Business Continuity: criticità e best practice
|
|
|
- Lucia Arcuri
- 8 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 Business Continuity: criticità e best practice Workshop CeTIF: la gestione dell operatività bancaria Milano, 13 aprile 2005 Chiara Frigerio, CeTIF - Università Cattolica di Milano 1 Dipartimento di Scienze dell Economia e della Gestione Aziendale
2 Agenda Introduzione 1^ criticità: Rischio operativo e Business Continuity 2^ criticità: Valutazioni di costo/opportunità 3^ criticità: Il ruolo delle tecnologie e dei sistemi Conclusioni
3 Agenda Introduzione 1^ criticità: Rischio operativo e Business Continuity 2^ criticità: Valutazioni di costo/opportunità 3^ criticità: Il ruolo delle tecnologie e dei sistemi Conclusioni
4 Le ragioni per la Business Continuity Introduzione: L evoluzione del concetto di Business Continuity % Protezione degli stakeholder Adeguamenti normativi Probelmi sorti nel passato Relazioni Pubbliche Altro Fonte: Meta Group, 2004
5 Potenzialità della Business Continuity Le criticità della Business Continuity strumento di riduzione e mitigazione del rischio operativo; miglioramento delle competenze e conoscenze aziendali nel tempo; revisione di processo e di prodotto; miglioramento dei rapporti e dei contratti; sviluppo della sicurezza sociale; affidabilità del sistema bancario in caso di evento catastrofico.
6 I rischi della Business Continuity Le criticità della Business Continuity difficoltà di integrazione con la politica della sicurezza ; difficoltà nell individuazione dei processi critici; difficoltà di formazione e governo dei ruoli e delle responsabilità; difficoltà nell esecuzione di test; difficoltà di manutenzione e aggiornamento; creazione di piani troppo complessi; sovrastima - sottostima delle risorse di recovery ; difficoltà di partecipazione dell insieme degli attori del business.
7 Agenda Introduzione 1^ criticità: Rischio operativo e Business Continuity 2^ criticità: Valutazioni di costo/opportunità 3^ criticità: Il ruolo delle tecnologie e dei sistemi Conclusioni
8 1^ criticità: Rischio operativo e Business Continuity Necessità di una convergenza per permettere: - allineamento al business; - mitigazione reale di alcuni rischi operativi; - considerazione da parte del top management delle potenzialità in risparmio di costi di capitale della Business Continuity (investimento e non costo); - un governo unitario del rischio aziendale.
9 Le ragioni della difficile convergenza 1^ criticità: rischio operativo e Business Continuity Business Continuity è orientata a gestire le conseguenze derivanti da un evento di perdita mentre il Risk Management si rivolge alle cause; Business Continuity ha spesso seguito l analisi dei processi (vitali e critici) mentre il Risk Management è orientato all analisi dei dati di perdita; Business Continuity non può contare su dati storici; Business Continuity si limita ad una gestione dei processi critici (stabiliti da Banca d Italia) e delle conseguenze che comportano indisponibilità improvvisa e prolungata di servizio.
10 Best practice per la convergenza 1^ criticità: rischio operativo e Business Continuity definizione di una BIA/analisi di processo/ria comune alla Business Continuity e al Risk Management; realizzazione di modelli di calcolo integrati per la stima della perdita; estensione del perimetro di analisi della Business Continuity; orientamento alle misure preventive anche a livello di continuità operativa.
11 Agenda Introduzione 1^ criticità: Rischio operativo e Business Continuity 2^ criticità: Valutazioni di costo/opportunità 3^ criticità: Il ruolo delle tecnologie e dei sistemi Conclusioni
12 Vantaggi della Business Continuity 2^ criticità: valutazioni costi/opportunità difficoltà di misurazione e stima delle opportunità per assenza di dati storici; individuazione di vantaggi intangibili: consapevolezza dei processi critici (anche a livello di top management); revisione delle procedure di sicurezza IT e dei sistemi; individuazione delle aree di presidio; creazione/consolidamento di immagine della banca o del gruppo; revisione dei rapporti con esterni.
13 I costi della Business Continuity 2^ criticità: valutazioni costi/opportunità Ancora difficilmente misurabili perché: - difficoltà di individuazione delle relazioni tra livello di investimento e grado di presidio; - i costi organizzativi sono molto alti; - la Business Continuity è un processo continuo che varia col business aziendale; - i livelli di presidio della Business Continuity dipendono anche dai fornitori/outsourcer/realtà esterne. Rilevanza dei costi di Business Continuity che riguardano i processi informatici (DR, sicurezza ecc.).
14 Difficoltà nella stima costi/opportunità 2^ criticità: valutazioni costi/opportunità individuazione di priorità di intervento (legate al presidio di situazioni critiche che si verificano in seconda istanza); consapevolezza di una parte di rischio non gestibile con strumenti di Business Continuity. Domanda non gestita Curva dell offerta/disponibilità di servizio dopo evento dannoso Curve delle domande di servizio Tempo
15 Best practice nella stima costi/opportunità 2^ criticità: valutazioni costi/opportunità Individuazione di una metodologia condivisa e oggettiva per la stima delle priorità di intervento; Business Continuity di sistema per alcuni rischi su processi omogenei (cfr. sperimentazione svolta nel 2004 da CeTIF); confronto con misure assicurative di governo del rischio; coordinamento e accentramento della attività di presidio della Business Continuity, anche a livello di impegni di spesa; integrazione dei piani di Business Continuity con quelli di fornitori/realtà esterne con le quali si intrattengono rapporti su processi critici.
16 Agenda Introduzione 1^ criticità: Rischio operativo e Business Continuity 2^ criticità: Valutazioni di costo/opportunità 3^ criticità: Il ruolo delle tecnologie e dei sistemi Conclusioni
17 I processi ICT e la Business Continuity 3^ criticità: il ruolo delle tecnologie e dei sistemi Forte criticità: - le tecnologie e i sistemi sono fonte di rischio operativo (Normativa Basilea II); - nei processi con rilevanza sistemica intenso utilizzo di tecnologie e sistemi informativi; - la consapevolezza delle misure di gestione del rischio tecnologico è un importante veicolo di trasmissione della cultura di Business Continuity. Ma apparentemente consolidata: - adozione di strumenti e procedure per garantire la continuità di processo informatico (Disaster Recovery); - revisione dei contratti di servizio in ottica Business Continuity; - presenza di un rischio accettato (trade off investimenti/ costi).
18 Punti aperti 3^ criticità: il ruolo delle tecnologie e dei sistemi focus sulle misure di prevenzione dei rischi informatici (il DR non è sufficiente); gestione della continuità con riferimento alle competenze e alle risorse umane che si occupano delle aree di ICT; evoluzione di una cultura che da DR diventi di Business Continuity a tutti i livelli aziendali; i piani di Business Continuity (con riferimento all indisponibilità di risorse informatiche e di sistemi) devono: - essere facili da aggiornare e manutenere; - prevedere momenti di test e collaudo frequenti; - prevedere la stima e la valutazione costante delle risorse di recovery; - essere coordinati con i piani dei fornitori/outsourcer; - non essere eccessivamente complessi.
19 Agenda Introduzione 1^ criticità: Rischio operativo e Business Continuity 2^ criticità: Valutazioni di costo/opportunità 3^ criticità: Il ruolo delle tecnologie e dei sistemi Conclusioni
20 Il valore potenziale della Business Continuity Conclusioni da problema dell IT a problema dell organizzazione e del network intra/inter-organizzativo ; da variabile di costo a strumento di business; da utilizzo occasionale a utilizzo sistematico delle tecniche/metodologie di Business Continuity; da strumento per individuazione delle misure di ripristino a strumento di prevenzione; da progetto a programma di Business Continuity.
21 Il Competence Centre CeTIF Basilea II e Business Continuity Fase II Obiettivi principali: 1. indagare rapporto tra rischio operativo e Business Continuity; 2. individuare i processi e modelli organizzativi alternativi a supporto della Business Continuity; 3. valutare i costi e benefici della Business Continuity. Attraverso: - Confronto strutturato tra i partecipanti; - Sperimentazioni sul campo; - Collaborazione e confronto con Organismi Istituzionali.
22 I partecipanti
Il governo del Rischio informatico alla luce delle Nuove Disposizioni di Vigilanza Prudenziale
ATTIVITA DI RICERCA 2014 Il governo del Rischio informatico alla luce delle Nuove Disposizioni di Vigilanza Prudenziale Metodologie, processi e strumenti PROPOSTA DI PARTECIPAZIONE 1 TEMI E MOTIVAZIONI
Osservatorio Strategia, organizzazione e tecnologia nell evoluzione dello sportello bancario Milano, 15 novembre 2004
Osservatorio Strategia, organizzazione e tecnologia nell evoluzione dello sportello bancario Milano, 15 novembre 2004 www.cetif.it Obiettivi dell Osservatorio L Osservatorio intende focalizzare l attenzione
I processi di innovazione
I processi di innovazione CeTIF International Forum Federico Rajola 13 ottobre 2005, Università Cattolica, Milano www.cetif.it Struttura dell intervento Cos è l innovazione Quali i principali tipi di innovazione
ICT Governance nel settore assicurativo: verso l allineamento strategico con il business
ICT Governance nel settore assicurativo: verso l allineamento strategico con il business Federico Rajola, Direttore CeTIF 2 Agenda 1 I trend del settore assicurativo 2 ICT Governance: la prospettiva di
Il sistema di reporting per gli organi di vertice delle compagnie assicurative: gli effetti di Solvency 2 e Regolamento 20 sulla governance
ATTIVITA DI RICERCA 2015 Il sistema di reporting per gli organi di vertice delle compagnie assicurative: gli effetti di Solvency 2 e Regolamento 20 sulla governance PROPOSTA DI ADESIONE 1 TEMI E OBIETTIVI
Incontro art. 106 TUB. Le società fiduciarie al bivio di una decisione
Assosim Incontro art. 106 TUB Le società fiduciarie al bivio di una decisione Fabrizio Tedeschi Chi può decidere? Le società fiduciarie possedute da banche o intermediari italiani, comunitari ed extracomunitari
La Via Cattolica Alla ricerca di nuovi modi di creare valore e di nuovo valore da creare
La Via Cattolica Alla ricerca di nuovi modi di creare valore e di nuovo valore da creare PIANOSTRATEGICO 2007-2010 Assemblea dei soci 2007 Verona, 28 aprile 2007 1 Agenda Il posizionamento strategico I
Data Governance: linee guide operative e tecniche per il governo della qualità dei dati
ATTIVITA DI RICERCA 2015 Data Governance: linee guide operative e tecniche per il governo della qualità dei dati PROPOSTA DI ADESIONE 1 TEMI E MOTIVAZIONI I temi introdotti dalla Circolare 263 in tema
Strumenti e metodi per la Continuità Operativa ed il Disaster Recovery
Strumenti e metodi per la Continuità Operativa ed il Disaster Recovery Contesto Per la Pubblica Amministrazione la Continuità Operativa è un dovere perché: E tenuta ad assicurare la continuità dei propri
ANALISI DEL CONTESTO E DEFINIZIONE DI INTERVENTI A SUPPORTO DELL ORGANIZZAZIONE
ANALISI DEL CONTESTO E DEFINIZIONE DI INTERVENTI A SUPPORTO DELL ORGANIZZAZIONE Direzione Risorse Umane Novembre 2011 AGENDA 1 Valentino Fashion Group Struttura Dimensoni Visione Approccio al progetto
ATTIVITA DI RICERCA 2016 Il valore dell informazione economica e anagrafica al servizio del portafoglio Rami Elementari Programma delle attività
ATTIVITA DI RICERCA 2016 Il valore dell informazione economica e anagrafica al servizio del portafoglio Rami Elementari Programma delle attività 1 Strategia, innovazione e finanza. Questi i tre elementi
Marketing e sostenibilità dell impresa
Marketing e sostenibilità dell impresa Obiettivi conoscitivi Analizzare gli effetti che l economia post-moderna e il marketing hanno indotto sui sistemi economici, ambientali e sociali Individuare le dimensioni
Dall Asset Management e dall Asset Allocation alla Consulenza Globale: evoluzione dell approccio e dei sistemi per la Clientela Private
Dall Asset Management e dall Asset Allocation alla Consulenza Globale: evoluzione dell approccio e dei sistemi per la Clientela Private Giovanni Fermi Responsabile Direzione Organizzazione e Sistemi Banca
AREA C: SISTEMI INTEGRATI
AREA C: SISTEMI INTEGRATI Codice Titolo Ore C01 Formazione in merito al Sistema di Gestione per la Qualità UNI EN 28 ISO 9001 C02 Internal Auditing secondo la linea guida UNI EN ISO 19011:2012 28 C03 Formazione
SOGEI E L AGENZIA DELLE ENTRATE
SOGEI E L AGENZIA DELLE ENTRATE CHI SIAMO Sogei è la società di ICT, a capitale interamente pubblico, partner tecnologico del Ministero dell Economia e delle Finanze italiano. Progettiamo, realizziamo,
Aspetti evolutivi dei sistemi di controllo: l'esperienza di BancoPosta e Poste Italiane
Aspetti evolutivi dei sistemi di controllo: l'esperienza di BancoPosta e Poste Italiane Milano 17 giugno 2008 Roberto Russo Responsabile Revisione Interna BancoPosta Versione:1.0. Premessa 2 L evoluzione
Piano di Miglioramento Prime indicazione in ordine agli effetti sulla spesa degli enti del sistema pubblico provinciale
Piano di Miglioramento Prime indicazione in ordine agli effetti sulla spesa degli enti del sistema pubblico provinciale Provincia Autonoma di Trento Trento, luglio 2012 Piano di miglioramento 2 Deloitte
Alessandro Musumeci Direttore Centrale Sistemi Informativi. Roma, 29 maggio 2013
Alessandro Musumeci Direttore Centrale Sistemi Informativi Roma, 29 maggio 2013 2010: il nuovo contratto di outsourcing Una nuova dimensione Aziendale Circa 62.000 addetti 13 Data Center sul territorio
L orientamento della cultura aziendale verso gli obiettivi di compliance.
L orientamento della cultura aziendale verso gli obiettivi di compliance. La leva della formazione per promuovere una cultura improntata ai principi di onestà, correttezza e rispetto delle norme Carlo
Cybersecurity per la PA: approccio multicompliance Sogei
SOGEI - Società Generale di Informatica SpA ing. Fabio LAZZINI, Responsabile Security Governance & Privacy Cybersecurity per la PA: approccio multicompliance Sogei Relatore ITASEC17 Italian Conference
Alessandra Peverini Milano 19 ottobre 2015 LA NUOVA NORMA ISO 9001:2015 E I RISCHI GESTIONALI
Alessandra Peverini Milano 19 ottobre 2015 LA NUOVA NORMA ISO 9001:2015 E I RISCHI GESTIONALI Le principali novità 1. Le relazioni fra l Organizzazione ed il contesto interno ed esterno 2. Le aspettative
LA FUNZIONE COMPLIANCE DI UNICREDIT
LA FUNZIONE COMPLIANCE DI UNICREDIT Evoluzione e nuove sfide Graziella Capellini, Head of Italy Roma, 11 Novembre 2010 La in UniCredit è A il frutto di una evoluzione B che continua nel tempo C Business
Agile Service Creation Modelli organizzativi e metodologie nello sviluppo di prodotti e servizi innovativi
ATTIVITA DI RICERCA 2015 Agile Service Creation Modelli organizzativi e metodologie nello sviluppo di prodotti e servizi innovativi PROPOSTA DI ADESIONE in collaborazione con 1 TEMI E MOTIVAZIONI Nel pianificare
Coordinamento tra funzioni di controllo
Coordinamento tra funzioni di controllo Opportunità e punti aperti Convegno annuale ABI Fabio Arnaboldi, Head of Country Italy Audit UniCredit Roma, 24 giugno 2015 AGENDA q La Banca come realtà integrata
Programmare e valutare la formazione
Programmare e valutare la formazione Il Laboratorio del Dipartimento della Funzione Pubblica Ezio Lattanzio La qualità della formazione per la pubblica amministrazione. Verso standard condivisi tra pubblico
PA Open Community 2020 La cooperazione per l ammodernamento della Pubblica Amministrazione e del mercato
PA Open Community 2020 La cooperazione per l ammodernamento della Pubblica Amministrazione e del mercato Comitato di Sorveglianza, Roma, 20 Maggio 2016 Lo sviluppo dell egovernment: lo stato dell arte
GRUPPO DI LAVORO FORMAZIONE
GRUPPO DI LAVORO FORMAZIONE La valutazione dei bisogni formativi Genova, 26 Gennaio 2009 1 SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE SISTEMA ECM Documenti normativi Diretta correlazione Eccellenza del servizio Elevato
SERVICE MANAGEMENT E ITIL
IT governance & management Executive program VI EDIZIONE / FEBBRAIO - GIUGNO 2017 PERCHÉ QUESTO PROGRAMMA Nell odierno scenario competitivo l ICT si pone come un fattore abilitante dei servizi di business
Performance Delivered: il cruscotto direzionale implementato nell azienda sanitaria. 5 Convegno Nazionale. Federico Lega, Università Bocconi
Performance Delivered: il cruscotto direzionale implementato nell azienda sanitaria Federico Lega, Università Bocconi 5 Convegno Nazionale Milano, 23 maggio 2016 1 Agenda Il punto di partenza: il cruscotto
Banca Popolare di Milano
Banca Popolare di Milano Dott.ssa Paola Sassi Responsabile Staff Tecnico Direzione Controlli Tecnico Operativi PRESENTAZIONE L'approccio metodologico in Banca Popolare di Milano MILANO, 15 GIUGNO 2005
Internal Audit e Compliance in Banca Intesa
Internal Audit e Compliance in Banca Intesa RENATO DALLA RIVA Responsabile Direzione Auditing Interno Workshop CeTIF 15 giugno 2006 La presentazione è stata realizzata da Banca Intesa ed è riservata esclusivamente
La Gestione dei Sinistri per i Rami Elementari:
ATTIVITA DI RICERCA 2016 La Gestione dei Sinistri per i Rami Elementari: Innovazioni Tecnologiche, di Processo e Gestione delle Frodi PROPOSTA DI ADESIONE 1 TEMI E MOTIVAZIONI Le compagnie assicurative
Percorso di Alta Formazione «DIGITAL MANAGEMENT & BIG DATA NELLE ISTITUZIONI FINANZIARIE» Kick off 10 giugno 2016
Percorso di Alta Formazione «DIGITAL MANAGEMENT & BIG DATA NELLE ISTITUZIONI FINANZIARIE» Kick off 10 giugno 2016 1 Chi siamo Gli elementi fondanti del CeTIF: Strategia Finanza Innovazione CeTIF dal 1990
Assicurazioni Generali S.p.A. La presentazione è stata realizzata da Assicurazioni Generali ed è riservata esclusivamente ai soci CeTIF.
GRUPPO GENERALI L evoluzione del sistema dei controlli verso una gestione integrata dei rischi Assicurazioni Generali S.p.A. La presentazione è stata realizzata da Assicurazioni Generali ed è riservata
Cyber Security LA COMPLIANCE CON LE NUOVE RICHIESTE DELLA CIRCOLARE FINMA 2008/21
Cyber Security LA COMPLIANCE CON LE NUOVE RICHIESTE DELLA CIRCOLARE FINMA 2008/21 Il supporto di Advanction in risposta alle nuove richieste della Normativa finalizzate a migliorare la sorveglianza e la
Percorso professionalizzante Risk management in banca
www.abiformazione.it Percorso professionalizzante Risk management in banca Risk management / Corsi Professionalizzanti La capacità di individuare, valutare e gestire i rischi sottesi al business bancario
Il Centro di Riferimento Regionale sulle Criticità Relazionali: un opportunità per le Aziende Sanitarie della Regione Toscana
Il Centro di Riferimento Regionale sulle Criticità Relazionali: un opportunità per le Aziende Sanitarie della Regione Toscana II Convegno Nazionale Medico Cura Te Stesso Milano 4 e 5 Marzo 2011 Il CRCR
Operations Management Team
Operations Management Team www.omteam.it 1 OPERATIONS MANAGEMENT TEAM: un approccio scientifico per soluzioni pratiche Process Analysis & Improvement www.omteam.it 2 L Operations Management Team Nasce
La valutazione delle posizioni al Politecnico di Milano
Scuola di Management per le Università, gli Enti di ricerca e le Istituzioni Scolastiche La valutazione delle posizioni al Politecnico di Milano Dott. Responsabile Servizio Organizzazione e Sviluppo Struttura
IBM - IT Service Management 1
IBM - IT Service 1 IBM - IT Service 2 L IT si trasforma e richiede un modello operativo orientato ai Servizi IT Centro di Costo Operations Governance & CRM CRM IT - Azienda Strategy Organization Financial
Percorso professionalizzante Risk management in banca
www.abiformazione.it Percorso professionalizzante Risk management in banca Risk management / Percorso professionalizzante La capacità di individuare, valutare e gestire i rischi sottesi al business bancario
L'equilibrio finanziario e patrimoniale delle banche italiane
L'equilibrio finanziario e patrimoniale delle banche italiane Workshop CeTIF Risk Management e pianificazione strategica verso Basilea III: credito, liquidità e patrimonio Francesco Romito Ispettorato
Il sistema integrato: Accreditamento, Risk Management e HTA
e Il sistema integrato: Accreditamento, Risk Management e HTA Il modello della Agenzia Sanitaria Sociale Regionale dell Emilia-Romagna Bressanone 6 febbraio 2010 1 Come garantire una buona qualita della
I CONTROLLI A DISTANZA L esperienza della BANCA POPOLARE DI SONDRIO. La partecipazione al progetto, la scelta di adottare SCD e l implementazione
I CONTROLLI A DISTANZA L esperienza della BANCA POPOLARE DI SONDRIO La partecipazione al progetto, la scelta di adottare SCD e l implementazione 1 Premessa Le verifiche a distanza rappresentano una tessera
La funzione di Internal AUDIT e le attese dei suoi Stakeholders
La funzione di Internal AUDIT e le attese dei suoi Stakeholders Ettore Corsi Responsabile Internal Audit Gruppo Credem Unione Bancaria e Basilea 3 - Risk e Supervision, 21 Giugno 2016 La funzione AUDIT
Compliance e Business L evoluzione della Compliance in BNL: esperienze operative in un contesto internazionale
Compliance e Business L evoluzione della Compliance in BNL: esperienze operative in un contesto internazionale Paola Sassi Responsabile Compliance BNL BC Gruppo BNP Paribas Direzione Compliance Vice Presidente
L impatto della ISO 9001:2015 sulla privacy
L impatto della ISO 9001:2015 sulla privacy Roma - Privacy Day 2015 21 ottobre 2015 Monica Perego TÜV SÜD Italia Slide 1 Presentazione La UNI EN ISO 9001:2015 è stata pubblicata a settembre 2015 I punti
MEGA Process Oriented & Risk Driven Solution
MEGA Process Oriented & Risk Driven Solution Solvency 2012 La Roadmap verso la Risk Based Insurance Risk Appetite Framework: una possibile declinazione operativa Agenda dell intervento 5 20 Risk Appetite:
L evoluzione della Compliance in AXA Assicurazioni
L evoluzione della Compliance in AXA Assicurazioni Milano, 23 settembre 2009 1 S.Ciceri Compliance Officer L evoluzione della Compliance in AXA Assicurazioni Agenda 1. Il Gruppo AXA 3 2. La funzione di
La valutazione economica della Prevenzione: spesa o investimento. Prof.ssa Maria Triassi
La valutazione economica della Prevenzione: spesa o investimento Prof.ssa Maria Triassi LA PREVENZIONE Aumenta il livello di salute Risparmio risorse LA PREVENZIONE Aumenta il livello di salute LA CURA
Il Piano di Rafforzamento Amministrativo del Piemonte
fondi strutturali e di investimento europei 2014-2020 FONDO SOCIALE EUROPEO e FONDO EUROPEO SVILUPPO REGIONALE Il Piano di Rafforzamento Amministrativo del Piemonte Luciano Conterno Capo di Gabinetto della
AVV. PROF. MARIO CASELLATO
AVV. PROF. MARIO CASELLATO Mario Casellato è nato a Roma il 18.11.1958 e si è laureato con lode in giurisprudenza presso l Università La Sapienza di Roma; si è specializzato in diritto penale e criminologia
La pianificazione degli interventi ICT e il governo degli investimenti e costi ICT nel Gruppo MPS
IT Governance: tra strategie e tecnologie CETIF La pianificazione degli interventi ICT e il governo degli investimenti e costi ICT nel Gruppo MPS Giovanni Becattini Servizio Tecnologie Banca Monte dei
Relazione Finanziaria Annuale. Terna S.p.A. e Gruppo Terna
2008 Relazione Finanziaria Annuale Terna S.p.A. e Gruppo Terna Terna gestisce la trasmissione di energia in Italia e ne garantisce la sicurezza, la qualità e l economicità nel tempo. Assicura parità di
Comunicazione congiunta Banca d Italia Consob. Oggetto: Processo di valutazione dei beni immobili dei fondi comuni di investimento.
Comunicazione congiunta Banca d Italia Consob Oggetto: Processo di valutazione dei beni immobili dei fondi comuni di investimento. La regolamentazione vigente prevede che, per la valutazione dei beni immobili
Comunicazione congiunta Banca d Italia Consob. Oggetto: Processo di valutazione dei beni immobili dei fondi comuni di investimento.
Comunicazione congiunta Banca d Italia Consob Oggetto: Processo di valutazione dei beni immobili dei fondi comuni di investimento. La regolamentazione vigente prevede che, per la valutazione dei beni immobili
Virtualizzazione Infrastrutture ICT. A chi è rivolto. Vantaggi per il Cliente. Perchè Luganet. Partner Commerciale
Virtualizzazione Infrastrutture ICT - Consulenza specialistica sulla virtualizzazione di infrastrutture - Virtualizzazione dei server e/o dello storage - Implementazione e configurazione infrastrutture
PIANO PER L UTILIZZO DEL TELELAVORO 2013/2015
PIANO PER L UTILIZZO DEL TELELAVORO 2013/2015 OGGETTO E FINALITA L art. 9 comma 7 del D.L. 18.10.2012 n. 179, convertito in Legge 17.12.2012 n. 221, prevede che le amministrazioni pubbliche debbano pubblicare
BANDO PUBBLICO APERTO PER L AMMISSIONE AI SERVIZI DELL INCUBATORE TECNOLOGICO DI FIRENZE E DELL INCUBATORE UNIVERSITARIO FIORENTINO
BANDO PUBBLICO APERTO PER L AMMISSIONE AI SERVIZI DELL INCUBATORE TECNOLOGICO DI FIRENZE E DELL INCUBATORE UNIVERSITARIO FIORENTINO MODELLO DI BUSINESS PLAN 1 Analisi tecnica del Prodotto/Servizio e Identificazione
Life Tech Forum. 6 Aprile 2016
Life Tech Forum 6 Aprile 2016 Sanità digitale L innovazione digitale dei processi sanitari è un passaggio fondamentale per migliorare il rapporto costo-qualità dei servizi sanitari, limitare sprechi e
Torino 10 maggio 2007
Torino 10 maggio 2007 Il gruppo Reply: EOS Reply soluzioni e servizi di outsourcing amministrativo Andrea Bertolini Chief Operating Officer EOS Reply Reply Fondata a Torino nel Giugno 1996, con lo scopo
Mono e pluri Scelte opposte o modelli complementari?
MONO PLURI Mono e pluri Scelte opposte o modelli complementari? Sindacato Nazionale SERVIZIO CLIENTI Agenti di assicurazione Roberto Oddo (Componente Esecutivo Nazionale Sna, Responsabile area formazione)
L area vasta nel Veneto
L area vasta nel Veneto Orientamento dei Progetti di Area Vasta PROCESSO ACQUISTI Le Aree vaste si stanno orientando alla creazione: nel breve termine di modelli di governance di dipartimenti interaziendali
