Dal Project Cycle Management al quadro logico
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- Iolanda Abate
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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BOLOGNA Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione Laboratorio di specializzazione professionale in Scienze dell'educazione permanente e della formazione continua I progetti europei: dal bando al rapporto finale Dal Project Cycle Management al quadro logico 1
2 Project Cycle Management e Quadro Logico Project Cycle Management Definisce le diverse fasi di sviluppo di un progetto, individuando le attività gestionali relative al management e le procedure decisionali necessarie per lo svolgimento del progetto stesso. Quadro Logico Metodologia per la progettazione, la gestione e la valutazione di programmi e progetti orientata a favorire l'approccio per obiettivi. GESTIONE STRATEGICA (dell'organizzazione) PROJECT MANAGEMENT 2
3 Il Project Cycle Management 3
4 LA FORMULAZIONE DI UN PROGETTO: dalla strategia alla valutazione Programmazione Quadro di programmazione all interno del quale i progetti possono essere identificati e preparati Valutazione Identificazione Individuazione dei progetti da studiare. Comprende: consultazione con i beneficiari per analizzarne i problemi e identificare soluzioni possibili. Implementazione Formulazione Sviluppo dell idea progettuale ed analisi della sua fattibilità e sostenibilità. Si decide se stendere una proposta. Finanziamento Presentazione della proposta alle autorità finanziatrici. Segue valutazione ed eventuale approvazione. 4
5 PRIMO STEP: IDENTIFICARE ED ESPRIMERE I PROBLEMI Situazione che non piace e che si vuole cambiare Un problema va espresso: Concretamente Fatti non Sensazioni SI Il tasso di disoccupazione è alto, è al 15% NO Non c'è lavoro In modo chiaro e comprensibile Specifico La disoccupazione è in crescita da 3 anni La disoccupazione colpisce più le donne rispetto agli uomini e le zone montane La disoccupazione è alta da tre anni e quest'anno ha registrato il tasso più alto La disoccupazione è un problema generale che riguarda tutti 5
6 ANALISI DEI PROBLEMI Causa Causa Causa cause effetto Causa Causa 6
7 L'ALBERO DEI PROBLEMI 7
8 SECONDO STEP: ESPRIMERE GLI OBIETTIVI UN OBIETTIVO DEVE ESSERE: Possibile e ragionevole da raggiungere in un periodo determinato. Misurabile. Un punto di arrivo, non un processo. Desiderabile da parte degli stakeholder. Espresso in positivo, senza le negatività del problema. 8
9 LA LOGICA SMART OBIETTIVO Specific (Specifico) Measurable (Misurabile) Achievable (Raggiungibile) Realistic (Realistico) Timed (Tempificabile, definiti i tempi) 9
10 L'ALBERO DEGLI OBIETTIVI 10
11 TERZO STEP: INDIVIDUARE LE STRATEGIE CLUSTERING: Raggruppare per omogeneità di intervento SCOPING: Definire quali strategie attivare nel progetto 11
12 UN CLUSTER DI STRATEGIE 12
13 LE STRATEGIE: SCOPING Scelta delle strategie di progetto 4 CRITERI DI SCELTA: EFFICACIA: quali strategie hanno il maggior impatto sull obiettivo strategico? TEMPO: quali strategie sono più realizzabili nel breve periodo? RISORSE FINANZIARIE: quali strategie richiedono il minor investimento e sono compatibili con le risorse finanziarie a disposizione del progetto? OPPORTUNITÀ: quali strategie aprono maggiori opportunità per il futuro? Quanto si è disposti ad investire per la realizzazione del progetto? 13
14 Il Quadro Logico 14
15 Il Quadro Logico: la struttura 1.Presentazione dell'iniziativa 2.Analisi del contesto 3.Strategie di intervento 4.Realizzazione dell'intervento 5.Valutazione e monitoraggio 6.Disseminazione 7.Budget 8.Fattibilità e sostenibilità 15
16 1. Presentazione dell'iniziativa titolo del progetto località d intervento durata prevista attori/beneficiari/partners descrizione generale dell iniziativa schema logico dell intervento prospetto dei costi 16
17 2. Analisi del contesto / 1 Emersione dei BISOGNI del contesto territoriale oggetto dell intervento. (Il bisogno diventa poi obiettivo e risultato). Analisi dettagliata del contesto in cui si vuole intervenire (può essere condotta su basi statistiche, economiche, legislative, documentali, etc., individuare problemi). Vincoli e opportunità ai quali l azione progettuale dovrà indirizzarsi. Problemi da risolvere che interessano la situazione. 17
18 2. Analisi del contesto / 2 Dimostrare la coerenza del progetto con: Le politiche di riferimento (es. Europa 2020); Gli obiettivi del programma e del bando specifico; Le caratteristiche della comunità di riferimento; I progetti in essere o già realizzati nel medesimo contesto; Gli obiettivi e la mission dei partner coinvolti; Le esperienze già maturate nel settore di intervento. 18
19 3. Strategie di intervento / 1 Obiettivo generale: identifica i benefici sociali e/o economici di lungo termine che il progetto sarà in grado di garantire all intera collettività di riferimento e non soltanto ai diretti beneficiari dello stesso. Obiettivi specifici: rappresentano i vantaggi, in termini di miglioramento, delle condizioni socio-economiche di vita che i diretti beneficiari del progetto otterranno dalla attuazione dei servizi realizzati. 19
20 3. Strategie di intervento / 2 Risultati attesi: rappresentano i servizi o beni, espressi numericamente, che i beneficiari riceveranno grazie alle attività realizzate dal progetto. Attività/azioni: sono le azioni che saranno realizzate nell ambito del progetto per raggiungere i risultati: le attività conducono ai risultati che a loro volta portano allo scopo del progetto. 20
21 4. Realizzazione dell'intervento / 1 Metodologie specifiche d intervento: consistono nell identificazione del piano di azione/esecuzione che permette di raggiungere gli obiettivi. Mezzi e risorse: sono le risorse umane e materiali che sono necessari per portare a termine le attività pianificate e gestire il progetto. Cronogramma: rappresenta la scansione in termini di tempo,cioè il calendario delle attività. 21
22 4. Realizzazione dell'intervento / 2 Suddividere le attività del progetto in work packages, ovvero in unità di prodotto autonome che concorrono alla realizzazione di uno o più obiettivi specifici del progetto (si possono definire anche fasi) INPUT Inizio Durata Fine ATTIVITÀ Risorse Responsabile OUTPUT 22
23 4. Realizzazione dell'intervento / 3 23
24 5. Valutazione e monitoraggio / 1 Monitoraggio: : raccogliere dati (Che ore sono? Le 12,20 A che ora partiva il treno? Alle 12.05) Audit: : giudizio rispetto a un risultato atteso (Hai perso il treno) Valutazione: : interpretare i dati per migliorare e per apprendere (Hai perso il treno perché - La prossima volta potresti...) 24
25 5. Valutazione e monitoraggio / 2 Valutazione ex ante: deve essere svolta nella fase preliminare dell idea progettuale. Serve per capire la validità del progetto in termini di efficacia e di efficienza, nonché a stilare una puntuale valutazione iniziale della situazione di partenza che emerge dalle esigenze dei soggetti coinvolti. Monitoraggio e Valutazione in itinere: è il meccanismo chiave mediante cui è possibile avere un continuo feedback che consente di rimodulare, modificare o rettificare il sistema progettuale, nel caso in cui venissero rilevate incongruenze. Audit e Valutazione ex post: viene svolta alla fine del progetto e serve per verificare il raggiungimento degli obiettivi previsti dal progetto e per definire le ipotesi di miglioramento. 25
26 6. Disseminazione Garantire la massima visibilità al progetto: Identificazione del target; Esperienza pregressa; Piano di comunicazione; Attività di comunicazione e promozione; Uso dei risultati di progetto. 26
27 7. Budget LE REGOLE FONDAMENTALI DEL BUDGET TRASPARENZA: ogni voce di costo deve indicare la tipologia della spesa prevista, i parametri che ne determinano l ammontare complessivo e chi sosterrà questo costo; REALISMO: per la stima di ogni singola spesa è bene considerare i prezzi reali di mercato per evitare di sovrastimare o sottostimare i costi; PRUDENZA: il budget deve permettere un certo margine di sicurezza, per evitare che nella fase di realizzazione del progetto, spese eccedenti, non previste o stimate in difetto, mettano a rischio il progetto per mancanza di fondi; EFFICIENZA ECONOMICA: deve sempre assicurare il miglior impiego delle risorse economiche a disposizione; SOSTENIBILITÀ ECONOMICA: il budget deve prevedere il pareggio tra costi e ricavi. Il budget non può essere passivo perché ciò indica la non sostenibilità economica del progetto. D altro canto, il budget non può essere in attivo perché i progetti non devono produrre profitto; SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA: l organizzazione deve essere in grado di sostenere gli sforzi finanziari connessi al progetto. In particolare, l ammontare del budget del progetto deve essere commisurato alla dimensione del bilancio del promotore. 27
28 8. Fattibilità e sostenibilità Occorre dimostrare che: Il progetto è sostenibile anche nel lungo periodo; Che sono state valutate tutte le condizioni ed i fattori esterni; Il progetto genera impatto positivo sul territorio e la comunità di riferimento; Si possiedono le competenze necessarie per l implementazione. Contenuti: Fattibilità economico-finanziaria; Analisi dei fattori esterni; Analisi di impatto, definito come il cambiamento sostenibile di lungo periodo nelle condizioni delle persone o nell ambiente che l intervento ha contribuito parzialmente a realizzare; Fattibilità tecnica; Valutazione dei rischi. 28
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