Manfredo Tafuri (1935-1984)
«Il dramma dell architettura, oggi, [è ] quello di vedersi obbligata a tornare pura architettura, istanza di forma priva di utopia, nei casi migliori sublime inutilità». Manfredo Tafuri, Progetto e utopia, 1973
Herzog & de Meuron
H&dM, Studio fotografico Frei, Weil am Rhein, 1981-82,
H&dM, Casa unifamiliare, Liguria 1982-88
H&dM, Fabbrica e magazzino Ricola, Mulhouse 1992-1993
H&dM, Fabbrica e magazzino Ricola, Mulhouse 1992-1993
H&dM, Biblioteca universitaria, Eberswaldi, Germania 1994-1999
H&dM, Biblioteca universitaria, Eberswaldi, Germania 1994-1999
H&dM, Biblioteca universitaria, Eberswaldi, Germania 1994-1999
«Le superfici di un edificio dovrebbero essere sempre legate a ciò che accade al suo interno. Come poi si materializza questo legame è affare dell archite?o». HedM H&dM, Biblioteca universitaria, Eberswaldi, Germania 1994-1999
H&dM, Biblioteca universitaria, Eberswaldi, Germania 1994-1999
Nuovo museo de Young al Golden Gate Park, San Francisco, 2005
Nuovo museo de Young al Golden Gate Park, San Francisco, 2005
Nuovo museo de Young al Golden Gate Park, San Francisco, 2005
Frank Owen Gehry (1929)
Frank gehry, museo Guggenheim di Bilbao (1997).
Jean Nouvel (1945)
Jean Nouvel, Istituto del Mondo Arabo, Parigi 1981-87
Jean Nouvel, Istituto del Mondo Arabo, Parigi 1981-87
Jean Nouvel, Istituto del Mondo Arabo, Parigi 1981-87
Jean Nouvel, Istituto del Mondo Arabo, Parigi 1981-87
Jean Nouvel, Istituto del Mondo Arabo, Parigi 1981-87
«La sequenza dei passaggi tra diversi volumi e livelli d illuminazione, a seconda delle diverse traie?orie al suo interno, può essere vista come una serie di angolazioni e aperture di un obbienvo fotografico.» J. Nouvel Jean Nouvel, Istituto del Mondo Arabo, Parigi 1981-87
Jean Nouvel, Fondazione Cartier, Parigi 1991-1995
Jean Nouvel, Polo tecnologico della Brembo, Bergamo 1998-2007
Jean Nouvel, Polo tecnologico della Brembo, Bergamo 1998-2007
«Questa non è una torre o un grattacielo nel senso americano del termine: questa è un emergenza unica al centro di una città piuttosto omogenea, una massa fluida [...], un geyser a pressione permanente e dosata» J. Nouvel Jean Nouvel, Torre Agbar, Barcellona, 2005
«Questa non è una torre o un grattacielo nel senso americano del termine: questa è un emergenza unica al centro di una città piuttosto omogenea, una massa fluida [...], un geyser a pressione permanente e dosata» J. Nouvel Jean Nouvel, Torre Agbar, Barcellona, 2005
Jean Nouvel, Torre Agbar, Barcellona, 2005
Jean Nouvel, Guggenheim Temporary Museum Art, Tolyo 2001
LE STRATEGIE DELLA REALTA
LE STRATEGIE DELLA REALTA
1969 Londra 1974 Opposition 1980 Strada Novissima, Prima Biennale di Architettura di Venezia 1988 Deconstructivist ArchitectureMuseum of Modern Art di New York 1990 Cina 2000 Paesi Arabi 2010 Cina 2013 Giappone
Rem Koolhaas, Exodus o i prigioneri volontari dell architettura, Londra 1971
«Se il nostro lavoro ha un metodo, è quello della sistematica idealizzazione: un automatica sopravvalutazione dell esistente, un bombardamento speculativo che con cariche concettuali e ideologiche retroattive, investe anche la più assoluta mediocrità. [ ] Riflesso di questo lavoro è l inventario quanto più possibile clinico di ogni sito, per quanto mediocre, insieme alla ferma volontà di sottolinearne di sottolinearne la scandalosa semplicità : una semplicità che si oppone a ogni pretestuoso contestualismo a vantaggio di una maggiore sottigliezza d interpretazione. In certi casi, il semplice fatto di conferire dignità a un concetto retroattivo equivale a sfruttarlo al meglio.» RK
«Come scrivere un manifesto in un epoca che li disdegna? La fatale debolezza dei manifesti è la loro intrinseca mancanza di concretezza». RK
«Come scrivere un manifesto in un epoca che li disdegna? La fatale debolezza dei manifesti è la loro intrinseca mancanza di concretezza». «Il problema di Manhattan è esattamente l opposto: una montagna di concretezza priva di un manifesto».
«Come scrivere un manifesto in un epoca che li disdegna? La fatale debolezza dei manifesti è la loro intrinseca mancanza di concretezza». Il problema di Manhattan è esattamente l opposto: una montagna di concretezza priva di un manifesto. Il presente libro nasce al punto d intersezione di queste due constatazioni: si tratta di un manifesto retroattivo per Manhattan».
Rem Koolhaas Delirious New York. Un manifesto retroattivo per Manhattan NewYork 1978
«Quel che interessa maggiormente alla folla di Coney Island è ciò che sta più lontano dalla ragione» «Munsey Magazine», ottobre 1890
Progetto della Globe Tower Coney Island, 1906
Starrett & Van Vleck Downtown Athletic Club Manhattan, 1931
Lobotomia In «Life» ottobre 1909
Rem Koolhaas/OMA Ove Arup Progetto di concorso per Terminal marino Zeebrugge 1989
Progetto della Globe Tower Coney Island, 1906
Rem Koolhaas/OMA Ove Arup Progetto di concorso per Terminal marino Zeebrugge 1989
Rem Koolhaas/OMA Ove Arup Progetto di concorso per Terminal marino Zeebrugge 1989
La ricchezza di Berlino nasce dal succedersi sperimentale di vari modelli: città neoclassica, metropoli in formazione, culla del modernismo, capitale del nazismo, vittima di guerra, campo di battaglia della guerra fredda. Oggi l Iba cancella questa evidenza distruggendo, in nome della storia, l evidenza stessa della sua distruzione, che pure è forse il fatto più significativo della storia della città, per non dire della sua estetica. Rem Koolhaas/OMA Progetto di concorso per quattro isolati in Kochstrasse e Friedrichstrasse IBA, Berlino 1980 R. Koolhaas, La terrificante bellezza del ventesimo secolo, in «L Architecture d Aujourd hui», aprile 1985 La prestazione ideale del grattacielo
Rem Koolhaas/OMA Progetto di concorso per quattro isolati in Kochstrasse e Friedrichstrasse IBA, Berlino 1980
«Berlino è un laboratorio. Il suo territorio è definito una volta per tutte e, per ragioni politiche non può essere ridotto. La popolazione è in costante declino da quando è stato costruito il muro. Ne consegue che a occupare questo territorio metropolitano e a farsi carico della sua sostanza fisica è un numero sempre più basso di abitanti. Non si può sostenere impunemente che ampie zone della città sono in rovina perché non rispondono più ad alcuna esigenza. L applicazione uniforme di un programma di ricostruzione urbana può, in simili circostanze,, condurre di fatto alla loro distruzione, esercizio non meno futile del mantenere artificialmente in vita un soggetto clinicamente morto.» R. Koolhaas, Immaginare il nulla, 1985
La prestazione ideale del grattacielo Rem Koolhaas/OMA Progetto di concorso per il parco de la Villette Parigi (1982-83)
Rem Koolhaas/OMA Progetto di concorso per il parco de la Villette Parigi (1982-83) Un terrain vague posto tra la città storica, essa stessa violentata dalle insaziabili esigenze dell edilizia novecentesca, e il plancton della banlieue. [..] Una sorta di nulla dalle infinite potenzialità, suscettibile di essere preservato a condizione che il programma non si esprimesse in forme, condizione resa ancor più possibile della precarietà del programma stesso. La prestazione ideale del grattacielo
La prestazione ideale del grattacielo
La prestazione ideale del grattacielo Rem Koolhaas/OMA Progetto di concorso per la Très Grande Bibliothèque de France, Parigi 1989
La Très Grande Bibliothèque va interpretata come un blocco solido di informazionni, un deposito di tutti i generi di memoria [ ]. In questo blocco, i maggiori spazi pubblici sono definiti dall assenza dell edificio, vuoti intagliati nell informazione. R. Koolhaas, Strategy of the Void, in OMA, R. Koolhaas, B. Mau, SMLXL, 1995 La prestazione ideale del grattacielo Rem Koolhaas/OMA Progetto di concorso per la Très Grande Bibliothèque de France, Parigi 1989
Rem Koolhaas/OMA Progetto di concorso per la Très Grande Bibliothèque de France, Parigi 1989
La prestazione ideale del grattacielo Rem Koolhaas/OMA Progetto di concorso per la Très Grande Bibliothèque de France, Parigi 1989
«Dopo averlo scritto, ho deciso di non permettere che diventasse un'idea fissa, di dimenticarlo senza tentare ciò che evidentemente ci si attendeva che facessi: cioè che passassi il tempo a dimostrare nei miei progetti la validità delle tesi che difendevo.» Rem Koolhaas, La deuxième chancxe de l'architecture moderne, in «L'Architecture d'aujourd'hui», 238, aprile 1985, p. 7.
1969 Londra 1974 Opposition 1980 Strada Novissima, Prima Biennale di Architettura di Venezia 1988 Deconstructivist Architecture Museum of Modern Art di New York 1990 Cina 2000 Paesi Arabi 2010 Cina 2012 Giappone
«Lo storico che prende in esame un lavoro contemporaneo deve creare una distanza artificiale. Il modo che abbiamo di distanziarci dalla nostra epoca, e di darci così una prospettiva, è quello di confrontare le differenze che essa presenta con il passato.» M. Tafuri