LETTERA AGLI IPOCRITI A voi, che vi commuovete ogni 27 gennaio, che sostenete a parole l uguaglianza fra gli esseri umani ma poi siete in prima fila fra quelli che vogliono allontanare chi è diverso, perché nomade, straniero, portatore di handicap, mando questa lettera e lascio che siano le parole di una ragazza ebrea di oggi, giovane come me, ad aiutarvi nella riflessione. Siamo oramai nel 2010, molte cose sono cambiate dal lontano 1945: è cambiata la politica, la mentalità della gente, la situazione economica e molti dei protagonisti diretti del più vergognoso periodo storico non ci sono più. Oggi a noi giovani resta il giorno della memoria, un giorno in cui ci si riunisce per fare in modo che nessuno possa mai dimenticare quello che è successo, che quella crudeltà non si possa mai più ripetere. Tutto questo è ciò che ci insegnano, dimenticando che anche in questi anni, nel mondo esistono realtà simili, a cui però, nessuno dà voce. 1
Trovo che il giorno della memoria sia molto importante specialmente per le nuove generazioni che non hanno vissuto quel periodo. Penso che, dopo gli incontri politici e i discorsi pubblici, l importante sia come ognuno di noi vive questo giorno nel proprio animo e nel privato della propria casa. Non bisogna mai dimenticare che quell orrore è toccato ad ebrei, zingari, omosessuali, dissidenti politici e portatori di handicap. Nella mia famiglia sono comprese tre generazioni : io, che sono la più giovane, vivo questo giorno con la consapevolezza di avere la responsabilità del mio futuro, con l attenzione per ciò che fu e l impegno che non si ripeta; i miei genitori sono i figli del dopoguerra e sono cresciuti con i racconti dei loro genitori e dei loro nonni come testimonianza diretta: Questo ha fatto sì che per loro il giorno della memoria sia una conferma dei racconti che ancora hanno nelle orecchie. I miei nonni, infine, sono la prova inconfutabile che tutto ciò di cui si parla e si discute in questo giorno è vero, che quelle ferite 2
sono ancora aperte, nonostante ci siano negazionisti che tentano in ogni modo di nascondere l accaduto. Per questi anziani i sentimenti sono diversi, da una parte sono contenti di aver educato le generazioni successive al rispetto del prossimo e alla tolleranza, dall altra sono rammaricati per essere costretti ad assistere ancora ad episodi che ricordano le tristi situazioni da loro vissute. Trascorso il giorno della memoria tra riflessioni, pensieri e buoni propositi guardiamo avanti. Ma nei giorni successivi seguendo la stampa e i telegiornali si ha la conferma che tutto sembra rimasto uguale. Il rispetto per le persone, per le differenze e soprattutto per la dignità di ogni vita, sono ancora calpestati. Ho però sempre la speranza che si risvegli in ognuno l attenzione per chi è diverso e che ciò consenta una tranquilla e corretta convivenza tra culture e modi di pensare differenti. 3
In questi anni di scuola abbiamo sempre ricordato, rivissuto, riparlato, ridiscusso di questo avvenimento terribile, ma oggi quanti stermini ci sono ancora in tutto il mondo? Quante persone sono in questo esatto momento nella stessa tragica situazione? Quanti uomini, donne, bambini, vengono uccisi, derisi, allontanati in questo istante! La cronaca sui quotidiani ci racconta ogni giorno di situazioni terribili, dove i diritti, anche quelli che noi tutti consideriamo acquisiti, sono ancora un sogno da realizzare. Chi è portatore di handicap viene spesso deriso, allontanato, considerato diverso e per questo non degno di rispetto. Senzatetto umiliati, picchiati, bruciati solo per gioco, quasi la loro vita non avesse nessun valore. Ancora oggi alcuni pensano che l omosessualità sia una malattia infettiva, una condizione da esecrare, da nascondere, da vivere con vergogna. Purtroppo le parole, che nelle occasioni ufficiali vengono pronunciate, non hanno inciso sulla realtà che ci circonda. 4
Non appare tutto questo quasi una farsa? Cosa serve ricordare, se poi nulla cambia? Cosa possiamo fare della nostra storia? Le parole che sentiamo e che diciamo non servono se poi non modifichiamo i nostri comportamenti. "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI 10 dicembre 1948 5