Piano Regionale 2010-2012



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Piano Regionale 2010-2012 DGR 557/2010. Approvazione del Piano Regionale della Prevenzione 2010-12 Quadro Strategico, individuazione del Modello Organizzativo integrato territoriale e vincolo annuale ai risultati raggiunti della quota parte del Fondo Sanitario DGR 613/2010. Approvazione del Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012 DGR 71/2011 (Approvazione della Disciplina Organizzativa per l'attuazione del Piano Regionale di Prevenzione 2010-12) www.regione.lazio.it, nel FOCUS ON troverete : "Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012 La Giunta regionale del Lazio ha approvato il Piano regionale sulla prevenzione è un link che consente di aprire a sua volta una pagina (http://www.regione.lazio.it/web2/main/wordpress/dettaglio.php?id=391)

DGR 613/2010 Approvazione del Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012- Criticità Vincoli di contesto: il sistema regionale non è riuscito a dare pieno sostegno alle strategie individuate dai piani tecnici elaborati per le diverse linee di intervento. l assenza di una reale condivisione delle scelte ha determinato un parziale coinvolgimento di parte delle ASL, che non hanno investito nella prevenzione se non marginalmente. Inoltre si e evidenziato una disomogeneità di risultati tra le diverse ASL, e tale differenza sembra essere dovuta nell ambito della storica debolezza e dallo scarso coordinamento dei programmi di promozione della salute e della prevenzione (allegato 1 del PSR 2010-2012), tra l altro all organizzazione aziendale che generalmente manca di una struttura dedicata al coordinamento delle attività di prevenzione. limitato, e disomogeneo coinvolgimento dei MMG e dei PLS che rivestono un ruolo di particolare rilevo per le attività di prevenzione e di promozione della salute a livello individuale.

Modello Organizzativo per l attuazione del Il Piano Regionale della Prevenzione Il Piano Sanitario Regionale 2010-2012 (PSR) approvato con Decreto del Commissario ad Acta n. U0087/2009, in relazione alla complessità dello sviluppo di adeguati interventi preventivi e visto che tali interventi riguardano molti servizi sanitari di natura diversa e che operano in strutture diverse evidenzia la necessità che le ASL si dotino di una funzione di direzione strategica della prevenzione che supporti le scelte e gli impegni delle ASL in tale ambito, attraverso tutti i servizi coinvolti o coinvolgibili.

CCM PIANO NAZIONALE PREVENZIONE- LINEE GUIDA ASP Progetti Assessorato Delibere Direzione Sanitaria Coordinatore Aziendale ECCETERA SPRESAL SISP DMI Distretto 2 Distretto 1

CCM PIANO NAZIONALE PREVENZIONE- LINEE GUIDA ASP Progetti Assessorato Delibere Direzione Sanitaria Coordinatore Aziandale Eccetera Infortuni Incidenti Vaccinazioni Screening Obesità

Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012- Modello organizzativo La regione intende avvalersi di un modello organizzativo che consenta le seguenti funzioni azioni di coordinamento fra governo centrale regionale e le ASL, sostegno ai progetti e sviluppo delle iniziative della programmazione centrale, utilizzo delle risorse secondo criteri di efficienza ed efficacia, emanazione di indirizzi e linee guida programmatiche, miglioramento delle azioni di comunicazione con la popolazione

Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012- Modello organizzativo 3 Livelli operativi 1 DIREZIONE STRATEGICA approva le linee operative definite dalla Regione, individua il Coordinatore Aziendale del Piano di Prevenzione il referente responsabile per ogni progetto previsto.

Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012- Modello organizzativo 3 Livelli operativi 2. Il Coordinatore Aziendale fa riferimento alla Direzione Strategica. garante del monitoraggio dell andamento dei diversi progetti, persegue la loro uniformità in termini metodologici e di rispondenza a criteri comuni e la razionalizzazione degli interventi previsti in particolare di quelli che insistono su uno stesso ambito (luogo di aggregazione, fascia di popolazione, ecc.). funzione di supporto al Referente Aziendale di Progetto nelle necessarie attività di interfaccia con strutture interne ed esterne alle Asl partecipa all identificazione e risoluzione di eventuali criticità

Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012- Modello organizzativo 3 Livelli operativi 3 Referente di progetto Responsabile del raggiungimento degli obiettivi Fissati svolge funzioni all uopo necessarie, in particolare la redazione del Piano Attuativo, concordata col Coordinatore Aziendale del Piano, adozione delle soluzioni alle criticità ordinarie coinvolgimento e l interfaccia con tutte le strutture interessate

Direzione Sanitaria Dipartimento di Prevenzione Referente Aziendale Gruppo di Lavoro Per il Piano Aziendale Della Prevenzione Referente progetto 1 Gruppo di Lavoro Piano Attuativo Referente progetto 2 Gruppo di Lavoro Piano Attuativo Referente progetto 3 progetto 4 Gruppo di Lavoro Piano Attuativo Gruppo di Lavoro Piano Attuativo Referente Referente Progetto n Gruppo di Lavoro Piano Attuativo

Strategia : dal solista all orchestra Pluralità di soggetti tenuti a intervenire sul problema molteplicità di interventi che nello loro frammentazione e disomogeneità rischiano l inefficacia

Strategia :dal solista all orchestra Integrazione operativa costruzione di reti che garantiscano un intervento preventivo globale e integrato nelle sue componenti sanitaria e sociale. Alleanze e sinergie: municipi, associazioni, scuole, società scientifiche, università

Direzione Sanitaria Alla Direzione Sanitaria Aziendale competono tutte le funzioni di pianificazione, di indirizzo generale e di monitoraggio delle attività aziendali di prevenzione svolte in attuazione del PRP al fine di assicurare la loro uniformità in termini metodologici e di rispondenza a criteri comuni e la razionalizzazione degli interventi.

Coordinatore Aziendale del Piano della Prevenzione risponde direttamente alla direzione Sanitaria elabora, sulla scorta dei piani attuativi elaborati ai Referenti Aziendali, il Piano di Prevenzione Aziendale che viene sottoposto per la definitiva approvazione alla Direzione Sanitaria; monitoraggio dell andamento dei diversi progetti per garantire lo svolgersi coordinato e integrato delle attività; relaziona, con cadenza almeno semestrale la direzione aziendale sull andamento delle attività; svolge inoltre le funzione di supporto ai Referenti Aziendali di Progetto nelle necessarie attività di interfaccia con strutture interne ed esterne alle ASL

Referenti Aziendali di Progetto elaborazione del Piano Attuativo, sulla scorta delle indicazioni dei piani regionali e degli indirizzi strategici aziendali con l individuazione della gruppo di lavoro aziendale coordinare il gruppo di lavoro aziendale coordinare lo svolgersi delle attività pianificate nel rispetto dei tempi previsti a informare regolarmente il coordinatore aziendale sullo stato di avanzamento dei piani.

Problemi? 22 linee progettuali sono sicuramente tante, forse troppe Responsabilità e autorità Armonizzazione e sincronizzazione con progettazione, pianificazione e monitoraggio dei livelli regionali e aziendali Coordinatore aziendale, referente regionale, referente aziendale = triangolo o triade incoerente Le linee progettuali non sono tutte uguali Attività di prevenzione e Dipartimento di Prevenzione Risorse