Ministero della Giustizia
|
|
|
- Maddalena Costanzo
- 10 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 Ministero della Giustizia DIPARTIMENTO DELL AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA ISTITUTUTO SUPERIORE DI STUDI PENITENZIARI RI-CONOSCERE E VALORIZZARE LE ESPERIENZE NEL DAP MODELLO DI CANDIDATURA Istituto Superiore di Studi Penitenziari, via Giuseppe Barellai n ROMA FAX [email protected] iaz-iati-az-bf- ISSP/II
2 1. CANDIDATURA Indicare rispetto all unità organizzativa centrale, regionale, locale del DAP UNITA ORGANIZZATIVA UFFICIO/ AREA DIRIGENTE UFFICIO/AREA REFERENTE PROGETTO Ufficio di Piano di Zona 4^ Area Emergenze Sociali Gennaro Izzo Gennaro Izzo Indicare rispetto al referente operativo dell iniziativa/progetto COGNOME E NOME Gennaro Izzo QUALIFICA Coordinatore Ufficio di Piano di Zona TELEFONO FAX INDIRIZZO [email protected] 2 DENOMINAZIONE DELL INIZIATIVA/TITOLO DEL PROGETTO Le Ali della Libertà L esperienza è conclusa x non conclusa, ma ha prodotto risultati concreti e verificabili Indicare i tempi di attuazione Data di inizio 06 / 09 / 2007 Data di conclusione 31 / 12 / AREA DI SELEZIONE DEL CONCORSO A CUI SI INTENDE PARTECIPARE: (barrare una sola casella; è possibile partecipare a più aree del concorso presentando schede di candidatura diverse) AREA GESTIONALE/ ORGANIZZATIVA: migliori esperienze organizzative, gestionali e/o formative che abbiano apportato nelle strutture di riferimento un cambiamento significativo e proficuo in termini qualitativi e strategici. X AREA TRATTAMENTALE E DELL INCLUSIONE SOCIALE: migliori progettualità che abbiano innescato processi trattamentali e/o di inclusione sociale particolarmente significativi e innovativi sotto il profilo della metodologia, degli strumenti utilizzati e delle collaborazioni con la comunità locale. 2
3 4. SPIEGARE IL MOTIVO PER CUI SI È SCELTO DI CONCORRERE max 15 righe Si è scelto di concorrere per diffondere le esperienze progettate e realizzate nel territorio di appartenenza in modo da poter creare un punto raccolta delle buone prassi sperimentate. Si auspica che con il contributo delle diverse esperienze progettuali, si possano stimolare nuove realizzazioni in altri contesti locali e nazionali. Inoltre concorrere a tale iniziativa rappresenta un ulteriore occasione per effettuare un autovalutazione in itinere della validità delle metodologie e degli obiettivi del progetto. 5. BREVE DESCRIZIONE DEL CONTESTO DI PARTENZA. max 15 righe Il progetto nasce da un analisi dei bisogni dell utenza ed in particolare dalla constatazione che la tossicodipendenza e le condanne penali hanno spesso percorsi che si sovrappongono. Non sono pochi i soggetti che in esecuzione di pena hanno da eseguire un programma terapeutico, che affianchi un più ampio percorso di reintegrazione sociale. Tale situazione di disagio può, con la realizzazione di tale progetto, trovare una risposta efficace attraverso l azione integrata di più attori sociali, sperimentando così percorsi d inserimento socio-lavorativo per soggetti con problemi di dipendenza in area penale esterna. 6. DESTINATARI DELL INIZIATIVA N dei destinatari N complessivo universo di dell iniziativa riferimento(personale/utenza) Breve descrizione delle caratteristiche del gruppo dei destinatari Utenti in esecuzione penale esterna che entrano in relazione con le strutture pubbliche e private di riferimento. 7. FINALITÀ DELL INIZIATIVA max 5 righe Gli interventi sono mirati a soggetti in esecuzione penale esterna che presentano problemi di dipendenza, che verranno avviati in percorsi di re-inserimento socio-lavorativo. La finalità è fornire un utile esecuzione della pena e modelli di vita diversi da quelli precedenti. Ulteriore finalità è la realizzazione di uno sportello di consulenza legale-amministrativa a sostegno di utenti e servizi invianti per quanto attiene all esecuzione della pena in regime di misura alternativa alla detenzione. 3
4 8. OBIETTIVI SPECIFICI E STRUMENTI DI REALIZZAZIONE Per ciascun obiettivo specifico indicare le azioni previste e gli strumenti predisposti per realizzarlo: (aggiungere alla tabella sottostante le righe necessarie) OBIETTIVO SPECIFICO AZIONI PREVISTE STRUMENTI -Favorire un utile esecuzione della pena, fornendo al condannato opportunità e modelli di vita diversi da quelli seguiti in precedenza. -potenziare gli interventi e contrastare le dipendenze. Formazione professionale degli utenti attraverso corsi di formazione, stage di formazione pratica e avviamento al lavoro, entrata nella cooperativa sociale di produzione e lavoro. -Il lavoro d equipe del gruppo tecnico formato da diverse professionalità che coordina, elabora e gestisce il percorso. - il lavoro di rete per favorire il consolidamento delle relazioni inter-istituzionali. -il lavoro per progetti per realizzare obiettivi concreti e risultati modificabili durante il percorso. 9. PERSONALE COINVOLTO NELLA GESTIONE Risorse umane interne: indicare il numero degli operatori coinvolti nell iniziativa, con riferimento al numero complessivo del personale con la medesima qualifica e specificando l attività svolta. (aggiungere alla tabella sottostante le righe necessarie) N N TOT nell unità organizzativa QUALIFICA 7 9 Assistente Sociale Ambito Territoriale ATTIVITÀ SVOLTA Fornisce informazioni sulle risorse e caratteristiche del territorio dell ambito in relazione alle problematiche della dipendenza Risorse umane esterne: indicare gli operatori di altri organi dell amministrazione penitenziaria, di enti pubblici o privati operanti nella comunità locale o liberi professionisti che hanno collaborato alla realizzazione dell iniziativa. (aggiungere alla tabella sottostante le righe necessarie) N QUALIFICA ATTIVITÀ SVOLTA ENTE DI APPARTENENZA 3 Assistente Sociale Compie una valutazione tecnica dei requisiti di accesso al servizio e svolge un ruolo di orientamento ai destinatari del progetto. Ser.t 4
5 4 Assistenti sociali Forniscono informazioni di carattere legale inerenti all esecuzione di pena in regime alternativa alla detenzione ed effettuano interventi di sostegno e verifica rientranti nelle competenze istituzionali. 1 Psicologo Favorisce un cambiamento a livello psichico e comportamentale, per fornire al condannato modelli di vita diversi da 1 Educatore professionale 4 Operatori di Comunità 4 Tutor per l inserimento lavorativo 3 Istruttore per l inserimento lavorativo quelli precedenti. Promuove lo sviluppo equilibrato della personalità e delle potenzialità, favorisce il recupero ed il reinserimento sociale. Facilita il lavoro e la comunicazione nel gruppo, progetta e conduce attività di animazione sociale. Realizza la formazione professionale e sostiene le attività di risocializzazione. Fornisce gli strumenti pratici e teorici professionali, sostiene il soggetto durante le attività lavorative. UEPE Associazione il Camino Cooperativa sociale Paideia Cooperativa sociale Paideia, Cooperativa sociale Riabilia arl S.lucia soc.cooperativa sociale arl onlus S.lucia soc.cooperativa sociale arl onlus 10. PARTNER (compilare se presenti partner ) Indicare gli enti pubblici o privati che hanno condiviso e hanno assunto responsabilità di rilievo rispetto all iniziativa: dalla progettazione alla realizzazione. (aggiungere alla tabella sottostante le righe necessarie) 5
6 ENTE FINALITA GENERALE ENTE COLLABORAZIONE 1 Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Napoli Ser.T. Associazione Il Camino Cooperativa sociale Riabilia Cooperativa sociale Paideia Cooperativa sociale Santa Lucia Gli Uffici di esecuzione penale esterna, provvedono ad eseguire, su richiesta del magistrato di sorveglianza, le inchieste sociali utili a fornire i dati occorrenti per l'applicazione, la modificazione, la proroga e la revoca delle misure alternative e di sicurezza e per il trattamento dei condannati e degli internati. Prestano la loro opera per assicurare il reinserimento nella vita libera dei sottoposti a misure alternative e di sicurezza non detentive. Servizio specialistico multidisciplinare dell Asl che svolge attività di prevenzione, riabilitazione e contrasto al fenomeno delle dipendenze. Ente Ausiliari della Regione Campania, svolge attività per il recupero di persone tossicodipendenti; svolge programmi di recupero per le dipendenze da droga, per alcolisti, per soggetti che presentano doppia diagnosi. Svolge attività riabilitative presso centri di riabilitazione, inoltre svolge servizi di assistenza domiciliare per anziani. Svolge attività di prevenzione e informazione sulle dipendenze attraverso il partenariato con altri attori sociali. Cooperativa sociale di produzione e lavoro che ha come oggetto sociale l abbassare la soglia di ingresso nel mercato del lavoro per soggetti svantaggiati attraverso la realizzazione di percorsi di inserimento lavorativo in attività produttive. GIA ATTIVA SI SI SI SI SI SI ATTIVATA AD HOC Indicare per ciascun partner : (aggiungere alla tabella sottostante le righe necessarie) U.E.P.E. Napoli ENTE RUOLO ATTIVITA SVOLTE Partner obbligator io Fornisce informazioni di carattere legale inerenti all esecuzione di pena in regime alternativa alla N RISORSE IMPIEGATE UMANE ECONOMICHE STRUTTURALI 4 assistenti sociali 1 Barrare la casella corrispondente 6
7 Associazione il Camino Cooperativa sociale Riabilia Cooperativa sociale Paideia Ser.t Cooperativa Sociale Santa Lucia Partner obbligator io Partner di secondo livello Partner di secondo livello Partner obbligator io Partner obbligator io detenzione ed effettuano interventi di sostegno e verifica rientranti nelle competenze istituzionali Sostiene gli interventi di tutoraggio e accompagnamento degli utenti inseriti nei percorsi riabilitativi. Offre azioni di sostegno e consulenza agli utenti. Offre azioni di sostegno e consulenza agli utenti. Fornisce le informazioni relative a problematiche di dipendenza, svolge un ruolo di orientamento e sostegno ai destinatari del progetto. Organizza percorsi di inserimento lavorativo, realizza la formazione professionale per garantire il sostegno alle attività di risocializzazione. 1Tutor 1 Psicologo 1 Psicologo 3 assistenti sociali 3 Istruttori Formatori/m aestro d arte 3 Tutor 1 Psicologo 1 Educatore 7
8 11. INTEGRAZIONE Le collaborazioni hanno inciso sulla attivazione e/o sulla stabilizzazione della RETE all interno della comunità locale? Come? (max 15 righe) Si, le collaborazioni sono state fondamentali per creare una rete di relazioni diffusa su tutto il territorio. Infatti il lavoro di rete è stato utilizzato per favorire l ampliamento ed il consolidamento delle relazioni inter-istituzionali ( Amministrazione penitenziaria, Enti Locali, Mondo del lavoro, Agenzie di formazione) e per diffondere sul territorio le finalità del progetto. Indicare l eventuale stipulazione di convenzioni, protocolli d intesa, contratti, altro. (max 15 righe) Descrivere la rispondenza del progetto ai bisogni rilevati e la sua correlazione rispetto alle politiche locali, anche con eventuale riferimento ai piani di zona. (max 15 righe) I dati raccolti sul territorio nel campo del reinserimento lavorativo di soggetti provenienti dal disagio della tossicodipendenza denunciano una percentuale elevata (70%) di utenti ammessi in percorsi di reinserimento lavorativo che si è trovata con condanne penali sospese da ri-affrontare dopo un duro lavoro di riabilitazione terapeutica in ambienti protetti ( ad esempio la Comunità terapeutica), e con la paura di ripiombare in una condizione di vita che il ricollega alle esperienze passate. Tale situazione di disagio non trova attualmente una risposta di presa in carico adeguatamente integrata ed efficace, mentre la disponibilità sul territorio dei servizi del Piano Sociale di Zona rientranti nella IV area Emergenze Sociali, del Ser.t e di un privato sociale impegnato nel campo (Comunità Terapeutiche, Cooperative di inserimento lavorativo) rende possibile strutturare un servizio integrato in grado di garantire una rete sinergica all interno della quale sperimentare percorsi d inserimento socio-lavorativo per soggetti con problemi di dipendenza in area penale esterna. 12. CAMBIAMENTO Indicare il cambiamento concreto e verificabile che l iniziativa ha generato : -nell organizzazione. (max 15 righe) -nelle attività trattamentali e/o negli interventi finalizzati all inclusione sociale. (max 15 righe) 8
9 L iniziativa realizzato ha creato all interno dell ufficio nuovi canali di condivisione, partecipazione, collaborazione? Quali? (max 15 righe) L attivazione dell iniziativa ha permesso e favorito la concretizzazione e il potenziamento della rete dei rapporti inter-istituzionali, consentendo la creazione di un concreto spazio di scambio e confronto tra i soggetti sia del pubblico che del privato sociale impegnati nel campo della prevenzione del disagio e delle dipendenze. Indicare i risultati concretamente perseguiti, descrivendone gli effetti nel breve e nel lungo periodo. In fase di implementazione del progetto, sono emerse alcune problematiche in particolare relativamente alla difficoltà nell individuazione dei soggetti da inserire all interno nei percorsi di reinserimento socio-lavorativo, in quanto la Legge n. 241 del ha ridotto drasticamente il numero delle persone in esecuzione penale esterna. Tali difficoltà hanno causato notevoli ritardi nell implementazione delle attività progettuali, pertanto alla data attuale non è ancora possibile effettuare una rilevazione dei risultati perseguiti. EFFETTO NEL BREVE RISULTATO PERIODO EFFETTO NEL LUNGO PERIODO 13. TRASFERIBILITÀ Spiegare come le prassi sperimentate possono essere ampliate e ripetute nel medesimo ambito, o possono dar luogo a nuove iniziative. (max 15 righe) Indicare eventuali correlazioni del progetto con azioni completate o in atto nella medesima unità organizzativa. (max 15 righe) 9
10 I modelli operativi utilizzati potrebbero essere esportati in altri contesti dell Amministrazione Penitenziaria? Si No Se si, come? (max 15 righe) I modelli operativi utilizzati potrebbero essere esportati in altre Pubbliche Amministrazioni? Si No Se si, come? (max 15 righe) 14. EFFICACIA DELL INIZIATIVA Indicare: In fase di implementazione del progetto, sono emerse alcune problematiche in particolare relativamente alla difficoltà nell individuazione dei soggetti da inserire all interno nei percorsi di reinserimento socio-lavorativo, in quanto la Legge n. 241 del ha ridotto drasticamente il numero delle persone in esecuzione penale esterna. Tali difficoltà hanno causato notevoli ritardi nell implementazione delle attività progettuali, pertanto alla data attuale non è ancora possibile effettuare una rilevazione dei risultati. RISULTATI ATTESI RISULTATI OTTENUTI RISULTATI INATTESI 10
11 Nel corso dell esperienza si sono verificati eventi imprevisti? Si No Se si, quali? (max 15 righe) La Legge n. 241 del ha ridotto drasticamente il numero delle persone in esecuzione penale esterna, ciò ha causato notevoli difficoltà nell individuazione dei soggetti da inserire all interno nei percorsi di re-inserimento socio-lavorativo. Sono stati individuati indicatori specifici per valutare il progetto? Si No Se si, quali? (max 15 righe) - Il numero, le competenze e \ o l esperienza maturata dagli operatori - Il monte ore realizzato - Il numero dell utenza coinvolta - Il numero dei percorsi attivati - La tipologia dei percorsi - La tipologia dell utenza - La tipologia degli attori locali coinvolti oltre a quelli gia previsti - Il numero incontri attivati (verbali, durata, ) È stata realizzata un azione di monitoraggio in itinere? Si No Il monitoraggio ha reso necessario introdurre cambiamenti in itinere? Si No Se si, quali? (max 15 righe) 16. SOSTENIBILITÀ Per sostenere la realizzazione delle attività sono state utilizzate, oltre a quelle già indicate al punto 9, risorse materiali ed economiche. Rispetto ad esse indicare: UTILIZZATE DISPONIBILI NECESSARIE INFRASTRUTTURE LOGISTICHE ED INFORMATICHE 11
12 REPERITE ESTERNAMENTE Indicare FONDI UTILIZZATI DISPONIBILI NECESSARI REPERITI ESTERNAMENTE Con Delibera di Giunta Regionale n del 30/11/2006 e con successivo Decreto Dirigenziale n del 12 /12/2006, il progetto Le ali della Libertà è stato ammesso allo scorrimento della graduatoria ottenendo un finanziamento pari a ; 12
13 AUTOVALUTAZIONE Per ciascun item dare un punteggio da 0 a 5 e motiva la tua scelta INNOVATIVITA Presenza di elementi nuovi ed originali. ITEM VALUTAZIONE 5 CAMBIAMENTO Produzione di cambiamento concreto, verificabile, stabile. 5 TRASFERIBILITA Sperimentazione di prassi innovative riproducibili e trasferibili. 2 EFFICACIA Sistematicità del processo e congruenza tra obiettivi e risultati. Non rilevabile SOSTENIBILITA Congruenza tra risorse, costi e benefici. 5 INTEGRAZIONE Strutturazione di collaborazioni con la comunità locale. 5 13
Ministero della Giustizia
Ministero della Giustizia DIPARTIMENTO DELL AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA ISTITUTUTO SUPERIORE DI STUDI PENITENZIARI RI-CONOSCERE E VALORIZZARE LE ESPERIENZE NEL DAP MODELLO DI CANDIDATURA Istituto Superiore
Ministero della Giustizia
Ministero della Giustizia DIPARTIMENTO DELL AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA ISTITUTUTO SUPERIORE DI STUDI PENITENZIARI RI-CONOSCERE E VALORIZZARE LE ESPERIENZE NEL DAP MODELLO DI CANDIDATURA Istituto Superiore
RI-CONOSCERE E VALORIZZARE LE ESPERIENZE NEL DAP
DIPARTIMENTO DELL AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA ISTITUTUTO SUPERIORE DI STUDI PENITENZIARI RI-CONOSCERE E VALORIZZARE LE ESPERIENZE NEL DAP MODELLO DI CANDIDATURA Istituto Superiore di Studi Penitenziari,
PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE
PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE Definizione obiettivi: descrizione degli obiettivi di piano riferiti agli obiettivi generali
PROGETTI INNOVATIVI INTEGRATI PER L INCLUSIONE SOCIALE DI PERSONE SVANTAGGIATE
AMBITO TERRITORIALE DI GAGLIANO DEL CAPO 73034 Via P.tta del Gesù - Cod. Fisc. 81001150754 Tel-fax 0833-548575 e-mail: [email protected] COMUNI DI: GAGLIANO DEL CAPO (Capofila)
lavorativo di persone con provvedimenti penali detentivi e/o in esecuzione penale esterna.
Allegato alla Delib.G.R. n.32/ 45 del 15.9.2010 L.R. n. 1 del 24.2.2006, art 9, comma 11. L.R. n. 2 del 29.5.2007, art 33, comma 11. Finanziamento di un programma di attività finalizzate al recupero e
FORUM P.A. SANITA' 2001
FORUM P.A. SANITA' 2001 Azienda Sanitaria Locale della provincia di Como Direzione Sanitaria, Dipartimento Attività Socio Sanitarie Integrate (A.S.S.I.) Dipartimento Servizi Sanitari di Base, Staff Educazione
Erice è. con i diversamente abili: un percorso che continua PROGETTO DI INCLUSIONE SOCIO-LAVORATIVA PER I SOGGETTI DIVERSAMENTE ABILI
Erice è. con i diversamente abili: un percorso che continua PROGETTO DI INCLUSIONE SOCIO-LAVORATIVA PER I SOGGETTI DIVERSAMENTE ABILI PREMESSA L art. 3, II comma della Costituzione Italiana recita: è compito
Progetto IDENTITAS: Formazione agli operatori di Bilancio di Competenze
Progetto IDENTITAS: Formazione agli operatori di Bilancio di Competenze Provincia di Roma Anno 2005 Indice Il problema affrontato...3 Obiettivi attesi/risultati raggiunti...3 Soggetti coinvolti...3 Il
PROTOCOLLO D INTESA TRA
PROTOCOLLO D INTESA TRA Provincia di Roma Dipartimento III - Servizio I Politiche del Lavoro e Servizi per l Impiego - SILD e Dipartimenti di Salute Mentale della ASL della Provincia di Roma e Associazioni
A.I.N.I. Associazione Imprenditoriale della Nazionalità Italiana Udruga Poduzetnika Talijanske Narodnosti
L AINI ( ) è un Associazione di artigiani e di piccole e medie imprese appartenenti ai diversi settori merceologici i cui proprietari sono appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana in Croazia (CNI),
Educando nelle Province di Bergamo e Brescia
Scheda progetto Educando nelle Province di Bergamo e Brescia Il progetto si sviluppa in otto comuni delle province di Bergamo e Brescia. OBIETTIVI GENERALI La realizzazione del progetto si pone i seguenti
SERVIZIO CIVILE NAZIONALE
SERVIZIO CIVILE NAZIONALE Criteri e modalità di selezione Criteri autonomi di selezione dell ente presentati ed approvati unitamente al progetto Le procedure di selezione proposti in progetto e con esso
L ATI composta da Associazione Nuovi Lavori e BIC Puglia s.c.a.r.l., nell ambito del progetto URLO Una rete per le opportunità, PROMUOVE
L ATI composta da Associazione Nuovi Lavori e BIC Puglia s.c.a.r.l., nell ambito del progetto URLO Una rete per le opportunità, PROMUOVE un PROTOCOLLO D INTESA tra CONSIGLIERA PARITÀ PROVINCIALE DONNE
IL LAVORO IN RETE NEI SERVIZI EDUCATIVI SPECIALISTICI
CI SONO ANGELI IN CITTA Tutte le Aree dell Autismo IL LAVORO IN RETE NEI SERVIZI EDUCATIVI SPECIALISTICI San Salvo 25-05-2013 PALMA MONICA AREA DISABILITA L. 104/92 Legge Quadro per l assistenza, l integrazione
Area Infanzia, Adolescenti, Giovani, Famiglia. Assistenza domiciliare socio-educativa per minori LIVEAS
Area Infanzia, Adolescenti, Giovani, Famiglia Num. Scheda 1 TITOLO AZIONE o o Assistenza domiciliare socio-educativa per minori LIVEAS OBIETTIVI Scopo dell intervento è promuovere un processo di cambiamento
CONVENZIONE DI COOPERAZIONE TRA PREMESSO
CONVENZIONE DI COOPERAZIONE TRA LA REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA (di seguito denominata Regione) nella persona dell Assessore regionale al lavoro, università e ricerca Alessia Rosolen, domiciliata
Progetto. Inserimento lavorativo per disabili psichici (borse lavoro) Comune di Foggia - Ufficio Città Sane. Città di Foggia
Progetto Inserimento lavorativo per disabili psichici (borse lavoro) Comune di Foggia - Ufficio Città Sane Inserimento lavorativo per disabili psichici Il progetto ha previsto l inserimento lavorativo
SERVIZIO DI FORMAZIONE ALL AUTONOMIA PROGETTO INTEGRAZIONE SOCIALI DISABILI. i.so.di. CARTA DEI SERVIZI
SERVIZIO DI FORMAZIONE ALL AUTONOMIA PROGETTO INTEGRAZIONE SOCIALI DISABILI i.so.di. CARTA DEI SERVIZI CARTA DEI SERVIZI Progetto integrazione sociale disabili i.so.di. SERVIZIO DI FORMAZIONE ALL AUTONOMIA
PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER L INTEGRAZIONE
PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER L INTEGRAZIONE FINALITA Il presente documento denominato Protocollo di Accoglienza è un documento che nasce da una più dettagliata esigenza d informazione relativamente all
ALTERNANZA SCUOLA LAVORO CONNESSA ALLE ATTIVITA DI SOSTEGNO
ALTERNANZA SCUOLA LAVORO CONNESSA ALLE ATTIVITA DI SOSTEGNO PREMESSA Con il presente progetto il nostro istituto vuole offrire agli allievi certificati L.104 del 1992 (sia per gli alunni che intraprendono
ACCORDO DI RETE RETE NAZIONALE SCUOLE ITALIA ORIENTA. con protocollo 0004232 che riconoscono alla scuola
ACCORDO DI RETE RETE NAZIONALE SCUOLE ITALIA ORIENTA Visto il D.P.R. n. 275/1999, art. 7, che prevede la possibilità per le istituzioni Scolastiche autonome di stipulare accordi di rete per perseguire
MIUR.AOODGEFID.REGISTRO DEI DECRETI DIRETTORIALI.0000050.25-11-2015
MIUR.AOODGEFID.REGISTRO DEI DECRETI DIRETTORIALI.0000050.25-11-2015 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca IL DIRETTORE GENERALE VISTA la legge 18 dicembre 1997, n. 440, recante istituzione
SCHEDA DI MONITORAGGIO
SCHEDA DI L.r. 8/2005 - Dgr 1004 del 29 novembre 2013 BIENNIO 2014-2015 Dati identificativi del progetto Ente titolare del progetto: Associazione Carcere Territorio Bergamo Data convenzione con ASL: 10/06/2014
BANDO. Progetti di formazione per il volontariato
BANDO Progetti di formazione per il volontariato Anno 2016 1. Chi può presentare I progetti possono essere presentati da tutte le associazioni di volontariato con sede legale nel territorio della regione
UNA FAMIGLIA X UNA FAMIGLIA trasformare una buona prassi in una buona politica
UNA FAMIGLIA X UNA FAMIGLIA trasformare una buona prassi in una buona politica Roma, 17/01/2013 Fondazione PAIDEIA onlus www.fondazionepaideia.it; [email protected] Verso una nuova forma di affido
Allegato A) al capitolato speciale d appalto. Standard dei servizi di orientamento e accompagnamento al lavoro
Allegato A) al capitolato speciale d appalto Standard dei servizi di orientamento e accompagnamento al lavoro SERVIZIO/AZIONE OBIETTIVI ATTIVITÀ Informazione orientativa (Macro intervento 1) Raccogliere
Ambito Distrettuale 6.1
Ambito Distrettuale 6.1 Piano di Zona 2013-2015 AREE DI INTERVENTO: OBIETTIVI STRATEGICI, PRIORITA DEL PDZ, AZIONI, TEMPI E RISORSE 4.2 AREA DISABILITA PREMESSA. Negli ultimi anni l azione progettuale
DOMANDA DI PARTECIPAZIONE
DOMANDA DI PARTECIPAZIONE Il presente Allegato è parte integrante del bando di concorso Giovani e Idee di Impresa 3 e non può essere modificato nella composizione delle sue parti. Ogni componente del gruppo
Comune di Jesi. Protocollo d intesa
Comune di Jesi Protocollo d intesa TRA LA PREFETTURA DI ANCONA, IL COMUNE DI JESI, LE FORZE DELL ORDINE, L UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE, IL C.I.O.F., L ASUR ZONA TERRITORIALE 5, L AMBITO TERRITORIALE
la legge 31 maggio 1965, n. 575 recante Disposizioni contro la mafia ;
Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Comune di Caserta PROTOCOLLO D INTESA TRA IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA E IL COMUNE DI CASERTA SULL IMPIEGO DEI
Partecipare all organizzazione di convegni ed eventi
Area di Riferimento 1 Gestione POF Riscrittura del POF alla luce delle innovazioni normative e dei bisogni formativi attuali, sia interni che del territorio Monitoraggio in itinere dell attuazione del
Regione Umbria - Direzione Attività produttive e Sviluppo economico, Istruzione, Formazione, Lavoro
ACCORDO PER LA SPERIMENTAZIONE IN UMBRIA DEL SOFTWARE PER L ORIENTAMENTO S.OR.PRENDO ITALIA Soggetti partecipanti: Regione Umbria - Direzione Attività produttive e Sviluppo economico, Istruzione, Formazione,
SCHEDA DI PROGETTO. Regione..
Ministero Pubblica Istruzione Titolo sintetico del progetto: I CARE Imparare Comunicare Agire in una Rete Educativa Piano Nazionale di formazione e ricerca SCHEDA DI PROGETTO Regione.. Scuola Capofila
PROTOCOLLO OPERATIVO TRA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, REGIONE PUGLIA, ANCI PUGLIA E TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA DI BARI, LECCE,TARANTO
PROTOCOLLO OPERATIVO TRA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, REGIONE PUGLIA, ANCI PUGLIA E TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA DI BARI, LECCE,TARANTO - Considerato in premessa che le parti impegnate nel presente Accordo
Protocollo d Intesa. tra
Allegato 1 delib. As n. 2_2015 Protocollo d Intesa tra l Associazione ONLUS La vita oltre lo specchio, il Comune di Pisa, la Società della Salute di Pisa e l Azienda USL 5 di Pisa. PREMESSO - che nel Gennaio
LEGGE 328/2000 PdZ Distretto socio-sanitario D. 16 - Progetto Pronto Intervento sociale
PdZ Distretto socio-sanitario D. 16 - Progetto Pronto Intervento sociale INTERVENTI VOLTI A FAVORIRE L INSERIMENTO SOCIOLAVORATIVO DI SOGGETTI SVANTAGGIATI Azioni 1 sub.1, 2, 3 e 4 I ANNUALITA AREA DI
REGOLAMENTO CONVOL REGIONALE. della Regione
REGOLAMENTO CONVOL REGIONALE della Regione Art. 1 Costituzione E costituita su delibera della ConVol nazionale la Rete regionale ConVol della Regione come articolazione regionale della ConVol nazionale,
Progetto Comes, sostegno all handicap
TITOLO Progetto Comes, sostegno all handicap TEMPI ANNO SCOLASTICO 2010/2011 Destinatari Minori disabili (fascia d età 3/14 anni) frequentanti la scuola dell obbligo, affetti da patologie varie: ipoacusia,
REGIONE PIEMONTE. Legge regionale 13 aprile 2015, n. 7. Norme per la realizzazione del servizio civile nella Regione Piemonte.
REGIONE PIEMONTE Legge regionale 13 aprile 2015, n. 7. Norme per la realizzazione del servizio civile nella Regione Piemonte. (B.U. 16 aprile 2015, n. 15) Il Consiglio regionale ha approvato IL PRESIDENTE
AZIONI DI PROMOZIONE, FORMAZIONE E SOSTEGNO PER L AFFIDAMENTO e LA SOLIDARIETA FAMILIARE
BORGO RAGAZZI DON BOSCO MOVIMENTO FAMIGLIE AFFIDATARIE e SOLIDALI PROGETTO AFFIDAMENTO FAMILIARE PROPOSTA DI PROSECUZIONE PROGETTO AZIONI DI PROMOZIONE, FORMAZIONE E SOSTEGNO PER L AFFIDAMENTO e LA SOLIDARIETA
ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO. SETTORE e Area di Intervento: E01 (Settore Educazione e Promozione culturale; Area Centro di aggregazione giovani)
ALLEGATO 5 TITOLO DEL PROGETTO: Giovani Energie Alternative Garanzia Giovani ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO SETTORE e Area di Intervento: E01 (Settore Educazione e Promozione culturale; Area Centro di
Le professioni sanitarie e sociali nell ASL di Bergamo. L Educatore Professionale. Mologni Dr.ssa Graziella Bergamo 14/04/2014
Le professioni sanitarie e sociali nell ASL di Bergamo L Educatore Professionale Mologni Dr.ssa Graziella Bergamo 14/04/2014 Cercasi Educatore Professionale (EP) hi é osa fa ome si forma Il profilo professionale
DIREZIONE GENERALE CULTURA FORMAZIONE LAVORO Servizio Formazione Professionale
I professionisti del care Figure professionali la cui definizione e formazione è di competenza Ministeriale (Università) Medici Assistente Sociale Fisioterapista Infermiere professionale Terapista della
SISTEMI DI MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE
SISTEMI DI MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE Dicembre, 2014 Il Sistema di misurazione e valutazione della performance... 3 Il Ciclo di gestione della performance... 5 Il Sistema di misurazione e valutazione
REGOLAMENTO PER L INTEGRAZIONE E IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI STUDENTI DISABILI DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DELLA BASILICATA
REGOLAMENTO PER L INTEGRAZIONE E IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI STUDENTI DISABILI DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DELLA BASILICATA Emanato con D.R. n. 686 del 29 novembre 2010 Entrato in vigore il 1 dicembre
Sviluppo di comunità
Sviluppo di comunità Rendere la comunità locale un attore del cambiamento sociale S e per comunità si intende un gruppo sociale (comunità locale, scuola, organizzazione, associazione), nel quale relazioni,
Decreto Dirigenziale n. 77 del 23/10/2013
Decreto Dirigenziale n. 77 del 23/10/2013 A.G.C. 13 Turismo e Beni Culturali Settore 3 Beni Culturali Oggetto dell'atto: P.O. F.E.S.R. CAMPANIA 2007-2013. ASSE 1 - OBIETTIVO OPERATIVO 1.9 - ATTIVITA' "A".
Allegato A al CCNL 2006/2009 comparto Ministeri
Allegato A al CCNL 2006/2009 comparto Ministeri AREA FUNZIONALE PRIMA ( ex A1 e A1S ) Appartengono a questa Area funzionale i lavoratori che svolgono attività ausiliarie, ovvero lavoratori che svolgono
PASSO DOPO PASSO. Progetti per il Reinserimento sociale e lavorativo di persone appartenenti a categorie fragili
PASSO DOPO PASSO 2. Progetto già avviato Sì No 3. Tipologia di servizio Istituzionale Servizi Essenziali Altro 4. Area tematica Esclusione Sociale 5. Macrotipologia Progetti per il Reinserimento sociale
Protocollo D Intesa. Tra. L Ufficio Scolastico Regionale Per L Umbria. Il Conservatorio F. Morlacchi di Perugia
Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l Umbria Direzione Regionale Protocollo D Intesa Tra L Ufficio Scolastico Regionale Per L Umbria E Il Conservatorio
P.ROGRAMMA DI I.NTERVENTO P.ER LA P.REVENZIONE DELL I.STITUZIONALIZZAZIONE
PROGETTO P.I.P.P.I. P.ROGRAMMA DI I.NTERVENTO P.ER LA P.REVENZIONE DELL I.STITUZIONALIZZAZIONE Cos è P.I.P.P.I.? P.I.P.P.I. è un programma di intervento multidimensionale che persegue la finalità di innovare
Bando di concorso INNOVADIDATTICA. Progetti di innovazione didattica a sostegno dell obbligo di istruzione
Bando di concorso INNOVADIDATTICA Progetti di innovazione didattica a sostegno dell obbligo di istruzione In relazione alle linee guida trasmesse alle istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo
PROGETTO DI POLITICHE ATTIVE SUL LAVORO a valere sull UPB 2.1.4.2.70.CAP.908 della Regione Lombardia
PROVINCIA DI SONDRIO PROGETTO DI POLITICHE ATTIVE SUL LAVORO a valere sull UPB 2.1.4.2.70.CAP.908 della Regione Lombardia Radar dalla conoscenza allo sviluppo delle politiche attive del lavoro PROGETTAZIONE
Funzione Strumentale n. 1: P.O.F. / Diffusione della cultura della qualità
Circolare n. 31 del 24/09/2014 Inoltro telematico a [email protected] in data 24/09/2014 Pubblicazione sul sito web (sezione Circolari / Comunicazioni DS) in data 24/09/2014 OGGETTO: Presentazione
Conferenza dei presidi delle Facoltà di Scienze della Comunicazione PROTOCOLLO D'INTESA TRA
Conferenza dei presidi delle Facoltà di Scienze della Comunicazione PROTOCOLLO D'INTESA TRA MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DIPARTIMENTO PER L ISTRUZIONE LA CONFERENZA DEI PRESIDI
TRA PREMESSO. che la causa alla base della violenza contro le donne è la discriminazione che nega pari diritti a uomini e donne;
PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE. TRA L Amministrazione Provinciale di Cuneo,
Educando nella Provincia di Varese 2012
Scheda progetto Educando nella Provincia di Varese 2012 ANCI Lombardia coordina e organizza le azioni degli enti associati in materia di servizio civile definendo una precisa strategia metodologica comune
ACCORDI OPERATIVI MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE. Dipartimento Dipendenze Patologiche Ser.T. Carceri S.s.
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE ISTITUTO PENALE PER MINORENNI Cesare Beccaria Dipartimento Dipendenze Patologiche Ser.T. Carceri S.s. Minori ACCORDI OPERATIVI IN MERITO AGLI INTERVENTI
Avviso Pubblico Più competenze per gli operatori sociali POR Campania FSE 2007-2013 (Asse III) FORMULARIO DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
Allegato 2 Avviso Pubblico Più competenze per gli operatori sociali POR Campania FSE 2007-2013 (Asse III) FORMULARIO DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO SEZIONE 1 DATI IDENTIFICATIVI DELL INTERVENTO FORMATIVO
Protocollo d intesa tra. Regione Toscana e. Water Right and Energy Foundation Onlus (W.E.R.F. Onlus)
Protocollo d intesa tra Regione Toscana e Water Right and Energy Foundation Onlus (W.E.R.F. Onlus) Consolidamento e sviluppo della collaborazione per attività cooperazione internazionale nel settore dell'accesso
AVVISO N. 8/ 2016 GUIDA ALL USO DEL SISTEMA INFORMATICO DI PRESENTAZIONE DELLE PROPOSTE PROGETTUALI
per una crescita intelligente, sostenibile e solidale AVVISO N. 8/ 2016 GUIDA ALL USO DEL SISTEMA INFORMATICO DI PRESENTAZIONE DELLE PROPOSTE PROGETTUALI Sommario Accesso a sistema... 1 1.1 Accesso a sistema...
Concorso Premiamo i risultati DOCUMENTO DI PARTECIPAZIONE
Ministero per la pubblica amministrazione e l innovazione Concorso Premiamo i risultati DOCUMENTO DI PARTECIPAZIONE - 1 - -3 - 't! PRIMA SEZIONE ANAGRAFICA Denominazione del Piano VOIP COMUNICAZIONE TURISMO
Modulo di domanda 1 Progetto per la promozione di DIRITTI UMANI E CULTURA DI PACE
giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATO D Dgr n. 1382 del 12/05/2009 pag. 1/10 marca da bollo Indicare il motivo di esenzione : 1 organismi di volontariato iscritti al Registro regionale di cui alla L.R.
Nel 2005 viene istituito l Albo comunale per censire i volontari
L Amministrazione di Sostegno. Il Ruolo del Servizio Sociale. Parto dall esperienza del Servizio Sociale dei 4 Ambiti Distrettuali (S. Vito, Pordenone, Cividale e Tarcento), soffermandomi in particolare
Progetto regionale Cittadini sempre SCHEDA INTERVENTO LOCALE
Progetto regionale Cittadini sempre SCHEDA INTERVENTO LOCALE DENOMINAZIONE INTERVENTO Promuovere e consolidare la rete di volontari della giustizia Agire Sociale CSV Ferrara, aderisce all invito della
REGOLAMENTO PER LA PROMOZIONE DELLA SOLIDARIETA INTERNAZIONALE E DEI DIRITTI UMANI. Art. 1 Finalità
REGOLAMENTO PER LA PROMOZIONE DELLA SOLIDARIETA INTERNAZIONALE E DEI DIRITTI UMANI Art. 1 Finalità La Provincia di Genova, in attuazione di quanto previsto dal proprio Statuto, promuove la cultura della
IPOVISIONE IN ETA EVOLUTIVA
IPOVISIONE IN ETA EVOLUTIVA Servizi in una rete regionale integrata Tavola rotonda: i servizi per la disabilità visiva presenti nelle province La rete dei servizi Il servizio disabili sensoriali nella
Ministero della Giustizia
Ministero della Giustizia DIPARTIMENTO DELL AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA ISTITUTUTO SUPERIORE DI STUDI PENITENZIARI RI-CONOSCERE E VALORIZZARE LE ESPERIENZE NEL DAP MODELLO DI CANDIDATURA Istituto Superiore
Comune di Gradara Provincia di Pesaro e Urbino. Linee guida per il funzionamento del servizio di assistenza educativa domiciliare e scolastica
Comune di Gradara Provincia di Pesaro e Urbino Linee guida per il funzionamento del servizio di assistenza educativa domiciliare e scolastica A cura di Settore Servizi al Cittadino Assistente Sociale Dott.ssa
Vuole rappresentare un punto di riferimento affidabile in quei delicati momenti di cambiamento e di sviluppo del nuovo.
MASTER si propone come facilitatore nella costruzione e pianificazione di strategie di medio e lungo termine necessarie ad interagire con gli scenari economici e sociali ad elevato dinamismo. Vuole rappresentare
PROTOCOLLO D INTESA. tra. MIUR USR Sicilia. Ufficio XI Ambito Territoriale per la provincia di Trapani
PROTOCOLLO D INTESA tra MIUR USR Sicilia Ufficio XI Ambito Territoriale per la provincia di Trapani e Conservatorio di Musica di Stato di Trapani Antonio Scontrino PROTOCOLLO D INTESA tra MIUR USR Sicilia
Programma ICO Interventi Coordinati per l Occupazione
Programma ICO Interventi Coordinati per l Occupazione Programma ICO Interventi Coordinati per l Occupazione 2 Premessa In.Sar. Spa, nell assolvere alle sue finalità istituzionali volte a supportare l Amministrazione
Funzioni di gestione degli interventi: esperti
Funzioni di gestione degli interventi: esperti Percorso dell esperto: La documentazione dell attività I soggetti che hanno il compito di programmare e attuare percorsi formativi nell ambito del piano dell
PROTOCOLLO D INTESA. Per la realizzazione di interventi di sviluppo dei sistemi informativi della Giustizia Amministrativa
Il Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella pubblica amministrazione Il Presidente del Consiglio di Stato PROTOCOLLO D INTESA Per la realizzazione di interventi di sviluppo dei sistemi informativi
CARTA DEI SERVIZI CENTRO SERVIZIO AFFIDO E ADOZIONI TERRITORIALE -SAAT
CARTA DEI SERVIZI CENTRO SERVIZIO AFFIDO E ADOZIONI TERRITORIALE -SAAT Pag.1 Pag.2 Sommario COS È IL SERVIZIO AFFIDO E ADOZIONI TERRITORIALE SAAT... 3 DESTINATARI DEL SERVIZIO... 3 I SERVIZI OFFERTI...
Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca
Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l Istruzione Direzione Generale per lo Studente, l Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione S.I.C.E.S. SrL Società
SOMMARIO. Art. 8 Conoscenza dei bisogni e valutazione del gradimento dei servizi
Regolamento per il funzionamento dell Ufficio relazioni con il Pubblico Approvato con deliberazione della Giunta Provinciale N.128 del 15.09.2005 SOMMARIO Art. 1 Principi generali Art. 2 Finalità e funzioni
Realizzato Dall ins. Guadalupi Francesca
Allegato al PTOF dell I.C. Giuseppe Scelsa Realizzato Dall ins. Guadalupi Francesca Premessa L Animatore Digitale individuato in ogni scuola sarà (rif. Prot. n 17791 del 19/11/2015) destinatario di un
