COMMITTENZA INTERNA. Educatore: lavoro dipendente
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- Fabio Moretti
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2 Un progetto educativo in ambito extrascolastico prende l avvio a partire da una COMMITTENZAche sulla base di BISOGNI, difficoltà o problemi rivolge all operatore (un gruppo) una diretta richiesta di intervento COMMITTENZA
3 COMMITTENZA INTERNA L educatore opera in maniera strutturata all interno di un servizio: Capo servizio, altre figure professionali che intercettano bisogni educativi e li sottopongono all educatore/agli educatori che provvederanno alla progettazione dell intervento Progetto educativo nell ambito di un vero e proprio servizio (Servizi per l infanzia) Educatore: lavoro dipendente
4 COMMITTENZA ESTERNA Enti, istituzioni, organizzazioni, associazioni che mettono a disposizione dei fondi per finanziare progetti Educatore quasi sempre in forma associata (cooperativa, agenzia educativa) si trova ad operare come LIBERO PROFESSIONISTA
5 COMMITTENZA ESTERNA COMPITO DELL EDUCATORE (GRUPPO) Rispondere a richieste di Enti, Istituzioni ecc.; Individuare, sollecitare possibili committenti su questioni educative ritenute rilevanti; Cercare finanziamenti e proporre progetti ad Enti, Istituzioni ecc.; LIBERO PROFESSIONISTA
6 COMMITTENZA ESTERNA L Educatore sempre più è chiamato ad acquisire uno sguardo capace di riconoscere bisogni educativi, ad essere sensibile e a sensibilizzare circa le opportunità di intervento realizzabili in contesti e circostanze diverse LIBERO PROFESSIONISTA
7 Educatore professionale un creatore di nuovi bisogni, un attivatore di risposte ad emergenze che non sembrerebbero presentarsi come tali: né alle politiche sociali, né ai soggetti interessati (Demetrio, 1990)
8 Bisogni educativi Un istanza sempre presente nel lavoro dell educatore è costituita dalla necessità di comprendere il bisogno segnalato dalla committenza, di interpretarlo, di ridefinirlo se necessario, di analizzarlo e precisarlo allo scopo di individuare le direzioni di intervento da privilegiare (Maccario, Le nuove professioni educative, Carocci, 2005)
9 Il Bisogno educativo non è un dato Scaturisce da un interpretazione, da una costruzione di significato che è essenzialmente compito dell educatore/educatori elaborare Approccio induttivo Lettura il più possibile aderente alla realtà Approccio deduttivo Assunzione di quadri di riferimento ideali
10 Bisogni educativi: nozione problematica Fallace sarebbe ritenere che le esigenze possano sempre essere chiare ed esplicite, oltre che correttamente interpretate dalle politiche educative ( ) esistono, pur sempre bisogni non percepiti, o non chiari innanzi tutto ai diretti interessati. E che non si coagulano in una esplicita domanda educativa. Pertanto, il compito dei servizi e degli educatori è spesso quello di anticipare le aspettative latenti per precisarle con i potenziali fruitori delle prestazioni e, talvolta, è anche quello di ri-orientare i bisogni verso mete che tengano conto dei più generali interessi della collettività (Demetrio D., Educatori di professione, la Nuova Italia, 1990
11 MODELLI della progettazione educativa I modelli lineari-sequenziali I modelli tipo Ricerca-Azione I modelli della progettazione partecipata
12 modelli lineari-sequenziali diagnosi dei bisogni; formulazione degli obiettivi; selezione dei contenuti; organizzazione dei contenuti; selezione delle esperienze di apprendimento; organizzazione delle esperienze di apprendimento; determinazione di ciò che si deve valutare, di come e con quali strumenti è possibile farlo. accento: identificazione dei punti di partenza e di arrivo, precisazione dei traguardi in termini di mete relativamente precise e scandite, sequenzialità dei percorsi, razionalità delle scelte operative, sul controllo della loro efficacia
13 una sequenzialità rigida tra le differenti operazioni del progettare è di difficile realizzazione La struttura rigida non risponde alla dinamicità della realtà e al cambiamento continuo che la caratterizza
14 modelli lineari-sequenziali VANTAGGI: organicità, chiarezza SVANTAGGI: rigidità, astrattezza C R I T I C H E L analisi dei bisogni è un processo che si precisa nel corso dell attuazione concreta del progetto La definizione degli obiettivi di conseguenza è soggetta ad una revisione sulla base dello svolgersi delle attività e delle risposte dei soggetti (monitoraggio del processo) Le proposte vanno quindi continuamente ritarate sulla base di un osservazione/verifica costante del loro andamento e delle risorse realmente disponibili
15 Action research(k. Lewin): ricerca-intervento La ricerca-azione si concentra sulla risoluzione di un problema Si fonda sul confronto collaborativo tra pratici e ricercatori Richiede un incessante dialogo nei confronti della realtà
16 Individuazione del problema o del progetto Chiarificazione del problema Definizione degli obiettivi Definizione di un piano di azione Realizzazione operativa Prima valutazione del progetto Revisione del progetto (riprogettazione) Definizione degli obiettivi Definizione di un piano di azione Realizzazione operativa
17 il progetto nasce per rispondere ad un problema posto dai pratici (individuazione del problema) che si ritiene debba essere approfondito, chiarito e interpretato (chiarificazione del problema) con l aiuto dei ricercatori il ricercatore riveste il ruolo di guida Il progetto di azione che ne scaturisce viene sottoposto ad un continuo processo di osservazione/verifica e riflessione sull azione da parte del ricercatore e degli operatori PAROLE CHIAVE: ipotesi progettuali, interpretazione progressiva, correzione in itinere, riprogettazione
18 L approccio partecipativo implica il coinvolgimento attivo dei potenziali beneficiari dell intervento fino dalla fase iniziale della progettazione I soggetti destinatari del progetto partecipano quindi alla costruzione del progetto stesso, che scaturisce pertanto dal dialogo e dalla negoziazione tra tutti gli attori coinvolti Una progettazione corretta deve identificare le reali esigenze dei beneficiari e ciò non è possibile senza un analisi della situazione locale così come viene percepita dai diversi gruppi di attori interessati (Commissione Europea).
19 Ogni progetto educativo è valido come ipotesi di lavoro, come primo e fondamentale orientamento operativo: nella sua attuazione esso richiede continui aggiustamenti, mediazioni, revisioni sulla base di un costante confronto/dialogo con la realtà
20 Progettazione istituzionale (del Servizio) Progettazione di Nido Progettazione di sezione Progettazione individuale (riferita ad un singolo o piccolo gruppo) Gli interventi educativi extrascolastici : da pratiche di progettazione riferite ad un piano generale
21 Meta, traguardo da raggiungere Definizione di un percorso Tappe intermedie Tempo Mezzi
22 Competenza: saper adattare il vestito il modello e la stoffa ai bisogni e alle specificità del soggetto
23 1. GIUSTIFICAZIONE del progetto: perché si fa? Le finalità educative 2. ANALISI INIZIALE DELLA SITUAZIONE: Analisi del contesto (territoriale, socio-culturale) Analisi dei bisogni educativi (i soggetti destinatari) 3. DEFINIZIONE degli obiettivi educativi e didattici 4. RICOGNIZIONE delle risorse (verifica della fattibilità) 5. DEFINIZIONE degli interventi educativi e didattici: Scelta e organizzazione dei contenuti (attività, esperienze) Scelta delle strategie e tecniche didattiche
24 6. PROGRAMMAZIONE delle attività: descrizione delle fasie dei tempi di realizzazione 7. DEFINIZIONE delle modalità di verifica e valutazione REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI EDUCATIVI Osservazione e verifica in itinere RIPROGETTAZIONE VALUTAZIONE FINALE
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26 L EP deve Anticipare l osservazione Integrare osservazione e monitoraggio Dare senso ai dati raccolti Per integrarla poi con la progettazione Azione continua e ricorsiva All interno della loro complessità Fornire sempre la massima attenzione al contesto
27 Verifica PREPARATORIA IN ITINERE FINALE Domande Qual è la natura del problema? Ci sono controindicazioni? E affrontabile? Risorse? Sta funzionando come previsto? C è la necessità di ritarare? Obiettivi raggiunti? Si sono rispettate le condizioni previste? Si può chiudere? Risultati Definizione del livello di fattibilità Messa a punto. Corrispondenza azione e obiettivi Valutazione esiti. Efficienza ed efficacia
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