GLI INVERTEBRATI L Arca della Biodiversità del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e dell Appennino Romagnolo è un progetto finanziato dal Gal L Altra Romagna con la Misura 412 Az. 6 - Asse 4 Leader PSR 2007-2013 Regione Emilia Romagna e cofinanziato dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
FORMICA ROSSA (Formica rufa) La formica rossa ha una livrea rosso ruggine, con testa, addome e zampe bruni. Come tutte le formiche è un insetto sociale che produce colonie molto numerose composte anche da mezzo milione di individui e che comprendono: le regine, la cui funzione è esclusivamente quella di deporre le uova; le operaie, femmine anch esse però sterili, che svolgono i compiti di costruzione, manutenzione e difesa del nido, raccolta del cibo, cura e allevamento delle larve; i fuchi, maschi, che vivono solo nel periodo primaverile e che servono esclusivamente per la riproduzione. Per difendersi è in grado di lanciare anche a notevoli distanze getti di acido formico (irritante). Costruisce nidi dalla forma conica piuttosto riconoscibile: la parte visibile del nido è costituita da un cumulo di aghi di abete e rametti che può arrivare ad oltre un metro di altezza, la parte nascosta invece è molto più estesa e si sviluppa per la maggior parte nel sottosuolo, che viene scavato dalle operaie a forza di mandibole. Foresta Millenaria
ROSALIA ALPINA (Rosalia Alpina) E un coleottero di medie-grandi dimensioni, fino a 15-38 mm, con il corpo di colore grigio-blu o blu chiaro vellutato, con chiazze nere talvolta orlate di bianco. E una specie legata alle faggete mature: le larve infatti si sviluppano nel legno di faggio e in poche altre latifoglie. Lo sviluppo larvale avviene principalmente su alberi maturi o senescenti, ma ancora vivi, con una grande quantità di legno in vari stadi di decadimento in cui le larve scavano le gallerie di alimentazione nello xilema della pianta ospite. La vita larvale dura circa 2-3 anni e, terminato lo stadio pupale, gli adulti scavano dei fori di uscita per poi emergere dal tronco fra giugno e settembre. Le antenne sono molto lunghe e nei maschi quasi due volte più lunghe del corpo. Foresta Millenaria
CERVO VOLANTE (Lucanus cervus) Il più noto e grande dei nostri coleotteri lucanidi; la lunghezza varia dai 25 agli 80 millimetri e nel capo il maschio presenta due mandibole molto sviluppate che ricordano le corna di un cervo e che vengono utilizzate per i combattimenti durante il periodo riproduttivo. Le larve si sviluppano nel legno morto di querce e altre latifoglie e impiegano diversi anni per completare lo sviluppo; completata la metamorfosi, gli adulti hanno una vita piuttosto Bosco submontano
CETONIE (Cetonia aurata ) Le larve svernano nel terreno o in tronchi marcescenti per poi risalire in superficie in primavera per trasformarsi in pupa. Dopo un paio di settimane i coleotteri adulti emergono per cibarsi per 46 settimane. Dopo l'accoppiamento le femmine depongono gruppi di uova (da 6 a 40) nella sostanza organica in decomposizione, nei detriti che si raccolgono negli alberi cavi, nel legno marcescente, ecc. Le larve, melolontoidi, possono impiegare da 3 a 12 mesi per completare il proprio sviluppo, a seconda del substrato nutritivo e della temperatura. La cetonia dorata è un coleottero appartenente alla famiglia degli Scarabeidi. Questo coleottero, che arriva a 18 mm di lunghezza, possiede una caratteristica colorazione metallica (solitamente verde, ma può anche essere color bronzo, rame, viola, blu o grigio-nero) e un numero variabile di tacche bianche sulle elitre e, occasionalmente, sul pronoto. Il lato ventrale è generalmente di colore ramato, ma può presentare le stesse tonalità di colore (verde-rosso-violablu-nero) del lato dorsale. Le cetonie dorate si possono osservare volare nei giardini di rose, oppure posate su queste intente a succhiarne il polline, oppure ad accoppiarsi. Sono abili volatrici in grado di cambiare direzione molto rapidamente mentre volano,dispiegando le ali senza aprire le elitre che le ricoprono quando queste sono richiuse. Si cibano di fogliame, boccioli, fiori e frutti di more di rovo, lamponi, fragole, albicocche e di tutta la frutta dolce. Sono inoltre attratte dalla linfa che stilla dai tronchi feriti di latifoglie. Bosco submontano la Cetonia aurata, sconosciuto, forse, nel nome ma familiare a molti è letteralmente scomparso da molte aree. Questo coleottero dalle ali verdeoro si trova comunemente all interno delle rose e dopo una abbondate scorpacciata di parti fiorali, visto che è un cattivo volatore, rimane all interno dello stesso per molto tempo.
Il nome deriva dal greco trikhòs=pelo e pteròn=ala, per via dei peli che ricoprono le ali degli adulti. TRICOTTERI (Trichoptera) Piccoli insetti che rappresentano un anello molto importante delle catene alimentari negli ecosistemi acquatici. Appartengono all Ordine Tricotteri numerose famiglie che hanno in comune l habitat e il ciclo vitale. Lo stadio larvale si differenzia moltissimo dallo stadio adulto, sia nell aspetto sia per il fatto che è acquatico: le larve piccole e allungate infatti vivono nell acqua debolmente corrente e hanno la caratteristica di costruire un astuccio con piccole pietruzze e sabbia, in cui nascondono la parte più delicata dell addome. Sono onnivore. Una volta completata la metamorfosi, gli adulti raggiungono la superficie e sfarfallano formando sciami molto numerosi e diventando preda di pippistrelli e uccelli. Torrente Comunemente chiamati porta sassi o porta legna, questi insetti olometaboli (metamorfosi completa) si mostrano in un sacco di forme sfoggiando i loro astucci protettivi che compongono con il materiale che trovano sul fondo del corso d acqua o della pozza che abitano e che mettono insieme con seta che secernono da una ghiandola posta in prossimità della bocca. BIOINDICATORE
DITISCO (Agabus bipustulatus) Pur passando la maggior parte del tempo sott'acqua, questi coleotteri sono costretti a riemergere periodicamente per respirare, incamerando l'ossigeno sotto forma di bolle d'aria con l'estremità posteriore dell'addome, all'interno della quale è presente una cavità ove si aprono gli stigmi respiratori (questo particolare accorgimento permette loro di resistere anche 10-15 minuti in "apnea", ed ha dato il nome all'intera famiglia: "Dytes" infatti in greco significa "palombaro"). La forma larvale è profondamente diversa da quella adulta (cosa usuale tra gli insetti),. Le larve dei ditiscidi sono di gran lunga fra i più voraci invertebrati d'acqua dolce, tanto da essersi meritate, presso gli inglesi, il soprannome di "tigri delle acque". Abilissime nuotatrici, sono dotate di mascelle robuste, trasformate in tenaglie in grado di catturare prede notevolmente più grosse di loro (altri insetti e larve, vermi, girini e anche piccoli pesci). Le mandibole sono cave, percorse internamente da canalicoli comunicanti col tubo digerente, e attraverso di esse la larva riversa nei tessuti della sua preda i propri succhi gastrici succhiando la poltiglia fluida che ne deriva (classico esempio di digestione esterna). Pare che, così facendo, sia in grado di "succhiare" fino a 50 girini al giorno! Al momento della metamorfosi finale, le ninfe si seppelliscono nella fanghiglia umida ai bordi dello stagno. Torrente Oltre ad essere degli ottimi nuotatori, i ditiscidi sono anche dei buoni volatori; infatti sotto le dure elitre che ricoprono completamente l'addome, sono presenti ali ben sviluppate e atte al volo, che consentono loro di spostarsi, solitamente durante la notte, da uno stagno all'altro.
GAMBERO DI FIUME (Austropotamobius pallipes) Popola acque dolci, preferendo i fiumi e torrenti dove vi è una corrente continua e l'acqua è limpida. Predilige i fondali coperti da ciottoli o limo e le aree in cui è presente una ricca vegetazione acquatica. E crostaceo di acqua dolce di piccole dimensioni, di colore verdastro, con ventre e arti che tendono al bianco. Il corpo è ricoperto da una cuticola chitinosa e suddiviso in tre parti: testa, torace e addome. Al torace sono collegate le zampe, di cui il primo paio assume l'aspetto di una chela, utilizzata per la cattura delle prede, per la difesa e nell'accoppiamento. Animale solitario e territoriale, notturno e onnivoro, si nutre sia di materia animale o vegetale in decomposizione, sia di molluschi, insetti, larve e piccoli pesci. Torrente
LIBELLULE DAMIGELLE Tra le specie più eleganti ed appariscenti degli stagni palustri vi sono moltissime Libellule e Damigelle visibili nei loro inseguimenti o curiosamente unite a forma di cuore durante le fasi di accoppiamento. Le libellule possono battere le ali anche 20 volte al secondo, sono in grado di arrestarsi istantaneamente, librarsi immobili e volare all'indietro per brevi tratti. BIOINDICATORE Tutti gli insetti comunemente chiamati libellule appartengono all'ordine degli "odonati" che dal greco significa "mandibole dentate". Esistono due gruppi principali: gli Anisotteri, o vere libellule, e gli Zigotteri o "damigelle" Si distinguono da posate perché le vere libellule tengono le ali aperte e orizzontali mentre le damigelle le tengono verticali e chiuse sopra il corpo. Le Damigelle sono variamente colorate, più piccole e numerose delle libellule hanno una linea più leggera, aggraziata e snella e un volo più lento. Hanno entrambi un corpo allungato, occhi molto grandi, antenne corte e due paia di ali trasparenti, tutte si nutrono di insetti che catturano in aria. Sono legati biologicamente all'ambiente acquatico nelle cui vicinanze trascorrono la loro esistenza, le forme giovanili (ninfe) vivono infatti nell'acqua e sono ottimi predatori cacciando prevalentemente insetti e girini. Torrente Gli Odonati sono insetti eterometaboli (metamorfosi graduale) con larve acquatiche (emimetaboli). Le loro forme e dimensioni variano parecchio, a seconda che si tratti di larve di zigotteri e anisotteri. Quando le larve sono mature (il loro sviluppo può durare anche 5 anni) avviene la metamorfosi: la ninfa si arrampica fuori dall'acqua dove, in pochi giorni, svilupperà un insetto adulto.
EFEMEROTTERI È un ordine di insetti Eterometaboli (a metamorfosi graduale) che colonizza un po tutte le acque correnti. Come si evince dal nome la vita dell adulto è molto breve (ephemeros in greco significa molto breve), può durare da poche ore al massimo qualche giorno ed inoltre trascorre questo poco tempo senza alimentarsi per via della bocca atrofizzata. Questa breve vita da adulto è compensata dalla vita acquatica, alcune volte ci impiegano 2 anni per raggiungere la prima muta (EphemeraDanica). Torrente Alcune specie sono in grado di effettuare anche rapporti simbiotici, come l Ephemera Danica che ospita nelle proprie branchie larve di un dittero (Epoicoclaudius flavens) che attraverso la sua attività di pulizia favorisce la respirazione della prima. Alcune larve compiono anche più di 20 mute e si nutrono di piante e alghe. Queste larve agitano velocemente le tracheobranchie, che vengono utilizzate sia per sopperire a carenze di ossigeno sia per generare una spinta propulsiva in acqua. BIOINDICATORE
I BIOINDICATORI TRICOTTERI Date le esigenze riguardanti la qualità delle acque sono un buon gruppo bioindicatore. Molte specie prediligono acque ben ossigenate. EFFIMERE Essendo le larve acquatiche e sensibili all inquinamento si possono definire ottimi bioindicatori dello stato di salute del luogo di ritrovamento. Principali minacce: - canalizzazione dei corsi d acqua - infrastrutture idroelettriche - drenaggio di paludi e torbiere - inquinamento dei corsi d acqua - captazione delle acque di sorgente LIBELLULE E DAMIGELLE Essendo le larve acquatiche e sensibili all inquinamento si possono definire ottimi bioindicatori dello stato di salute del luogo di ritrovamento.