Atteggiamenti e rappresentazioni sociali
L importanza dello studio degli atteggiamenti risiede nella loro rilevanza per la nostra vita sociale: - a livello individuale; - a livello interpersonale; - a livello intergruppi.
L atteggiamento è una tendenza psicologica che si esprime valutando una determinata entità con un certo grado di favore o sfavore (Eagly e Chaiken, 1998)
DIMENSIONI DEGLI ATTEGGIAMENTI: Modello tripartito (Rosenberg e Hovland, 1960) - Componente cognitiva - Componente affettiva - Componente comportamentale
FORMAZIONE DEGLI ATTEGGIAMENTI: Gli atteggiamenti sono formazioni psicosociali che si acquisiscono nell esperienza. Esperienza diretta Atteggiamenti più radicati e più chiari
Processi di mera esposizione Semplice esposizione a uno stimolo Effetto familiarità Rischi della sovraesposizione
Esperienza mediata Osservazione del comportamento altrui Opinioni e convinzioni altrui Processi di comunicazione Scambi interpersonali e mass media Atteggiamenti che si formano per: acquiescenza identificazione interiorizzazione
FUNZIONI DEGLI ATTEGGIAMENTI: 1. funzione di conoscenza 2. funzione di espressione dei valori 3. funzione di adattamento sociale
RELAZIONI TRA ATTEGGIAMENTO E AZIONE La Piere (1934) metteva in discussione l ipotesi che gli atteggiamenti guidassero il comportamento (cinesi e albergatori) Gli atteggiamenti costituiscono solo una delle determinanti del comportamento
Modello aspettativa per valore Fishbein e Ajzen (1975) tentano di specificare i fattori che incidono sul rapporto atteggiamentocomportamento Essi definiscono gli atteggiamenti in termini di aspettativa (informazioni, convinzioni sui possibili attributi dell oggetto dell atteggiamento) X valore (valutazione positiva/ negativa di quegli attributi)
Modello aspettativa per valore Liberalizzazione dell uso della droga (oggetto di atteggiamento) aspettativa (aumento vertiginoso dell uso di queste sostanze) X valore (valutazione negativa del forte aumento del consumo) (atteggiamento sfavorevole) (fine delle forme di delinquenza collegate al commercio della droga) (valutazione positiva della diminuzione di atti criminali) (atteggiamento favorevole)
La teoria dell azione ragionata Collega l atteggiamento al comportamento tramite processi intenzionali. CREDENZE CONSEGUENZE VALUTAZIONI CONSEGUENZE ASPETTATIVE APPROVAZIONE MOTIVAZIONE COMPIACERE ATTEGGIAMENTO verso l azione NORME SOGGETTIVE INTENZIONE AZIONE
La teoria del comportamento pianificato Considera gli atteggiamenti automatici, fuori dal controllo cosciente ATTEGGIAMENTO NORME SOGGETTIVE INTENZIONE AZIONE PERCEZIONE DI CONTROLLO
Alcune definizioni PREGIUDIZIO: atteggiamento negativo verso un individuo, basato sulla sua appartenenza a un gruppo sociale.
STEREOTIPO: credenze condivise secondo cui i membri di un particolare gruppo sociale presentano determinate caratteristiche.
DISCRIMINAZIONE: comportamento effettivamente messo in atto contro individui e gruppi
CONFLITTO TRA GRUPPI SOCIALI: contrapposizione fisica o simbolica di una parte contro l altra.
Etnocentrismo: il proprio gruppo (ingroup) è considerato il centro di ogni cosa e tutti gli altri (outgroup) sono classificati e valutati in rapporto ad esso (Sumner, 1906)
La teoria delle rappresentazioni sociali
Moscovici analizza in che modo un linguaggio scientifico diviene un dialetto comune, a partire dalla ricerca sulla diffusione della psicoanalisi nella cultura francese (1961). Non tutti i concetti psicoanalitici diventano patrimonio comune, ma solo quelli che possono integrarsi con credenze già esistenti nei gruppi sociali
Moscovici è interessato al funzionamento della conoscenza sociale, ossia del senso comune: sistema di credenze condivise, tipiche di una cultura, orientate in senso pragmatico
Con il termine rappresentazioni sociali si fa riferimento a sistemi di -valori -idee -pratiche che si formano all interno e grazie alla comunicazione interpersonale e sociale
La teoria delle rappresentazioni sociali si è ispirata alla nozione di rappresentazioni collettive di Durkheim (1898)
Rappresentazioni collettive Rappresentazioni sociali stabilità carattere costrittivo produzioni collettive plasticità carattere cooperativo produzioni collettive ed individuali
FUNZIONI DI UNA R.S. Le rappresentazioni sociali: -rendono familiare il non familiare - aiutano la comunicazione e l interazione sociale - demarcano e consolidano i gruppi
FORMAZIONE DELLE R.S. La comunicazione è alla base delle r.s. diffusione: informare il grande pubblico propagazione: spinge a creare valutazioni e comportamenti propaganda: sostenere e diffondere la propria ideologia
FORMAZIONE DELLE R.S. ANCORAGGIO: 1. Trasferire qualcosa di estraneo dall esterno all interno del nostro sistema di categorie Classificare Denominare
FORMAZIONE DELLE R.S. OGGETTIVAZIONE: 1. Trasformare ciò che è astratto in qualcosa di concreto 2. Riprodurre un concetto in una immagine per poterlo comprendere
Teoria delle r.s. Ancoraggio Il nuovo viene categorizzato sulla base di categorie già possedute L Aids come la sifilide Proprietà fisiche per rappresentare un idea La mente come un computer Oggettivazione Idee complesse e astratte vengono rese concrete e comprensibili Uso di immagini concrete Uso di persone per rappresentare un idea Freud per indicare la psicoanalisi Un vulcano in eruzione per indicare la creatività
Le r.s. possono essere collocate a un macro livello, poiché abbracciano credenze collettive Gli schemi cognitivi si pongono a un micro livello, poiché riguardano l individuo e la formazione di strutture di conoscenza a partire dall esperienza personale
LA STRUTTURA INTERNA DI UNA R.S. Considerando la r.s. come un insieme organizzato di informazioni, credenze, opinioni e atteggiamenti a proposito di un oggetto, possiamo individuare in essa una struttura.
1. NUCLEO CENTRALE Parte più sociale della rappresentazione (conoscenze, giudizi, atteggiamenti collettivamente generati e storicamente determinati) 2. ELEMENTI PERIFERICI Parte più soggettiva di una rappresentazione, fungono da guida delle condotte