SARCOPENIA E PAZIENTE ORTOGERIATRICO
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- Alina Ricci
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1 SARCOPENIA E PAZIENTE ORTOGERIATRICO Dirigente Medico U.O. Geriatria e Ortogeriatria Arcispedale Nuovo Sant'Anna di Cona - Ferrara Direttore Dott. Amedeo Zurlo
2 L'INVECCHIAMENTO E' un processo biologico, caratterizzato da cambiamenti che si realizzano nel corso della vita dell'individuo, determinando una sempre minore capacità di adattamento dell'organismo all'ambiente (omeostenosi), una conseguente ridotta probabilità di sopravvivere ed una crescente probabilità di morire, ovvero un'aumentata FRAGILITA' F.Schena 2012
3 LA FRAGILITA' FRAILITY is one of those complex terms that trouble gerontologist with multiple and slippery meanings Kaufman SR. 1994
4 PARADIGMI DELLA FRAGILITA' PARADIGMA BIOMEDICO Fried e Coll. (2004) hanno definito la fragilità come una sindrome fisiologica caratterizzata dalla riduzione delle riserve funzionali e dalla diminuita resistenza agli stressors risultante dal declino cumulativo di sistemi fisiologici multipli che causano vulnerabilità e conseguenze avverse PARADIGMA BIO-PSICO-SOCIALE Gobbens e Coll. (2010) definiscono la fragilità come uno stato dinamico che colpisce un individuo che sperimenta perdite in uno o più domini funzionali (fisico, psichico, sociale), causate dall influenza di più variabili che aumentano il rischio di risultati avversi per la salute
5 ELEMENTI DELLA FRAGILITA'
6 SARCOPENIA DIMENSIONE DELLA FRAGILITA'?
7 SARCOPENIA Sindrome caratterizzata da una perdita di massa e forza muscolare progressiva e generalizzata accompagnata da un aumentato rischio di esiti sfavorevoli come disabilità fisica e ridotta qualità di vita. Report of the European Working Group on Sarcopenia in Older People. ALFONSO J. et al Age and Ageing 2010; 39: La prevalenza clinica della SACOPENIA è stimata tra l'8,8% nelle donne anziane e il 17,5% negli anziani 'old old'
8 SARCOPENIA E FIBRE MUSCOLARI Sgadari 2012
9 SARCOPENIA E NUTRIZIONE
10 SARCOPENIA E OSTEOPOROSI Spassini 2012
11 FRATTURE Circa fratture di femore/anno 75 % nella popolazione femminile 94 % nelle donne +65 anni 90 % conseguente a una caduta 1 % delle cadute determina una frattura femorale
12 CONSEGUENZE DA FRATTURE 5% muore per complicanze in fase acuta 15-20% muore entro il primo anno dall evento 20% rimane con una disabilità deambulatoria permanente 30-40% riacquista autonomia compatibile con le precedenti attività della vita quotidiana
13 L AUMENTATO RISCHIO DI CADUTE E DOVUTO A. Riduzione forza muscolare Disturbi dell equilibrio Ipotensione posturale Ipoglicemia ricorrente Uso di farmaci sedativo-ipnotici Disturbi della vista Barriere architettoniche IPOVITAMINOSI D
14 IL LOOP DELLA SARCOPENIA falls
15 IL FATTORE INATTIVITA' Spassini 2012
16 EFFETTO OSPEDALIZZAZIONE Spassini 2012
17 L'APPROCCIO ORTOGERIATRICO L'ORTOGERIATRIA nasce per migliorare i risultati clinici complessivi nei pazienti in età geriatrica che hanno riportato traumi e lesioni ad arti ed articolazioni. Negli ultimi anni sono stati sviluppati modelli di gestione del paziente ortogeriatrico basati su un approccio globale e multidisciplinare oltre che su una 'cogestione' del paziente da parte di diverse figure professionali: ortopedici e geriatri integrati da altri specialisti, prevalentemente anestesisti e fisiatri.
18 ORTOGERIATRIA: GLI OBIETTIVI Favorire la mobilizzazione e la riattivazione motoria Diagnosi e cura delle complicanze mediche o delle riacutizzazioni di comorbidità Cura delle malattie acute intercorrenti per cui si sospende l intervento chirurgico Progetto personalizzato per ogni paziente alla dimissione (al domicilio o mediante attivazione della rete territoriale)
19 L'ORTOGERIATRIA IN EMILIA ROMAGNA Programma di Ricerca Regione-Università Area 2 Ricerca per il Governo Clinico Research for Clinical Governance Ortogeriatria : modelli per la gestione clinica integrata e per la continuità assistenziale degli anziani con frattura del femore
20 L'ORTOGERIATRIA IN EMILIA ROMAGNA
21 L'ORTOGERIATRIA IN EMILIA ROMAGNA
22 L'ORTOGERIATRIA IN EMILIA ROMAGNA
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31 APPROCCIO TERAPEUTICO
32 ESERCIZIO FISICO L allenamento di forza è l unico in grado di contrastare efficacemente la perdita di massa muscolare, agendo specificamente sulle fibre muscolari di tipo II e producendo risposte anaboliche di adattamento non ottenibili con gli allenamenti aerobici. Diversamente dal lavoro aerobico, gli esercizi muscolari di forza inducono ipertrofia, aumentando forza e potenza contrattile; stimolano, inoltre, la capacità neuro-motoria specifica di reclutamento delle fibre muscolari di tipo II e questo consente un miglioramento dell output muscolare di forza.
33 ALIMENTAZIONE Ci sono opinioni controverse circa il fabbisogno proteico dell anziano, ipotizzando un apporto di sicurezza di circa 1,25 g/kg del peso attuale. Importante anche l apporto calorico in modo che gli AA sono realmente impiegati nella sintesi delle proteine e non come quota calorica. Inoltre l integrazione con AA ramificati (leucina, valina) ha dimostrato un effetto stimolante sulla sintesi proteica muscolare e inibitorio sull esaurimento delle proteine.
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35 Osservazione su circa 700 pazienti. I risultati hanno evidenziato condizioni prefrattura frequenti di disabilità, di comorbidità e di fattori di rischio in gran parte modificabili. Tuttavia è stato soprattutto evidenziato un inadeguato introito di calcio e vitamina D. Emerge pertanto la necessità di promuovere l attività fisica, l educazione alimentare e correggere la carenza di vitamina D.
36 FOCUS STUDIO: LA VITAMINA D
37 L'AZIONE DELLA VITAMINA D
38 VITAMINA D In letteratura ci sono diversi lavori scientifici che dimostrano come ottimizzando i livelli di Vitamina D dopo l evento frattura di femore riduce il rischio di cadute e di rifrattura
39 FOCUS STUDIO: LA VITAMINA D F.Lauretani et all
40 GRAZIE PER L'ATTENZIONE Dott.ssa GIOVANNA CERVATI
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