Il mal del secco degli agrumi
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- Tiziano Giannini
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2 In Italia, la malattia è stata segnalata a Messina nel 1918, ma era presente in alcune isole greche da almeno una ventina di anni. Si presume che sia stata introdotta con piante infette. Il patogeno è stato descritto da Lionello Petri nel 1929 ed era un fungo mitosporico appartenente ad un nuovo genere, Deuterophoma (D. tracheiphila). Nel 1948 Kantschaveli e Gikachvili lo trasferiscono in Phoma (P. tracheiphila). La sua distribuzione geografia è limitata al bacino del Mediterraneo. E una tracheomicosi, con due possibili decorsi: lento, se l infezione inizia dai rametti (la più diffusa); rapido ( male fulminante ), se l attacco comincia dalle radici o dal tronco.
3 Mal secco : distribuzione geografica Pathogen: Deuterophoma tracheiphila Petri Hosts: on Citrus segnalazione NON confermata Sono esenti importanti aree agrumicole, come le Americhe, l Oceania, l Asia orientale, il Sud-Africa.
4 Mal secco : distribuzione geografica in Italia Oggi la malattia è segnalata in tutte le aree agrumicole del sud-italia, Sardegna compresa, e in Liguria. Distribuzione delle aree agrumicole nell Italia meridionale e data delle prime segnalazioni di mal secco
5 Particolarmente devastante su limone, la malattia interessa i seguenti generi: Citrus Fortunella Poncirus Fortunella hindsii Poncirus trifoliata Severinia Severinia buxifolia
6 Gli ospiti maggiormente suscettibili del mal secco, oltre al limone (specialmente la cv. Femminello), sono: il cedro (Citrus medica) il bergamotto (C. bergamia) la limetta (C. latifolia) In condizioni naturali, arancio dolce (C. sinensis), pompelmo (C. paradisi) mandarino (C. deliciosa) e clementine (C. clementina) sono considerati dotati di buoni livelli di tolleranza. Il portinnesto arancio amaro (C. aurantium) è molto suscettibile.
7 La risposta degli agrumi alle infezioni naturali di mal secco dipende da diversi fattori, quali l età della pianta (la suscettibilità diminuisce nel tempo) e la eventuale presenza di ferite (es. grandine, danni da freddo). Il rischio mal secco ha di fatto portato alla cessazione della pratica della produzione dei limoni rifiorenti, o verdelli (*) Il commercio di piante di agrumi dall Italia verso Paesi nei quale la malattia non è presente non è consentito. (*) Interruzione dell irrigazione per 2-3 mesi in estate, sino all appassimento; quindi abbondante disponibilità di acqua e di fertilizzanti azotati, che induce una seconda fioritura in Agosto, con conseguente maturazione dei frutti nell estate successiva, quando i limoni sul mercato sono scarsi.
8 Il patogeno (conidi e micelio) penetra attraverso qualsiasi ferita, in ogni organo (dalle radici ai rametti). E stata ipotizzata (ma non confermata) anche la via stomatica. Il rischio di trasmissione mediante frutti infetti è irrilevante (le piante malate perdono i frutti prima della maturazione o, comunque, essi sono non commerciabili).
9 La sindrome lenta prevede ingiallimento, epinastia e caduta delle foglie, con ricaccio di polloni dalle porzioni basali; nel caso di decorso rapido in pochi giorni si ha la completa defogliazione (ma è possibile che il collasso sia talmente veloce da non consentire neppure la differenziazione del tessuto di separazione!)
10 Il decorso cronico porta ad un imbrunimento del legno ( mal nero )
11 I tessuti legnosi raggiunti dalla infezione, osservabili sezionando o scortecciando un ramo malato, presentano una colorazione gialloarancio/salmone (dovuta alla produzione di gomme), che tende a scurirsi.
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14 Boll. R. Staz. Pat. Veg., Roma, 1929, 9:
15 Negli elementi corticali più esterni dei rametti si differenzia un ifenchima lasso, sul quale si sviluppano le fruttificazioni picnidiche ( m), inizialmente sub-sferiche, poi dotate di un collo ostiolato, che producono (picno)conidi ialini, unicellulari, sub.cilindrici, 0,5-1,5x2-4 m, estrusi in cirri biancastri. M Il rametto infetto spesso assume una tonalità cinerea, dovuta al sollevamento dell epidermide da parte dei picnidi, con conseguente infiltrazione di aria. Sezione radiale di un rametto ove si osservano le fruttificazioni picnidiche di Phoma che, previa lacerazione dell epidermide dell ospite, liberano una massa mucosa (M) contenente i conidi.
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17 In aggiunta alle fruttificazioni picnidiche, il patogeno differenzia macroconidi o fialoconidi di tipo ifale, ialini,1,5-3x3-8 m, all apice di elementi fialidiformi (3-6x12-30) m portati liberamente sulle ife. Essi sono prodotti sulla superficie di ferite e all interno dei vasi xilematici. Infine, è prevista una terza forma di moltiplicazione agamica: tallo-conidi (blastoconidi, formati per gemmazione), di forma e dimensioni irregolari, per lo più ovoidali-piriformi, 7-9x15-17 m, che sono convogliati nella linfa ascendente. La diffusione della malattia da una pianta all altra è operata dai picnoconidi e dai macroconidi di tipo ifale, trasportati da pioggia e vento.
18 Il patogeno (conidi e micelio) penetra attraverso qualsiasi ferita, in ogni organo (dalle radici ai rametti). E stata ipotizzata (ma non confermata) anche la via stomatica. E verificato il ruolo di un gruppo di sostanze tossiche, indicate come malseccin complex. Il materiale di propagazione può essere infetto all esterno e all interno, nei vasi xilematici. EPPO (European & Mediterannean Plant Protection Organisation) classifica Deuterophoma tracheiphila come patogeno da quarantena A2 (già presente nel territorio EPPO). E citato da APS tra i fitopatogeni di interesse per la biosicurezza! Il periodo di incubazione è lungo (anche alcuni anni!): l espressione dei sintomi non è un parametro affidabile per la selezione del materiale di propagazione. E fondamentale la diagnosi precoce. Recentemente sono state sviluppate efficaci metodologie basate su RT-PCR.
19 Non esiste alcuna possibilità di curare una pianta infetta. Si può solo intervenire chirurgicamente (almeno 50 cm al di sotto dell imbrunimento del legno). Anche la selezione genetica ha dato scarsi frutti: le cultivar di limone meno suscettibili (es. Monachello) hanno bassa produttività e scarsa qualità commerciale. L unica misura efficace è la prevenzione, a cominciare dalla sanità del materiale. In vivaio, su limone, possono essere consigliati trattamenti anticrittogamici (cuprici o ziram), specie dopo grandinate o episodi di freddo intenso. Sono sconsigliati reimpianti in sostituzione di piante infette, se non almeno dopo un anno.
20 Prevenzione del mal secco Gli attrezzi da potatura possono essere sterilizzati con una soluzione a base di alcool denaturato in acqua (3:1), oppure sodio ipoclorito (varechina) in acqua (1:9), o sali di ammonio quaternari (1 g l -1 ). In alternativa, si può procedere con la fiamma (almeno 2 s). benzalconio cloruro
21 Il decreto di lotta obbligatoria contro il mal secco D.M , in G.U n. 126 Art. 2: periodiche indagini curate dai Servizi Fitosanitari Regionali per individuare agrumeti colpiti; Art. 3: divieto di commercializzazione di piante malate; obbligo di distruzione, con fuoco, delle parti infette o dell intera pianta se irrimediabilmente compromessa; Art. 4: attività di divulgazione delle tecniche di difesa idonee, con particolare riguardo all impiego di varietà resistenti.
22 Produzione mondiale di limoni (2004) N Stato Quantità (1000 t) 1 Messico India Iran Spagna Argentina Brasile USA Cina Italia Turchia Egitto Perù Sudafrica Cile Guatemala Grecia 110 Elementi per una valutazione PRA ( Pest Risk Analysis ) relativa a mal secco e limone Effetti diretti Mortalità piante Riduzione di produzione (quantità e qualità) Costi per l eradicazione Aumento costi produzione Riduzione redditi e occupazione Impatto ambientale trattamenti chimici Perdita valore paesaggistico Effetti indiretti Riduzione export frutti Compromesso il mercato internazionale vivaistico Costi per ricerca e sviluppo Impatto sociale (chiusura aziende)
23 Per saperne di più: Plant Disease, vol. 93, pp , 2009
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