STRESS DA CALORE E PRODUTTIVITA



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STRESS DA CALORE E PRODUTTIVITA Il calore totale risulta dalla quantità di calore a cui l organismo è esposto (ambiente esterno) più il calore che esso stesso genera (processi metabolici). Esistono dei meccanismi fisiologici (termoregolazione) che consentono all organismo di adattarsi ai cambiamenti di temperatura. Basse temperature: vasocostrizione, aumento del metabolismo e del movimento, riduzione della sudorazione e della minzione Alte temperature: vasodilatazione, riduzione del metabolismo e del movimento, aumento della sudorazione e della minzione, aumento della frequenza respiratoria Di questi meccanismi, il più efficiente è sicuramente quello rivolto alle basse temperature, dimostrazione ne è il fatto che gli animali siano ben più resistenti alle basse che alle alte temperature. Questo presuppone quindi che vi sia una temperatura ideale (Neutralità Termica) alla quale l animale disperde la minor quantità di energia per la termoregolazione ed alla quale può dare il massimo delle prestazioni : Vacche da latte: da 0 a 24 C Vacche in asciutta: da -5 a 21 C T ideale: da 5 a 15 C Man mano che ci si allontana da queste temperature, soprattutto verso l alto la situazione diventa sempre più pericolosa sia per le performance, che per la salute. Un altro parametro importante che influisce sulle capacità termoregolative dell organismo è l umidità ed in particolare un suo elevato valore. Un elevato tasso di acqua nell aria porta ad una ridotta evaporazione del sudore dalla pelle e quindi una ridotta efficienza del processo stesso, con incapacità di eliminare il calore in eccesso. Se in condizioni di bassa umidità anche una temperatura di 30 C può non determinare deficit produttivi, viceversa con una umidità elevata già a 20 C si hanno problemi. Produzione di calore il metabolismo legato alla produzione di latte genera moltissimo calore che deve essere smaltito; gli animali molto produttivi oltre a dover eliminare il calore che deriva dalle condizioni ambientali debbono eliminare la quantità in eccesso rispetto ad animali meno produttivi Come Risponde l Animale Con adattamenti fisici-fisiologici come: Riduzione del metabolismo Maggiore perdita di liquidi (sudore, urine, respiro) Aumento della frequenza cardiaca Ridotto afflusso di sangue agli organi addominali Ed adattamenti comportamentali come: Aumento dei fabbisogni nutrizionali Calo dell ingestione Aumento del consumo di acqua Riduzione del movimento Pagina 1 di 6

Quantità di liquidi persa (kg/giorno) in bovine in asciutta a due diverse temperature (Shearer & Beede) 20 C 30 C % differenza Feci 13,0 9,8-24,6 Urine 11,7 14,7 + 25,6 Saliva 0,0 2,4 N/A Respiro 7,6 11,7 + 53,9 Cute 10,6 29,3 + 176,4 Totale 42,9 67,9 + 58,3 Nei periodi più caldi si ha una maggiore perdita di liquidi, ma anche di solidi, come soprattutto bicarbonati (urine), ma anche Sodio (urine) e Potassio (sudore) con possibili rischi di: DISIDRATAZIONE In caso di insufficiente apporto di liquidi (ridotti cm/capo agli abbeveratoi) CALO PRODUTTIVO Il latte è soprattutto acqua, senza di essa non si produce ACIDOSI Ridotta potere tamponante della saliva a livello ruminale e sanguigno CARENZE SALINE A causa delle elevate perdite con il sudore Sempre nei periodi più caldi rallentano i processi digestivi. In seguito ad uno stress termico il sangue viene deviato dagli organi verso il cuore e la cute; l effetto di questo è particolarmente marcato a livello digerente con conseguenti : a. diminuzione e rallentamento del processo digestivo b. marcata diminuzione della biodisponibilità dei principi nutritivi Contemporaneamente si assiste ad un aumento progressivo dei fabbisogni con l incremento della temperatura. Ripartizione del sangue nell organismo in funzione della temperatura flusso sanguigno (L/min) 14 12 10 8 6 4 2 0 freddo caldo cute cuore muscoli organi Pagina 2 di 6

Effetti dello stress da calore Possiamo suddividere gli effetti negativi da stress da calore in due grosse categorie: SANITARI o Morte: per stress elevati l animale può arrivare alla morte o Aumento dei casi di acidosi o Aumento dei casi di patologie podali, spt laminiti o Aumentata suscettibilità nei confronti di altre patologie PRODUTTIVI o Peggiore qualità del latte (non sempre) o Peggioramenti dei parametri riproduttivi o Ridotta produttività Un altro aspetto importante da sottolineare è come gli effetti negativi di quanto detto in precedenza non si arrestano allo scomparire delle cause (caldo), ma si protraggono per periodi più o meno lunghi ed in particolare i problemi che si ripercuotono per periodi più lunghi sono: problemi riproduttivi con ridotta fertilità e problemi podali. Effetti dello stress da calore sulla produttività Dal punto di vista produttivo è ormai assodato che lo stress termico determina una diminuzione della produzione lattea e, spesso, un peggioramento delle sue caratteristiche. La maggior parte dei ricercatori considerano i 25 C come temperatura critica superiore. L effetto sulla produzione è più marcato in fase avanzata di lattazione, che nella prima fase: Inizio lattazione: -14% Lattazione intermedia: -35% Le bovine che risentono maggiormente dello stress da calore sono quelle con le produzioni più alte, in quanto : a. perdono una quantità di liquidi superiori con il latte, b. hanno una ingestione maggiore e di conseguenza un calore prodotto dai processi metabolici superiori c. hanno un metabolismo più accelerato Effetto delle elevate temperature sulla quantità di latte prodotto (Itoh et al; JAS; 1998) 19% 40 38 36 34 32 30 28 26 38,1 Kg/die 30,7 18 C 28 C Pagina 3 di 6

Effetto delle elevate temperature sui parametri produttivi : (Itoh et al; JAS; 1998) - 22% -22% -16% 2.100 1.824 1.529 18 C 28 C g/die 1.600 1.100 1.286 1.002 1.237 971 600 Grasso (g/die) Proteina (g/die) Lattosio (g/die) Nelle vacche in asciutta l effetto dello stress da calore si fa risentire su: peso alla nascita del vitello (-10%) produzione ad inizio lattazione (-12%), calo della concentrazione anticorpale nel colostro (< IgG) aumento nell incidenza dei disordini post-partum (distocie, ritenzioni, ecc.) * Virginia Tech University, 1999 Nelle manze l effetto delle elevate temperature determinano: un minor peso alla nascita (-6/-10%) ma soprattutto un minor peso alla maturità sessuale (-16%), rispetto ad animali allevati in zone più fredde. Il tutto è determinato da fabbisogni superiori, e contemporaneamente un calo dell ingestione. * NRC, 1981 Accorgimenti da adottare In situazioni di stress termico od in previsioni di esso si possono escogitare alcuni accorgimenti per ridurre l impatto del calore: Strutturali Come spruzzatori a pioggia, ventole, maggiori aperture nelle stalle. Associare acqua e ventilazione è molto efficace specialmente in sala di attesa ed in sala parto, ma questa pratica deve essere effettuata in modo molto equilibrato. Nutrizionali Come: 1. Maggiori quantità di acqua a disposizione. Con l aumentare della temperatura aumenta il fabbisogno di acqua; una bovina a 35 C assume circa il doppio di acqua rispetto ad una temperatura di 10 C. Oltre a questo diventa ancora più importante la qualità dell acqua, a cui si deve prestare maggiore attenzione. 2. Cercare di aiutare le vacche ad aumentare l ingestione 3. Incrementare il contenuto energetico della razione senza aggiungere alimenti acidogeni 4. Aiutare il processo digestivo, (rallentato dalle elevate temperature) 5. Incrementare il contenuto in razione di sali (spt Na e K) Pagina 4 di 6

Le capacità digestive e fermentative del rumine sono influenzate da: Alimento Ambiente ruminale Temperatura ambientale Stress (fisici, ambientali, ecc.) L alimento influenza profondamente l ambiente ruminale occorre quindi particolare attenzione a rispettare al massimo il rapporto foraggi / concentrati fieni concentrati Gli obiettivi dell alimentazione durante periodi caldi sono : a. Incrementare il più possibile l ingestione di SS b. Bilanciare meglio il contenuto energetico della razione c. Utilizzare alimenti facilmente e velocemente assimilabili d. Inserire alimenti energetici non acidogeni e. Utilizzare alimenti che non determinino un ulteriore perdita di liquidi a livello enterico (richiamo osmotico) f. Correggere il deficit elettrolitico che si crea (fornire Sali) g. Utilizzare modulatori del ph ruminale (tamponi lieviti) Durante le fasi di stress è importante non eccedere con l amido, ma abbassarne i tenori inserendo in razione maggiori quote di zuccheri solubili (fino al 7-8 % della SS). (C.J. Sniffen; 2005) Soprattutto in razioni caratterizzate da elevati tenori in amido, ma in generale in tutte le razioni, è necessario abbassare la quantità di amido stesso e sostituirlo con zuccheri solubili (almeno +2%), regolando meglio anche i valori in fibra solubile. Gli zuccheri solubili non sono tutti uguali, ma ognuno ha caratteristiche e peculiarità diverse a livello ruminale ed intestinale. Zuccheri differenziati ed a diverso metabolismo sono meglio di zuccheri singoli. (C.J. Sniffen; 2005) Altri suggerimenti nutrizionali Pagina 5 di 6

Aumentare il contenuto energetico della razione, somministrando alimenti di elevata qualità e foraggi maggiormente digeribili; non aumentando la quantità dei concentrati (rischio acidosi). Importante per compensare l aumento del metabolismo basale. Si può aumentare il contenuto energetico della razione utilizzando dei grassi che hanno un potere calorico superiore, ma la loro digestione produce meno calore rispetto agli zuccheri; Aumentare il contenuto in fibra della razione; i motivi sono principalmente due: 1. Consentire un miglior transito dell alimento quando la motilità risulta ridotta, facilitando i processi digestivi; 2. La maggior masticazione della razione consente una maggior secrezione di saliva e di bicarbonati che tendono ad alzare il ph del rumine, che tende invece all acidosi. Acidosi dovuta principalmente alla maggiore concentrazione temporale dei pasti che portano l animale ad una ingestione superiore in tempi più brevi con effetti negativi sul ph Non è utile aumentare eccessivamente il contenuto proteico della razione perché per ogni grammo di Azoto digerito oltre i fabbisogni della bovina l organismo spende 12 Kcal in più per rimuovere l eccesso di Azoto.Importante è invece calibrare meglio la razione ottimizzando gli apporti dei vari aminoacidi Aumentare il contenuto di alcuni macrominerali che vengono persi in maggiore quantità: 1. Sodio (Na): da 0,22% a 0,45% a causa della maggior perdita con le urine 2. Potassio (K): da 1,00% a 1,50% per le maggiori perdite con il sudore Il rapporto di 1:3 consente di incrementare sia l ingestione, sia le performance 3. Magnesio (Mg): aumentare a 0,35% la concentrazione nella dieta, in quanto il Potassio interferisce con il suo assorbimento L utilizzo del Bicarbonato di Sodio, ad azione tampone, può aiutare per una corretta regolazione del ph ruminale, mantenendolo il più costante possibile. L uso di lieviti può aiutare in quanto sono in grado di migliorare sia la digestione della fibra sia sono una fonte nutritiva importante per i batteri ruminali, sottoposti ad un grosso stress durante i periodi caldi. Gli Oligoelementi sono importanti in situazioni di stress in quanto, sebbene non vengano eliminati in maggiore quantità come accade per i macroelementi, l assorbimento intestinale decresce in maniera importante; inoltre alcuni sono coinvolti nella protezione dallo stress (spt Zn, Cu, Mn e Se) Pagina 6 di 6