Crisantemo (Dendranthema x morifolium Hey)
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- Erico Palmisano
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1 Crisantemo (Dendranthema x morifolium Hey) In passato era denominato Chrysanthemum morifolium Ramat. La produzione di crisantemo è concentrata nel periodo autunnale, anche se le nuove cultivar e la disponibilità durante tutto l anno sta facendo crescere sempre di più la domanda di questo fiore. -Fiore reciso -Vaso fiorito
2 Classificazione botanica Appartiene alla famiglia delle Asteraceae o Compositae -Originario della Cina e Giappone -Infiorescenza: capolino, fiori del disco (interni) e del raggio (esterni) -Produzione di fiori singoli o spray: -Fiori singoli: ottenuti eliminando tutti i boccioli fiorali all infuori di quello terminale, si ottiene così un solo fiore per stelo di notevoli dimensioni, diametro maggiore 10 cm; -Fiori multipli o spray: il questo caso il prodotto è costituito dall insieme di tutti i capolini formatisi sull asse principale e sulle ramificazioni. Si elimina il bocciolo centrale. -Produzione di piante in vaso. Esistono ampie forme e ne permettono un ampia utilizzazione.
3 Tipi di crisantemo Pompon Spider Incurvato Pompon: privi dei fiori del disco, forma globosa e con fiori ligulati Spider: fiori ligulati esterni lunghi, interni corti aspetto di un ragno Incurvato: fiori ligulati rivolti verso l alto quello del disco non visibili
4 Tipi di crisantemo decorative singolo anemone Decorative: fiori centrali tubulari Singoli o a margherita: composte da uno o due fiori femminili ligulati e con fiori bisessuali centrali Anemone: fiori centrali tubulari allungati a formare un cuscino
5 Propagazione mediante talee prelevate da piante madri allevate in serra. Da ogni pianta si ottengono talee costituite da 3-5 foglioline ciascuna, trattate con IBA. La radicazione avviene in torba e perlite. Le talee possono essere conservate per un mese a 2-3 C.
6 Impianto La densità d impianto è di circa 6-8 piante a mq (barbatelle). Dopo l attecchimento si effettua una cimatura che induce lo sviluppo dei germogli laterli che vanno eliminati. Nella cultivar programmata invece l intensità d impianto sono molto più elevate da 40 a 70 piante a mq e necessitano di rete metallica per il sostegno.
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8 LUCE CLASSIFICAZIONE DELLE SPECIE FLORICOLE IN BASE AL REQUISITO FOTOPERIODICO Neutrodiurne o ND = l'induzione si ha solo quando la pianta ha raggiunto una certa taglia: molte piante biennali e bulbose sono ND Brevidiurne qualitative o SD = l'induzione si ha solo quando il periodo di buio continuo è superiore ad una certa lunghezza: crisantemo >10-13 h poinsettia > h Brevidiurne quantitative = lo sviluppo fiorale è accelerato dal fotoperiodo breve, che però non è indispensabile: tagete
9 Longidiurne qualitative o LD = l'induzione si ha solo quando il periodo di luce continua è superiore ad una certa lunghezza: begonia >14 Longidiurne quantitative = lo sviluppo fiorale è accelerato dal fotoperiodo lungo, che però non è indispensabile: Garofano Petunia: in condizioni di giorno corto fiorisce in ritardo ma ha forma più compatta e ramificata Ogni specie ha il suo FP critico: crisantemo e begonia tuberosa hanno una durata critica quasi simile (circa 14 ore), ma crisantemo è SD, mentre begonia è LD (SD promuove la formazione dei tuberi che frena lo sviluppo vegetativo e riproduttivo) Salvia splendens: esigenze fotoperiodiche dipendono dalla varietà
10 Fotoperiodo Fotoperiodo (FP = durata delle ore di luce nell'arco delle 24 ore) dipende della stagione e della latitudine: all'equatore la lunghezza del periodo di luce è di 12 ore (12 h + 7 min) tutto l'anno. Spostandosi verso i poli, le variazioni stagionali aumentano Occorre tenere di conto anche della luce crepuscolare (quindi per conoscere esattamente la durata del periodo luminoso non posso basarmi solo sulle tabelle che riportano l'ora dell'alba e del tramonto; in pratica, occorre aggiungere 1 h a FP astronomico)
11 La risposta fotoperiodica, a bassa energia (< 1-2 µmoli/m2.s), è regolata dal pigmento fitocromo, pigmento (fotorecettore) blu presente nelle foglie come: Pr o fitocromo 660: è la forma sintetizzata dalle piante Pfr o fitocromo 730: è la forma attiva, cioè quella che controlla la risposta fotoperiodica: previene la fioritura in piante SD stimola la fioritura in piante LD Nelle piante la maggior parte del fitocromo è presente come Pfr; se la notte è abbastanza lunga Pfr si trasforma in Pr e perde la sua attività Quindi, è la lunghezza della notte che controlla la risposta fotoperiodica
12 Livello di Pfr Il controllo fotoperiodico della fioritura mediato dal fitocromo SD fioriscono LD rimangono vegetative FORMA ATTIVA! Pr 660 Luce rossa Pfr 730 Luce rosso-lontana lenta trasformazione BUIO LD fioriscono SD rimangono vegetative Pianta brevidiurna (SD) buio luce buio buio luce buio LIVELLO CRITICO LIVELLO CRITICO LD (giorno lungo) SD (giorno corto)
13 Esigenze luminose Nella coltivazione del Crisantemo si possono distinguere due periodi: la fase vegetativa dura dal trapianto fino all'inizio del giorno corto, in cui il Crisantemo deve formare foglie e fusto. La durata di questa fase dipende dal tempo necessario per ottenere una lunghezza del fusto di circa cm in modo da raccogliere uno stelo reciso di sufficiente lunghezza, essa varia da 6 a 4 settimane secondo la stagione e la varietà. La fase vegetativa si mantiene in condizioni di giorno naturale più lungo di 14,5 ore ed artificiale ottenuto con l'interruzione della notte mediante l'illuminazione. La Fase generativa dura dall'inizio del fotoperiodo corto fino alla antesi, richiede una lunghezza del giorno corto naturale o artificiale inferiore alle 13,5 ore.
14 Lunghezza astronomica del giorno in ore e minuti per latitudine 46 nord 1 Gennaio 8.42' 1 Febbraio 9.41' 1 Marzo 11.05' 1 Aprile 12.46' 1 Maggio 14.18' 1 Giugno 15.29' 1 Luglio 15.42' 1 Agosto 14.49' 1 Settembre 13.20' 1 Ottobre 11'43' 1 Novembre 10.08' 1 Dicembre 8.57'
15 La Programmazione consiste nello scegliere la successione e la durata degli interventi sul fotoperiodo a seconda della stagione e della varietà in modo da ottenere la fioritura alla data voluta. Nell'arco dell'anno esiste un periodo in cui è necessario: solo l'allungamento del giorno: dal 1/8 al 15/5; solo l'accorciamento del giorno: dal 1/3 al 15/9; sia l'uno che l'altro: dal 1/8 al 15/9; dal 1/3 al 15/5
16 Accorciamento del giorno Viene ottenuto oscurando le colture con teli neri di polietilene o mediante l'accoppiamento di un telo intrecciato di poliestere alluminizzato e di uno verde. Normalmente l'oscuramento viene iniziato alle 17,30-18,30 e mantenuto per almeno 13 ore. Durante le prime due settimane di giorno corto è importante effettuare l'oscuramento tutti i giorni, esso viene interrotto quando il bottone comincia a mostrare il colore. Si inizia ad oscurare dal I Marzo fino al 15 Settembre.
17 Allungamento del giorno Viene effettuato durante il periodo di giorno corto naturale in modo da ottenere la crescita vegetativa, la durata della sua applicazione varia a seconda della stagione da 4 a 6 settimane. SETTIMANE DI IMPIANTO da a N di settimane di fotoperiodo
18 L'allungamento della durata del giorno viene ottenuta mediante la rottura della notte in 2 periodi più corti con un intervallo di luce continua o ciclica. Per la illuminazione vengono usate lampade ad incandescenza a causa della loro forte emissione nel rosso e rosso lontano come la Argenta da 150 W installate ad almeno 2,5 m di altezza una ogni 9 mq, oppure lampade a fluorescenza tipo TL33 che hanno un rapporto nella emissione rossa/rossa lontana più favorevole per cui possono essere installate a 3-5 W/mq. La luminosità a livello delle piante deve aggirarsi sui lux. La durata dei due periodi di buio che precedono e seguono la illuminazione ciclica o continua non deve superare le 5 ore.
19 La durata complessiva del periodo di luce naturale ed artificiale deve essere di almeno 14 ore e 30 primi per cui l'intervento delle lampade varia a seconda della stagione e del sistema prescelto. Mese Ore di luce continua Ore di luce ciclica Gennaio 5 dalle 22 alle 3 6 Febbraio 4 dalle 22 alle 2 6 Marzo 3 dalle 22,30 alle 1,30 5 Aprile 2 dalle 23 alle 1 4 Maggio 1 dalle 23,30 alle 0,30 3 Agosto 1 dalle 23,30 alle 0,30 3 Settembre 2 dalle 23 alle 1 4 Ottobre 3 dalle 22,30 alle 1,30 5 Novembre 4 dalle 22 alle 2 5 Dicembre 5 dalle 22 alle 3 6
20 Riduzione de consumo di energia elettrica e l'impegno di potenza: Illuminazione ciclica 30' con 6' di luce, 20% di coltura illuminata 30' con 7,5' di luce, 25% di coltura illuminata 30' con 10' di luce, 30% di coltura illuminata 30' con il 15' di luce, 50% di coltura illuminata
21 Settore I Settore II Settore III Settore IV Settore V Ciclo ON-OFF per l interruzione luminosa della notte (controllo fotoperiodico della fioritura)
22 Tempo di reazione e Induzione CV TR Fotoperiodo critico durata giorno in ore a 16 C Per induzione Per sviluppo White wonder ,45 Pristine 8 15,15 12 Encore 10 14,30 12 Fortune Snow Le cultivar con TR elevato hanno una < esigenza di ore per l induzione
23 L induzione a fiore e lo sviluppo del fiore può variare con la T nelle diverse cv. CV TR Temp.not turna C Fotoperiodo critico durata giorno in ore a 16 C Per induzione Per sviluppo Encore ,45 13, , ,15 12 Snow
24 Varietà termopositive: fioriscono con almeno 16 ma non vengono danneggiate da valori fino a 27 mentre quelle inferiori a 16 ritardano notevolmente la fioritura. Varietà termonegative: hanno un ottimale intorno a 16 ma fioriscono più velocemente con valori fra 10 e 16 C mentre sono influenzati negativamente soprattutto negli stadi tardivi della formazione del bottone da temperature superiori a 16. Il controllo delle temperature è importante soprattutto nelle fasi iniziali di formazione del bottone (prime due settimane) per ottenere una regolare ed omogenea iniziazione mentre l'effetto delle temperature sui comportamenti varietali si manifesta maggiormente nelle fasi di sviluppo del bottone. Anche in condizioni di giorno lungo il crisantemo arriva a formare la gemma a fiore dopo un certo numero di foglie, tale gemma chiamata "gemma di corona" non sviluppa ulteriormente se non in condizioni di giorno corto, normalmente abortisce a causa delle concorrenze dei germogli che si sviluppano all'ascella delle foglie sottostanti. Il numero di foglie formate in giorno lungo, sotto la gemma di corona, varia da 20,2 a 28,6 a 38,8 e fino a 47,6 in alcune cvs.
25 Cv con 10 settimane TR BI 28 giugno 12 luglio 2 Agosto 13 Settembre 13 Ottobre trapianto cimatura Copertura con telo nero Fioritura 15 settimane Ciclo colturale ND o luce Giorno lungo Giorno corto
26 Cv con 10 settimane TR 26 Dicembre 15 gennaio BI 1 marzo 15 marzo 10 maggio trapianto cimatura ND Copertura Fioritura 19 settimane Ciclo colturale luce Giorno lungo Giorno corto L illuminazione si effettua utilizzando lampade incandescenti da 150 watt poste ad un altezza di 2 metri al disopra delle piante e distanziate circa 3 metri.
27 Lampade per interruzione notte
28 Oscuramento
29 Esigenze Nutritive Il crisantemo ha un fabbisogno elevato di N e K, soprattutto nelle prime 7 settimane, infatti carenze di N in questo periodo compromette la qualità del fiore: -Asportazioni x mq: N 11,9 g, P 2,3 g, K 27,8 g, Ca 5,3 g, 1,6 Mg Rapporto di concimazione: 1:0.8:1,5-2
30 Esigenze Termiche Le esigenze termiche del crisantemo variano nelle diverse cv che possono essere raggruppate : -Termoneutrali: possono differenziare e sviluppare i fiori a temperature comprese tra i C; -Termopositive: che richiedono per differenziare e fiorire temperature di 16 C e non vengono danneggiate fino a temperature di 25 C; -Termonegative: differenziano i fiori a basse temperature (10-15 C).
31 Maturità e Raccolta Raccolta = fiori pienamente aperti o prossimi alla completa apertura; anche se è stato dimostrato che questi fiori possono essere raccolti anche quando il capolino è ancora chiuso. Modalità: gli steli possono essere recisi con coltelli, forbici o con un attrezzo speciale a forma di virgola. Il taglio dovrebbe essere effettuato a circa 10 cm dal terreno per evitare di ottenere steli con la base troppo lignificata. In alternativa al taglio i crisantemi possono essere estirpati dal suolo e poi ritagliati ad un'altezza opportuna per eliminare le radici. Infine, prima della commercializzazione le foglie basali devono essere rimosse.
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