R.01 - Relazione illustrativa



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Via XXV Aprile, 18 - Rovato COMUNE DI FLERO PROVINCIA DI BRESCIA AMPLIAMENTO IMPIANTO DI DEPURAZIONE DELLE ACQUE REFLUE DEL COMUNE DI FLERO PROGETTO DEFINITIVO R.01 - Relazione illustrativa Rovato, settembre 2014 Il responsabile progettazione AOB2 Dott. Ing. Mauro Olivieri Il progettista Dott. Ing. Luca Bertini

INDICE 1.0 PREMESSA... 3 1.1 INQUADRAMENTO TERRITORIALE... 4 1.2 SITUAZIONE ATTUALE... 6 1.2.1 IMPIANTO DI DEPURAZIONE ESISTENTE... 6 1.2.2 LIMITI DI LEGGE ALLO SCARICO... 11 1.3 VALUTAZIONE DEI DATI E CRITERI DI PROGETTO... 12 1.3.1 POPOLAZIONE RESIDENTE E ABITANTI EQUIVALENTI: SITUAZIONE ATTUALE E PREVISIONI... 12 1.3.2 DATI DI PROGETTO LIVELLI DEPURATIVI DA CONSEGUIRE... 20 1.4 LOCALIZZAZIONE IMPIANTO... 22 1.4.1 DISPONIBILITA DELLE AREE... 24 1.5 SCELTA DEL CICLO DI TRATTAMENTO... 24 1.5.1 CRITERI DI SCELTA APPLICATI... 24 1.5.2 TIPOLOGIA DI IMPIANTO E CICLO DI TRATTAMENTO ADOTTATO... 26 1.6 FASI DI TRATTAMENTO E SEZIONI PREVISTE... 27 1.6.1 PREVISIONI FASI DI TRATTAMENTO... 27 1.7 OPERE PREVISTE... 29 2/30

1.0 PREMESSA Il presente Progetto definitivo per l Ampliamento impianto di depurazione delle acque reflue del Comune di Flero si prefigge l obiettivo di sviluppare la proposta tecnico - economica ottimale per la risoluzione del problema dovuto al sottodimensionamento dell attuale impianto di depurazione a servizio del Comune di Flero, della zona industriale del Comune di Castel Mella e della località Coleretto del Comune di Poncarale. Le iniziative di realizzazione di impianti di depurazione devono risultare conformi a quanto previsto dal PTUA approvato dal Consiglio Regionale, atto ad indicare le linee e gli obiettivi per la realizzazione dei pubblici servizi di acquedotto e di fognatura, nonché di collettamento e depurazione. Il D.G.R. 29 Marzo 2006 n. 8/2244 di approvazione del Programma di Tutela ed Uso delle Acque (PTUA) prevede la dismissione dell impianto di depurazione esistente di Flero ed il successivo allaccio della rete fognaria comunale all impianto di depurazione di Verziano a Brescia. Lo Studio di Fattibilità redatto da AOB2 nel 2013 ha individuato soluzioni alternative allo schema attuale del PTUA preso atto del parere negativo da parte di A2A dell Ente gestore dell impianto di Verziano a causa dell assenza di capacità depurativa residua dello stesso impianto. Già nel 2008 AOB2 trasmise ad A2A una richiesta (prot. 1584 del 16.07.08) di allacciamento alle rete di Brescia e quindi al depuratore di Verziano di una parte della fognatura di Flero per eliminare il problema del sottodimensionamento dell impianto. Tale richiesta venne successivamente ripresentata in un incontro congiunto tenutosi in data 13.05.13 presso l Ufficio d Ambito di Brescia nell occasione della presentazione dello studio di fattibilità sulle soluzioni alternative. Successivamente A2A ha trasmesso una nota ufficiale con cui conferma il parere negativo all allacciamento della rete fognaria di Flero a Verziano a causa dell assenza di capacità residua depurativa sino al completamento delle opere di ampliamento le cui tempistiche non sono ad oggi note. L alternativa che ha ricevuto i pareri maggiormente favorevoli degli enti interessati consiste pertanto nel potenziamento dell impianto esistente. Tale ipotesi progettuale risulta infatti autonoma in quanto non subordinata ad altri investimenti le cui tempistiche non sono ad oggi determinate. Il progetto, a partire dal citato studio di fattibilità che poneva a confronto differenti soluzioni al fine di depurare i reflui civili ed industriali afferenti all impianto di Flero attraverso un analisi costi/benefici ed un attenta valutazione della potenzialità futura, pone le basi allo sviluppo della soluzione di potenziamento impianto esistente, evidenziando aspetti positivi e negativi a confronto con le 3/30

soluzioni alternative, al fine di dotare il Comune di Flero di impianto di depurazione di adeguata potenzialità ed in grado di rispettare i limiti allo scarico imposti dalle vigenti normative (D.Lgs. 152/06 e Regolamento scarico acque reflue n 3 del 2006 della Regione Lombardia), con orizzonte temporale a lungo termine (20 anni circa). 1.1 INQUADRAMENTO TERRITORIALE Il territorio interessato dal depuratore di Flero (BS), oggetto del presente progetto, comprende tre differenti Comuni localizzati a sud di Brescia: Flero, Poncarale e Castel Mella; se da un lato l intero territorio comunale di Flero è collettato al depuratore esistente, solo una parte del Comune di Castel Mella ed una piccola località del Comune di Poncarale sono allacciati, dal punto di vista fognario, al depuratore ubicato a Flero. Figura 1: Inquadramento territoriale Castel Mella: Comune di 10.842 abitanti della provincia di Brescia, ubicato nella pianura immediatamente a sudovest del capoluogo con territorio completamente pianeggiante. Attualmente l area allacciata alla rete fognaria recapitante i reflui al depuratore di Flero può considerarsi come un unico agglomerato ubicato ad Est del Fiume Mella. La 4/30

superficie del Comune di Castel Mella allacciata all impianto di depurazione ubicato in Flero è indicativamente pari a 680.000 mq con un utenza sia di tipo civile che industriale. Figura 2: Area di Castel Mella allacciata all attuale depuratore di Flero Poncarale: il territorio comunale è di tipo pianeggiante, percorso da una fitta rete di rogge e canali; nonostante ciò, il Comune è comunque caratterizzato dalla presenza del rilievo del Monte Netto, un terrazzo isolato nella pianura che si eleva sui depositi fluviali di età più recente costituenti la pianura circostante. L area del Comune di Poncarale allacciata al depuratore di Flero, 30.000 mq con utenza di tipo civile, può essere sintetizzata come la sola località Coleretto, agglomerato di poche unità abitative posto a Sud di Flero. 5/30

Figura 3: Area di Poncarale allacciata all attuale depuratore di Flero 1.2 SITUAZIONE ATTUALE 1.2.1 IMPIANTO DI DEPURAZIONE ESISTENTE L impianto di depurazione esistente, sito ad una distanza di circa 200 m dalle abitazioni più vicine, serve un bacino di utenza mista civile ed industriale con prevalenza della prima; la rete fognaria di adduzione dei reflui è di tipo separata con brevi tratti di tipo unitario, sui quali sono presenti due sfioratori di piena; la rete nera raccoglie scarichi di acque reflue domestiche e assimilate nonché scarichi di acque reflue industriali e di prima pioggia. Il depuratore di Flero riceve le acque reflue urbane del Comune stesso, di parte del Comune di Castel Mella (agglomerato ad Est del fiume Mella) con carico di 870 a.e. di origine domestica e 635 a.e. di origine industriale, nonché la fognatura della località Coleretto del Comune di Poncarale con carico di 50 a.e., per un carico complessivo di 10.670 a.e., come riassunto nella tabella successiva. La capacità di depurazione di progetto dell impianto esistente è pari a 10.500 A.E. (progetto originario) ed è dotato delle fasi di trattamento seguenti, linea acque: pretrattamento di grigliatura, dissabbiatura, disoleatura, denitrificazione, ossidazione biologica, nitrificazione, sedimentazione finale, disinfezione; linea fanghi: stabilizzazione aerobica con funzione integrata d ispessimento; l impianto di trattamento è dotato di auto campionatore sigillato e refrigerato. 6/30

Comune Flero Castel Mella Poncarale Abitanti Equivalenti [AE] 10.670 Tabella 1: Potenzialità depuratore di Flero secondo l autorizzazione allo scarico Dal punto di vista delle volumetrie attualmente disponibili la situazione attuale risulta così definita: Comparto Volume disponibile [mc] Sedimentazione 940 Vasca di prima pioggia 95 Stabilizzazione fanghi Vasca rettangolare 190 Vasca circolare 50 Ossidazione 600 Denitrificazione 270 Disinfezione 40 Dissabbiatura 85 Tabella 2: Volumi disponibili riferiti ai differenti comparti Il carico inquinante di origine industriale, come sopra evidenziato, è pari a circa il 12% del carico complessivo da sottoporre a trattamento, tuttavia è presente lo scarico di un attività galvanica che utilizza le sostanze di cui alla tabella 5 dell Allegato 5 al D.Lgs 152/06 e s.m.i., in particolare rame, zinco e cromo, nonché scarichi di ditte che trattano rifiuti, prodotti chimici e acque di prima pioggia da distributori di carburanti. AOB2 s.r.l., attuale gestore dell impianto, fornisce dati relativi ai controlli interni sulla qualità dello scarico, che testimoniano il superamento frequente dei principali limiti allo scarico imposti dalle vigenti norme. 7/30

Secondo i criteri di verifica del dimensionamento riportati nella Linea Guida della Regione Lombardia la capacità attuale dell impianto è di circa 8.000 A.E. in riferimento alla volumetria delle vasche esistenti. Si ha infatti che le medie delle concentrazioni dei principali inquinanti in ingresso all impianto, riferite ai dati del 2011 e primo semestre 2012, sono le seguenti: Parametro Valore medio [mg/l] BOD 5 204 COD 435 SStot 256 Ptot 5 Ntot 59 Tabella 3: Concentrazioni medie ingresso impianto di depurazione di Flero riferite agli anni 2011 e 2012 Attualmente, le portate in ingresso all impianto variano tra 2.700 e 3.000 m 3 /d; è probabile che al termine della situazione economica attuale, il numero di AE possa notevolmente aumentare per via dell incremento degli AE di origine industriale. Si possono quindi stimare i carichi inquinanti (BOD,N,P) e idraulici (C.I.) all impianto in termini di AE come indicato nella tabella seguente, variabili a seconda delle portate assunte e dell apporto idrico unitario assunto variabile tra 250 e 280 l/ae*giorno; per il calcolo degli AE si sono assunti gli apporti pro capite desunti da dati di letteratura, in particolare BOD 60 g/ae*giorno, azoto TKN 12 g/ae*giorno e fosforo P 1,5 g/ae*giorno. STIMA ABITANTI EQUIVALENTI (AE) max medio minimo valore indicativo C.I. 10000 9500 9000 9500 BOD 10182 9673 9163 9700 N 14672 13939 13205 13900 P 10382 9863 9344 9900 Tabella 4: Stima A.E. in ingresso all impianto 8/30

Si osserva che la stima degli abitanti equivalenti in termini di TKN risulta superiore alla capacità dell impianto esistente. Il sistema di trattamento reflui è del tipo convenzionale a fanghi attivi, dotato di sedimentatore circolare con ricircolo del fango e presenza di denitrificazione, preceduto da pretrattamenti per la separazione e allontanamento di grigliato e sabbie. L impianto esistente, ubicato a Flero, presenta i seguenti problemi principali: impianto sottodimensionato per quanto concerne N e P; condizioni strutturali civili e della carpenteria della vasca di denitrificazione, della vasca di prima pioggia, della dissabbiatura e della grigliatura presentano condizioni molto precarie e necessitano di un intervento immediato; in riferimento alle previsioni future, come meglio evidenziato in seguito, l impianto non sarà idoneo al rispetto dei limiti previsti allo scarico. Di seguito alcune immagini relative alla situazione attuale del depuratore: Figura 4: Tubazioni in ingresso 9/30

Figura 5: Degrado del calcestruzzo Figura 6: Area a disposizione per eventuali ampliamenti futuri Figura 7: Situazione carpenterie 10/30

1.2.2 LIMITI DI LEGGE ALLO SCARICO La provincia di Brescia con provvedimento n 1479 08/05/2012 ha autorizzato AOB2 s.r.l. allo scarico in corpo d acqua superficiale (vaso Fiume, bacino del fiume Oglio) in conformità ai seguenti limiti: Tab. 1 all. 5 alla parte Terza del D.Lgs 152/2006 per i parametri COD, BOD 5 e TSS su campioni di 24 ore ponderati in base alla portata; Tab. 2 all. 5 alla parte terza del D.Lgs 152/2006 per i limiti N tot 15 mg/l e P tot 2 mg/l nonché un valore di N-NH 4 pari o inferiore al 30% del N tot misurato secondo l art. 10 comma 2 del regolamento R.R.L. 3/2006. Tab. 3 colonna 1 all. 5 alla parte terza del D.Lgs 152/2006 per tutti i parametri non presenti nelle tabelle precedenti. Pertanto i limiti possono essere così riassunti: Parametri Concentrazione [mg/l] [mg/l] BOD 5 25 COD 125 TSS 35 Tabella 5: D.Lgs 152/06 all. 5 Tab. 1 Limiti di emissione per gli impianti di acque reflue urbane con popolazione compresa tra 10.000 e 100.000 AE. Parametri Concentrazione [mg/l] [mg/l] Fosforo totale 2 Azoto totale 15 Tabella 6: Regolamento Regionale 3/06, Allegato B, Tabella 6 Valori limite di emissione per gli scarichi di acque reflue urbane provenienti da agglomerati con popolazione equivalente pari o superiore a 2000 abitanti equivalenti recapitati nella restante parte del territorio regionale drenante alle aree sensibili delta del Po e aree costiere dell Adriatico Nord Occidentale. Per i rimanenti parametri i limiti da rispettare sono quelli contenuti nella Tabella 3 dell Allegato 5 alla Terza Parte del D.Lgs 152/06 e s.m.i. per scarico in acque superficiali. 11/30

1.3 VALUTAZIONE DEI DATI E CRITERI DI PROGETTO 1.3.1 POPOLAZIONE RESIDENTE E ABITANTI EQUIVALENTI: SITUAZIONE ATTUALE E PREVISIONI Lo scenario futuro dovrà tenere conto delle evoluzioni demografiche e sociali dei Comuni interessati dal servizio di depurazione; in particolare, le fonti utilizzate per una previsione futura hanno tenuto conto del PRRA (ex PTUA), PGT dei Comuni interessati e analisi statistiche di evoluzione demografica della popolazione. La vita attesa delle opere dovrà spingersi ben oltre la previsione al 2016 prevista dal Piano Regionale, prendendo come riferimento l anno 2030. Innanzitutto un attenta analisi dell andamento demografico deve tenere conto delle evoluzioni previste dai Piani di Governo del Territorio; il Comune di Castel Mella, in riferimento all area interessata dal depuratore di Flero, prevede uno scenario di crescita piuttosto modesto, così come il comune di Flero; infatti, la recessione economica ha influito sullo sviluppo di molti centri urbani soprattutto in termini di AE riferiti alle industrie. Il Comune di Flero all interno del Piano di Governo del Territorio ha previsto una crescita al 2020 con una popolazione pari a 9.420 abitanti residenti, a questi vanno aggiunti gli abitanti equivalenti desunti dagli impianti produttivi ed industriali nonché la popolazione fluttuante con pernottamento e senza pernottamento; in particolare, la tendenza evolutiva è stata calcolata sulla base del decennio antecedente l adozione del piano (2000-2010) e proiettata nel decennio successivo. All interno del PGT del Comune di Flero vengono evidenziati aspetti riferiti all ambito economicoproduttivo; all interno di tale trattazione viene sottolineata l ipotesi di aumento degli insediamenti produttivi, incremento dovuto soprattutto alla posizione strategica del luogo, vicinanza città di Brescia, raccordo dell autostrada di nuova costruzione. Possiamo quindi ipotizzare che anche dal punto di vista degli AE industriali ci potrà essere un aumento proporzionale agli AE civili. 12/30

Figura 8: Documento di Piano, sviluppo residenziale e produttivo, Comune di Flero Figura 9: Estratto PGT del Comune di Castel Mella - area allacciata al depuratore di Flero 13/30

Figura 10: Estratto Previsioni di Piano, PGT, Comune di Poncarale Come possibile notare dagli strumenti urbanistici messi a disposizione, la previsione di espansione nella piccola area del Comune di Poncarale è pressoché inesistente; tutta l area non edificata è sottoposta a zona agricola di salvaguardia. In merito all area collettata al depuratore di Flero dal Comune di Castel Mella, invece, la situazione prevede alcune espansioni, soprattutto in ambito industriale; sono infatti evidenziati dei Piani Attuativi da attuarsi ed in completamento. Una seconda previsione demografica, invece, si è basata sull utilizzo di una determinata legge di crescita, qui di seguito esposta; infatti, a partire da una serie storica di popolazione (Censimenti Istat) è stato possibile desumere il numero di abitanti previsto nei prossimi 20-25 anni. In particolare, la curva di crescita utilizzata è del tipo logistica in cui la popolazione viene considerata crescente fino all istante T f nel quale graficamente si ottiene un punto di flesso; dopo l istante T f si ha una diminuzione della velocità di crescita fino al valore della popolazione che tende ad assestarsi nell intorno del valore di saturazione S. 14/30

Figura 11: Andamento della curva di crescita demografica Le motivazioni che hanno reso maggiormente idoneo l utilizzo di questa stima logistica sono da attribuirsi a differenti fattori primo fra tutti una diffusa e sostanziale crisi economica che non determinerà un aumento di popolazione lineare come avvenuto nei precedenti decenni. Nella tabella successiva sono riportati i valori di popolazione residente desunti da fonte Istat e la popolazione stimata con tale previsione. Anno Popolazione residente al 31/12 (fonte dati Istat) Popolazione stimata Comune di Flero 2000 7.558 7.558 2001 7.496 7.654 2002 7.467 7.750 2003 7.570 7.847 2004 7.631 7.943 2005 7.806 8.040 2006 7.893 8.136 2007 8.145 8.233 2008 8.330 8.330 2009 8.375 8.427 15/30

2010 8.525 8.524 2011 8.573 8.620 2012-8.717 2013-8.813 2014-8.910 2015-9.006 2016-9.102 2017-9.198 2018-9.293 2019-9.389 2020 9.420 * 9.484 2021-9.579 2022-9.673 2023-9.767 2024-9.861 2025-9.954 2026-10.047 2027-10.139 2028-10.231 2029-10.323 2030-10.414 *Desunto dal PGT attualmente vigente presso il Comune di Flero Tabella 7: Popolazione stimata Comune di Flero Dal punto di vista matematico, noti i valori di popolazione residente a partire dal 2002 fino al 2011 (fonte dati Istat e Comune di Flero) è stato possibile, attraverso un metodo di tipo empirico, individuare il punto di flesso (P f, t f ). t f P f 2008 8.330 16/30

A tal proposito, è possibile ricavare la popolazione definita di saturazione S = f 2 P = 16.660 Definita P 0 come la popolazione riferita all anno 2000, è stato possibile ricavare il valore delle due costanti utili al fine dell applicazione della stima logistica. ln a b = = 0,023236 t f a = S P P 0 0 = 1,204287 Si è così potuti giungere al seguente risultato. Logicamente tali valori si riferiscono unicamente alla popolazione residente, ai quali vanno aggiunti gli AE industriali, la popolazione stabile non residente e quella fluttuante con o senza pernottamento. Infine, il PRRA (ex PTUA), redatto nell anno 1985, previde una popolazione al 2016 pari a 12.899 A.E. di sola origine civile e di 3.542 AE di origine industriale per un totale di 16.441 AE; in merito al 17/30

Comune di Castel Mella, invece, si previde un numero di abitanti equivalenti pari a 2.121, sia di origine industriale che civile; qui di seguito schematizzati. Previsioni PRRA al 2016 AE AE civili industriali Flero 12.899 3.542 Castel Mella, parte del comune collettato al dep 1.262 859 di Flero Totale 18.562 Tabella 8: Previsioni PRRA depuratore di Flero Logicamente l orizzonte di previsione al 2016 è troppo breve rispetto alla vita attesa delle opere in oggetto, considerando infatti che le strutture dell impianto di depurazione che si intendono realizzare devono conservare la propria funzionalità per almeno 15-20 anni. Inoltre, analizzando i dati di popolazione attuali, si può ragionevolmente ritenere poco probabile la stima che era stata prevista nel 1985 in merito agli abitanti equivalente stimati al 2016. Per giungere al valore finale, piuttosto, si è ritenuto opportuno effettuare una verifica di massima articolata nelle seguenti fasi: stima del rapporto fra AE civili ed industriale; previsione del numero di AE industriali nel futuro, a partire dalla popolazione residente stimata con analisi statistica, coincidente con le previsioni degli strumenti urbanistici dei singoli Comuni; stima del numero di Abitanti Equivalenti totali (somma dei civili e degli industriali). 18/30

Comune AE civili stimati AE industriali al 2030 stimati al 2030 Flero 10.414 1213 Castel Mella 1985 1338 Poncarale 50 - Totale arrotondato 15.000 Tabella 9: Stima degli AE afferenti al depuratore di Flero Si assume alla base del dimensionamento una popolazione equivalente pari a 18.000 A.E. al 2035, in modo da prevederne la corretta potenzialità per 20 anni e a favore di sicurezza in ragione dell importante componente industriale. In funzione del numero di AE determinato, è possibile stimare la portata totale affluente all impianto di depurazione in futuro; assumendo una dotazione idrica pari a 300 l/ae*d, ne risulta una portata giornaliera pari a 4.320 mc/d, considerando un coefficiente di afflusso pari a 0,8. AE 18.000 [-] D. I. 300 [l/ae*d] Coefficiente di afflusso 0,8 [-] Qd 4.320 [mc/d] Qd 180 [mc/h] Qmax 562,5 [mc/h] Tabella 10: Portate di progetto 19/30

1.3.2 DATI DI PROGETTO LIVELLI DEPURATIVI DA CONSEGUIRE Nelle tabelle seguenti sono riportati i limiti assunti nella presente progettazione in accordo con la normativa vigente, secondo quanto analizzato nella Progetto Preliminare al quale si rimanda. È stato considerato che il refluo venga scaricato in area sensibile. I livelli di depurazione da raggiungere nel medio e lungo periodo sono stati fissati in conformità ai parametri stabiliti nella legislazione vigente (D. Lgs. 152/2006, Piano di Tutela ed Uso delle Acque (PTUA) della Regione Lombardia, Regolamento Regione Lombardia n. 3/2006 Disciplina e regime autorizzativo degli scarichi di acque reflue domestiche e reti fognarie ). Nelle tabelle seguenti si riportano i limiti di emissione del D.Lgs. 152/06 e del Regolamento n 3/2006 Regione Lombardia per gli impianti di acque reflue urbane con potenzialità >10000 A.E, considerando la previsione di crescita negli anni futuri. D.Lgs. 152/2006 All.5 Tab. 1 Parametri > 10.000 AE Concentrazione [mg/l] BOD 5 25 COD 125 Solidi sospesi 35 D.Lgs. 152/2006 All.5 Tab. 2 (scarico in aree sensibili) Parametri 10.000 100.000AE Concentrazione [mg/l] P tot 2 N tot 15 20/30

D.Lgs. 152/2006 All.5 Tab. 3 Parametri Concentrazione [mg/l] P tot 10 N - ammoniacale 15 N - nitroso 0,6 N - nitrico 20 Regolamento Regione Lombardia n 3/2006 Tab. 5 Parametri > 10.000 AE Concentrazione [mg/l] BOD 5 25 COD 125 Solidi sospesi 35 P tot 2 N tot 15 Regolamento Regione Lombardia n 3/2006 Tab. 6 (scarico in aree sensibili) Parametri > 10.000 AE Concentrazione [mg/l] P tot 2 N tot 15 Secondo le indicazioni fornite nelle tabelle sovrastanti si riassumono, nella seguente tabella A, i limiti allo scarico da rispettare per l impianto di Flero a progetto per 18.000 A.E. 21/30

Tabella A Limiti a progetto del potenziamento Parametri 18.000 AE Concentrazione [mg/l] BOD 5 25 COD 125 Solidi sospesi 35 P tot 2 N tot 15 N - nitroso 0,6 Inoltre, in considerazione delle caratteristiche ambientali ed igienico sanitarie del ricettore e come consigliato dal D.Lgs.152/06, devono prevedersi opere tali da poter garantire oltre ai limiti sopraccitati anche un livello di: Escherichia Coli UFC/100 ml 5.000 Questo limite verrà specificato in sede di autorizzazione allo scarico. 1.4 LOCALIZZAZIONE IMPIANTO Le iniziative di realizzazione di impianti di depurazione devono risultare conformi a quanto previsto dal PTUA approvato dal Consiglio Regionale, atto ad indicare le linee e gli obiettivi per la realizzazione dei pubblici servizi di acquedotto e di fognatura, nonché di collettamento e depurazione. Il D.G.R. 29 Marzo 2006 n. 8/2244 di approvazione del Programma di Tutela ed Uso delle Acque (PTUA) prevede la dismissione dell impianto di depurazione esistente di Flero ed il successivo allaccio della rete fognaria comunale all impianto di depurazione di Verziano a Brescia. Il presente progetto costituirà il supporto tecnico all istanza di modifica del PTUA da presentare alla Provincia di Brescia. Si prevede quindi di potenziare l impianto esistente sito in via Mazzini nel Comune di Flero, nel medesimo spazio individuato dall attuale recinzione d impianto, per una potenzialità stimata di 18.000 AE al 2035. I mappali interessati dalle opere sono: 22/30

Mapp. 202 Fg.11 di proprietà del Comune di Flero Mapp. 325 Fg. 11 di proprietà del consorzio depuratore Flero e Castelmella L individuazione specifica del sito attuale su cui realizzare l ampliamento impianto di depurazione e in previsione futura, derivava dal soddisfacimento di alcuni requisiti di seguito specificati: a) disponibilità di un corpo idrico ricettore dotato di portata adeguata (scarico attuale già autorizzato); b) posizione decentrata rispetto ai centri abitati; c) non necessitano modifiche allo schema di collettamento; d) disponibilità di superficie per realizzare l ampliamento con possibilità di garantire la fascia di rispetto prescritta dalla normativa; e) accessibilità del sito agli automezzi; f) l impianto comporta un impatto ambientale e paesaggistico limitato; g) recupero parziale delle strutture dell impianto esistente. La possibilità di potenziamento dell impianto esistente è però vincolata alla verifica dell idoneità del sito e alla disponibilità di area per l ampliamento dell impianto stesso. Nel caso in esame, l area dell impianto esistente offre la possibilità di espansioni per una pianificazione a lungo termine ed è situata ad una distanza superiore a 100 m dalle abitazioni, distanza minima prevista dalle vigenti norme. Svantaggi di una nuova localizzazione: devono essere realizzati nuovi collettori di adduzione del refluo alla nuova area; deve essere occupata e vincolata una nuova area del territorio (fascia di rispetto); vengono recuperate solo in parte le strutture impiantistiche preesistenti con conseguente aggravio di costi di realizzazione rispetto al potenziamento dell esistente; l impianto esistente deve essere dimesso e l area deve essere bonificata e recuperata. La zona in esame non rientra in nessuna area parco. La superficie da adibire all impianto (area recintata attuale), è pari a circa 4.800 m 2, con scarico in roggia Fiume. 23/30

1.4.1 DISPONIBILITA DELLE AREE L impianto di depurazione esistente, interamente ubicato nel territorio comunale di Flero, occupa un area recintata di circa 4.800 mq, di proprietà comunale e consortile, come evidenziato nell allegato Piano Particellare. Si prevede che le opere a progetto per il potenziamento vengano realizzate interamente all interno dell area già destinata all impianto di depurazione. Pertanto non è richiesta ne l individuazione ne l acquisizione di nuove aree. Nella tavola grafica di Inquadramento Territoriale, facente parte il presente progetto, viene riportata l area per la realizzazione delle opere e il vincolo di inedificabilità come prescritto dalle norme vigenti per impianti di depurazione, costituito da una fascia avente larghezza di 100 m attorno all area d impianto. 1.5 SCELTA DEL CICLO DI TRATTAMENTO 1.5.1 CRITERI DI SCELTA APPLICATI Lo schema dei trattamenti applicati si determina in relazione alle dimensioni dell impianto e alla necessità di conseguire allo scarico i limiti di concentrazione riportati nei paragrafi precedenti. Per quanto riguarda la progettazione in generale, essa si ispira ai seguenti principi di carattere generale: sicurezza dell impianto e del personale addetto; affidabilità di funzionamento; flessibilità operativa; minimizzazione dell impatto ambientale; minimizzazione dei costi di impianto e di servizio. Sicurezza dell impianto e del personale addetto Per quanto riguarda la sicurezza del personale addetto e dell impianto, deve curarsi in modo particolare la progettazione di adeguate soluzioni tecniche, in conformità alle norme UNI EN relative ai principi di sicurezza per impianti di trattamento delle acque reflue e in particolare relativamente a: 24/30

realizzazione di scale di accesso e parapetti atti a consentire accesso agevole a tutti gli organi di regolazione; adeguata protezione di impianti e componenti elettrici; affidabilità delle attrezzature di movimentazione di materiali pesanti; posizionamento di idonea segnaletica; disponibilità di attrezzature di primo soccorso; predisposizione di servizio igienico; accessibilità con automezzi operativi a tutte le fasi di processo. Affidabilità di funzionamento Per quanto riguarda l affidabilità di funzionamento, essa è demandata alle seguenti dotazioni tecniche e progettuali previste per l impianto: adeguata scelta dei coefficienti di sicurezza applicati al calcolo della volumetria delle vasche e alla scelta delle macchine in relazione alle portate e ai carichi previsti; dotazione di apposita strumentazione per il controllo di processo sia in quantità che in qualità dei reflui trattati e dei fanghi prodotti; controllo automatico di processo (sia in relazione ai flussi idrici che in relazione ai principali parametri operativi) unito all acquisizione elettronica dei dati di gestione. Flessibilità operativa Per quanto riguarda la flessibilità operativa, essa è da mettere in relazione ai seguenti accorgimenti progettuali: le diverse unità di processo ove possibile devono essere dimensionate su più moduli, con la finalità di garantire comunque il parziale funzionamento dell impianto qualora una delle linee sia momentaneamente indisponibile per manutenzione o altro. A tal riguardo particolari precauzioni e adeguati margini devono essere adottati nel calcolo del profilo idraulico e nella disposizione altimetrica dei manufatti garantendo in corrispondenza degli stramazzi di efflusso dei diversi manufatti, alla massima portata di progetto in condizioni di normale esercizio, dislivelli minimi di 5-10 cm tra soglia sfiorante e pelo libero sottostante; 25/30

deve essere prevista la possibilità di by-passare le diverse unità di impianto (nel caso specifico by-pass generale d impianto, by-pass di grigliatura fine, by-pass dissabbiaturadisoleatura, by-pass disinfezione); le diverse apparecchiature elettromeccaniche devono essere dimensionate anch esse con particolare attenzione alla modularità e al contenimento dei consumi energetici. Minimizzazione dell impatto ambientale Per quanto riguarda la minimizzazione dell impatto ambientale, adeguato risalto è stato dato: alla progettazione architettonica dell impianto, finalizzata a consentire un inserimento paesaggistico compatibile con le caratteristiche proprie del sito; alla mitigazione degli impatti tipici degli impianti di depurazione biologica (odori e rumori, in primis) con insonorizzazione delle macchine più rumorose (soffianti in primis) e particolare accorgimento nella gestione dei materiali derivati dai pretrattamenti (insaccamento grigliati, sabbie). Minimizzazione dei costi di impianto e di esercizio Essa deve essere perseguita attraverso: la razionalizzazione dei percorsi idraulici; l adozione di soluzioni depurative compatte, lo studio di accurati sistemi di controllo e di automazione finalizzati alla minimizzazione dei consumi energetici (in particolar modo per quanto concerne l aerazione dei reattori biologici) e dei consumi di reagenti. 1.5.2 TIPOLOGIA DI IMPIANTO E CICLO DI TRATTAMENTO ADOTTATO La tipologia di impianto scelta è di tipo biologico a biomassa sospesa di tipo tradizionale, con denitrificazione-nitrificazione, stabilizzazione fanghi in vasca separata. Il ciclo di trattamento e le relative fasi previste sono: pretrattamenti, omogeneizzazione-defosfatazione biologica, rilancio, denitrificazione mediante ricircolo della miscela aerata, ossidazione biologica, sedimentazione 26/30

separata con ricircolo dei fanghi, disinfezione, digestione aerobica dei fanghi di supero, disidratazione meccanica. In alternativa è stata valutata la possibilità di implementare la sezione del processo biologico con tecnologia MBR - Membrane Biological Reactor, consistente nella realizzazione di pretrattamenti, vasca di accumulo, reattore biologico ad alto carico, separazione acqua fango mediante membrane di ultrafiltrazione, disidratazione fanghi. Il costo di realizzazione, per il caso specifico, a causa della presenza di fognatura unitaria e quindi in presenza di acque diluite, risulta superiore a quello con impianto a tecnologia tradizionale, mentre non sono sufficientemente certi i costi di gestione e manutenzione straordinaria, essendo fortemente dipendenti dalla durata delle membrane, parametro largamente variabile. Risulta inoltre necessario un consumo energetico specifico (riferito al volume di refluo trattato) superiore. E stata inoltre valutato l impiego del processo a biomassa adesa con reattore a letto mobile MBBR Moving Bed BioReactor, nelle diverse configurazioni. Questa tecnologia ben si adatta al potenziamento di impianti esistenti. Le valutazioni preliminari condotte durante la stesura del Progetto Definitivo hanno evidenziato costi d investimento, relativamente alla fornitura dei corpi di riempimento, che non giustificano il connesso risparmio addotto dal minor volume dei reattori biologici. In sede di valutazione finale, come indicato in premessa al presente paragrafo, si è definitivamente optato per un processo convenzionale a biomassa sospesa. 1.6 FASI DI TRATTAMENTO E SEZIONI PREVISTE Per perseguire gli obiettivi proposti mediante la realizzazione di un impianto di tipo tradizionale si deve prevedere la realizzazione di un trattamento biologico con denitrificazione e nitrificazione e con stabilizzazione aerobica separata dei fanghi. 1.6.1 PREVISIONI FASI DI TRATTAMENTO L impianto di depurazione a seguito dell intervento previsto assumerà le seguenti fasi e sezioni di trattamento. Per la linea di trattamento liquami: 27/30

sezione di grigliatura fine; sezione di dissabbiatura; vasca di equalizzazione defosfatazione biologica rilancio; vasca di trattamento biologico a fanghi attivi (denitrificazione nitrificazione); sezione di precipitazione chimica del fosforo; vasca di sedimentazione; vasca di disinfezione finale. Per la linea di trattamento fanghi: stazione di ricircolo dei fanghi; sezione di digestione aerobica; disidratazione meccanica. A completamento si realizzerà un sistema di telecontrollo tale da consentire l acquisizione e l elaborazione delle informazioni inerenti alle anomalie di funzionamento, con dispositivi di teleallarme e telecontrollo da una stazione remota. Verrà infine realizzato un nuovo locale tecnico adibito a sala quadri elettrici, sala soffianti e locale ad uso ufficio spogliatoio ove si prevede la realizzazione di un servizio igienico e di lavatoio per consentire agli addetti alla gestione di effettuare le eventuali necessarie operazioni di pulizia alla persona. Quali accorgimenti per il contenimento dell impatto ambientale sono previste cabine di insonorizzazione sulle apparecchiature di produzione aria a servizio del trattamento biologico che, unitamente al sistema di trasferimento dell ossigeno con diffusori a microbolle, contribuiscono in maniera significativa alla riduzione sia della pressione sonora residua sia alla produzione di aerosol. Verrà inoltre impermeabilizzata l area di transito e sosta dei mezzi operativi interni all impianto prevedendo inoltre la raccolta e il convogliamento delle acque meteoriche raccolte dalle superfici asfaltate. Vengono infine previsti interventi atti ad armonizzare l estetica e l inserimento dell impianto nel contesto ambientale, mediante la realizzazione di aree a verde e di una barriera arborea perimetrale. 28/30

1.7 OPERE PREVISTE L intervento a progetto, rappresentato nelle tavole grafiche allegate, consiste nella realizzazione delle opere civili ed impiantistiche, come di seguito specificato: Grigliatura fine: è prevista la realizzazione in testa all impianto di una griglia autopulente del tipo a cestello rotante in cassone con luce libera di passaggio pari a 3 mm; Dissabbiatura: è prevista la realizzazione, all interno dell attuale vasca di prima pioggia, di un dissabbiatore tipo pista con annesso classificatore delle sabbie; Equalizzazione defosfatazione biologica rilancio: l attuale vasca d ispessimento verrà convertita installando opportuni sistemi di miscelazione del refluo e dotandola di elettropompe per il rilancio del refluo alla sezione biologica; Trattamento biologico: il trattamento biologico adottato prevede un trattamento integrato di nitrificazione-denitrificazione, in cui, oltre alla metabolizzazione del carico organico, è operata l eliminazione dell azoto contenuto nei liquami. Si prevedono n 2 linee in parallelo di realizzazione ex-novo; Precipitazione chimica del fosforo: verrà realizzata una stazione di stoccaggio e dosaggio della soluzione coagulante (cloruro ferrico 41%) opportunamente confinata in vasca di contenimento di sicurezza; Sedimentazione: per la fase di sedimentazione dei fanghi e chiarificazione delle acque si realizza una vasca circolare dotata di carroponte recuperando e adattando l attuale bacino combinato concentrico avente comparti biologici sulla corona esterna e sedimentatore centrale. Disinfezione finale: verrà realizzata una nuova vasca di contatto per il dosaggio in emergenza della soluzione disinfettante; Stabilizzazione dei fanghi: si prevede di realizzare la fase di stabilizzazione aerobica mediante recupero e adeguamento della attuale vasca di denitrificazione in aggiunta alla vasca di stabilizzazione già presente, che dovrà essere oggetto di sistemazione della struttura e elettromeccanica; essa avrà funzione anche di ispessimento; Disidratazione fanghi: si prevede di adeguare l attuale edificio ed impianto di disidratazione dei fanghi accumulati in vasca di digestione mediante centrifuga. A completamento, si prevede la realizzazione del locale quadro elettrico e locale compressori, compresa l insonorizzazione. 29/30

Viene inoltre realizzato uno spogliatoio con servizio igienico dotato di doccia, WC e lavabo. L intervento prevede la realizzazione di barriera arborea, con livellamento e finitura mediante manto bituminoso delle superfici di transito e stazionamento per la fase di disidratazione, comprensiva della raccolta e invio in testa all impianto delle acque di pioggia o lavaggio. 30/30