RELAZIONE NON TECNICA DIVULGATIVA

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1 RELAZIONE NON TECNICA DIVULGATIVA II SEMESTRE 2006 DISCARICA PER RIFIUTI NON PERICOLOSI IN LOCALITA CA VECCHIA Ditta PROGECO AMBIENTE Spa Verona, 26 febbraio 2007 Responsabile PSC Dott. Davide Sorze

2 SOMMARIO 1 PREMESSA UBICAZIONE DELL IMPIANTO ITER AUTORIZZATIVO DESCRIZIONE DELL IMPIANTO VOLUMETRIA DELL IMPIANTO TIPOLOGIA DELL IMPIANTO ATTIVITA DI CONTROLLO SVOLTA NEL II SEMESTRE di 9

3 1 PREMESSA La presente relazione non tecnica divulgativa, ha lo scopo di fornire un ampia e corretta divulgazione dei principali dati di informazione relativi all attività della discarica per rifiuti non pericolosi, sita in località Cà Vecchia all interno del territorio comunale di San Martino B.A., provincia di Verona. La presente relazione è stata redatta dal Responsabile del Piano di Sorveglianza e Controllo Dott. Davide Sorze secondo quanto previsto dalla Legge Regionale n. 3/2000 Nuove norme in materia di gestione rifiuti. I contenuti dei capitoli 2, 3, 4, 5, e 6, risultano i medesimi della relazione non tecnica del I semestre 2006, non essendo intervenute modifiche sostanziali di progetto e/o autorizzative. Da segnalare l inizio delle attività di bonifica del lotto 0 a partire dal , secondo il progetto approvato con D.G.R.V. n. 261 il 4 febbraio UBICAZIONE DELL IMPIANTO La discarica di Cà Vecchia si trova all interno dell Alta Pianura Veronese entro il territorio comunale di San Martino Buon Albergo nella Provincia di Verona. Morfologicamente l area si presenta pianeggiante con quote altimetriche prossime a 40 m s.l.m. con una leggera pendenza verso sud. Le distanze in linea d aria dell impianto dai principali centri abitati sono le seguenti: il centro di San Martino Buon Albergo dista circa 3,0 Km a Nord-Est; la frazione di Case Nuove dista circa 1,5 Km a Est-Nord-Est; il centro di San Giovanni Lupatoto dista circa 2,5 Km in direzione Sud-Ovest; il sito è posto in prossimità del confine con il comune di Verona, il cui territorio si interpone tra quello di San Martino B.A. e San Giovanni Lupatoto; Le distanze in linea d aria dell impianto dal sistema viario principale sono le seguenti: l autostrada A4 Venezia Milano corre a circa 300 m a Nord; il casello più prossimo è quello di Verona Est posto a circa 1,5 Km; la complanare all autostrada corre tra la A4 e il sito e ha come accesso più prossimo quello destinato esclusivamente alle attività dell impianto di Cà del Bue; la linea ferroviaria Venezia Milano che corre parallela alla SS.11 dista circa 3,5 Km. Il fiume Adige scorre a circa 1,2 Km a Sud-Ovest. A circa 500 m di distanza ad Ovest si erge l impianto di Cà del Bue. 3 ITER AUTORIZZATIVO Il 25 agosto 2005 con Determinazione n. 4723, la Provincia di Verona, ha rilasciato l Autorizzazione all esercizio della discarica in oggetto, per rifiuti non pericolosi, non putrescibili con contestuale bonifica, in sostituzione della Determinazione n. 391 rilasciata il 28/06/00, che autorizzava la Ditta all esercizio di discarica 2B per rifiuti speciali non tossico nocivi. Con Determinazione del dirigente del settore ecologia della Provincia di Verona n. 5938/05 del 27 ottobre 2005 è stata volturata l autorizzazione all esercizio n. 4723/05 a favore della ditta Progeco Ambiente S.p.A. In data 27 dicembre 2005 è stato rilasciato il rinnovo dell autorizzazione con determinazione n 7234/05 del 27/12/05 alla ditta Progeco Ambiente S.p.A., con validità fino al 25 agosto Con D.G.R.V. n. 261 il 4 febbraio 2005, è stato approvato il progetto per la bonifica di un area inquinata, con contestuale ampliamento di discarica per rifiuti non pericolosi. 4 DESCRIZIONE DELL IMPIANTO L area di discarica esistente è suddivisa in 8 lotti, le operazioni di bonifica dei lotto 1, 2, 3, 4 e 5 sono state ultimate nel febbraio 2003; i rifiuti sono stati asportati fino a quota progetto e stoccati nei lotti precedentemente allestiti in loco e collaudati. I lotti 1, 2, 3, 4 e 5 sono già stati provvisoriamente coperti con teli in LDPE zavorrati da pneumatici in disuso. 3 di 9

4 Nel semestre in oggetto il conferimento rifiuti ha interessato il lotto n. 6, entrato in esercizio in data , e il lotto n. 7 entrato in esercizio il Figura 2: Planimetria dell impianto. 5 VOLUMETRIA DELL IMPIANTO Il volume complessivo dell intera discarica è pari a m 3. Il volume già autorizzato con precedenti provvedimenti è pari a m 3. Il volume di ampliamento autorizzato è pari a m 3. L'area a disposizione ha una estensione di circa mq; di questa superficie complessiva l'impianto di discarica ne occupa circa mq, per una cubatura utile di m 3 circa. L'impianto sarà suddiviso complessivamente in n 9 lotti funzionali, di capacità volumetrica variabile. Superficie(m²) Cubatura attuale autorizzata (m³) Cubatura ampliamento in progetto (m³) Cubatura totale (m³) lotto lotto lotto lotto lotto lotto 6 nuovo lotto 7 nuovo lotto 8 nuovo lotto 9 nuovo (ex lotto 0) Totale impianto di 9

5 Le attività di bonifica del lotto 0 sono iniziate in data I rifiuti e i terreni derivanti dalle operazioni di bonifica del lotto 0 sono stati conferiti nei lotti 6 e 7. 6 TIPOLOGIA DELL IMPIANTO La discarica di Cà Vecchia è classificata secondo la normativa vigente come discarica per rifiuti non pericolosi (ex discarica 2B). L impianto è autorizzato allo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi non tossico nocivi, identificabili nell elenco codici rifiuti allegati alla Determinazione del Dirigente del Settore Ecologia della Provincia di Verona n. 7234/05 del 27/12/2005. La discarica è strutturata in aree ad attività dedicata così suddivise: AREA SERVIZI Costituita da: ACCESSO: n. 2 cancelli controllati. PALAZZINA: uffici per il personale amministrativo e tecnico. PESA: tutti i carichi in entrata vengono sottoposti ad operazioni di pesatura attraverso un sistema computerizzato. LABORATORIO: in cui operano i tecnici addetti al prelievo e all analisi del rifiuto. CAPANNINA METEO: sistema di raccolta ed elaborazione dei dati meteorici; piovosità, temperatura, umidità, evaporazione, direzione e velocità del vento. AREA DI PRESTOCCAGGIO Costituita da un piazzale cementato sul quale troviamo: BOX DI PRESTOCCAGGIO: box in cemento opportunamente coperti dove avviene lo scarico del rifiuto, la verifica visiva e olfattiva che dovrà corrispondere ai contenuti della documentazione di accettazione. LAVARUOTE: sistema di lavaggio ruote destinato ai mezzi in uscita dalla discarica. CISTERNE STOCCAGGIO PERCOLATO: le acque meteoriche che percolano nel corpo rifiuti, sul piazzale di prestoccaggio, vengono raccolte e convogliate attraverso un sistema di condutture e pompe in cisterne per poi essere smaltite in impianti autorizzati. CELLA FRIGORIFERA: ogni singolo carico viene campionato nel box di prestoccaggio. Il campione primario ottenuto viene suddiviso in n. 4 aliquote di cui n. 1 analizzata dal laboratorio presente nell impianto e n. 3 sigillate dal RPSC e riposte nella cella a disposizione degli Enti preposti per un periodo non inferiore ai 60 gg, così come previsto dal D.Lgs n. 36/2003. AREA DI SMALTIMENTO DEFINITIVO L area di smaltimento definitivo è organizzata in lotti, suddivisi in celle. Il rifiuto che risulta conforme alla discarica, viene trasportato e scaricato sui lotti in zone spazialmente identificabili. Tutta l area di discarica è delimitata una rete perimetrale. Il controllo dell accesso alla discarica è garantito, durante le fasi non operative, da un sistema di allarme. 5 di 9

6 7 ATTIVITA DI CONTROLLO SVOLTA NEL II SEMESTRE 2006 Come previsto dalla Legge Regionale n. 3/2000 Nuove norme in materia di gestione rifiuti, presso l impianto di Cà Vecchia, i controlli sulla gestione dei rifiuti, monitoraggi e controlli ambientali, vengono effettuati da un Responsabile del Piano di Sorveglianza e Controllo L attività di RPSC e suoi delegati. L attività viene svolta nell impianto in modo continuativo, senza soluzione di continuità per tutto il periodo in cui la discarica rimane aperta ai conferimenti, in tutte le fasi di allestimento e gestione. A partire dal l attività di controllo si è estesa anche alle fasi di bonifica del lotto 0, con verifiche giornaliere continuative e redazione di rapporti settimanali trasmessi agli Enti preposti e al Comune di San Martino B.A. a) CONTROLLO GESTIONE RIFIUTI Così come previsto dal Piano di Sorveglianza e Controllo tutti i carichi che sono stati conferiti in discarica nel semestre in oggetto, sono stati controllati e verificati secondo quanto riportato di seguito: DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE PRIMA DEL CONFERIMENTO La documentazione che deve obbligatoriamente essere presentata con modulistica prevista dal Piano di Sorveglianza e Controllo in essere, presso l impianto prima del conferimento del rifiuto è la seguente: Scheda Tecnica del Rifiuto: caratterizzazione del rifiuto. Analisi di caratterizzazione: analisi chimica del rifiuto da conferire fatta dal produttore/ detentore del rifiuto. Analisi di Conformità: analisi chimica del rifiuto fatta dal Gestore dell impianto. Una volta accertata la completezza della documentazione e compatibilità del rifiuto con la discarica, il carico può essere conferito presso l impianto. DOCUMENTAZIONE DEL RIFIUTO IN INGRESSO La documentazione che deve accompagnare il rifiuto soggetta a controllo è la seguente: Formulario di Identificazione del rifiuto. Autorizzazione del Trasportatore. Il RPSC o delegato deve per ogni carico compilare una scheda di rilevamento nella quale vengono riportati tutti i dati relativi al carico, cella di smaltimento e la descrizione visiva e olfattiva del rifiuto. In caso di non conformità viene effettuato l allontanamento del carico. Una volta superati i controlli di accettazione, il mezzo viene avviato verso l area di prestoccaggio. AREA DI PRESTOCCAGGIO In questa fase deve essere verificato che: Lo scarico nei box avvenga nel rispetto della sicurezza. Il rifiuto scaricato corrisponda alla descrizione della documentazione presentata; colore, odore e stato fisico. In caso di non conformità viene effettuato l allontanamento del carico. CAMPIONAMENTO PER ACCERTAMENTI ANALITICI Dopo la verifica visiva e olfattiva del rifiuto all interno del box di prestoccaggio, viene effettuato il campionamento secondo le norme UNI 10802, da parte dei tecnici di laboratorio alla presenza del RPSC o suo delegato. Il campione deve essere rappresentativo dell intera massa di rifiuto. Il campione primario viene opportunamente suddiviso in n. 4 aliquote (flaconi) delle quali: n. 1 analizzata dal laboratorio interno; n. 3 etichettate e chiuse con sigillo dal RPSC e messe in una cella frigorifera a disposizione dell ARPAV per un periodo di 60 giorni. CONTROLLO ANALITICO DEL RIFIUTO Una volta effettuato il campionamento la Ditta analizza n. 1 campione di rifiuto. 6 di 9

7 In caso di non conformità viene effettuato l allontanamento del carico. SMALTIMENTO Se l esito delle analisi risulta conforme, il rifiuto viene caricato sui mezzi presenti in impianto e smaltito nei lotti in coltivazione nella cella predestinata. Dopo la messa a dimora entro 24 ore dal conferimento del rifiuto la ditta ha l obbligo di riportare sul registro di carico e scarico i dati relativi ai carichi in ingresso. CONTROLLO REGISTRI Presso gli uffici della discarica sono presenti i seguenti registri soggetti a controlli giornalieri: Registro di carico e scarico su cui vengono riportati tutti i dati relativi al rifiuto conferito e cella di smaltimento. Registro del percolato su cui vengono registrati i movimenti e quantità. Registro di Laboratorio su cui vengono annotati i movimenti in tempo reale con registrazione delle analisi e data di smaltimento. Registro delle manutenzioni. Dalle verifiche condotte durante il semestre in oggetto risulta che relativamente alle gestione rifiuti la ditta Progeco Ambiente spa ha ottemperato ai contenuti dell autorizzazione in essere e normativa vigente. b) CONTROLLI MENSILI E MONITORAGGIO AMBIENTALE Come previsto dal Piano di Sorveglianza e Controllo, il responsabile e i suoi delegati devono effettuare con frequenza mensile delle visite ispettive con la compilazione di liste di controllo contenute nel PSC, volte ad evidenziare eventuali non conformità e mal funzionamenti impiantistici. In particolare il Piano di Sorveglianza e Controllo disciplina che: tutte le sezioni impiantistiche assolvano alle funzioni per le quali sono state progettate in tutte le condizioni operative previste. risultino adottati tutti gli accorgimenti per ridurre e minimizzare i rischi per l ambiente e gli eventuali disagi per la popolazione; venga assicurato un tempestivo intervento in caso di imprevisti. venga garantito il costante aggiornamento professionale del personale impiegato nelle fasi di gestione. venga salvaguardato e garantito l accesso ai principali dati di funzionamento nonché agli esiti delle campagne di monitoraggio. All esecuzione di tale Piano provvede personale qualificato ed indipendente, con riguardo ai seguenti aspetti: 1. acque sotterranee; 2. percolato; 3. acque di drenaggio superficiale; 4. gas da corpo discarica; 5. qualità dell aria; 6. parametri meteo climatici; 7. stato del corpo della discarica. La presenza continuativa del responsabile garantisce comunque un controllo costante i tutte le attività svolte in discarica. I controlli e monitoraggi possono essere così sintetizzati: o Controllo livello percolato alle bocche di pozzo; verifica mensile con misura diretta del livello di percolato all interno dei pozzi di raccolta. La Ditta nel semestre in oggetto a mantenuto il percolato a bassi livelli. o Controllo sistema di aspirazione del percolato; verifica delle condutture ed funzionamento delle pompe. o Controllo area di stoccaggio del percolato costituita da n. 8 cisterne contenute in una vasca di sicurezza. o Controllo registrazione movimenti in uscita del percolato. o Verifica dell effettuazione dei prelievi ed analisi del biogas e percolato. o Controllo regimazione acque meteoriche (canalizzazione). o Controllo coperture rifiuti (giornaliera e provvisoria). o Verifica dell effettuazione prelievi ed analisi chimiche mensili delle acque di falda; 7 di 9

8 o Controllo del livello della falda attraverso misurazioni mensili con freatimetro su tutti i piezometri posti intorno alla discarica. o Verifica dell effettuazione prelievi ed analisi chimiche delle acque dei corpi superficiali vicini alla discarica. o Controllo del funzionamento della centralina meteo e raccolta dati meteorologici. o Controllo perimetro esterno. Dalle verifiche mensile condotte nel semestre in oggetto, non sono state rilevate non conformità. A seguito dei risultati delle analisi delle acque di falda si evidenzia un peggioramento nei piezometri ubicati a valle del lotto 0, entro cui in passato sono stati stoccati abusivamente da ignoti rifiuti che interagendo con le acque sotterrane ne hanno compromesso la qualità. A partire dal sono iniziate le operazioni di bonifica del lotto 0. I monitoraggi ambientali sono stati effettuati secondo modalità e tempistiche dettate dal Piano di Sorveglianza e Controllo. TABELLA RIASSUNTIVA RELATIVA AI CONTROLLI AMBIENTALI EFFETTUATI - 2 SEMESTRE 2006 Controlli eseguiti Parametro Frequenza Composizione chimica Trimestrale Percolato Livello nelle bocche di pozzo Giornaliero Sistema di aspirazione Giornaliero Cisterne di stoccaggio e vasca di sicurezza Giornaliero Biogas Composizione chimica Mensile Corpo rifiuti Copertura Acque superficiali Canalizzazione Acque sotterranee Composizione chimica Mensile Livello di falda Mensile Area perimetrale Area servizi Area di prestoccaggio Condizioni ed efficienza Area smaltimento Precipitazioni Temperatura Dati Meteoclimatici Direzione e velocità del vento Evaporazione Umidità Atmosferica ELABORATI PRODOTTI Il RPSC trasmette con frequenza periodica i seguenti elaborati di resoconto agli Enti preposti: Consegna settimanale di tutta la documentazione relativa a due carichi conferiti nella settimana precedente scelti con metodo casuale; Rapporto settimanale sull attività di discarica; Rapporto della visita ispettiva mensile da consegnare al gestore e da allegare al registro di carico e scarico; Relazione Trimestrale di resoconto sull attività di discarica da trasmettere agli enti Provincia, ARPAV e Comune; Relazione semestrale non tecnica divulgativa rivolta alla popolazione del comune di appartenenza dell impianto di discarica. Rapporti settimanali di resoconto sull attività di bonifica del lotto 0. PRINCIPALI LAVORI ED INTERVENTI EFFETTUATI NEL II SEMESTRE 2006 Nel semestre in oggetto sono stati effettuati i seguenti lavori: Completamento e collaudo lotto 8, non entrato ancora in esercizio. Completamento copertura provvisoria con LDPE del lotto 6. Interventi continuativi di spazzamento piazzali, manutenzione mezzi. Riordino e pulizia aree verdi, cortina arborea e perimetro. Inizio attività di bonifica del lotto 0, secondo progetto approvato con D.G.R.V. n. 261 il 4 febbraio di 9

9 TABELLA RIEPILOGATIVA RELATIVA AI CARICHI CONFERITI II SEMESTRE 2006 Tipologia Rifiuto N di carichi in ingresso nel II sem Rifiuti Speciali Terre di Bonifica RSAU* *Rifiuti Speciali Assimilabili agli Urbani = non vengono campionati in quanto costituiti da imballaggi di carta, nylon, plastica etc non recuperabili e non derivanti dal ciclo dei rifiuti urbani. Nota: I Rifiuti Speciali e Terre di Bonifica, vengono tutti campionati. Le analisi vengono effettuate sul lotto di appartenenza che deve essere indicato sul formulario di identificazione del rifiuto. Un lotto di rifiuto è inteso come una quantità fisicamente e chimicamente omogenea che per essere conferita in discarica deve essere trasportata da più mezzi. TABELLA RIEPILOGATIVA RELATIVA ALLE QUANTITA DI RIIFUTO CONFERITE II SEMESTRE 2006 Numero di carichi conferiti Volume Totale del rifiuto conferito (m 3 ) Peso Totale del rifiuto conferito (ton) Nel II semestre 2006 n. 1 carichi di rifiuto sono stati respinti perché risultati non conformi all impianto. TABELLA RIEPILOGATIVA RELATIVA ALLE QUANTITA DI PERCOLATO PRODOTTO - II SEMESTRE 2006 Percolato prodotto nel II semestre ton Percolato: rifiuto liquido prodotto dal corpo discarica a seguito delle precipitazioni meteoriche, processi chimico fisici e umidità intrinseca del rifiuto. Si accumula sul fondo vasca e tramite un sistema di aspirazione viene convogliato nelle cisterne di stoccaggio la cui capacità totale è di 400 m 3. Relativamente ai lotti 1, 2, 3, 4 e 5, la copertura provvisoria in LDPE ha permesso una forte riduzione della produzione di percolato. Responsabile PSC Dott. Davide Sorze 9 di 9

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