Modelli Concettuali. Dal problema alla soluzione



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Modelli Concettuali Dal problema alla soluzione Il processo di soluzione di un problema può sembrare semplice: c'è un problema reale, concreto, che provoca certi inconvenienti. Si studia il problema concreto e si costruisce una soluzione altrettanto concreta che risolve il problema eliminando gli inconvenienti. Problema concreto Soluzione concreta Una riflessione più attenta rivela che il percorso dal problema concreto alla soluzione concreta passa per il mondo dell'astrazione e dei ragionamenti, dei concetti, dei modelli (un modello è un insieme di concetti tra loro correlati). Mondo dell'astrazione Modello del problema 2. progettazione Modello della soluzione 1. analisi 3. realizzazione Mondo della concretezza Problema concreto 4. collaudo Soluzione concreta 1. Analisi del problema. Lo studio del problema conduce a comprenderne gli elementi essenziali, e a costruire un modello del problema. Il processo introduce elementi di astrazione e quindi di generalità: generalmente un unico modello si adatta a molti problemi particolari simili a quello di partenza. Si passa dal mondo della concretezza al mondo dell'astrazione. 2. Progettazione. Dal modello del problema si passa al modello della soluzione, utilizzando concetti il più possibile indipendenti da tecnologie particolari. Infatti uno stesso modello di soluzione potrà avere realizzazioni diverse con diverse tecnologie. 3. Realizzazione. Il modello della soluzione viene calato su certe tecnologie concretamente disponibili, e viene realizzata una soluzione concreta. In questa fase si torna dal mondo dell'astrazione al mondo della concretezza. 4. Collaudo. Si verifica che la soluzione concreta risolva effettivamente il problema. Se si è lavorato bene, la soluzione è in grado di risolvere non soltanto il problema di partenza, ma tutta una gamma di problemi simili. Giuseppe D'Amico - www.damcelsi.it - dicembre 2003 - pag. 1 di 5

Modello concettuale del problema L'attività di analisi è finalizzata alla comprensione profonda del problema, e alla costruzione del suo modello concettuale. Modello: si considera del problema solo ciò che è essenziale (il nocciolo del problema), e si trascura ciò che è episodico o accidentale. Concettuale: espresso in termini di concetti. Quali? I concetti propri del problema, che vanno definiti con il massimo di chiarezza e precisione. Esempi di modelli concettuali Creare modelli concettuali è difficile e faticoso. Il risultato può rivelarsi di grandissima utilità. Alcuni modelli concettuali hanno richiesto secoli per la loro formulazione; ma essi hanno cambiato il corso della storia, e sono entrati a far parte della cultura generale dell'umanità. Ne citiamo due, di livello altissimo, solo per chiarire che cosa significa "afferrare il nocciolo del problema" e "rappresentarlo con precisione": modello della gravitazione universale modello della partita doppia. 1. Gravitazione universale Un modello che spiega il movimento dei corpi celesti. Pochi concetti fondamentali: Punto Materiale: una astrazione di un corpo materiale in cui tutta la massa del corpo è concentrata in un punto. Nel modello tutti i corpi celesti (stelle, pianeti, ) come punti materiali. Forza di Gravitazione: due punti materiali di massa m1 e m2 si attraggono con forza m1 m2 F = k 2 d dove d è la distanza tra i due punti materiali. Che cosa c'è di più semplice, di più preciso, di più generale? Molto spesso un modello concettuale è rappresentato mediante un diagramma entità/relazioni. Le entità sono i concetti fondamentali, e si rappresentano mediante rettangoli. Le relazioni tra i concetti si rappresentano mediante frecce o linee che collegano i concetti. Punto Materiale Forza di Attrazione Spiegazione del diagramma: Esistono punti materiali, dotati di massa e posizione. Ogni punto materiale è soggetto a molte forze di attrazione. Ogni forza di attrazione è relativa a due punti materiali. Essa è direttamente proporzionale al prodotto delle due masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza dei due punti. 2. Partita doppia Il modello concettuale della partita doppia è alla base di tutti i modelli contabili utilizzati nella realtà. Un documento introduttivo sui concetti della partita doppia è presente in questo sito (PartitaDoppia.pdf). Concetti fondamentali: Nel modello della partita doppia ogni fatto è rappresentato da una transazione. Ogni transazione è uno spostamento di risorse da un conto di origine a un conto di destinazione. Ogni conto può essere origine per certe tranzazioni, e destinazione per altre. L'ammontare delle risorse spostate è misurata mediante unità di denaro. Un diagramma entità/relazioni per la partita doppia: Giuseppe D'Amico - www.damcelsi.it - dicembre 2003 - pag. 2 di 5

Conto Transazione 3. Proprietà immobiliari Adesso torniamo alla nostra piccolezza. Un piccolo esempio riguardante una comunità di soggetti che posseggono immobili. Esistono degli immobili (case, terreni). Esistono dei soggetti (persone, società, enti,...). Ogni soggetto può essere proprietario di uno o più immobili da solo o insieme ad altri soggetti. Quota di proprietà: il fatto che il soggetto X è proprietario di una quota Q dell'immobile I. Regola: per ogni immobile la somma delle quote di proprietà relative ai vari soggetti deve essere 100%. Soggetto Immobile Quota di Proprietà Modello dinamico La definizione delle entità e delle relazioni definisce la struttura del modello: di quali concetti fondamentali (entità) esso è composto, e come questi concetti siano interrelati. Ciò spesso non è sufficiente: infatti, se si tratta di una realtà capace di evolvere, dobbiamo studiare (e modellare) anche le modalità e le leggi del cambiamento. Modalità di evoluzione: accadimenti L'evoluzione di una realtà si può modellare mediante accadimenti discreti che provocano cambiamenti. Quali sono questi accadimenti? Per il problema delle proprietà immobiliari essi sono: Costruzione o demolizione di un immobile; Compravendita di un immobile. Quale metodo? Produrre un modello concettuale non è facile. Si impara facendo (e sbagliando). Alcuni consigli: Leggere e assimilare tutto ciò che si trova sull'argomento. Partire dalla pagina bianca. Aggiungere solo ciò di cui si è sicuri. Togliere ciò che è incerto, confuso, ambiguo. Diffidare delle eccezioni. Procedere dal semplice al complesso. Far diventare semplice il complesso. Verificare continuamente. Le regole fondamentali mi sembrano essere sempre quelle formulate da Cartesio (Discorso sul metodo, 1637). Le riporto tali e quali. La prima regola era di non accettare mai nulla per vero, senza conoscerlo evidentemente come tale: cioè di evitare scrupolosamente la precipitazione e la prevenzione; e di non comprendere nei miei giudizi niente più di quanto si Giuseppe D'Amico - www.damcelsi.it - dicembre 2003 - pag. 3 di 5

fosse presentato alla mia ragione tanto chiaramente e distintamente da non lasciarmi nessuna occasione di dubitarne. La seconda, di dividere ogni problema preso in esame in tante parti quanto fosse possibile e richiesto per risolverlo più agevolmente. La terza, di condurre ordinatamente i miei pensieri cominciando dalle cose più semplici e più facili a conoscersi, per salire a poco a poco, come per gradi, sino alla conoscenza delle più complesse; supponendo altresì un ordine tra quelle che non si precedono naturalmente l'un l'altra. E l'ultima, di fare in tutti i casi enumerazioni tanto perfette e rassegne tanto complete, da essere sicuro di non omettere nulla. Modello della soluzione: applicazione informatica Immaginiamo ora di volere risolvere un problema (di cui abbiamo un modello concettuale) mediante un'applicazione informatica. Il mondo dell'informatica è vasto e complicato, perchè esistono svariate tecnologie all'interno delle quali scegliere: linguaggi di programmazione basi di dati interfacce con l'utente locali o via web. Tuttavia è possibile produrre un modello di applicazione che trascura tutte le particolarità tecnologiche, e si concentra invece sul nucleo concettuale, cioè su quelle caratteristiche fondamentali che qualsiasi realizzazione deve possedere per risolvere il problema. Modello astratto di una applicazione informatica Utenti Applicazione Op Base informativa Una qualsiasi applicazione informatica offre servizi applicativi ai suoi utenti. Essa possiede una base informativa dove è memorizzato un modello del suo mondo (entità e relazioni); esegue operazioni su richiesta dei suoi utenti. Una applicazione è completamente determinata quando sono determinate la sua base informativa le sue operazioni. Un esempio di applicazione Per fissare le idee, pensiamo ad una applicazione per il problema delle proprietà immobiliari. Base Informativa Lo schema della base informativa deriva direttamente dallo schema entità/relazioni. Soggetto Immobile Quota di Proprietà Operazioni di aggiornamento Sono quelle che realizzano gli accadimenti individuati nello studio del problema. Soggetto: creazione, variazione, eliminazione. Immobile: creazione, variazione, eliminazione. Quota di proprietà: creazione, variazione, eliminazione. Giuseppe D'Amico - www.damcelsi.it - dicembre 2003 - pag. 4 di 5

Operazioni di consultazione Ricerca dei soggetti con determinate caratteristiche Consultazione di un determinato soggetto con tutte le sue quote di proprietà Ricerca degli immobili con particolari caratteristiche Consultazione di un determinato immobile con tutte le sue quote di proprietà Situazioni irregolari Ricordiamo che nel modello delle proprietà immobiliari c'e una regola: Per ogni immobile la somma delle quote di proprietà relative ai vari soggetti deve essere 100%. Una interpretazione pienamente rigorosa di questa regola impedirebbe - la nascita di un immobile, se non immediatamente dotato di tutte le sue quote di proprietà; - la eliminazione di un soggetto dotato di qualche quota di proprietà - la variazione di una quota di proprietà. Questa interpretazione potrebbe risultare troppo rigida. Possiamo allora interpretare la regola in modo più flessibile: è possibile che il modello si trovi in uno stato provvisorio di irregolarità, purchè esso proceda verso uno stato di regolarità. In questo caso, dobbiamo aggiungere un'operazione che ci consente di conoscere se siamo, per qualche immobile, in una situazione di irregolarità: Ricerca degli immobili irregolari Il risultato di questa informazione fornisce la lista degli immobili per cui il totale delle quote di possesso è diverso da 100% Conclusione Modello concettuale del problema Accadimenti Entità Relazioni Modello concettuale della soluzione Base Informativa Entità Relazioni Operazioni Aggiornamento Consultazione Regole Giuseppe D'Amico - www.damcelsi.it - dicembre 2003 - pag. 5 di 5