Biodinamica corneale e chirurgia customizzata
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- Teresa Caruso
- 8 anni fa
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1 e chirurgia customizzata
2 Generalità Da un punto di vista strutturale, la cornea si comporta come una micro cupola, soggetta ad una pressione uniforme dall interno verso l esterno.
3 Generalità Per lo studio della dinamica corneale al fine di valutare l entità delle deformazioni occorre studiare la interazione fra i seguenti parametri: Diametro Curvatura media Pachimetria Pressione intraoculare Indentazione sclerale Modulo elastoplastico Viscosità
4 Generalità Lo studio della dinamica corneale e delle sue deformazioni può essere espletato tramite un analisi agli elementi finiti in grado di correlare l interazione fra i suddetti parametri. In specifico la chirurgia refrattiva, in quanto chirurgia di natura sottrattiva, comporta sempre una generale riduzione delle capacità di resistenza strutturale della cornea ed un conseguente incremento delle sue deformazioni. Pertanto un intervento di chirurgia refrattiva è strutturalmente ben concepito quando sia tale da contenere le deformazioni da esso necessariamente indotte di ordine irrilevante rispetto allo scopo della chirurgia medesima.
5 Diametro Il parametro di maggior rilievo ai fini di una corretta determinazione della deformazione è il diametro corneale. Difatti la deformazione corneale può essere approssimativamente correlata alla sua quarta potenza. È pertanto necessario conoscere il diametro corneale da limbus a limbus per valutare la rigidezza della struttura corneale. I romani costruivano i loro ponti nei punti in cui le rive dei fiumi erano più prossime!
6 Curvatura La curvatura media della cornea è un parametro anch esso di notevole importanza per la valutazione della dinamica corneale. Pertanto per determinarla è necessario conoscere il profilo corneale da limbus a limbus. È più facile rompere il guscio dell uovo dalla parte più piatta!
7 Spessore Lo spessore gioca anch esso un ruolo di rilievo nella dinamica corneale, seppur meno importante, rispetto al diametro corneale e curvatura media. Difatti la deformazione può essere correlata ad una variazione proporzionale alla terza potenza dello spessore.
8 Pressione Intraoculare La pressione intraoculare gioca un ruolo lineare nella determinazione della deformazione corneale. Ovviamente a pressioni maggiori corrispondono deformazioni maggiori.
9 Indentazione L indentazione sclerale è purtroppo un parametro poco considerato per carenza di dati di valutazione oggettivi. Un eventuale difetto di indentazione sclerale può essere assimilato come una cupola basata su un incastro cedevole. È pertanto intuitivo che un difetto rilevante di indentazione sclerale può causare anche gravi deformazioni corneali.
10 Modulo Elastoplastico Il modulo elastico gioca un ruolo lineare nella determinazione della deformazione corneale. Ovviamente a valori maggiori corrispondono deformazioni minori. La cornea, come tutti i materiali soggetti ad una sollecitazione meccanica, si deforma secondo una legge elasto-plastica, come da seguente diagramma sforzodeformazione. Le deformazioni elastiche rientrano al termine della sollecitazione, mentre quelle plastiche risultano essere permanenti. La cornea tuttavia, data la limitata entità delle sollecitazioni in gioco, rispetto alla sua geometria generalmente rimane sempre in campo elastico. σ fase elastica fase plastica ε
11 Modulo Elastoplastico Tuttavia i fenomeni di viscosità corneale intervengono a complicare lo studio dei processi di deformazione correlati al modulo elastico. La deformazione viscosa è di natura permanente e si manifesta in maniera progressiva al permanere dell azione sollecitante. Un caso tipico di deformazione elasto-plastico-viscosa è il cheratocono. Difatti nel cheratocono su un iniziale area locale di indebolimento del modulo elastico, probabilmente correlato a carenze locali nel crosslinking del collagene si innestano fenomeni viscosi di scorrimento delle fibre di collagene che a loro volta causano una progressiva riduzione locale dello spessore corneale e un ulteriore indebolimento del modulo elastico.
12 Modulo Elastoplastico Sarà pertanto necessario in futuro introdurre sistemi innovativi, quali ad esempio la microscopia Brillouin, in grado di misurare l effettivo valore del modulo elastico e le sue variazioni locali per: studiare le componenti irregolari di deformazioni corneali e predirne la relativa evoluzione valutare gli opportuni processi di irrigidimento locale del modulo elastico, tramite tecniche di crosslinking customizzate, propedeutici all intervento CCR di regolarizzazione corneale. Mappa modulo elastico post-crosslinking pre-crosslinking
13 FEMTO-LASIK Un analisi tenso-deformativa agli elementi finiti, effettuata su un modello standardizzato di cornea, mostra come un taglio intrastromale, in caso di chirurgia femto-lasik, causi un indebolimento della rigidità corneale rispetto ad una chirurgia di superficie, pari ad un fattore compreso tra 2.1 e 2.3. Chirurgia di superficie femto-lasik
14 SMILE Un analisi tenso-deformativa agli elementi finiti, effettuata su un modello standardizzato di cornea, mostra come un taglio intrastromale, in caso di chirurgia con tecnica SMILE, causi un indebolimento della rigidità corneale rispetto ad una chirurgia di superficie, pari ad un fattore compreso tra 1.3 e 1.5. Chirurgia di superficie SMILE
15 Evoluzione e futuro della chirurgia corneale refrattiva e terapeutica Una chirurgia corneale, con finalità refrattive o terapeutiche, deve soddisfare i seguenti requisiti: 1) Customizzare il trattamento per ottimizzare la qualità visiva; 2) Minimizzare l invasività del trattamento; 3) Automatizzare ogni step del processo chirurgico con un loop chiuso.
16 Customizzare il trattamento per ottimizzare la qualità visiva La customizzazione del trattamento laser è finalizzata a ricercare l effetto refrattivo desiderato tramite un processo di regolarizzazione della superficie corneale al fine di mirare non solo alla quantità visiva, pari a 20/20 o più, ma soprattutto ad una migliore qualità visive. È necessario, quindi, evitare di indurre irregolarità che possano causare fenomeni di abbagliamento, aloni, starburst e, più in generale, una perdita della sensibilità al contrasto. MAPPA D ELEVAZIONE ANTERIORE
17 Customizzare il trattamento per ottimizzare la qualità visiva La rilevazione in maniera adeguata delle irregolarità corneali, per mezzo di un apposito tomografo, è necessaria per permettere al laser di rimuoverle; questo implica che l ablazione non sia più pianificata con una semplice tecnica standard o aberrometrica, ma definita come il volume di tessuto che dev essere rimosso dalla superficie anteriore per ottenere la superficie ideale, necessaria ad ottimizzare la qualità visiva.
18 Customizzare il trattamento per ottimizzare la qualità visiva La larghezza della zona di transizione deve essere customizzata in direzione radiale garantendo una pendenza costante e la continuità della curvatura in connessione con la zona ottica, per evitare irregolarità a livello locale. Limite della zona ottica Limite della zona di transizione
19 Minimizzare l invasività del trattamento Una valutazione della dinamica della pupilla, in relazione allo stile di vita del paziente, è necessaria per stabilire, mediante un analisi statistica, la zona ottica ideale del paziente. Questa deve risultare la più contenuta possibile, per minimizzare l invasività del trattamento, non essendo più necessario, grazie alla regolarità della superficie ideale e della relativa transizione, incrementare la zona ottica fino a 6.0 mm o più per evitare problemi diffrattivi al limite della zona ottica.
20 Automatizzare i processi in un loop chiuso L esecuzione di un intervento chirurgico customizzato richiede un alto grado di automatizzazione per garantire la piena indipendenza dall intervento umano, al fine di minimizzare il rischio di errori prima e durante l operazione, nonché di complicazioni postoperatorie o esiti indesiderati. Più specificatamente richiede: 1) Un oggettivo processo di verifica dei dati acquisiti, necessari alla customizzazione dell intervento pianificato; 2) Un processo automatico di esecuzione dell intervento, in grado di assegnare al chirurgo un ruolo prettamente strategico per customizzare l intervento a seconda dei bisogni del paziente; 3) Un controllo a loop chiuso dell intero processo, al fine di verificare gli esiti dell intervento e generare analisi statistiche basate su basi oggettive.
21 Automatizzare i processi in un loop chiuso Automatizzare tutti gli step chirurgici in loop chiuso Il processo 4D
22 Evoluzione e Futuro La chirurgia corneale trans-epiteliale è oggi l unica tecnica in grado di consentire: 1) La customizzazione dei trattamenti a fini refrattivi e terapeutici per ottimizzare la qualità della visione e contestualmente minimizzare l invasività del trattamento; 2) L automazione di ogni step del processo chirurgico con un sistema di controllo a loop chiuso per garantire la congruità fra esito della chirurgia e trattamento pianificato. Tuttavia, la chirurgia trans-epiteliale implica necessariamente che il processo di riepitelizzazione si completi prima che il paziente possa riacquisire una buona qualità della visione. Di conseguenza essa comporta per alcuni giorni, nell immediato post-operatorio, i noti effetti collaterali indesiderati di sensazione di corpo estraneo e visione fluttuante.
23 Evoluzione e Futuro Per questo motivo, l introduzione di un sostituto temporaneo dell epitelio corneale può risultare utile per evitare il dolore postoperatorio della chirurgia trans-epiteliale e migliorare la qualità visiva, controllando il processo di riparazione epiteliale. Il sostituto temporaneo dell epitelio deve essere idealmente un hydrogel autoadesivo, biocompatibile, sterile e trasparente da applicare sulla cornea, subito dopo l intervento, con mezzi adeguati. Esso deve agire da barriera in sostituzione temporanea dell epitelio, fino al completamento del processo di riparazione epiteliale conseguente all intervento chirurgico.
24 Soluzioni Innovative per la Chirurgia Corneale Customizzata Refrattiva e Terapeutica Grazie per l attenzione
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