Informativa relativa agli interventi di Colecistectomia



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Informativa relativa agli interventi di Colecistectomia Il presente documento ha lo scopo di informarla e di fornirle, in maniera il più possibile semplice e comprensibile, tutte le notizie circa la sua patologia e l intervento proposto. Questa informativa dovrà essere da Lei firmata per ricevimento e successivamente consegnata al momento del ricovero e costituirà prova di avvenuta informazione a Lei dovuta.

Gentile Sig./Sig.ra......, nato/a il.. in rapporto al suo stato clinico, descritto nel referto della visita specialistica a cui è stato/a sottoposto/a, Le è stato proposto di sottoporsi ad una procedura di COLECISTECTOMIA. Scopo del presente modulo è quello di informarla sul tipo di procedura a cui sarà sottoposto/a e sui potenziali rischi o benefici della procedura a cui è stata posta indicazione dopo gli accertamenti diagnostici da Lei eseguiti. La invitiamo inoltre dopo aver letto questa informativa a porre ai medici della Struttura presso cui è ricoverato/a tutte le domande che ritiene opportuno per ottenere una spiegazione soddisfacente. Ciò premesso, la invitiamo a leggere con molta attenzione quanto riportato in questo scritto che corrisponde, peraltro, a quanto ampiamente spiegato a voce. ******************** L indicazione principale all intervento di colecistectomia è la calcolosi (colelitiasi), cioè la formazione di calcoli all'interno della colecisti. Non è possibile rimuovere solo i calcoli lasciando la colecisti in sede perché i calcoli si riformerebbero. L'infiammazione acuta della colecisti (colecistite acuta, colecistite flemmonosa, colecistite gangrenosa), l'idrope della colecisti (cioè l'abnorme dilatazione della colecisti), e la colecistite acuta alitiasica (cioè l'infiammazione della colecisti senza contenuto calcolotico), sono altre indicazioni all'intervento. Infine vanno ricordati i tumori benigni della colecisti, come ad esempio i polipi o gli adenomi. Talora si associa alla calcolosi della colecisti, una calcolosi della via biliare; in questi casi è necessario procedere, oltre cha all'asportazione della colecisti, anche alla bonifica della via biliare. Per la diagnosi è indispensabile eseguire un ecografia dell addome superiore ed esami del sangue specifici per valutare la funzionalità del fegato. Nel dubbio che i calcoli siano presenti anche al di fuori della colecisti risulterà necessario eseguire anche altri accertamenti (risonanza magnetica, endoscopia digestiva). L intervento chirurgico sino alla fine degli anni ottanta, consisteva nell asportazione della colecisti mediante laparotomia; questa era l unica tecnica possibile e prevedeva un incisione di circa 15-20 cm. sotto l arco costale destro o sulla linea mediana. Con gli anni novanta è stata messa a punto la tecnica laparoscopica. Questa si realizza mediante quattro piccole incisioni di circa 0,5/1 cm. sulla cute addominale dopo aver disteso la parete addominale con CO2. Con questa tecnica si asporta la colecisti sotto il controllo di una telecamera introdotta anch essa in addome. L intervento si svolge, con entrambe le tecniche, in anestesia generale. Le difficoltà tecniche sono rappresentate da anomalie anatomiche, gravi infiammazioni della colecisti e delle vie biliari, imponenti aderenze all interno dell addome dovute a precedenti interventi chirurgici. A causa di tali difficoltà, occorre sapere che non tutti i casi possono essere completati con la tecnica laparoscopica. Il chirurgo può infatti iniziare con tecnica laparoscopica e poi passare a quella laparotomica (cioè con l incisione sottocostale destra o mediana) nel caso le difficoltà tecniche siano insormontabili o determinino un rischio chirurgico elevato.

I rischi connessi alla procedura proposta possono essere: sanguinamenti; infezioni, in particolare in soggetti anziani con preesistenti turbe cardiorespiratorie; trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, evento possibile anche in caso di corretta profilassi anti-tromboembolica; aggravamento di patologie preesistenti (scompenso cardiaco, insufficienza respiratoria, scompenso diabetico, ecc.). Controindicazioni alla procedura proposta sono da considerarsi gravi comorbilità che espongono il paziente ad elevato rischio anestesiologico/chirurgico. Controindicazioni relative all intervento in laparoscopica sono precedenti interventi chirurgici addominali, obesità e gravidanza. I rischi connessi alla non esecuzione della procedura sono: persistenza dei calcoli malgrado la terapia medica. Solo i piccoli calcoli formati da colesterolo possono essere trattati con farmaci che tentano di scioglierli; i calcoli anche se silenti per lungo tempo possono improvvisamente dare le dolorosissime coliche biliari o determinare infiammazioni acute della colecisti (colecistiti); i calcoli possono arrivare ad ostruire le vie biliari bloccando il deflusso della bile nell intestino. Questo comporta il cosiddetto ittero, cioè la colorazione gialla della pelle; i calcoli possono infiammare fortemente il pancreas, organo strettamente a contatto delle vie biliari. Le pancreatiti che ne derivano possono risultare molto pericolose sino a minacciare la stessa vita del paziente; insorgenza di un tumore della colecisti. Non esistono eventuali alternative all intervento di colecistectomia. Come già detto, la terapia medica a base di farmaci fluidificanti la bile solo in casi rarissimi è in grado di sciogliere i calcoli. La preparazione del paziente al trattamento chirurgico prevede la valutazione preoperatoria al momento della prima visita ed al prericovero unitamente alla analisi dei risultati degli esami strumentali e di laboratorio. Chirurgo e anestesista possono richiedere altri approfondimenti diagnostici e/o iniziare trattamenti farmacologici specifici con lo scopo di ridurre il rischio operatorio operatorio. Le complicanze più frequenti correlate alla procedura sono:. la perforazione di un viscere cavo durante l'esecuzione del pneumoperitoneo con ago di Verres o l'introduzione di un trocar;. l'embolia polmonare gassosa;

. il sanguinamento tardivo conseguente al cessare dell'azione emostatica del penumoperitoneo;. lesioni delle vie biliari. Talvolta possono verificarsi limitate perdite di bile da piccoli dotti biliari del letto epatico che non richiedono re-interventi ma solo il posizionamento di un tubo di drenaggio che consenta di drenare il materiale fluido dall addome; per lesioni più rilevanti, è possibile anche ricorrere a reinterventi chirurgici che prevedano il posizionamento di un drenaggio endobiliare e/o il confezionamanto di un anastomosi entero- biliare;. lesioni vascolari di grossi rami arteriosi dell arteria epatica, che possono verificarsi per la presenza di tenaci aderenze che coinvolgono l albero biliare e/o le strutture vascolari per pregressi episodi infiammatori (colecistite) o per anomalie anatomiche.. emorragie che, quando si verificano nel periodo postoperatorio, possono richiedere un reintervento o emotrasfusioni;. lesioni di visceri cavi, il più delle volte dovute alla lisi delle aderenze presenti e che si manifestano nel postoperatorio con segni di peritonite;. pancreatite acuta, la cui evoluzione verso forme severe non è prevedibile. Rappresenta una complicanza temibile e possibile in tutti gli interventi chirurgici addominali, ma particolarmente in quelli del distretto bilio-pancreatico;. calcolosi residua della via biliare principale, che potrebbe richiedere metodiche aggiuntive per la risoluzione del problema, come la colangio-pancreatografia retrograda (ERCP) nel corso della quale possono anche essere asportati calcoli;. lesioni cicatriziali tardive di rami della via biliare extraepatica., possibili a distanza variabile di tempo dall intervento;. second look (ovvero un reintervento di completamento), in funzione del referto istologico della colecisti. Le possibili eventuali conseguenze tardive correlate con la procedura proposta sono: cicatrice distrofica; aderenze fra visceri addominali; formazione di ernie incisionali (laparocele). Nel postoperatorio è possibile la comparsa di un dolore forte al torace o alle spalle,che si accentua con la respirazione : è innocuo ed è dovuto a irritazione diaframmatica da CO2, gas usato in laparoscopia per distendere l addome. E sufficiente avvisare il personale che provvederà a praticare un analgesico.

Il chirurgo L ha altresì sufficientemente informata/o sulla incidenza che hanno queste complicanze e che la loro frequenza può comunque essere aumentata dalla/e malattia/e associata/e da cui è affetta/o ( ) Le è stato anche spiegato come la chirurgia, benché eseguita con tecnica rigorosa, non possa considerarsi esente da rischi. La mortalità postoperatoria è dello 0.1% dopo laparotomia e dello 0.3% dopo laparoscopia. La video-laparo-colecistectomia solitamente richiede sino a 3 giorni di degenza mentre la colecistectomia laparotomica richiede una degenza Ospedaliera superiore. È stata/o informata/o che, presentandosi la necessità di salvarsi da un pericolo imminente non altrimenti evitabile e/o da un danno grave alla Sua persona, o se si constatassero delle difficoltà ad eseguire l intervento chirurgico con la tecnica propostale, verranno poste in atto tutte le pratiche che i Sanitari curanti riterranno idonee a scongiurare o limitare tale pericolo e, comunque, a portare a termine l intervento chirurgico nella migliore sicurezza, ove necessario anche modificando il programma terapeutico prospettatole. ********************* La informiamo del fatto che l Istituto di cura dove sarà eseguito l intervento chirurgico, come previsto dai requisiti regionali di autorizzazione e accreditamento richiesti per trattare le patologie a Lei riscontrate, è dotato di adeguati dispositivi, macchinari, strumenti e strutture per la pronta rianimazione del paziente, ma non è dotato di struttura autonoma di terapia intensiva post operatoria ed è bensì collegato al sistema di risposta all emergenza/urgenza previsto dal Servizio Sanitario Regionale (sistema di allerta 118); pertanto La informiamo del fatto che, in alcune circostanze, l assistenza intensiva potrebbe essere intrapresa presso la Clinica e proseguita presso altre e diverse strutture sanitarie, pubbliche e/o private. Il presente documento ha lo scopo di informarla e di fornirle, in maniera il più possibile semplice e comprensibile, tutte le notizie circa la sua patologia e circa l intervento da me proposto. Mio dovere è di illustrarlo fornendo ogni più ampia e chiara informazione necessaria alla sua comprensione ed accertarmi che Lei abbia ben compreso quanto viene sottoposto alla Sua attenzione ed alla finale sottoscrizione. E importante che lei ritenga le spiegazioni fornite esaurienti e chiare ed in particolare che abbia ben presente quanto Le viene proposto per ottenere un trattamento terapeutico appropriato, con indicati i benefici ed i possibili rischi, così da consentirle una volontaria e consapevole decisione in merito. Resto comunque a Sua disposizione, anche telefonicamente (0131/29461), per dirimere qualsiasi dubbio o per fornire ulteriori informazioni che si rendessero necessarie dopo una più approfondita rilettura del documento. ALESSANDRIA, lì... Il Chirurgo (Nome Cognome leggibile e firma)...

per ricevuta della nota informativa... Io sottoscritto Autorizzo Non Autorizzo l utilizzo dei tessuti e/o organi che mi sono stati eventualmente asportati durante il trattamento al fine di formulare una diagnosi isto-patologica o per procedure finalizzate al miglioramento delle conoscenze in campo scientifico; Acconsento Non Acconsento a che, nel corso di procedure diagnostiche e/o terapeutiche, vengano eseguite riprese filmate e/o fotografiche da poter utilizzare in ambito medico per il miglioramento delle conoscenze scientifiche, nel completo rispetto della legge sulla privacy., lì.