Documentazione Biomateriali Alos Via Nobel, 33 20851 Lissone MB tel 039.481123 fax 039.2453753
Lavori Clinici su Alos, idrossiapatite, acido poliglicolico e polilattico Analisi istologica di Biopsia Ossea - Dr. Francesco Saverio Martelli - Italia - Luglio 2008 Analisi istologica Caso 2 - Dr. Fabio Goncalves Brasile - Marzo 2007 Analisi istologica Caso 1 - Dr Francesco Saverio Martelli e Dr. Fabio Goncalves Brasile - Novembre 2006 Caso Clinico Dr. Walter Ghinzani - Italia - Febbraio 2006 Analisi istologica e in microscopia elettronica a scansione di biopsia ossea - Laboratorio dei Biomateriali Febbraio 2007 Caso Clinico Dr. Fabio Goncalves Brasile - Ottobre 2006 Mini rialzo del seno mascellare con biomateriali Alos associato ad espansione crestale Dr. C. Lotta, Dr. Guariento - Luglio 2005 Studio sperimentale su coniglio di osteointegrazione di impianti dentali e rigenerazione ossea con biomateriale Laboratorio dei Biomateriali - Giugno 2005 Rapporto sulle analisi eseguite per valutazione di materiale per innesti ossei Allmed s.r.l. Nobil Bio Ricerche - Novembre 2004 Uso di un composto di idrossiapatite/polimero nell incremento facciale dell osso. Uno studio sperimentale. Finlandia Le tecniche di fabbricazione di farmaci che vengono veicolati con dispositivi riassorbili come il poly(lactide-co-glycolide) (PLGA). USA Valutazione clinica di un materiale riassorbibile per rigenerazione nella terapia di formazione di II classe. Francia Il trattamento di deiscenze e fenestrazione di impianti dentali con membrane riassorbibili e non riassorbibili in associazione con osso autologo: uno studio clinico comparativo. Italia L osso midollare induce osteogenesi nell idrossiapatite poroso e nel fosfato tricalcico: uno studio istomorfometrico comparativo su formazione ectopico dell osso. Giappone Processo di formazione dell osso nel carbonato di calcio e nell idrossiapatite porosa. Giappone Potenziamento dell attività delle proteine-2 morfogenetiche dell osso nella rigenerazione dell osso con un composto di PLA-PEG/idrossiapatite. Giappone Derivato di cellule di osso midollare umano coltivato in ceramica porosa. Giappone 11 Novembre 2008
Laboratorio dei Biomateriali Dip. ad Attività Integrata di Chirurgie Specialistiche Testa-Collo Rapporto di prova n 1/2008 41100 Modena Pagina 1 di 8 RAPPORTO DI PROVA N 1 /2008 Titolo: ANALISI ISTOLOGICA DI BIOPSIA OSSEA Committente : Materiale in esame : Ditta Allmed s.r.l. Via Nobel, 33 20035 Lissone (MI) biopsia ossea Responsabile Laboratorio Biomateriali: Dott. Antonietta M. Gatti Firma Data 29/07/08 : I risultati sono da riferirsi solo al materiale esaminato e per il tipo di applicazione richiesta. Il Committente si impegna a riprodurre integralmente il presente rapporto di prova. La riproduzione parziale deve essere autorizzata dal Laboratorio Biomateriali.
Laboratorio dei Biomateriali Dip. ad Attività Integrata di Chirurgie Specialistiche Testa-Collo Rapporto di prova n 1/2008 41100 Modena Pagina 2 di 8 INDEX 1 INTRODUZIONEÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÌ 2 MATERIALI E METODIÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÌ 2.1 CAMPIONI DA ESAMINARE: ÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÌ 2.2 PREPARAZIONE DEL CAMPIONE PER LANALISI ISTOLOGICA ÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÌ ÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÌ 3 RISULTATI ANALISI ISTOLOGICAÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÏ 4 DISCUSSIONE E CONCLUSIONIÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚË 5 PARTECIPANTI ALLA PROVA E LORO FUNZIONI ÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚË
Laboratorio dei Biomateriali Dip. ad Attività Integrata di Chirurgie Specialistiche Testa-Collo Rapporto di prova n 1/2008 41100 Modena Pagina 4 di 8 spessore (6 µm, 3 µm, 1 µm) per ottenere uno spessore finale di 60 µm. La sezione ottenuta veniva lavata con acqua bidistillata, colorata per 20 minuti in una soluzione di 1% di Blu di Toluidina (Fluka) in stufa a 60 C, lavata con acqua bidistillata, controcolorata mediante immersione in picro-fucsina di Van Gieson a temperatura ambiente per 4 minuti. Al termine della colorazione la sezione è stata lavata con etanolo assoluto e asciugata allaria e coperta con vetrino coprioggetto mediante montante acquoso (Eukitt). 3 RISULTATI ANALISI ISTOLOGICA Lanalisi istologica ha messo in evidenza che la biopsia conteneva osso neoformato, come è possibile vedere dalle immagini in fig. 1, 2 e 3, a diversi ingrandimenti ottenute da osservazioni con microscopio ottico a trasmissione. Osso Alos Blocco Fig.1: Limmagine a sx (ingrandimento 2,5 X) mostra la sezione di biopsia ossea dove è ben evidente la zona ossea e il biomateriale, come dimostra anche limmagine a dx effettuata con microscopio elettronico a scansione.(sem). Tessuto osseo neoformato
Laboratorio dei Biomateriali Dip. ad Attività Integrata di Chirurgie Specialistiche Testa-Collo Rapporto di prova n 1/2008 41100 Modena Pagina 5 di 8 Fig.2: Particolare dellimmagine fig.1 che mostra larea di contatto tra losso e il biomateriale colonizzato da osteociti (Ingrandimento 16X).
Laboratorio dei Biomateriali Dip. ad Attività Integrata di Chirurgie Specialistiche Testa-Collo Rapporto di prova n 1/2008 41100 Modena Pagina 6 di 8 Osteociti interfaccia Osso biomateriale Fig.3 : Immagine che mette in evidenza il biomateriale con linfiltrato osteocitario, larea di contatto e losso. (Ingrandimento 25X).
Laboratorio dei Biomateriali Dip. ad Attività Integrata di Chirurgie Specialistiche Testa-Collo Rapporto di prova n 1/2008 41100 Modena Pagina 7 di 8 Fig.4 : Nel riquadro dellimmagine di sx si evidenzia una area di osso neoformato (2,5X), Lacune ossee Osso neoformato Fig.5 : limmagine mostra il tessuto preesistente con le lacune ossee e osso neoformato. (Ingrandimento 20X),
Laboratorio dei Biomateriali Dip. ad Attività Integrata di Chirurgie Specialistiche Testa-Collo Rapporto di prova n 1/2008 41100 Modena Pagina 8 di 8 4 Discussione e conclusioni Lanalisi istologica della biopsia colorata con picro-fucsina, mostra chiaramente che nella tasca ossea vi è osso neoformato, ben strutturato. Le strutture osteoniche contenenti osteociti sono ben evidenti in fig. 2 e 3, questi hanno colonizzato lo spazio che era stato riempito con Alos pasta/blocco. Il processo osteogenico ha portato alla neoformazione ossea partendo e dal muro osseo alveolare e dalla superficie del biomateriale. Un residuo del materiale è ancora visibile in alcune zone. La Fig.3 mostra infatti una zona ove è ancora visibile l interfaccia osso-biomateriale. In queste piccole zone che il graduale riassorbimento osseo ha lasciato spazio alla mineralizzazione dell osso con conseguente graduale sostituzione del biomateriale. In conclusione si può affermare che linserimento di Alos Blocco nel difetto alveolare, stimola la rigenerazione ossea in breve tempo con conseguente formazione di nuovo tessuto mineralizzato che col tempo è in grado di colmare completamente il difetto. 5 Partecipanti alla prova e loro funzioni 1. Dott. Antonietta M. Gatti Qualifica professionale: Bioingegnere, Responsabile del Laboratorio e coordinatore delle attività di ricerca, stesura rapporto. 2. Dott. Roberta Salvatori Qualifica professionale: Tecnico di laboratorio biomedico, Funzione: preparatore dei campioni per lanalisi 3. Dott. Andrea Gambarelli: Qualifica professionale: Biologo. Funzione: analisi SEM. Modena, 29/07/08 Il responsabile Dott.ssa Antonietta M Gatti
Biomateriali - Alos Pasta & Blocco Analisi istologica: San Paolo - Brasile (01/03/2007) Caso 2 11/06/07 femmina di 44 anni del Centro Studi di Implanti Osteointegrati dellunicid (Universidade Cidade de Sao Paolo). Dr Fabio Goncalves Dr Fabio Goncalves Biopsia di osso mandibolare che ha ricevuto Alos Pasta (acido polilattico, poliglicolico e idrossiapatite porosa) dopo unestrazione dellelemento 21 il giorno 04/07/06. La biopsia è stata ottenuta perciò, prima dellinserimento di un impianto nella posizione dellinnesto. nella biopsia, effettuata con una fresa trephine, non sono stati evidenziati granuli residui di prodotto. 04/07/06 Campione conservato in Formalina 10% 01/03/07 (8 mesi dopo). la biopsia era composta da un unico frammento cilindrico di 3 mm di diametro e 3 mm di lunghezza di consistenza rigida e colore giallo. mostra lassenza di biomateriale e una grande quantità di tessuto osseo lamellarele in cui gli spazi interni delle trabecole ossee sono riempiti in alcune regioni da tessuto riccamente cellularizzato e vascolarizzato, contenente alcune cellule mononucleate (linfociti e macrofagi) e altro tessuto midollare.
Istologia Figura 1 - Tagli longitudinali della biopsia: a) La vista panoramica mostra la formazione di tessuto osseo (TO) e gli spazi nelle trabecole ossee riempiti di tessuto connettivo (TC); b) b-c) dettagli degli spazi nelle trabecole ossee (TO) riempiti di tessuto connettivo (TC) riccamente cellularizzato e vascolarizzato (frecce). Figura 2 - Tagli longitudinali della biopsia: a) La vista panoramica mostra la formazione di tessuto osseo (TO) e gli spazi nelle trabecole ossee riempiti di tessuto connettivo (TC); b) b-c) dettagli del tessuto osseo (TO) mostra una formazione lamellare (frecce) contenente i caratteristici canali nutritivi (frecce). Allmed Via Nobel,33-20035 Lissone (Mi) Italy tel. +39-039 2454404 www.allmed.it
Biomateriali - Alos Pasta & Blocco Analisi Istologica: San Paolo - Brasile (06/11/2006) : 48 anni, maschio. : Dr Francesco Saverio Martelli. : Dr Fabio Goncalves : 17/01/07 : E stata effettuta una estrazione dell elemento 36, la cavità riempita con PRP (plasma ricco di piastrine) e con Alos (acido polilattico, poliglicolico e idrossiapatite porosa) nel Febbraio del 2006. Trascorsi 9 mesi viene effettuata una biopsia con una fresa trephine nel punto dellestrazione e contemporaneamente posizionato un impianto diametro 4x12mm. : 14/02/06 :14/02/07 Campione conservato in Formalina 10% : la biopsia era composta da un singolo frammento di 2 mm di diametro e 5 mm di lunghezza di consistenza dura e colore giallo. : mostra assenza di cellule infiammatorie e di materiale innestato, grande quantità di osso lamellare i cui spazi, nella porzione media e apicale, sono riempiti da tessuto elastico midollare, mentre nella porzione cervicale da tessuto connettivo molle riccamente cellularizzato e vascolarizzato.
Istologia Figura 1 - I tagli longitudinali della biopsia: a) vista panoramica mostra tessuto osseo (TO) e tessuto midollare (TM) nella porzione media; b) b) e c) i dettagli della porzione media mostrano tessuto osseo lamellare e tessuto midollare (TM). Figura 2. I tagli longitudinali della biopsia: a) vista panoramica mostra tessuto osseo (TO) e tessuto midollare (TM) nella porzione apicale; b) b) e c) i dettagli della porzione apicale mostrano tessuto osseo (TO) lamellare e tessuto midollare (TM). Allmed Via Nobel,33-20035 Lissone (Mi) Italy tel. +39-039 2454404 www.allmed.it
Biomateriali - Alos Pasta & Blocco Caso Clinico: intervento eseguito dal dr W. Ghinzani Lissone (Mi); Analisi Istologiche e SEM eseguite dalluniversità di Modena, dr.ssa A.Gatti. 1. Particolare della OPT prima dellintervento. 2. Vengono effettuate le estrazioni degli elementi parodontopatici. Si decide di mantenere il 44 a sostegno di un provvisorio fisso. 3. Immagine clinica durante il posizionamento di 4 impianti Evolution2000. 4. Posizionamento del provvisorio con carico immediato.
4 impianti post estrattivi a carico immediato con provvisorio e rigenerazione ossea. 5. 21 Apr. 06-2 mesi dopo, si presenta una vasta lesione causata dallelemento dentale utilizzato come supporto per il provvisorio. 6. Dopo estrazione, currettaggio della lesione, riempimento con biomateriale Alos Blocco e a chiusura della deiscenza con Alos Pasta, viene posizionato un mini impianto per sostenere un provvisorio. 7. A c.a. 5 mesi (2 Ott. 06) dopo linnesto di biomateriale Alos Pasta e Alos Blocco, radiologicamente si nota la rigenerazione ossea con formazione di corticale. 8-9. Si procede all intervento di prelievo con carotatura del tessuto osseo neoformato e contemporaneo posizionamento dellimpianto definitivo. 10. OPT dopo carotaggio e posizionamento di un impianto diam. 3,25. 11. Caso finito e protesizzato.
4 impianti post estrattivi a carico immediato con provvisorio e rigenerazione ossea. Durante il carotaggio la sensazione al taglio è stata quella di un osso maturo e di buona qualità così come il posizionamento dellimpianto Ø 3,25, impressione che viene confermata dallanalisi Istologica e al SEM eseguita presso luniversità di Modena e di cui riportiamo alcune immagini e risultati: Laboratorio di Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Responsabile dr.ssa A. M. Gatti. Università di Modena e Reggio Emilia Allmed Via Nobel,33 Lissone (Mi) Italy Tel. +39 039481123 / +39 0392454404 fax +39 2453753 info@allmed.it www.allmed.it
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 1 di 17 RAPPORTO DI PROVA N 1 /2007 Titolo: ANALISI ISTOLOGICA E IN MICROSCOPIA ELETTRONICA A SCANSIONE DI BIOPSIA OSSEA Committente : Materiale in esame : Ditta Allmed s.r.l. Via Nobel, 33 20035 Lissone (MI) biopsia ossea Responsabile Laboratorio Biomateriali: Dott. Antonietta M. Gatti Firma Data 07/02/07 : I risultati sono da riferirsi solo al materiale esaminato e per il tipo di applicazione richiesta. Il Committente si impegna a riprodurre integralmente il presente rapporto di prova. La riproduzione parziale deve essere autorizzata dal Laboratorio Biomateriali.
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 2 di 17 INDEX 1 INTRODUZIONEÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÌ 2 MATERIALI E METODIÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÌ 2.1 CAMPIONI DA ESAMINARE: ÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÌ 2.2 PREPARAZIONE DEL CAMPIONE PER LANALISI ISTOLOGICA E SEMÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÌ ÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÏ ÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÏ 3 RISULTATI ANALISI ISTOLOGICAÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÎ 4 RISULTATI ANALISI IN MICROSCOPIA ELETTRONICA A SCANSIONE (SEM)ÚÚÚÚÚÚÚÚË 5 DISCUSSIONE E CONCLUSIONIÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÔÈ 6 PARTECIPANTI ALLA PROVA E LORO FUNZIONI ÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÚÔÈ
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 3 di 17 1 INTRODUZIONE Nel presente rapporto, effettuato mediante analisi istologica e di microscopia elettronica a scansione, si è voluto verificare se una grossa lacuna ossea causata da una infezione con successiva perdita di 2 impianti dentali poteva essere rigenerata a scopo implantare, quindi con buona qualità ossea, inserendo dei biomateriali chiamati: Alos pasta e Alos blocco.. 2 MATERIALI E METODI 2.1 CAMPIONI DA ESAMINARE: Campione : Dimensione del campione: Numero di campioni forniti: Provenienza: Data di ricevimento: 2.2 PREPARAZIONE DEL CAMPIONE PER L ANALISI ISTOLOGICA E SEM La biopsia ossea è giunta presso il nostro Laboratorio in una provetta da 15 ml immersa in liquido fissativo. Si è quindi proceduto alla processazione del campione mediante ulteriore fissazione in formalina tamponata, disidratazione per mezzo delle seguenti soluzioni di etanolo 60%, 70%, 80%, 95% e etanolo assoluto. Dopo la disidratazione, la biopsia veniva trattata per 10 ore con una miscela (1:1) di alcool assoluto/metacrilato di metile (MMA) e per una notte col solo MMA. La biopsia è stata poi trattata per 24 ore con la soluzione infiltrante (3 cambi consecutivi), è stata poi posta in un contenitore in polietilene a fondo piatto contenente la soluzione polimerizzante, chiuso ermeticamente e lasciato polimerizzare in un bagno di acqua, a 4 C per 36 ore. Il blocco di metacrilato è stato poi sezionato con un microtomo a lama circolare diamantata (Mod.Accutom-2, Struers) in modo da ottenere sezioni longitudinali della biopsia. Le sezioni ottenute sono state trattate separatamente per le seguenti analisi: osservazione istologica e con microscopio elettronico a scansione.
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 4 di 17 2.2.1 Analisi istologica La sezione è stata incollata con resina (Technovit 3100) su vetrino e dopo polimerizzazione della resina levigata con carte abrasive a grana con dimensione decrescente mediante lappatura con strumento (LS-1, Remet) e impiegando spray di pasta diamantate con la stessa scala di spessore (6 µm, 3 µm, 1 µm) per ottenere uno spessore finale di 60 µm. La sezione ottenuta veniva lavata con acqua bidistillata, colorata per 20 minuti in una soluzione di 1% di Blu di Toluidina (Fluka) in stufa a 60 C, lavata con acqua bidistillata, controcolorata mediante immersione in picro-fucsina di Van Gieson a temperatura ambiente per 4 minuti. Al termine della colorazione la sezione è stata lavata con etanolo assoluto e asciugata allaria e coperta con vetrino coprioggetto mediante montante acquoso (Eukitt). 2.2.2 Analisi in microscopia elettronica a scansione Una sezione di 60 µm di spessore è stata lucidata mediante lappatura con strumento (LS-1, Remet, Italy) e con uso di spray di pasta diamantate con scala di spessore (6 µm, 3 µm, 1 µm), controllando la lucidatura mediante microscopio metallografico (Union, Japan). La sezione lucidata è stata poi fatta aderire ad un disco di carbone adesivo e posta su supporto di alluminio (stub) per lanalisi SEM (ESEM-Qanta, Fei Company, Netherlands).
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 5 di 17 3 RISULTATI ANALISI ISTOLOGICA Lanalisi istologica ha messo in evidenza che la biopsia conteneva osso neoformato, come è possibile vedere dalle immagini in fig. 1, 2 e 3, a diversi ingrandimenti ottenute da osservazioni con microscopio ottico a trasmissione. Tessuto osseo neoformato osteone biomateriale Fig.1: Limmagine mostra la parte centrale della biopsia ossea. Sono riconoscibili gli osteoni, con gli osteociti nellarea vicino al biomateriale, ed unarea con il tessuto osseo neoformato (ingrandimento 20 X).
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 6 di 17 Fig.2: Particolare dellimmagine fig.1 che mostra larea comprendente osteone ed il biomateriale (Ingrandimento 40X). osteociti Fig.3 : Immagine che mette in evidenza la struttura concentrica dellosso neoformato, vicino allarea del tessuto preesistente (Ingrandimento 60X).
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 7 di 17 Fig.4 : Limmagine mostra dettagli della biopsia; allinterno delle lamelle ossee si notano gli osteociti. Ingrandimento (20X), Fig.5 : Nella figura si vedono gli osteociti allinterno delle lamelle ossee, la presenza di numerosi osteociti indica una elevata proliferazione cellulare segno che le cellule sono a contatto con biomateriali che le stimolano positivamente e non le stanno danneggiando(ingrandimento 60X),
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 8 di 17 4 RISULTATI ANALISI IN MICROSCOPIA ELETTRONICA A SCANSIONE (SEM) Le immagini successive mostrano dettagli delle biopsie ossee osservata in microscopia elettronica a scansione. Ô Ô ø ª ø Ì Ì 44 Ó Ó Fig. 6,7 : limmagine mostra baffi di tessuto osseo neoformato in strutture concentriche con orientamento diverso dalle lamelle ossee preesistenti. Si nota che la biopsia contiene essenzialmente osso neoformato tranne che in qualche lacuna (1,2,3,4). Losso è ben strutturato e presenta la classica forma lamellare con lacune istiocitarie.
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 9 di 17 Le figure successive mostrano particolare di zone con piccoli residui di biomateriali biomateriale Fig. 8-9: Si osserva larea contenente il biomateriale vicino al tessuto osseo. (ingrandimento 40X)
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 10 di 17 Fig. 10:Immagine della zona adiacente losso (Ingrandimento 40X) Fig.11: L immagine mostra il particolare interfaccia osso-biomateriale.si può notare che losso e il materiale hanno densità atomiche simili e che esiste una netta linea di demarcazione fra le due zone.(ingrandimento 60 X)
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 11 di 17 La seguente immagine mostra la composizione chimica dellosso neoformato. Fig.12: Spettro EDS del tessuto osseo.
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 12 di 17 Fig.13: La figura mostra un altro particolare del materiale racchiuso dentro una lacuna ossea.
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 13 di 17 biomateriale Fig.14 : Immagine che mostra linterfaccia osso biomateriale, ad alto ingrandimento è visibile il materiale a stretto contatto con losso. Il materiale non si presenta omogeneo, forse a causa della sua degradazione, allinterno si osserva nuove strutture ossee.
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 14 di 17 Tessuto neoformato Fig.15 : In questa immagine si nota il tessuto neoformato che si evidenzia con una zona più scura. Limmagine mostra osso neoformato e una certa quantità di materiale che si sta degradando.
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 15 di 17 Fig.16: Spettro EDS del tessuto osseo neoformato.
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 16 di 17 Fig.17: Limmagine mostra unarea in cui il biomateriale si trova fuori dalla nicchia ossea e che si sta degradando
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 1/2007 41100 Modena Pagina 17 di 17 5 Discussione e conclusioni Lanalisi istologica mostra chiaramente che la biopsia, colorata con picro-fucsina, presenta strutture osteoniche contenenti osteociti (fig. 2 e 3), si tratta di osso neoformato e ben strutturato. Lanalisi in microscopia elettronica a scansione conferma che la tasca ossea, che era stata riempita con Alos pasta/blocco, è stata completamente riempita da tessuto osseo neoformato dopo 5 mesi dimpianto. E ancora visibile in alcune zone l interfaccia osso-biomateriale. Allinterno di alcune piccole zone è ancora visibile parte del materiale che comunque si sta degradando, lasciando spazio allosso neoformato. Lanalisi EDS dimostra che la composizione chimica del tessuto osseo neoformato ha un rapporto Ca/ P tipico dellapatite. In conclusione si può affermare che linserimento di Alos pasta ed Alos Blocco in chirurgia implantare, stimola la rigenerazione ossea in breve tempo con conseguente formazione di nuovo tessuto mineralizzato che è in grado di colmare la lacuna. 6 Partecipanti alla prova e loro funzioni 1. Dott. Antonietta M. Gatti Qualifica professionale: Bioingegnere, Responsabile del Laboratorio e coordinatore delle attività di ricerca, stesura rapporto. 2. Dott. Roberta Salvatori Qualifica professionale: Tecnico di laboratorio biomedico, Funzione: preparatore dei campioni per lanalisi 3. Dott. Andrea Gambarelli: Qualifica professionale: Biologo. Funzione: analisi SEM. Modena, 07/02/07 Il responsabile Dott.ssa Antonietta M Gatti
Biomateriali - Alos Pasta & Blocco Caso Clinico: Intervento eseguito dal Dr. Fabio Goncalves (San Paolo - Brasile) 1. Visione clinica prima del posizionamento di un impianto, anche prima dell apertura si nota un evidente riassorbimento sia orizzontale che verticale. 2. Apertura del lembo prima del posizionamento dell impianto. 3. Dopo il posizionamento dell impianto si nota l evidente fenestrazione con esposizione delle spire.
Rigenerazione ossea 4. La modellazione di Alos Pasta ha consentito la copertura delle spire esposte fino al collo dell impianto. La vite chirurgica è stata posizionata a chiusura dell impianto. 5. Sopra la vite chirurgica viene posizionata una membrana di collagene riassorbibile (Gen Derm). 6. Chiusura del sito con sutura. 7. Alla riapertura del caso, a soli 4 mesi, si evidenzia il successo clinico della rigenerazione ossea, sia verticale che orizzontale.
Mini rialzo del seno mascellare con biomateriale Alos associato ad espansione crestale ( dr C. Lotta - dr D. Guariento - Luglio 05) Introduzione. Paziente di anni 28, sesso maschile. Non fumatore. Nulla da segnalare allanamnesi medica. Il 28 Luglio 2004 estrazione del 26 per lesione cariosa distruente distale. Recupero endodontico e ricostruzione postendodontica con composito e perni in fibra di carbonio del 27 per lesione cariosa mesiale con invasione dellampiezza biologica. Intervento chirurgico. Fig 1. Endorale prima dellintervento. (10 dicembre 04) Il 10 Dicembre 2004 intervento per il posizionamento dellimpianto; il paziente perviene con copertura antibiotica (Clavulin cps 1 gr., 1 per 2 al dì). La radiografia endorale pre-operatoria (Fig. 1) rileva una breccia edentula con una altezza ossea di 7-8mm. Ad unattenta osservazione è anche possibile valutare la presenza di una parete ossea di unaltezza di circa 10-11 mm. Lintervento prevede linserimento di una protesi radicolare con un contemporaneo rialzo del seno e lo spostamento della parete vestibolare ossea più vestibolare al fine di poter recuperare un profilo più adeguato alla sede (Fig. 2-3). Per il sollevamento della membrana schneideriana si prevede una tecnica mista con frese e boneexpander e lutilizzo di un materiale ideale non particolato, fluido ma con una certa densità, radiopaco quanto basta per la valutazione radiografica della riuscita dellintervento che abbia anche una sufficiente documentazione di base per poter valutare le caratteristiche biologiche. Per tale motivo abbiamo scelto ALOS, un biomateriale totalmente sintetico e riassorbibile. Fig 2. Prima dellintervento Fig 3. Visione vestibolo-linguale del sito di intervento. (10 dicembre 04)
Descrizione dellintervento Si mette in evidenza la morfologia crestale con un lembo eseguito tutto a spessore parziale con unincisione di tipo pseudo-trapeziodale e una incisione crestale leggermente lingualizzata (Fig 4). Si identifica il punto di drillaggio e con una fresa sonda da 1.8 mm si crea un invito per circa 5mm. Identificato il futuro sito, essendo carente la parete vestibolare in spessore e in altezza, si è provveduto ad una incisione della cresta ossea per una altezza di 6 mm con una lama ad ultrasuoni, passante per il centro del foro precedentemente eseguito. A questo punto si è provveduto con scalpelli a dilatare il sito prima e poi, con lintroduzione di strumenti manuali cilindro-conici Bone expander sequenziali per diametro (aventi la caratteristica di preparatori di sito), si è provveduto ad un modesto ma importate spostamento della parete ossea vestibolare in senso vestibolare nella sola parte coronale (6mm). Tale modus operandi ha consentito un recupero del profilo vestibolare non solo osseo ma anche mucoso, così come la possibilità di inserire un impianto di diametro adeguato al dente da sostituire (Ø 5,2mm). Lingresso dei bone-expander in primis è avvenuto con uninclinazione di 20-25 per i primi diametri (3.3-3,7-4,2), fino a sentire la corticale a circa 10-11mm. A tal punto abbiamo provveduto, prima con i numeri più piccoli, alla frattura della corticale in sequenza 3,3-3,7-4,2, e poi, con i numeri più grossi, abbiamo provveduto a raddrizzare langolazione di ingresso, spostando quindi con delicatezza la parete vestibolare della parete ossea palatina ottenendo una lateralizzazione del seno mascellare. A questo punto abbiamo inserito il materiale di riempimento ALOS con la siringa in dotazione (fig 5) prima, e poi lo abbiamo compattato con una pressione continua lenta e delicata fino allultimo bone expander (5,2 mm), che ci ha permesso di inserire un impianto 5,2 mm x 13 mm. Linserimento dellimpianto ci ha consentito di compattare il biomateriale e di ottenere un rialzo medio di 3-4 mm e di circa 6 mm nella sua componente vestibolare per la lateralizzazione del seno. Si è provveduto, avendo una stabilità primaria ottima, ad inserire una vite di guarigione di 3 mm e a suturare i lembi attorno ad essa: ciò ha consentito di guadagnare immediatamente 3 mm di gengiva aderente e di evitare il secondo intervento di rientro. La radiografia endorale (Fig 6) conferma il corretto inserimento dellimpianto e del rialzo della membrana schneideriana. Fig 4. Posizionamento dellimpianto e della vite di guarigione da 3 mm. (10 dicembre 04) Fig 5. Biomateriale utilizzato per il mini rialzo del seno. Fig 6. Endorale dopo lintervento. Ô º ª ææª è Ï
A tal riguardo è utile segnalare non solo le caratteristiche del materiale, ideali per la tecnica di rialzo, ma anche le caratteristiche di radiopacità che rilevano lo spostamento reale senza dubbi del pavimento del seno. Il paziente viene dimesso con le istruzione del caso: a- Ghiaccio per 15min, 20-30 min. senza, a cicli si-no per 3/4 volte. b- Fans per i primi due dì. c- Continuare la copertura antibiotica per altri 5 gg. e- Evitare di soffiare il naso per i primi 6 gg, se necessario farlo con delicatezza f- Controlli: a 7 gg rimozione suture e pulizia del sito, a 15 gg istruzioni di igiene per il mantenimento del sito, a 50 gg controllo dellimpianto. A 90 giorni sono state eseguite le impronte per lesecuzione di un provvisorio non in occlusione per modellare il profilo di emergenza del tragitto trans-mucoso, per mantenere lo spazio mesio-distale della breccia edentula. Il provvisorio é stato costruito totalmente in resina con foro centrale per una vite passante: ciò ha permesso di evitare la cementazione della corona e il rischio di un possibile distacco del provvisorio con eventuali complicazioni (fig 7). Il 27 marzo abbiamo inserito il provvisorio in situ. A guarigione avvenuta (fig 8), il 15 luglio, nella seduta in cui si è provveduto alla protesizzazione definitiva del 27, viene eseguita la radiografia di controllo finale (Fig 9) e inserita la corona definitiva in ceramica (Fig 10). Questa evidenzia la buona trama ossea ottenuta con lutilizzazione del biomateriale ALOS con osso neoformato, e rileva come i tempi clinici siano stati coerenti con i tempi dettati dalle conoscenze della biologia ossea. Fig 7. Provvisorio avvitato in resina. Fig 8. Guarigione dei tessuti dopo il condizionamento con provvisorio. Fig 9. Rx di controllo con protesi definitiva a 7 mesi dallintervento. (15 luglio 05) Fig 10. Corona definitiva in metalloceramica.
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 2/2005 41100 Modena Pagina 1 di28 Œfl ŒÃ Œ fl p Ó ÒÓ Î Ã ± ±Ê Õ º ± ªÆ ª ø ª ± ± º ± ª± ª Æø ± ª º ø ºª ø ª Æ ª ªÆø ± ª ± ªø ± æ ± ø ªÆ ø Ú ± ª ª Ê ø fl ªº ÚÆÚ Ú ø ±æª Ù ÌÌ Ó ÌÎ ± ª ø ªÆ ø ª ª ø ª Ê Æª ±Æª ºª ª Æ±Ê ø ± ºª ø ª ª æ ± ø ªÆ ø ªÆ Æ ª ªÆø ± ª ± ªø ± Ú fl ± ª ø Ú Ÿø Æ ø ø ø ÍÒ ÍÒÓ Î ± øê Æ ø ± ± ºø Æ ªÆ Æ ± ± ø ø ªÆ ø ª ª ø ø ± ª ªÆ ± º ø ø ± ª Æ ª øú ± ª ª ª ø ø Æ Æ±º ÆÆª ª Æø ª ª ƪ ª ª Æø ±Æ ± º Ʊ øú ø Æ Æ±º ± ª øæ ø ª ºª ª ª ªÆª ø ±Æ ø ø ºø øæ±æø ±Æ ± fi ± ø ªÆ ø Ú
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 2/2005 41100 Modena Pagina 2 di28 ÔÚ Æ±º ± ª ø Ú Ì ÓÚ ÌÚ ø ªÆ ø ª ª ±º ÓÚÔ ø ªÆ ø Ʊ ø ø Ú Ì ÓÚÓ ±ºª ± ø ø ª ø Ú Ï ÓÚÌ Æ± ªº Æø ºé ø ± ª Æø ø ª ± ø ± ø Ú Ï Œ ø ÌÚÔ ± ± Ô Û Í ±Æ ºé ø ± ø Ú Î ÌÚÓ ± ± Ó Û Á ±Æ ºé ø ± ø Ú ÔÏ ÌÚÌ ± ± Ì Û ÔÓ ±Æ ºé ø ± ø Ú ÓÓ ÏÚ ± ª ª ± ± ø Ú ÓË ÎÚ øæ ª ø ø ø Ʊ ø ª ±Æ± ± ø Ú ÓË
Laboratorio dei Biomateriali - Dipartimento di Neuroscienze, Testa e Collo Riabilitazione Rapporto di prova n 2/2005 41100 Modena Pagina 3 di28 ÔÚ Æ±º ± ª ª ƪ ª ª Æø ±Æ ± 8 ø ø ± ø æ ± ± ø æ @ ª éø Æª ª ± ± ª± º± ± ø ± ± ± º æ ± ø ªÆ ø ø ø Ê fl ± ø ø ª fl ± æ ± ± ª Æøº± º ± ª± ª Æø ± ª º ø ± ºª ø ª ªº ø ª ª ø º Ʊ ± ø ª ª Ʊ ø ø ø ± ªÚ ÓÚ ÓÚ ÔÚ ø ªÆ ø ª ª ±º ø ªÆ ø Ʊ øê ø ªÆ ø ª Ô ø ± ºª ø ª ± ± Ó ± ± ± ª à ø ± Æøº± ÎÛflÕà ÔÌÍ ª ± ºª ø ªÆ ø ª ±Æ ±Ê ÌÙÓÎ ÚÔ ªÆ± º ø ± ±Æ Ê Ï Æ±º ±ÆªÊ fl ªº Æ Ù ± ª ø ± ± ± º Ʊº ± ªÊ Ó ÏÍÌÁ ø ø º Æ ª ª ±Ê ÔÔÒ ÁÒÓ Ï ø ªÆ ø ª Ó fl ± ø ø ± ± ± ª ª ± ÍÏ º Ÿ ± ª ª ± ª Ù ÓÔ º ± ± ªÆ± ø º± ± ø ±Û ± ± ±  ÔÎ º ºÆ± ø ø ªÂ ª ± ºª ø ªÆ ø ª ±Æ ±Ê Æ ø ºø ÙÍ ªÆ± º ø ± ±Æ Ê Ó Æ±º ±ÆªÊ fl ªº Æ Ù ± ª ø ± ± ± º Ʊº ± ªÊ ÓÒ Ï ø ø º Æ ª ª ±Ê ÔÔÒ ÁÒÓ Ï ø ªÆ ø ª Ì fl ± æ ± ± ± ± ± ª ª ± ÏÈÙÓ ºª ø ±Ù ÓËÙÎ ± ± ªÆ± ø º± ± ø ±Û ± ± ±Â ÓÏÙÌ ºÆ± ø ø ªÂ ª ± ºª ø ªÆ ø ª ±Æ ±Ê æ ± ª ± º ÓÍ Ò ± ª ÙÈË ªÆ± º ø ± ±Æ Ê Ì Æ±º ±ÆªÊ fl ªº Æ Ù ± ª ø ± ± ± º Ʊº ± ªÊ ÓÒ Ï ø ø º Æ ª ª ±Ê ÔÔÒ ÁÒÓ Ï
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Int J Oral Maxillofac Surg. 2002 Aug;31(4):405-9. Use of hydroxylapatite/ polymer-composite in facial bone augmentation. An experimental study. Ylinen P, Suuronen R, Taurio R, Tormala P, Rokkanen P. Department of Orthopaedics and Traumatology, Helsinki University Central Hospital, Finland. On purpose to achieve better and more controlled alveolar ridge augmentation, biodegradable polyglycolide (PGA) curved implants with porous, particulate hydroxylapatite (HA) were developed to be used in an experimental augmentation in sheep mandible. Prior to surgery curved PGA implants were loaded with particulate HA with help of a rather fast degrading adhesive, polyglycolide/polylactide (PGA/PLA) copolymer. This augmentation device was inserted into the ridge using a slight modification of the tunnelling technique. Macroscopically, a dehiscence with loss of HA particles was observed in 3 of the 16 augmentations. Bone ingrowth was seen in a noticeable degree in one sheep at 24 weeks. Instead, foreign body-type cells were shown at the interface of mandibular bone and hydroxylapatite deposit, as well as abundant connective tissue reaction inside HA deposits. The results of the study give rise to concern about bony integration in the presence of biodegradable polyglycolide substances in HA augmentation. The findings call in question even their use as a carrier for bone forming agents in combination with HA. Uso di un composto di idrossiapatite/ polimero nell'incremento facciale dell'osso. Uno studio sperimentale. Ylinen P, Suuronen R, Taurio R, Tormala P, Rokkanen P. Reparto di Ortopedia e Traumatologia, ospedale centrale dell'università de Helsinki, Finlandia. Allo scopo di realizzare un migliore e più controllato incremento della cresta alveolare nella pecora. è stato inserito dell acido poliglicolico (PGA) e dell idrossiapatite (Ha) porosa in polvere I risultati dello studio denotano un incremento dell integrazione ossea in presenza di sostanze riassorbibili di acido poliglicolico e di idrossiapatite. Quanto emerso nello studio dimostra persino il loro utilizzo come elemento portante per l osso che si forma in combinazione con l idrossiapatite (Ha). Biomaterials. 2000 Dec;21(23):2475-90. The manufacturing techniques of various drug loaded biodegradable poly(lactide-co-glycolide) (PLGA) devices. Jain RA. NanoSystems, a Division of Elan Pharmaceutical Technologies, King of Prussia, PA 19406, USA. A considerable research has been conducted on drug delivery by biodegradable polymeric devices, following the entry of bioresorbable surgical sutures in the market about two decades ago. Amongst the different classes of biodegradable polymers, the thermoplastic aliphatic poly(esters) like poly(lactide) (PLA), poly(glycolide) (PGA), and especially the copolymer of lactide and glycolide, poly(lactide-co-glycolide) (PLGA) have generated immense interest due to their favorable properties such as good biocompatibility, biodegradability, and mechanical strength. Also, they are easy to formulate into different devices for carrying a variety of drug classes such as vaccines, peptides, proteins, and micromolecules. Also, they have been approved by the Food and Drug Administration (FDA) for drug delivery. This review discusses the various traditional and novel techniques (such as in situ microencapsulation) of preparing various drug loaded PLGA devices, with emphasis on preparing microparticles. Also, certain issues about other related biodegradable polyesters are discussed. Publication Types: Review Review, Academic. 1
Materie biologiche. 2000 Dec;21(23):2475-90. Le tecniche di fabbricazione di farmaci che vengono veicolati con dispositivi riassorbibili come il poly(lactide-co-glycolide) (PLGA). RA Di Jain. NanoSystems, una divisione delle tecnologie farmaceutiche di Elan, Re di prussia, PA 19406, U.S.A. il poly(lactide) (PLA), il poly(glycolide) (PGA) e particolarmente il copolimero del lactide ed il glycolide, il poly(lactide-poly(lactide-co-glycolide)-glycolide) (PLGA) hanno generato un particolare interesse dovuto alle loro proprietà quali la buona biocompatibilità, la biodegradabilità e la resistenza meccanica. Inoltre, sono facili da formulare nei vari dispositivi per veicolare una grande varietà di farmaci quali i vaccini, i peptidi, le proteine e micromolecole. Inoltre, sono stati approvati dalla Food and Drug Administration (FDA)... J Clin Periodontol. 1997 Jul;24(7):511-8. Clinical evaluation of a bioabsorbable regenerative material in mandibular class II furcation therapy. Bouchard P, Giovannoli JL, Mattout C, Davarpanah M, Etienne D. Department of Periodontology, School of Dentistry, Paris VII University, France. 30 periodontally compromised adult subjects with mandibular buccal class II furcation defects were recruited for this study. All selected defects were treated according to the biological principles of guided tissue regeneration. The subjects were randomly assigned to 2 parallel groups. The test group (n=15) received a bioabsorbable polyglycolic-polylactic membrane (PGA/PLA group); the control group (n=15) received a non-resorbable expanded polytetrafluoroethylene membrane (eptfe group). After initial therapy, baseline measurements were recorded including plaque index, gingival index, vertical and horizontal probing depths, clinical attachment level and depth of the recession. Recall visits were made at 1, 2, 4, 6, 8, 12, and 24 weeks. At 12 months, all baseline clinical parameters were again measured. The data analysis did not demonstrate a significant difference between the 2 groups. The vertical probing depth and attachment level changes were statistically significant in each group. The postoperative recession was 0.6 mm in the eptfe group (p<0.05) and 0.8 mm (p<0.05) in the PGA/PLA group. Compared to the initial measurements, the mean changes in horizontal probing depth were 2.7 mm and 2.5 mm (p<0.001), corresponding to mean reductions of 41.5% and 40.9% for the eptfe and the PGA/PLA groups respectively. The results of this study suggest that 12 months after initial surgery, similar clinical improvements can be obtained in GTR therapy of buccal class II furcation lesions, regardless of whether bioabsorbable PGA/PLA membranes or non-resorbable eptfe membranes are used. Publication Types: Clinical Trial Randomized Controlled Trial J Clin Periodontol. 1997 Jul;24(7):511-8. Valutazione clinica di un materiale riassorbibile per rigenerazione nella terapia di forcazioni di II classe. Bouchard P, Giovannoli JL, Mattout C, Davarpanah M., Etienne D. Reparto di Parodontologia, facoltà di Odontoiatria, università di Parigi VII, Francia. 30 soggetti parodontalmente compromessi... Il gruppo Test (n=15) ha ricevuto una membrana riassorbibile poliglicolica-polilattica (gruppo di PGA/PLA); il gruppo di controllo (n=15) ha ricevuto una membrana non riassorbibile di politetrafluoroetilene (gruppo del eptfe)... I risultati di questo studio indicano che 12 mesi dopo il trattamento iniziale, i miglioramenti clinici ottenuti con la terapia GTR delle lesioni di forcazioni di II classe, sono simili e senza distinzioni se vengono utilizzate membrane riassorbibili di PGA/PLA o membrane non riassorbibili di eptfe. Tipi Della Pubblicazione: Prova Clinica, Prova Controllata ripartita con scelta casuale. 2
Int J Oral Maxillofac Implants. 1997 Mar-Apr;12(2):159-67. Treatment of dehiscences and fenestrations around dental implants using resorbable and nonresorbable membranes associated with bone autografts: a comparative clinical study. Simion M, Misitano U, Gionso L, Salvato A. Department of Dentistry, University of Milan, San Raffaele Hospital, Italy. This study was carried out to evaluate the efficacy of poly(lactic acid) and poly(glycolic acid) (PLA/PGA) resorbable membranes in conjunction with autogenous bone grafts when used for the treatment of implant dehiscences and/or fenestrations. Nine patients with a total of 18 implants participated. Nine implants were associated with dehiscences, and 9 with fenestrations; 16 implants were in the maxilla, and 2 in the mandible. Nine defects were treated with PLA/PGA membranes (test group), and the nine were treated with expanded polytetrafluoroethylene (e- PTFE) membranes (control group). Second-stage surgery was performed after 6 to 7 months of healing. Overall results of the regenerative therapy of the 18 defects showed a highly significant (P <.001) defect reduction, with a 93.38% (SD = 15.88) bone fill. A slightly higher percentage of bone fill was found in the e-ptfe group (98.20%) than in the PLA/PGA group (88.56%), but the difference was not statistically significant (P =.207). This study demonstrated that resorbable PLA/PGA membranes can be equally effective as e-ptfe in the treatment of implant dehiscences and fenestrations when associated with autogenous bone chips. Publication Types: Clinical Trial Randomized Controlled Trial PMID: 9109265 Il trattamento di deiscenze e fenestrazioni di implianti dentali con membrane riassorbibili e non riassorbibili in associazione con osso autologo: uno studio clinico comparativo. Simion M., Misitano U, Gionso L, Salvato A. Reparto di odontoiatria, Università di Milano, Ospedale San Raffaele, Italia. Questo studio è stato effettuato per valutare l'efficacia di membrane riassorbibili di acido polilattico(lactic) e poliglicolico(glycolic) (PLA/PGA) con innesti di osso autologo nel trattamento di deiscenza e/o delle fenestrazioni di impianti.. Nove difetti sono stati trattati con le membrane di PLA/PGA (gruppo della prova) e nove sono stati trattati con le membrane espanse del politetrafluoroetilene (e-ptfe) (gruppo di controllo)...questo studio ha dimostrato che le membrane resorbable di PLA/PGA possono essere ugualmente efficaci come quelle in e-ptfe nel trattamento di deiscenze e delle finestrature di impianti dentali quando associate con frammenti di osso autologo. J Biomed Mater Res. 1990 Dec;24 (12):1563-70. Marrow cell induced osteogenesis in porous hydroxyapatite and tricalcium phosphate: a comparative histomorphometric study of ectopic bone formation. Ohgushi H, Okumura M, Tamai S, Shors EC, Caplan AI. Department of Orthopedics, Nara Medical University, Japan. To investigate the bone formation ability of porous hydroxyapatite (HA) and tricalcium phosphate (TCP), ceramic discs were implanted with or without rat marrow cells into subcutaneous sites in syngeneic rats. The discs of HA and TCP had identical microstructures: pore size was 190-230 microns, porosity was 50-60%, and they were fully interconnected. Implants without marrow cells (discs themselves) did not show bone formation, whereas implants with marrow cells showed bone formation in the pores of the ceramics. The bone formation of both HA and TCP occurred initially on the surface of the ceramic and progressed towards the center of the pore. The de novo bone was quantitated from decalcified serial sections of the implants. One month after implantation with marrow cells, the percentage fractions of the pore area filled with bone for implanted HA and TCP were 16.9 and 15.1, respectively. At 2 months after implantation with 3
marrow cells, the fractions of bone were 34.3 and 30.9, respectively. These results indicate that both HA and TCP ceramics can show comparable osteogenic ability in the presence of marrow cells. PMID: 2277053 L osso midollare induce osteogenesi nell idrossiapatite poroso e nel fosfato tricalcico: uno studio istomorfometrico comparativo su formazione ectopico dell'osso. Ohgushi H, Okumura M., Tamai S, EC Di Shors, Caplan IA. Reparto di Orthopedics, università medica de Nara, Giappone. Per studiare la capacità di formazione dell'osso nell hydroxyapatite poroso (ha) e nel fosfato tricalcico (TCP),..... La formazione dell'osso sia nell'ha che nel TCP si è presentata inizialmente sulla superficie della ceramica e progressivamente verso il centro del poro. L'osso del de novo è stato quantificato dalle sezioni di serie decalcificate dei implants. Un mese dopo impianto con le cellule dello zucchino, le frazioni di percentuale della zona del poro riempita di osso per l'ha impiantato ed i TCP erano 16.9 e 15.1, rispettivamente. A 2 mesi dopo impianto con le cellule dello zucchino, le frazioni dell'osso erano 34.3 e 30.9, rispettivamente. Questi risultati indicano che sia la ceramica di TCP che l'ha possono avere paragonabile capacità osteogenica in presenza di cellule midollari. J Biomed Mater Res. 1992 Jul;26(7):885-95. Bone formation process in porous calcium carbonate and hydroxyapatite. Ohgushi H, Okumura M, Yoshikawa T, Inoue K, Senpuku N, Tamai S, Shors EC. Department of Orthopedics, Nara Medical University, Japan. This study determined the bone formation in porous calcium carbonate (CC) and porous hydroxyapatite (HA) in ectopic sites. The bone formation stimulus was derived from bone marrow cells. CC and HA in the shape of disks were implanted with or without rat marrow cells into subcutaneous sites of syngeneic rats. The CC and HA had identical microstructure: pore size was 190-230 microns, porosity was 50-60% and they were fully interconnected. Bone did not form in any implants without marrow cells (disks themselves), whereas bone consistently formed in the pores of all implants with marrow cells after 4 weeks. The bone formation of both CC and HA occurred initially on surface of the pore regions and progressed toward the center of the pore. Scanning electron microscopy and electron-probe microanalysis revealed a continuum of calcium at the interfaces of both bone/cc and bone/ha implants. These results indicate that the bone formation in calcium carbonate derived from marine corals is comparable to the bioactive hydroxyapatite. Processo di formazione dell'osso nel carbonato di calcio e nell idrossiapatite porosa. Ohgushi H, Okumura M., Yoshikawa T, Inoue K, Senpuku N, Tamai S, EC Di Shors. Reparto di Orthopedics, università medica de Nara, Giappone. Questo studio ha determinato la formazione dell'osso nel carbonato di calcio poroso (CC) e nell idrossiapatite porosa (Ha) in luoghi ectopici. La formazione dell'osso sia nel CC che nell'ha si è presentata inizialmente sulla superficie delle regioni del poro ed ha progredito verso il centro del poro. La microscopia elettronica di esame ed elettrone-sonda la microanalisi ha rivelato una continuità del calcio alle interfacce sia di bone/cc che dei implants di bone/ha. Questi risultati indicano che la formazione dell'osso nel carbonato di calcio derivato dai coralli marini è paragonabile all idrossiapatite bioattiva. 4
Biomaterials. 2005 Jan;26(1):73-79. Potentiation of the activity of bone morphogenetic protein-2 in bone regeneration by a PLA-PEG/hydroxyapatite composite. Kaito T, Myoui A, Takaoka K, Saito N, Nishikawa M, Tamai N, Ohgushi H, Yoshikawa H. Department of Orthopaedic Surgery, Osaka University Graduate School of Medicine, 2-2 Yamadaoka, Suita, Osaka, 565-0871, Japan. Bone morphogenetic proteins (BMPs) are biologically active molecules capable of inducing new bone formation, and show potential for clinical use in bone defect repair. However, an ideal system for delivering BMPs that can potentiate their bone-inducing ability and provide initial mechanical strength and scaffold for bone ingrowth has not yet been developed. In this study, to construct a carrier/scaffold system for BMPs, we combined two biomaterials: interconnectedporous calcium hydroxyapatite ceramics (IP-CHA), and the synthetic biodegradable polymer poly d,l,-lactic acid-polyethyleneglycol block co-polymer (PLA-PEG). We used a rabbit radii model to evaluate the bone-regenerating efficacy of rhbmp-2/pla-peg/ip-cha composite. At 8 weeks after implantation, all bone defects in groups treated with 5 or 20microg of BMP were completely repaired with sufficient strength. Furthermore, using this carrier scaffold system, we reduced the amount of BMP necessary for such results to about a tenth of the amount needed in previous studies, probably due to the superior osteoconduction ability of IP-CHA and the optimal drug delivery system provided by PLA-PEG, inducing new bone formation in the interconnected pores. The present findings indicate that the synthetic biodegradable polymer/ip-cha composite is an excellent combination carrier/scaffold delivery system for rhbmp-2, and that it strongly promotes the clinical effects of rhbmp-2 in bone tissue regeneration. Potenziamento dell'attività delle proteine-2 morfogenetiche dell'osso nella rigenerazione dell'osso con un composto di PLA-PEG/idrossiapatite. Kaito T, Myoui A, Takaoka K, Saito N, Nishikawa M., Tamai N, Ohgushi H, Yoshikawa H. Reparto di chirurgia ortopedica, scuola di laurea dell'università di medicina di Osaka, 2-2 Yamadaoka, Suita, Osaka, 565-0871, Giappone. Le proteine morfogenetiche dell'osso (BMPs) sono molecole biologicamente attive capaci di induzione della formazione nuova dell'osso e mostrano il potenziale per uso clinico nella riparazione di difetto dell'osso. Tuttavia, un sistema ideale per BMPs di trasporto che può rafforzare la loro abilità d'induzione e fornire la resistenza meccanica iniziale e l'impalcatura per la crescita dell'osso non è ancora stato sviluppato. In questo studio, abbiamo unito due biomateriali per costruire un sistema per veicolare le BMPs: ceramica di idrossiapatite di calcio porosa (IP- CHA) ed il polimero riassorbibile sintetico dell acido polilattico e polietilenglicolico (PLA-PEG). Abbiamo usato come modello il radio del coniglio per valutare l'efficacia di rigenerazione ossea del composto di rhbmp-2/pla-peg/ip-cha. A 8 settimane dopo l impianto, tutti i difetti dell'osso nei gruppi curati con 5 o 20microg di BMP sono stati completamente riparati con sufficiente resistenza. Ancora, usando questo sistema dell'impalcatura dell'elemento portante, abbiamo ridotto la quantità di BMP necessario per tali risultati circa ad un decimo della quantità utilizzata negli studi precedenti, probabilmente dovuto l'abilità superiore di osteoconduction di IP-CHA ed il sistema ottimale di consegna del farmaco fornito da PLA-PEG, inducente la nuova formazione dell'osso nei pori collegati. I risultati attuali indicano che il composto riassorbibile sintetico di polymer/ip-cha è un sistema eccellente per veicolare rhbmp-2 (proteine morfogenetiche) e che promuove fortemente gli effetti clinici di rhbmp-2 nella rigenerazione del tessuto dell'osso. Biomed Mater Eng. 1998;8(5-6):311-20. Human marrow cells-derived cultured bone in porous ceramics. Yoshikawa T, Ohgushi H, Uemura T, Nakajima H, Ichijima K, Tamai S, Tateisi T. Department of Pathology, Nara Medical University, Kashihara City, Japan. 5
From four patients (mean age, 60 years; range 51-76 years), 3 ml of bone marrow was collected from the ilium. The marrow was cultured to concentrate and expand the marrow mesenchymal cells on a culture dish. The cultured cells were then subcultured either on another culture dish or in porous areas of hydroxyapatite ceramics in the presence of dexamethasone and betaglycerophosphate (osteogenic medium). The subcultured tissues on the dishes were analyzed by scanning electron microscopy (SEM), and subcultured tissues in the ceramics were implanted intraperitoneally into athymic nude mice. Vigorous growth of spindle-shaped cells and a marked formation of bone matrix beneath the cell layers was observed on the subculture dishes by SEM. The intraperitoneally implanted ceramics with cultured tissues revealed thick layer of lamellar bone together with active osteoblasts lining in many pore areas of the ceramics after 2 months. The in vitro bone formation on the culture dishes and in vivo bone formation in porous ceramics were detected in all cases. These results indicate that we can assemble an in vitro bone/ceramic construct, and due to the porous framework of the ceramic, the construct has osteogenic potential similar to that of autologous cancellous bone. A significant benefit of this method is that the construct can be made with only a small amount of aspirated marrow cells from aged patients with little host morbidity. Derivato di cellule di osso midollare umano coltivato in ceramica porosa. Yoshikawa T, Ohgushi H, Uemura T, Nakajima H, Ichijima K, Tamai S, Tateisi T. Reparto di patologia, università medica de Nara, città di Kashihara, Giappone Da quattro pazienti (età media, 60 anni; variano 51-76 anni), sono stati raccolti 3 ml di osso midollare prelevato da ilium nelle zone porose della ceramica di hydroxyapatite Questi risultati indicano che possiamo assemblare una struttura osso/ceramica (Ha) e, grazie alla porosità della ceramica (Ha), questa ha un potenziale osteogenetico simile a quello dell osso autologo. Implantologia Orale 2003 Sept (4).Biomateriali utilizzati in rigenerazione ossea: risultati istologici. A. Piattelli. Prodotto Osso neoformato Spazi midollari Materiale residuo Osso autologo 42% 40% 18% Osso demineralizzato (DFABA) 29% 37% 34% Bio-os 39% 34% 27% Idrossiapatite 41% 30% 31% Biocoral 42% 40% 18% Biovetri 40% 43% 17% Fisiograft 43% 56% 1% Pep-Gen P 15 40% 37% 23% Solfato di Calcio 48% 39% 13% Clin. Oral Impl. Res. 14, 2003/651-658. Ridge preservation following tooth extration using a polylactide and polyglycolide sponge as space filler: a clinical and histological study in humans. G. Serino, S. Biancu, G. Iezzi, A. Piattelli. Abstract: Background: The placement of different graft materials and/or the use of occlusive membranes to cover the extration sicket entrance are techniques aimed at preserving/reducing alveolar ridge resorption. The use of 6