I Caratteri generali



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I Caratteri generali

Il libro a stampa antico Il libro a stampa antico è un manufatto, la cui produzione è precedente l introduzione dei procedimenti meccanici nella produzione della stampa. E quello che gli anglosassoni chiamano hand-printed book.

Il libro a stampa antico Limiti cronologici : Inizio comparsa della stampa in Europa a Magonza, Haarlem e Avignone negli anni quaranta del XV secolo Fine primi decenni dell Ottocento Invenzione della macchina continua per la produzione della carta (1798-1799) ad opera del francese Nicolas Louis Robert Invenzione della macchina piana da stampa ad opera del tedesco Friedrich Koenig e A. Bauer nel 1811; Rotativa di I. Manzoni nel 1866; Linotype del tedesco Ottmar Mergenthaler nel 1886 ; Monotype dell americano Tolbert Lanston nel 1889.

Tipografia di antico regime La storia del libro a stampa manuale - definita anche ars artificialiter scribendi coincide in buona parte con l ancien régime per cui si parla di ancien régime typographique 1 che ha accompagnato per quasi quattrocento anni la storia europea. 1) Cfr. R. Chartier, L ancien régime typographique : rèflexions sur quelques travaux recents, in Annales, Economies, Sociètès, civilisations, XXXVI, 2, mars-avril 1981, pp. 191-209.

Tipografia di antico regime L invenzione della stampa in realtà non mutò ne bruscamemnte ne sostanzialmente l aspetto esteriore dei libri. Il libro a stampa dei primi secoli e il libro manoscritto restano identici per formato, legatura ed accessori esterni ancora per lungo tempo. Una prima differenza sostanziale fu quella economica, ovvero il prezzo, di certo più concorrenziale rispetto a quello del manoscritto.

Il libro a stampa antico Divisioni cronologiche All interno di questo periodo sono state operate alcune divisioni - incunaboli, cinquecentine, seicentine etc - che corrispondono a criteri temporali convenzionali, condivisi al fine di consentire rilievi sufficientemente omogenei. Cfr. bibliografie, cataloghi, censimenti,

Incunaboli Sono definiti incunaboli i primi manufatti dell arte tipografica prodotti con caratteri mobili nel periodo che va dal 1440 circa sino al 1500. Il termine deriva dal latino incuna nella culla e sta a rappresentare il periodo iniziale dell attività. Fu usato per la prima volta nel 1653 dal gesuita francese Philippe Labbè, e riproposto nel 1688 dal libraio tedesco Cornelius Van Beughen. Il più famoso incunabolo è la Bibbia delle 42 linee stampata a Magonza nel 1440 da Gutenberg.

Incunaboli I primi incunaboli avevano lo stesso aspetto dei manoscritti:. Erano impressi su pergamena o più spesso su carta, materiale più economico e reperibile, ed i caratteri riproducevano la scrittura a mano, II testo era stampato a pagina piena o su due colonne, e si lasciavano ancora spazi bianchi all inizio del testo del paragrafo (o del capitolo), da far ricoprire con lettere miniate e con fregi. Con l esempio ancora presente e splendido delle miniature dei codici, le lettere iniziali a capoverso dei primi libri a stampa erano eseguite a mano dai calligrafi e decorate dagli artisti che lavoravano per i manoscritti.

Capolettere miniati 1471

Dante Alighieri Inferno -Incipit

Incunaboli Tranne rarissime eccezioni, gli incunaboli sono privi di frontespizio e di titolo perché, come come avveniva per i manoscritti, iniziano dal testo, dalle tavole di capitolo, o dalla dedica. Si mantiene così, quasi inalterato l uso dell incipit e dell explicit. Quasi tutte le notizie relative alla identificazione dell opera: autore, tipografo, anno di stampa, erano riportate nell ultima pagina del volume, nel colophon, che spesso nel manoscritto mancava. Verso la fine del secolo alcuni incunaboli cominciano a presentare il titolo sotto forma di occhietto sulla pagina che precede il testo. Solo dopo il 1480 l occhietto, o occhiello, sarà stampato al centro del recto della prima pagina.

Incunaboli Le pagine dei primi incunaboli non erano numerate. La numerazione con i numeri romani fu introdotta per carte da Giovanni da Spira nel 1470, per pagine da Aldo Manuzio nel 1499. I fogli che li componevano erano raccolti in fascicoli, non necessariamente regolari. Per assicurarne la giusta sequenza nella legatura, si utilizzavano le segnature: nei primi testi si aggiungevano a mano, poi a stampa. Una novità negli incunaboli fu il Registro: prospetto delle carte e dei fascicoli dai quali era composto il volume.

Il libro a stampa antico. XVI secolo Nel Cinquecento la produzione di libri a stampa conobbe un incremento sensibile. Lo sviluppo della stampa fu facilitato dalla diffusione della carta come supporto della scrittura, la cui materia prima della carta erano gli stracci. I formati dei libri erano diversi e si ottenevano con la tecnica della piegatura del foglio: infolio, in quarto, in ottavo, fino ai più piccoli in dodicesimo e in sedicesimo.

Il libro a stampa antico. XVI secolo. I primi libri a stampa avevano il testo disposto su due colonne, sul modello degli antichi codici manoscritti. Le lettere da stampare erano fatte a mano. I principali tipi di carattere erano la littera antiqua tonda e corsiva e quella gotica. In Italia si diffuse maggiormente l'uso della littera antiqua grazie a Aldo Manuzio, che nel 1501 per i suoi libri "tascabili" adottò il carattere corsivo o italico, disegnato dall'incisore e tipografo bolognese Francesco Griffo. Nel Cinquecento il frontespizio diventa la pagina più importante del libro e contiene gli elementi identificativi dell'opera: il titolo, l'autore e la casa editrice.

Il libro a stampa antico. XVII secolo Nel «secolo di ferro», del barocco e delle scienze, l Europa assiste alla diffusione del libro favorita dalla tecnica sempre più raffinata, dell incisione in rame a bulino. Le caratteristiche dell attività tipografica del secolo XVII furono in primo luogo l incremento produttivo e l aumento delle stamperie, in secondo luogo un deciso orientamento a privilegiare una produzione religiosa e letteraria di più agevole consumo, nonchè la tendenza a stampare in lingua nazionale, sebbene il latino rimanesse la lingua della diplomazia, delle scienze e della filosofia, e continuava ad essere adoperato nelle scienze matematiche e nell astronomia. Nel Seicento inoltre si evidenzia sempre più la distinzione tra editore e tipografo.

L antiporta Il libro del Seicento, da un punto di vista estetico, è caratterizzato da elaborate incisioni. L antiporta era posta sul foglio precedente il frontespizio, e realizzata spesso da artisti di chiara fama Espressione del gusto barocco, l antiporta introduce allegoricamente il contenuto del libro, anticipandone il titolo in forma breve, magari inserendolo in un elemento figurativo come uno scudo, una stele, un basamento, un sipario

Antiporta del XVII secolo

Xilografia Xilografia -dal greco ξύλον, "legno -, o silografia, èl'incisione di immagini o di brevi testi su tavolette di legno, le matrici, successivamente inchiostrate e utilizzate per la realizzazione di più esemplari dello stesso soggetto, su carta, mediante la stampa con il torchio Tecnica è di origine giapponese risalente all VIII secolo d.c., apparve in Europa fin dal XIV sec. La xilografia è un tipo di incisione a rilievo che permette l inserimento della matrice di legno nelle forme tipografiche, facilita la stampa simultanea di testo e immagini. Gli incisori utilizzavano legni morbidi e facili da lavorare, tagliati nel senso della venatura. Sebbene facilitassero molto il lavoro dell'incisore, queste matrici si deterioravano velocemente. Già all'inizio del XVI secolo il legno verràquasi abbandonato, e sostituito dalle matrici in metallo. Questa caratteristica della xilografia, comportando un processo di stampa molto economico, sarà usata soprattutto per i testi popolari.

Xilografia da incunabolo Xilografia da incunabolo 1592

Xilografia da incunabolo Xilografia da incunabolo 1494

Tecnica di incisione in rame, prese il sopravvenyto verso la metà del Cinquecento, lascando alla xilografia l illustrazioni delle edizioni popolari L incisione della lastra di rame avveniva o per azione diretta, tramite il bulino, o per mezzo di sostanze corrosive. Nella tecnica dell acquaforte la lastra era ricoperta da uno strato di vernice grassa sul quale si eseguiva il disegno con una punta, e successivamente sottoposta all azione di un acido che intaccava il metallo nelle parti esoste dal lavoro del bulino. Calcografia