XLT MANUALE DI ISTRUZIONI
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- Agostina Paoletti
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1 ITALIANO Telescopi Serie Omni XLT MANUALE DI ISTRUZIONI Omni XLT 102 Omni XLT 102ED Omni XLT 120 Omni XLT127 Omni XLT 150 Omni XLT 150R
2 Indice analitico INTRODUZIONE... 4 Avvertenze... 4 ASSEMBLAGGIO... 8 Approntamento del treppiedi... 8 Collegamento della montatura equatoriale... 9 Collegamento del supporto centrale delle gambe Installazione della barra dei contrappesi Installazione dei contrappesi Collegamento delle manopole di controllo del movimento lento (cavi) Collegamento del tubo del telescopio alla montatura Installazione del cannocchiale cercatore Installazione del supporto accessori visivi Installazione del prisma diagonale stellare Installazione degli oculari Spostamento manuale del telescopio Bilanciamento della montatura in Ascensione Retta (A.R.) Bilanciamento della montatura in DEC Regolazione della montatura Regolazione della montatura in altezza Regolazione della montatura in azimut NOZIONI BASILARI SUL TELESCOPIO Orientamento dell immagine Messa a fuoco Allineamento del cannocchiale cercatore Calcolo dell ingrandimento Determinazione del campo visivo Suggerimenti generali per l osservazione NOZIONI DI BASE DI ASTRONOMIA Il sistema di coordinate celesti Movimento delle stelle Scala della latitudine Centratura della stella polare Come trovare il polo nord celeste (PNC) Allineamento polare nell emisfero meridionale Centratura su Sigma Octantis Come trovare il polo sud celeste (PSC) Metodo della deriva in declinazione per l allineamento polare Allineamento del cerchio graduato di A.R Uso della scala di Vernier per l A.R OSSERVAZIONI CELESTI Osservazione della luna Suggerimenti per l osservazione lunare Osservazione dei pianeti Osservazione del sole Suggerimenti per l osservazione solare Osservazione di oggetti del cielo profondo Condizioni di visibilità
3 Limpidezza Illuminazione del cielo Visibilità Uso dello stop di apertura del cappuccio della lente con i telescopi rifrattori ASTROFOTOGRAFIA Fotografia "piggyback" Fotografia a fuoco primario a breve tempo di esposizione per telescopi rifrattori e di Newton Fotografia a fuoco primario a breve tempo di esposizione per telescopi Schmidt-Cassegrain Proiezione dell oculare per un telescopio Schmidt-Cassegrain Fotografia a fuoco primario a lungo tempo di esposizione Fotografia planetaria e lunare con speciali dispositivi per la creazione di immagini Creazione di immagini CCD per oggetti del cielo profondo Fotografia terrestre Misurazioni Riduzione della vibrazione MANUTENZIONE DEL TELESCOPIO Cura e pulizia dell ottica Collimazione dei telescopi rifrattori Collimazione di un telescopio Schmidt-Cassegrain Collimazione di un telescopio di Newton ACCESSORI OPZIONALI APPENDICE A SPECIFICHE TECNICHE APPENDICE B - GLOSSARIO DEI TERMINI MAPPE STELLARI GARANZIA BIENNALE DI CELESTRON
4 Congratulazioni per il vostro acquisto di un telescopio della Serie Omni XLT. La serie di telescopi Omni XLT presenta svariati modelli diversi: rifrattore da 102 mm, rifrattore ED da 102 mm, rifrattore da 120 mm, rifrattore da 150 mm, telescopio di Newton da 150 mm e telescopio Schmidt-Cassegrain da 127 mm. I telescopi della serie Omni sono realizzati con materiali della più alta qualità per assicurarne la stabilità e la durata, rendendoli telescopi che vi consentiranno di divertirvi per tutta la loro durata utile, con una manutenzione minima. Inoltre, il telescopio Celestron è versatile: le sue funzioni si amplieranno con l approfondirsi del vostro interesse. Questo manuale di istruzioni copre tutti i diversi modelli dei telescopi Omni XLT. Indipendentemente dal livello di competenza iniziale, i telescopi della Serie Omni XLT sveleranno ai vostri occhi e a quelli dei vostri amici tutte le meraviglie dell universo. Ecco alcune delle tante funzioni standard della Serie Omni XLT. Ottica in vetro selezionata e rifinita a mano, per offrire immagini di qualità superiore. Rivestimenti ottici di alta qualità Celestron Starbright XLT, che offrono il massimo contrasto e la più elevata nitidezza dell immagine. Montatura equatoriale per servizio pesante, con un treppiedi in acciaio inossidabile robusto e molto stabile. Cuscinetti a sfere in entrambi gli assi della montatura assicurano prestazioni fluide. CD-ROM "The Sky" (Il cielo) software astronomico che offre all utente informazioni sul cielo e mappe stellari stampabili. Molte altre caratteristiche per alte prestazioni! Le caratteristiche d alta qualità della serie Omni XLT, unite ai leggendari sistemi ottici di Celestron, offrono agli astronomi dilettanti i telescopi più sofisticati e facili da usare oggi disponibili sul mercato. Prima di iniziare il vostro viaggio attraverso l universo, leggete attentamente questo manuale. Potrebbero essere necessarie alcune sedute di osservazione per acquisire dimestichezza con il telescopio: vi consigliamo quindi di tenere a portata di mano questo manuale fino a quando non sarete diventati esperti nel funzionamento del vostro dispositivo. Il manuale offre informazioni dettagliate su ogni procedimento, oltre che importanti materiali di riferimento e suggerimenti utili che garantiranno che la vostra esperienza di osservazione sia il più semplice e piacevole possibile. Il telescopio è stato concepito per offrirvi anni di osservazioni divertenti e gratificanti. Prima di usare il telescopio, occorre tuttavia prendere in considerazione alcune avvertenze che assicureranno la vostra sicurezza e proteggeranno l apparecchiatura. Avvertenze Non guardate mai direttamente il sole ad occhio nudo né con il telescopio (a meno che non disponiate dell'apposito filtro solare), onde evitare danni permanenti e irreversibili agli occhi. Non usate mai il telescopio per proiettare un immagine del sole su qualsiasi superficie. Un surriscaldamento interno può danneggiare il telescopio e qualsiasi accessorio ad esso collegato. Non usate mai un filtro solare per oculare né un prisma di Herschel. Il surriscaldamento interno del telescopio può causare l incrinatura o la rottura di questi dispositivi, permettendo alla luce solare non filtrata di penetrare e raggiungere l occhio. Non lasciate mai il telescopio senza supervisione, sia quando sono presenti bambini che quando sono presenti adulti che potrebbero non conoscere le giuste procedure operative del telescopio
5 Figura 1-1 Telescopio rifrattore Omni XLT 102 (I telescopi rifrattori Omni XLT 102ED, Omni XLT 120 ed Omni XLT 150R sono simili) Tubo ottico Anelli del tubo Cannocchiale cercatore Oculare Montatura equatoriale Vite di regolazione della latitudine Treppiedi in acciaio da 4,45 cm (1,75 poll.) Vassoio portaccessori / Supporto delle gambe Contrappesi Barra dei contrappesi Barra di scorrimento a coda di rondine Copri-obiettivo -5-
6 Figura 1-2 Telescopio di Newton Omni XLT Cannocchiale cercatore 7. Treppiedi in acciaio da 4,45 cm (1,75 poll.) 2. Staffa del cannocchiale cercatore 8. Vassoio portaccessori / Supporto delle gambe 3. Focalizzatore 9. Contrappesi 4. Oculare 10. Barra dei contrappesi 5. Anelli del tubo 11. Barra di scorrimento a coda di rondine 6. Montatura equatoriale 12. Tubo ottico - 6 -
7 Figura 1-3 Telescopio Schmidt-Cassegrain Omni XLT Tubo ottico Cannocchiale cercatore Staffa del cannocchiale cercatore Montatura equatoriale Scala della latitudine Vassoio portaccessori / Supporto delle gambe Treppiedi in acciaio da 4,45 cm (1,75 poll.) Contrappesi Barra dei contrappesi Cerchio graduato di declinazione Barra di scorrimento a coda di rondine Lente correttrice di Schmidt
8 Questa sezione descrive le istruzioni di assemblaggio del telescopio Celestron Omni XLT. La montatura equatoriale è esattamente la stessa in tutti i modelli di telescopio Omni, mentre i tubi ottici presentano alcune differenze che verranno descritte. Il telescopio Omni deve essere approntato per la prima volta all interno, in modo che sia più facile identificare le sue varie parti e imparare la corretta procedura di assemblaggio prima di avventurarsi all esterno. Ogni telescopio Omni viene spedito in due scatole. Una scatola contiene il treppiedi, il vassoio portaccessori/supporto delle gambe del treppiedi, la montatura equatoriale, la barra dei contrappesi, due contrappesi, la manopola dell A.R., la manopola della declinazione, l asse polare, il cappuccio polare ed un cacciavite Phillips. La seconda scatola contiene il gruppo del tubo ottico del telescopio, il cannocchiale cercatore con la sua staffa, l oculare e gli altri accessori standard specifici del modello in dotazione. Approntamento del treppiedi Estrarre il treppiedi dalla scatola che lo contiene (Figura 2-1). Il treppiedi Omni presenta un supporto centrale delle gambe/vassoio portaccessori tutto in metallo che offre un supporto estremamente solido alla montatura. Il treppiedi arriva completamente assemblato con una piastra metallica, chiamata testa del treppiedi, che tiene le gambe del treppiedi unite alla loro sommità. Dispone inoltre di un asta centrale che si allunga verso il basso dalla testa del treppiedi e che collega al treppiedi la montatura equatoriale. Per approntare il treppiedi, procedere nel modo seguente. 1. Mettere il treppiedi in posizione verticale e allargarne le gambe fino ad estenderle completamente. Il treppiedi starà ora in piedi da solo (Figura 2-2). Una volta approntato il treppiedi, se ne può regolare l altezza. 2. Allentare la leva (girarla in senso antiorario) sul morsetto della gamba, in modo da poter regolare la gamba stessa (Figura 2-3). 3. Far scivolare la porzione centrale della gamba del treppiedi, allontanandola dalla testa del treppiedi fino a quando non raggiunge l altezza desiderata. 4. Serrare le leve (girarle in senso orario) su ciascun morsetto delle gambe per fissare le gambe in posizione. 5. L altezza standard del treppiedi è di 83,8 cm (33 pollici), ma il treppiedi può essere allungato fino ad un altezza massima di 119,3 cm (47 pollici). Tenere presente che l altezza alla quale il treppiedi risulterà più rigido e stabile sarà l altezza minima. Figura 2-1 Figura 2-2 Figura
9 Collegamento della montatura equatoriale La montatura equatoriale permette di inclinare l asse di rotazione del telescopio in modo da poter inseguire il movimento delle stelle nel cielo. La montatura Omni è una montatura equatoriale alla tedesca che si fissa alla testa del treppiedi. Su un lato della testa del treppiedi si trova una spina di allineamento metallica per allineare la montatura. Questo lato del treppiedi dovrà essere rivolto verso nord quando si esegue l approntamento per una sessione di osservazione astronomica. Per fissare la testa della montatura equatoriale, procedere nel modo seguente. 1. Individuare le viti di regolazione dell azimut sulla montatura equatoriale (vedere la Figura 2-4). 2. Far retrarre le viti in modo che non sporgano più nella zona di alloggiamento dell azimut sulla montatura. NON rimuovere le viti, in quanto saranno necessarie successivamente per eseguire l allineamento polare. 3. Tenere la montatura equatoriale sopra la testa del treppiedi in modo che l alloggiamento dell azimut si trovi sopra la spina metallica. 4. Disporre la montatura equatoriale sulla testa del treppiedi in modo che le due superfici siano a filo. La posizione corretta si avrà quando le viti di latitudine anteriori si trovano direttamente sopra la "N" sul treppiedi. Per centrare la posizione delle viti di latitudine sopra la "N" si può ruotare leggermente la montatura girando le viti di latitudine. Quando sono centrate, serrare le viti di regolazione dell azimut. 5. Serrare la manopola di montaggio (fissata all asta centrale) sulla parte inferiore della testa del treppiedi per bloccare bene in posizione la montatura equatoriale. Testa del treppiedi Montatura equatoriale Spina di allineamento Manopola di montaggio Figura 2-5 Viti di regolazione dell azimut Figura
10 Collegamento del supporto centrale delle gambe Treppiedi Manopola di montaggio Asta centrale Vassoio portaccessori Manopola del vassoio portaccessori Figura Togliere dall asta centrale la manopola e la rondella del vassoio portaccessori. 2. Far scivolare il vassoio portaccessori sopra l asta centrale in modo che ciascun braccio del vassoio spinga contro l interno delle gambe del treppiedi. 3. Avvitare la manopola del vassoio portaccessori sull asta centrale e serrarla. Installazione della barra dei contrappesi Per bilanciare correttamente il telescopio, la montatura ha in dotazione una barra dei contrappesi e due contrappesi. Per installare la barra dei contrappesi, procedere nel modo seguente. 1. Rimuovere la vite di sicurezza del contrappeso dalla barra dei contrappesi (dalla parte opposta dell estremità filettata). 2. Avvitare la barra dei contrappesi attraverso il dado di bloccaggio della barra stessa. 3. Individuare l apertura nella montatura equatoriale sull asse di DEC. 4. Avvitare la barra dei contrappesi nell apertura fino a quando non risulta ben fissa. 5. Per ulteriore supporto, serrare completamente il dado di bloccaggio della barra dei contrappesi (vedere la Figura 2-7). Una volta che la barra sia fissata bene in posizione, si è pronti a collegare i contrappesi. Dado di bloccaggio della barra dei contrappesi Vite di bloccaggio dei contrappesi Contrappesi Vite di sicurezza Barra dei contrappesi Figura
11 Poiché il telescopio completamente assemblato può essere piuttosto pesante, posizionare la montatura in modo che l asse polare sia rivolto verso il nord prima di fissare il gruppo del tubo ed i contrappesi. Così facendo, la procedura di allineamento polare risulterà molto più facile. Installazione dei contrappesi Ogni montatura Omni ha in dotazione due contrappesi (uno pesa 3,2 kg/7 libbre e l altro pesa 1,8 kg/4 libbre). Per installare i contrappesi, procedere nel modo seguente. 1. Orientare la montatura in modo che la barra dei contrappesi sia rivolta verso il suolo. 2. Allentare la vite di bloccaggio sul lato dei contrappesi (non importa quale contrappeso si collega per primo) in modo che i filetti non sporgano attraverso il foro centrale del contrappeso. 3. Far scivolare il contrappeso sull albero (vedere la Figura 2-7). 4. Serrare la vite di bloccaggio sul lato del peso per tenere in posizione il contrappeso. 5. Far scivolare il secondo contrappeso sull albero e serrarlo come nel procedimento N Rimettere a posto la vite di sicurezza dei contrappesi. Collegamento delle manopole di controllo del movimento lento (cavi) La montatura Omni ha in dotazione due manopole (cavi) di controllo del movimento lento che permettono all utente di apportare piccole regolazioni (dette micrometriche) al telescopio, sia in A.R. che in declinazione. Per installare le manopole, procedere nel modo seguente. 1. Individuare le due manopole (una è più lunga dell altra, ed è per l asse di A.R.). Assicurarsi che la vite su ciascuna manopola non sporga attraverso l apertura dell albero della manopola. Usare il cacciavite Phillips in dotazione. 2. Allineare l area piatta sulla porzione interna della manopola per il movimento lento in A.R. con l area piatta sull asse di A.R. 3. Far scivolare la manopola per movimento lento in A.R. sull asse di A.R. Notare che ci sono due assi di A.R., uno su ciascun lato della montatura. Non importa quale asse si usa, poiché entrambi funzionano allo stesso modo. Usare quello che si considera più comodo. Se dopo alcune sessioni di osservazione si constata che la manopola per movimento lento in A.R. risulta più accessibile dall altra parte, installarla di nuovo sul lato opposto. 4. Serrare la vite sulla manopola per A.R. per tenerla ben fissa in posizione. Asse di declinazione Asse di A.R. Manopola di declinazione Manopola di A.R. Figura 2-8a Figura 2-8b
12 5. La manopola per movimento lento in DEC si collega allo stesso modo della manopola per A.R. L asse su cui si fissa la manopola per il movimento lento in DEC. si trova verso la sommità della montatura, subito sotto la piattaforma di montaggio del telescopio. Ancora una volta, si può scegliere fra due assi. Usare l asse che è rivolto verso il terreno. Questo lo rende facile da raggiungere mentre si guarda attraverso il telescopio, un fattore piuttosto importante quando si eseguono le osservazioni, ma ripetiamo che se risulta più comodo usare la manopola in un altra posizione, basta reinstallarla nel punto desiderato. 6. Mettere il cappuccio dell asse polare sull asse polare. Esso rimane in posizione mediante tensione. Collegamento del tubo del telescopio alla montatura Il tubo ottico del telescopio si fissa alla montatura mediante una staffa di montaggio con barra di scorrimento a coda di rondine. Per i telescopi rifrattori e il telescopio di Newton, la staffa di montaggio è la lunga staffa collegata agli anelli del tubo. Per il telescopio Schmidt-Cassegrain, la staffa di montaggio è fissata lungo il fondo del tubo del telescopio. Prima di collegare il tubo ottico, assicurarsi che le manopole di innesto della declinazione e dell ascensione retta (i morsetti) siano ben fissate. Questo garantirà che la montatura non si sposti all improvviso mentre si collega il tubo ottico del telescopio. Per montare il tubo del telescopio, fare quanto segue. 1. Rimuovere la carta protettiva che copre il tubo ottico. Prima di rimuovere la carta, si dovranno rimuovere gli anelli del tubo sui telescopi rifrattori e di Newton. 2. Allentare la manopola di montaggio e la vite di sicurezza di montaggio sul lato della piattaforma di montaggio in modo che non sporgano nella piattaforma di montaggio stessa. 3. Far scivolare la staffa di montaggio a coda di rondine nelle scanalature in cima alla piattaforma di montaggio (vedere la Figura 2-9). 4. Serrare la manopola di montaggio sulla piattaforma di montaggio Omni per tenere in posizione il telescopio. 5. Serrare a mano la vite di sicurezza della piattaforma di montaggio fino a quando la punta non tocca il lato della staffa di montaggio. Staffa di montaggio Piattaforma di montaggio Vite di montaggio del telescopio Anelli del tubo Figura 2-9 Viene mostrato il tubo ottico del telescopio rifrattore. Il fissaggio avviene in modo simile sui telescopi di Newton e Schmidt-Cassegrain. NOTA: non allentare mai nessuna delle manopole sulla montatura o sul tubo del telescopio tranne le manopole per ascensione retta e declinazione
13 Installazione del cannocchiale cercatore Per installare il cannocchiale cercatore sul telescopio, occorre prima montare il cannocchiale cercatore attraverso la sua staffa e poi fissare il tutto al telescopio. Verso la parte posteriore del tubo del telescopio (sui telescopi rifrattori e Schmidt-Cassegrain) e sulla parte anteriore del tubo del telescopio (sul telescopio di Newton) è presente una piccola staffa con una vite di fermo. È qui che va montata la staffa del cannocchiale cercatore. Per installare il cannocchiale cercatore, procedere nel modo seguente. 1. Allentare le viti di regolazione del cannocchiale cercatore in modo che non sporgano nella staffa. Far quindi scivolare l O-ring di gomma sopra l estremità con oculare del cannocchiale cercatore (il lato con il diametro più piccolo) e farlo rotolare verso l alto fino a 2/3 del percorso nella fessura (scanalatura) del cannocchiale cercatore. 2. Inserire l estremità con oculare del cannocchiale cercatore attraverso la parte stretta della staffa, finché l O-ring non risulta premuto saldamente contro il cannocchiale cercatore e contro l interno della staffa. Quando si ferma, tirare verso l esterno la vite di regolazione a molla e continuare a inserire il cannocchiale cercatore finché non risulta all incirca centrato nella staffa. Staffa del cercatore 3. Serrare le due viti di regolazione fino a quando non entrano a contatto con il corpo del cannocchiale cercatore. Cannocchiale cercatore Figura 2-10 Staffa di montaggio Vite di fermo 4. Individuare la staffa di montaggio vicina all estremità frontale (aperta) del telescopio. 5. Allentare la vite di fermo sulla staffa di montaggio del telescopio in modo che non sporga nella staffa. 6. Far scivolare la staffa del cercatore (fissata al cannocchiale cercatore) nella staffa di montaggio del telescopio. 7. La staffa del cannocchiale cercatore scivola dal retro. Il cannocchiale cercatore va orientato in modo che la lente dell obiettivo sia rivolta verso l estremità frontale (aperta) del telescopio. 8. Serrare la vite di fermo della staffa di montaggio per tenere in posizione il cannocchiale cercatore. Per informazioni su come allineare il cannocchiale cercatore, consultare la sezione Nozioni basilari sul telescopio di questo manuale. Installazione del supporto accessori visivi Disponibile solo per i telescopi Schmidt-Cassegrain, il supporto accessori visivi è l accessorio che permette all utente di collegare al telescopio tutti gli accessori visivi. Il telescopio Schmidt-Cassegrain Omni viene di solito spedito con il supporto accessori visivi installato. Nel caso non lo fosse, procedere come segue per installarlo. 1. Rimuovere il coperchio sulla cella posteriore e poi mettere l anello di contatto zigrinato del supporto accessori visivi sopra le filettature della cella posteriore (Fig 2-11). 2. Tenere il supporto accessori visivi con la vite di fermo in una posizione comoda e ruotare l anello di contatto zigrinato in senso orario finché non risulta ben serrato. Una volta eseguito questo procedimento, si è pronti a collegare gli altri accessori, come i prismi diagonali (per i telescopi rifrattori e Schmidt-Cassegrain), gli oculari e così via. Se si desidera rimuovere il supporto accessori visivi, ruotare l anello di contatto zigrinato in senso antiorario fino a liberarlo dalla cella posteriore
14 Installazione del prisma diagonale stellare Il prisma diagonale stellare è un prisma che devia la luce ad un angolo retto rispetto al percorso di luce dei telescopi rifrattori e Schmidt-Cassegrain. Questo permette all utente di eseguire le osservazioni in una posizione più comoda rispetto a quella che si avrebbe guardando direttamente attraverso il telescopio. Per collegare il prisma diagonale stellare sul tubo ottico di un telescopio Schmidt-Cassegrain, procedere come segue. Oculare 1. Retrarre la vite di fermo sul supporto accessori visivi fino a quando la sua punta non sporge più nel diametro interno del supporto stesso (ovvero non lo ostruisce). 2. Far scivolare la porzione cromata del prisma diagonale stellare nel supporto accessori visivi. 3. Serrare la vite di fermo del supporto accessori visivi per tenere in posizione il prisma diagonale stellare. Figura 2-11 Se si desidera cambiare l orientamento del prisma diagonale stellare, allentare la vite di fermo sul supporto accessori visivi fino a quando il prisma non ruota liberamente. Ruotare il prisma diagonale sulla posizione desiderata e serrare la vite di fermo. Telescopi rifrattori Per usare il prisma diagonale stellare sui telescopi rifrattori, inserirlo nell adattatore per oculare da 31,8 mm (1,25 poll.). Installazione degli oculari Prisma diagonale stellare Supporto accessori visivi L oculare è un elemento ottico che ingrandisce l immagine focalizzata dal telescopio. Senza l oculare sarebbe impossibile usare il telescopio visivamente. L oculare si inserisce direttamente nel focalizzatore dei telescopi rifrattori o di Newton oppure nel supporto accessori visivi dei telescopi Schmidt-Cassegrain. Per collegare un oculare, procedere come segue. 1. Allentare la vite di fermo sull adattatore per oculare in modo che non ostruisca il diametro interno del barilotto. 2. Far scivolare la porzione cromata dell oculare nel focalizzatore. 3. Serrare la vite di fermo per tenere in posizione l oculare. Per rimuovere l oculare, allentare la vite di fermo sul focalizzatore e far scivolare fuori l oculare. Si può sostituire l oculare con un altro oculare. Manopola del focalizzatore Vite di tensionamento del focalizzatore Adattatore per oculare da 31,8 mm (1,25 poll.) Figura 2-12 Filettatura adattatore a T Barilotto da 50,8 mm (2 poll.) del focalizzatore Molto spesso sarà più comodo usare un prisma diagonale stellare sui telescopi rifrattori e Schmidt-Cassegrain per la maggior parte delle aree del cielo. Per installare un oculare nel prisma diagonale stellare, procedere come segue. A. Allentare la vite di fermo sul prisma diagonale stellare fino a quando la sua punta non sporge più nel diametro interno dell estremità con oculare del prisma diagonale. B. Far scivolare la porzione cromata dell oculare nel prisma diagonale stellare. C. Serrare la vite di fermo sul prisma diagonale stellare per tenere in posizione l oculare. D. Per rimuovere l oculare, allentare la vite di fermo sul prisma diagonale stellare e far scivolare fuori l oculare. Si può sostituire l oculare con altri oculari opzionali
15 I telescopi rifrattori possono usare oculari e prismi diagonali con un diametro di barilotto da 50,8 mm (2 poll.). Per usare un oculare con barilotto da 50,8 mm (2 poll.), occorre prima rimuovere l adattatore per oculare da 31,8 mm (1,25 poll.). A tal fine, basta allentare le due viti zigrinate cromate situate attorno al barilotto del focalizzatore (vedere la Figura 2-12) e rimuovere l adattatore da 31,8 mm (1,25 poll.). Una volta rimosso tale adattatore, si possono inserire un accessorio o un oculare da 50,8 mm (2 poll.) direttamente nel barilotto del focalizzatore, fissandoli poi con le due viti zigrinate. La lunghezza focale e il diametro del barilotto sono gli elementi di riferimento più comuni dell'oculare. La lunghezza focale di ciascun oculare è stampata sul barilotto dell oculare stesso. Maggiore è la lunghezza focale (ovvero più alto è il numero), più basso sarà l ingrandimento (ovvero la potenza) dell oculare; viceversa, minore è la lunghezza focale (ovvero più piccolo è il numero), più alto sarà l ingrandimento. Di solito, l'utilizzatore impiegherà durante le sue osservazioni una potenza da bassa a moderata. Per ulteriori informazioni su come determinare la potenza, consultare la sezione "Calcolo dell ingrandimento". Spostamento manuale del telescopio Per bilanciare correttamente il telescopio, occorre spostarlo manualmente su varie porzioni del cielo per osservare oggetti diversi. Per apportare regolazioni grossolane, allentare leggermente le manopole di innesto dell A.R. e della DEC e spostare il telescopio nella direzione desiderata. Sia l asse di A.R. che quello di DEC dispongono di leve di bloccaggio per innestare in posizione ciascun asse del telescopio. Per allentare gli innesti sul telescopio, ruotare in senso antiorario le leve di bloccaggio. Bilanciamento della montatura in Ascensione Retta (A.R.) Per eliminare la tensione inutile a carico della montatura, il telescopio va bilanciato adeguatamente attorno all asse polare in A.R. Inoltre, un bilanciamento adeguato è essenziale per l inseguimento accurato delle stelle quando si usa l'azionamento a motore opzionale. Per bilanciare la montatura, effettuare le seguenti operazioni. 1. Rilasciare il morsetto di A.R. (vedere la Figura 2-13) e posizionare il telescopio su un lato della montatura (assicurarsi che la vite della staffa di montaggio sia ben serrata). La barra dei contrappesi si estenderà orizzontalmente sul lato opposto della montatura (vedere la Figura 2-14). 2. Rilasciare il telescopio GRADUALMENTE per vedere in che direzione ruota. 3. Allentare la vite di bloccaggio del contrappeso sul/sui contrappeso/i stesso/i. 4. Spostare il contrappeso (o contrappesi) in una posizione in cui tenga in equilibrio il telescopio (ovvero in modo che il telescopio resti fermo quando viene rilasciato il morsetto di A.R.). 5. Serrare la vite di bloccaggio per tenere in posizione il contrappeso (o contrappesi). Queste sono istruzioni generali per bilanciare il telescopio che riducono la tensione inutile a carico della montatura. Quando si scattano astrofotografie, questo processo di bilanciamento va eseguito per l area specifica verso la quale il telescopio sta puntando. Morsetto di DEC Morsetto di A.R. Figura
16 Bilanciamento della montatura in DEC Il telescopio va bilanciato anche sull asse della declinazione, per impedire eventuali movimenti bruschi quando viene allentato il morsetto di DEC (Fig 2-13). Per bilanciare il telescopio in DEC (tutti i telescopi tranne l SCT), procedere come segue. 1. Rilasciare il morsetto di A.R. e ruotare il telescopio in modo che resti su un lato della montatura (ovvero come descritto nella sezione precedente sul bilanciamento del telescopio in A.R.). 2. Bloccare il morsetto di A.R. per tenere in posizione il telescopio. 3. Rilasciare il morsetto di DEC e ruotare il telescopio finché il tubo non resta parallelo rispetto al terreno (vedere la Figura 2-15). 4. Rilasciare il tubo GRADUALMENTE per vedere in che modo ruota attorno all asse della declinazione. NON LASCIARE ANDARE COMPLETAMENTE IL TUBO DEL TELESCOPIO! 5. Allentare le viti che tengono il tubo del telescopio all interno degli anelli di montaggio e far scivolare il telescopio in avanti o indietro fino a quando non resta stazionario quando il morsetto di DEC viene rilasciato. 6. Serrare bene le viti degli anelli del tubo per tenere in posizione il telescopio. Nota: il telescopio Omni XLT150R è il più difficile da bilanciare a seconda della latitudine, degli accessori usati e della zona del cielo verso la quale il telescopio sta puntando. Occorrerà bilanciarlo nel modo migliore possibile. Figura 2-14 Figura 2-15 Come per il bilanciamento in A.R., queste sono istruzioni generali per bilanciare il telescopio che riducono la tensione inutile a carico della montatura. Quando si scattano astrofotografie, questo processo di bilanciamento va eseguito per l area specifica verso la quale il telescopio sta puntando. Regolazione della montatura Perché un azionamento a motore possa effettuare l inseguimento in modo accurato, l asse di rotazione del telescopio deve essere parallelo all asse di rotazione della Terra, un processo noto come "allineamento polare". L allineamento polare viene raggiunto NON spostando il telescopio in A.R. o in DEC, ma regolando la montatura verticalmente, ovvero in altezza, e orizzontalmente, ovvero in azimut. Questa sezione si limita a descrivere il corretto movimento del telescopio durante il processo di allineamento polare. Il processo effettivo di allineamento polare, che consiste nel rendere l asse di rotazione del telescopio parallelo all asse dalla Terra, viene descritto più tardi in questo manuale, nella sezione "Allineamento polare"
17 Regolazione della montatura in altezza Per aumentare la latitudine dell asse polare, serrare la vite di regolazione della latitudine posteriore e allentare quella anteriore (se necessario). Per diminuire la latitudine dell asse polare, serrare la vite di regolazione della latitudine anteriore e allentare quella posteriore (se necessario). L intervallo di regolazione della latitudine sulla montatura Omni va all incirca da 20 a 60. Si consiglia di apportare sempre le regolazioni finali dell altezza spostando la montatura in direzione opposta a quella della gravità (ovvero usando la vite posteriore di regolazione della latitudine per alzare la montatura). A questo fine, occorre allentare entrambe le viti di regolazione della latitudine e spingere manualmente verso il basso, fino allo spostamento massimo possibile, la parte frontale della montatura. Poi serrare la vite di regolazione posteriore per alzare la montatura fino alla latitudine desiderata. Vite anteriore di regolazione della latitudine Vite di regolazione dell azimut Vite posteriore di regolazione della latitudine Figura 2-16 Regolazione della montatura in azimut Per regolazioni grossolane in azimut, basta sollevare il telescopio e il treppiedi e spostarli. Per apportare regolazioni in azimut precise, procedere come segue. Girare le manopole di regolazione dell azimut situate su ciascun lato della zona di alloggiamento dell azimut (vedere la Fig 2-16). Quando si sta dietro al telescopio, le manopole risultano sulla parte anteriore della montatura. Se si sposta la manopola di regolazione destra in senso orario, si sposta la montatura verso destra. Se si sposta la manopola di regolazione sinistra in senso orario, si sposta la montatura verso sinistra. Entrambe le viti si spostano sul perno situato sulla testa del treppiedi, il che significa che potrebbe essere necessario allentare una vite mentre si serra l altra. La vite che collega la montatura equatoriale al treppiedi potrebbe necessitare di essere allentata leggermente. Tenere presente che la regolazione della montatura viene eseguita solo durante il processo di allineamento polare. Una volta eseguito tale allineamento, la montatura NON deve essere spostata. Il puntamento del telescopio viene eseguito spostando la montatura in ascensione retta e in declinazione, come descritto precedentemente in questo manuale
18 Il telescopio è uno strumento che raccoglie e mette a fuoco la luce. La natura del modello ottico usato determina il modo in cui la luce viene focalizzata. Alcuni telescopi, noti come rifrattori, usano lenti; altri, noti come riflettori (di Newton), usano specchi. C è poi il telescopio Schmidt-Cassegrain, che usa sia specchi che lenti. Ciascun modello ottico viene brevemente descritto qui sotto. Sviluppato agli inizi del 1600, il rifrattore rappresenta il modello più antico di telescopio. Il suo nome deriva dal metodo che impiega per mettere a fuoco i raggi di luce in entrata. Il rifrattore usa una lente per curvare o rifrangere i raggi di luce in entrata: da qui il suo nome (vedere la Figura 3-1). Nei primi modelli venivano usate lenti ad elemento singolo. La lente singola tuttavia agisce come un prisma e scompone la luce nei colori dell arcobaleno, un fenomeno noto come aberrazione cromatica. Per ovviare a questo problema, fu introdotta una lente a due elementi, nota come lente acromatica. Ciascun elemento ha un indice di rifrazione diverso, e questo permette di focalizzare nello stesso punto due lunghezze d onda di luce diverse. La maggior parte delle lenti a due elementi, di solito realizzate con vetro Crown e vetro Flint, sono corrette per la luce rossa e verde. La luce azzurra può ancora essere focalizzata in un punto leggermente diverso. Figura 3-1 Vista in sezione del percorso della luce nel modello ottico a rifrattore Un telescopio riflettore di Newton usa un unico specchio concavo come specchio primario. La luce entra nel tubo viaggiando fino allo specchio situato alla sua estremità posteriore. La luce viene deviata verso avanti nel tubo fino ad un singolo punto, il suo punto focale. Mettendo la testa davanti al telescopio per guardare l immagine con un oculare si impedirebbe il funzionamento del riflettore; pertanto, uno specchio piatto chiamato diagonale intercetta la luce e la riflette verso il lato del tubo, ad angolo retto rispetto ad esso. L oculare viene posizionato in quel punto per facilitare la visualizzazione. Il telescopio riflettore di Newton sostituisce specchi a spesse lenti per raccogliere e focalizzare la luce, ottenendo un potere di raccolta della luce molto superiore considerando il costo del telescopio. Poiché il percorso della luce viene intercettato e riflesso verso il lato del telescopio, si possono avere lunghezze focali che arrivano anche a 1000 mm con un telescopio relativamente piccolo e portatile. Un telescopio riflettore di Newton offre caratteristiche straordinarie di raccolta della luce, tali da permettere all utente di interessarsi seriamente all astronomia del cielo profondo anche spendendo piuttosto poco. I telescopi riflettori di Newton richiedono però maggiori cura e manutenzione, perché il loro specchio primario è esposto all aria e alla polvere. Tuttavia, questo piccolo inconveniente non pregiudica la popolarità del telescopio presso gli utenti che vogliono un telescopio economico che sia in grado di risolvere oggetti distanti e tenui
19 Figura 3-2 Vista in sezione del percorso della luce nel modello ottico a rifrattore Il sistema ottico Schmidt-Cassegrain (abbreviato come Schmidt-Cass o SCT) usa una combinazione di specchi e lenti, e ci si riferisce ad esso come ad un telescopio composto o catadiottrico. Questo design esclusivo offre ottica di grande diametro pur mantenendo lunghezze dei tubi molto brevi, rendendoli estremamente portatili. Il sistema Schmidt-Cassegrain consiste in una piastra correttrice a potenza zero, in uno specchio primario sferico e in uno specchio secondario. Quando i raggi di luce entrano nel sistema ottico, percorrono tre volte la lunghezza del tubo ottico. All interno del tubo ottico, un tubo nero si estende dal foro centrale nello specchio primario. Questo è il tubo deflettore primario, che impedisce alla luce dispersa di arrivare all oculare o alla macchina fotografica. Figura 3-3 Vista in sezione del percorso della luce nel modello ottico Scmidt-Cassegrain
20 Orientamento dell immagine L orientamento dell immagine cambia a seconda di come l oculare viene inserito nel telescopio. Quando si usa il prisma diagonale stellare con telescopi rifrattori e Schmidt-Cassegrain, l immagine non è capovolta, ma è invertita lateralmente (cioè si ottiene un immagine speculare). Se si inserisce l oculare direttamente nel focalizzatore di un telescopio rifrattore o nel supporto accessori visivi dello Schmidt-Cassegrain (cioè senza usare il prisma diagonale stellare), l immagine è sia capovolta che invertita lateralmente. I telescopi di Newton producono un immagine diritta, ma che appare ruotata in base all ubicazione del porta oculare in relazione al suolo. I telescopi riflettori di Newton sono i migliori per l uso astronomico, in quanto in tale ambito non ha importanza se l oggetto è capovolto. Orientamento effettivo dell immagine vista ad occhio nudo Immagine invertita da sinistra a destra vista con un prisma diagonale stellare su un telescopio rifrattore o Schmidt-Cassegrain Immagine invertita e capovolta, vista normalmente con i telescopi di Newton e con oculare inserito direttamente in altri telescopi Messa a fuoco Figura 3-4 Per focalizzare il telescopio rifrattore o di Newton, basta girare la manopola di messa a fuoco situata subito sotto il porta oculare. Girando la manopola in senso orario si mette a fuoco un oggetto più lontano di quello che si sta attualmente osservando. Girando la manopola in senso antiorario si mette a fuoco un oggetto più vicino di quello che si sta attualmente osservando. Il meccanismo di messa a fuoco dello Schmidt-Cassegrain controlla lo specchio primario, che è montato su un anello che scivola avanti e indietro sul tubo deflettore primario. La manopola di messa a fuoco, che sposta lo specchio primario, si trova sulla cella posteriore del telescopio, subito sotto il prisma diagonale stellare e l oculare. Girare la manopola di messa a fuoco finché l immagine non risulta nitida. Se la manopola non gira, significa che ha raggiunto lo spostamento massimo sul meccanismo di messa a fuoco. Girare la manopola nella direzione opposta finché l immagine non risulta nitida. Una volta che l immagine sia a fuoco, girate la manopola in senso orario per mettere a fuoco su un oggetto più vicino, o in senso antiorario per mettere a fuoco un oggetto più distante. Un singolo giro della manopola di messa a fuoco sposta solo leggermente lo specchio primario. Si richiederanno quindi parecchi giri (circa 30) per passare dal primo piano all infinito. Per le osservazioni astronomiche, le immagini di stella fuori fuoco sono molto diffuse, rendendole difficili da vedere. Se si gira la manopola di messa a fuoco troppo rapidamente, si può oltrepassare il punto di messa a fuoco senza vedere l immagine. Per evitare questo problema, il primo bersaglio astronomico dovrebbe essere un oggetto luminoso (come la Luna o un pianeta) in modo che l immagine sia visibile anche se è sfocata. La messa a fuoco critica viene realizzata in modo ottimale quando la manopola di messa a fuoco viene girata in modo tale da spostare lo specchio contro la spinta gravitazionale. Così facendo, si riduce al minimo qualsiasi spostamento dello specchio. Per l osservazione astronomica, sia visiva che fotografica, questo si ottiene girando la manopola di messa a fuoco in senso antiorario. Nota: se si portano lenti correttive (ovvero gli occhiali da vista), si consiglia di toglierli quando si osserva con un oculare collegato al telescopio. Quando invece si usa una fotocamera, occorre indossare sempre le lenti correttive per assicurare la messa a fuoco più nitida possibile. Se si soffre di astigmatismo, le lenti correttive vanno indossate sempre Figura 3-5 L immagine sull estremità della manopola di messa a fuoco mostra la giusta direzione di rotazione per mettere a fuoco il telescopio
21 Allineamento del cannocchiale cercatore Un allineamento accurato del cercatore facilita l individuazione di oggetti con il telescopio, in particolar modo quella di oggetti celesti. Per facilitare il più possibile l allineamento del cercatore, questa procedura va eseguita di giorno, quando è facile trovare e identificare gli oggetti. Il cannocchiale cercatore presenta una vite di regolazione a molla che esercita pressione sul cannocchiale cercatore, mentre le viti rimanenti vengono usate per regolare il cercatore in direzione orizzontale e verticale. Per allineare il cercatore, procedere nel modo seguente. 1 Scegliere un oggetto bersaglio che sia lontano più di un km e mezzo. Così facendo si eliminano eventuali effetti di parallasse tra il telescopio e il cercatore. 2 Rilasciare i morsetti di bloccaggio di A.R. e DEC e puntare il telescopio verso l oggetto bersaglio. 3 Centrare l oggetto bersaglio nell ottica principale del telescopio. A tal fine potrebbe essere necessario spostare leggermente il telescopio. 4 Regolare la vite sulla staffa del cercatore situata sulla destra (quando si guarda attraverso il cercatore) fino a quando il mirino non resta centrato orizzontalmente sull oggetto bersaglio visto attraverso il telescopio. 5 Regolare la vite sulla parte superiore della staffa del cercatore finché il mirino non risulti centrato verticalmente sull oggetto bersaglio visto attraverso il telescopio. L orientamento dell immagine vista attraverso il cercatore è sia capovolta che invertita. Questo è normale nella maggior parte dei cannocchiali cercatori astronomici. Per questo motivo, potrebbero essere necessari alcuni minuti all utente per acquistare familiarità con il cambiamento direzionale che ciascuna vite apporta sul cercatore. Calcolo dell ingrandimento Si può modificare la potenza del telescopio cambiando l oculare. Per determinare la potenza di ingrandimento del telescopio, basta dividere la lunghezza focale del telescopio per la lunghezza focale dell oculare usato. La formula dell'equazione è la seguente: Lunghezza focale del telescopio (mm) Ingrandimento = Lunghezza focale dell oculare (mm) Supponiamo per esempio che si stia usando l oculare da 25 mm in dotazione al telescopio. Per determinare l ingrandimento, basta dividere la lunghezza focale del telescopio (l OMNI XLT 102 ai fini di questo esempio ha una lunghezza focale di mm) per la lunghezza focale dell oculare, ovvero 25 mm. Dividendo 1000 per 25 si ottiene come risultato un ingrandimento di potenza 40. Sebbene la potenza sia variabile, ogni strumento che osserva il normale cielo ha un limite al più alto ingrandimento utile. La regola generale è che la potenza 60 può essere usata per ogni pollice di apertura. Per esempio, l Omni XLT ha un diametro di 4 pollici. Moltiplicando 4 per 60 si ottiene un ingrandimento utile massimo pari 240. Sebbene questo sia l ingrandimento utile massimo, la maggior parte delle osservazioni viene eseguita nella gamma di potenza da 20 a 35 per ogni pollice di apertura, che è un ingrandimento da 80x a 140x per il telescopio Omni 102. Si può determinare l ingrandimento del proprio telescopio nello stesso modo
22 Determinazione del campo visivo La determinazione del campo visivo è importante se si vuole avere un idea delle dimensioni angolari dell oggetto che si sta osservando. Per calcolare il campo visivo effettivo, dividere il campo apparente dell oculare (fornito dal fabbricante dell oculare) per l ingrandimento. La formula dell'equazione è la seguente: Campo visivo reale (effettivo) = Campo apparente dell oculare Ingrandimento Come si può vedere, prima di determinare il campo visivo occorre calcolare l ingrandimento. Usando l esempio indicato nella sezione precedente, possiamo determinare il campo visivo usando lo stesso oculare da 25 mm in dotazione standard con i telescopi Omni XLT. L oculare da 25 mm ha un campo visivo apparente di 50. Dividere 50 per l ingrandimento, e si ottiene una potenza 40. Questa potenza determina un campo reale di 1,25. Per trasformare i gradi in piedi a 914 metri (1.000 iarde), cosa più utile per l osservazione terrestre, basta moltiplicare per 52,5. Continuando con il nostro esempio, moltiplicare il campo angolare di 1,25 per 52,5. Questo produce una larghezza di campo visivo di 20 metri (65,6 piedi) ad una distanza di 914 metri (1.000 iarde). Il campo apparente di ciascun oculare prodotto da Celestron è indicato nel Catalogo degli accessori Celestron (N. di prodotto 93685). Suggerimenti generali per l osservazione Quando si usa qualsiasi strumento ottico, occorre ricordare alcune cose per ottenere la migliore immagine possibile. Non guardare mai attraverso il vetro della finestra. Il vetro delle normali finestre domestiche è otticamente imperfetto, e quindi può variare in spessore da una parte all altra della stessa finestra. Questa mancanza di omogeneità influisce sulla capacità di focalizzazione del telescopio. Nella maggior parte dei casi non si potrà ottenere un immagine davvero nitida, e in altri casi si potrebbe addirittura ottenere un immagine doppia. Non guardare mai attraverso o sopra oggetti che producono ondate di calore. Tali oggetti includono parcheggi in asfalto d estate o tetti di edifici. Cieli velati, nebbia e foschia possono anch essi rendere difficile la focalizzazione quando si eseguono osservazioni terrestri. La quantità di dettagli visibili in queste condizioni è decisamente ridotta. Inoltre, quando si fotografa in queste condizioni, la pellicola sviluppata potrebbe risultare un po più granulosa del solito, con un contrasto inferiore e sottoesposta. Se si portano lenti correttive (ovvero gli occhiali da vista), si consiglia di toglierli quando si osserva con un oculare collegato al telescopio. Quando invece si usa una fotocamera, occorre indossare sempre le lenti correttive per garantire la messa a fuoco più nitida possibile. Se si soffre di astigmatismo, le lenti correttive vanno indossate sempre
23 Fino a questo punto, il manuale ha descritto l assemblaggio e il funzionamento di base del telescopio. Tuttavia, per comprendere in modo più approfondito il dispositivo, occorre acquisire alcune nozioni sul cielo notturno. Questa sezione descrive l osservazione astronomica in generale e include informazioni sul cielo notturno e sull allineamento polare. Il sistema di coordinate celesti Per riuscire a trovare gli oggetti nel cielo, gli astronomi usano un sistema di coordinate celesti simile al nostro sistema di coordinate geografiche sulla Terra. Il sistema di coordinate celesti presenta poli, linee di longitudine e latitudine ed un equatore. Per la maggior parte, queste coordinate restano fisse rispetto alle stelle di sfondo. L equatore celeste passa attorno alla Terra per 360 gradi e separa l emisfero celeste settentrionale da quello meridionale. Come l equatore della Terra, corrisponde a zero gradi. Sulla Terra questa sarebbe la latitudine. Tuttavia, nel cielo ci si riferisce alla latitudine come alla declinazione, abbreviata come DEC. Le linee di declinazione sono indicate in base alla loro distanza angolare sopra e sotto l equatore celeste. Le linee vengono suddivise in gradi, minuti di arco e secondi di arco. Le letture di declinazione a sud dell equatore riportano il segno meno (-) davanti alla coordinata, mentre quelle a nord dell equatore celeste non hanno alcuna designazione davanti ad esse, oppure presentano un segno più (+). L equivalente celeste della longitudine si chiama Ascensione Retta (abbreviata come A.R.). Come le linee di longitudine sulla Terra, le linee dell Ascensione Retta vanno da un polo all altro e sono distanziate uniformemente di 15 gradi. Sebbene le linee di longitudine siano separate da una distanza angolare, sono anche una misura di tempo. Ciascuna linea di longitudine si trova ad un ora di distanza dalla linea successiva. Poiché la Terra compie un intera rivoluzione ogni 24 ore, ci sono 24 linee in tutto. Di conseguenza, le coordinate di A.R. sono contrassegnate in unità di tempo. Inizia da un punto arbitrario nella costellazione dei Pesci, designato come 0 ore, 0 minuti e 0 secondi. Tutti gli altri punti sono designati in base al ritardo temporale rispetto a questa coordinata quando passa su di essi spostandosi verso ovest. Figura 4-1 La sfera celeste vista dall esterno, indicante A.R. e DEC. 23
24 Movimento delle stelle Il movimento quotidiano del sole attraverso il cielo è noto persino all osservatore più distratto. Questo apparente percorso non è dovuto al movimento del sole, come credevano i primi astronomi, bensì è il risultato della rotazione della Terra. La rotazione della Terra causa anche un percorso nelle stelle, facendo descrivere loro un grande cerchio mentre la Terra completa una rotazione. Le dimensioni del percorso circolare seguito da una stella dipendono dalla sua posizione nel cielo. Le stelle vicine all equatore celeste descrivono i cerchi più grandi, sorgendo a est e tramontando a ovest. Man mano che ci si sposta verso il polo nord celeste, il punto attorno al quale le stelle dell emisfero settentrionale sembrano ruotare, questi cerchi diventano più piccoli. Le stelle che si trovano alle latitudini celesti intermedie sorgono a nord-est e tramontano a nord-ovest. Le stelle che si trovano alle alte latitudini celesti sono sempre al di sopra dell orizzonte, e sono definite circumpolari perché non sorgono né tramontano mai. Non è possibile vedere le stelle compiere un cerchio completo, perché la luce del sole durante il giorno impedisce di vedere la luce delle stelle. Tuttavia, parte di questo movimento circolare delle stelle in questa regione del cielo può essere osservata approntando una fotocamera su un treppiedi ed aprendo l otturatore per un paio d ore. L immagine rivelerà semicerchi centrati intorno al polo. (Questa descrizione dei movimenti stellari è applicabile anche all emisfero meridionale, con la differenza che tutte le stelle a sud dell equatore celeste si muovono attorno al polo sud celeste). Stelle viste vicino al polo nord celeste Stelle viste vicino all equatore celeste Stelle viste guardando nella direzione opposta al polo nord celeste Figura 4-2 Tutte le stelle sembrano ruotare attorno ai poli celesti. Tuttavia, l aspetto di questo movimento varia a seconda di dove si guarda nel cielo. Vicino al polo nord celeste le stelle descrivono cerchi riconoscibili accentrati attorno al polo (1). Le stelle vicino all equatore celeste seguono anch esse percorsi circolari attorno al polo. Il percorso completo, tuttavia, è interrotto dall orizzonte. Queste stelle sembrano sorgere ad est e tramontare ad ovest (2). Guardando verso il polo opposto, le stelle seguono una curva o tracciano un arco nella direzione opposta, descrivendo un cerchio attorno al polo opposto (3). 24
25 Scala della latitudine Il modo più facile per eseguire l allineamento polare di un telescopio è con una scala della latitudine. A differenza di altri metodi che richiedono all utente di trovare il polo celeste identificando determinate stelle nelle sue vicinanze, questo metodo impiega una costante nota per determinare l altezza alla quale dovrebbe essere puntato l asse polare. La montatura Omni CG-4 può essere regolata all incirca da 20 a 60 gradi (vedere la Figura 4-3). La costante, citata sopra, è la relazione fra la propria latitudine e la distanza angolare alla quale il polo celeste si trova sopra l orizzonte settentrionale (o meridionale). La distanza angolare dall orizzonte settentrionale al polo nord celeste è sempre uguale alla propria latitudine. Per illustrare questo concetto, si immagini di trovarsi al polo nord, alla latitudine di +90. Il polo nord celeste, che ha una declinazione di +90, si troverebbe direttamente sopra di noi (ovvero 90 gradi sopra l orizzonte). Ora, immaginiamo di spostarci di un grado verso sud la nostra latitudine è ora di +89 e il polo celeste non è più direttamente sopra la nostra testa: si è avvicinato di un grado all orizzonte settentrionale. Questo significa che il polo si trova ora 89 sopra l orizzonte settentrionale. Se ci spostiamo di un altro grado verso sud, la stessa cosa accade di nuovo. Per cambiare la propria latitudine di un grado, ci si deve spostare di 113 km a nord o a sud. Come si vede da questo esempio, la distanza dall orizzonte settentrionale al polo celeste è sempre pari alla propria latitudine. Figura 4-3 Se si sta osservando il cielo da Los Angeles, che ha una latitudine di 34, il polo celeste è 34 sopra l orizzonte settentrionale. Tutto ciò che una scala della latitudine fa è puntare l asse polare del telescopio alla giusta altezza sopra l orizzonte settentrionale (o meridionale). Per allineare il telescopio, seguire questa procedura. 1. Assicurarsi che l asse polare della montatura sia puntato verso il nord. Usare un punto di riferimento che si sa essere rivolto verso il nord. 2. Livellare il treppiedi. Per aiutare questa operazione la dotazione del telescopio comprende una livella a bolla. NOTA: (questo è necessario solo se si usa questo metodo di allineamento polare). Un perfetto allineamento polare è comunque possibile usando altri metodi descritti successivamente in questo manuale, senza mettere a livello il treppiedi. 3. Regolare l'altezza della montatura finché l indicatore della latitudine non risulta puntato sulla propria latitudine. Lo spostamento della montatura influisce sull angolo di puntamento dell asse polare. Per informazioni specifiche sulla regolazione della montatura equatoriale, si prega di leggere la sezione "Regolazione della montatura". Questo metodo può essere usato durante il giorno, eliminando così la necessità di eseguire le operazioni al buio. Sebbene questo metodo NON permetta all utente di trovare esattamente il polo, contribuirà a limitare il numero di correzioni da apportare durante l inseguimento di un oggetto. Sarà anche abbastanza accurato per la fotografia planetaria a fuoco primario a breve tempo di esposizione (un paio di secondi) e con l astrofotografia "piggyback" a breve tempo di esposizione (un paio di minuti). Centratura della stella polare Questo metodo utilizza la stella Polaris come guida per trovare il polo nord celeste. Poiché la stella Polaris si trova a meno di un grado di distanza dal polo nord celeste, si può semplicemente puntare l asse polare del telescopio verso questa stella (vedere la Figura 4-4). Sebbene questo non sia affatto un allineamento perfetto, almeno porta l utente ad una distanza di solo un grado dal polo sud celeste. A differenza del metodo precedente, questa regolazione va eseguita di notte, quando la stella Polaris è visibile. 1. Approntare il telescopio in modo che l asse polare sia rivolto verso il nord. 2. Allentare la manopola di innesto della declinazione e spostare il telescopio in modo che il tubo sia parallelo all asse polare. Una volta eseguite tali operazioni, il cerchio graduato di declinazione darà una lettura di +90. Se il cerchio graduato di declinazione non è allineato, spostare il telescopio in modo che il tubo sia parallelo all asse polare. 3. Regolare la montatura in altezza e/o azimut fino a quando la stella Polaris non si trova nel campo visivo del cannocchiale cercatore. 4. Centrare la stella Polaris nel campo del telescopio usando i controlli per regolazioni micrometriche sulla montatura. 25
26 Zenit Latitudine Sud Direzione dell asse polare Direzione del polo nord celeste Orizzonte Latitudine nord Direzione del polo nord celeste Equatore Definizione Figura 4-4 Terra Durante la procedura di allineamento polare, ricordarsi di NON spostare il telescopio in A.R. o in DEC. Non si vuole spostare il telescopio stesso, bensì l asse polare. Il telescopio viene usato solo per vedere in che direzione sta puntando l asse polare. Come il metodo precedente, questo metodo porta l utente vicino alla posizione del polo, ma non direttamente su di essa. I metodi descritti di seguito aiutano ad aumentare la precisione, a fini di osservazioni e fotografia più professionali. Come trovare il polo nord celeste (PNC) In ogni emisfero, c è un punto nel cielo attorno al quale sembra che ruotino tutte le stelle. Questi punti si chiamano poli celesti, e prendono il nome dell emisfero nel quale si trovano. Per esempio, nell emisfero settentrionale tutte le stelle si muovono attorno al polo nord celeste. Quando l asse polare del telescopio è puntato sul polo celeste, è parallelo all asse di rotazione della Terra. Molti metodi di allineamento polare richiedono che l utente sappia trovare il polo celeste identificando le stelle nelle sue vicinanze. Per chi si trova nell emisfero settentrionale, trovare il polo celeste non è troppo difficile. Fortunatamente disponiamo infatti di una stella visibile ad occhio nudo che dista da esso meno di un grado. Questa stella, la Polaris, è anche la stella terminale nel "manico" del Piccolo Carro, o Orsa Minore. Poiché il Piccolo Carro (il cui nome esatto sarebbe Orsa Minore) non è una delle costellazioni più luminose nel cielo, potrebbe essere difficile identificarla se ci si trova in aree urbane. Se questo dovesse essere il caso, usare le due stelle terminali nella parte concava del Gran Carro (le stelle di riferimento). Tracciare una riga immaginaria attraverso di esse verso il Piccolo Carro. Esse puntano alla stella Polaris (vedere la Figura 4-6). La posizione del Gran Carro (Orsa Maggiore) cambia durante l anno e durante l arco della notte (vedere la Figura 4-5). Quando il Gran Carro è basso nel cielo (cioè vicino all orizzonte), potrebbe essere difficile da individuare. In questo caso, cercare Cassiopea (vedere la Figura 4-6). Gli osservatori nell emisfero meridionale non sono fortunati come quelli nell emisfero settentrionale. Le stelle attorno al polo sud celeste non sono per nulla luminose come quelle attorno al polo nord. La stella più vicina al polo sud celeste che ha una certa luminosità e la Sigma Octantis. Questa stella si trova al limite della visibilità ad occhio nudo (magnitudine 5,5) e si trova a circa 59 minuti d arco dal polo. Estate Primavera Polaris (La stella polare) Autunno Inverno Figura 4-5 La posizione del Gran Carro (Orsa Maggiore) cambia nell arco di tutto l anno e di tutta la notte. Il polo nord celeste è il punto nell emisfero settentrionale attorno al quale sembrano ruotare tutte le stelle. La sua controparte nell emisfero settentrionale si chiama polo sud celeste. 26
27 Orsa Maggiore Orsa Minore PNC Stelle di riferimento Polaris (La stella polare) Cassiopea Figura 4-6 Le due stelle situate nella parte anteriore della parte concava del Gran Carro puntano alla stella Polaris, che si trova ad una distanza di un grado dal polo nord celeste. Cassiopea, la costellazione dalla tipica forma a W, si trova sul lato opposto del polo rispetto al Gran Carro. Il polo nord celeste (P.N.C.) è contrassegnato con il segno +. Allineamento polare nell emisfero meridionale L allineamento polare al polo sud celeste (PSC) è un po più difficile, perché nelle sue vicinanze non c è una stella molto luminosa come avviene nell emisfero settentrionale con la stella Polaris. Sono disponibili vari metodi per eseguire l allineamento polare del telescopio e per l osservazione non professionale i metodi indicati sotto sono accettabili, e porteranno l utente ragionevolmente vicino al polo sud celeste (PSC). Allineamento polare con la scala della latitudine Il modo più facile di eseguire l allineamento polare di un telescopio è usando una scala della latitudine (Figura 4-7). A differenza di altri metodi che richiedono all utente di trovare il polo celeste identificando determinate stelle nelle sue vicinanze, questo metodo impiega una costante nota per determinare l altezza alla quale dovrebbe essere puntato l asse polare. La costante, citata sopra, è la relazione fra la propria latitudine e la distanza angolare alla quale il polo celeste si trova sopra l orizzonte meridionale. La distanza angolare dall orizzonte meridionale al polo sud celeste è sempre uguale alla propria latitudine. Per illustrare questo concetto, immaginiamo di trovarci al polo sud, ad una latitudine di -90. Il polo sud celeste (declinazione di -90 ) sarebbe direttamente sopra di noi (ovvero a 90 sopra l orizzonte). Ora, immaginiamo di spostarci di un grado verso nord la nostra latitudine è ora di -89 e il polo Figura 4-7 celeste non è più direttamente sopra la nostra testa: si è avvicinato di un grado all orizzonte meridionale. Questo significa che il polo si trova ora a 89 sopra l orizzonte meridionale. Se ci spostiamo di un altro grado verso nord, la stessa cosa accade di nuovo. Per cambiare la propria latitudine di un grado, ci si deve spostare di 113 km a nord o a sud. Come si vede da questo esempio, la distanza dall orizzonte meridionale al polo celeste è sempre pari alla propria latitudine. Se si sta osservando il cielo da Sidney, che ha una latitudine di -34, il polo celeste è 34 sopra l orizzonte meridionale. Tutto ciò che una scala della latitudine fa è puntare l asse polare del telescopio alla giusta altezza sopra l orizzonte meridionale. Per allineare il telescopio, seguire questa procedura. 1. Assicurarsi che l asse polare della montatura sia puntato verso il sud. Usare un punto di riferimento che si sa essere rivolto verso il sud. 2. Livellare il treppiedi (questo è necessario solo se si usa questo metodo di allineamento polare). 3. Regolare l'altezza della montatura finché l indicatore della latitudine non risulta puntato sulla propria latitudine. Lo spostamento della montatura influisce sull angolo di puntamento dell asse polare. Per informazioni specifiche sulla regolazione della montatura equatoriale, si prega di leggere la sezione "Regolazione della montatura" nel manuale del telescopio. 4. Se la procedura indicata sopra viene eseguita in modo corretto, si dovrebbe essere in grado di eseguire le osservazioni vicino al polo attraverso il cannocchiale cercatore ed un oculare a bassa potenza. Questo metodo può essere usato durante il giorno, eliminando così la necessità di eseguire le operazioni al buio. Sebbene questo metodo NON permetta all utente di trovare esattamente il polo, contribuirà a limitare il numero di correzioni da apportare durante l inseguimento di un oggetto. 27
28 Centratura su Sigma Octantis Questo metodo utilizza la stella Sigma Octantis come guida per trovare il polo celeste. Poiché si trova a circa un grado di distanza dal polo sud celeste, si può semplicemente puntare l asse polare del telescopio su questa stella. Sebbene questo non sia affatto un allineamento perfetto, almeno porta l utente ad una distanza di solo un grado dal polo sud celeste. A differenza del metodo precedente, questa regolazione va eseguita di notte, quando la stella Sigma Octantis è visibile. La Sigma Octantis ha una magnitudine di 5,5 e potrebbe pertanto essere difficile da vedere ad occhio nudo; un binocolo, come pure il cannocchiale cercatore, possono rivelarsi utili. 1. Impostare il telescopio in modo che l asse polare sia puntato verso il sud. Sigma Octantis 2. Allentare la manopola di innesto della declinazione e spostare il telescopio in modo che il tubo sia parallelo all asse polare. Una volta eseguite tali operazioni, il cerchio graduato di declinazione darà una Croce del Sud lettura di 90. Se il cerchio graduato di declinazione non è allineato, PSC spostare il telescopio in modo che il tubo sia parallelo all asse polare. 3. Regolare la montatura in altezza e/o azimut fino a quando la stella Sigma Octantis non si trova nel campo visivo del cannocchiale cercatore. 4. Se la procedura indicata sopra viene eseguita in modo corretto, si dovrebbe essere in grado di eseguire le osservazioni vicino al polo attraverso il cannocchiale cercatore ed un oculare a bassa potenza. Figura 4-8 Si ricordi che mentre si esegue l allineamento polare NON bisogna spostare il telescopio in A.R. né in DEC. Non si vuole spostare il telescopio stesso, bensì l asse polare. Il telescopio viene usato solo per vedere in che direzione sta puntando l asse polare. Come il metodo precedente, questo metodo porta l utente vicino alla posizione del polo, ma non direttamente su di essa. Come trovare il polo sud celeste (PSC) Questo metodo aiuta a migliorare il proprio allineamento polare, e porta più vicini al polo rispetto ai metodi indicati sopra. L accuratezza del telescopio sarà migliore, permettendo osservazioni più professionali e la fotografia. In ogni emisfero, c è un punto nel cielo attorno al quale sembra che ruotino tutte le stelle. Questi punti si chiamano poli celesti, e prendono il nome dell emisfero nel quale si trovano. Per esempio, nell emisfero meridionale tutte le stelle si muovono attorno al polo sud celeste. Quando l asse polare del telescopio è puntato sul polo celeste, è parallelo all asse di rotazione della Terra. Molti metodi di allineamento polare richiedono che l utente sappia trovare il polo celeste identificando le stelle nelle sue vicinanze. Gli osservatori nell emisfero meridionale non sono fortunati come quelli nell emisfero settentrionale. Le stelle attorno al polo sud celeste non sono per nulla luminose come quelle attorno al polo nord celeste. La stella più vicina al polo sud celeste che ha una certa luminosità e la Sigma Octantis. Questa stella si trova appena entro il limite di visibilità ad occhio nudo (magnitudine 5,5) e si trova a circa 1 di distanza dal polo sud celeste, ma può essere difficile da individuare. Omega Octanis Alpha Centauri Beta Centauri Beta Crucis Alpha Crucis PSC Figura 4-9 Con questo metodo, dunque, si dovranno usare le configurazioni stellari per trovare il polo sud celeste. Tracciare una riga immaginaria verso il PSC attraverso Alfa Crucis e Beta Crucis (che si trovano nella costellazione della Croce del Sud). Tracciare un altra riga immaginaria verso il PSC ad angolo retto rispetto ad una riga che collega Alfa Centauri e Beta Centauri. L intersezione di queste due righe immaginarie conduce l utente ad un punto vicino al polo sud celeste. 28
29 Metodo della deriva in declinazione per l allineamento polare Questo metodo di allineamento polare permette all utente di ottenere l allineamento più preciso al polo celeste e si richiede se si desidera eseguire astrofotografia del cielo profondo a lunga esposizione attraverso il telescopio. Il metodo della deriva in declinazione richiede di monitorare la deriva (spostamento) di stelle selezionate. La deriva di ciascuna stella indica di quanto il puntamento dell asse polare dista dal vero polo celeste, e in che direzione. Sebbene il metodo della deriva in declinazione sia semplice e diretto, per eseguirlo per la prima volta si richiedono molto tempo e pazienza. Questo metodo va eseguito dopo aver completato uno dei metodi descritti in precedenza. Per usare il metodo della deriva in declinazione occorre scegliere due stelle luminose. Una deve trovarsi vicino all orizzonte orientale, e l altra a sud della prima, vicino al meridiano. Entrambe le stelle devono essere vicine all equatore celeste (ovvero declinazione di 0 ). Si deve monitorare la deriva di una stella per volta, e solo in declinazione. Quando si monitora una stella sul meridiano risulta evidente qualsiasi allineamento erroneo in direzione est-ovest. Quando si monitora una stella vicino all orizzonte est-ovest risulta evidente qualsiasi allineamento erroneo in direzione nord-sud. È utile disporre di un oculare con reticolo illuminato, che aiuta a riconoscere eventuali derive. Per un allineamento molto preciso, si raccomanda anche una lente di Barlow, dal momento che aumenta l ingrandimento e rende evidenti più rapidamente eventuali derive. Quando si guarda in direzione sud, inserire il diagonale in modo che l oculare punti dritto verso l alto. Inserire l oculare con mirino e allineare i fili del mirino in modo che uno sia parallelo all asse di declinazione e l altro sia parallelo all asse di ascensione retta. Spostare manualmente il telescopio in A.R e in DEC. per verificare il parallelismo. Innanzitutto, scegliere una stella vicino al punto di incontro dell equatore celeste e del meridiano. La stella dovrebbe trovarsi entro una distanza di 1/2 ora dal meridiano e di cinque gradi dall equatore celeste. Centrare la stella nel campo del telescopio e monitorare la deriva in declinazione. Se la stella si sposta verso sud, l asse polare punta troppo a est. Se la stella si sposta verso nord, l asse polare punta troppo a ovest. Apportare le regolazioni appropriate all asse polare per eliminare qualsiasi deriva. Una volta eliminate tutte le derive, passare alla stella vicina all orizzonte orientale. La stella deve trovarsi 20 gradi sopra l orizzonte ed entro una distanza di cinque gradi dall equatore celeste. Se la stella si sposta verso sud, l asse polare punta troppo verso il basso. Se la stella si sposta verso nord, l asse polare punta troppo verso l alto. Apportare di nuovo le regolazioni appropriate all asse polare per eliminare qualsiasi deriva. Sfortunatamente, le seconde regolazioni interagiscono leggermente con le prime. Occorre quindi ripetere il processo per migliorare la precisione, verificando e correggendo la presenza di minime derive su entrambi gli assi. Una volta eliminate le derive, il telescopio risulta allineato in modo molto preciso. Si può ora eseguire l'astrofotografia del cielo profondo con fuoco primario con lunghi periodi di esposizione. NOTA: se la visuale dell orizzonte orientale è nascosta, si può scegliere una stella vicina all orizzonte occidentale, ma occorre invertire le direzioni della correzione alta/bassa dell errore polare. Inoltre, se si usa questo metodo nell emisfero meridionale, la direzione della deriva è invertita, sia per l A.R. che per la DEC. 29
30 Allineamento del cerchio graduato di A.R. Prima di poter usare i cerchi graduati per trovare oggetti nel cielo, occorre allineare il cerchio graduato di A.R. Il cerchio graduato della declinazione viene allineato durante il processo di allineamento polare. Per allineare il cerchio graduato di A.R. occorre conoscere i nomi di alcune delle stelle più luminose nel cielo. Se non si conoscono i loro nomi, si possono imparare usando le Mappe stellari Celestron (N. di catalogo 93722) oppure consultando una rivista aggiornata di astronomia. Figura 4-10 Per allineare il cerchio graduato di A.R., procedere come segue: 1. Individuare una stella luminosa vicina all equatore celeste. Più distanti si è dal polo celeste, migliore sarà la lettura sul cerchio graduato di A.R. La stella con la quale si sceglie di allineare il cerchio graduato dovrebbe essere una stella luminosa, le cui coordinate siano note e facili da consultare. 2. Centrare la stella nel cannocchiale cercatore. 3. Guardare attraverso il telescopio principale e verificare se la stella si trova nel campo visivo. In caso contrario, trovarla e centrarla. 4. Se si è acquistato un azionamento a motore opzionale, avviarlo ora in modo che insegua la stella. 5. Consultare le coordinate della stella. 6. Ruotare il cerchio fino a quando le adeguate coordinate non si allineano all indicatore di A.R. (il contrassegno dello zero sulla scala Vernier). Il cerchio graduato di A.R. dovrebbe ruotare liberamente. Se il cerchio non si sposta liberamente, allentare la vite zigrinata a destra della scala. NOTA: poiché il cerchio graduato di A.R. NON si sposta quando il telescopio si sposta in A.R., deve essere allineato ogni volta che lo si vuole usare per trovare un oggetto. Questo vale anche quando si usa un azionamento a motore opzionale. Tuttavia, non occorre usare una stella ogni volta. Si possono invece usare le coordinate dell oggetto che si sta osservando al momento. Una volta allineati i cerchi graduati, è possibile usarli per trovare qualsiasi oggetto che abbia coordinate note. L accuratezza dei cerchi graduati è direttamente correlata all accuratezza del proprio allineamento polare. 1. Selezionare un oggetto da osservare. Usare una mappa stellare stagionale per assicurarsi che l oggetto scelto si trovi sopra la linea dell orizzonte. Man mano che si acquista familiarità con il cielo notturno, quest ultima verifica non sarà più necessaria. 2. Consultare le coordinate in un atlante stellare o un manuale di riferimento. 3. Tenere fermo il telescopio e rilasciare il morsetto di DEC. 4. Spostare il telescopio in declinazione fino a quando l indicatore non punta sulla corretta coordinata di declinazione. 5. Bloccare il morsetto di declinazione per evitare che il telescopio si sposti. 6. Tenere fermo il telescopio e rilasciare il morsetto di A.R. 7. Spostare il telescopio in A.R. fino a quando l indicatore non punta sulla coordinata corretta. 30
31 8. Bloccare il morsetto di A.R. per impedire che il telescopio scivoli in A.R. Il telescopio insegue l oggetto in A.R. finché è in funzione l azionamento a motore. 9. Guardare attraverso il cannocchiale cercatore per vedere se si è individuato l oggetto e centrarlo nel cercatore. 10. Guardare attraverso l ottica principale del telescopio: l oggetto dovrebbe essere visibile. È possibile che non si sia in grado di vedere nel cercatore gli oggetti più tenui. In tal caso, è una buona idea avere a disposizione una mappa stellare dell area, in modo da poter eseguire lo "star hopping" attraverso il campo fino ad arrivare all oggetto bersaglio. Questo processo può essere ripetuto per ogni oggetto durante l arco di qualsiasi notte. Uso della scala di Vernier per l A.R. Per aumentare la precisione del cerchio graduato di A.R., la montatura è dotata di una scala di Vernier. Questo dispositivo permette all utente di ottenere letture più precise, esatte fino al minuto, dell ascensione retta. Prima di entrare nei dettagli sull uso della scala di Vernier, diamo un occhiata a questa scala e impariamo a leggerla. Innanzitutto, il contrassegno (0) sulla Vernier è l indicatore di A.R. e d ora in poi ci riferiremo ad esso come tale. Si trova all estrema destra della scala di Vernier, e gli altri numeri aumentano quando ci si sposta verso sinistra. Se l indicatore di A.R. è direttamente sopra uno dei contrassegni del cerchio graduato di A.R., quella è la coordinata verso la quale il telescopio è puntato. Il problema si presenta quando l indicatore di A.R. (il contrassegno dello zero) si trova fra due dei contrassegni del cerchio graduato di A.R. Se questo è il caso, si noterà che lungo la scala di Vernier uno dei contrassegni sarà allineato con uno dei contrassegni sul cerchio graduato. Questo contrassegno indica il numero di minuti che vanno aggiunti alla lettura di A.R. dell indicatore. Poiché l indicatore si trova fra due contrassegni di A.R., occorre aggiungere i minuti al valore inferiore fra i due valori all interno dei quali l indicatore di A.R. sta puntando. Per esempio, supponiamo che l indicatore di A.R. (il contrassegno zero sulla Vernier) si trovi appena a sinistra del contrassegno di 5h 40m. Questo lo posizionerebbe fra il contrassegno di 5h 40m e quello di 5h 50m. Se si guarda in basso sulla scala di Vernier, si nota che il "4" è l unico contrassegno allineato con uno dei contrassegni sul cerchio graduato di A.R. (vedere la Figura 4-11). Questo significa che ci si trova 4 minuti a sinistra del contrassegno di 5h e 40m, o più semplicemente ci si trova a 5h e 44m. Ecco come usare la scala di Vernier. Figura 4-11 Scala di Vernier 1. Cercare le coordinate dell oggetto celeste che si desidera osservare. Ai fini del nostro esempio useremo la Ring Nebula (Nebulosa ad anello, M57), che si trova al valore di ascensione retta di 18h 53m. 2. Rilasciare il morsetto di A.R. e ruotare il telescopio fino a quando l indicatore di A.R. non si trova fra il contrassegno di 18h 50m e quello di 19h 00m sul cerchio graduato di A.R. 3. Bloccare il morsetto di A.R. per tenere in posizione il telescopio. 4. Spostare il telescopio in A.R. usando la maniglia di controllo del movimento lento fino a quando il tre sulla scala di Vernier non resta allineato con uno dei contrassegni del cerchio graduato di A.R. Tenere presente che l indicatore di A.R. deve restare fra il contrassegno di 18h 50m e quello di 19h 00m sul cerchio graduato di A.R.! 5. Guardare attraverso il telescopio: la Nebulosa ad anello dovrebbe trovarsi entro il campo visivo se si sta usando un oculare a bassa potenza (presumendo che si sia già impostata la DEC). 31
32 Con il telescopio approntato, si è pronti per le osservazioni. Questa sezione offre suggerimenti per l osservazione del sistema solare e degli oggetti del cielo profondo, oltre a delineare condizioni di osservazione generali che avranno un impatto sui risultati delle osservazioni. Osservazione della luna È spesso una grande tentazione osservare la luna quando è piena. In questa fase lunare, la faccia che vediamo è completamente illuminata, e la sua luce può essere eccessiva. Inoltre, si può vedere un contrasto minimo o addirittura nullo. Uno dei momenti migliori per osservare la luna è durante le sue fasi parziali (quando si trova in prossimità del suo primo o del suo terzo quarto). Lunghe ombre rivelano una quantità eccezionale di dettagli sulla superficie lunare. Ad una bassa potenza, si potrà vedere in una sola volta la maggior parte del disco lunare. Per il telescopio Schmidt-Cassegrain, la lente opzionale riduttrice/correttrice permette vedute spettacolari dell intero disco lunare quando viene usata con oculari a bassa potenza. Si può passare ad oculari opzionali per ottenere una potenza (ingrandimento) maggiore in modo da focalizzare un area più piccola. Suggerimenti per l osservazione lunare Per aumentare il contrasto e far risaltare i dettagli sulla superficie lunare, usare i filtri per oculare opzionali. Un filtro giallo funziona bene per migliorare il contrasto, mentre un filtro polarizzatore o a densità neutra riduce il riflesso e la luminosità generali della superficie. Osservazione dei pianeti Altri oggetti affascinanti da osservare includono i cinque pianeti visibili ad occhio nudo. Si può vedere Venere mentre passa attraverso le sue fasi simili a quelle della luna. Marte può rivelare una miriade di dettagli della superficie ed una, se non entrambe, le sue calotte polari. Si potranno vedere le cinture di nubi di Giove ed il suo grande punto rosso (se è visibile nel momento in cui si esegue l osservazione). Inoltre, si potranno vedere anche le lune di Giove mentre orbitano attorno al pianeta gigante. Saturno, con i suoi bellissimi anelli, è facilmente visibile ad una potenza di ingrandimento moderata. Suggerimenti per l osservazione dei pianeti Tenere presente che le condizioni atmosferiche sono di solito il fattore che limita la quantità di dettagli visibili sui pianeti. Si consiglia quindi di evitare di osservare i pianeti quando si trovano bassi sull orizzonte o quando si trovano direttamente al di sopra di una superficie che irradia calore, come il tetto di un palazzo o un camino. Consultare la sezione "Condizioni di osservazione" più avanti in questo capitolo. Per aumentare il contrasto e far risaltare i dettagli sulla superficie dei pianeti, cercare di usare i filtri per oculare Celestron. 32
33 Osservazione del sole Sebbene venga sottovalutata da molti astronomi dilettanti, l osservazione del sole è divertente e gratificante. Tuttavia, poiché il sole è così luminoso, vanno prese speciali precauzioni quando si osserva questa nostra stella, per non danneggiare gli occhi né il telescopio. Non proiettare mai un immagine del sole attraverso il telescopio. A causa del modello ottico a percorso ripiegato (sull SCT), questo provocherebbe un enorme accumulo di calore nel tubo ottico, causando danni al telescopio e/o a qualsiasi altro accessorio ad esso collegato. Per osservare il sole in modo sicuro, usare un filtro solare che riduce l intensità della sua luce. Con un filtro, si possono vedere le macchie solari mentre si spostano attraverso il disco solare, e le facole, che sono zone luminose visibili presso i margini del sole. Suggerimenti per l osservazione solare I momenti migliori per osservare il sole sono la mattina presto o il tardo pomeriggio, quando l aria è più fresca. Per centrare il sole senza guardare nell oculare, osservare l ombra del tubo del telescopio fino a quando non forma un ombra circolare. Per assicurare un inseguimento accurato, selezionare la velocità di inseguimento solare sull azionamento a motore opzionale. Osservazione di oggetti del cielo profondo Gli oggetti del cielo profondo sono semplicemente quegli oggetti che si trovano oltre i confini del nostro sistema solare. Includono ammassi di stelle, nebulose planetarie, nebulose diffuse, stelle doppie e altre galassie al di fuori della nostra Via Lattea. La maggior parte degli oggetti del cielo profondo hanno una grande dimensione angolare. Di conseguenza, per poterli vedere occorre solo una potenza da bassa a moderata. Visivamente, sono troppo fievoli per rivelare qualsiasi colore visibile nelle fotografie a lunga esposizione. Appaiono invece in bianco e nero. E, a causa della bassa luminosità della loro superficie, vanno osservati da una località in cui il cielo è molto scuro. L inquinamento luminoso attorno alle grandi aree urbane offusca la maggior parte delle nebulose rendendole difficili, se non impossibili, da osservare. Filtri di riduzione dell inquinamento luminoso consentono di ridurre la luminosità di fondo del cielo aumentando così il contrasto. Condizioni di visibilità Le condizioni di visualizzazione hanno un impatto su ciò che si può vedere attraverso il telescopio durante una sessione di osservazione. Tali condizioni includono limpidezza, illuminazione del cielo e visibilità. La comprensione delle condizioni di visualizzazione e dell effetto che hanno sull osservazione aiuterà l utente a sfruttare al meglio il proprio telescopio. Limpidezza La limpidezza è la trasparenza dell atmosfera, su cui hanno un impatto le nuvole, l umidità e le altre particelle sospese nell aria. Le spesse nuvole cumuliformi sono completamente opache, mentre i cirri possono essere sottili e permettere il passaggio della luce proveniente dalle stelle più luminose. I cieli velati assorbono più luce di quelli limpidi, rendendo più tenui gli oggetti più difficili da vedere e riducendo il contrasto degli oggetti più luminosi. Anche gli aerosol lanciati nell atmosfera superiore dalle eruzioni vulcaniche possono avere un effetto sulla limpidezza. Le condizioni ideali sono presenti quando il cielo notturno è scuro come l inchiostro. Illuminazione del cielo La generale luminosità del cielo causata dalla luna, le aurore, il riverbero notturno e l inquinamento luminoso influiscono moltissimo sulla limpidezza. Sebbene questo non sia un problema per i pianeti e le stelle più brillanti, i cieli luminosi riducono il contrasto delle nebulose estese rendendole difficili, se non addirittura impossibili, da vedere. Per ottimizzare la visibilità, si consiglia di limitare le osservazioni del cielo profondo alle notti senza luna, lontano dai cieli inquinati dalla luce che si trovano attorno alle principali aree urbane. I filtri LPR migliorano le osservazioni del cielo profondo eseguite in cieli con inquinamento luminoso, bloccando la luce indesiderata e trasmettendo al tempo stesso la luce proveniente da determinati oggetti del cielo profondo. Si possono d altra parte osservare pianeti e stelle anche da aree con inquinamento luminoso o in presenza della luna. 33
34 Visibilità Le condizioni di visibilità si riferiscono alla stabilità dell atmosfera, e hanno un impatto diretto sulla quantità di piccoli dettagli visibili negli oggetti estesi. L aria nella nostra atmosfera agisce come una lente, che curva e deforma i raggi di luce in arrivo. La curvatura dipende dalla densità dell aria. Strati caratterizzati da varie temperature hanno diverse densità e, di conseguenza, la luce viene curvata in modo diverso. I raggi di luce provenienti dallo stesso oggetto arrivano leggermente spostati, creando un immagine imperfetta o indistinta. Queste perturbazioni atmosferiche variano da momento a momento e da luogo a luogo. La dimensione delle particelle aeree rispetto all apertura del dispositivo di osservazione determina la qualità della "visibilità". In buone condizioni di visibilità, piccoli dettagli sono visibili sui pianeti più brillanti come Giove e Marte, e le stelle sono immagini di punti nitidi. In condizioni di scarsa visibilità, le immagini sono indistinte e le stelle appaiono come chiazze. Le condizioni qui descritte si riferiscono sia alle osservazioni visive che a quelle fotografiche. Figura 5-1 Le condizioni di visibilità influenzano direttamente la qualità dell immagine. Queste figure rappresentano una fonte puntiforme (ovvero una stella) in condizioni di visibilità da scarse (sinistra) a eccellenti (destra). La maggior parte delle volte, le condizioni di visibilità producono immagini comprese fra questi due estremi. Uso dello stop di apertura del cappuccio della lente con i telescopi rifrattori Come abbiamo detto, tutta l ottica rifrattiva presenta una certa quantità di aberrazione cromatica dovuta all effetto prismatico delle lenti. L aberrazione cromatica diventerà più pronunciata quanto più i raggi di luce in arrivo risultano spostati rispetto all asse (ovvero passanti attraverso i margini della lente dell obiettivo) e sarà praticamente irrilevante quanto più essi risultano in linea con l asse (cioè passanti attraverso il centro della lente dell obiettivo). Questo tipo di aberrazione è evidente soltanto quando si osservano sorgenti di luce molto luminose, come pianeti luminosi e stelle molto luminose (come Sirius). L osservatore può impiegare svariate tecniche per eliminare i segni visibili di aberrazione cromatica, fra le quali figurano la riduzione dell apertura e l uso di filtri. Il cappuccio della lente dell obiettivo che copre la lente dell obiettivo del telescopio presenta al centro uno stop di apertura. Lasciando il cappuccio della lente sul telescopio con lo stop di apertura rimosso, si permette a tutta la luce in arrivo di passare più vicina al centro dell asse ottico. Poiché per la maggior parte i pianeti sono oggetti estremamente luminosi (visibili ad occhio nudo) qualsiasi perdita di luce derivante dalla riduzione dell apertura passerà inosservata. Il cappuccio della lente va sempre rimosso completamente quando si osservano oggetti del cielo profondo come le galassie e le nebulose, in quanto in questi casi l apertura (il potere di raccolta della luce) è essenziale e l aberrazione cromatica non costituisce un problema. Un altra tecnica utile per ridurre le aberrazioni e migliorare i dettagli planetari è l uso di filtri dell oculare colorati. Filtri vengono usati comunemente per far risaltare particolari dettagli planetari, come le calotte polari di Marte o le bande (fasce scure) e le zone (fasce chiare) di Giove. L uso del Filtro per rifrattore violetto Minus di Celestron (N. di catalogo 94121) riduce l effetto dell aberrazione cromatica, oltre a migliorare il contrasto e la risoluzione. 34
35 Dopo aver guardato per qualche tempo il cielo notturno, si potrebbe desiderare di provare a fotografarlo. Con il telescopio in dotazione sono possibili svariate forme di fotografia, fra cui la fotografia terrestre e quella celeste. Entrambi questi tipi di fotografia vengono discussi fornendo abbastanza informazioni da permettere all utente di iniziare a cimentarsi con essi. Tra gli argomenti trattati sono gli accessori richiesti e alcune semplici tecniche. Vari libri sul soggetto contengono ulteriori informazioni. Sotto vengono descritti i metodi di fotografia tradizionali con le apparecchiature tradizionali. Negli ultimi anni, le fotocamere digitali hanno acquistato grande diffusione ed è relativamente semplice usare questa nuova tecnologia per acquisire immagini attraverso i telescopi. Inoltre, le fotocamere CCD (prodotte in modo specifico per l astrofotografia e per la fotografia lunare e planetaria) sono diventate più economicamente alla portata dei fotografi dilettanti, ed hanno aperto nuove vie per acquisire immagini fantastiche. Oltre agli accessori specifici richiesti per ogni tipo di fotografia celeste, si avrà bisogno di una macchina fotografica ma non di una macchina fotografica qualsiasi. La macchina fotografica non deve disporre di molte delle funzioni offerte dalle odierne apparecchiature altamente tecnologiche. Per esempio, non occorrono la funzione di messa a fuoco automatica o il blocco dello specchio. Ecco le funzioni che sono obbligatoriamente necessarie per la fotografia celeste. Innanzitutto, un impostazione "B" che permetta di definire tempi di esposizione. Questo esclude le macchine fotografiche "punta e scatta" e limita la selezione alle macchine fotografiche reflex ad obiettivo singolo (SLR), il tipo più comune di macchina fotografica da 35 mm oggi sul mercato. In secondo luogo, l impostazione "B" o manuale NON deve dipendere dalla batteria. Molte delle nuove macchine fotografiche elettroniche usano la batteria per tenere aperto l otturatore durante i tempi di esposizione. Una volta esaurite le batterie, di solito dopo pochi minuti, l otturatore si chiude, a prescindere che il tempo di esposizione sia scaduto o no. Cercare una macchina fotografica che abbia un otturatore manuale quando si usa una modalità che impiega tempi di esposizione. Canon, Olympus, Nikon, Pentax e così via sono tutte marche che producono corpi macchina di questo genere. La macchina fotografica deve disporre di obiettivi intercambiabili, in modo da poterla collegare al telescopio e usare una varietà di obiettivi per la fotografia "piggyback". Se non si riesce a trovare una macchina fotografica nuova, si può acquistare un corpo macchina usato che magari non è funzionale al 100%. Il fotometro, per esempio, non occorre che sia operativo, in quanto si determinerà la lunghezza di esposizione manualmente. Occorrerà anche un cavo di rilascio con funzione di bloccaggio per tenere aperto l otturatore mentre si fanno altre cose. Sono disponibili modelli di rilascio meccanico e ad aria. Fotografia "piggyback" Il modo più facile di entrare nel regno dell astrofotografia a lunga esposizione del cielo profondo è con il metodo "piggyback". La fotografia "piggyback" viene eseguita con una macchina fotografica ed il suo normale obiettivo posti in cima al telescopio. Con la fotografia "piggyback" si possono catturare intere costellazioni e registrare nebulose su larga scala, che sono troppo grandi per la fotografia a fuoco primario. Poiché si fotografa con una lente a bassa potenza e si guida con un telescopio ad alta potenza, il margine di errore è molto alto. Piccoli errori commessi mentre si guida il telescopio non verranno registrati sulla pellicola. Per fissare la macchina fotografica al telescopio rifrattore o di Newton, usare la vite per adattatore piggyback situata in cima all anello di montaggio del tubo. Per il telescopio Schmidt- Cassegrain è disponibile una montatura per macchina fotografica piggyback opzionale. Le macchine fotografiche dispongono di un foro sul fondo dove si avvita la vite piggyback. Come con qualsiasi fotografia del cielo profondo, le foto vanno scattate da un sito di osservazione che offra una visuale di cielo scuro. L inquinamento luminoso attorno alle grandi aree urbane impedisce di vedere la luce tenue degli oggetti del cielo profondo. Si può comunque fare pratica anche quando il cielo non presenta le condizioni ideali. 1. Eseguire l allineamento polare del telescopio (usando uno dei metodi descritti in precedenza) e avviare l azionamento a motore opzionale. 2. Caricare la macchina fotografica con pellicola per diapositive, ISO 100 o più veloce, o con pellicola per fotografie, ISO 400 o più veloce! Quando si usano fotocamere digitali, fare esperimenti con varie impostazioni e leggere le istruzioni relative alla fotocamera, in quanto ciascuna di esse è piuttosto diversa dalle macchine fotografiche SLR con pellicola. 3. Impostare il rapporto f/ dell obiettivo della macchina fotografica in modo che sia da mezzo ad uno stop inferiore rispetto all impostazione di obiettivo completamente aperto. 35
36 4. Impostare la velocità dell otturatore sull impostazione "B" e mettere a fuoco l obiettivo sull infinito. 5. Individuare l area del cielo che si vuole fotografare e spostare il telescopio in modo da puntarlo in quella direzione. 6. Trovare una stella di guida adatta nel campo visivo dell oculare del telescopio. Questo è relativamente facile, perché si può ricercare un ampia area senza influenzare l area coperta dall obiettivo della macchina fotografica. Se non si dispone di un mirino luminoso per la guida, basta sfocare la stella di guida fino a quando non riempie la maggior parte del campo visivo. Questo facilita il rilevamento di eventuali spostamenti. 7. Rilasciare l otturatore usando un cavo di rilascio. 8. Monitorare la propria stella di guida per la durata dell esposizione, apportando le correzioni necessarie a mantenere la stella centrata. Fotografia a fuoco primario a breve tempo di esposizione per telescopi rifrattori e di Newton La fotografia a fuoco primario a breve tempo di esposizione è il modo migliore di iniziare a registrare immagini di oggetti celesti. Viene eseguita con la macchina fotografica SLR fissata al telescopio senza un oculare o un obiettivo di macchina fotografica in posizione. Per collegare la macchina fotografica SLR occorrono un adattatore a T e un anello a T per la propria macchina fotografica specifica (ovvero Canon, Nikon, Pentax ecc.). Il focalizzatore presenta nei telescopi rifrattori e di Newton un adattatore a T incorporato, ed è pronto ad accogliere il corpo di una macchina fotografica da 35 mm. L anello a T sostituisce il normale obiettivo di una macchina fotografica SLR da 35 mm. La fotografia a fuoco primario permette di catturare l intero disco solare (se si usa il filtro adatto) oltre che l intero disco lunare. Per collegare la macchina fotografica al telescopio, procedere come segue. Vedere la nota qui sotto relativa alle fotocamere digitali. 1. Rimuovere l oculare dal porta oculare da 31,8 mm (1,25 poll.). 2. Svitare il porta oculare da 31,8 mm (1,25 poll.) dal gruppo del focalizzatore. Così facendo si espone la filettatura maschio dell adattatore a T incorporato. 3. Avvitare l anello a T sulla filettatura esposta dell adattatore a T. 4. Montare il corpo della macchina fotografica sull anello a T, allo stesso modo in cui si monterebbe qualsiasi obiettivo. Fotografia a fuoco primario a breve tempo di esposizione per telescopi Schmidt-Cassegrain Usare un adattatore a T (N. di catalogo A), che si avvita sul supporto accessori del telescopio. L anello a T si avvita sull adattatore a T e poi si monta il corpo della macchina fotografica sull anello a T come si monterebbe qualsiasi altro obiettivo. Uso delle fotocamere digitali Per collegare una fotocamera digitale al telescopio occorrerà l Adattatore universale per fotocamera digitale (N. di catalogo 93626). L adattatore permette alla fotocamera di essere montata rigidamente. Per l acquisizione delle immagini si seguiranno le istruzioni relative alla propria fotocamera, in quanto le informazioni qui sotto si riferiscono alle macchine fotografiche SLR da 35 mm. Con la macchina fotografica collegata al telescopio, si è pronti per la fotografia a fuoco primario. Si può iniziare con un oggetto celeste facile, come la Luna. Ecco come procedere. 1. Caricare la macchina fotografica con una pellicola di velocità (ovvero valore di ISO) da moderata ad alta. Quando la Luna è una falce, sono consigliabili pellicole più veloci. Quando la Luna è quasi piena, e alla sua massima luminosità, sono preferibili pellicole più lente. Ecco alcune raccomandazioni per le pellicole. T-Max 100 T-Max 400 Qualsiasi pellicola per diapositive a colori da 100 a 400 ISO Fuji Super HG
37 2. Centrare la Luna nel campo del telescopio. 3. Mettere a fuoco il telescopio girando la manopola di messa a fuoco finché l immagine non risulta nitida. 4. Impostare sul valore appropriato la velocità dell otturatore (vedere la Tabella 6-1). 5. Far scattare l otturatore usando un cavo di rilascio. 6. Fare avanzare la pellicola e ripetere il processo. Fase lunare ISO 50 ISO 100 ISO 200 ISO 400 Falce 1/2 1/4 1/8 1/15 Quarto 1/15 1/30 1/60 1/125 Luna piena 1/30 1/60 1/125 1/250 Tabella 6-1 Sopra viene dato un elenco dei tempi di esposizione raccomandati quando si fotografa la Luna a fuoco primario con il telescopio. I tempi di esposizione indicati alla Tabella 7-1 vanno usati come punto d inizio. Si consiglia di provare sempre esposizioni superiori e inferiori rispetto ai tempi raccomandati. Scattare anche alcune foto con ciascuna velocità dell otturatore, per assicurarsi di ottenere una buona fotografia. Se si usa una pellicola in bianco e nero, provare un filtro giallo per ridurre l intensità della luce ed aumentare il contrasto. Tenere appunti accurati delle esposizioni usate. Queste informazioni sono utili se si vogliono riprodurre i propri risultati o se si vuole presentare una delle proprie foto a varie riviste di astronomia per una possibile pubblicazione! Questa tecnica viene anche usata per fotografare il sole, con l adeguato filtro solare. Proiezione dell oculare per un telescopio Schmidt-Cassegrain Questa forma di fotografia celeste è concepita per oggetti con piccole dimensioni angolari, principalmente la Luna ed i pianeti. I pianeti, sebbene siano fisicamente piuttosto grandi, appaiono piccoli in dimensioni angolari a causa delle loro grandi distanze. Si richiede quindi un ingrandimento da moderato ad alto per rendere l immagine abbastanza grande da mostrare ogni dettaglio. Sfortunatamente, la combinazione macchina fotografica/telescopio da sola non offre un ingrandimento sufficiente a produrre sulla pellicola dimensioni di immagine utilizzabili. Al fine di ottenere un immagine abbastanza grande, occorre collegare la macchina fotografica al telescopio con l oculare installato. A questo fine, occorrono due accessori addizionali; un tele estensore di alta qualità (N. di catalogo 93643), che si collega al supporto accessori visivi, ed un anello a T per la marca particolare della propria macchina fotografica (cioè Canon, Nikon, Pentax ecc.). A causa degli alti ingrandimenti ottenuti durante la proiezione dell oculare, il campo visivo è piuttosto ridotto, cosa che rende difficile trovare e centrare gli oggetti celesti. Per facilitare il compito, allineare il cercatore il più accuratamente possibile. Questo permette di centrare l oggetto nel campo visivo del telescopio soltanto in base alla visualizzazione del cercatore. Un altro problema introdotto dall alto ingrandimento è la vibrazione. Il semplice scatto dell otturatore anche con un cavo di rilascio produce una vibrazione abbastanza forte da rendere sfocata l immagine. Per ovviare al problema, usare l autoscatto della macchina fotografica se il tempo di esposizione è inferiore a un secondo un caso comune quando si fotografa la Luna. Per esposizioni superiori a un secondo, usare il cosiddetto "trucco del cappello". Questa tecnica prevede l uso di una carta nera tenuta in mano e posta sopra l apertura del telescopio per simulare un otturatore. La carta impedisce alla luce di entrare nel telescopio mentre l otturatore viene rilasciato. Una volta che l otturatore è stato rilasciato e la vibrazione è diminuita (dopo alcuni secondi), si toglie la carta nera per esporre la pellicola. Dopo che l esposizione è completa, mettere la carta sopra la parte SLR da 35 mm Anello a T Tele estensore anteriore del telescopio e chiudere l otturatore. Fare avanzare la pellicola per essere pronti per il prossimo scatto. Tenere presente che la carta va tenuta ad una distanza di alcuni centimetri davanti al telescopio, senza toccarlo. È più facile se sono disponibili due persone per questo processo; una rilascia l otturatore della macchina fotografica mentre l altra tiene in mano la carta. Ecco il processo per eseguire l esposizione. 37 Oculare Supporto accessori visivi Figura 6-1 Accessori per la fotografia con proiezione dell oculare
38 1. Trovare e centrare il bersaglio desiderato nel mirino della macchina fotografica. 2. Girare la manopola di messa a fuoco finché l immagine non risulta il più nitida possibile. 3. Mettere la carta nera sopra la parte anteriore del telescopio. 4. Rilasciare l otturatore usando il cavo di rilascio. 5. Attendere che si attenui la vibrazione causata dal rilascio dell otturatore. Attendere anche un momento di buona visibilità. 6. Togliere la carta nera dalla parte anteriore del telescopio per la durata dell esposizione (vedere la tabella di accompagnamento). 7. Rimettere la carta nera sopra la parte anteriore del telescopio. 8. Chiudere l otturatore della macchina fotografica. Fare avanzare la pellicola per essere pronti per la prossima esposizione. Non dimenticare di scattare foto con varia durata di esposizione, e di tenere appunti accurati sui procedimenti seguiti. Registrare la data, il telescopio, la durata dell esposizione, l oculare, il rapporto f/, la pellicola e alcuni commenti sulle condizioni di visibilità. La tabella che segue indica le esposizioni da usare per la proiezione dell oculare con un oculare da 10 mm. Tutti i tempi di esposizione sono espressi in secondi o in frazioni di secondo. Pianeta ISO 50 ISO 100 ISO 200 ISO 400 Luna /2 Mercurio Venere 1/2 1/4 1/8 1/15 Marte Giove Saturno Tabella 6-2 Tempi di esposizione raccomandati per fotografare i pianeti. I tempi di esposizione qui indicati vanno usati come punto d inizio. Si consiglia di provare sempre esposizioni superiori e inferiori rispetto ai tempi raccomandati. Scattare anche alcune foto con ciascuna velocità dell otturatore, per assicurarsi di ottenere una buona fotografia. Non è insolito ottenere una sola foto di buona qualità su un intero rullino da 36 esposizioni. NOTA: non bisogna aspettarsi di catturare maggiori dettagli di quelli che si possono vedere nell oculare al momento in cui si scattano le foto. Una volta che si sia diventati esperti in questa tecnica, si consiglia di fare esperimenti con diverse pellicole, con oculari con diverse lunghezze focali e persino con diversi filtri. Fotografia a fuoco primario a lungo tempo di esposizione Questa forma di fotografia celeste va tentata solo dopo essere diventati esperti nelle altre. È concepita principalmente per oggetti del cielo profondo, oggetti al di fuori del nostro sistema solare che includono ammassi stellari, nebulose e galassie. Sebbene possa sembrare che per questi oggetti dovrebbe richiedersi un potente ingrandimento, è vero proprio l opposto. Per la maggior parte, questi oggetti coprono grandi aree angolari, e rientrano perfettamente nel campo del fuoco primario del telescopio. La luminosità di questi oggetti, tuttavia, richiede lunghi tempi di esposizione e, di conseguenza, fotografarli è piuttosto difficile. Questo tipo di fotografia offre svariate tecniche, e quella scelta determina gli accessori standard richiesti. Il metodo migliore per l astrofotografia del cielo profondo a lunga esposizione è quello che utilizza un dispositivo di guida fuori asse quando si usa un telescopio Schmidt-Cassegrain. Questo dispositivo permette all utente di fotografare e guidare simultaneamente attraverso il telescopio. La Celestron offre un dispositivo di guida molto particolare e sofisticato, il Dispositivo di guida radiale (N. di catalogo 94176). Inoltre, occorrerà un anello a T per collegare la macchina fotografica a tale Dispositivo. Se si ha in dotazione un telescopio rifrattore o di Newton si possono saltare i commenti relativi al Dispositivo di guida radiale, ma tutto il resto è pertinente. Fra le altre apparecchiature richieste c è un oculare di guida. A differenza delle altre forme di astrofotografia, che permettono una guida piuttosto approssimativa, il fuoco primario richiede una guida meticolosa per lunghi periodi. Per ottenerla, si avrà bisogno di un oculare di guida con un reticolo illuminato per monitorare la stella di guida. A questo scopo, la Celestron offre l Oculare Microguida (N. di catalogo 94171). Ecco un breve sommario della tecnica. 38
39 Nota: Fotocamere digitali seguire le istruzioni accluse alla fotocamera sulla focalizzazione e sui dati relativi all otturatore. 1. Eseguire l allineamento polare del telescopio. Per ulteriori informazioni sull allineamento polare, vedere la sezione Allineamento polare, riportata in precedenza in questo manuale. 2. Rimuovere tutti gli accessori visivi. 3. Avvitare il Dispositivo di guida radiale sul telescopio. 4. Avvitare l anello a T sul Dispositivo di guida radiale. 5. Montare il corpo della macchina fotografica sull anello a T, allo stesso modo in cui si monterebbe qualsiasi obiettivo. 6. Impostare la velocità dell otturatore sull impostazione "B". 7. Mettere a fuoco il telescopio su una stella. 8. Centrare il soggetto nel campo della macchina fotografica. 9. Trovare una stella di guida adatta nel campo del telescopio. Questo potrebbe essere il processo che richiede più tempo. 10. Aprire l otturatore usando il cavo di rilascio. 11. Monitorare la stella di guida per la durata dell esposizione, usando i pulsanti sul dispositivo di comando manuale per apportare le correzioni richieste. 12. Chiudere l otturatore della macchina fotografica. Quando si inizia, usare pellicole veloci per acquisire quanto più dettaglio possibile nel più breve tempo possibile. Ecco alcune raccomandazioni per pellicole di qualità provata. Ektar 1000 (foto a colori) Konica 3200 (foto a colori) Fujichrome 1600D (diapositive a colori) 3M 1000 (diapositive a colori) Scotchchrome 400 T-Max 3200 (foto in bianco e nero) T-Max 400 (foto in bianco e nero) Man mano che si perfeziona la propria tecnica, si consiglia di provare pellicole specializzate, ovvero pellicole che sono state progettate o trattate in modo particolare per la fotografia celeste. Ecco alcune pellicole molto usate. Ektar 125 (foto a colori) Fujichrome 100D (diapositive a colori) Tech Pan, ipersensibilizzata "gas hypered" (foto in bianco e nero) T-Max 400 (foto in bianco e nero) Non esiste una tabella di determinazione delle esposizioni per aiutare l utente ad iniziare. Il modo migliore per determinare la lunghezza dell esposizione è guardare delle foto pubblicate e vedere quali combinazioni di esposizione di pellicola sono state usate. Oppure si possono scattare foto campione non guidate di varie parti del cielo mentre l azionamento sta funzionando. Scattare sempre foto con esposizioni di varie lunghezze per determinare quella migliore. Fotografia planetaria e lunare con speciali dispositivi per la creazione di immagini Negli ultimi anni è stata sviluppata una nuova tecnologia che permette di acquisire splendide immagini dei pianeti e della luna in modo relativamente facile, con risultati davvero straordinari. Celestron offre il NexImage (N. di catalogo 93712), una speciale fotocamera che include un software per l elaborazione delle immagini. Addirittura la prima sera che si esce a fare osservazioni celesti si possono catturare immagini planetarie che fanno concorrenza a quelle che i professionisti acquisivano con grandi telescopi solo pochi anni fa. 39
40 Creazione di immagini CCD per oggetti del cielo profondo Sono state sviluppate speciali fotocamere per acquisire immagini di oggetti del cielo profondo. Queste fotocamere sono state sviluppate negli ultimi anni e sono diventate molto più economiche, permettendo ai dilettanti di acquisire immagini fantastiche. Sono stati scritti molti libri su come acquisire le migliori immagini possibili. La tecnologia continua a evolversi, lanciando sul mercato prodotti migliori e più facili da usare. Fotografia terrestre Il telescopio funge da eccellente teleobiettivo per la fotografia terrestre. Il telescopio è in essenza un teleobiettivo a lunghezza focale lunga. Le fotocamere SLR da 35 mm vengono montate direttamente sul telescopio (usando l adattatore a T incorporato sui telescopi rifrattori e su quelli di Newton, o usando l adattatore a T, N. di catalogo A per i telescopi Schmidt-Cassegrain). Per usare una fotocamera digitale occorrerà l Adattatore universale per fotocamera digitale (N. di catalogo 93626). Si possono acquisire immagini di varie vedute pittoresche, animali selvatici, natura, praticamente di tutto. Per ottenere le immagini migliori si dovrà sperimentare con la messa a fuoco, le velocità e così via. Misurazioni I telescopi della Serie Omni hanno aperture fisse e, di conseguenza, rapporti f/ fissi. Per esporre correttamente i soggetti dal punto di vista fotografico, si dovrà impostare di conseguenza la velocità dell otturatore. La maggior parte delle fotocamere SLR da 35 mm offre una gradazione visibile attraverso l obiettivo che permette all utente di sapere se l immagine è sottoesposta o sovraesposta. Le regolazioni per ottenere le esposizioni corrette vengono apportate cambiando la velocità dell otturatore. Consultare il manuale della propria fotocamera per informazioni specifiche sulla gradazione e sul cambiamento delle velocità di otturazione. Riduzione della vibrazione Il rilascio manuale dell otturatore può causare vibrazioni che producono foto sfocate. Per ridurre la vibrazione quando si fa scattare l otturatore, usare un cavo di rilascio. Un cavo di rilascio allontana le mani dalla macchina fotografica e dall obiettivo, eliminando la possibilità di introdurre vibrazioni. Si possono usare rilasci dell otturatore meccanici, sebbene quelli azionati ad aria siano i migliori. Foto sfocate possono anche derivare da velocità di otturazione troppo lente. Per evitare questo problema, si consiglia di usare pellicole che producono velocità di otturazione superiori a 1/250 di secondo quando si tiene in mano l obiettivo. Se l obiettivo è montato su un treppiedi, la lunghezza di esposizione è praticamente illimitata. Un altro modo per ridurre la vibrazione è l uso di Cuscinetti di soppressione della vibrazione (N. di catalogo 93503). Questi cuscinetti vengono messi fra il terreno ed i piedi del treppiedi, e riducono l ampiezza ed la durata della vibrazione. 40
41 Sebbene il telescopio richieda poca manutenzione, sarà bene ricordare alcune cose per assicurare le prestazioni ottimali del dispositivo. Ciascun tipo di modello ottico ha istruzioni per la collimazione particolari, descritte sotto. Cura e pulizia dell ottica Occasionalmente, potrebbero accumularsi polvere e/o umidità sulla lente dell obiettivo, sulla piastra correttrice o sullo specchio primario, a seconda del tipo di telescopio in dotazione. Va prestata un attenzione particolare quando si pulisce qualsiasi strumento, per non danneggiarne l ottica. Se si è accumulata polvere sugli elementi ottici, rimuoverla con una spazzolina (di pelo di cammello) o con una bomboletta di aria pressurizzata (spruzzare in posizione angolata rispetto alla superficie di vetro per un periodo compreso fra due e quattro secondi). Usare quindi una soluzione detergente per componenti ottici ed una salvietta di carta bianca per eliminare eventuali residui restanti. Applicare la soluzione alla salvietta e poi usare la salvietta di carta per pulire l ottica. I passaggi vanno applicati con una leggera pressione e devono andare dal centro della lente (o dello specchio) verso l'esterno. NON strofinare con movimenti circolari! Si può usare un detergente per lenti disponibile in commercio o si può preparare la propria miscela. Una buona soluzione detergente è composta da alcol isopropilico miscelato con acqua distillata. Le proporzioni della soluzione dovrebbero essere per il 60% alcol isopropilico e per il 40% acqua distillata. Oppure si può usare detergente liquido per stoviglie diluito con acqua (un paio di gocce di detergente in 1 litro d acqua). Occasionalmente, si potrebbe riscontrare un accumulo di rugiada sull ottica del telescopio durante una sessione di osservazione. Se si vuole continuare l osservazione, la rugiada va rimossa, con un asciugacapelli (all impostazione di potenza minima) o puntando il telescopio verso il suolo fino a quando la rugiada non evapora. Se si condensa umidità all interno dell ottica, rimuovere gli accessori dal telescopio. Disporre quindi il telescopio in un ambiente privo di polvere e puntarlo verso il basso. Così facendo si eliminerà l umidità dal tubo del telescopio. Per ridurre al minimo l esigenza di pulire il telescopio, rimettere al loro posto tutti i coperchi delle lenti non appena si finisce di usare il dispositivo. Poiché le celle NON sono sigillate, i coperchi vanno disposti sopra le aperture quando non si usa il telescopio. Così facendo si impedisce agli agenti contaminanti di penetrare nel tubo ottico. La pulizia e le regolazioni interne vanno eseguite solo dalla divisione Celestron addetta alle riparazioni. Se il telescopio necessita di una pulizia interna, si prega di contattare la fabbrica per informazioni in merito. Collimazione dei telescopi rifrattori Assicurarsi di leggere attentamente tutte queste istruzioni prima di tentare di eseguire la collimazione. La collimazione è il processo di allineamento reciproco dell asse ottico di ciascun elemento ottico e con l asse meccanico del tubo del telescopio. Per un modello ottico come quello del telescopio rifrattore, questo significa allineare l asse ottico della lente dell obiettivo con l asse ottico dell oculare sull altra estremità del tubo ottico. Il telescopio rifrattore Omni in dotazione è stato allineato correttamente in fabbrica. Tuttavia, una manipolazione molto brusca durante il trasporto può con il passare del tempo alterare l allineamento delle lenti. Il telescopio rifrattore Omni potrebbe avere in dotazione un alloggiamento regolabile della lente dell obiettivo per assistere l utente nell allineamento dell asse ottico. È raro che sia necessario eseguire la collimazione, e se il telescopio in dotazione non dispone di viti di regolazione della collimazione potrebbe essere necessario rispedirlo alla fabbrica per l allineamento. Viti di collimazione (brugola) Viti di montaggio (con taglio a croce) Per determinare se è necessaria la ricollimazione, il telescopio va approntato all aperto durante la notte. Deve essere una notte senza vento, in cui il telescopio dovrà restare all aperto per minuti prima di poter tentare l operazione di collimazione. Occorre anche attendere una notte con buone condizioni di visibilità, e occorre evitare di guardare qualsiasi cosa che produca onde di calore (per esempio tetti di case o cofani di automobili). 41 Figura 7-1 Alloggiamento della lente dell obiettivo (con copriobiettivo rimosso); mostrati la montatura e le viti di collimazione.
42 Scegliere una stella luminosa e centrarla nel campo visivo del telescopio. Studiare l immagine della stella mentre la si fa entrare e uscire dal fuoco usando un oculare che produca una potenza da 30 a 60 per ogni pollice di apertura. Se è presente un modello di messa a fuoco asimmetrico, è necessaria la collimazione. (Se il telescopio è collimato correttamente, l immagine della stella fuori fuoco appare come un modello anulare concentrico simile a quello illustrato alla Figura 7-2). Per la collimazione, il telescopio deve trovarsi su una montatura equatoriale con avviamento a motore (ovvero con motore che esegue l inseguimento) che sia all incirca allineata polarmente, oppure puntato verso una stella stazionaria senza che l azionamento a motore sia in funzione. Polaris, la stella polare, è la più adatta per l operazione di collimazione per gli osservatori che si trovano nell emisfero settentrionale, perché appare immobile contro il cielo di sfondo per un periodo abbastanza lungo da permettere l esecuzione della collimazione. Polaris è l ultima stella nel manico del Piccolo Carro (Orsa Minore) e la sua distanza sopra l orizzonte settentrionale è sempre uguale all angolo di latitudine dell osservatore. Prima di eseguire la collimazione, individuare le tre (3) viti di montaggio sull alloggiamento della lente dell obiettivo sulla parte anteriore del tubo. (Queste viti fissano l alloggiamento della lente dell obiettivo al tubo principale, e non vanno rimosse). Potrebbe essere necessario rimuovere il copri-obiettivo dalla parte anteriore del tubo, per facilitare l accesso alle viti di collimazione. Accanto a ciascuna vite di montaggio si trova una vite brugola più corta (vite di collimazione) che preme contro il tubo ottico per articolare l alloggiamento della lente dell obiettivo (vedere la Figura 7-1). Per eseguire la regolazione, la vite di montaggio viene allentata mentre la vite brugola viene girata in dentro o in fuori. Quindi, la vite di montaggio viene serrata di nuovo. Viene regolato solo uno dei tre (3) gruppi alla volta. Di solito, movimenti nell ordine di 1 / 8 di giro fanno già la differenza, e solo movimenti da circa 1 / 2 giro a 3 / 4 di giro sono il massimo richiesto. NON rimuovere né retrarre le viti di montaggio di più di uno (1) o due (2) giri! Quando la stella Polaris o un altra stella luminosa vengono centrate nel campo visivo, eseguire la messa a fuoco con l oculare di maggiore potenza (ovvero uno con la lunghezza focale minore). Con questo si intendono oculari nell intervallo da 4 mm a 6 mm. La stella deve essere ben centrata nel campo visivo dell oculare. Potrebbe essere utile eseguire il procedimento in due, in modo che una persona possa eseguire la visualizzazione e indicare all altra quali viti vengono girate in modo corretto e di quanto. Iniziare allentando una vite con taglio a croce (di montaggio) di circa 1 giro e facendo avanzare la vite brugola per vedere se il movimento è corretto. Se non lo è, annullare il procedimento eseguito e provare un altro gruppo di viti. Dopo aver effettuato la prima regolazione, è necessario ripuntare il tubo del telescopio per centrare di nuovo la stella nel campo visivo. Si può poi giudicare la simmetria dell immagine della stella uscendo dalla focalizzazione esatta e rientrandovi, ed esaminando l immagine della stella. Se vengono eseguite le giuste regolazioni, si dovrebbero notare dei miglioramenti. Poiché sono presenti tre (3) gruppi di viti, potrebbe essere necessario muovere almeno due (2) di essi per ottenere il necessario movimento della lente. NON serrare eccessivamente le viti di montaggio esterne! Una volta collimato, il telescopio non dovrebbe necessitare di ulteriore collimazione, a meno che non sia stato urtato o fatto vibrare drasticamente. Oculare per collimazione del telescopio rifrattore Il telescopio rifrattore include nella dotazione un oculare di collimazione che può aiutare l utente a controllare approssimativamente l allineamento del telescopio durante il giorno. L oculare per collimazione presenta un sito con foro puntiforme che aiuta l utente a determinare se gli elementi ottici sono adeguatamente allineati con il tubo. Con il focalizzatore girato completamente in dentro e il prisma diagonale rimosso, mettere l oculare per collimazione all interno del tubo del focalizzatore. Se il telescopio è collimato correttamente, si dovrebbe essere in grado di vedere l intero bordo della lente dell obiettivo quando si guarda attraverso il foro puntiforme. Se la lente dell obiettivo appare ovale, potrebbe essere necessario collimare il telescopio come descritto sopra. Collimazione di un telescopio Schmidt-Cassegrain Figura 7-3 Le tre viti di collimazione si trovano davanti all alloggiamento dello specchio secondario Le prestazioni ottiche del telescopio sono direttamente collegate alla sua collimazione, ovvero all allineamento del suo sistema ottico. Il telescopio in dotazione è stato collimato in fabbrica dopo essere stato assemblato completamente. Tuttavia, se il telescopio è stato fatto cadere o è stato sottoposto a brusche vibrazioni durante il trasporto, potrebbe aver bisogno di essere collimato. L unico elemento ottico che potrebbe necessitare di regolazione, o per il quale la regolazione è possibile, è l inclinazione dello specchio secondario. Per controllare la collimazione del telescopio, occorrerà una sorgente di luce. Una stella luminosa vicino allo zenit è ideale, in quanto presenta una quantità minima di distorsione atmosferica. Assicurarsi che l inseguimento della stella (con un azionamento a motore opzionale) sia in funzione, in modo da non dover inseguire la stella manualmente. Oppure, se non si vuole accendere il telescopio, si può usare la stella Polaris. La sua posizione in relazione al polo celeste fa sì che si muova molto poco, eliminando così l esigenza di inseguirla manualmente. 42 Figura 7-2 Un telescopio collimato deve produrre un immagine di anello simmetrica simile al disco di diffrazione illustrato qui.
43 Prima di iniziare il processo di collimazione, assicurarsi che il telescopio sia in equilibrio termico con l ambiente circostante. Se ci si sposta fra luoghi con grande differenza di temperatura, attendere 45 minuti affinché il telescopio raggiunga tale equilibrio. Per verificare la collimazione, visualizzare una stella vicina allo zenit. Usare un oculare di potenza da media ad alta con lunghezza focale da 12 mm a 6 mm. È importante centrare una stella al centro del campo visivo per poter giudicare il livello di collimazione. Passare lentamente dal fuoco al fuori fuoco e giudicare la simmetria della stella. Se si nota un decentramento sistematico della stella su un lato, occorre rieseguire la collimazione. Figura 7-4 Anche se l immagine della stella appare uguale su entrambi i lati della focalizzazione, è asimmetrica. L ostruzione scura è spostata sul lato sinistro del modello di diffrazione, indicando una scarsa collimazione. A questo fine, occorre serrare la vite (o le viti) di collimazione secondaria che sposta la stella attraverso il campo visivo in direzione della luce decentrata. Queste viti si trovano nel porta specchio secondario (vedere la Figura 7-3). Apportare solo piccole regolazioni di 1/6-1/8 di giro alle viti di collimazione e ricentrare la stella spostando il telescopio prima di fare eventuali miglioramenti o prima di apportare ulteriori regolazioni. Per semplificare la procedura di collimazione, seguire questi facili procedimenti. 1. Mentre si guarda attraverso un oculare di potenza da media ad alta, mettere fuori fuoco una stella luminosa fino a quando non appare un modello ad anello con un ombreggiatura scura (vedere la Figura 7-4). Centrare la stella fuori fuoco e notare in che direzione è decentrata l ombreggiatura centrale. 2. Mettere il dito lungo il bordo della cella anteriore del telescopio (fare attenzione a non toccare la piastra correttrice), puntando verso le viti di collimazione. L ombra del dito dovrebbe essere visibile quando si guarda nell oculare. Ruotare il dito attorno al bordo del tubo finché la sua ombra non viene vista più vicina alla porzione più stretta degli anelli (ovvero la stessa direzione verso la quale è decentrata l ombreggiatura centrale). 3. Individuare la vite di collimazione posta più vicina al punto dove si trova il dito. Sarà questa la vite di collimazione che occorre regolare per prima. (Se il dito si trova esattamente fra due delle viti di collimazione, occorre regolare la vite opposta al punto in cui si trova il dito). 4. Usare i pulsanti del dispositivo di comando manuale per spostare l immagine della stella fuori fuoco fino al bordo del campo visivo, nella stessa direzione verso la quale è decentrata l ostruzione centrale dell immagine della stella. 5. Mentre si guarda attraverso l oculare, usare una chiave per viti brugola per girare la vite di collimazione individuata ai procedimenti 2 e 3. Di solito è sufficiente un decimo di giro per notare un cambiamento nella collimazione. Se l immagine della stella si sposta al di fuori del campo visivo nella direzione verso la quale è decentrata l ombreggiatura centrale, si sta girando la vite di collimazione nella direzione sbagliata. Girare la vite in direzione opposta, in modo che l immagine della stella si sposti verso il centro del campo visivo. Figura 7-5 Un telescopio collimato dovrebbe apparire simmetrico, con l ostruzione centrale centrata nel odello di diffrazione della stella. 6. Se mentre si gira la vite si nota che diventa molto allentata, basta serrare le altre due viti degli stessi giri. Al contrario, se la vite di collimazione diventa troppo serrata, allentare le altre due viti degli stessi giri. 7. Una volta che l immagine della stella si trovi al centro del campo visivo, verificare se gli anelli sono concentrici. Se l ostruzione centrale è ancora decentrata nella stessa direzione, continuare a girare la vite/le viti nella stessa direzione. Se si nota che il modello anulare è decentrato in una direzione diversa, basterà ripetere i procedimenti da 2 a 6 come indicato sopra per la nuova direzione. 43
44 Una collimazione perfetta mostra un immagine di stella molto simmetrica subito a fuoco e fuori fuoco. Inoltre, una collimazione perfetta offre le specifiche di prestazione ottica ottimali per raggiungere le quali il telescopio è stato progettato. Se la visibilità (ovvero la stabilità dell aria) è turbolenta, è difficile valutare la collimazione. Se l aria è turbolenta, attendere una sera migliore per eseguire la collimazione, o puntare il telescopio verso una parte del cielo più stabile, che verrà indicata da stelle dalla luminosità immobile invece che scintillante. Collimazione di un telescopio di Newton Le prestazioni ottiche della maggior parte dei telescopi di Newton possono essere ottimizzate eseguendo se necessario la ricollimazione (allineamento) dell ottica del telescopio. Collimare il telescopio significa semplicemente bilanciare i suoi elementi ottici. Una collimazione scadente determina aberrazioni e distorsioni ottiche. Prima di collimare il telescopio, occorre acquistare familiarità con tutti i suoi componenti. Lo specchio primario è lo specchio grande situato all estremità posteriore del tubo del telescopio. Questo specchio viene regolato allentando e serrando le tre viti, situate a 120 gradi l'una dall'altra, che si trovano all estremità del tubo del telescopio. Lo specchio secondario (il piccolo specchio ellittico situato sotto il focalizzatore, nella parte anteriore del tubo) ha anch esso tre viti di regolazione. Per determinare se il telescopio necessita di collimazione, puntarlo innanzitutto all esterno, verso una parete luminosa o verso il cielo azzurro. Non guardate mai direttamente il sole ad occhio nudo né con il telescopio (a meno che non disponiate dell'apposito filtro solare), onde evitare danni permanenti e irreversibili agli occhi. Allineamento dello specchio secondario La procedura che segue descrive la collimazione diurna del telescopio usando lo strumento per collimazione di Newton (N. di catalogo 94183) offerto da Celestron. Per collimare il telescopio senza lo strumento per collimazione, leggere la seguente sezione sulla collimazione notturna su una stella. Per una collimazione molto precisa, viene offerto l Oculare per collimazione opzionale da 31,8 mm (1,25 poll.) (N. di catalogo 94182). Se nel focalizzatore c'è un oculare, rimuoverlo. Servendosi delle manopole di messa a fuoco, ritirare completamente il tubo del focalizzatore, fino a quando la sua parte color argento non è più visibile. Attraverso il focalizzatore si guarderà un riflesso dello specchio secondario, proiettato dallo specchio primario. Durante questo passaggio, ignorare il riflesso proiettato dallo specchio primario. Inserire il tappo di collimazione nel focalizzatore e guardare attraverso di esso. Con il fuoco retratto completamente, si dovrebbe essere in grado di vedere l intero specchio primario riflesso nello specchio secondario. Se lo specchio primario non è centrato nel secondario, regolare le viti del secondario serrandole e allentandole alternatamente fino a quando la periferia dello specchio primario non risulta centrata nella propria visuale. NON allentare né serrare la vite centrale nel supporto dello specchio secondario, in quanto mantiene la corretta posizione dello specchio. Allineamento dello specchio primario Ora regolare le viti dello specchio primario per centrare di nuovo il riflesso del piccolo specchio secondario, in modo che se ne veda il profilo proiettato contro la vista del primario. Quando si guarda nel focalizzatore, i profili proiettati degli specchi dovrebbero apparire concentrici. Ripetere i passaggi uno e due fino a quando non si ottiene questo risultato. Rimuovere il tappo di collimazione e guardare nel focalizzatore; si dovrebbe vedere il riflesso del proprio occhio nello specchio secondario. 44
45 Viste di collimazione di Newton come appaiono attraverso il focalizzatore usando il tappo di collimazione Lo specchio secondario richiede regolazione. Lo specchio primario richiede regolazione. Specchio secondario Specchio primario Morsetto dello specchio Entrambi gli specchi allineati con il tappo di collimazione nel focalizzatore. Entrambi gli specchi allineati con l occhio che guarda nel focalizzatore. 45
46 Collimazione notturna su una stella Dopo aver completato con successo la collimazione diurna, si può eseguire la collimazione notturna su una stella regolando precisamente lo specchio primario mentre il tubo del telescopio si trova sulla sua montatura ed è puntato su una stella luminosa. Occorre approntare il telescopio di notte e studiare l immagine di una stella ad una potenza da media ad alta (potenza di per pollice di apertura). Se la focalizzazione non è simmetrica, potrebbe essere possibile correggere il problema eseguendo solo la ricollimazione dello specchio primario. Procedura Si prega di leggere completamente questa sezione prima di iniziare. Per eseguire la collimazione su una stella nell emisfero settentrionale, puntare il telescopio su una stella stazionaria, come la stella polare (Polaris). La si può trovare nel cielo settentrionale, ad una distanza sopra l orizzonte pari alla propria latitudine. La stella polare è anche la stella terminale nel "manico" del Piccolo Carro, o Orsa Minore. Non è la stella più luminosa nel cielo, e potrebbe persino apparire tenue e indistinta, a seconda delle condizioni del cielo sovrastante la propria posizione. Se ci si trova nell emisfero meridionale, puntare il telescopio sulla stella Sigma Octantis. Figura 7-6 Specchio primario. Le viti zigrinate grandi sono per la collimazione, mentre quelle piccole sono per bloccare lo specchio in posizione. Prima di eseguire la ricollimazione dello specchio primario, individuare le viti di collimazione sul retro del tubo del telescopio. La cella posteriore (mostrata nella Figura 7-6) ha tre grandi viti zigrinate, usate per la collimazione, e tre piccole viti zigrinate, usate per bloccare in posizione lo specchio. Le viti di collimazione inclinano lo specchio primario. Si inizia allentando le piccole viti di bloccaggio di pochi giri ciascuna. Di solito, movimenti nell ordine di 1 / 8 di giro fanno già la differenza, e movimenti da circa 1 / 2 giro a 3 / 4 di giro sono il massimo richiesto per le grandi viti di collimazione. Girare una vite di collimazione alla volta e, servendosi di un utensile o di un oculare per collimazione, verificare come il movimento influenza la collimazione (vedere il paragrafo qui sotto). Occorrerà fare alcune prove, ma prima o poi si otterrà la centratura desiderata. Si consiglia di usare lo strumento o l oculare per collimazione opzionali. Guardare nel focalizzatore e notare se il riflesso secondario si è spostato più vicino al centro dello specchio primario. Tenendo la stella Polaris o un altra stella luminosa centrata entro il campo visivo, mettere a fuoco con l oculare standard o con l oculare della massima potenza, cioè quello dalla lunghezza focale minima in mm, come un 6 mm o un 4 mm. Un altra opzione è quella di usare un oculare di lunghezza focale superiore insieme ad una lente di Barlow. Quando una stella è focalizzata, dovrebbe apparire come un punto nitido di luce. Se quando si mette a fuoco la stella questa appare di forma irregolare o ai suoi bordi la luce diverge, questo significa che gli specchi non sono allineati correttamente. Se si nota che la luce divergente proveniente dalla stella resta ferma in posizione quando si entra ed esce dalla focalizzazione esatta, la ricollimazione aiuterà ad ottenere un immagine più nitida. 46
47 Quando si è soddisfatti della collimazione, serrare le piccole viti di bloccaggio. Figura 7-7 Anche se l immagine della stella appare uguale su entrambi i lati della focalizzazione, è asimmetrica. L ostruzione scura è spostata sul lato sinistro del modello di diffrazione, indicando una scarsa collimazione. Notare in che direzione la luce sembra divergere. Per esempio, se la luce sembra divergere in direzione delle ore tre nel campo visivo, occorre spostare quella vite o quella combinazione di viti di collimazione che sono necessarie a spostare l immagine della stella nella direzione della svasatura. In questo esempio, si vuole spostare l immagine della stella nel proprio oculare, regolando le viti di collimazione, verso la posizione corrispondente alle ore tre nel campo visivo. Potrebbe essere sufficiente anche solo regolare una vite abbastanza da spostare l immagine della stella dal centro del campo visivo fino a circa metà strada, o meno, verso il bordo del campo visivo stesso (quando si usa un oculare ad alta potenza). Il modo migliore per eseguire le regolazioni della collimazione consiste nel visualizzare la posizione della stella nel campo visivo e nel girare al tempo stesso le viti di regolazione. In questo modo si può vedere esattamente in che direzione si verifica il movimento. Potrebbe essere utile essere in due a eseguire la collimazione: una persona che visualizza e indica quali viti girare e di quanto, e l altra che esegue le regolazioni sulle viti. Figura 7-8 Un telescopio collimato deve produrre un immagine di anello simmetrica simile al disco di diffrazione illustrato qui. IMPORTANTE: dopo aver effettuato la prima regolazione, o ciascuna regolazione dopo di essa, è necessario ripuntare il tubo del telescopio per centrare di nuovo la stella nel campo visivo. Si può poi giudicare la simmetria dell immagine della stella uscendo dalla focalizzazione esatta e rientrandovi, ed esaminando l immagine della stella. Se vengono eseguite le giuste regolazioni, si dovrebbero notare dei miglioramenti. Poiché sono presenti tre viti, potrebbe essere necessario spostare almeno due di esse per ottenere il necessario movimento dello specchio. 47
48 Gli accessori opzionali per il telescopio Omni contribuiranno ad aumentare il piacere delle osservazioni e ne amplieranno l utilità. Questo è solo un breve elenco dei vari accessori: per un elenco completo ed una descrizione degli accessori disponibili, visitare il sito Web Celestron. Lenti di Barlow Una lente di Barlow è una lente negativa che aumenta la lunghezza focale di un telescopio. Quando viene usata con qualsiasi oculare, ne raddoppia l ingrandimento. Celestron offre svariate lenti di Barlow da 31,8 mm (1,25 poll.). La Lente di Barlow Ultima 2x (N. di catalogo 93506) è un tripletto di lenti compatto, con un rivestimento multiplo completo, per la massima trasmissione di luce. La Lente di Barlow Omni (N. di catalogo 93326) è una lente di Barlow compatta acromatica lunga meno di 7,6 cm (3 poll.) e pesante solo 113 grammi (4 once), che funziona molto bene con tutti gli oculari Celestron. Oculare per collimazione da 31,8 mm (1,25 poll.) N. di catalogo L oculare per collimazione è ideale per ottenere la collimazione precisa dei telescopi di Newton, ed è utile per l allineamento dello Schmidt-Cassegrain. Questo speciale oculare si adatta nei diagonali e nei focalizzatori da 31,8 mm (1,25 poll.). Oculari Come i telescopi, gli oculari sono disponibili in una varietà di modelli. Ciascun modello presenta particolari vantaggi e svantaggi. Sotto sono indicati solo alcuni degli oculari disponibili. Plössl Omni Gli oculari Plössl hanno una lente a 4 elementi concepita per le osservazioni con potenza da bassa ad alta. Gli oculari Plössl offrono vedute nitidissime entro l intero campo, persino ai margini! In diametro di barilotto da 31,8 mm (1,25 poll.), sono disponibili nelle seguenti lunghezze focali: 4 mm, 6 mm, 9 mm, 12,5 mm, 15 mm, 20 mm, 25 mm, 32 mm e 40 mm. X-Cel Questo modello a 6 elementi permette a ciascun oculare X-Cel di avere un sollievo oculare da 20 mm, un campo visivo di 55 e un apertura della lente di oltre 25 mm (anche con il 2,3 mm). Per mantenere immagini nitidissime e con correzione del colore in tutto il suo campo visivo di 55, viene usato vetro a dispersione ultra bassa per gli elementi ottici con maggiore curvatura. Le eccellenti proprietà rifrattive di questi elementi ottici di alta qualità rendono la linea X-Cel particolarmente adatta alle osservazioni planetarie ad alto ingrandimento, laddove sono davvero apprezzate le visualizzazioni nitide e prive di colorazioni. Gli oculari X-Cel sono disponibili in barilotti da 31,8 mm (1,25 poll.) nelle seguenti lunghezze focali: 2,3 mm, 5 mm, 8 mm, 10 mm, 12,5 mm, 18 mm, 21 mm e 25 mm. Gruppi di filtri, oculare da 31,8 mm (1,25 poll.) Celestron offre quattro comodi gruppi di filtri, ciascuno contenente quattro filtri diversi. Queste combinazioni di filtri non solo sono molto utili, ma costituiscono anche un modo economico di aggiungere versatilità alla propria collezione di filtri. Serie 1 N. di catalogo Arancione, azzurro, Densità neutra 13% T, Polarizzante (N. 21, 80A, 15, Polarizing) Serie 2 N. di catalogo Giallo intenso, rosso, verde chiaro, Densità neutra 25% T (N. 12, 25, 56, 96ND-25) Serie 3 N. di catalogo Rosso chiaro, blu, verde, Densità neutra 50% T (N. 23A, 38A, 58, 96ND-50) Serie 4 N. di catalogo Giallo, giallo intenso, viola, azzurro (N. 8, 47, 82A, 96ND-13) Torcia elettrica per la visione notturna (N. di catalogo 93588) Il modello di torcia elettrica d alta qualità per l astronomia Celestron impiega due LED rossi per preservare meglio la visione notturna, rispetto ai filtri rossi o altri dispositivi. La luminosità è regolabile. Funziona con un unica batteria da 9 V (in dotazione). 48
49 Diagonale a specchio da 50,8 mm (2 poll.) (N. di catalogo 93519) Celestron offre un Diagonale a specchio da 50,8 mm (2 poll.) e 90 da avvitare sui telescopi Schmidt-Cassegrain o da far scivolare nel barilotto di un focalizzatore di rifrattore da 50,8 mm (2 poll.). Questo diagonale include un adattatore per poter accettare oculari da 31,8 mm (1,25 poll.). Ha uno specchio a rivestimento multiplo ed una meccanica fluida realizzata mediante fabbricazione di precisione per offrire la massima affidabilità. Adattatore per fotocamera digitale Universale (N. di catalogo 93626) Una piattaforma di montaggio universale che permette la fotografia afocale (fotografia attraverso l oculare di un telescopio) usando oculari da 30 mm o 50 mm (1,25 o 2 pollici) con la fotocamera digitale. Diagonale raddrizzatore d immagine (N. di catalogo A) Questo accessorio è una configurazione a prisma di Amici che permette all osservatore di guardare nel telescopio ad un angolo di 45 con immagini orientate correttamente (ovvero diritte e non speculari). È utile per le osservazioni terrestri diurne, con i telescopi rifrattori e Schmidt-Cassegrain. Oculare Microguida (N. di catalogo 94171) Questo reticolo multiuso da 31,8 mm (1,25 poll.) / 12,5 mm può essere usato per guidare astrofotografie del cielo profondo, per misurare angoli di posizione e separazioni angolari, e per tanto ancora. Il reticolo inciso al laser offre righe nitidissime e l illuminatore a luminosità variabile è completamente cordless. Filtro lunare (N. di catalogo A) Il Filtro lunare Celestron è un economico filtro per oculare per la riduzione della luminosità della luna e per il miglioramento del contrasto, in modo che si possano osservare maggiori dettagli sulla superficie lunare. L apertura libera è di 21 mm e la trasmissione è di circa il 18%. Azionamento a motore, su doppio asse (N. di catalogo 93522) Questo azionamento a motore su doppio asse, con funzioni di correzione dell azionamento, è stato progettato per la montatura Omni CG-4 di Celestron. Controlla in modo preciso la velocità di inseguimento del telescopio durante le lunghe esposizioni cronometrate degli oggetti celesti, producendo la miglior nitidezza possibile dell immagine. Sono disponibili quattro velocità: 1x (velocità siderale), 2x per la guida, 4x e 8x per la centratura. Questi azionamenti a motore a c.c. di precisione e tecnologicamente all avanguardia funzionano tramite 4 batterie a cella D (non incluse). Il dispositivo di comando manuale è molto piccolo, ed è appunto possibile tenerlo nel palmo della mano. La dotazione include motori per entrambi gli assi, oltre a staffe, innesti e ferramenta. Gli azionamenti a motore sono indispensabili per chiunque abbia un serio interesse nell astrofotografia o nella creazione di immagini CCD. NexImage Dispositivo di creazione di immagini per sistema solare (N. di catalogo 93712) NexImage è un completo dispositivo di creazione di immagini CCD per sistema solare in grado di produrre immagini planetarie di alta qualità con una maggiore fotosensibilità e fedeltà dei colori rispetto ai dispositivi di creazione di immagini CMOS paragonabili. Unito al pacchetto software NexImage, questo dispositivo può acquisire straordinari dettagli e rivelare un immagine finale che non ha nulla da invidiare a quelle catturate con macchine fotografiche CCD astronomiche che costano migliaia di dollari in più. Il barilotto adattatore da 31,8 mm (1,25 poll.) rende il NexImage compatibile con quasi tutti i telescopi. Sono accluse istruzioni operative di facile comprensione. Cannocchiale cercatore per asse polare Questo utile accessorio sveltisce l accurato allineamento polare offrendo un mezzo per allineare visivamente la montatura equatoriale alla tedesca con la stella Polaris e il nord geografico. Di conseguenza, l utente può dedicare più tempo all osservazione e meno all approntamento del telescopio. Il cannocchiale cercatore dispone di un reticolo a mirino facile da usare. Dispositivo di guida radiale (N. di catalogo 94176) Il Dispositivo di guida radiale Celestron è concepito specificamente per l uso nell astrofotografia a fuoco primario del cielo profondo con i telescopi Schmidt- Cassegrain, e prende il posto dell adattatore a T. Questo dispositivo permette di eseguire simultaneamente la fotografia e la guida attraverso il gruppo del tubo ottico del telescopio. Questo tipo di guida produce i risultati migliori, in quanto ciò che si vede attraverso l oculare di guida viene riprodotto esattamente sulla pellicola sviluppata. Il Dispositivo di guida radiale è un gruppo a forma di T che si collega alla cella posteriore del telescopio. Quando la luce proveniente dal telescopio entra nel dispositivo di guida, passa per la maggior parte attraverso la macchina fotografica. Una piccola porzione, tuttavia, viene deviata da un prisma ad un angolo regolabile verso l alto, fino all oculare di guida. Questo dispositivo di guida presenta due caratteristiche che non sono presenti in altri dispositivi di guida fuori asse: innanzitutto, il prisma e l alloggiamento dell oculare ruotano indipendentemente dall orientamento della macchina fotografica, rendendo piuttosto facile l acquisizione di una stella di guida; in secondo luogo, l angolo del prisma è regolabile, cosa che permette all utente di guardare le stelle di guida sull asse. Questo accessorio funziona particolarmente bene con la lente riduttrice/correttrice. 49
50 Lente riduttrice/correttrice (N. di catalogo 94175) Questa lente riduce la lunghezza focale del telescopio SCT del 37%, rendendo il telescopio Omni XLT127 uno strumento da 788 mm f/6,3. Inoltre, questa particolarissima lente corregge anche le aberrazioni inerenti, per produrre immagini nitidissime sull intero campo visivo quando viene usata visivamente. Quando viene usata fotograficamente, è presente una certa vignettatura che produce un immagine circolare di 26 mm sulla pellicola sviluppata. La lente aumenta anche in modo significativo il campo visivo, ed è ideale per le osservazioni a vasto campo del cielo profondo. È anche perfetta per chi si cimenta per le prime volte con l astrofotografia a fuoco primario a lunga esposizione, quando viene usata con il dispositivo di guida radiale: rende la guida più facile e le esposizioni molto più brevi. Mappe celesti (N. di catalogo 93722) Le mappe celesti Celestron sono una guida ideale per imparare a conoscere il cielo notturno. Come non ci si metterebbe in viaggio in auto senza una cartina stradale, così non è necessario cercare di navigare nel cielo notturno senza una mappa. Anche se si sa già come muoversi fra le principali costellazioni, queste mappe possono aiutare a individuare molti tipi di oggetti affascinanti. Adattatore a T (N. di catalogo A) L adattatore a T (con anello a T addizionale) permette di collegare la propria macchina fotografica SLR alla cella posteriore del telescopio Schmidt-Cassegrain. Così facendo si trasforma il telescopio in un teleobiettivo ad alta potenza perfetto per la fotografia terrestre e per la fotografia a breve esposizione lunare e solare con l uso dei filtri adeguati. Anello a T L anello a T collega il corpo della macchina fotografica SLR da 35 mm all adattatore a T, al dispositivo di guida radiale o al tele estensore. Questo accessorio è indispensabile se si vuole fotografare attraverso il telescopio. Ciascuna marca di macchina fotografica (ovvero Canon, Nikon, Pentax ecc.) ha la propria montatura esclusiva, e di conseguenza il proprio anello a T. Celestron dispone di 8 diversi modelli per macchine fotografiche da 35 mm. Tele estensore, alta qualità (N. di modello 93643) Il tele estensore è un tubo vuoto che permette di collegare una macchina fotografica al telescopio Schmidt-Cassegrain quando è installato l oculare. Questo accessorio viene usato per la fotografia con proiezione dell oculare, che permette di catturare sulla pellicola visualizzazioni a grandissima potenza del sole, della luna e dei pianeti. Il tele estensore si collega sopra l oculare sul supporto accessori visivi. Filtro UHC/LPR da 31,8 mm (1,25 poll.) (N. di catalogo 94123) Questi filtri sono concepiti per migliorare le visualizzazioni degli oggetti astronomici del cielo profondo quando si eseguono le osservazioni da aree urbane. I filtri LPR riducono in modo selettivo la trasmissione di certe lunghezze d onda di luce, in modo specifico quelle prodotte dalle luci artificiali, incluse le luci al mercurio e ai vapori di sodio ad alta e bassa pressione. Inoltre, questi filtri bloccano la luce naturale indesiderata (la luminosità del cielo notturno) causata dall emissione di ossigeno neutro nella nostra atmosfera. Una descrizione completa di tutti gli accessori Celestron è reperibile nel Catalogo degli accessori Celestron (N. di catalogo ) 50
51 Appendice A Specifiche tecniche Telescopi Serie Omni XLT Omni XLT 102 Omni XLT 102ED Omni XLT 120 Omni XLT 150R Omni XLT 150 Omni XLT 127 Design ottico Telescopio rifrattore Telescopio rifrattore Telescopio rifrattore Telescopio rifrattore Telescopio di Newton Schmidt-Cassegrain Apertura 102 mm (4,0 poll.) 102 mm (4,0 poll.) 120 mm (4,7 poll.) 150 mm (5,9 poll.) 150 mm (5,9 poll.) 127 mm (5,0 poll.) Lunghezza focale mm (39,3 poll.) 900 mm (35,4 poll.) mm (39,3 poll.) 750 mm (29,5 poll.) 750 mm (29,5 poll.) mm (49,2 poll.) Rapporto focale f/10 f/9 f/8,3 f/5 f/5 f/10 Rivestimenti ottici Starbright XLT Starbright XLT Starbright XLT Starbright XLT Starbright XLT Starbright XLT Cannocchiale cercatore 6x30 6x30 6x30 6x30 6x30 6x30 Prisma diagonale stellare 31,75 mm (1,25 poll.) 31,75 mm (1,25 poll.) 31,75 mm (1,25 poll.) 31,75 mm (1,25 poll.) N/D 31,75 mm (1,25 poll.) Oculare - standard 31,8 mm (1,25 poll.) con rivest. multistrato, campo visivo mm (40x) 25 mm (36x) 25 mm (40x) 25 mm (30x) 25 mm (30x) 25 mm (50x) Montatura - Equatoriale Omni CG-4 Omni CG-4 Omni CG-4 Omni CG-4 Omni CG-4 Omni CG-4 Gambe del treppiedi Acciaio inossidabile da 4,4 cm (1,75 poll.) Acciaio inossidabile da 4,4 cm (1,75 poll.) Acciaio inossidabile da 4,4 cm (1,75 poll.) Acciaio inossidabile da 4,4 cm (1,75 poll.) Acciaio inossidabile da 4,4 cm (1,75 poll.) Acciaio inossidabile da 4,4 cm (1,75 poll.) Contrappesi 3,2 kg (7 libbre) e 1,8 kg (4 libbre) 3,2 kg (7 libbre) e 1,8 kg (4 libbre) 3,2 kg (7 libbre) e 1,8 kg (4 libbre) 3,2 kg (7 libbre) e 1,8 kg (4 libbre) 3,2 kg (7 libbre) e 1,8 kg (4 libbre) 3,2 kg (7 libbre) e 1,8 kg (4 libbre) Ingrandimento utile massimo 240x 240x 283x 360x 360x 300x Ingrandimento utile minimo 15x 15x 17x 21x 21x 18x Magnitudine stellare limite 12,5 12,5 12,9 13,4 13,4 13,1 Risoluzione: Raleigh secondi d arco 1,36 1,36 1,19 0,92 0,92 1,1 Risoluzione: Limite di Dawes 1,14 1,14 0,97 0,76 0,76 0,91 Potere di raccolta di luce 212x 212x 294x 459x 459x 329x Campo visivo - Angolare con oculare da 25 mm 1,25 1,4 1,25 1,67 1,67 1,0 Campo visivo - Lineare con 20 m/66 piedi a 22,5 m//74 piedi a 20 m/66 piedi a 26,8 m/88 piedi a 26,8 m/88 piedi a oculare da 25 mm 914 m/1000 iarde 914 m/1000 iarde 914 m/1000 iarde 914 m/1000 iarde 914 m/1000 iarde 16,15 m/53 piedi a 914 m/1000 iarde Lunghezza del tubo ottico 1,003 mm (39,5 poll.) 940 mm (37,0 poll.) 1,016 mm (40,0 poll.) 864 mm (34,0 poll.) 673 mm (26,5 poll.) 279 mm (11,0 poll.) Peso del tubo ottico 9,5 libbre (4,3 kg) 8,0 libbre (3,6 kg) 12,5 libbre (5,7 kg) 16,0 libbre (7,3 kg) 12,0 libbre (5,4 kg) 6,5 libbre (3,0 kg) Montatura e contrappesi - Peso 21,0 libbre (9,5 kg) 21,0 libbre (9,5 kg) 21,0 libbre (9,5 kg) 21.0libbre (9,5 kg) 21.0 libbre (9,5 kg) 21.0 libbre (9,5 kg) Peso treppiedi 12,5 libbre (5,7 kg) 12,5 libbre ( 5,7 kg) 12,5 libbre (5,7 kg) 12,5 libbre (5,7 kg) 12.5 libbre (5,7 kg) 12.5 libbre (5,7 kg) Peso totale 43,0 libbre (19,5 kg) 41,5 libbre (18,8 kg) 46,0 libbre (20,9 kg) 49,5 libbre (22,5 kg) 45.5 libbre (20,6 kg) 40.0 libbre (18,1 kg) Nota: le specifiche tecniche sono soggette a cambiamenti senza obbligo di notifica. 51
52 Appendice B - Glossario dei termini A- Altezza Ammasso aperto In astronomia, l altezza di un oggetto celeste è la sua distanza angolare sopra o sotto l orizzonte celeste. Uno dei raggruppamenti di stelle che è concentrato lungo il piano della Via Lattea. La maggior parte di questi raggruppamenti ha un aspetto asimmetrico e un aggregazione sciolta. Gli ammassi aperti contengono da una dozzina a molte centinaia di stelle. Anno luce (AL) Un anno luce è la distanza che la luce attraversa nel vuoto in un anno alla velocità di km/ sec. Con secondi in un anno, l anno luce equivale ad una distanza di 9,46 X 1 trilione di km (5,87 X 1 trilione di miglia). Apertura Ascensione retta: (AR) Asterismo Asteroide Astrologia Aurora Azimut Il diametro della lente o dello specchio primari di un telescopio; più grande è l apertura, più grande sarà il potere di raccolta della luce del telescopio. La distanza angolare di un oggetto celeste misurata in ore, minuti e secondi lungo l equatore celeste spostandosi in direzione est partendo dall equinozio di primavera. Un piccolo raggruppamento non ufficiale di stelle nel cielo notturno. Un piccolo corpo roccioso che orbita intorno ad una stella. La credenza pseudoscientifica che le posizioni delle stelle e dei pianeti esercitino un influenza sugli eventi umani; l astrologia non ha nulla a che vedere con l astronomia. L emissione di luce che avviene quando particelle caricate provenienti dal vento solare si incontrano con atomi e molecole nell atmosfera superiore di un pianeta e li eccitano. La distanza angolare di un oggetto in direzione est lungo l orizzonte, misurata dalla direzione del nord, fra il meridiano astronomico (la linea verticale che passa attraverso il centro del cielo e i punti nord e sud sull orizzonte) e la linea verticale contenente il corpo celeste la cui posizione deve essere misurata. C - Collimazione Il processo che mette in perfetto allineamento i componenti ottici di un telescopio. D - Declinazione (DEC) La distanza angolare di un corpo celeste a nord o a sud dell equatore celeste. Si potrebbe far corrispondere alla latitudine sulla superficie della Terra. Disco di Airy E - Eclittica Equatore celeste Fascia di Kuiper L - Luna calante Luna crescente Lunghezza focale M - Magnitudine Le dimensioni apparenti del disco di una stella prodotte persino da un sistema ottico perfetto. Poiché la stella non può mai essere messa a fuoco perfettamente, l 84% della luce si concentra in un unico disco, mentre il 16% si concentra in un sistema di cerchi che lo circondano. La proiezione del piano d orbita terrestre sulla sfera celeste. Potrebbe anche essere definita "il percorso annuale apparente del Sole rispetto alle stelle". La proiezione dell equatore terrestre sulla sfera celeste. Divide il cielo in due emisferi uguali. Una regione che si estende oltre l orbita di Nettuno fino a circa 1000 UA e che origina molte comete a corto periodo. Il periodo nel ciclo lunare fra la luna piena e la luna nuova, quando la zona illuminata della luna sta diminuendo. Il periodo nel ciclo lunare fra la luna nuova e la luna piena, quando la zona illuminata della luna sta aumentando. La distanza fra una lente (o uno specchio) e il punto al quale l immagine di un oggetto all infinito viene messa a fuoco. La lunghezza focale divisa per l apertura dello specchio o della lente è definita "rapporto focale". La magnitudine è una misura della luminosità di un corpo celeste. Alle stelle più luminose viene assegnata una magnitudine 1 e a quelle sempre più tenui una magnitudine da 2 fino a 5. La stella più tenue che può essere vista senza un telescopio ha una magnitudine pari a circa 6. Ogni incremento di magnitudine corrisponde ad un rapporto di 2,5 in luminosità. Quindi, una stella di magnitudine 1 è 2,5 volte più luminosa di una stella di magnitudine 2, e 100 volte più luminosa di una stella di magnitudine 5. La stella più luminosa, Sirio, ha una magnitudine apparente di 1,6, la luna piena di 12,7, e la luminosità del Sole, espressa su una scala di magnitudine, corrisponde a 26,78. Il punto zero della scala di magnitudine apparente è arbitrario. 52
53 Magnitudine Una misura della luminosità relativa di una stella o di un altro oggetto celeste come viene apparente percepita da un osservatore sulla Terra. Magnitudine assoluta La magnitudine apparente che una stella avrebbe se fosse osservata da una distanza standard di 10 parsec, o 32,6 anni luce. La magnitudine assoluta del sole è di 4,8. Ad una distanza di 10 parsec, sarebbe appena visibile sulla terra in una notte limpida e senza luna lontano dalla luce superficiale. Meridiano Una linea di riferimento nel cielo che inizia al polo nord celeste e termina al polo sud celeste passando attraverso lo zenit. Se si è rivolti verso il Sud, il meridiano inizia dal proprio orizzonte meridionale e passa direttamente al di sopra verso il polo nord celeste. Messier Un astronomo francese della fine del 1700, che cercava principalmente comete. Le comete sono oggetti diffusi e sfocati, e quindi Messier catalogò oggetti che non erano comete per aiutare la propria ricerca. Questo catalogo divenne il Catalogo di Messier, contenente le voci da M1 a M110. Minuto d arco Un unità di dimensione angolare pari a 1/60 di grado. Montatura La montatura di un telescopio che impiega due assi di rotazione indipendenti, permettendo il altazimutale Montatura equatoriale N - Nebulosa Nova P - Parallasse Parfocale Parsec Pianeti di Giove Polo celeste Polo nord celeste R - Riflettore Risoluzione movimento dello strumento in altezza e azimut. Una montatura di telescopio nella quale lo strumento viene posizionato su un asse che è parallelo all asse della Terra; l angolo dell asse deve corrispondere alla latitudine dell osservatore. Nubi interstellari di gas e pulviscolo. Il nome si riferisce anche a qualsiasi oggetto celeste che abbia un aspetto velato. Sebbene in latino questo termine significhi "nuovo", esso denota una stella che diventa all improvviso esplosivamente luminosa al termine del suo ciclo di vita. La parallasse è la differenza nella posizione apparente di un oggetto contro uno sfondo quando l oggetto viene visualizzato da un osservatore da due diverse località. Queste posizioni e la posizione effettiva dell oggetto formano un triangolo dal quale l angolo apicale (la parallasse) e la distanza dell oggetto possono essere determinati se la lunghezza della linea di base fra le posizioni di osservazione è nota e la direzione angolare dell oggetto da ciascuna posizione alle estremità della linea di base è stata misurata. Il metodo tradizionale usato in astronomia per determinare la distanza di un oggetto celeste è quello di misurare la sua parallasse. Si riferisce ad un gruppo di oculari che richiedono tutti la stessa distanza dal piano focale del telescopio per essere a fuoco. Questo significa che quando si mette a fuoco un oculare parfocale tutti gli altri oculari parfocali, su una linea particolare degli oculari, saranno a fuoco. La distanza alla quale una stella mostrerebbe la parallasse di un secondo d arco. È equivalente a 3,26 anni luce, unità astronomiche o di km. (Escluso il Sole, nessuna stella si trova entro un parsec di distanza dalla Terra.) Uno qualsiasi dei quattro pianeti giganti gassosi che si trovano ad una distanza dal sole maggiore di quella dei pianeti terrestri. La proiezione immaginaria del polo nord o del polo sud dell asse di rotazione terrestre sulla sfera celeste. Il punto nell emisfero settentrionale attorno al quale sembra che ruotino tutte le stelle. Questa impressione è dovuta al fatto che la Terra ruota attorno ad un asse che passa attraverso i poli nord e sud celesti. La stella Polaris si trova a meno di un grado di distanza da questo punto, e ci si riferisce quindi ad essa come alla "Stella polare". Un telescopio in cui la luce viene raccolta mediante uno specchio. L angolo rilevabile più piccolo che un sistema ottico è in grado di rilevare. A causa della diffrazione, c è un limite all angolo minimo, la risoluzione. Più grande è l apertura, migliore è la risoluzione. S - Secondo d arco Un unità di dimensione angolare pari a 1/3.600 di grado (o 1/60 di un minuto d arco). Sfera celeste Una sfera immaginaria che circonda la Terra, concentrica rispetto al centro di quest ultima. Sorgente puntiforme Un oggetto che non può essere risolto in un immagine perché è troppo lontano o troppo piccolo viene considerato una sorgente puntiforme. Un pianeta è molto lontano, ma può essere risolto 53
54 Stella variabile Stelle binarie T - Telescopio di Schmidt Terminatore U - Unità astronomica (UA) Universo V - Velocità siderale Z - Zenit Zodiaco come l immagine di un disco. L immagine della maggior parte delle stelle non può essere risolta come un disco, in quanto esse sono troppo lontane. Una stella la cui luminosità varia con il passare del tempo a causa di proprietà inerenti alla stella o di qualcosa che sta causando un eclissi o sta oscurando la luminosità di tale stella. Le stelle binarie (doppie) sono coppie di stelle che, a causa della loro attrazione gravitazionale reciproca, orbitano intorno ad un centro di massa comune. Se in un gruppo tre o più stelle orbitano le une intorno alle altre, questo gruppo si chiama sistema multiplo. Si ritiene che circa il 50% di tutte le stelle appartenga a sistemi binari o multipli. I sistemi con componenti individuali che possono essere visti separatamente con un telescopio si chiamano binari visivi o multipli visivi. La "stella" più vicina al nostro sistema solare, Alfa Centauri, è in realtà il nostro esempio più vicino di un sistema di stelle multiplo: è composto infatti da tre stelle, due molto simili al nostro Sole ed una piccola stella rossa e tenue, che orbitano l una intorno all altra. Considerato la più importante innovazione nel campo dell ottica in 200 anni, il telescopio di Schmidt unisce le migliori funzionalità del telescopio rifrattore e di quello riflettore a scopi fotografici. Fu inventato nel 1930 da Bernhard Voldemar Schmidt ( ). La linea di confine fra la zona illuminata e quella buia della luna o di un pianeta. La distanza fra la Terra e il Sole. È pari a km., di solito arrotondati a km. La totalità delle cose, delle relazioni, delle energie e degli eventi astronomici che può essere descritta in modo oggettivo. La velocità angolare alla quale ruota la Terra. I motori per l inseguimento delle stelle situati sui telescopi li spostano a questa velocità. La velocità è pari a 15 secondi d arco per secondo o 15 gradi all ora. Il punto sulla sfera celeste che si trova direttamente sopra l osservatore. Lo zodiaco è la porzione della sfera celeste che si trova entro 8 gradi su ciascun lato dell eclittica. I percorsi apparenti del Sole, della Luna e dei pianeti, con l eccezione di alcune porzioni del percorso di Plutone, rientrano in questa fascia. Lo zodiaco è composto da dodici divisioni, o segni, ciascuno di una larghezza di 30 gradi. Questi segni coincidevano con le costellazioni zodiacali circa anni fa. Da allora, a causa della precessione dell asse della Terra, l equinozio di primavera si è spostato verso ovest di circa 30 gradi; i segni si sono spostati insieme ad esso e non coincidono più, dunque, con le costellazioni. 54
55 Cielo di gennaio - febbraio N E O Aldebaran (Aldebaran o L Inseguitrice) Arcturus (Arturo) Aries (Ariete) Auriga Betelgeuse Bootes (Il bovaro) Canis Major (Cane maggiore) Canis Minor (Cane minore) Capella Cassiopeia (Cassiopea) Castor (Castore) Cepheus (Cefeo) S Cetus (La balena) Crater (Coppa) Denebola (Coda del leone) Draco (Dragone) ECLIPTIC (Eclittica) Eridanus (Eridano) Gemini (Gemelli) Hydra (Il serpente d acqua) Leo (Leone) Mirfak (Mirkak) Mizar Navi (Nave Argo) Orion (Orione) Perseus (Perseo) Polaris (Polaris o Stella Polare) Procyon (Procione) Regulus (Regolo) Rigel Sirius (Sirio) Triangulum (Triangolo) Ursa Major (Orsa Maggiore) Ursa Minor (Orsa Minore) Virgo (Vergine) 55
56 Cielo di marzo aprile N E W Alberio Aldebaran (Aldebaran o L Inseguitrice) Arcturus (Arturo) Auriga Betelgeuse Bootes (Il bovaro) Canis Minor (Cane minore) Capella Cassiopeia (Cassiopea) Castor (Castore) Cepheus (Cefeo) Corvus (Corvo) S Crater (Coppa) Cygnus (Cigno) Deneb (Deneb o Coda della gallina) Denebola (Coda del leone) Draco (Dragone) ECLIPTIC (ECLITTICA) Gemini (Gemelli) Hydra (Il serpente d acqua) Leo (Leone) Libra (Bilancia) Mirfak (Mirkak) Mizar Navi (Nave Argo) Orion (Orione) Perseus (Perseo) Polaris (Polaris o Stella Polare) Procyon (Procione) Regulus (Regolo) Taurus (Toro) Ursa Major (Orsa Maggiore) Ursa Minor (Orsa Minore) Vega Virgo (Vergine) 56
57 Cielo di maggio giugno N E W Alberio Antares Aquila Arcturus (Arturo) Auriga Bootes (Il bovaro) Capella Cassiopeia (Cassiopea) Castor (Castore) Cepheus (Cefeo) Corona Borealis (Corona boreale) Corvus (Corvo) Cygnus (Cigno) S Delphinus (Delfino) Deneb (Deneb o Coda della gallina) Denebola (Coda del leone) Draco (Dragone) ECLIPTIC (ECLITTICA) Gemini (Gemelli) Hercules (Ercole) Hydra (Il serpente d acqua) Leo (Leone) Libra (Bilancia) Lyra (Lira) Mirfak (Mirkak) Mizar Navi (Nave Argo) Ophiuchus (Ofiuco) Perseus (Perseo) Polaris (Polaris o Stella Polare) Rasalhague (Rosalhague) Regulus (Regolo) Scorpio (Scorpione) Serpens caput (Testa del serpente) Ursa Major (Orsa Maggiore) Ursa Minor (Orsa Minore) Vega Virgo (Vergine) 57
58 Cielo di luglio agosto N E W S Albireo Altair Andromeda Aquarius (Acquario) Aquila Arcturus (Arturo) Aries (Ariete) Auriga Bootes (Il bovaro) Capricornus (Capricorno) Cassiopeia (Cassiopea) Corona Borealis (Corona boreale) Cygnus (Cigno) Delphinus (Delfino) Deneb (Deneb o Coda della gallina) Draco (Dragone) ECLIPTIC (ECLITTICA) Hercules (Ercole) Lyra (Lira) Mirfak (Mirkak) Mizar Navi (Nave Argo) Ophiuchus (Ofiuco) Pegasus (Pegaso) Perseus (Perseo) Pisces (Pesci) Polaris (Polaris o Stella Polare) Rasalhague (Rosalhague) Sagittarius (Sagittario) Serpens caput (Testa del serpente) Triangulum (Triangolo) Ursa Major (Orsa Maggiore) Ursa Minor (Orsa Minore) Vega 58
59 Cielo di settembre ottobre N E W Alberio Aldebaran (Aldebaran o L Inseguitrice) Altair (Altair) Aquarius (Acquario) Aquila Aries (Ariete) Auriga Bootes (Il bovaro) Capella Cassiopeia (Cassiopea) Castor (Castore) S Cetus (La balena) Cygnus (Cigno) Delphinus (Delfino) Deneb (Deneb o Coda della gallina) Draco (Dragone) ECLIPTIC (ECLITTICA) Eridanus (Eridano) Gemini (Gemelli) Hercules (Ercole) Lyra (Lira) Mirfak (Mirkak) 59 Mizar Navi (Nave Argo) Pegasus (Pegaso) Perseus (Perseo) Pisces (Pesci) Polaris (Polaris o Stella Polare) Taurus (Toro) Triangulum (Triangolo) Ursa Major (Orsa Maggiore) Ursa Minor (Orsa Minore) Vega
60 Cielo di novembre dicembre N E W Alberio Aldebaran (Aldebaran o L Inseguitrice) Aries (Ariete) Auriga Betelgeuse Bootes (Il bovaro) Canis Minor (Cane minore) Capella Cassiopeia (Cassiopea) Castor (Castore) Cetus (La balena) S Cygnus (Cigno) Deneb (Deneb o Coda della gallina) Draco (Dragone) Eclittica Eridanus (Eridano) Gemini (Gemelli) Hercules (Ercole) Lyra (Lira) Mirfak (Mirkak) Mizar Navi (Nave Argo) Orion (Orione) Pegasus (Pegaso) Perseus (Perseo) Pisces (Pesci) Polaris (Polaris o Stella Polare) Procyon (Procione) Rigel Triangulum (Triangolo) Ursa Major (Orsa Maggiore) Ursa Minor (Orsa Minore) Vega 60
61 Garanzia biennale di Celestron A. Celestron garantisce che questo telescopio sarà esente da difetti di materiale e manodopera per un periodo di due anni. Celestron riparerà o sostituirà tale prodotto o parte di esso che, a seguito di ispezione da parte di Celestron, vengano riscontrati difettosi nei materiali o nella manodopera. Come condizione dell obbligo di Celestron di riparare o sostituire tale prodotto, il prodotto deve essere restituito a Celestron insieme ad una prova d acquisto soddisfacente per Celestron. B. Prima della restituzione, occorre avere ottenuto da Celestron l appropriato numero di autorizzazione alla restituzione. Chiamare Celestron al numero (310) per ricevere il numero da visualizzare sull esterno del contenitore di spedizione. Tutte le restituzioni vanno accompagnate da una dichiarazione scritta indicante nome, indirizzo e numero di telefono durante il giorno del proprietario del prodotto, insieme ad una breve descrizione di qualsiasi difetto asserito. Parti o prodotti per i quali vengano fatte sostituzioni diventeranno proprietà di Celestron. Il cliente sarà responsabile di tutti i costi di trasporto e assicurazione, sia alla che dalla fabbrica di Celestron, e sarà tenuto a pagarli anticipatamente. Celestron farà ogni ragionevole sforzo per riparare o sostituire qualsiasi telescopio coperto da questa garanzia entro trenta giorni dal suo ricevimento. Nel caso in cui la riparazione o la sostituzione dovessero richiedere più di trenta giorni, Celestron avvertirà appropriatamente il cliente. Celestron si riserva il diritto di sostituire qualsiasi prodotto discontinuato dalla sua linea di prodotti con un nuovo prodotto di valore e funzionalità paragonabili. Questa garanzia verrà annullata e non avrà vigore nel caso in cui un prodotto da essa coperto sia stato modificato quanto a progettazione o funzionalità, o soggetto ad abuso, uso improprio, cattivo trattamento o riparazione non autorizzata. Inoltre, questa garanzia non copre malfunzionamenti o deterioramento dovuti a normale usura. CELESTRON NEGA QUALSIASI GARANZIA, ESPRESSA O IMPLICITA, DI COMMERCIABILITÀ O IDONEITÀ AD UN USO PARTICOLARE, ECCETTO CHE PER QUANTO ESPRESSAMENTE INDICATO IN QUESTO DOCUMENTO. L UNICO OBBLIGO DI CELESTRON SECONDO I TERMINI DI QUESTA GARANZIA LIMITATA SARÀ LA RIPARAZIONE O SOSTITUZIONE DEL PRODOTTO COPERTO DALLA GARANZIA, SECONDO I TERMINI DELINEATI IN QUESTO DOCUMENTO. CELESTRON NEGA ESPRESSAMENTE LA RESPONSABILITÀ DI QUALSIASI PROFITTO PERSO E DI DANNI GENERALI, SPECIALI, INDIRETTI O CONSEQUENZIALI CHE POTREBBERO RISULTARE DALLA VIOLAZIONE DI QUALSIASI GARANZIA O DERIVARE DALL USO O DALL IMPOSSIBILITÀ DI USARE QUALSIASI PRODOTTO CELESTRON. QUALSIASI GARANZIA CHE SIA IMPLICITA E CHE NON POSSA ESSERE NEGATA SARÀ LIMITATA IN DURATA AD UN PERIODO DI DUE ANNI DALLA DATA DELL ACQUISTO AL DETTAGLIO ORIGINARIO. Alcuni stati non permettono l esclusione o la limitazione di danni incidentali o consequenziali, o la limitazione sul periodo di durata di una garanzia implicita, quindi le limitazioni ed esclusioni di cui sopra potrebbero non essere applicabili al cliente. Questa garanzia dà specifici diritti legali; a seconda della nazione in cui risiede, il cliente potrebbe avere anche altri diritti, che variano da stato a stato. Celestron si riserva il diritto di modificare o discontinuare qualsiasi modello o stile di telescopio senza previa notifica al cliente. Se dovessero insorgere problemi coperti dalla garanzia, o si necessitasse di assistenza nell uso del proprio telescopio, contattare: Celestron Customer Service Department 2835 Columbia Street Torrance, California 90503, U.S.A. Tel. (310) Da lunedì a venerdì, dalle ore 8 alle ore 16 (fuso orario del Pacifico statunitense) Questa garanzia sostituisce tutte le altre garanzie sul prodotto. NOTA: questa garanzia è valida per i clienti statunitensi o canadesi che abbiano acquistato questo prodotto presso un rivenditore autorizzato Celestron negli U.S.A. o in Canada. La garanzia al di fuori dei territori statunitense e canadese è valida solo per clienti che abbiano acquistato presso un distributore Celestron o un rivenditore autorizzato Celestron nel Paese specifico, e si pregano i clienti di contattarli per qualsiasi servizio in garanzia. 61
62 Celestron 2835 Columbia Street Torrance, CA U.S.A. Tel. (310) Fax (310) Sito Web Copyright 2008 Celestron Tutti i diritti sono riservati. (I prodotti o le istruzioni sono soggetti a cambiamenti senza obbligo di notifica). Articolo n INST Stampato in Cina Rev. 2 $10,
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