COMUNE DI CASTELFRANCO EMILIA



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COMUNE DI CASTELFRANCO EMILIA REGOLAMENTO DETERMINANTE I CRITERI DI ACCESSO ALLE STRUTTURE RESIDENZIALI E SEMIRESIDENZIALI PER ANZIANI PUBBLICHE E PRIVATE CONVENZIONATE CON IL DISTRETTO DI CASTELFRANCO EMILIA E DI GESTIONE DELLE RELATIVE GRADUATORIE APPROVATO CON DELIB. C.C. 154 DEL 09.07.2003 Pagina 1 di 11

ART. 1 DESTINATARI Possono accedere alle strutture oggetto del presente regolamento gli anziani di età uguale o superiore ai 65 anni parzialmente o totalmente non-autosufficienti ovvero adulti non autosufficienti a causa di forme morbose a forte prevalenza nell età senile certificati dall Unità di Valutazione Geriatrica ( U.V.G.) (art.2 secondo comma L.R. n.5 del 03.02.94) : a) residenti in uno dei Comuni del Distretto Socio-Sanitario n.7 di Castelfranco E. ovvero b) provenienti da un Comune del Distretto Socio-Sanitario n.7 ma residenti in strutture residenziali situate in Comuni non compresi nel Distretto c) provenienti da altri Distretti che hanno mantenuto nell ambito del Distretto n.7 di Castelfranco Emilia gli unici punti di riferimento parentale. In questo caso viene consentito l accesso ai servizi ma si fa riferimento al Comune di provenienza per eventuale integrazione della retta. ART. 2 ACCESSO AL SERVIZIO L accesso avviene tramite: a) richiesta diretta dell interessato, di un suo familiare o di chi si occupa di lui all Assistente Sociale del Comune di residenza dell anziano che assume la funzione di Responsabile del caso b) richiesta del Medico di Medicina Generale (M.M.G. ) a cui hanno fatto riferimento i familiari c) a seguito di dimissione ospedaliera protetta con attivazione diretta della U.O.L. (Unità Operativa Locale) o dell U.V.G. ( Unità di Valutazione Geriatrica ) L Assistente Sociale Responsabile del Caso entro 15 giorni dalla segnalazione ed entro 3 giorni in caso di dimissione protetta prende contatto con l utente e/o familiari e compie una prima valutazione della situazione dell anziano al fine di attivare, secondo il bisogno, la rete dei servizi sociali o quella dei servizi integrati socio-sanitari ( art.15 comma primo L.R. n.5 del 03.02.94). Al fine di garantire all anziano lo svolgimento del necessario percorso assistenziale l Assistente Sociale del territorio assume la responsabilità del controllo dell attuazione degli interventi previsti nel programma assistenziale personalizzato ( art.1 comma primo L.R. n.5 del 03.02.94 ). Per l accesso alla rete dei servizi occorre documentare anche tramite autocertificazione la residenza in un Comune del Distretto o i motivi per i quali si richiede l intervento nel caso di utenti di cui alla lettera c) dell art. 1 del presente Regolamento oltre a presentare eventualmente altra documentazione già in possesso del nucleo familiare. L Assistente Sociale, quando ha effettuato le proprie valutazioni attraverso gli strumenti propri del Servizio Sociale (colloqui, visite domiciliari, compilazione della relazione sociale) segue il percorso di attuazione degli interventi previsti dal presente regolamento e specificato in base alla tipologia del servizio. L accesso ai servizi indicati nel presente Regolamento deve avvenire nel rispetto dei Regolamenti o atti Comunali relative alla determinazione delle modalità e dei criteri per il pagamento della retta e per l eventuale assegnazione di contributi finalizzati al pagamento della retta. Pagina 2 di 11

ART. 3 FUNZIONI DEL SERVIZIO ASSISTENZA ANZIANI Per favorire un adeguato utilizzo delle risorse l accesso alla rete dei servizi integrati è governato unitariamente dal Servizio Assistenza Anziani ( S.A.A.) con l apporto di una rete di punti decentrati presso i Comuni del Distretto, rappresentata dagli operatori del Servizio Sociale e dai nuclei di cure primarie (collegamenti funzionali tra operatori di base). E compito del S.A.A. gestire le graduatorie per l accesso alle Case Protette ed alle R.S.A. e collaborare con gli operatori della rete per la gestione degli ingressi nei Centri Diurni. Le graduatorie sono suddivise rispettando il bacino di utenza (Castelfranco Emilia e San Cesario sul Panaro per l I.P.A.B. di Castelfranco Emilia Bastiglia, Bomporto, Nonantola e Ravarino per la Casa Protetta C. Alberto Dalla Chiesa di Ravarino) in modo sperimentale per l anno 2003, successivamente si verificherà la possibilità di attivare una graduatoria unica per tutto il distretto. Alle strutture convenzionate esterne (Villa Sorriso di Marano sul Panaro ed Hesperia USL Residence di San Felice sul Panaro) ed alle R.S.A. potranno invece accedere i cittadini di tutto il Distretto indipendentemente dal Comune di Residenza. Il S.A.A. si avvale della consulenza dell U.V.G. per un approfondimento rispetto alla valutazione del bisogno e della collaborazione con il Punto unico di accesso ( P.U.A. ) coincidente allo stato con il Servizio Infermieristico Distrettuali dell Ospedale di Castelfranco Emilia per la gestione delle dimissioni protette e degli ingressi in RSA. L uniformità di trattamento è garantita dall utilizzo di strumenti condivisi fra gli operatori per la valutazione multidimensionale ; attraverso programmi di formazione e aggiornamento tutti gli operatori della rete dovranno essere messi in grado nell ambito della loro specifica professionalità - di utilizzare scale e strumenti di valutazione delle condizioni di non-autosufficienza degli anziani, di cui i servizi si sono nel tempo dotati. ART. 4 - CENTRO DIURNO 4.1 Destinatari Sono destinatari del presente intervento: a) Anziani in condizione di non autosufficienza lieve o media che non possono essere lasciati soli durante il giorno, pur disponendo di un contesto familiare per le ore serali, notturne e per i giorni festivi b) Anziani che vivono in condizione di solitudine o di emarginazione sociale e che pur non avendo perso completamente la propria autosufficienza, presentano problemi di tipo relazionale e/o bisogni di sostegno psicologico c) Anziani con bisogni di mantenimento o recupero di abilità funzionali e necessità assistenziali per lo svolgimento delle attività quotidiane d) Anziani affetti da disorientamento spazio-temporale che traggono beneficio dal vivere in comunità Gli anziani affetti da demenza anche in forma medio grave possono accedere al centro Diurno purchè sia costituito un nucleo Alzheimer. Pagina 3 di 11

4. 2 Motivi ostativi all ingresso in centro diurno Al Centro Diurno non è possibile, di norma, inserire anziani con le seguente caratteristiche: a) esigenze di tipo socio-assistenziale che prevedano frequentemente la presenza contemporanea di due operatori sullo stesso utente b) patologie che richiedano interventi sanitari complessi o l adozione continua di misure coercitive-contenitive in pazienti con agitazione psico-motoria ed aggressività; c) necessità di permanenza a letto anche solo per alcune ore al giorno d) impossibilità fisica a sostenere sia il trasporto quotidiano che la permanenza in un ambiente esterno al proprio senza subire ulteriori traumi 4.3 Percorso di accesso al Centro Diurno Il percorso di accesso al Centro Diurno prevede: a) richiesta dell interessato e della sua famiglia all Assistente Sociale Responsabile del caso b) prima valutazione da parte degli operatori che conoscono la situazione ( Medico.Medicina Generale, Infermiere Professionale, Ass.Sociale Ass.Domiciliare altre figure eventualmente coinvolte ) ed elaborazione del piano assistenziale di intervento c) invio del progetto, concordato dagli operatori di cui sopra, al Coordinatore del Centro Diurno per la gestione dell accesso e per, conoscenza (allegando eventuale documentazione) al SAA, d) nel caso in cui si tratti di una situazione complessa, di un utente affetto da demenza o di una urgenza, gli operatori che compiono la prima valutazione inviano la proposta di intervento al S.A.A., il quale provvede ad attivare l U.V.G. per una valutazione multidimensionale del caso ( effettuata normalmente in ambulatorio ) ; il piano di intervento assistenziale, elaborato per i casi sopraccitati dall U.V.G., viene trasmesso al Responsabile del Caso per la sua attuazione. 4.4 - Valutazione e predisposizione del P.A.I (Piano Assistenziale Individuale) Il piano assistenziale individuale per l accesso al Centro Diurno viene predisposto dall U.V.G. sulla base della congruità fra il bisogno evidenziato e le risposte che il Servizio può offrire; qualora la situazione non presenti una complessità socio-sanitaria il piano assistenziale può essere formulato anche dalla U.O.L. (Unità Operativa Locale) o dagli istituendi nuclei di cure primarie che informeranno il S.A.A. rispetto al progetto individuato ed alla sua attuabilità. La valutazione dell U.V.G. è condizione indispensabile per l accesso al Centro Diurno di anziani affetti da demenza, per le situazioni più problematiche soprattutto dal punto di vista sanitario e per i casi proposti come urgenti di cui al successivo punto, al fine di: a) consentire ai coordinatori dei centri diurni una suddivisione ottimale dei carichi di lavoro, una migliore programmazione delle attività, una equilibrata vivibilità dell ambiente ed un coordinamento con il servizio infermieristico b) favorire un integrazione ed una collaborazione fra i vari servizi presenti sul territorio per gli anziani affetti da demenza. Pagina 4 di 11

4.5 Definizione e Gestione delle graduatorie Per favorire la gestione flessibile di un Servizio per sua natura legato alla realtà locale, ad altri servizi territoriali ( ad es. Servizio di Assistenza Domiciliare dei Comuni ), a specifiche esigenze familiari e spesso con caratteristiche di temporaneità, l accesso è gestito direttamente dai Coordinatori dei Centri Diurni con i quali gli operatori del S.A.A. si raccordano per presentare il piano assistenziale, inviare la documentazione e concordare tempi e modalità di frequenza dell anziano. Avendo tutti i progetti uguale dignità ed importanza, qualora si rendesse necessario formulare una lista di attesa sarà utilizzato seguendo l ordine di presentazione della valutazione (U.V.G. o, in mancanza, quella della U.O.L. o del nucleo di cure primarie), salvo che non sussistano situazioni particolari che gli operatori ritengono più urgenti rispetto ad altre nell interesse dell anziano e della sua famiglia. ART. 5 - CASA PROTETTA 5.1 - Destinatari Sono destinatari del presente intervento gli anziani certificati non-autosufficienti dall U.V.G. i quali: a) non sono in grado, pur in presenza di potenziali autonomie fisiche e psichiche, di gestire autonomamente la propria vita; b) non possono essere sufficientemente tutelati a domicilio, anche con l intervento di altri servizi della rete socio-assistenziale; c) possono trovare nell istituzionalizzazione una risposta adeguata ed una possibilità di recuperare risorse e potenziali, prevenendo un veloce decadimento psichico e fisico; d) pur portatori di patologie fisiche e psichiche, hanno raggiunto uno stato di stabilizzazione compatibile con una residenza in ambiente protetto assistenziale, con criteri e regole di collettività; e) necessitano di alta assistenza tutelare ma non di prestazioni sanitarie intensive; tali prestazioni, che richiedono interventi medici e ricoveri ripetuti in ambiente ospedaliero, vanificherebbero un concetto di residenza e permanenza in struttura. 5.2 Percorso di accesso alla Casa Protetta L accesso avviene su richiesta dell Assistente Sociale Responsabile del Caso, che, conclusa l istruttoria inoltra la relazione al S.A.A. per l attivazione dell Unità di Valutazione Geriatrica. L obiettivo primario dell Assistente Sociale durante la prima fase dell istruttoria, è quello di verificare un bisogno reale ed attuale di ricovero dell anziano in Casa Protetta attraverso l approfondimento dei seguenti indicatori: a) condizione sociale e sanitaria dell anziano b) livello di tenuta del contesto familiare c) impossibilità di attivare altri servizi della rete a supporto della domiciliarità. Pagina 5 di 11

5.3 Valutazione di non autosufficienza Viene effettuata, per l inserimento nella graduatorie, dall U.V.G. distrettuale composta dalle seguenti figure professionali: a) Medico geriatra b) Infermiere Professionale c) Assistente Sociale L U.V.G. effettua la valutazione al domicilio dell anziano o, se ricoverato, presso la struttura sanitaria o assistenziale; nel caso in cui l utente si trovi temporaneamente presso una struttura situata in un Distretto Socio-Sanitario diverso da quello di appartenenza, può essere richiesta la collaborazione dell U.V.G. di quel Distretto. L U.V.G. tenendo conto di quanto emerso durante la fase istruttoria riportata nella relazione dell Assistente Sociale Responsabile del Caso, effettua la valutazione multidimensionale utilizzando l apposita scheda. La proposta di intervento individuale ( P.A.I.), concordato con la famiglia, viene inviata al S.A.A. per l inserimento in graduatoria. La posizione dell anziano in graduatoria è determinata dal punteggio della Scala di valutazione socio sanitaria denominata B.I.N.A. e dalla valutazione del livello di emergenza sociale (vedi punto successivo). Tenendo conto dei vigenti atti di indirizzo regionale, si intende non autosufficiente la persona che abbia un punteggio pari ad almeno n.230 punti della B.I.N.A. Il tempo complessivo per il completamento delle fasi precedenti all immissione in graduatoria ( segnalazione, istruttoria, visita della commissione U.V.G. ) non deve superare di norma i 45 giorni, salvo che per la particolarità e complessità del caso non siano necessari tempi ulteriori. 5.4 La Valutazione delle situazione sociale A seguito delle valutazioni effettuate l Assistente Sociale dell U.V.G. inserisce l anziano in uno dei sottoindicati livelli, cui corrisponde un determinato punteggio che concorre alla determinazione della posizione nella graduatoria distrettuale. Livello 1 - Parziale necessità di inserimento in Casa Protetta: anziano in condizione di non autosufficienza più o meno elevata ma con rete familiare sufficientemente adeguata ed in grado di organizzare interventi per assistere adeguatamente l anziano in attesa di attivare l inserimento in Casa Protetta. E presente una rete familiare estesa e l anziano può contare sulla collaborazione di più nuclei familiari e sulla loro disponibilità ; è inoltre possibile supportare il nucleo familiare nella tutela dell anziano anche con l attivazione di altri servizi pubblici e/o privati. Livello 2 Rilevante necessità di inserimento in Casa Protetta: l anziano ha come riferimento un unico nucleo familiare ( seppur composto di più persone ) e può contare sulla capacità e disponibilità di quest unica risorsa. L inserimento in Casa Protetta si configura quindi come unica soluzione rispetto a quei nuclei che devono conciliare impegni di lavoro e familiari con il carico assistenziale di cura nei confronti dell anziano non autosufficiente. Si determina quindi uno stato di difficoltà nella tutela dell anziano a domicilio anche se la rete familiare ( intesa Pagina 6 di 11

come componenti del nucleo ) è estesa. Rientrano in questo livello anche i nuclei familiari con rilevanti problematiche sociali, sanitarie e relazionali. Livello 3 - Assoluta necessità di inserimento in Casa protetta: l anziano ha come riferimento una situazione familiare debole, può contare sulla capacità assistenziale di un unico familiare diretto o collaterale ( figlio, nipote, moglie, ecc.) in assenza di altre figure parentali significative di riferimento. Rientrano in tale fascia: a) le coppie di anziani senza rete familiare b) i nuclei familiari multiproblematici e/o quei nuclei all interno dei quali emergono gravi dinamiche relazionali tra i componenti dello stesso. Livello 3 ES Emergenza Sociale: anziani per i quali è necessario attivare immediatamente l inserimento in una struttura tutelare ( indipendentemente dal livello di non autosufficienza certificato dalla scheda B.I.N.A. ). Rientrano in tale livello: anziani soli o anziani con rete familiare gravemente inadeguata che presenta una situazione di totale incapacità di garantire la tutela e l incolumità dell anziano a domicilio. I casi codificati in un tale livello avranno la priorità assoluta per l accesso nelle strutture. Il livello 3 ES viene riconosciuto anche ad anziani già collocati in strutture residenziali non convenzionate con l Azienda USL ed i cui oneri di retta siano a carico dei Comuni compresi nell ambito territoriale del Distretto. 5.5 Piano Assistenziale individualizzato (P.A.I.) L U.V.G compie una valutazione complessiva dei bisogni socio-sanitari dell anziano definendone il programma assistenziale personalizzato, Sarà proposta all anziano la collocazione ritenuta più idonea nell ambito dei Servizi della Rete offerti tenendo conto della situazione sanitaria e del carico assistenziale del quale necessita l anziano stesso. Qualora l U.V.G. proponga un servizio diverso da quello proposto ( es. RSA invece che Casa Protetta ) dovranno essere indicate le motivazioni di ordine tecnico che inducono a tale valutazione. I familiari dovranno essere opportunamente informati al fine di accogliere o meno la proposta formulata dall U.V.G. Qualora sia funzionale alla situazione dell anziano, fatta salva la verifica della disponibilità di posti letto e senza gravare sulla consistenza dell offerta complessiva di posti a livello distrettuale, l U.V.G. sentito anche l Ente gestore può attivare percorsi di inserimento temporaneo in struttura,. In tali casi l Azienda USL corrisponderà all Ente Gestore (per i giorni di effettiva presenza) l onere a rilievo sanitario medio di struttura definito in base al case-mix dell anno in corso. 5.6 Definizione e Gestione delle graduatorie Il S.A.A. provvede alla definizione ed al costante aggiornamento in tempo reale delle graduatorie per l inserimento nelle Case Protette. La posizione dell anziano in graduatoria risulta dalla sommatoria del punteggio relativo all indice di non autosufficienza e del punteggio relativo all indice di valutazione della situazione sociale. I criteri individuati per la sua definizione sono: a) indice di non autosufficienza dell anziano ( scala di valutazione BINA) parametrato sulla base dei punteggi di seguito elencato e ulteriormente ed analiticamente scorporati nello schema allegato: Pagina 7 di 11

grado A punteggio BINA compreso tra 230 e 370 - punti 1 grado B punteggio BINA compreso tra 380 e 500 - punti 2 grado C punteggio BINA superiore a 500 - punti 3 b) indice di valutazione della situazione sociale, parametrato sui seguenti livelli e sui relativi punteggi: livello 1 Parziale necessità di inserimento in casa protetta punti 1 livello 2 Rilevante necessità di inserimento in Casa Protetta - punti 2 livello 3 Assoluta necessità di inserimento in Casa Protetta - punti 3 livello 3 ES. Emergenza Sociale punti 3 ES Si precisano inoltre i seguenti criteri di gestione della graduatoria: a) in caso di parità di punteggio la priorità nella posizione in graduatoria sarà definita tenendo conto della data di valutazione dell U.V.G. b) sarà data precedenza assoluta ( indipendentemente dal punteggio di cui al punto a) alle situazioni che presentino una valutazione di emergenza sociale; in caso di parità di liv.es (emergenza sociale) sarà data priorità nella posizione in graduatoria sulla base dell indice di non autosufficienza ( punto a ) e, se necessario, sulla base della data di valutazione dell U.V.G. 5.7 Gestione degli inserimenti Le strutture protette dovranno comunicare tempestivamente al SAA la intervenuta disponibilità di posti convenzionati. Il SAA provvederà, di norma, a comunicare il nominativo dell anziano da inserire entro tre giorni lavorativi dalla data della formale comunicazione dell intervenuta disponibilità del posto letto. Il Servizio Assistenza Anziani, sulla base delle graduatorie, dei posti disponibili nelle strutture e tenendo conto delle opzioni espresse dai cittadini,autorizza l accesso alle strutture residenziali convenzionate inviandone comunicazione alla struttura unitamente a tutta la documentazione riferita al nuovo ospite. La comunicazione del nominativo dell anziano che andrà ad occupare un posto in convenzione sarà effettuata anche ai familiari, al Responsabile del Caso e al Comune di residenza dell anziano per gli adempimenti conseguenti. In caso di prima rinuncia al posto, l anziano rimane in graduatoria e, se necessario il S.A.A. provvede ad aggiornare il punteggio ; dopo la seconda rinuncia l anziano viene tolto dalla graduatoria. In entrambi i casi la rinuncia deve essere formalizzata per iscritto dall interessato o da un suo familiare. 5. 8 Riesame della posizione in graduatoria Qualora l anziano sia già inserito nelle graduatorie e si vengano a determinare significativi mutamenti nelle sue condizioni sanitarie o sociali l Assistente Sociale Responsabile del caso può utilizzando le procedure e gli strumenti a sua disposizione verificare la situazione e, se opportuno, chiederà al SAA la rivalutazione anche da parte dell UVG. Sulla base della nuova valutazione la posizione dell anziano verrà modificata nell ambito delle graduatorie. Pagina 8 di 11

5. 9 Graduatoria di accesso distrettuale : opzione per una struttura specifica mobilità infradistrettuale e mobilità interdistrettuale. L eventuale attivazione di una graduatoria distrettuale unica per l accesso alle Case Protette di Castelfranco Emilia e Ravarino deve garantire il permanere di rapporti significativi dal punto di vista relazionale tra l anziano ed i propri congiunti. A tal fine nel momento in cui viene formulata la proposta di inserimento in graduatoria per la Casa Protetta l anziano o il suo familiare possono : a) indicare l opzione per una struttura specifica, nel qual caso saranno chiamati solo quando sarà disponibile il posto nella struttura prescelta, mantenendo altresì la precedenza rispetto alle richieste di trasferimento da una struttura ad un altra. b) non indicare alcuna preferenza, accettando in tal il primo posto disponibile indipendentemente dalla ubicazione della struttura. A seguito dell eventuale attivazione della graduatoria unica distrettuale, ed al fine di mantenere la possibilità per gli anziani di accedere presso la struttura protetta del proprio comune di residenza, almeno il 50% dei posti convenzionati in ciascuna struttura ( facendo riferimento all IPAB di Castelfranco Emilia e alla Casa Protetta C:A:Dalla Chiesa di Ravarino ) sarà riservato ai cittadini residenti nei Comuni che costituiscono il bacino di utenza delle singole strutture ( Castelfranco E. e San Cesario per l IPAB di Castelfranco Bomporto,Bastiglia,Ravarino e Nonantola per la Casa Protetta C.A.Dalla Chiesa di Ravarino). In caso di ricongiungimento con il coniuge o altro familiare diretto ovvero di avvicinamento alla residenza di un congiunto che rappresenta per l anziano l unico riferimento parentale,o rientro dell anziano nel comune di residenza può essere accolta la richiesta di trasferimento di anziani già ospiti di altre strutture convenzionate sia in ambito distrettuale che interdistrettuale sulla bse della valutazione in merito del servizio. In tutti i casi la mobilità interdistrettuale dovrà essere autorizzata dalle competenti Direzioni di Distretto e dovrà essere effettuata senza aumentare l offerta di posti residenziali disponibili per i cittadini residenti nel Distretto di ubicazione della struttura. ART. 6 Residenza Sanitaria Assistenziale ( R.S.A.) La Residenza sanitaria assistenziale ( R.S.A.) è una struttura extraospedaliera socio-sanitaria integrata a prevalente valenza sanitaria destinata ad anziani non autosufficienti non assistibili a domicilio e richiedenti trattamenti continui, affetti da patologie cronico degenerative a tendenza invalidante che non necessitano di specifiche prestazioni ospedaliere. La R.S.A. di Castelfranco Emilia ha valenza distrettuale, ad essa possono pertanto accedere tutti i cittadini del Distretto indipendentemente dal Comune di residenza all interno del Distretto con possibilità di dare risposta anche ad altri Distretti: in questi casi il SAA proponente deve prendere accordi con il SAA del Distretto 7 che autorizza l entrata sulla base delle disponibilità. 6.1 Destinatari L RSA prevede un ospitalità a carattere temporaneo, finalizzata al raggiungimento di obiettivi sanitari e assistenziali, per: a) anziani con necessità di riattivazione / riabilitazione, che utilizzano la struttura per un periodo Pagina 9 di 11

medio-breve di trattamento sanitario, riabilitativo estensivo, in particolare a seguito di una dimissione ospedaliera b) pazienti allettati con decubiti multipli e/o complessi c) permettere momenti di sollievo alle famiglie che assistono anziani non autosufficienti a domicilio d) per anziani non autosufficienti in situazioni di emergenza socio-sanitaria in attesa della predisposizione di un più appropriato progetto assistenziale. Sono previste anche permanenze a tempo indeterminato per: a) anziani con gravi problemi sanitari e assistenziali che non possono essere assistiti al proprio domicilio o in altri punti delle Rete dei servizi; b) pazienti in fase terminale, oncologici e non, per i quali non sia stato possibile attivare un servizio di cure palliative tipo Hospice territoriale L RSA può ospitare anche adulti affetti da patologie a forte prevalenza nell età senile; in ogni caso non possono essere inserite persone clinicamente non stabili o pazienti dementi con disturbi comportamentali che, per le loro caratteristiche, richiedono l inserimento in un nucleo specialistico. 6.2 Percorso di accesso alla R.S.A Gli operatori del territorio e delle strutture residenziali e semi-residenziali, per il tramite degli Assistenti Sociali, e i presidi ospedalieri attraverso le dimissioni protette possono segnalare al Servizio Assistenza Anziani situazioni di bisogno per eventuali inserimenti temporanei o definitivi in R.S.A.. L inserimento può essere proposto al PUA (Punto Unico di Accesso) anche dal Medico di Medicina generale per un assistito che presenta entrambi i seguenti requisiti: a) patologia che non necessita di approfondimenti diagnostici eseguibili esclusivamente in ospedale; b) condizioni socio assistenziali domiciliari carenti che non consentono un trattamento a domicilio adeguato al temporaneo aggravamento dello stato di salute. Le entrate in RSA sono disposte dall UVG, previa verifica con l Assistente Sociale Responsabile del Caso circa l impossibilità di soluzioni alternative, sulla base di una valutazione multi-dimensionale e di un piano assistenziale nel quale devono essere indicati: a) le finalità del ricovero ( es.riabilitazione estensiva ) b) il periodo di permanenza: definitivo o temporaneo ( nel qual caso va indicata la durata) c) l eventuale corresponsione della retta a carico della famiglia da applicarsi nel rispetto dei Regolamenti o atti Comunali relative alla determinazione delle modalità e dei criteri per il pagamento della retta e per l eventuale assegnazione di contributi finalizzati al pagamento della retta. La situazione viene segnalata al Caposala della RSA il quale, assieme al Medico di struttura e in accordo con il MMG, dispone l eventuale ingresso del paziente. Tempi e modalità dell ingresso devono essere concordati fra il Punto Unico di Accesso e il coordinatore della R.S.A. L Unità di Valutazione Geriatrica, sentiti i referenti sanitari e la famiglia, può disporre un prolungamento del periodo di permanenza in RSA. Al momento della dimissione concordata tra il Medico della RSA il Caposala,, l U.V.G. e la famiglia è necessario che siano stati individuati tempi e modalità della successiva presa in carico dell anziano ( UOL in caso di rientro a domicilio operatori referenti in caso di trasferimento ad altra struttura ). Pagina 10 di 11

ART. 7 FUNZIONI DEL PUNTO UNICO DI ACCESSO. Il Punto Unico di accesso tiene i contatti con gli Ospedali per le dimissioni protette, coordina il percorso di valutazione e definizione del piano assistenziale ed è costantemente informato sulla disponibilità dei posti letto in RSA. A seguito delle valutazioni effettuate riceve dal SAA le proposte di ingresso in RSA e gestisce le entrate anche attraverso eventuale lista di attesa aggiornata in tempo reale e formulata in base alla priorità del bisogno. Pagina 11 di 11