RI-CONOSCERE E VALORIZZARE LE ESPERIENZE NEL DAP



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DIPARTIMENTO DELL AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA ISTITUTUTO SUPERIORE DI STUDI PENITENZIARI RI-CONOSCERE E VALORIZZARE LE ESPERIENZE NEL DAP MODELLO DI CANDIDATURA Istituto Superiore di Studi Penitenziari, via Giuseppe Barellai n 140 00135 ROMA 06 302611 FAX 06 30261425 e-mail: issp.dap@giustizia.it iaz-iati-az-bf- ISSP/II

1. CANDIDATURA Indicare rispetto all unità organizzativa centrale, regionale, locale del DAP UNITA ORGANIZZATIVA UFFICIO/ AREA DIRIGENTE UFFICIO/AREA REFERENTE PROGETTO Ufficio Esecuzione Penale Esterna di VERONA Area Servizio Sociale Responsabile Area Servizio Sociale dott.ssa Antonella Salvan dott.ssa Stefania Zambelli Indicare rispetto al referente operativo dell iniziativa/progetto COGNOME E NOME dott.ssa Stefania Zambelli QUALIFICA Assistente Sociale TELEFONO 0458003831 FAX 0458038592 INDIRIZZO E-MAIL stefania.zambelli@giustizia.it 2 DENOMINAZIONE DELL INIZIATIVA/TITOLO DEL PROGETTO LETTERE DAL CARCERE La corrispondenza con i detenuti un percorso di riflessione con l associazione don Tonino Bello L esperienza è conclusa non conclusa, ma ha prodotto risultati concreti e verificabili Indicare i tempi di attuazione Data di inizio 09 / 05 / 2005 Data di conclusione 16 / 02 / 2006 3 AREA DI SELEZIONE DEL CONCORSO A CUI SI INTENDE PARTECIPARE: (barrare una sola casella; è possibile partecipare a più aree del concorso presentando schede di candidatura diverse) AREA GESTIONALE/ ORGANIZZATIVA: migliori esperienze organizzative, gestionali e/o formative che abbiano apportato nelle strutture di riferimento un cambiamento significativo e proficuo in termini qualitativi e strategici. AREA TRATTAMENTALE E DELL INCLUSIONE SOCIALE: migliori progettualità che abbiano innescato processi trattamentali e/o di inclusione sociale particolarmente significativi e innovativi sotto il profilo della metodologia, degli strumenti utilizzati e delle collaborazioni con la comunità locale. 2

4. SPIEGARE IL MOTIVO PER CUI SI È SCELTO DI CONCORRERE max 15 righe Il progetto lettere dal carcere è, innanzitutto, una preziosa esperienza di formazione sostenuta da un servizio pubblico con il terzo settore. Se gli spazi di incontro e confronto tra pubblico e volontariato non sono, infatti, numerosi, ancor più raramente questi due attori del sistema sociale riescono a incontrarsi per condividere una lettura comune dell oggetto del loro intervento. Il progetto, affrontando un argomento specifico anche negli aspetti più concreti ha, invece, avuto la possibilità di creare una rappresentazione ed un linguaggio comuni. Riteniamo, poi, il progetto innovativo sia sul piano dei contenuti che metodologico. L approccio metodologico usato, inusuale nel nostro contesto, è stato molto curato dagli operatori, e si è rivelato veramente efficace. 5. BREVE DESCRIZIONE DEL CONTESTO DI PARTENZA. max 15 righe Il progetto Lettere dal carcere nasce da una richiesta dell Associazione di volontariato Don Tonino Bello di Verona che nel marzo 2005 chiedeva alla Direzione dell ex C.S.S.A., oggi UEPE, un contributo sul tema: Confronto e analisi delle aspettative nella corrispondenza epistolare tra volontari e detenuti. Si è creato un gruppo di lavoro coordinato dal responsabile dell area di servizio sociale.gli assistenti sociali dell Ufficio, convinti infatti che una richiesta di aiuto proveniente da un partner di lavoro così importante, quale il volontariato, anche se su un tema così atipico, andava accolta. Le Lettere dal carcere sono una forma attraverso la quale i detenuti comunicano all esterno vissuti, esigenze disponibilità di rielaborazione. In particolare, Le lettere dal carcere, inviate a volontari esprimono contenuti che più difficilmente vengono comunicati a operatori penitenziari. Questo progetto vuol consentire agli operatori UEPE di entrare in contatto, di intercettare contenuti diversamente poco conosciuti. Analizzata la domanda, detto gruppo ha rilanciato la richiesta proponendo due incontri di approfondimento. Nel corso degli incontri effettuati nella primavera 2005 sono emersi con chiarezza la possibilità e l opportunità di proseguire con un lavoro di formazione. E nata così l idea di proseguire nei mesi invernali con una serie più articolata di incontri che rispondesse all esigenza di condividere i problemi e ricercare delle modalità comuni di gestione dei carteggi e la richiesta originaria è stata ulteriormente sviluppata in un percorso che è continuato nello scorso inverno 2005/2006. 6. DESTINATARI DELL INIZIATIVA N dei destinatari dell iniziativa N complessivo universo di riferimento(personale/utenza) Breve descrizione delle caratteristiche del gruppo dei destinatari 25 75 Agli incontri formazione hanno partecipato aderenti e non all associazione di volontariato Don Tonino Bello, impegnati in corrispondenze epistolari con detenuti. L associazione ospita poi detenuti e le loro famiglie in permesso premio. Alcuni aderenti, assistenti volontari ex art. 78, effettuano colloqui e attività 3

nella Casa Circondariale di Verona. 7. FINALITÀ DELL INIZIATIVA max 5 righe Formazione di un gruppo di volontari già operanti all interno della Casa Circondariale di Verona relativamente alla gestione dei carteggi epistolari con i detenuti. 8. OBIETTIVI SPECIFICI E STRUMENTI DI REALIZZAZIONE Per ciascun obiettivo specifico indicare le azioni previste e gli strumenti predisposti per realizzarlo: OBIETTIVO SPECIFICO AZIONI PREVISTE STRUMENTI Implementare la collaborazione con il volontariato locale e costruire una rappresentazione ed un linguaggio comuni Migliorare la consapevolezza di sé e dell altro e l adeguatezza nella gestione del carteggio, introducendo nella riflessione aspetti di complessità ed evidenziando, accanto a risorse e potenzialità, limiti e rischi Incontri con il gruppo per la presentazione del servizio e la descrizione del lavoro degli operatori Lavoro di gruppo Presentazione di situazione specifiche (casi), letture, giochi di attivazione Analisi di lettere dal carcere e scrittura simulata di lettere, brainstorming, cartelloni, analisi di casi e situazioni problematiche. 9. PERSONALE COINVOLTO NELLA GESTIONE Risorse umane interne: indicare il numero degli operatori coinvolti nell iniziativa, con riferimento al numero complessivo del personale con la medesima qualifica e specificando l attività svolta. N N TOT nell unità organizzativa QUALIFICA 1 1 Responsabile Area Servizio Sociale ATTIVITÀ SVOLTA Analisi della domanda, coordinamento,, presentazione del servizio 1 1 Referente Operativo Gestione operativa 2 2 Assistenti Sociali Preparazione e conduzione incontri, monitoraggio in itinere 2 2 Assistenti Sociali Preparazione incontri Risorse umane esterne: indicare gli operatori di altri organi dell amministrazione penitenziaria, di enti pubblici o privati operanti nella comunità locale o liberi professionisti che hanno collaborato alla realizzazione dell iniziativa. 4

N QUALIFICA ATTIVITÀ SVOLTA ENTE DI APPARTENENZA 1 Cappellano del Carcere, referente dell Associazione Presentazione della domanda, partecipazione alla gestione e monitoraggio degli incontri Associazione di volontariato Don Tonino Bello 10. PARTNER (compilare se presenti partner ) Indicare gli enti pubblici o privati che hanno condiviso e hanno assunto responsabilità di rilievo rispetto all iniziativa: dalla progettazione alla realizzazione. ENTE FINALITA GENERALE ENTE COLLABORAZIONE 1 Associazione di volontariato Don Tonino Bello Gruppo di riferimento e struttura di accoglienza temporanea per i detenuti in permesso-premio, in misura alternativa, alla fine della pena e per i loro familiari. Luogo di incontro per momenti di formazione e di confronto sui temi della pena, della riconciliazione e della pace. GIA ATTIVA La collaborazione dell associazione era già attiva con la Casa Circondariale di Verona- Montorio ATTIVATA AD HOC E stata attivata ad hoc per la realizzazione degli incontri di formazione Indicare per ciascun partner : ENTE RUOLO ATTIVITA SVOLTE Associazione di volontariato Don Tonino Bello N RISORSE IMPIEGATE UMANE ECONOMICHE STRUTTURALI Destinatario Partecipazione agli incontri volontari nessuna Sede dell associa zione 1 Barrare la casella corrispondente 5

11. INTEGRAZIONE Le collaborazioni hanno inciso sulla attivazione e/o sulla stabilizzazione della RETE all interno della comunità locale? Come? (max 15 righe) La realizzazione degli incontri ha consentito la conoscenza reciproca tra volontari dell associazione e operatori ed ha permesso la creazione di un rapporto di collaborazione continuativo inoltre un confronto sui contenuti delle lettere. Indicare l eventuale stipulazione di convenzioni, protocolli d intesa, contratti, altro. (max 15 righe) Nessuna Descrivere la rispondenza del progetto ai bisogni rilevati e la sua correlazione rispetto alle politiche locali, anche con eventuale riferimento ai piani di zona. (max 15 righe) Il progetto si è inserito in una generale politica dell U.E.P.E. di Verona e Vicenza, legata all obiettivo di potenziare la propria visibilità e di rafforzare i legami con il territorio. Nato a partire da una richiesta specifica dell associazione, già nei primi momenti rilevava un diffuso sentimento di solitudine dei volontari che corrispondendo con i detenuti incontrano, oltre a dubbi, perplessità, questioni delicate da affrontare. Il lavoro ha, quindi, cercato di dare centralità e valore a problemi e bisogni portati. Il raggiungimento degli obiettivi è stato testato attraverso la realizzazione di un questionario di tipo aperto alla conclusione degli incontri. 12. CAMBIAMENTO Indicare il cambiamento concreto e verificabile che l iniziativa ha generato : -nell organizzazione. (max 15 righe) La realizzazione degli incontri ha prodotto una maggiore conoscenza reciproca, delle attività istituzionali dell U.E.P.E. da parte dei volontari e un miglioramento della relazione fiduciaria. L U.E.P.E. di Verona e Vicenza ha, poi, per la prima volta gestito un progetto di formazione articolato su un periodo di tempo significativo con dei volontari, in orario pre-serale ed in una sede esterna all ufficio. Tale scelta, effettuata in coerenza con obiettivi e metodologia del progetto, ha creato un precedente importante sul piano delle scelte strategiche. -nelle attività trattamentali e/o negli interventi finalizzati all inclusione sociale. (max 15 righe) L iniziativa ha portato a un miglioramento nell integrazione operativa tra il Servizio e l associazione nel contesto della progettualità sui singoli casi. 6

L iniziativa realizzato ha creato all interno dell ufficio nuovi canali di condivisione, partecipazione, collaborazione? Quali? (max 15 righe) Si ipotizza un incontro a breve di restituzione sul significato dell iniziativa realizzata. Indicare i risultati concretamente perseguiti, descrivendone gli effetti nel breve e nel lungo periodo. RISULTATO EFFETTO NEL BREVE PERIODO Migliorare la conoscenza Aumento nel livello di stima e reciproca e la collaborazione Migliorare la consapevolezza di sé e dell altro e l adeguatezza nella gestione del carteggio, introducendo nella riflessione aspetti di complessità ed evidenziando, accanto a risorse e potenzialità, limiti e rischi considerazione reciproca Rafforzamento dell identità del volontario e della qualità del suo approccio al lavoro sociale EFFETTO NEL LUNGO PERIODO Aumento nel livello di stima e considerazione reciproca Rafforzamento dell identità del volontario e della qualità del suo approccio al lavoro sociale 13. TRASFERIBILITÀ Spiegare come le prassi sperimentate possono essere ampliate e ripetute nel medesimo ambito, o possono dar luogo a nuove iniziative. (max 15 righe) Il progetto ha avuto un carattere anche di tipo sperimentale, e i suoi esiti permettono di ipotizzare che sia possibile riproporre analoghe esperienze ad altri soggetti del Terzo Sistema o su altri argomenti connessi a tale ambito. Indicare eventuali correlazioni del progetto con azioni completate o in atto nella medesima unità organizzativa. (max 15 righe) L esperienza ha contribuito a creare un clima positivo nell interazione con il mondo del volontariato carcerario, che ha poi portato alla nomina di tre Assistenti volontari dell U.E.P.E. ex art. 78 O.P.. 7

I modelli operativi utilizzati potrebbero essere esportati in altri contesti dell Amministrazione Penitenziaria? Si No Se si, come? (max 15 righe) L esperienza, sia sul piano di contenuto che metodologico, può essere ripresa, contestualizzandola, da altri UU.EE.PP.EE. I modelli operativi utilizzati potrebbero essere esportati in altre Pubbliche Amministrazioni? Si No Se si, come? (max 15 righe) La metodologia utilizzata può essere ripresa da qualsiasi Servizio pubblico voglia interagire in modo propositivo e qualitativo con il Terzo Sistema 14. EFFICACIA DELL INIZIATIVA Indicare: RISULTATI ATTESI RISULTATI OTTENUTI RISULTATI INATTESI Migliorare la conoscenza reciproca e la collaborazione Migliorare la consapevolezza di sé e dell altro e l adeguatezza nella gestione del carteggio, introducendo nella riflessione aspetti di complessità ed evidenziando, accanto a risorse e potenzialità, limiti e rischi Il miglioramento della conoscenza reciproca e della collaborazione Migliorare la consapevolezza di sé e dell altro e l adeguatezza nella gestione del carteggio, introducendo nella riflessione aspetti di complessità ed evidenziando, accanto a risorse e potenzialità, limiti e rischi Nel corso dell esperienza si sono verificati eventi imprevisti? Si No Se si, quali? (max 15 righe) L alta, costante e attiva partecipazione dei volontari 8

Sono stati individuati indicatori specifici per valutare il progetto? Si No Se si, quali? (max 15 righe) Idea di fondo nella realizzazione del progetto è stata che la formazione è un processo di conoscenza e non di trasferimento di sapere, dialogico, processuale, in cui le emozioni sono cruciali e che si fonda sulla costruzione e decostruzione di rappresentazioni. Si è offerto quindi, un percorso affettivo e di pensiero orientato a prestare particolare attenzioni alle rappresentazioni di sé e del detenuto portate dai volontari. Proprio lo sviluppo del pensiero e l evoluzione nelle rappresentazioni sono state gli indicatori utilizzati per preparare e organizzare, via via, ogni singolo incontro. Il raggiungimento degli obiettivi è stato, poi, testato attraverso la realizzazione di un questionario di tipo aperto alla conclusione degli incontri. È stata realizzata un azione di monitoraggio in itinere? Si No Il monitoraggio ha reso necessario introdurre cambiamenti in itinere? Si No Se si, quali? (max 15 righe) 16. SOSTENIBILITÀ Per sostenere la realizzazione delle attività sono state utilizzate, oltre a quelle già indicate al punto 9, risorse materiali ed economiche. Rispetto ad esse indicare: INFRASTRUTTURE LOGISTICHE ED INFORMATICHE UTILIZZATE Materiale cancelleria, computer, connessione internet DISPONIBILI Sede associazione di volontariato NECESSARIE REPERITE ESTERNAMENTE Libri sulla gestione del gruppo e di letteratura specifica Indicare FONDI UTILIZZATI DISPONIBILI 9

NECESSARI REPERITI ESTERNAMENTE 10

AUTOVALUTAZIONE Per ciascun item dare un punteggio da 0 a 5 e motiva la tua scelta ITEM INNOVATIVITA Presenza di elementi nuovi ed originali. VALUTAZIONE 5 Il progetto lettere dal carcere, affrontando un argomento specifico anche negli aspetti più concreti, ha avuto la possibilità di creare una rappresentazione ed un linguaggio comuni tra due attori del sistema sociale che raramente riescono a incontrarsi per condividere una lettura comune dell oggetto del loro intervento. Innovativi sono poi sia l argomento, sia la metodologia (molto curata dagli operatori). L approccio metodologico, inusuale nel nostro contesto, si è rivelato veramente efficace. Innovativa è, poi, nel nostro settore l idea di prestare attenzione alle rappresentazioni di sé e del detenuto portate dai volontari quale oggetto su cui fondare la formazione ed indicatore di verifica dell andamento degli incontri. CAMBIAMENTO Produzione di cambiamento concreto, verificabile, stabile. TRASFERIBILITA Sperimentazione di prassi innovative riproducibili e trasferibili. EFFICACIA Sistematicità del processo e congruenza tra obiettivi e risultati. SOSTENIBILITA Congruenza tra risorse, costi e benefici. INTEGRAZIONE Strutturazione di collaborazioni con la comunità locale. 3 I cambiamenti ottenuti, aumento nel livello di stima e considerazione reciproca e rafforzamento dell identità del volontario e della qualità del suo approccio al lavoro sociale, si configurano come stabili ma di difficile misurazione. 4,5 Come riferito, nella sua metodologia, il progetto è caratterizzato da un alto tasso di trasferibilità. 5 I risultati ottenuti hanno coinciso con quelli attesi e superato le aspettative nell alta, costante e attiva partecipazione. La metodologia si è rivelata particolarmente apprezzata ed efficace. 5 A fronte di un costo economico quasi pari a zero, il tempo e le energie spese dagli operatori nella preparazione e conduzione degli incontri sono stati ripagati dall alta e attiva partecipazione dei volontari e dalla congruenza tra obiettivi e risultati. 4 La realizzazione degli incontri ha consentito la conoscenza reciproca tra volontari dell associazione e operatori ed ha permesso la creazione di un rapporto di collaborazione continuativo. 11