATTIA VESCICOLARE E PESTE SUINA CLASSICA DEL SUINO La malattia è stata diagnosticata/sospettata in seguito a: SOSPETTO CLINICO/ANATOMO-PATOLOGICO SIEROPOSITIVITA ISOLAMENTO
Il/la sottoscritto/a. ai fini del rispetto dei requisiti igienico Sanitari per l attività di.. svolta nei locali siti in Roma Via /P.za...
ALLEGATO SANITARIO 1 (da presentare al SUAP del Dipartimento Attività Economico-Produttive e del Municipio territorialmente competente unitamente alla SCIA/domanda autorizzativa e alla documentazione integrativa
PROVE, CONTROLLI E COLLAUDI Generalità Prove, controlli e collaudi al ricevimento
PROVE, CONTROLLI E COLLAUDI 4.10.1 Generalità Tale punto della norma ha la finalità di garantire la verifica che le materie prime e i materiali tecnici utilizzati nel processo di lavorazione, i semilavorati
ALLEGATO 8 BOZZA DI DISCIPLINARE DI PRODUZIONE
ALLEGATO 8 BOZZA DI DISCIPLINARE DI PRODUZIONE CERTIFICAZIONE DI PRODOTTO DELLA TRIFOLLA DE L HAUTE VALLEE DU GRAND ST. BERNARD/ PATATA DELL ALTA VALLE DEL GRAN SAN BERNARDO C:\Documents and Settings\dd\Documenti\grand-combain\4
A.R.T..A. Regolamento (CE) n.1257/1999 del 17 maggio 1999 PIANO DI SVILUPPO RURALE DELLA REGIONE TOSCANA
D.P.R. 10 dicembre 1997 n 495 Regolamento recante norme di attuazione della direttiva 92/116/CEE che modifica la direttiva 71/118/CEE relativa a problemi sanitari in materia di produzione e immissione
PREMESSA. ANAGRAFE ZOOTECNICA Punti Cardine
ANAGRAFE ZOOTECNICA Punti Cardine Blandino G. Settore Veterinario - A.U.S.L. n. 7 RAGUSA RIASSUNTO : L autore evidenzia gli scopi e le finalità dell anagrafe zootecnica con particolare riferimento all
QUESTIONARIO. CARTA ISNARDO S.P.A MONTECCHIO PRECALCINO (VI) ITALY Via Franzana, 15 Tel: Fax:
QUESTIONARIO Per consentire ai nostri progettisti di meglio conoscere le Vostre esigenze, abbiamo predisposto l allegato questionario che ci indirizzerà nella progettazione degli immobili secondo le Vostre
Il riflesso neuro endocrino responsabile dell eiezione del latte
Il riflesso neuro endocrino responsabile dell eiezione del latte LA PRODUZIONE DEL LATTE FATTORI DI INFLUENZA La pressione endomammaria (il numero di mungiture e l intervallo tra esse) Lo stato sanitario
Anagrafe Ovi- Caprina Nota 3179 del Ministero del 26 gennaio 2010
Anagrafe Ovi- Caprina Nota 3179 del Ministero del 26 gennaio 2010 Oggetto: anagrafe ovi-caprini identificazione elettronica Riprende il Reg. (CE) 1560/2007 (modifica del Reg. n. 21/2004) che stabilisce
MAIS. Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura.
MAIS Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non è
Antonio Barberio e Luigi Zago in collaborazione con
Prova di campo relativa all adozione di un programma neonatale (neonate program) in allevamento di vacche da latte: effetti sulla qualita del colostro e sull accrescimento dei vitelli fino allo svezzamento
SUAP del Comune di RELAZIONE TECNICA DA ALLEGARE ALLA DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE AI SENSI DELLA L.R. N. 5/2005 PER
RELAZIONE TECNICA DA ALLEGARE ALLA DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE AI SENSI DELLA L.R. N. 5/2005 PER ALLEVAMENTO DI CANI 1 GENERALITA a. UBICAZIONE (non ammessa nelle zone definite urbane dal PRG): Comune,via,
CENTRI DI ALLEVAMENTO DI FAUNA SELVATICA
Servizio territoriale di Cagliari CENTRI DI ALLEVAMENTO DI FAUNA SELVATICA SITUAZIONE ATTUALE L Ente Foreste della Sardegna (E.F.S.) gestisce tre centri di allevamento di Pernice sarda (Alectoris barbara),
Controlli di condizionalita per le specie ovi-caprina e suina
Controlli di condizionalita per le specie ovi-caprina e suina CONDIZIONALITA SISTEMA DI NORME CHE «CONDIZIONA» IL RISPETTO DI UNA SERIE DI OBBLIGHI PER COLORO CHE BENEFICIANO DEL PAGAMENTO DIRETTO DEGLI
Disciplinare di Produzione della DOP Pecorino Romano
Disciplinare di Produzione della DOP Pecorino Romano A LLEGATO Art. 1 La zona di provenienza del latte destinato alla trasformazione del formaggio Pecorino Romano comprende l intero territorio delle regioni
VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
MELONE - COCOMERO Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
1. A stabulazione fissa 2. A stabulazione libera
Allevamento bovino stabulato Tipologie di allevamenti 1. A stabulazione fissa 2. A stabulazione libera 2.A. a lettiera permanente 2.B. a cuccette. L allevamento a stabulazione fissa L allevamento a stabulazione
SPORTELLO UNICO PER L ATTIVITÀ EDILIZIA del COMUNE di BRICHERASIO. AUTOCERTIFICAZIONE per la CONFORMITÀ ALLE NORME IGIENICO SANITARIE
MODELLO N. 11 SPORTELLO UNICO PER L ATTIVITÀ EDILIZIA del COMUNE di BRICHERASIO AUTOCERTIFICAZIONE per la CONFORMITÀ ALLE NORME IGIENICO SANITARIE (D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 e s.m.i., art. 20 comma 1)
SEMINARIO PRODOTTI ITTICI
SEMINARIO PRODOTTI ITTICI La legislazione applicata alla commercializzazione dei prodotti della pesca Salvatore Baglieri Servizio Veterinario Igiene degli Alimenti di O. A. - AUSL 7, Ragusa Comiso 05 Marzo
"Ricoveri per animali da
Diana Levi ASL Città di Milano - Servizio di Sanità Animale Viale Molise, 66/b 20137 Milano Tel 0285789083 fax 0285789059 e mail ServiziVeterinari @asl.milano.it Sito www.asl.milano.it "Ricoveri per animali
BASILICO, PREZZEMOLO E RUCOLA
BASILICO, PREZZEMOLO E RUCOLA Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE
CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE ESPOSITORI DI ANIMALI DA CORTILE AL MERCATO AVI-CUNICOLO DEL SABATO BERGAMO
CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE ESPOSITORI DI ANIMALI DA CORTILE AL MERCATO AVI-CUNICOLO DEL SABATO BERGAMO Gli espositori di animali delle specie avicole e cunicole in esposizione presso il mercato del
I principali aspetti legislativi del BA in allevamento
I principali aspetti legislativi del BA in allevamento Paolo Rossi, CRPA SpA di Reggio Emilia - SANA Salone Internazionale del Naturale EU Food-CT-2004-506508 BA, ambiente e strutture umidità velocità
Patologie condizionate
Patologie condizionate Produttività spinta Densità animale Malattie Condizionate o PLIFATTRIALE Allevamento confinato Fattori microbici Fattori non microbici Agenti opportunisti Endogeni Esogeni Virus
PROVINCIA DI BOLOGNA SEGRETERIA GENERALE
PROVINCIA DI BOLOGNA SEGRETERIA GENERALE REGOLAMENTO DELL'ATTIVITA' DI CATTURA A SCOPO DI RIPOPOLAMENTO IN TALUNE AREE CONTIGUE DEL PARCO DEI GESSI BOLOGNESI E CALANCHI DELL'ABBADESSA. in vigore dal 05.09.1999
Il controllo del Benessere Animale durante il trasporto. Macellazione d urgenzad. Ferrara, 31 maggio 2013 dott. Andrea Poli
Il controllo del Benessere Animale durante il trasporto Macellazione d urgenzad Ferrara, 31 maggio 2013 dott. Andrea Poli Macellazione d urgenza al di fuori del 5. Definizioni Stordimento: qualsiasi processo
CORSO DI FORMAZIONE REGIONALE L AZIENDA AGRICOLA AD INDIRIZZO ZOOTECNICO: PRINCIPALI RISCHI
CORSO DI FORMAZIONE REGIONALE L AZIENDA AGRICOLA AD INDIRIZZO ZOOTECNICO: PRINCIPALI RISCHI Bologna 7, 8, 10 luglio 2014 Perché i LUOGHI DI LAVORO? Vi si svolge una parte consistente dell attività agraria
Linee guida in materia di deroghe per la produzione e la trasformazione di latte crudo e di vendita diretta di latte crudo
Allegato A Linee guida in materia di deroghe per la produzione e la trasformazione di latte crudo e di vendita diretta di latte crudo 1. Deroghe per la produzione di formaggi con latte bovino e ovicaprino
Bovini da latte e bufalini
PSR Lazio 2014/2020 - Misura 14 Benessere degli animali: possibili risposte alle criticità del settore zootecnico Impegni suddivisi per macroarea (Reg. 807/2014 art. 10) Gli impegni richiesti, in materia
Allegato 11 LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE DEI PROGRAMMI DI RICONVERSIONE ED AMMODERNAMENTO DELL ATTIVITÀ AGRICOLA
Provincia di Piacenza Comune di Castel San Giovanni (PC) Allegato 11 LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE DEI PROGRAMMI DI RICONVERSIONE ED AMMODERNAMENTO DELL ATTIVITÀ AGRICOLA La valutazione dei Programmi
