Studio tecnico arch. Marielena Sgroi



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1- I CONTENUTI DEL PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO La regione Lombardia, con la Legge per il governo del territorio, ( L.R. n 12 del 11 marzo 2005 e successive modifiche ed integrazioni) da un lato ha ordinato in un testo unico la produzione legislativa in materia di pianificazione e gestione del territorio degli ultimi anni, e dall altro ha riformato il quadro degli strumenti urbanistici comunali sostituendo al Piano Regolatore Generale ( P.R.G.) il Piano del Governo del Territorio ( P.G.T.) ed ha introdotto un elemento di novità ossia ha attribuito una maggior responsabilizzazione delle Amministrazioni Comunali nelle scelte per il governo del territorio. Il Piano del Governo del Territorio definisce l assetto dell intero territorio comunale ed è articolato in tre documenti, autonomi ma concepiti all interno di un unico e coordinato processo di pianificazione: Documento di Piano il quale individua gli obbiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione della città. I contenuti espressi in tale documento sono: Quadro conoscitivo Recepimento delle istanze dei cittadini Linee di sviluppo e conservazione Le quantità insediabili Le compatibilità con le politiche di altri settori e livelli decisionali La coerenza con le risorse economiche Infrastrutture Obbiettivi quantitativi Aree di trasformazione Aree di espansione nel tessuto urbano consolidato o in ambiti di frangia rispetto al medesimo in attuazione del concetto espresso in tutte le pianificazioni sovraordinate e nella sostenibilità urbanistica moderna del contenimento dell uso del suolo. Fissa i criteri di compensazione e perequazione Coerenza degli obiettivi e degli atti di programmazione Recepisce delle previsioni del Piano Territoriale Regionale con contenuti paesistici e del Piano Provinciale di Lecco oltre che dei contenuti della Concessione Mineraria di Marna da Cemento Baggero e Brenno ed il Programma di Restauro Ambientale 2007-2016 Documenti di indirizzo ed orientamento Piano dei servizi il quale è finalizzato ad assicurare un adeguata dotazione di servizi pubblici o di interesse generale Determina la popolazione esistente e da insediare sul territorio Prevede la redazione di un Piano del sottosuolo Individua i servizi privati ( spazi a parcheggio e verde per funzioni industriali e commerciali e parcheggi privati di uso pubblico funzionali alla residenza) Verifica una dotazione di aree pubbliche pari a 18 mq/ab 2

Individua le aree da sottoporre ad espropriazione e quelle previste nel piano triennale delle opere pubbliche. Verifica rispetto ai servizi in merito alla qualità, fruibilità, accessibilità Il Piano delle Regole il quale norma gli interventi sui tessuti urbani consolidati Regola il costruito ossia fissa le norme sulle aree urbane consolidate (allineamenti, altezze, usi non ammissibili) Recepisce gli aspetti geologici con valenza sismica e del Reticolo Idrico Minore Individua le aree agricole, le aree paesaggistiche, le aree non soggette a trasformazione, i centri storici ed i nuclei minori di impianto storico. L attuazione degli interventi di trasformazione e di sviluppo indicati nel Documento di Piano avviene nelle zone individuate quali ambiti di trasformazione o ambiti di completamento ed espansione nel tessuto urbano consolidato o in aree di frangia rispetto al medesimo in attuazione del concetto espresso in tutte la pianificazione sovraordinata e nella sostenibilità dell urbanistica. Il Documento di Piano possiede contemporaneamente una dimensione strategica, che si esprime in una visione complessiva della città e del suo sviluppo, e una dimensione operativa, che si esplicita nell individuazione degli obiettivi e degli ambiti di trasformazione urbanistica. Nel Documento di Piano sono definiti: il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento,il quadro conoscitivo locale con l individuazione dei sistemi territoriali, delle tutele e delle invarianti, gli obiettivi quantitativi di sviluppo e le politiche di intervento settoriale (mobilità, residenza, attività produttive e commerciali); le parti del territorio comunale da trasformare; ed i criteri di eventuale perequazione, compensazione ed incentivazione. Il Documento di Piano ha validità quinquennale, è sempre modificabile, e non produce effetti diretti sul regime giuridico dei suoli. La conformazione dei suoli avviene attraverso gli strumenti della pianificazione comunale : Il Piano dei Servizi, l Piano delle regole, i Piani attuativi e gli atti di programmazione negoziata con valenza territoriale. Il Documento di Piano può avvalersi di meccanismi perequativi e di incentivi ( premi volumetrici, riduzione mirata degli oneri, tassazioni ad hoc) per assicurare uno stretto collegamento tra lo sviluppo immobiliare e la copertura dei fabbisogni, progressi e insorgenti, di infrastrutture e servizi. Il Piano dei Servizi concorre a realizzare gli obiettivi di governo del territorio in merito alla dotazione delle aree, attrezzature e servizi pubblici. Il disegno della città pubblica diviene elemento centrale nella organizzazione della struttura urbana. Il concetto di servizio pubblico e di interesse pubblico o generale è esteso a comprendere tutti i servizi e le attrezzature, in quanto concorrenti ad assicurare la qualità degli spazi urbani, non piu dunque solo in termini quantitativi, dimostrati attraverso la contabilità delle aree destinate a tali funzioni in riferimento ad uno standard di legge pari a 18 mq./ab, ma anche attraverso criteri qualitativi e valutazioni di funzionalità, fruibilità ed accessibilità. 3

Il piano dei servizi, affiancato da un solido disegno infrastrutturale ed ambientale, determina le condizioni urbanistiche necessarie per realizzare trasformazioni sostenibili. Il piano dei servizi non ha termini di validità e contiene previsioni a carattere prescrittivo e vincolante limitatamente alle aree preordinate all espropriazione. Al piano delle regole è prevalentemente attribuito il compito di definire la disciplina per la città consolidata e per le aree agricole e di interesse ambientale, ma anche l applicazione delle eventuali modalità perequative, compensative e di incentivazione. Il piano delle regole identifica a norma: gli ambiti del tessuto consolidato e nuclei storici, le aree destinate all agricoltura, le aree di valore paesaggistico ambientale ed ecologico, e le aree non soggette a trasformazione urbanistica. Il piano delle regole non ha termini di validità ed ha una valenza prescrittiva con effetti diretti sul regime giuridico dei suoli. Il rinnovato contesto legislativo regionale sottolinea infine la centralità degli ambiti di trasformazione ed espansione strettamente legati alla pianificazione concertata, che, con il Piano di Governo del Territorio, costituiscono gli strumenti di pianificazione comunale. Gli interventi esecutivi urbanistici sono da intendersi quale snodo tra pianificazione ed operatività, tra scenari pubblici ed interventi privati, il precipitato locale delle strategie generali. Il Documento di Piano formula lo SCENARIO STRATEGICO DI RIFERIMENTO. In primo luogo viene redatto il Quadro orientativo composto da: Quadro ricognitivo: indagine sul sistema socioeconomico, programmazione comunale, vincoli amministrativi vigenti, raccolta delle istanze proposte provenienti dai cittadini Quadro conoscitivo: sistema delle infrastrutture e della mobilità, sistema urbano, aree e beni di particolare rilevanza Aspetto geologico, idrogeologico e sismico Vengono inoltre esaminati gli obbiettivi strategici : sviluppo- miglioramento- conservazione e le azioni politiche Si determina pertanto a fronte della valutazione delle dinamiche, criticità, potenzialità ed opportunità LO SCENARIO STRATEGICO E LE DETERMINAZIONI DI PIANO attraverso: L individuazione degli obbiettivi di sviluppo e miglioramento e conservazione a valenza strategica Determinazione degli obiettivi quantitativi di sviluppo complessivo del P.G.T. Determinazione delle politiche di intervento per i diversi sistemi funzionali Dimostrazione delle compatibilità e delle politiche di intervento individuate con le risorse economiche attivabili dall Amministrazione comunale Individuazione degli ambiti di trasformazione Determinazione delle modalità di recepimento delle eventuali previsioni prevalenti contenute nei piani di livello sovraccomunale Definizione degli eventuali criteri di compensazione, di perequazione di incentivazione. Tutto quanto premesso dovrà avvenire nei limiti e condizioni di SOSTENIBILITA AMBIENTALE e della valutazione della COERENZA con la pianificazione sovraccomunale. 4

L intera pianificazione comunale è inoltre condivisa secondo un sistema integrato territoriale SIT: La L.R. 12/2005 all art. 4- sottopone a VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA il Documento di Piano del P.G.T., con la finalità di promuovere uno sviluppo sostenibile ed assicurare un livello di protezione dell ambiente, in attuazione della Direttiva CEE/2001/42. Compito della VAS è di integrare, rendendolo coerente, il processo di pianificazione urbanistica, orientandolo verso la sostenibilità. Si definisce sviluppo sostenibile la gestione di una risorsa se, nota la sua capacità di riproduzione, non si eccede nel suo sfruttamento, oltre una determinata soglia. Vi sono tre principi guida per lo sviluppo sostenibile: l integrità dell ecosistema, l efficienza economica e l equità sociale. Il concetto si sviluppo sostenibile proposto dalla Commissione Europea ( CE 1999) fa riferimento ad una crescita che risponde alle esigenze del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni, attraverso l integrazione delle componenti: ambientali, economiche e sociali. La Regione Lombardia con una prima deliberazione D.C.R. N VII/35 DEL 13.03.2007 BURL N 14 DEL 02.04.2007 Indirizzi generali per la Valutazione di Piani e Programmi ( art. 4, comma1, l.r. 11 marzo 2005, n 12), individua l ambito di applicazione della direttiva CEE, per la redazione della valutazione strategica di Piani e Programmi, precisando le casistiche nelle quali è necessario procedere al processo di valutazione ambientale ed alternativamente i casi in cui può essere effettuata la verifica di esclusione o addirittura non debba nemmeno essere presa in considerazione la valutazione ambientale strategica trattandosi di varianti urbanistiche di minore rilevanza. Nell ambito della predetta deliberazione viene esplicitato uno schema procedurale che deve essere seguito, qualora si renda necessario procedere alla redazione della VAS, riferita al piano o al programma. Con successiva D.G.R. N 8/ 6420 DEL 27.12.2007 BURL N 4 supplemento straordinario del 24.01.2008 Determinazione della procedura per la Valutazione Ambientale di Piani e Programmi VAS ( art.4, L.R. n 12/2005; d.c.r. n 351/2007), la Regione Lombardia esplica, nelle diverse casistiche, la metodologia che deve essere utilizzata per la redazione della valutazione ambientale strategica di piani o programmi in particolare il modello metodologico procedurale ed organizzativo della valutazione ambientale di piani e programmi ( VAS) del documento di Piano del P.G.T.. Di recente è la Regione Lombardia ha nuovamente rettificato le predette disposizioni normative con la D.G.R. N 8/10971 DEL 30.12.2009 BURL N 5 DEL 01.02.2010 Determinazione della procedura di valutazione ambientale di piani e programmi VAS ( art. 4, l.r. n 12/2005; dcr n 351/2007)- Recepimento delle disposizioni di cui al d.lgs 16.01.2008, n 4 modifica, integrazione e inclusione dei nuovi modelli. L ultima determinazione di Giunta Regionale in materia di VAS, puntualizza gli schemi già inseriti nella precedente determinazione, integrandoli e rettificando in parte i termini nell ambito delle diverse procedure, specificando meglio, in materia di VAS del P.G.T. l interfaccia della VAS con il P.G.T. nelle differenti fasi. 5

2- LE DETERMINAZIONI DEL PIANO L Amministrazione Comunale, nell ambito della stesura degli indirizzi programmatici aveva già formalizzato degli indirizzi di politica urbanistica che hanno anticipavano i contenuti degli indirizzi strategici del P.G.T.. Tali indicazioni di carattere generale vengono a seguito riportate. Gli obiettivi principali, in via generale, possono essere così sintetizzati : - valorizzazione dei centri storici e dei nuclei di impianto storico sparsi nel territorio comunale; - la tutela dei caratteri significativi paesaggistici e ambientali del territorio e promozione della loro fruizione; - la salvaguardia delle aree boschive e di quelle prettamente agricole, nonchè dei corridoi ecologici; - il miglioramento della qualità urbana e promozione della qualità architettonica degli edifici e degli spazi pubblici; - riconversione delle aree interessate da insediamenti terziari e produttivi obsoleti o dismessi o incompatibili con il contesto; - l integrazione e potenziamento dei servizi alla persona, di interesse pubblico o generale; - la partecipazione dei soggetti privati nella realizzazione e/o gestione di servizi, anche con l attivazione di risorse finanziarie private. Gli obiettivi strategici da perseguire a breve termine riguardano lo sviluppo e il miglioramento del tessuto urbano, che ha ricadute dirette e immediate sui cittadini, nonché la riqualificazione ed il miglioramento ambientale, necessari per una miglior qualità della vita degli abitanti. Essi riguardano in particolare : - gli ambiti del territorio urbanizzato ed edificato da riqualificare, il riutilizzo e la riconversione di strutture dismesse privilegiando il recupero degli edifici aventi caratteri architettonici di qualità quali il centro storico; - le aree e strutture da acquisire per uso pubblico; - le opere da realizzare per servizi di interesse pubblico, in relazione a carenze e fabbisogni riscontrati; - la permanenza o incentivazione all avviamento di esercizi commerciali di vicinato nelle zone residenziali, centrali all abitato. 6

2.1 LE INDICAZIONI STRATEGICHE DEL P.G.T. E LA SOSTENIBILITA INIZIALE DELLA VAS Nell affrontare la stesura degli indirizzi strategici contenenti sia le volontà politiche che le strategie di urbanistica territoriale e nella redazione delle prime considerazioni ambientali della valutazione ambientale strategica, è necessario avere come riferimento l inquadramento preliminare del territorio comunale e delle procedure legislative previste dalla L.R. 12/2005 per la stesura dei P.G.T. e VAS. Una buona parte del territorio comunale è posta all interno del Parco Regionale della Valle del Lambro, con presenza di vaste aree di valore paesaggistico ed ambientale caratterizzate oltre che dalla significatività dei corsi d acqua - Fiume Lambro e Torrente Bevera, dall alternarsi di emergenze collinari sui cui pendii svettano antichi cascinali ed agglomerati di pregevole impianto storico. Significativa l alternanza di aree agricole coltivate di rilevante valore paesaggistico. Nella stesura della precedente pianificazione urbanistica e nell attuazione degli interventi si è obbligatoriamente dovuto e voluto prestare una particolare attenzione al paesaggio, vincolo condiviso come indirizzo della pianificazione futura. Una porzione considerevole del territorio comunale è ricompreso nell ambito della pianificazione del Parco Valle del Lambro, pertanto le indicazioni pianificatorie volte alla stesura del P.G.T., negli ambiti ricompresi in tale vincolo, saranno dettate dai contenuti propri dell azzonamento del Piano Territoriale di Coordinamento del Parco e rimarrà poco margine di scelta al Comune, se non nelle aree denominate ambiti insediativi, la cui competenza spetta all Ente. La conformazione del territorio comunale è caratterizzata dalla presenza di nuclei storici e dai cascinali di impianto storico, sparsi nelle zone agricole e boscate di elevata valenza rurale. Il tessuto urbanizzato residenziale è omogeneo e compatto ed è composto, in prevalenza, palazzine e da villette con giardino privato, sono ancora riscontrabili casi di presenze di attività frammiste al tessuto residenziale. Il tessuto industriale si sviluppa lungo le direttrici di traffico principali, vi sonno inoltre anche realtà ancora presenti ed attive all interno del tessuto urbani consolidato che costituiscono una risorsa storica del paese, mentre in altri casi vi sono edifici dismessi che saranno oggetto di una ridefinizione urbanistica. Di notevole importanza la presenza sul territorio comunale dell asse viario S.S. 36 del Lago di Como e dello Spluga, che lambisce il Comune, consentendo l attraversamento al traffico di interesse nazionale e dell asse ferroviario FS / RFI Monza - Molteno - Lecco. Un riferimento vincolante per la redazione del piano del governo del territorio sarà il Piano Territoriale Paesistico Regionale con contenuti Paesaggistici oltre alla cartografia della rete ecologica del P.T.C.P. che definisce le zone urbanizzate e classifica per importanza le zone agricole. 7

AMBIENTE E AREE DI INTERESSE AMBIENTALE NELL AMBITO DEL PARCO VALLE LAMBRO OBBIETTIVO GENERALE: GARANTIRE LA SOSTENIBILITA AMBIENTALE E LA VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE NATURALI P.G.T.- INDIRIZZI STRATEGICI 1. Promozione e valorizzazione dei percorsi ciclopedonali, nell ambito del territorio comunale con valore naturalistico e paesaggistico, sia con valenza interna al territorio comunale, sia come collegamento con le presenze nei territori dei comuni contermini quali: o Gli ambiti di valore naturalistico ed ambientale presenti nei comuni vicinirori facenti parte degli ambiti ubicati all interno del Parco Valle Lambro di Lambrugo, Nibionno, Rogeno e Merone in località Baggero. o I percorsi attraverso gli ambiti boscati. o Le ciclopedonali nei tratti da Samarino a Suella e Calvenzana di Rogeno, dalla località Paradiso verso il Purgatorio di Bulciago ed il tratto lungo la ferrovia dalla via Volta alla Stazione (quest ultima oggetto di un intervento di miglioramento) 2. Salvaguardia e promozione degli ambiti boscati e degli ambiti agricoli al fine di mantenere l elevata qualità ambientale dell attuale territorio comunale, derivante dall attenzione posta sino ad oggi al paesaggio. 3. Sostenere e promuovere interventi per il risparmio energetico e per la riduzione di emissioni di inquinanti (realizzazione di costruzioni ecosostenibili), attraverso la stesura di un Regolamento Edilizio più attuale, con l esclusione della localizzazione dei parchi fotovoltaici e l inserimento nelle zone sensibili di obbligo dei pannelli integrati, impianti tecnologicamente avanzati tipo biomasse con intervento di iniziativa comunale. 8

4. Valorizzazione e conservazione del patrimonio arboreo di valore ambientale attraverso uno studio agronomico di dettaglio, che meglio qualifichi lo stato di salute e dia indicazioni puntuali sulle essenze arboree presenti oltre che degli spazi a verde privato che fungono da collegamento con gli ambiti agricoli di valore naturalistico. 5. Tutela, valorizzazione e riqualificazione delle sponde del Torrente Bevera e del Fiume Lambro. 6. Introduzione dei criteri di compensazione e mitigazione ambientale per le zone industriali incompatibili, anche attraverso il coinvolgimento delle aree agricole adiacenti con (ad esempio) opere di rimboschimento. 7. Monitoraggio delle emissioni in atmosfera delle zone industriali del centro e di quella ubicata lungo la S.S. n 36 con l introduzione di sistemi di mitigazione acustica ed ambientale. 8. Nell ambito della Miniera di marna da cemento con concessione mineraria attiva, ubicata nell ambito del Parco Regionale della Valle del Lambro, avvio di una fase di monitoraggio del progetto di bonifica approvato dalla Regione per la riqualificazione ed il recupero ambientale delle aree di escavazione. 9. Nel contesto del Parco di Brenno progetto di miglioramento della situazione ivi già presente con lo chalet, ambiti piantumati e punti di sosta con panchine e parco giochi, sia attraverso la valorizzazione e ripiantumazione del patrimonio arboreo autoctono che delle strutture gestite dai volontari in ambiti di particolare attenzione. 9

VAS SOSTENIBILITA DEGLI ORIENTAMENTI INIZIALI ( PRINCIPI GUIDA E RISULTATI ATTESI AI FINI DELLA SOSTENIBILITA DEL P.G.T.) AMBIENTE NATURALE 1. Conservazione e valorizzazione quale risorsa ambientale delle aree boscate ed agricole oltre che degli ambiti caratterizzati da alti livelli di biodiversità, che fungono da nuclei primari di diffusione delle popolazioni di organismi viventi (flora, fauna), corridoi ecologici. 2. Analisi dettagliata degli ambiti naturali, con valore paesaggistico al fine di una definizione puntuale degli ambiti di elevata naturalità individuati nel P.T.C.P. Provinciale, con le finalità di una corretta interpretazione ed attuazione dei principi guida in esso contenuti 3. Approfondimenti dei contenuti propri del P.T.C.P del Parco Valle Lambro, al fine di meglio interpretare gli indirizzi di tutela in esso manifesti. 4. Attenzione alle aree urbanizzate ubicate in prossimità degli ambiti con valore paesistico ed ambientale. I predetti approfondimenti tematici ambientali, costituiranno elemento di valutazione concreta della Valutazione Ambientale Strategica. 10

I PERCORSI La previsione del P.G.T di valorizzare i percorsi ciclopedonali sia a livello locale che a livello sovraccomunale, consentono alla popolazione residente una maggior vivibilità e fruibilità del territorio comunale e di godere della sua differenziazione e caratterizzazione. Il presente indirizzo di piano è sostenuto dalla VAS poiché prevede un potenziamento della fruibilità del sistema ambientale comunale. IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA DELL AMBIENTE L attivazione da parte del P.G.T. di azioni indirizzate verso la realizzazione di costruzioni ecosostenibili, e di sistemi per l utilizzo di energie alternative volte al risparmio energetico e la riduzione di emissioni di inquinanti è in linea con gli indirizzi di sostenibilità ambientale a livello europeo, già recepito in alcune recenti normative nazionali per la determinazione della classe energetica degli edifici - pertanto è anche tra gli obbiettivi posti dalla VAS per il P.G.T. di Costa Masnaga. Una particolare attenzione deve essere posta nella regolamentazione dell utilizzo dei materiali ecosostenibili, nella gestione di un futuro smaltimento degli stessi quali rifiuti e accortezze nella loro localizzazione, per una visione paesistica dell ambiente. E inoltre indispensabile, nell utilizzazione di nuovi sistemi per energie alternative, prestare una particolare attenzione a luoghi sensibili da un punto di vista paesaggistico, prediligendo soluzioni di pannelli solari integrati nelle coperture dei centri storici ed evitare l istallazione di parchi fotovoltaici in zone agricole di valore paesaggistico nell ambito del Parco Regionale della Valle del Lambro. 11

AREE AGRICOLE OBBIETTIVO GENERALE: MANTENERE LE REALTA AGRICOLE LOCALI ORIENTANDOLE VERSO UNA SOSTENIBILITA ANCHE DI TIPO PAESAGGISTICO P.G.T.- INDIRIZZI STRATEGICI La realtà comunale vede la maggior parte delle aree agricole coltivate nell ambito del Parco Regionale della Valle del Lambro, vi sono tre aziende agricole con sede nel territorio comunale, mentre diverse aree agricole sono utilizzate da aziende con sede nei comuni contermini. Nell ambio dei settori agricoli vi sono quattro aziende florivivaistiche con sede nel comune ed un azienda di allevamento di cavalli con sede nel contermine comune di Nibionno. Si rileva inoltre un uso diffuso del territorio ai fini agricoli da parte di piccoli coltivatori, privi di azienda agricola che usano il suolo ai fini agricoli per un uso esclusivamente famigliare. A fronte di detta situazione l Amministrazione Comunale intende porre in essere gli indirizzi a seguito riportati: 1. Promuovere e riconoscere il ruolo multifunzionale alle aree e delle attività agricole, preservando il territorio con valenza paesaggistica dalla realizzazione di manufatti, conservando la possibilità della coltivazione. 2. Localizzazione di un ambito territoriale agricolo ove concentrare le strutture a supporto dello svolgimento dell attività agricola sul territorio comunale, in località via per Rogeno. 3. Conservazione dei capanni da caccia e del quagliodromo, sito a sud del comparto di Villa Beretta, per lo svolgimento dell attività sportiva ad esso connessa. 4. Recepimento delle aree agricole prevalenti già inserite nel P.T.C.P. di Lecco ed eventuale studio di proposte di rettifica rispetto ad ambiti da sottoporre a trasformazione urbanistica. 12

VAS SOSTENIBILITA DEGLI ORIENTAMENTI INIZIALI ( PRINCIPI GUIDA E RISULTATI ATTESI AI FINI DELLA SOSTENIBILITA DEL P.G.T.) MANTENIMENTO DELLE AREE AGRICOLE 1. Nell ambito delle aree agricole, la VAS attende dal P.G.T. una pianificazione territoriale e ambientale delle zone agricole in coerenza con il sistema socioeconomico, ossia gli approfondimenti delle analisi, andranno ad evidenziare la vocazione propria delle singole aree agricole e dovrà essere tutelato il mantenimento delle strutture e delle aziende agricole, ancora presenti nel territorio comunale. Le aspettative pianificatorie consistono in una progettazione urbanistica attenta alle indicazioni del P.T.C.P. provinciale e del P.T.C.P. del Parco Valle Lambro, in merito alla gestione ed utilizzo di tali ambiti ed una programmazione che interpreti nel miglior modo la valenza delle singole aree rispetto al contesto urbano e paesaggistico circostante, tenendo in considerazione anche l importanza del paesaggio agricolo rispetto al contesto. Si valuta pertanto positivamente l azione introdotta di concentrare la realizzazione di strutture agricole in zone non sensibili da un punto di vista paesaggistico. 2. La valorizzazione di colture e strutture agricole presenti costituisce un valore aggiunto, vista la presenza di diverse strutture ed ambiti agricoli nel territorio comunale, oltre che di ambiti già utilizzati per coltivazioni agricole prevalenti. Si valuta inoltre positivamente anche il riconoscimento di un agricoltura diffusa di carattere privatistico a presidio del territorio agricolo. 13

SISTEMA IDROGEOLOGICO OBBIETTIVO GENERALE: GARANTIRE LA TUTELA IDROGEOLOGICA ATTRAVERSO UNA PIANIFICAZIONE SPECIFICA P.G.T.- INDIRIZZI STRATEGICI 1. Tutela degli elementi geomorfologici rilevanti e peculiari quali, le emergenze collinari, il Torrente Bevera ed il Fiume Lambro secondo le indicazioni dettate dallo studio geologico comunale e dallo studio del Reticolo Idrico Minore. 2. Coordinamento della pianificazione urbanistica con quella idrogeologica e sismica anche a livello sovraccomunale. 3. Prosecuzione del progetto di regimentazione delle acque del fiume Lambro, attraverso l attuazione del protocollo d intesa con il Parco Valle Lambro, per la realizzazione di una vasca di laminazione. 4. Garantire attraverso una adeguata pianificazione locale, la tutela delle risorse idriche superficiali ed il riconoscimento delle particolarità idrogeologiche presenti sul territorio quali la zona umida e delle marcite nel parco; l erosione delle sponde del Torrente Bevera e del Fiume Lambro oltre che del Reticolo Idrico Minore. 14

VAS SOSTENIBILITA DEGLI ORIENTAMENTI INIZIALI ( PRINCIPI GUIDA E RISULTATI ATTESI AI FINI DELLA SOSTENIBILITA DEL P.G.T.) L attenzione e la valorizzazione degli elementi geomorfologici che costituiscono emergenze quali le zone ambientali, i corsi d acqua, la tutela delle risorse idriche superficiali e sotterranee è una delle finalità che si deve raggiungere in una pianificazione sostenibile. E particolarmente apprezzata la volontà espressa di coordinare la pianificazione urbanistica con quella idrogeologica e sismica, ponendosi come obbiettivo finale la protezione dell ambiente, oltre che il completamento di progetti condivisi tra piu enti per la regimentazione delle acque per un beneficio di interesse sovraccomunale. 15

PAESAGGIO OBBIETTIVO GENERALE: RICONOSCERE E VALORIZZARE GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DEL PAESAGGIO LOCALE P.G.T.- INDIRIZZI STRATEGICI 1. Conservare, recuperare e valorizzare i beni storici architettonici appartenenti alla tradizione locale quali emergenze di una tutela paesistica diffusa che salvaguardi l identità complessiva del territorio. 2. Garantire attraverso opportuni indirizzi di inserimento paesistico, l impatto degli interventi rispetto al paesaggio affinché possano contribuire al miglioramento dell immagine dell edificazione esistente, con l ausilio della carta delle classi di sensibilità paesistica dei siti. 3. Valorizzazione dei centri storici e delle cascine sparse di valore documentario attraverso la redazione di un piano di settore del centro storico. 4. Riqualificazione ambientale delle zone industriali ed artigianali con l introduzione di criteri di perequazione ambientale - diffusi sull intero territorio. 5. Mantenimento delle visuali paesaggistiche significative che si concretizzano : o Immagini di ampi spazi con alternanza di aree agricole ed aree boscate, oltre che di insediamenti con tipologia a cascina, ubicati sulle emergenze collinari, in prevalenza in zone inserite nel l Parco Valle Lambro; o Visuali significative rispetto alle montagne lecchesi ed al sistema degli insediamenti della Brianza. o Mantenimento delle percorrenze significative con visuali sensibili. 16

VAS SOSTENIBILITA DEGLI ORIENTAMENTI INIZIALI ( PRINCIPI GUIDA E RISULTATI ATTESI AI FINI DELLA SOSTENIBILITA DEL P.G.T.) Tra i criteri stabiliti dalla CEE per uno sviluppo sostenibile vi è la conservazione ed il miglioramento delle risorse storiche e culturali e dello stato del paesaggio. Gli indirizzi del P.G.T. contengono indicazioni che presuppongono un attento utilizzo del territorio al sistema ambiente, la VAS porterà particolare attenzione, alle azioni di piano per : Valorizzazione dei nuclei storici e dei cascinali in ambito agricolo. Salvaguardia dei coni di visuale paesaggistica, valutando con attenzione l inserimento dei nuovi interventi edilizi in sintonia con la conformazione ambientale del territorio e, ove necessario, mediante l inserimento di elementi mitigatori degli impatti o criteri di compensazioni ambientali. Di significativa importanza, anche in attuazione alle prescrizioni paesaggistiche introdotte dal Piano Territoriale Regionale con valenza di Piano Paesaggistico, il riconoscimento del significato che rivestono le emergenze collinari con presenza di cascinali storici e vaste aree con coltivazioni agricole determinanti un immagine di paesaggio che il P.G.T. intende sottoporre a tutela. 17

MOBILITA OBBIETTIVO GENERALE: RAZIONALIZZAZIONE DELLA RETE VIARIA ESISTENTE E DELLE AREE DI SOSTA P.G.T.- INDIRIZZI STRATEGICI 1. Analisi dettagliata della situazione esistente al fine di rilevare le criticità e le positività rispetto ad un progetto di nuovo assetto viario (anche con una diversa distribuzione dei sensi di marcia) e localizzazione di eventuali nuove aree a parcheggio. 2. Diffusione della conoscenza in merito alla presenza dei percorsi ciclopedonali e programmazione di interventi di manutenzione ai fini di un loro utilizzo e fruizione anche a livello sovraccomunale 3. Realizzazione di nuove aree a parcheggio nelle zone critiche del territorio comunale. 4. Valorizzazione della linea ferroviaria FS/RFI Monza Molteno - Lecco con collegamenti di TPL anche con le ferrovie Nord Milano con fermate nei comuni di Lambrugo ed Inverigo. 5. Realizzazione, nelle aree urbane, di marciapiedi adeguati per persone disabili e di percorsi ciclopedonali protetti. 6. Razionalizzazione dei punti critici già presenti nella realtà urbana: introduzione di un sistema di viabilità controllata nell ambito dei centri storici, anche con l introduzione di parcheggi esterni a supporto con la finalità di una miglior fruizione. ampliamento delle aree a parcheggio nella zona del centro e dell area mercato ai fini di una migliore fruizione delle attività di servizio esistenti e future. miglioramento dell assetto viario di via Cadorna e via Manzoni, ponte di Rogolea, sottopasso ferroviario nella zona industriale. studio di un accesso maggiormente consono per la struttura ospedaliera di Villa Beretta (S.S.N. di interesse sovraccomunale). valutazioni delle criticità dei sottopassi viari e ferroviari con l Anas per la S.S. n 36 ai fini di rendere maggiormente agevoli i collegamenti con la zona est del territorio comunale. 18

VAS SOSTENIBILITA DEGLI ORIENTAMENTI INIZIALI ( PRINCIPI GUIDA E RISULTATI ATTESI AI FINI DELLA SOSTENIBILITA DEL P.G.T.) Nell ambito del sistema viario locale e sovraccomunale, si rileva come consistente criticità la presenza dell asse viario della Strada Statale n 36 che crea significative problematiche relativamente all unione di due porzioni di territorio comunale. Il P.G.T. si pone l obbiettivo, attraverso la condivisione di scelte progettuali con gli enti preposti, alla razionalizzazione (per quanto sarà possibile) della viabilità esistente. Un ulteriore problematica a cui si intende dare risoluzione sarà l integrazione dei parcheggi pubblici in punti critici. In particolar modo le esigenze rilevate sono relative alla valorizzazione dei percorsi ciclopedonali e di aree a parcheggio nelle zone carenti (soprattutto ove vi è la presenza di attività commerciali). In generale l assetto viario, nell ambito del tessuto urbanizzato è funzionale e già dotato di aree a parcheggio pubblico che andranno tutte studiate e valutate per singolo caso. Il P.G.T. e la VAS si pongono quali obbiettivi primari la razionalizzazione della rete viaria nei punti critici. La previsione di realizzare nuove aree a parcheggio, nelle zone critiche o con carenze, è positivo poiché migliora il sistema della mobilità., oltre che della fruizione pubblica delle risorse del territorio. 19

URBANISTICA OBIETTIVO GENERALE: PIANIFICAZIONE RAZIONALE DELLE TRASFORMAZIONI URBANISTICHE SUL TESSUTO CONSOLIDATO E SULLE NUOVE ESPANSIONI ( NEL RISPETTO DEI VALORI PAESISTICI) P.G.T.- INDIRIZZI STRATEGICI 1. Riqualificazione del centro storico, dei nuclei di antica formazione, delle ville di valore storico ed architettonico oltre che delle cascine in zona agricola. 2. Mantenimento nell ambito del tessuto di espansione consolidato della caratterizzazione tipica del territorio di villetta o palazzina con presenza di giardino privato. 3. Salvaguardia delle visuali paesaggistiche e dell ambiente con l identificazione di ambiti di espansione con un corretto inserimento rispetto al paesaggio circostante. 4. Contenimento dell uso del suolo e corretto inserimento della nuova edificazione, in particolare nelle zone inserite nell ambito del Parco Regionale della Valle del Lambro. 20

5. Valutazioni in merito alla destinazione da attribuire ai comparti industriali dismessi o agli ambiti, all interno del tessuto urbano consolidato, (per cui il P.R.G. già prevede l attuazione degli interventi tramite piano di recupero) attraverso una progettazione urbanistica maggiormente incisiva - anche mediante l introduzione dello strumento della programmazione negoziata ( P.I.I.) 6. Mantenimento della strumentazione attuativa del Piano di Recupero per gli ambiti sensibili già individuati dal P.R.G. vigente ed in fase di attuazione; verifica delle previsioni di piano rispetto allo studio di settore del centro storico in attuazione dei contenuti della L.R. 12/2005. 7. Verifica delle esigenze della struttura ospedaliera sovra comunale di Villa Beretta. 8. Valutazione di sistemi di compensazione, perequazione urbanistica ed ambientale. 9. Incentivazione della sussidiarietà mediante la promozione di accordi tra pubblico e privato nell ambito della pianificazione urbanistica. 10. Mantenimento del territorio comunale ad un grado di qualità - pari o migliore di quello già esistente. 11. Ridefinizione di alcuni ambiti edificabili ai fini di un miglior utilizzo delle risorse, anche in funzione delle attuali disposizioni normative urbanistiche vigenti. 21

VAS SOSTENIBILITA DEGLI ORIENTAMENTI INIZIALI ( PRINCIPI GUIDA E RISULTATI ATTESI AI FINI DELLA SOSTENIBILITA DEL P.G.T.) SVILUPPO CONTROLLATO E SOSTENIBILE DELL AMBIENTE URBANIZZATO La VAS condivide le finalità espresse negli obbiettivi del P.G.T. per uno sviluppo cittadino controllato e che garantisca una qualità urbana di vivibilità e un valore architettonico e paesaggistico d insieme. In particolare è apprezzata l azione che pone attenzione all utilizzo ed al consumo di suolo, preferendo interventi di recupero nel centro storico, attraverso la redazione di un piano di settore, anche in attuazione con i criteri calmierati introdotti nelle N.T.A. del P.T.C.P.. La previsione di tali principi basilari è premiante poiché riduce l utilizzo della risorsa suolo, bene non riproducibile. La VAS condivide che nella fase valutativa di progettazione del P.G.T. venga posta particolare attenzione, vista la sensibilità ambientale, paesistica del territorio nella localizzazione dell espansione territoriale comunale e all introduzione di sistemi attuativi di controllo quali P.I.I., P.R. volti ad una piu dettagliata pianificazione urbanistica in fase attuativa, concertata con l Amministrazione comunale, ma già con precisi contenuti volti alla salvaguardia del paesaggio ed alla tutela dell ambiente. L inserimento e l attuazione dei criteri di compensazione e perequazione dovranno essere finalizzati ad un miglioramento della qualità urbana e degli spazi pubblici. 22

SISTEMA DEI SERVIZI OBBIETTIVO GENERALE: GARANTIRE UN SISTEMA DI SERVIZI ANCHE A LIVELLO SOVRACCOMUNALE P.G.T.- INDIRIZZI STRATEGICI La struttura dei servizi esistenti presenti sul territorio comunale è ricca e ben articolata. Alcune attrezzature di uso pubblico rivestono una valenza sovraccomunale ed hanno una fruizione che interessa un bacino piu esteso di quello comunale, coinvolgendo non solo realtà contermini, ma anche comuni molto distanti. Tra i servizi di interesse sovraccomunale vi sono la struttura di Villa Beretta, sede staccata dell Ospedale Valduce di Como, il distretto sanitario ASL, la Stazione FS/RFI linea Monza Molteno - Lecco integrata alla linea per studenti Lambrugo Costa - Nibionno, la Caserma dei Carabinieri, l Ufficio Postale. Anche i servizi di natura strettamente comunale sono utilizzati da popolazione proveniente da comuni contermini, nell ambito dei diversi settori si rileva la presenza dei servizi a seguito elencati: municipio, biblioteca comunale, Costaforum (sede di associazioni, centro medici di base tra cui anche pediatria, centro musicale, salone adunanze, magazzini comunali ed autorimesse), centro sociale (bar, sale varie per riunioni, sede di associazioni AVIS AIDO CROCE VERDE), case per anziani (25 appartamenti in locazione temporanea per anziani oltre a 26 posti letto per universitari in fase di attivazione); Baita degli Alpini; Parco di Brenno con chalet per attività ludiche, campo di pesca sportiva in località Colombaio, Centro Tennis, Pista ciclabile di Brenno, Pista ciclopedonale lungo il Torrente Bevera ed il Fiume Lambro per una percorribilità di 9 Km., n 7 parchi pubblici oltre a percorso vita, campo di addestramento cani da caccia con servizi annessi, 7 chiese compresa la Parrocchiale (ubicate nelle frazioni di Costa Camisasca Brenno Tregolo - Centemero Musico, una presso la scuola materna e un altra presso Oratorio), Oratorio con attrezzature annesse ( 2 campi da calcio, campo da pallavolo, campo da pallacanestro, campo da bocce, sala cinema e salone). Nell area del sistema scolastico: asilo nido all interno della scuola materna privata, due scuole materne - una pubblica l altra privata, scuola elementare con palazzetto dello sport, scuola media con palestra (di fruizione sovraccomunale al servizio dei comuni di Nibionno, Bulciago, Costa Masnaga e Rogeno). Nell ambito sociale il comune ha messo a disposizione un capannone di 600 mq. alla cooperativa La Fenice per agevolare l inserimento nel mondo del lavoro delle persone disabili e in difficoltà. E inoltre a disposizione un monolocale per urgenze di pronto intervento sociale. Infine vi sono delle Case Aler, l Area Ecologica gestita in unione con il comune di Nibionno, l area per mercato settimanale, Torre di Camiscasca (Centro Culturale). In considerazione della situazione in precedenza illustrata, le azioni pianificatorie da valutarsi nell ambito del Piano dei Servizi sono strettamente legate alle esigenze di conservazione delle strutture e dei servizi esistenti, quadro rilevabile a seguito dell indagine conoscitiva e della schedatura dei servizi, oltre che dalle verifiche sulle esigenze che manifesterà la popolazione a seguito della distribuzione di un questionario, volto a migliorare a rilevare i desiderata della popolazione e lo stato della qualità della vita esistente. 23

Vi sono poi delle esigenze già evidenti e delle volontà rese manifeste dall Amministrazione Comunale quali: l allargamento e potenziamento della Pista di Brenno con anche ampliamento delle aree a parcheggio, la realizzazione di una pista ciclabile per disabili; la realizzazione di spazi per la sosta a supporto del centro storico oltre che in prossimità dell Oratorio e della Scuola Media; l ampliamento degli spazi di sosta presso l area mercatale già esistente e dotata anche di servizi e magazzino. utilizzo del Quagliodromo quale struttura sportiva realizzazione di area a parcheggio presso il ponte di Cascina Colombaio al fine di dare maggiore fruibilità al parco di Brenno incremento dei rapporti a seguito del gemellaggio già in essere da diversi anni con il comune di CLONMEL ( Irlanda) 24

VAS SOSTENIBILITA DEGLI ORIENTAMENTI INIZIALI ( PRINCIPI GUIDA E RISULTATI ATTESI AI FINI DELLA SOSTENIBILITA DEL P.G.T.) In considerazione della vastità dei servizi presenti sul territorio e delle diverse opportunità fornite alla popolazione, non solo residente ma anche proveniente dall esterno, il miglioramento delle risorse disponibili può essere valutato solo a seguito della redazione del quadro conoscitivo e delle risultanze del questionario che l Amministrazione Comunale intende distribuire alla popolazione. In via preliminare la VAS valuta positivamente la ricchezza di servizi presenti sul territorio e gli indirizzi preliminari espressi dall Amministrazione comunale per il loro miglioramento. 25

CULTURA OBBIETTIVO GENERALE: MANTENERE E INCREMENTARE LE INIZIATIVE CULTURALI GIA ESISTENTI P.G.T.- INDIRIZZI STRATEGICI 1. Valorizzare le iniziative culturali, anche in collaborazione con i comuni contermini per l incentivazione di un turismo locale ambientale. 2. Inserire, nelle località storiche e di valore ambientale, cartellonistica con notizie storiche dei luoghi, per finalità turistiche e culturali. 3. Prevedere un miglior utilizzo della risorsa degli ambiti di valore paesistico ambientale nell ambito del Parco Valle del Lambro, attraverso azioni che portino alla valorizzazione dei percorsi. 4. Prosecuzione dell attività già in essere, ben organizzate dalla biblioteca comunale, con organizzazione di incontri tematici, corsi e manifestazioni, oltre che della messa a disposizione di spazi per studenti universitari. 5. Mantenimento delle collaborazioni con enti e associazioni presenti sul territorio comunale. 6. Rivalutazione delle tradizioni localizzate nelle vecchie frazioni (Tregolo Brenno - Centemero). 7. Incentivazioni ed attenzioni per iniziative di carattere sovranazionale ed europeo, quali la recente adesione alla Giornata del Paesaggio. 8. Valorizzazione della Fiera dell agricoltura, dell allevatore e del bestiame in genere, nell ambito delle zone agricole del paese ed in particolar modo nella frazione di Brenno. 9. Realizzazione di un parco tematico all interno del Parco di Brenno. 26

VAS SOSTENIBILITA DEGLI ORIENTAMENTI INIZIALI ( PRINCIPI GUIDA E RISULTATI ATTESI AI FINI DELLA SOSTENIBILITA DEL P.G.T.) MANTENERE ED INCREMENTARE LE INIZIATIVE CULTURALI GIA ESISTENTI Le finalità poste dal P.G.T. nel settore culturale, sono condivise e sostenute dalla VAS, poiché rispecchiano i contenuti espressi nel manuale CEE per la sostenibilità di Piani e Programmi. Una particolare attenzione deve essere posta nella programmazione delle azioni che porteranno al raggiungimento di tali obbiettivi al fine di non compromettere nella fruizione e nella valorizzazione di beni storico ambientali di grande pregio, il sistema dell ambiente naturale. Di particolare rilievo sono gli indirizzi per il mantenimento delle collaborazioni già in essere e per un ulteriore sviluppo di iniziative a livello locale (che di recente hanno avuto riscontro presso la popolazione) volte al recupero delle tradizioni locali. 27

SISTEMA SOCIALE OBBIETTIVO GENERALE: VALUTAZIONE DELLE ESIGENZE DELLA POPOLAZIONE GIOVANE E ANZIANA P.G.T.- INDIRIZZI STRATEGICI 1. Mantenimento dei servizi sociali già in essere quali l inserimento dei ragazzi disabili in ambio lavorativo tramite la cooperativa sociale La Fenice in edifici pubblici in comodato d uso gratuito, attenzione alle giovani famiglie in difficoltà con presenza di minori attraverso il progetto di sostegno alla famiglia (Progetto Gemma) 2. Prosecuzione della collaborazione con l Oratorio (ove vi è la presenza continua di un educatore) e con il sistema scolastico anche attraverso il mantenimento di un assistenza psicologica presso le scuole. 3. Incentivazione della presenza e della capienza dell asilo nido. 4. Previsione di interventi di edilizia agevolata per giovani coppie e di ampliamento delle disponibilità per la casa di riposo per anziani (già in progetto). 5. Sostegno delle azioni poste già in essere dalle diverse associazioni presenti sul territorio, mantenimento dei luoghi di associazione, socializzazione e ritrovo popolare già ampiamente presenti e differenziati (oltre che del centro diurno per anziani ubicato all interno del centro sociale), degli orti domestici siti nella frazione di Centemero. 28

VAS SOSTENIBILITA DEGLI ORIENTAMENTI INIZIALI ( PRINCIPI GUIDA E RISULTATI ATTESI AI FINI DELLA SOSTENIBILITA DEL P.G.T.) Il comune ha già, nell ambito del sistema sociale dei servizi e strutture che garantiscono una qualità elevata di fruizione e dotazione finalizzata anche ad un miglioramento della qualità della vita di persone disabili (attraverso la possibilità di inserimento nel mondo del lavoro) o di supporto alle persone con problemi e meno abbienti. Attraverso la distribuzione del questionario alla popolazione potranno emergere diverse esigenze o la richiesta di miglioramento dello stato esistente, valutate dalla VAS come una preziosa risorsa - non presente in comuni con le medesime realtà territoriali. 29

SISTEMA ECONOMICO OBBIETTIVO GENERALE: VALORIZZAZIONE LE FORZE ECONOMICHE PRESENTI SUL TERRITORIO P.G.T.- INDIRIZZI STRATEGICI Nell ambito dei diversi settori economici presenti sul territorio comunale, anche in funzione del quadro delle risorse presenti nel comune, gli indirizzi espressi dall Amministrazione Comunale sono i seguenti: Le aree industriali si sono sviluppate in prevalenza nel settore del tessile e del meccanico. Le azioni del P.G.T. prevedono il riconoscimento delle attività produttive esistenti, il mantenimento con adeguamenti necessari e di completamento delle zone industriali ed artigianali con esclusione delle aree ubicate nell ambito del Parco Valle Lambro. I servizi di settore - quali la mensa - sono già soddisfatti attraverso l utilizzo anche dai dipendenti di altre ditte di una struttura presente in un industria insediata nel centro del paese. Si prevede il mantenimento della rete delle forze economiche attraverso eventuali sistemi di compensazione ambientale delle presenze di industrie storiche, oggi ancora ben attive, insediate all interno del tessuto consolidato. Nel settore agricolo si prevede il mantenimento delle zone coltivate nel rispetto del paesaggio e l individuazione di un area in località Brenno ove concentrare tutte le strutture agricole al supporto dello svolgimento dell attività. Nel settore del commercio si auspica il mantenimento e lo sviluppo dei negozi di vicinato con il riconoscimento dei negozi storici, così come previsto dai contenuti della normativa vigente in materia rispetto alla pianificazione urbanistica. Non si prevede la realizzazione di grandi strutture di vendita (centri commerciali), mentre si prevede il mantenimento delle indicazioni urbanistiche già contenute nel P.R.G. vigente relativamente alla possibilità di realizzazione di medie strutture di vendita con destinazioni non alimentari. Di significativa importanza la volontà di incentivare e potenziare il mercato settimanale, introducendo anche la fattispecie del mercato degli agricoltori e produttori locali, particolarità che si pensa possa trovare un consiste riscontro nella cittadinanza. Continuazione dell attività di Distretto del Commercio unitamente ai Comuni di Cassago Brianza (Co) e Nibionno (Co) quale comune capofila, finalizzato ad implementare negozi di vicinato ed alla promozione di iniziative commerciali. 30

VAS SOSTENIBILITA DEGLI ORIENTAMENTI INIZIALI ( PRINCIPI GUIDA E RISULTATI ATTESI AI FINI DELLA SOSTENIBILITA DEL P.G.T.) Il sistema economico del comune di Costa Masnaga è basato sulla presenza di attività industriali, artigianali, vi è inoltre la presenza di aziende agricole di piccole e medie dimensioni, la presenza di strutture sanitarie assistenziali di interesse sovraccomunale. Gli orientamenti del P.G.T. si indirizzano verso un consolidamento e un migliore sfruttamento delle attività già insediate con eventuali adeguamenti oltre alla conservazione delle strutture industriali storiche. La VAS, rispetto agli indirizzi del P.G.T. condivide le indicazioni in merito all introduzione di criteri migliorativi, anche da un punto di vista ambientale, rispetto ai contesti circostanti. Di fondamentale importanza, nell ambito dell indagine conoscitiva, sarà la valutazione dello stato dell ambiente in particolari zone critiche al fine di poter introdurre dei criteri funzionali al miglioramento del contesto ambientale. Di significativa importanza l approccio rivolto al settore agricolo con una conservazione delle aziende esistenti, garantendo loro la possibilità di proseguire l attività anche con la realizzazione di strutture di supporto, nel rispetto tuttavia di un altra risorsa primaria che è quella ambientale. In ultimo, ma non per importanza, il settore commerciale. La presenza oggi di diverse strutture di vicinato in paese costituisce una consistente risorsa che non deve essere sprecata, ma anzi valorizzata. Si apprezza particolarmente, anche in funzione della direttiva volta al recupero delle tradizioni, la volontà di ampliare il mercato settimanale coinvolgendo anche le produzioni agricole locali. 31

COMUNICAZIONE E SICUREZZA OBBIETTIVO GENERALE: INFORMAZIONE DELLE POSSIBILITA E ATTIVITA ANCHE A LIVELLO SOVRACCOMUNALE P.G.T.- INDIRIZZI STRATEGICI Nell ambito del sistema della sicurezza ha sede nel comune la Caserma dei Carabinieri. Si prevede l organizzazione di un sistema di vigilanza sovraccomunale ed un coordinamento dei servizi della Polizia locale con i Carabinieri e le altre F.d.O. Per quanto riguarda il sistema della comunicazione, sono già presenti presso la biblioteca ed il centro sociale, delle postazioni internet per un utilizzo esterno da parte della popolazione. La medesima struttura bibliotecaria organizza corsi di informatica. Si segnala inoltre la diffusione del giornalino comunale e di 3 cartelloni pubblicitari in luoghi pubblici. Le azioni che l Amministrazione Comunale intende porre in essere consistono in : Istallazione sul territorio comunale di video e totem per la comunicazione visiva Creazione di una banca dati e mail dei cittadini per comunicazioni urgenti Comunicazioni attraverso la distribuzione di volantini e pieghevoli in presenza di organizzazione di manifestazioni Programmazione di incontri dibattito assemblee pubbliche su temi specifici Mantenimento e maggior diffusione ed utilizzo del sito della biblioteca comunale ( autonomo rispetto al comune) Organizzazione nell ambito del sito internet di una finestra P.G.T. PARTECIPATO in cui verrà inserito il materiale inerente la redazione del P.G.T. ; di forum con le differenti fasce di popolazione, gli enti, le associazioni, le fasce di settore. Indagine presso la popolazione e le scuole con la finalità di sapere Come vorresti il tuo Paese 32

VAS SOSTENIBILITA DEGLI ORIENTAMENTI INIZIALI ( PRINCIPI GUIDA E RISULTATI ATTESI AI FINI DELLA SOSTENIBILITA DEL P.G.T.) La VAS, unitamente agli obbiettivi posti dal P.G.T. pone tra le finalità poste alla base delle scelte politiche e tecniche operate sul territorio, un contributo costante ed un dialogo con i cittadini di Costa Masnaga, così che le scelte possano avere una condivisione. Gli indirizzi posti dal P.G.T. e condivisi anche dalla VAS sono: una costruzione delle scelte attraverso la comunicazione con i cittadini, l informazione sul sito Web comunale, una maggior visibilità degli spazi di informazione. Diversi saranno i momenti, durante la stesura di P.G.T. e VAS che vedranno un confronto con i cittadini di Costa Masnaga, con il Consiglio Comunale, con il Parco Valle del Lambro, con gli Enti, Associazioni ed Istituzioni che operano sul territorio ed enti superiori per competenza territoriale quali la Provincia, l ASL ecc. 33

3- IL QUADRO RICOGNITIVO 3.1 LA PIANIFICAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Il quadro della pianificazione sovraccomunale deriva dagli strumenti di tale livello, costituiti dal Piano Territoriale Regionale con effetti di Piano Paesistico, approvato nel febbraio 2010, nonché dal Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Lecco, oltre che del Piano di riqualificazione della Miniera di Brenno, dei quali si riportano di seguito gli elementi principali riguardanti il contesto territoriale in cui è collocato il Comune di Costa Masnaga. 3.1 a PIANO TERRITORIALE PAESISTICO REGIONALE P.T.P.R. Il Piano Territoriale Regionale (PTR), approvato con D.C.R. del 19.01.2010, n VIII/951, pubblicata sul 3 S.S. del BURL n 6 del 11.02.2010 e con efficacia seguito di pubblicazione sul BURL Serie Inserzioni del 17.02.2010, in applicazione dell art.19 della L.r. 12/2005, ha natura ed effetti di piano territoriale paesaggistico ai sensi della legislazione nazionale. Il PTR assume, consolida e aggiorna il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) vigente e ne integra la sezione normativa. APPARTENENZA AGLI AMBITI DI RILEVANZA REGIONALE AMBITI DI CRITICITA : Brianza Orientale della Martesana o dell Adda FASCIA : Collina Fascia collinare 3.1 PAESAGGI DELLE COLLINE E DEGLI ANFITEATRI MORENICI Paesaggio caratterizzato dalla deposizione di materiali morenici che con ampie arcature concentriche cingono i bacini inferiori dei principali laghi. Caratteristica è anche la presenza di piccoli laghi rimasti chiusi da sbarramenti morenici, di torbiere e superfici palustri. La vicinanza di questo ambito all alta pianura industrializzata, da cui è sovente indissociabile, ne ha fatto,almeno nei settori più intimamente legati all espansione metropolitana, un ricetto preferenziale di residenze e industrie ad elevata densità. INDIRIZZI DI TUTELA Vanno tutelati la struttura geomorfologica e gli elementi connotativi del paesaggio agrario. Sulle balze e sui pendii è da consentire esclusivamente l ampliamento degli insediamenti esistenti, con esclusione di nuove concentrazioni edilizie che interromperebbero la continuità del territorio agricolo. Va inoltre salvaguardata, nei suoi contenuti e nei suoi caratteri di emergenza visiva, la trama storica degli insediamenti incentrata talora su castelli, chiese romaniche e ricetti conventuali aggreganti gli antichi borghi. 34

Aspetti particolari Colline Le colline che si elevano sopra l alta pianura costituiscono i primi scenari che appaiono a chi percorre le importanti direttrici pedemontane. Il paesaggio dell ambito raggiunge elevati livelli di suggestione estetica anche grazie alla plasticità di questi rilievi. Vegetazione Si assiste in questi ambiti ad una articolata ed equilibrata composizione degli spazi agrari e di quelli naturali, con aree coltivate nelle depressioni e sui versanti più fertili e aree boscate sulle groppe e i restanti declivi. Un significato particolare di identificazione topologica riveste poi l uso di alberature ornamentali. I laghi morenici I piccoli bacini lacustri, che stanno alla base dei cordoni pedemontani, rappresentano segni evidenti della storia geologica nonché dell immagine culturale della Lombardia. Non sono poi da dimenticare le numerose presenze archeologiche che spesso li caratterizzano. Paesaggio agrario La struttura del paesaggio agrario collinare è spesso caratterizzata da lunghe schiere di terrazzi che risalgono e aggirano i colli, rette con muretti in pietra o ciglionature. Sulle balze e sui pendii si nota la tendenza ad una edificazione sparsa, spesso nelle forme del villino, del tutto avulso dai caratteri dell edilizia rurale, ricavata sui fondi dagli stessi proprietari. Indirizzi di tutela Ogni intervento di tipo infrastrutturale che possa modificare la forma delle colline (crinali dei cordoni morenici, ripiani, trincee, depressioni intermoreniche lacustri o palustri, etc.) va escluso o sottoposto a rigorose verifiche di ammissibilità. Deve anche essere contemplato il ripristino di situazioni deturpate da cave e manomissioni in genere. Vanno salvaguardati i lembi boschivi sui versanti e sulle scarpate collinari, i luoghi umidi, i siti faunistici, la presenza, spesso caratteristica, di alberi o di gruppi di alberi di forte connotazione ornamentale (cipresso, olivo). I piccoli bacini lacustri che stanno al piede dei cordoni pedemontani sono da salvaguardare integralmente, anche tramite la previsione, laddove la naturalità si manifesta ancora in forme dominanti, di ampie fasce di rispetto dalle quali siano escluse l edificazione e/o le attrezzature ricettive turistiche anche stagionali (campeggi, posti di ristoro, etc.). Occorre, innanzitutto, frenare e contrastare processi di diffusa compromissione dei terrazzi e delle balze, tramite il controllo delle scelte di espansione degli strumenti urbanistici. Occorre, poi, promuovere studi specificamente finalizzati alla definizione di criteri e regole per la progettazione edilizia nelle aree rurali, anche recuperando tecniche e caratteri dell edilizia tradizionale. Eguale cura va riposta nella progettazione di infrastrutture, impianti e servizi tecnologici, che risultano spesso estranei al contesto paesistico e talvolta, inoltre, richiedono rilevanti fasce di rispetto, intaccando porzioni sempre più vaste di territori agricoli integri. 35

Gli insediamenti esistenti Sono prevalentemente collocati in posizione di grande visibilità e spesso caratterizzati dalla presenza di edifici di notevole qualità architettonica. Le ville, i giardini, le architetture isolate La vicinanza ai grandi centri di pianura ha reso queste colline fin dal passato luogo preferito per la villeggiatura, dando luogo ad insediamenti di grande valore iconico, spesso, purtroppo, alterati da edilizia recente collocata senza attenzione alla costruzione antica dei luoghi. La caratteristica peculiare di questi insediamenti è di costituire, singolarmente, una unità culturale villa e annesso parco o giardino e, nel loro insieme, un sistema di elevata rappresentatività e connotazione dell ambito paesistico. Gli elementi isolati caratterizzanti i sistemi simbolico - culturali Si tratta di piccoli edifici religiosi (santuari, oratori campestri, tabernacoli, triboline cappelle votive), manufatti stradali (ponti, cippi, etc.). I fenomeni geomorfologici Come nella fascia prealpina anche qui la giacenza di fenomeni particolari (trovanti, orridi, zone umide, etc.) costituisce un valore di ulteriore qualificazione del paesaggio con evidente significato didattico. Gli interventi edilizi di restauro e manutenzione in tali contesti devono ispirarsi al più rigoroso rispetto dei caratteri e delle tipologie edilizie locali. Tutti gli interventi di adeguamento tecnologico (reti) e, in genere, tutte le opere di pubblica utilità, dall illuminazione pubblica all arredo degli spazi pubblici, alle pavimentazioni stradali, all aspetto degli edifici collettivi devono ispirarsi a criteri di adeguato inserimento. La grande rilevanza paesistico-culturale del sistema giardini ville parchi architetture isolate, impone una estesa ed approfondita ricognizione dei singoli elementi che lo costituiscono, considerando sia le permanenze che le tracce e i segni ancora rinvenibili di parti o di elementi andati perduti. La fase ricognitiva, che non può essere elusa, prelude alla promozione di programmi di intervento finalizzati alla conservazione e trasmissione del sistema insediativo e delle sue singole componenti, restituendo, ove persa, dignità culturale e paesistica ed edifici, manufatti, giardini ed architetture vegetali. Va promossa la rilevazione e la tutela di tutti questi elementi minori che hanno formato e caratterizzato storicamente il connettivo dei più vasti sistemi territoriali e segnano la memoria dei luoghi. Tali fenomeni particolari vanno censiti, e vanno promosse tutte le azioni atte a garantirne la tutela integrale, prevedendo anche, ove necessario, l allontanamento di attività che possano determinarne il degrado e/o la compromissione, anche parziale. Va inoltre garantita, in generale, la possibilità di una loro fruizione paesistica controllata (visite guidate, visibilità da percorsi pubblici o itinerari escursionistici ). 36

Il P.T.P.R. colloca il comune di Costa Masnaga all interno dell ambito di criticità Brianza Orientale della Martesana o dell Adda, che insieme agli ambiti di criticità Valle Olona e Val Morea, Val d arno, Canturino e Colline di San Colombano, appartiene alla categoria 1.B Territori geograficamente e/o culturalmente unitari amministrativamente collocati in più provincie e parzialmente nell ambito di Parchi costituiti. Gli ambiti di criticità vengono definiti dal P.T.P.R. come ambiti territoriali, di varia estensione, che presentano particolari condizioni di complessità per le specifiche condizioni geografiche e/o amministrative o per la compresenza di differenti regimi di tutela o, infine, per la particolare tendenza trasformativa non adeguata allo specifico assetto paesistico. LE SCELTE DI PIANIFICAZIONE TERRITORIALE RISPETTO AI CONTENUTI DEL PIANO TERRITORIALE PAESISTICO REGIONALE ED AI CONTENUTI DELLA L.R. 12/2005 E S.M.I. Nel territorio comunale di Costa Masnaga, rispetto ai contenuti descritti in premessa del Piano Territoriale Paesistico Regionale sono già stati indicati i continenti di natura paesaggistica relativi al territorio comunale nel precedente capitolo. Rispetto ai sistemi territoriali individuati dal P.T.R., il comune appartiene al Sistema Territoriale Pedemontano. Si procede, a seguito, a meglio esplicitare le azioni contenute nel Piano del Governo del Territorio ed aventi come riferimento i predetti sistemi territoriali dato atto che il P.G.T. del comune di Costa Masnaga ha avuto inizio antecedentemente all approvazione del P.T.R. e pertanto in esso non è stato possibile, in precedenza, inserire i contenuti dei sistemi territoriali di appartenenza, allora non ancora approvati. AMBITO DI APPARTENZA DEL DOCUMENTO DI PIANO DEL P.T.C.R REGIONALE Il comune di Costa Masnaga si identifica quale ambito di appartenenza e finalità di azioni progettuali e strategiche contenute nel Piano del Governo del Territorio nel Sistema Pedemontano. A seguito vengono indicati i contenuti propri del Sistema Pedemontano in cui si riscontrano gli obbiettivi e le strategie contenute nel piano di Costa Masnaga Geograficamente l area prealpina si salda a quella padana attraverso la fascia pedemontana, linea attrattiva, assai popolata, che costituisce una sorta di cerniera tra i due diversi ambiti geografici. Il Sistema Territoriale Pedemontano costituisce zona di passaggio tra gli ambiti meridionali pianeggianti e le vette delle aree montane alpine; è zona di cerniera tra le aree densamente urbanizzate della fascia centrale della Lombardia e gli ambiti a minor densità edilizia che caratterizzano le aree montane, anche attraverso gli sbocchi delle principali valli alpine, con fondovalli fortemente e densamente sfruttati dagli insediamenti residenziali e industriali. Per tutte queste caratteristiche il Sistema Pedemontano emerge dal Sistema Metropolitano, cui pure è fortemente connesso e con cui condivide molteplici aspetti, ma da cui è bene distinguerlo anche al fine di evidenziare le specificità lombarde di questo contesto rispetto ad una caratterizzazione sovra regionale rivestita dall altro. 37

Il Sistema Pedemontano interessa varie fasce altimetriche; è attraversato dalla montagna e dalle dorsali prealpine, dalla fascia collinare e dalla zona dei laghi insubrici, ciascuna di queste caratterizzata da paesaggi ricchi e peculiari. Geograficamente il sistema territoriale si riconosce in quella porzione a nord della regione che si estende dal lago Maggiore al lago di Garda comprendendo le aree del Varesotto, del Lario Comasco, del Lecchese, delle valli bergamasche e bresciane, della zona del Sebino e della Franciacorta, con tutti i principali sbocchi vallivi. Comprende al suo interno città, quali Varese, Como e Lecco, che possono essere identificate come città di mezzo tra la grande conurbazione della fascia centrale e la regione Alpina. Si tratta di un territorio articolato in tante identità territoriali, tra cui possiamo distinguere paesaggi diversamente antropizzati: il Lecchese, che attornia la convalle di Lecco, composto da una serie di rilievi in gran parte di origine morenica, che hanno acquisito la forma e le dimensioni attuali dopo le ultime erosioni glaciali separando il lago dall entroterra brianzolo; La popolazione vede un saldo negativo medio annuo dei residenti nelle zone di influenza di Varese, Como e Lecco; nella restante parte del sistema si individuano situazioni localizzate, sparse e frammentate. Le superfici urbanizzate, con minor presenza di produttivo, si concentrano nel lecchese La qualità dell aria presenta valori critici di poco inferiori a quelli dell area metropolitana nei centri urbani, nel lecchese e in due piccole aree, mentre la generalità dei luoghi collinari ha una qualità dell aria senz altro migliore. Si tratta di un area ormai fortemente antropizzata caratterizzata da un sistema economico territoriale di origini antiche, proprio per la sua posizione di collettore di traffici commerciali con le vallate prealpine. Il tessuto produttivo, che ha vissuto la riduzione dell importanza in termini dimensionali della grande impresa, è caratterizzato da una forte presenza di piccole e medie imprese, lavoratori artigiani e lavoratori atipici, che si concentra sull innovazione e distribuisce sul territorio funzioni ritenute non strategiche, alimentando catene di subfornitura che a volte vanno al di là dei confini territoriali dell area. È da sottolineare come il sistema delle piccole e medie imprese costituisca un sistema a se stante con proprie caratterizzazioni specifiche non subordinate ai processi di crescita della grande industria ma con propri fattori di accrescimento consolidati. In questo sistema produttivo, grande importanza hanno avuto per i distretti e hanno tuttora, sotto forme differenti, per i metadistretti le relazioni tra imprese di diverse dimensioni, tra committente e subfornitore, tra luoghi dell innovazione e luoghi della conoscenza pratica, tra rappresentanze molto attive e imprese, tra grande e piccolo, tra eccellenza e mediocrità, che hanno permesso la circolazione di conoscenza e la capacità di innovazione nell area. Tali relazioni ormai, accompagnando il processo di internazionalizzazione di molte imprese dell area e la ricerca continua di innovazione dei metadistretti a scala globale, sono sempre più mantenute a distanza, soprattutto grazie all avvento delle nuove tecnologie, ma sovente sono ancora molto radicate sul territorio e mantenute attraverso rapporti individuali che generano flussi di mobilità giornalieri. Questo modello produttivo e insediativo ha saputo organizzarsi grazie all apporto delle differenti parti sociali (Camere di Commercio, Enti Locali, associazioni di categoria e banche popolari), che hanno saputo fare sistema nella comprensione che nella cooperazione sia data la vera possibilità di competizione tra sistemi urbani europei, portando sul territorio le infrastrutture universitarie e della conoscenza. 38

La coesione tra gli attori territoriali (amministrazioni locali, parti sociali) tende ad affermare la specificità delle aree rispetto alla realtà metropolitana attraverso il potenziamento di servizi di supporto a questi poli in modo tale da renderli complementari con quelli di Milano, evitandone duplicazioni e clonazioni campanilistiche per puntare su una logica di rete di alta formazione, impedendo che si confondano in un continuo di urbanizzato senza identità. Contribuiscono inoltre alla creazione sul territorio di un insieme di funzioni complementari e di servizio quali attività commerciali, banche, strutture ricettive, parcheggi, logistica, ecc. che contrassegnano, non sempre in modo razionale e efficace, il territorio. Vale comunque la pena sottolineare che il tasso di disoccupazione in questo sistema è rappresentato: per le province di Como dal 4,45 L infrastrutturazione viaria, con prevalente andamento nord-sud, è sviluppata attraverso autostrade, superstrade e statali che si innestano sull asse stradale costituito dalla S.S. n 36 La circolazione è spesso difficoltosa, per l elevato numero di veicoli, leggeri e pesanti e per gli attraversamenti dei centri abitati cui sono costretti, e con frequente congestione nei pressi delle intersezioni con le altre Statali. La rete ferroviaria che interessa il Sistema Territoriale Pedemontano è interessata da un articolato sistema di linea di carattere internazionale e regionale con andamento nord-sud: La linea FS - con stazione a Costa Masnaga ad uso esclusivo del servizio ferroviario regionale; Il Sistema Pedemontano è fortemente interessato dalle principali opzioni di infrastrutturazione ferroviaria previste per la Lombardia: il collegamento con la linea del nuovo Gottardo e la gronda merci ferroviaria. Ciò garantisce un forte incremento dell accessibilità di persone e merci, ma fa intravedere possibili rischi di compromissione del territorio qualora non si garantisca sufficiente continuità alle reti in attraversamento del territorio lombardo, in quanto il riversarsi su strada del nuovo traffico merci indotto dai nuovi tunnel del Sempione e del Gottardo, se non opportunamente canalizzati verso i centri d interscambio merci interni all area milanese porterebbero inevitabilmente al peggioramento della qualità complessiva, con l acutizzarsi di fenomeni già ad oggi di elevato impatto (inquinamento atmosferico, acustico, idrico, frammentazione degli ecosistemi e delle aree naturali, ). In particolare diviene essenziale che il Sistema Pedemontano possa continuare a svolgere il suo ruolo di connessione con le aree montane di maggiore qualità ambientale garantendo a queste una possibilità di raccordo con le infrastrutture di livello primario, attraverso snodi e collegamenti alla rete secondaria che tuttavia non ne inficino il rango e le funzioni di rete lunga. Il sistema di commercializzazione è caratterizzato dalla creazione negli ultimi tempi di grandi centri di vendita specializzati, innestati sugli assi nord-sud e dai nuovi centri di intrattenimento che richiamano masse notevoli di fruitori. Questo accresce la congestione viaria essendo la mobilità per tutti questi poli vincolata essenzialmente al trasporto su gomma. I flussi di gravitazione su Milano sono comunque molto consistenti a causa della mobilità per lavoro (Milano è punto di riferimento e vetrina per tutti i professionisti dell area e per i produttori che intendono lanciare innovazione a livello globale, così come Milano si serve delle competenze artigianali, produttive e innovative dell area per mantenere in auge la fama in alcuni settori (si pensi, ad esempio, al design). L area pedemontana è un grande generatore di flussi di traffico su gomma ed i problemi legati al traffico sono spesso localizzati sulle arterie che collegano i numerosi centri che lo contraddistinguono e collegano questi ai capoluoghi. L attraversamento dell area è spesso difficoltoso e l utilizzo della rete ferroviaria regionale sovente non aiuta perché il livello di servizio non è ancora in grado di attrarre su di sé flussi di movimenti dal mezzo privato. 39

ANALISI SWOT PUNTI DI FORZA Territorio Presenza di autonomie funzionali importanti Presenza di tutte le principali polarità di corona del sistema urbano policentrico lombardo Infrastrutturazione ferroviaria fortemente articolata Attrattività per la residenza data la vicinanza ai grandi centri urbani della pianura Vicinanza tra opportunità lavorative dell area metropolitana e ambiti che offrono un migliore qualità di vita Ambiente Presenza di parchi di particolare pregio e interesse naturalistico ( parco regionale della Valle del Lambro) Economia Presenza di una buona propensione all imprenditoria e all innovazione di prodotto, di processo, dei comportamenti sociali Presenza di un tessuto misto di piccole e medie imprese in un tessuto produttivo maturo, caratterizzato da forti interazioni Presenza di punte di eccellenza in alcuni settori Elementi di innovazione nelle imprese Paesaggio e patrimonio culturale Varietà di paesaggi di elevata attrazione per la residenza e il turismo Presenza in territorio collinare di ricchezza paesaggistica con piccoli laghi morenici, di ville storiche con grandi parchi e giardini, antichi borghi integrati in un paesaggio agrario ricco di colture adagiato su morbidi rilievi Presenza in territorio prealpino di ampi panorami da località facilmente accessibili con vista anche verso i laghi insubrici Sociale e servizi Sistema delle rappresentanze fortemente radicato e integrato con le Amministrazioni comunali PUNTI DI DEBOLEZZA Territorio Dispersione degli insediamenti residenziali e produttivi sul territorio Polverizzazione insediativa, dispersione dell edificato e saldature dell urbanizzato lungo le direttrici di traffico con conseguente perdita di valore paesaggistico Elevata congestione da traffico veicolare Pressione edilizia sulle direttrici di traffico, causato dall insediamento di funzioni sovralocali (centri logistici e commerciali, multisale di intrattenimento) Carenza di servizi pubblici sul breve e medio raggio Debolezza della infrastrutturazione soprattutto ad andamento est-ovest Vulnerabilità dovuta al forte consumo territoriale particolarmente intenso nella zona collinare che ha reso preziose le aree libere residue Obbligo a particolari attenzioni in relazione alla forte percepibilità del territorio dagli spazi di percorrenza 40

Ambiente Elevati livelli di inquinamento atmosferico ed acustico dovuti alla preferenza dell uso del trasporto su gomma Inquinamento idrico e delle falde Presenza di un numero elevato di impianti industriali a rischio ambientale Economia Crisi della manifattura della grande fabbrica Elevata presenza di lavoratori atipici, di agenzie di lavoro in affitto, di microimprenditori non organizzati in un sistema coeso Paesaggio e patrimonio culturale Scarsa attenzione alla qualità architettonica e al rapporto con il contesto sia negli interventi di recupero sia nella nuova edificazione Carenza nella progettazione degli spazi a verde di mediazione fra i nuovi interventi e il paesaggio circostante particolarmente per i centri commerciali e i complessi produttivi Frammentazione delle aree di naturalità OPPORTUNITA Territorio Importante ruolo di cerniera tra i diversi sistemi territoriali regionali attraverso la corretta pianificazione dei sistemi di connessioni tra reti brevi e reti lunghe, soprattutto per garantire l accesso agli ambiti montani anche in un ottica di sviluppo turistico Accessibilità internazionale, unita alle prerogative di dinamismo presenti sul territorio e alle sinergie con Milano ne fanno un area potenzialmente in grado di emergere a livello internazionale Potenzialità di sviluppo e rafforzamento policentrico derivanti dal nuovo sistema infrastrutturale est-ovest Economia Possibilità di ristrutturazione produttiva di settori tradizionali in crisi e presenza di settori maturi che puntano sulla delocalizzazione produttiva, conservando sul territorio le funzioni dirigenziali e di innovazione Riconversione produttiva delle aree in cui i settori di riferimento sono in crisi, facendo leva sulle potenzialità innovative presenti sul territorio grazie al mix università esperienza Possibilità di cooperazione con altri sistemi italiani ed europei finalizzata a obiettivi di innovazione, condivisione di conoscenza, di competitività, di crescita sostenibile Presenza di molte autonomie funzionali radicate sul territorio in grado di attrarre flussi di persone ed economici può essere sfruttata per l attivazione di processi positivi di innovazione e di marketing territoriale 41

Paesaggio e patrimonio culturale Valorizzazione turistica in rete di aree di pregio naturalistico, paesaggistico e culturale Potenzialità, derivanti dalla realizzazione delle nuove infrastrutture, di attivare progetti di valorizzazione paesaggistica e ambientale dei territori interessati MINACCE Ambiente Frammentazione di ecosistemi e aree di naturalità per l attraversamento di nuove infrastrutture in assenza di una progettazione che tenga conto della necessità di mantenere e costruire la continuità della rete ecologica Eccessiva pressione antropica sull ambiente e sul paesaggio potrebbe condurre alla distruzione di alcune risorse di importanza vitale (suolo, acqua, ecc.), oltre che alla perdita delle potenzialità di attrazione turistica di alcune aree di pregio Territorio Carenze infrastrutturali, che rendono difficoltosa la mobilità di breve e medio raggio, che potrebbero condurre ad un abbandono delle aree da parte di alcune imprese importanti e di parte della popolazione Eccessiva espansione dell edificato e della dispersione insediativa per la localizzazione di funzioni grandi attrattrici di traffico con il rischio di portare il sistema al collasso, sia da un punto di vista ambientale che di mobilità e degrado della qualità paesaggistica del contesto Relativa vicinanza ai grandi centri urbani della pianura ne ha fatto luogo preferenziale per usi residenziali (in particolare la Brianza) produttivi e commerciali ad alto consumo di suolo e privi di un complessivo progetto urbanistico che tenga conto della qualità paesaggistica del contesto Rischio dell effetto tunnel per il passaggio di infrastrutture di collegamento di livello alto che non vengono raccordate in maniera opportuna con perdita di opportunità di carattere economico e sociale. Economia Impoverimento di alcune aree per la crisi della grande industria e di alcuni settori manifatturieri Paesaggio e patrimonio culturale Degrado paesaggistico percepibile a lunga distanza e di non facile ricomposizione causato dall attività estrattiva ( Miniera di Brenno) OBIETTIVI DEL SISTEMA TERRITORIALE PEDEMONTANO ST3.1 Tutelare i caratteri naturali diffusi attraverso la creazione di un sistema di aree verdi collegate tra loro (reti ecologiche) (ob. PTR. 14, 16, 17, 19) Tutelare i caratteri naturali diffusi costituti dai biotopi lungo i corsi d acqua e le rive dei laghi, dalle macchie boscate che si alternano ai prati in quota e alle colture del paesaggio agrario nella zona collinare Creare un sistema di aree naturali e di connessione verde che si inserisce nella maglia infrastrutturale di nuova previsione e garantisca il collegamento tra parti della rete ecologica soprattutto in direzione nord-sud 42

ST3.2 Tutelare sicurezza e salute dei cittadini attraverso la riduzione dell'inquinamento ambientale e la preservazione delle risorse (ob. PTR. 7,8,17) Migliorare qualità ed efficienza del parco veicolare incentivando il ricambio di quello vetusto, in particolare dei mezzi commerciali, per ridurre gli elevati livelli di inquinamento atmosferico ed acustico Adeguare la qualità ed efficienza degli impianti delle attività produttive favorendo l'introduzione dei nuove tecnologie finalizzati a processi produttivi più sostenibili; incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento ad olio combustibile sia ad uso civile che industriale Evitare l'eccessiva pressione antropica sull ambiente e sul paesaggio che potrebbe condurre alla distruzione di alcune risorse di importanza vitale (suolo, acqua, ecc.), oltre che alla perdita delle potenzialità di attrazione turistica di alcune aree di pregio. ST3.3 Favorire uno sviluppo policentrico evitando la polverizzazione insediativa (ob. PTR. 13) Rafforzare la struttura policentrica mediante la valorizzazione dei comuni capoluogo con l insediamento di funzioni di alto rango, evitando le saldatura tra l urbanizzato soprattutto lungo le vie di comunicazione e nei fondovalle vallivi e creando una gerarchia di rete tra i centri Favorire politiche insediative tese a contenere la polverizzazione insediativa e la saldatura dell urbanizzato lungo le direttrici di traffico, con conseguente perdita di valore paesaggistico, favorendo la ricentralizzazione delle funzioni e delle attività attorno ai punti di massima accessibilità ferroviaria Ridurre il consumo di suolo e presidiare le aree libere e gli ambiti agricoli a cesura del continuum urbanizzato ST3.4 Promuovere la riqualificazione del territorio attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture per la mobilità pubblica e privata (ob. PTR. 2, 3, 4) Promuovere il trasporto su ferro attraverso la riqualificazione e il potenziamento delle linee ferroviarie. Rafforzare il sistema infrastrutturale est-ovest, stradale e ferroviario, per ridisegnare il territorio intorno ad un progetto condiviso di sviluppo urbano policentrico, comprendente anche il capoluogo regionale, alternativo allo sviluppo diffusivo che provoca la saldatura delle aree urbane Potenziare il Servizio Ferroviario Regionale, per favorire le relazioni interpolo, ed estendere i Servizi Suburbani a tutti i poli urbani regionali, per dare un'alternativa modale al trasporto individuale e ridurre la congestione da traffico Ridurre la congestione da traffico veicolare ingenerato dalla dispersione insediativa con investimenti sul rafforzamento del Servizio Ferroviario Suburbano e Regionale e comunque tesi a favorire l'uso del mezzo pubblico (centri di interscambio modale e sistemi di adduzione collettiva su gomma di tipo innovativo) Promuovere un progetto infrastrutturale e territoriale integrato per il territorio interessato dalla BreBeMi per favorire il riequilibrio dell'assetto insediativo regionale e il miglioramento della qualità ambientale delle aree attraversate ST3.5 Applicare modalità di progettazione integrata tra infrastrutture e paesaggio (ob. PTR: 2, 20, 21) Prevedere nei programmi di realizzazione di opere infrastrutturali risorse finanziarie per promuovere progetti di ricomposizione e qualificazione paesaggistico/ambientale dei territori attraversati dai nuovi assi viari e applicazione sistematica delle modalità di progettazione integrata che assumano la qualità ambientale e paesaggistica del contesto come riferimento culturale 43

Applicare sistematicamente modalità di progettazione integrata che assumano la qualità paesaggistica del contesto come riferimento culturale per la nuova progettazione per una migliore integrazione territoriale e paesistica dei progetti ST3.6 Tutelare e valorizzare il paesaggio caratteristico attraverso la promozione della fruibilità turistico-ricreativa e il mantenimento dell'attività agricola (ob. PTR. 10, 14, 21) Tutela e ricognizione dei percorsi e dei belvedere panoramici come luoghi di fruizione ampia del paesaggio anche attraverso il recupero dei sentieri escursionistici e dei percorsi ferroviari come itinerari di fruizione turistica privilegiati Tutela e rafforzamento delle caratteristiche dei diversi paesaggi del Sistema Pedemontano (prealpino, collinare e dei laghi morenici) caratterizzati per l'elevata attrazione per la residenza e il turismo Garantire il mantenimento di attività agricole in funzione di miglioramento della qualità ambientale complessiva e di valorizzazione del paesaggio ST3.7 Recuperare aree e manufatti edilizi degradati in una logica che richiami le caratteristiche del territorio pedemontano (ob. PTR. 5, 6, 14) Promuovere interventi di recupero delle aree degradate a seguito di una intensa attività estrattiva Incentivare il recupero, l autorecupero e la riqualificazione dell edilizia rurale, mediante i principi della bioedilizia e il rispetto delle tradizioni costruttive locali ST3.8 Incentivare l'agricoltura e il settore turistico ricreativo per garantire la qualità dell' ambiente e del paesaggio caratteristico (ob. PTR. 10, 14, 18, 19, 21) Promuovere e supportare interventi per l organizzazione integrata e diversificata dell offerta turistica, favorendo una fruizione sostenibile del territorio (turismo culturale, termale, congressuale, enogastronomico, naturalistico) Incentivare l agricoltura biologica e di qualità come modalità per tutelare e migliorare la qualità dell'ambiente e per contenere la dispersione insediativa Favorire la creazione di filiere corte ed extracorte della produzione ortofrutticola e zootecnica locale per mantenere la presenza di ambiti agricoli e di produzioni di nicchia anche per evitare la saldatura del territorio urbanizzato ST3.9 Valorizzare l'imprenditoria locale e le riconversioni produttive garantendole l'accessibilità alle nuove infrastrutture evitando l'effetto "tunnel" (ob. PTR. 6, 24) Valorizzare le iniziative di progettualità comune e condivisa dell'imprenditoria locale sfruttando l accessibilità internazionale e le sinergie con Milano Favorire politiche di riconversione produttiva delle aree interessate da settori produttivi in crisi facendo leva sulle punte di eccellenza in alcuni settori, sulle autonomie funzionali radicate sul territorio e sulle potenzialità innovative presenti sul territorio grazie al mix università-esperienza. Valorizzare il passaggio di infrastrutture di collegamento di livello alto con politiche appropriate di ordine economico riconversioni produttive, localizzazione di nuovi servizi alle imprese) tali da evitare il rischio dell effetto tunnel con perdita di opportunità di carattere economico e sociale 44

Uso del suolo Limitare l ulteriore espansione urbana Favorire interventi di riqualificazione e riuso del patrimonio edilizio Conservare i varchi liberi, destinando prioritariamente le aree alla realizzazione della Rete Verde Regionale, che si è concretizzata con la progettazione delle aree verdi di interconnessione con il Parco Regionale della Valle del Lambro. ( area ambientale della La Costa ) Evitare la dispersione urbana, mantenendo forme urbane compatte Mantenere la riconoscibilità dei centri urbani evitando le saldature lungo le infrastrutture Realizzare le nuove edificazioni con modalità e criteri di edilizia sostenibile Coordinare a livello sovraccomunale nell individuazione di nuove aree produttive e di terziario/commerciale Evitare la riduzione del suolo agricolo Nel dettaglio il P.G.T. di Costa Masnaga ha perseguito i seguenti obbiettivi contenuti nel sistema territoriale Pedemontano limitazione dell espansione urbana alle sole aree a completamento del tessuto urbano consolidato agevolazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente mantenimento dei varchi liberi, destinando prioritariamente le aree alla realizzazione della Rete Verde Regionale con la valorizzazione e tutela delle aree comprese all interno del Parco Regionale della Valle del Lambro e con la progettazione del verde di interconnessione per gli ambiti esterni appartenenti alla rete ecologica provinciale. evitare la dispersione urbana, mantenendo forme urbane compatte. Il P.G.T. ha conservato la regola, anche per gli ambiti di trasformazione ed espansione di mantenimento della tipologia architettonica propria del paese, limitando la nuova edificazione residenziale all interno del tessuto consolidato esistente. mantenere la riconoscibilità dei centri urbani evitando le saldature lungo le infrastrutture. Il P.G.T. non ha previsto della nuova edificazione lungo le infrastrutture esistenti ed in progetto, ma dei completamenti rispetto al tessuto residenziale consolidato. valorizzazione della zona industriale attraverso la previsione di un progetto di interesse sovraccomunale con la sottoscrizione dell Agenda Strategica implementazione dei servizi pubblici, anche di interesse sovralocale al fine di migliorare il livello qualitativo già elevato esistente. 45

3. 1 b - PREVISIONI PIANO TERRITORIALE PAESISTICO PROVINCIALE Il P:T.C della Provincia di Lecco evidenzia per il comune di Costa Masnaga le seguenti emergenze e criticità. Emergenze geomorfologiche Colle Brenno della Torre Colle Cascina Pettana Colle di Camisasca Punti panoramici Camisasca Colle di Tregolo Chiesa della B. V. Assunta Beni storico culturali Torre di Camisasca Camisasca architettura fortificata Torre di Tregolo Tregolo architettura fortificata Torre di Brenno Brenno della Torre architettura fortificata Ex Filanda Isacco Il Colombè Colombaio architettura industriale Chiesa della B. V. Maria Assunta architettura religiosa Palazzo Isacco Samarino architettura civile Villa Biffi, Beretta Tregolo architettura civile Case Colombaio architettura civile Cà di Brenno architettura civile C. Volpera architettura civile Villa Samarino architettura civile C. Verana architettura civile Cascina Il Fabbricone Tregolo malghe, cascine e nuclei rurali permanenti Siti di interesse archeologico Vengono definiti tali dal P.T.C.P. di Lecco quei siti che individuano ambiti nei quali sono presenti tracce di beni o insiemi di beni prevalentemente alterati o scomparsi, che costituiscono testimonianza significativa della struttura insediativa, infrastrutturale, sociale del territorio in epoche remote. Nel territorio comunale il P.T.C.P. di Lecco individua quattro siti di interesse archeologico ubicati uno in prossimità della località Samarino nell immediata vicinanza del tracciato della S.S. 36 Strada Statale del Lago di Como e dello Spluga; due in prossimità della Chiesa di S. M. Assunta e uno in località Tregolo. Percorsi ciclo pedonali di rilevanza territoriale Per quanto riguarda i percorsi ciclo pedonali il P.T.C.P. di Lecco individua all interno del territorio comunale di Costa Masnaga i seguenti tracciati: I controviali della S.S. 36 Strada Statale del lago di Como e dello Spluga 46

Il tratto stradale che da Rogeno passa per l abitato di Colombaio, passa alla destra dell attività industriale Remsa Italia, giunge in prossimità di C.na Pettana e poi con direzione sud ovest si dirige verso C.na Brascesco. Percorsi di interesse paesistico panoramico Vengono così definiti dal P.T.C.P. di Lecco quei tracciati da cui si godono ampie viste, a grande distanza e/o con ampio campo visivo, che permettono di cogliere in modo sintetico i caratteri distintivi del paesaggio. L interesse paesistico dei percorsi panoramici (ma anche dei punti panoramici) risiede principalmente nelle particolari relazioni di natura storico culturale e visiva che essi instaurano con il contesto territoriale e, in particolare, nella possibilità di fruizione visiva privilegiata del contesto paesistico. Il P.T.C.P. di Lecco individua come tali, all interno del territorio comunale di Costa Masnaga, i seguenti percorsi di interesse paesistico panoramico: Il percorso della Ferrovia Milano Lecco Il tracciato della S.S. 36 Strada Statale del lago di Como e dello Spluga Il principale asse viario di attraversamento del comune che dal confine con il comune di Lambrugo passa all esterno dell abitato di Camisasca e da C.na Pettana verso Centemero. Emergenze geomorfologiche areali (cordoni morenici, zone carsiche, falesie) Per quanto riguarda questo particolare tipo di emergenze geomorfologiche, il P.T.C.P. di Lecco individua all interno del territorio comunale di Costa Masnaga 4 aree localizzate rispettivamente: una in località Pettana, parallela all asse stradale; una in prossimità dell abitato di Musico, a sud dell edificio scolastico elementare; una alla sinistra del nucleo di Tregolo, che attraversa longitudinalmente l abitato principale di Costa a sud de Il Fabbricone ; l ultima situata nella piccola porzione di territorio comunale che si trova alla destra dellla S.S. 36, a sud di C.na Verana. Emergenze geomorfologiche lineari (orli di terrazzo, cordoni morenici, dossi fluviali) Una conformazione lineare di questo tipo è individuata dal P.T.C.P. di Lecco a sud dell abitato di Camisasca e con direzione sud est si protrae fino alla C.na Brascesco passando per Rogolea. Geositi Un geosito è un bene naturale non rinnovabile. Con il termine geositi si indicano i beni geologici geomorfologici di un territorio intesi quali elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Quelle architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostro pianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione della storia geologica di una regione, e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico e ricreativi. Nel territorio comunale di costa Masnaga il P.T.C.P. di Lecco individua un geosito localizzato in prossimità della località Brenno della Torre. 47

Tratti stradali dove eventuali insediamenti sono da considerare in contrasto con gli interessi paesaggistici (art. 21) L art. 21 del P.T.C.P. di Lecco Tutela paesaggistica della viabilità esistente e prevista cita quanto segue: Si assume come obiettivo generale di rilevanza paesistica della pianificazione il mantenimento delle pause o intervalli nell edificazione esistenti lungo le strade di rilevanza territoriale ( ), nonché lungo quelle di rilevanza storica e paesaggistica ( ) e lungo le ferrovie. A tal fine, il P.T.C.P. individua cartograficamente, nella Tavola 1 Quadro Strutturale Assetto Insediativo, i tratti delle strade suddette che presentano visuali libere di significativa estensione, su uno o su entrambi i lati. Tali tratti sono distinti in tratti stradali dove eventuali insediamenti sono da considerare in contrasto con gli interessi paesaggistici. ( ) In corrispondenza di tali tratti di strada è istituita una fascia di rispetto paesaggistico che, in prima applicazione, e fino a che non siano intervenuti atti con valenza paesaggistica di maggiore definizione, è stabilita in 300 metri dall asse, su uno o su entrambi i lati. La fascia è riconosciuta come area di particolare interesse paesaggistico e considerata ambito di elevata sensibilità paesistica, in coerenza con le norme del PTPR/PPR e con i Criteri regionali di cui alla DGR 8/6421 del 27.12.2007, e quindi edificabile, laddove sia comunque consentito, limitatamente a progetti che incidono in modo contenuto rispetto a visuali libere di significativa estensione. All interno del territorio comunale di costa Masnaga il P.T.C.P. di Lecco individua come tali il tratto stradale, su ambo i lati, che costeggia la C.na Pettana e il tratto destro della S.S. 36 a sud di C.na Verana, Unità di paesaggio E1 La collina e i laghi morenici Ambito dei laghi morenici (Pusiano e Annone) Caratteri identificativi All interno dell Unità di paesaggio della Collina e dei laghi morenici si distinguono, dal punto di vista geografico, tre grandi ambiti, che fanno riferimento ai tre nuclei urbani principali: la Brianza Casatese (Casatenovo), situata a sud ovest della provincia; la Brianza Meratese (Merate) situata a sud est, tra la collina di Montevecchia e il corso dell Adda e la Brianza Oggionese (Oggiono), situata a nord ovest, in prossimità delle prime pendici prealpini e caratterizzata dalla presenza dei grandi laghi morenici di Annone e Pusiano. Le colline brianzole sono il risultato della deposizione glaciale di materiali morenici, che assume una specifica individualità di forme e strutture, costituita da segni di livello macroterritoriale che disegnano larghe arcature concentriche. La conformazione plano-altitudinale presenta elevazioni costanti e non eccessive. 48

Si tratta di paesaggi dai richiami mediterranei, benché impostati su forme del suolo prodotte dal glacialismo, di valore eccezionale dal punto di vista della storia naturale. Il paesaggio è spesso caratterizzato dalla presenza di invasi lacustri rimasti chiusi tra gli sbarramenti morenici ( laghi morenici ), con presenza di forme di naturalità e di notevole interesse geologico (Laghi di Annone, Pusiano e Sartirana). Dal punto di vista vegetazionale, il paesaggio è connotato dalla presenza di piccoli lembi di boscaglia, sulle scarpate più acclivi, sulle cime delle colline o lungo i corsi d acqua, dalle folte enclosures dei parchi e dei giardini storici, e da presenze arboree di forte connotato ornamentale (cipresso, olivo). Si tratta di un contesto da sempre fortemente permeato dalla presenza dell uomo, con evidenza di segni residui di una forte e significativa organizzazione territoriale tradizionale. Il paesaggio attuale è, infatti, il risultato di un opera di intervento umano tenace che ha modellato un territorio reso caotico dalle eredità glaciali per ampi tratti con scarso drenaggio e costituito da terreni di modesta attitudine produttiva. Dal punto di vista insediativo, il paesaggio, è caratterizzato da nuclei di modesta dimensione, ma molto numerosi, che si sono organizzati spesso attorno a uno o più edifici storici emergenti: castelli, torri, ville, monasteri, chiese romaniche (pievi), ricetti conventuali, ecc. Si tratta spesso di modesti e contenuti nuclei di sorprendente coerenza architettonica e di felice inserimento urbanistico. Tipici del paesaggio collinare sono ville e parchi sorti fra 700 e 800, quale residenza favorita della nobiltà e della borghesia lombarda che, sia a livello di ambito vasto (Brianza), sia nell analisi di contesti limitati (es.: Monticello Brianza, Merate, Casatenovo), assumono la valenze di un vero e proprio sistema territoriale. I manufatti e le architetture isolate si distinguono per particolari valenze estetiche, funzione storica, per posizione o, ancora, per qualità formale. Si tratta di piccoli edifici religiosi (santuari, oratori campestri, tabernacoli, cappelle votive), di caseggiati tipici (vecchie stazioni, filande, molini), di manufatti stradali (ponti, cippi, selciati, ecc.) e di una folta serie di soggetti minori che formano il connettivo della storia e della memoria dei luoghi. La struttura del paesaggio agrario collinare, caratterizzato da lunghe schiere di terrazzi che risalgono e aggirano i colli, rette con muretti in pietra o sistemati naturalmente, ha sotteso, nei secoli, sedimentazioni continue. 49

Un tempo, tali terrazzi erano densamente coltivati e investiti nelle più svariate colture (vigna, orticole, seminativi da granella, legnose da frutto, ecc.) che sostenevano la famiglia contadina e un mercato di scala locale rivolto alle aree urbane della cintura milanese. Il gelso, che caratterizzava ampiamente la campagna, ha sostenuto a lungo l economia della famiglia contadina, produttrice di bozzoli e fornitrice di larga manodopera per filande e filatoi. Attualmente la viticoltura è praticata sui campi terrazzati o su ripiani artificiali. Il sistema insediativo agrario tradizionale è rappresentato da corti e case contadine costruite generalmente con materiale morenico locale. Gli insediamenti colonici, collocati sulle pendici collinari o nei bassopiani, raccolgono attorno alla modesta corte (aperta o cintata), il corpo delle abitazioni e i rustici, non presentandosi quasi mai nelle forme auliche ed estensive della pianura. Il frequente riferimento al paesaggio collinare lombardo da parte della tradizione letteraria e iconografica, sia in termini d incondizionata ammirazione (Foscolo, Stendhal), sia in senso spietatamente ironico (Parini, Gadda), ne fa un paesaggio tra i più celebrati e noti a livello regionale. La carica emotiva dei molti illustri visitatori delle più rinomate regioni collinari della Lombardia ha conferito un fascino e un identità duraturi a questo territorio idealizzandolo. Gli aspetti più originali e qualificanti del paesaggio collinare, a causa dell intensa urbanizzazione che ha interessato tale contesto, sono oggi soggetti a forte degrado. Il territorio collinare è stato, infatti, il ricetto preferenziale di residenze e industrie a elevata densità, a causa della vicinanza di quest ambito all alta pianura industrializzata. I fenomeni urbanizzativi, sempre più accentuati, tendono a occupare i residui spazi agricoli, specie quelli di bassopiano, con conseguente dissoluzione di quest importante componente dell ambiente di collina. Particolarmente forte la tendenza a un edificazione sparsa sulle balze e sui pendii, spesso ricavata sui fondi dagli stessi proprietari, nelle forme del villino, del tutto avulso dai caratteri dell edilizia rurale. Elementi di criticità Tendenza ad occupare, con fenomeni urbanizzativi sempre più accentuati, i residui spazi agricoli, specie quelli di bassopiano, con conseguente probabile dissoluzione di quest importante componente dell'ambiente di collina. Tendenza a una edificazione sparsa sulle balze e sui pendii, spesso ricavata sui fondi dagli stessi proprietari, nelle forme del villino, del tutto avulso dai caratteri dell'edilizia rurale. Degrado degli aspetti più originali e qualificanti del paesaggio collinare dovuto all intensa urbanizzazione. 50

Indirizzi di tutela In ordine agli aspetti del paesaggio naturale La morfologia Riconoscimento e tutela integrale dei fenomeni geomorfologici strutturali e particolari come i trovanti, le zone umide, i dossi, i canali scolmatori relitti, etc. Le acque Salvaguardia integrale dei piccoli laghi morenici con ampie fasce di rispetto escluse dall edificazione o da forme incongrue di valorizzazione turistica; massima attenzione laddove la naturalità si manifesta ancora in forme dominanti, o dove la tradizione iconografica e letteraria ha contribuito a elevare i luoghi a segni culturali dell immagine provinciale o regionale, o dove si sono accertate emergenze archeologiche di antichissima data. Salvaguardia delle zone umide in genere. La vegetazione Salvaguardia dei lembi boschivi sui versanti e sulle scarpate collinari e dei gruppi di alberi di forte connotato ornamentale (cipresso, olivo). In ordine agli aspetti del paesaggio antropico Il paesaggio costruito tradizionale Recupero e reinserimento dei segni residui della forte e significativa organizzazione territoriale tradizionale come capisaldi di riferimento paesaggistico; salvaguardia dei contenuti e delle emergenze visive dell insediamento e della trama storica, centrata talora sui castelli, su chiese romaniche (pievi), o su ricetti conventuali aggreganti gli antichi borghi. Rigoroso rispetto della tradizione e delle tipologie locali da parte degli interventi edilizi di restauro e manutenzione nei contesti dei nuclei storici. Recupero e valorizzazione delle ville e dei giardini storici, finalizzati alla rivalutazione del loro valore paesistico globale, prima ancora che al loro pregio architettonico. Laddove, per estensione e diffusione, i complessi di ville e giardini storici connotano ampie porzioni di territorio, sono auspicabili interventi di valorizzazione, che garantiscano la non compromissione delle aree interstiziali (benché in sé apparentemente prive di significato). 51

Particolare attenzione verso gli interventi che possono alterare gli scenari collinari resi famosi da eventi storici e dalla loro significatività rispetto all immagine colta e popolare, al fine di tramandare nelle forme più pure l idealizzazione e il panorama delle più rinomate regioni collinari della Lombardia, esaltate da molti illustri visitatori, a garanzia del riconoscimento dell identità di tali ambiti. Tutela dell architettura minore, quali manufatti e architetture isolate, che si distinguono per particolari valenze estetiche, funzione storica, per posizione o per qualità formali. Il paesaggio agrario tradizionale Tutela del paesaggio agrario, presente spesso con la viticoltura praticata sui campi terrazzati o su ripiani artificiali: tali contesti vanno rispettati insieme con il sistema insediativo agrario tradizionale, rappresentato da corti e case contadine. Il paesaggio urbanizzato Tutti gli interventi di adeguamento tecnologico (reti) e, in genere, tutte le opere di pubblica utilità (illuminazione pubblica, arredo degli spazi pubblici, pavimentazioni stradali, aspetto degli edifici collettivi), devono ispirarsi a criteri di adeguato inserimento paesistico. Esclusione di ogni intervento che può modificare la forma dei rilievi colline (crinali dei cordoni morenici, ripiani, trincee, depressioni intermoreniche lacustri o palustri, etc.) o imposizione di rigorose verifiche di ammissibilità. Ripristino di situazioni ambientali deturpate da cave e manomissioni in genere. Protezione generale delle visuali, grazie a specifica analisi paesaggistica e a verifica della compatibilità visiva degli interventi trasformativi. Freno e contrasto dei processi insediativi, tramite il controllo e l indirizzo delle scelte di espansione per destinazioni d uso grandi (aree industriali e terziarie) e piccole (zone residenziali a bassa densità). 52

3. 1 C - PREVISIONI PIANI DI SETTORE PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO DEL PARCO REGIONALE DELLA VALLE DEL LAMBRO Una significativa porzione del territorio comunale è sottoposta alla pianificazione di settore sovraordinata del Parco Regionale della Valle del Lambro ed in tale ambito una parte è oggetto anche della pianificazione del Parco Naturale. Il Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Valle del Lambro, approvato con delibera di Giunta regionale n 7/601 del 28.07.2000, rettificato con delibera di Giunta Regionale n 7/ 6757 del 09.11.2001; istituito in riferimento alla Legge Regionale 9 dicembre 2005 n 18 Istituzione del Parco Naturale della Valle del Lambro Il P.G.T. recepisce i contenuti vincolistici della pianificazione urbanistica sovraordinata, ha inserito gli ambiti boscati così come da schape file inviati al comune dall Ente Parco al fine di un recepimento da parte della pianificazione urbanistica comunale ed il sistema dei percorsi di interesse sovraccomunali che interessano il comune secondo le specifiche indicazioni fornite dall ente ed inerenti il sistema delle greenways. MINIERA - PRODUZIONI MINERALI - " BAGGERO E BRENNO" MARNA DA CEMENTO AREA ESTRATTIVA (LICENZA DECRETO DISTRETTO MINERARIO 7/1996) CONCESSIONE DI MARNA DA CEMENTO "BAGGERO E BRENNO" NEL TERRITORIO DI COSTA MASNAGA (VERBALE DI DELIMITAZIONE DELLA CONCESSIONE MINERARIA DEL 19 DICEMBRE 1996 - SCADENZA CONCESSIONE 06.10.2016) Parte del territorio comunale è interessato dalla presenza della Miniera di marna di Cemento ubicata all interno del perimetro interessato dalla pianificazione del Parco Regionale della Valle del Lambro. Il Piano del Governo del Territorio individua l ambito oggetto di escavazione e demanda al Programma di Restauro Ambientale 2007-2016 approvato per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione che dovranno essere attuati al termine del periodo di escavazione. 3.2 IL SISTEMA SOCIECONOMICO Il comune di Costa Masnaga è territorialmente inserito in un contesto economico che ha come risorsa maggiormente consistente nel settore industriale. Vi sono inoltre diversi insediamenti commerciali ubicati lungo l asse della S.S. 36 e riveste un importanza significativa anche il settore agricolo. La Città del Tessile Il territorio e la popolazione di Costa Masnaga si è sempre distinta per l intraprendenza e la laboriosità. Quando inizia ad attecchire la coltura del baco da seta Costa Masnaga è pronta a cogliere l occasione rappresentata dalla nascente industria. A mettere il paese in una situazione di vantaggio sono la presenza, sul proprio territorio, di moltissime piante di gelso, alberi indispensabili per l allevamento del prezioso baco. 53

Agli inizi dell 800 quello dello sfruttamento del baco da seta incomincia ad assumere le proporzioni di un industria e Costa Masnaga vede la nascita dei primi opifici. Per il paese si tratta di un salto qualitativo di grandissima importanza. L attività tessile e serica prende piede e si espande. Infatti, accanto alla lavorazione della seta nascono anche aziende specializzate nella lavorazione di altre fibre, come per esempio quella del cotone. Per il paese quella della lavorazione tessile diventerà una vera e propria vocazione. A riconoscere questa particolare propensione per il tessile arriva il conferimento, da parte delle preposte autorità, del titolo di Città del Tessile. A Costa Masnaga, infatti, hanno sede alcuni dei gruppi tessili più importanti del settore, gruppi che si sono contraddistinti per l alto livello qualitativo del prodotto, e per l impegno profuso nella ricerca di nuovi tessili e filati. Tessitura Fratelli Limonta Ancora oggi è una delle più importanti ditte tessili della Brianza. Azienda fondata nel 1893 da Battista Limonta mosse i primi passi verso la produzione di arazzi e tessuti jacquard e da subito si distinse per l alta cura dedicata alla proprie produzioni. Nei primi decenni del secolo diversificò le sue produzioni tessendo gobelin, matelassè, strutture diverse di jacquard e velluti acquisendo quindi una cultura tessile molto ampia e diversificata che è ancora oggi uno dei punti di forza dell azienda. In questi ultimi anni, continuando a mantenere un impegno prioritario verso l innovazione e la creatività sui prodotti, il gruppo ha consolidato la propria posizione competitiva sui mercati internazionali. La società infatti non vende solo sul mercato nazionale ma anche in quasi tutti i paesi esteri. Tessitura Fratelli Sirtori Costituita nel 1956 dai fratelli Mario, Lino e Alfonsina Sirtori in una vecchia filanda situata in comune di Rogeno è ora ubicata in comune di Costa Masnaga in Via Clonmel. In meno di venti anni è passata dalla modesta lavorazione per conto terzi ad una solida e importante tessitura, il cui nome è conosciuto in Italia e all estero, in Europa, in America e nella Nuova Zelanda. La produzione della ditta Sirtori inizialmente fu quella di tessuti lavorati su telai Jacquard. Nel 1965 introdusse la produzione dell orsetto e poi del velluto. Nel 1969 lo stabilimento è stato ampliato per aggiungere un nuovo grande reparto destinato alla produzione dei copriletti. Un altro importante settore produttivo è rappresentato dall industria meccanica e ferroviaria. Anche in questo ambito infatti il comune vanta una delle aziende leader a livello internazionale nella produzione di carrozze ferroviarie. Un primato che l ha portato a partecipare alle forniture per il tunnel della Manica. 54

Una terza importante realtà economica è costituita dalla presenza nel paese delle industrie che lavorano il legno ed affini ed industrie del ferro. Nel comune di Costa Masnaga gli occupati in attività economiche sono suddivisi, in base al censimento 2001 ISTAT, in: 1223 ab. nel settore industria (62,18%), 18 ab. nel settore agricoltura (0,92%) e 726 ab. in altri settori (36,91%). Confrontando questi dati con quelli registrati nei decenni precedenti risulta che, seppur in lieve calo, la percentuale di popolazione occupata nel settore industriale resta la maggiore. Non è un caso, infatti, che il comune di Costa Masnaga sia stato soprannominato la città del tessile. Già agli inizi del 1800 nascevano le prime attività tessili ed il lavoro iniziava ad assumere una dimensione ed una organizzazione industriale. Comparivano le prime aziende seriche ed accanto ad esse delle altre imprese tessili specializzate nella lavorazione di fibre diverse, come ad esempio il cotone, che, già da allora, davano un impronta economica forte al tessuto produttivo del paese. Impronta che resta tutt oggi ben evidente. Il settore tessile, infatti, caratterizza attualmente buona parte delle imprese che operano sul territorio e che danno occupazione alla maggior parte della forza lavoro attiva locale. Gli insediamenti commerciali maggiormente significativi sono ubicati lungo la S.S. 36 ove vi è la presenza del Gross- Market, Casinò, Carrozzeria Fumagalli ed Autolavaggio, Ristorante Giovanna, Hotel - Ristorante Da Filippo, che si pongono in continuità con gli esercizi commerciali esistenti nei comuni contermini oltre al il Ristorante - Bar Marion. Nell ambito del tessuto consolidato si rileva un nutrito numero di esercizi di vicinato, in particolare nel centro della frazione di Costa. Nell ambito della zona agricola si rileva ad oggi la presenza di diverse aziende agricole ed alcune florovivaistiche oltre che strutture per cavalli. La maggior parte delle zone agricole che sono state individuate nel P.G.T. quali ambiti agricoli strategici, sono utilizzati per le coltivazioni e quindi risorsa per l ambito agricolo. Un ulteriore struttura di interesse sovraccomunale che costituisce un servizio pubblico sanitario assistenziale costituisce anche una risorsa economica poiché fornisce posti di lavoro in tale settore e porta una fruizione anche da parte della popolazione che fruisce del servizio con bacino d utenza molto ampio. VILLA BERETTA Il Presidio dell Ospedale Valduce Villa Beretta di Costa Masnaga, è una struttura dedicata alla Medicina Riabilitativa, branca specialistica della Medicina volta al recupero del miglior livello di funzione possibile delle persone con problematiche derivanti da disabilità determinate da malattie congenite o acquisite. Tale attività complessa incentrata sulla persona, sulla famiglia della persona disabile e sul nucleo sociale di appartenenza, si prefigge di migliorare la capacità di vita autonoma, la partecipazione sociale, la qualità della vita al fine di garantire concretamente la dignità della persona. 55

E prevista una progettualità operativa specifica per ogni individuo, coordinata dai Medici specialisti in Medicina Fisica e Riabilitazione, che si estrinseca in programmi di diagnosi e cura con il supporto di altre branche mediche specialistiche (Neurologia, Neurochirurgia, Ortopedia, Chirurgia Plastica, Urologia, Pneumologia, Cardiologia, Dietologia), di Fisioterapisti, Logopedisti, Infermieri, Assistenti Sociali, Psicologi, Neuropsicologi, Tecnici Ortopedici, Bioingegneri. Gli interventi sono tesi a garantire servizi caratterizzati da livelli ottimali di appropriatezza, efficienza ed efficacia nella gestione delle risorse umane ed economiche. STORIA Nel 1946 grazie ad un lascito della signora Teresa Beretta viene aperta la Casa di Costa Masnaga "Villa Beretta", come Centro di recupero e di Riabilitazione, sezione distaccata dell'ospedale di zona Valduce. Nel 1981 ottiene l'autorizzazione dalla Giunta della Regione Lombardia all'espletamento delle prestazioni sanitarie. Dopo diverse ristrutturazioni dei vecchi fabbricati, nel 1986 ha inizio la costruzione del nuovo ospedale a cui si aggiunge nel 1994 il nuovo reparto per pazienti con gravi cerebro lesioni "VILLA BERETTA" OGGI Il Centro Villa Beretta, sito in via Nazario Sauro 17, è sede dell Unita Operativa Complessa di Medicina Riabilitativa dell Ospedale Valduce di Como. La struttura, inserita all interno del parco originario della villa e dotata di 81 posti letto per ricovero ordinario (distribuiti in 37 camere doppie e 7 singole) di cui 2 posti letto riservati al Day Hospital, è suddivisa nelle seguenti Unità Operative Semplici: 4- IL QUADRO CONOSCITIVO 4.1 a - INQUADRAMENTO TERRITORIALE Il comune di Costa Masnaga i cui abitanti sono chiamati Costamasnaghesi ha una superficie di 5,6 chilometri quadrati e sorge a 318 metri sopra il livello del mare. Il territorio del comune risulta compreso tra i 239 e i 341 metri sul livello del mare. L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 102 metri. Il comune dista 16 chilometri da Lecco, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene. Il territorio comunale è attraversato sul limite est del territorio comunale dalla S.S. 36 via Nuova Valassina ed è interessato dall attraversamento della linea delle ferrovie dello stato FS Milano Lecco con stazione in comune di Costamasnaga. Il Comune confina con i comuni di Bulciago, Garbagnate Monastero, Lambrugo, Merone, Molteno, Nibionno, Rogeno. Il confine ovest del territorio comunale, lungo il fiume Lambro, oltre a determinare il confine comunale delimita anche il confine provinciale. 56

Il territorio è caratterizzato dalla presenza di diversi nuclei storici, per la maggior parte ubicati sulle sommità delle colline in corrispondenza delle singole frazioni oltre che dai nuclei sparsi presenti in numero maggiore soprattutto in corrispondenza delle vaste aree appartenenti al Parco Regionale della Valle del Lambro. Il sistema dei nuclei urbani è determinato dalla presenza del vecchi nucleo circondato in taluni casi da ville con parco di impianto storico o ville con significativi spazi di verde privato che si intervallano con edificazione risalente al dopoguerra con significative volumetrie. L ultima espansione è caratterizzata da un edificazione di palazzine, bifamigliari con relativo giardino di pertinenza. Di significativa importanza da un punto di vista paesistico ed ambientale la porzione di territorio ubicata all interno del Parco Regionale della Valle del Lambro caratterizzata da ambiti agricoli che si alternano a zone boscate e la presenza sulle sommità collinari di cascinali di valore storico ambientale. Da un punto di vista storico rivestono un valore simbolico la presenza la presenza di un sistema di torri ubicate nei centri storici o nelle cascine e diffuse sull intero territorio comunale, le ville storiche con relativo parco di impianto storico e i cascinali simbolo della tradizione locale di tipo agricolo produttivo. Da un punto di vista economico le risorse principali sono nel settore industriale che vedono la presenza di industrie storiche ancor oggi presenti all interno del tessuto consolidato e la nuova zona industriale che si è sviluppata sino a raggiungere le aree di maggior consistenza lungo la S.S. 36 Nuova Valassina Lungo lo stesso tracciato viario sono insediate diverse attività commerciali alimentari, alberghi, ristoranti. Il sistema dei servizi e delle attrezzature di interesse pubblico e generale è molto differenziato e garantisce una consistente offerta sia a livello comunale che a livello sovraccomunale. Un esempio sono il parco di Brenno, la struttura sanitaria villa Beretta. 4.1 b LA STORIA DEL COMUNE CENNI STORICI L abitato di Costa Masnaga sorge su un costone roccioso a sud del Lago di Pusiano, in posizione dominante e panoramica sulla Brianza. Si estende su una superficie di circa 5 kmq e confina con i comuni di Rogeno, Molteno, Garbagnate Monastero, Bulciago, Nibionno, Lambrugo e Merone. Le quote altimetriche sono piuttosto variabili anche se tendono a diminuire da Nord a Sud; la quota massima è posta in corrispondenza del rilievo su cui sorge l abitato principale di Costa Masnaga ed è pari a circa 330 metri s.l.m., mentre le quote minime si ritrovano nelle aree vallive del fiume Lambro e sono pari a circa 240 metri s.l.m. Parte del territorio comunale di Costa Masnaga si trova all interno del Parco Regionale della Valle del Lambro ed è caratterizzato da vaste aree di valore paesaggistico ed ambientale. E in questa porzione del territorio comunale che si alternano vicendevolmente le ampie aree agricole e gli ambiti boscati. 57

Ai due principali corsi d acqua Fiume Lambro e Torrente Bevera che delimitano rispettivamente il confine ovest e nord del territorio comunale si alternano emergenze collinari sui quali pendii svettano antichi cascinali ed agglomerati di pregevole impianto storico. Costa Masnaga diventa comune il primo marzo 1870 e nasce dalla fusione di Brenno della Torre, Centemero e Tregolo, originariamente antichi comuni. Brevi note introduttive Parlando dell etimologia del nome si trovano differenti interpretazioni. Una prima interpretazione fa derivare il nome Costa Masnaga dalle parole latine costone di roccia e mansionaticum, cioè sosta per un pedaggio, luogo abitato già in epoca preromana dai Celti Insubri. Una seconda interpretazione fa riferimento a quanto scritto su un documento antico che risale al secolo XIII. In quest opera, intitolata Liber notitiae Sanctorum Mediolani e costituita da 215 fogli di pergamena, si legge: Maxenaga, plebe Incini, ecclesia S. Marie, ossia: a Masenaga, in pieve di Incino, c è la chiesa di S. Maria. Le derivazioni del nome Masenaga si suppone derivino o da il nome di una persona (Masina, Macinna o Mecenna) oppure, come per la prima interpretazione, dalla parola mansionaticum tradotta in spese di viaggio. Viene infatti supposto che Masnaga per la sua altitudine e la sua eminente posizione geografica servisse come luogo di vedetta, quindi vi si poteva trovare un corpo di guardia e convenirvi da altri centri militari o meno per rifornimenti. Intorno all anno Mille è documentata l esistenza di numerosi castelli e fortificazioni, molto probabilmente appartenenti a potenti famiglie longobarde. Di questi oggi rimangono a testimonianza del periodo storico: la massiccia Torre di Camisasca con base rettangolare (sec.xii XIII) situata appunto nell abitato di Camisasca, la Torre di Brenno, in località Brenno della Torre, un tempo con funzioni di vedetta e difesa e la Torre di Tregolo (sec. XI), a pianta romboidale, ora inglobata nel parco dell eclettica Villa Beretta. La dominazione romana Nel territorio comunale di Costa Masnaga la presenza della popolazione romana è testimoniata da una tomba rinvenuta nel 1897 in località Camisasca. Nel praticare uno scavo sul margine orientale del colle, alla profondità di un metro, fu trovata una tomba costruita in pietrame e calce. Di forma rettangolare era lunga circa due metri per uno di larghezza e di profondità e coperta da un lastrone di beola rozzamente lavorata. Al suo interno erano custoditi due scheletri, in discreto stato di conservazione, appartenenti probabilmente ad una persona giovane di sesso maschile e ad una persona più avanti con gli anni anch essa di sesso maschile. Furono rinvenute anche tre piccole monete di bronzo: una di Costantino Magno, una del figlio Crispo e la terza dei successori immediati. 58

Nel suo interno furono trovati anche dieci recipienti in terracotta: due bicchieri, un piatto con piedistallo, una ciotola e sei vasi panciuti. Il piatto, nella sua parte interna e centrale, presenta impressa l impronta di una pianta di piede umano come marca di fabbrica. Una fibbia, infine, completava il contenuto della tomba. Tutti questi oggetti si trovano oggi al Museo di Como. Monete romane furono ritrovate anche il località Centemero: nel 1887 furono infatti rinvenute memorie e monete romane, nell ottobre 1934, durante i lavori di sterro per il campo sportivo, presso la C.na Verana, furono trovate quattro urne ad incinerazione, ornate di figure e contenenti fiale, coltellini e ninnoli che purtroppo andarono dispersi insieme alle urne. Frammenti di tegole, vasi romani e pezzi di coccio pesto romano, cioè durissimo impasto di calce, sabbia e minuti frammenti di tegole e mattoni comparvero inoltre nella sede dello scomparso castello di Tregolo. Gli anni della peste ( ) Anche se i Lanzichenecchi, scesi dalla Germania in Italia attraverso i Grigioni e la Valtellina nella seconda metà del settembre 1629, non sono passati per i nostri paesi, ma nella Valsassina e quindi nel territorio di Lecco e lungo il corso dell Adda, consumando in quelle terre ogni sorta di ladrocini e saccheggi, e lasciando, come scrive il Manzoni, le vigne ed i campi come se la bufera e la grandine fossero venute in compagnia, i nostri paesi ne risentirono ugualmente, a causa del disordine generale, della scarsità dei raccolti e della susseguente carestia. Cosi scrisse il Mons. Carlo Marcora nel suo libro Costa Masnaga. In un bando del 3 marzo 1630 dell allora presidente del Tribunale di Sanità, risulta che il comune di Musico è elencato fra le terre sospette d infezione. La situazione però era molto più grave. Secondo un atto notarile del 27 marzo 1630 i più distinti abitanti di Masnaga si obbligavano per voto a versare ciascuno una certa somma, allo scopo di far celebrare tre sante messe ogni settimana. Il motivo del voto era quello di liberare la popolazione di Masnaga dal pericolo del morbo contagioso. Nel mese di luglio del medesimo anno la peste era cessata ma aveva portato con sé il venti per cento della popolazione. I cadaveri degli appestati del 1630 della parrocchia di Masnaga furono sepolti quasi tutti in un terreno che prese poi il nome di Fondo alla Cappella dei Morti, dove un tempo esisteva l oratorio di S. Cassiano ed ora si trova la Chiesetta di S. Cassiano costruita nel 1966, sulla cui facciata anteriore, è presente una targa commemorativa che recita: All ombra di questo piccolo santuario, edificato nel 1966, riposano i morti della peste dell anno 1630 vegliati dallo sguardo materno della vergine del suffragio. 59

Il colera Un altra violenta epidemia colpì il comune di Masnaga: il colera. Nel mese di luglio 1836 il colera raggiunse Cantù e dintorni, Mariano e Cabiate. Nel dì stesso che il morbo assalì Mariano, ammalò gente a Rogeno e subito dopo il dintorno formicolò di ammalati. Rogeno, Tregolo, Buccinigo, Centemero, Ponte con Mazzonio, Orsenigo, Buccogna, sarebbero state le terre più infette se con incredibile forza non avesse il male d improvviso sorpresi i poveri abitanti di Villalbese. (da: Costa Masnaga, Mons. Carlo Marcora) A Masnaga il primo caso accertato di morte per colera si ebbe il 6 luglio 1836. Il numero totale di morti per colera fu di 51 persone, quasi tutte decedute nele proprie abitazioni. Il colera riapparve nuovamente nel luglio 1855 e nel 1867. Le frazioni di Costa Masnaga Nell anno 1573 risulta che le numerose frazioni del comune erano raggruppate nei comuni di Centemero, Cibrone, Musico, Tregolo, Pettana e Brenno. Con la riforma austriaca, verso il 1750, Cibrone e Cibroncello furono assegnati al comune di Nibionno; il comune di Tregolo comprendeva le frazioni Masnaga, Costa, Samarino, Suella, Recupero, Molino Crotta, Cassina, Cadrega e Pettana; il comune di Centemero le frazioni di Cassina, Musico e Volpera; il comune di Brenno della Torre, infine, comprendeva le frazioni di Cadrega, Cà di Brenno, Colombaio oltre Camisasca, Rogolea e Brascesco che erano della parrocchia di Tabiago. Questa divisione si mantenne fino al 1870, quando i tre comuni furono raccolti in uno solo con il nome di Costa Masnaga. I tre comuni di Costa Masnaga prima del 1870 Tregolo aveva una superficie di 200 ettari. La sua popolazione di fatto, secondo il censimento del 1862, contava 703 abitanti (362 uomini e 241 donne); quella di diritto era di 718 abitanti. La sua guardia nazionale constava di 22 soldati attivi. Gli elettori amministrativi nel 1865 erano 56 e quelli politici 5, iscritti nel Collegio elettorale di Erba. Il suo territorio, situato in posizione collinosa, era coltivato in prevalenza a viti. Nel comune di Tregolo fiorivano molte opere di beneficenza, a favore dei poveri, che nel 1861 diedero una rendita complessiva di lire 663, somma ragguardevole per quei tempi. Centemero apparteneva come gli altri due alla Provincia di Como e al Mandamento di Erba. Comprendeva anche la frazione di Musico e aveva una superficie di122. La sua popolazione nel 1857 era di 601 abitanti (328 uomini e 213 donne). Secondo il censimento del 1862 contava 648 abitanti (361 uomini e 287 donne); in ragione di 90 abitanti per km quadrato. La sua guardia nazionale constava di 29 soldati attivi e 9 di riserva; totale 38 soldati. Gli elettori politici, che erano iscritti nelle liste elettorali del Collegio di Erba, nel 1863 erano 5. Il territorio era ben coltivato e assai produttivo di cereali, viti e gelsi. 60

Brenno della Torre era il più piccolo ma anche il più antico. Comprendeva anche la frazione di Camisasca e aveva una superficie complessiva di 192 ettari. La sua popolazione nel 1857 era di 450 abitanti (232 uomini e 218 donne). Secondo il censimento del 1862 contava 459 abitanti (227 uomini e 232 donne); ossia 24 abitanti per km quadrato. La sua guardia nazionale constava di 33 soldati attivi e 25 di riserva per un totale di 58 soldati. Gli elettori politici erano iscritti nelle liste elettorali del Collegio di Erba. L ufficio postale era a Rogeno. Il suo territorio era fertile di gelsi, viti e frutta; specialmente si coltivava il pesco. Gli avvenimenti politici che avevano contribuito alla formazione del Regno d Italia e alla presa di Roma nel 1870 si ripercossero anche su Costa Masnaga. Il documento riguardante la costituzione del Comune di Costa Masnaga è un Regio Decreto del 7 gennaio 1870. Regio Decreto del 7 gennaio 1870 con il quale i tre comuni di Brenno della Torre, Tregolo e Centemero vengono riuniti in uno solo con il nome di Costa Masnaga. Nel 1870 Costa Masnaga contava 1979 abitanti. Il nuovo comune lavorò con grande alacrità. Nel 1893 costruì il nuovo cimitero, nel 1911 istituì l ufficio postale e telegrafico e nel 1912 provvide a costruire l acquedotto. L acqua, che dalle sorgenti venne sollevata all altezza di 110 metri in un serbatoio, negli anni successivi venne fatta arrivare anche alle più lontane frazioni di Pettana e di Cadrega. A Costa Masnaga la vita non poteva essere garantita solo dall attività agricola per la natura stessa del terreno e per la scarsità dell irrigazione. Per questo motivo molti si orientarono 61

verso l industria tessile, che nelle vicine Monza e Desio era già fiorente, ottennero in locazione telai e materie prime, e cominciarono a fabbricare tralicci, tele di cotone, lino e canapa, cascami di seta, che consegnavano ai padroni ricevendone dapprima un compenso in natura. Attorno al 1890 i tessitori del comune cominciarono a lavorare in proprio riunendo vari telai in appositi locali e, a poco a poco, presero vita i primi stabilimenti. 4.1c - L AMBIENTE E IL PAESAGGIO - VINCOLI I vincoli di carattere paesistico ambientale che interessano il territorio comunale di Costa Masnaga sono i seguenti : - ELEMENTI IDENTIFICATIVI P.T.C.R. REGIONE LOMBARDIA (app. con D.C.R. n VIII/951 del 19.01.2010 B.U.R.L. serie inserzioni del 17.02.2010 ) DOCUMENTO DI PIANO PTPR: Sistema Territoriale Pedemontano AMBITO GEOGRAFICO DEI PAESAGGI DI LOMBARDIA: Lecchese FASCIA: Fascia Collinare AMBITO DI CRITICITA': Brianza orientale della Martesana o dell'adda RISCHI DI DEGRADO PROVOCATO DA: Processi di urbanizzazione e infrastutturazione - Criticità Ambientale Perimetro Parco Regionale della Valle del Lambro (DGR 28.07.2000 n 7/601) Perimetro Parco Naturale (DGR 28.07.2000 n 7/601) RETE ECOLOGICA REGIONALE: SETTORE R.E.R.: n 70 Montevecchia - ELEMENTI DI PRIMO LIVELLO - ELEMENTI DI SECONDO LIVELLO - VARCO DI RETE - CORRIDOIO PRIMARIO AD ALTA ANTROPIZZAZIONE - P.T.C.P. PROVINCIA DI LECCO - QUADRO STRUTTURALE (Adott. con Delibera di C.P. n 49 del 24.07.2008 - App. con Delibera di C.P. n 7 del 23 e 24.03.2009) Ambiti di prevalente valore naturale vette a - Colle Brenno della Torre b - Colle di Camisasca c - Colle C.na Pettana Ambiti di prevalente valore storico e culturale - Siti di interesse archeologico Sistemi dell'organizzazione del paesaggio agrario tradizionale Malghe, cascine, e nuclei rurali permanenti - C.na Il Fabbricone Altri sistemi fondamentali della struttura insediativa storica di matrice urbana Architettura religiosa - Chiesa Parrocchiale B.V. S. Maria Assunta Architettura civile - 1 Colombaio - 2 - Villa Biffi Beretta - 3 - Cà di Brenno - 4 - C.na Volpera 5 - Palazzo Isacco - 6 - Villa Samarino - 7 - C.na Verana Architettura fortificata - 1 - Torre di Tregolo - 2 - Torre di Brenno - 3 - Torre di Camisasca Architettura industriale - Ex Filanda Isacco - Il Colombè Punti di vista panoramici / visuali sensibili, belvedere punti di osservazione del paesaggio P.T.C. Lecco Camisasca Colle di Tregolo Chiesa della B. V. Assunta 62

VINCOLI AMBIENTALI aree boscate - (D. Lgs. 42/2004, art. 142, comma 1, lettera g) terrazzamenti identificativi della zona collinare PTCR Regionale " LA COSTA" ambito di valore ambientale e paesistico - corridoio lineare di rete ecologica identificativo del torrente Bevera e dell'ambito collinare Fascia di rispetto delle acque pubbliche -(D. Lgs. 42/2004, art. 142, comma 1, lettera c - 150m) - Fiume Lambro ( n 145) - Torrente Bevera di Brianza ( n 123) - Roggia di Tabiago ( n 121) centro storico e nuclei antichi (L.R. n 12/2005) centro storico e nuclei antichi in revisione (L.R. n 12/2005) Usi civici (art. 146 lett. h) Bene di interesse storico artistico (D. Lgs. n 42 del 22 gennaio 2004; art. 10) Palazzo Isacco, Gherardi, Cascina Samarino Complesso rurale "IL FABBRICONE" Edifici sottoposti a vincolo monumentale (L. n 1089 del 1939) Torre di Brenno ed area di rispetto Torre di Camisasca Edifici sottoposti a vincolo secondo la Legge 20 giugno 1909, n 364 Torre del Castello Medioevale di Tregolo Perimetro Parco di Brenno VINCOLI STRUTTURALI Perimetro centro edificato ( L. 865 / 71 art. 18) Perimetro centro abitato (DPR 16/09/1996 n 610 art. 4) Fascia di rispetto cimiteriale approvata con Delibera C.C n 61 del 30.11.2009 Fascia di rispetto ferroviaria Fascia di rispetto stradale Strada statale n 36 del Lago di Como e del Passo dello Spluga Fascia di rispetto depuratore Punti di captazione acqua potabile POZZI e relativa zona di rispetto ( D.P.R. n 236/88, r 200 mt - assoluta 10 mt) VINCOLI DI POLIZIA IDRAULICA - RETICOLO IDRICO MINORE (D.R. 523/1904 e d.g.r. 7/13950 del 01.08.03 e s.m.i. ) - Fasce di rispetto del reticolo idrico minore (4mt) - Fascia di rispetto principale del Torrente Bevera (10mt) competenza Regione Lombardia VINCOLI PAI: FASCE FLUVIALI (Variante al Piano Stralcio per l'assetto idrogeologico PAI approvato con DPCM 24 maggio 2001 fasce fluviali del fiume Lambro nel tratto dal lago di Pusiano alla confuenza con il deviatore Redefossi ) - Limite tra la fascia A e la fascia B - Limite tra la fascia B e la fascia C - Limite esterno della fascia C - Area di laminazione controllata Obiettivi prioritari per la difesa del suolo PTR - Ee - Aree coinvolgibili da fenomeni di esondazione con pericolosita' molto elevata - Miniera - Produzioni Minerali - " Baggero e Brenno" marna da cemento Area estrattiva (licenza Decreto distretto Minerario 7/1996) - Piano di Emergenza Esterna Prefettizio - Ditta TEVA P.F.C. s.r.l. in comune di Bulciago - raggio 2.100 metri - popolazione 2011 - Piano in corso di adozione 63

- Delimitazione della concessione di marna da cemento "Baggero e Brenno" nel territorio di Costa Masnaga (verbale di delimitazione della concessione mineraria del 19 dicembre 1996 - scadenza concessione 06.10.2016) metanodotto Snam Rete Gas fascia di rispetto metanodotto - fascia di sicurezza metanodotto linea elettrodotti fascia di rispetto - 19m e 28m (DPA) Sorgenti a radiofrequenza - stazioni radio base per telefonia cellulare 4.1d - L ANALISI PAESISTICA DEL TERRITORIO E LE AZIONI DI PIANO A TUTELA DELL AMBIENTE E DEL PAESAGGIO Valutazione morfologico strutturale L abitato di Costa Masnaga sorge su un costone roccioso a sud del Lago di Pusiano, in posizione dominante e panoramica sulla Brianza. Si estende su una superficie di circa 5 kmq e confina con i comuni di Rogeno, Molteno, Garbagnate Monastero, Bulciago, Nibionno, Lambrugo e Merone. Le quote altimetriche sono piuttosto variabili anche se tendono a diminuire da Nord a Sud; la quota massima è posta in corrispondenza del rilievo su cui sorge l abitato principale di Costa Masnaga ed è pari a circa 330 metri s.l.m., mentre le quote minime si ritrovano nelle aree vallive del fiume Lambro e sono pari a circa 240 metri s.l.m. Le morfologie moreniche Nel contesto del paesaggio collinare la morfologia morenica, ultima scoria dei movimenti glaciali quaternari, assume una precisa individualità di forma e di struttura. L originalità di questo ambito, che si distingue da quello delle colline pedemontane di formazione terziaria, attiene sia alla conformazione planimetrica e altitudinale con elevazioni costanti e non eccessive, sia alla costituzione dei suoli (in genere ghiaiosi) e alla vegetazione naturale e di uso antropico.il territorio comunale di Costa Masnaga è infatti caratterizzato da frequenti culminazioni collinari, separate da ampie depressioni, spesso percorse da torrenti ad andamento meandri forme. 64

Aree boscate Nella porzione di territorio comunale facente parte del Parco Regionale della Valle del Lambro si alternano ampie aree agricole e ambiti boscati. Le tipologie ed il valore delle aree boscate è stato attribuito nell ambito degli studi agronomici e degli habitat. L importanza paesistica intrinseca deriva dalla visione d insieme del paesaggio e dagli skyline che in alcuni tratti vedono l alternanza delle frange boscate e delle zone agricole. Di fondamentale importanza è dunque il mantenimento dell immagine d insieme che si ha nel percorrere il territorio nonché degli stralci di visuali e coni di immagine di valore non solo ambientale ma anche paesistico di cui è possibile godere. Aree agricole e ambiti boscati nel territorio comunale di Costa Masnaga. 65

I corsi d acqua Il territorio comunale è attraversato da due importanti corsi d acqua che con il loro percorso in parte ne disegnano il confine: a Nord il Torrente Bevera e ad Ovest il Fiume Lambro. Il Torrente Bevera è un affluente di sinistra del Fiume Lambro nel quale confluisce in prossimità di Baggero, frazione del comune di Merone, dopo un percorso di circa 22 km. Si compone di quattro rami principali due dei quali nascono presso il Colle di San Genesio ed il Monte Crocione, in territorio di Colle Brianza e due in località Figina e in località Toscio, in territorio di Galbiate. L intero bacino, che si sviluppa tra i fiumi Adda e Lambro e si estende per circa 42.1 kmq, comprende interamente o in parte i territori di Galbiate, Oggiono, Ello, Colle Brianza, Rovagnate, Sirone, Castello Brianza, Barzago, Garbagnate Monastero, Molteno, Merone, Rogeno e Costa Masnaga. Il Torrente Bevera. 66

Il Fiume Lambro è un fiume della Lombardia lungo circa 130 km, tributario di sinistra del Po. Lungo il suo corso attraversa 53 comuni toccando sei province tutte in Lombardia. Da Pusiano a Cerro al Lambro, il suo corso è ricompreso in aree protette a parco; da nord a sud: Parco Regionale della Valle del Lambro, che nella parte meridionale si sovrappone al Parco di Monza, il Parco Media Valle del Lambro e i tre estesi parchi cittadini milanesi rientranti nel Parco Agricolo Sud Milano. Il suo nome italiano deriva dal latino Lambrus, lucente, come la sua acqua. Che anticamente lo fosse lo conferma il detto milanese ciar com el Lamber, limpido come il Lambro. Nasce dai monti del gruppo del San Primo (Triangolo Lariano), nell area di piano Rancio nel comune di Magreglio poco a nord del Ghisallo. Attraversa con corso rapido la Valassina bagnando i centri di Asso, Canzo, Ponte Lambro ed Erba. Ad Erba si immette nel Lago di Pusiano dopo di che, uscito dal lago, riceve da destra l emissario del Lago di Alserio quindi bagna il centro di Merone. Da qui scorre con andamento tortuoso ai piedi delle colline moreniche, dove raccoglie le acque di svariati rii, rogge e laghetti, raggiungendo la città di Monza dove attraversa l omonimo parco. Il Fiume Lambro conta ben 27 affluenti, per lo più naturali ma di scarsa rilevanza quelli nella parte settentrionale del corso fino a Monza, più copiosi ma artificiali quelli da Milano alla foce nel Po. Ha un regime tipicamente prealpino con massimi di portata autunnali e primaverili e magre estive e invernali. Per quanto riguarda la qualità delle sue acque il Fiume Lambro è stato uno dei fiumi italiani che ha più risentito dell inquinamento e dell industrializzazione avvenuta sulle sue rive, in particolare nel medio corso, tra Merone e Monza. Oltre all utilizzo dell acqua come forza motrice, dal XIX secolo, essa venne impiegata in diverse lavorazioni, in particolare dalle tintorie, e il fiume divenne un comodo sfogo per reflui industriali della più svariata natura. Il fenomeno dell inquinamento si accentuò soprattutto nella seconda metà del secolo scorso con la costruzione diffusa delle reti fognarie nei paesi rivieraschi dell alto e medio corso, le cui acque venivano convogliate nel fiume stesso. Dopo l anno 2005 circa, grazie agli interventi intercorsi, con l apertura delle prime sezioni dei depuratori di Merone e di Monza San Rocco, i dati relativi al Lambro sono progressivamente migliorati nel tratto fino a Monza. 67

DOCUMENTO DI PIANO Il Lambro, complessivamente, ha reagito meglio del Seveso e dell Olona ai massicci interventi di recupero cui è stato sottoposto. Da un lato ha giocato a suo favore la naturalità delle sue sponde, che scorrono ancora libere per lunghi tratti, al contrario di quelle degli altri due fiumi praticamente inalveati tra barriere di cemento. Il Fiume Lambro. Data l importanza che le acque pubbliche rivestono rispetto agli aspetti di pianificazione del territorio, sono stati adeguatamente indicati in cartografia (Tav. 5.1) i percorsi dei corsi d acqua superficiali con le relative fasce di rispetto individuati ai sensi del Vincolo di polizia idraulica (R.D. 523/1904 e DGR 7/13950 del 01.08.2003, ossia: Fiume Lambro (n 112) Torrente Bevera (n 123) I punti di captazione delle acque ad uso idropotabile con le relative fasce di rispetto sono state anch esse rappresentate nella tavola sopracitata. 68

Valutazione vedutistica I punti panoramici le visuali paesaggistiche i percorsi ciclo pedonali I punti panoramici e le visuali paesaggistiche presenti nel territorio comunale sono molteplici. Oltre a quelli individuati dal P.T.C.P. di Lecco, indicati precedentemente, percorrendo a piedi i principali nuclei abitati è possibile godere in alcuni tratti di scorci davvero suggestivi dove le aree agricole e le macchie boscate si alternano vicendevolmente. Un paesaggio i cui aspetti mutano continuamente, nel quale sorgono, quasi fossero li da sempre, le cascine ed i vecchi nuclei, alcune ancora integre nel loro aspetto originale altre circondate da nuove edificazioni. Un esempio lo si trova percorrendo la stradina sterrata che costeggia C.na Cadrega come nelle due foto a seguito. Per quanto riguarda i percorsi ciclo pedonali è opportuno ricordare il sentiero che si snoda tra le campagne e le colline che circondano il paese, la cui lunghezza è di circa 9 km. Un percorso che in parte attraversa il Parco Regionale della Valle del Lambro e in parte si snoda tra le aree urbanizzate del comune. Tracciato del percorso ciclo pedonale. 69

Valutazione simbolica Gli insediamenti storici ed i manufatti caratterizzanti il paesaggio che ne costituiscono un simbolo poiché mantengono oggi un significato della cultura storica della tradizione agricola e culturale dei luoghi sono a seguito indicati. I nuclei di antica formazione Nel comune di Costa Masnaga sono presenti alcuni nuclei di antica formazione: Camisasca, Centemero, Musico, Tregolo e Masnaga. Ai fini della conservazione degli edifici ed elementi che li caratterizzano è stato effettuato un approfondimento tramite uno studio dettagliato dei nuclei storici così da dettare precise indicazioni relative alla conservazione delle tipologie e dei caratteri propri, che nella totalità, ne determinano il valore storico ed ambientale. Le cascine Il territorio lombardo è disseminato di cascine. Da sempre questi tipi di abitazione hanno avuto un ruolo basilare nella vita dei nostri antenati. Le cascine storiche sono infatti testimonianza di un intensa attività agricola svolta nelle epoche passate. Nel territorio comunale di Costa Masnaga il numero di cascine isolate è considerevole. Queste sono individuate da: la C.na Brascesco, la C.na Cadrega, la C.na Volpera, la C.na Cà di Brenno, la C.na Brenno della Torre, la C.na Colombaio, la C.na Pettana, la C.na Jolanda, la C.na Luigia (detta Il Fabbricone, la grande casa colonica con corte interna edificata nel 1912 dalla famiglia Beretta che ne rimase proprietaria fino agli anni 70). 70

Tali insediamenti rurali sono composti prevalentemente da un grande corpo di fabbrica adibito ad abitazione, che non supera mai i tre piani, circondato da edifici di minori dimensioni destinati per la parte al piano terreno al ricovero degli animali e/o delle macchine agricole e per la parte superiore a fienile. Anche la loro localizzazione, sulla sommità delle caratteristiche colline, non è stata affatto casuale. In tempi remoti, infatti, i paesi sorgevano sulle alture a causa dei numerosi acquitrini per evitare l eccessiva umidità e le nebbie. A questa considerazione ne va aggiunta anche un altra: la necessità di vedetta per difendersi dagli attacchi dei nemici. Le Torri Altrettanto caratteristiche del territorio oggetto di studio sono le torri, testimonianza di un epoca passata giunta in buono stato fino ai giorni nostri. Si tratta di torri di guardia, di avvistamento e di controllo, di notevole valenza paesistica cadute poi in disuso intorno all anno 1500. La caratteristica peculiare di tali elementi architettonici è quella di privilegiare generalmente posizioni isolate, dominanti e panoramiche. Nella tradizione cristiana la torre, a causa del suo rapporto tra cielo e terra, significa la vigilanza e l ascesa. Così ogni gradino della scala, ogni piano della torre, costituiscono una tappa dell ascensione. Nel territorio comunale sono presenti tre torri: la Torre di Camisasca, la Torre di Tregolo e la Torre di Brenno. La Torre di Camisasca L epoca della torre di Camisasca si fa risalire tra il XII e il XIII secolo con rimaneggiamenti successivi, soprattutto nel tardo Medioevo. Si tratta di un edificio costruito essenzialmente con pietre rustiche di cava e levigati ciottoli di fiume (anche con resti di edifici d epoca romana), murati con calce, sabbia e terra naturale. Un monumento costituito da un massiccio corpo rettangolare a base quadrata. Esso presenta, nelle forme e nel colore, le caratteristiche principali dello stile romanico: sobrietà, robustezza e assoluta integrazione armonica con l ambiente. Una stagione architettonica, quella del Romanico, che venne espressa in Lombardia e in Brianza a livelli di altissima qualità artistica. Monumenti che ai giorni nostri continuano ad essere non solo motivo di studio, bensì fonte inesauribile di ispirazione per architetti di tutto il mondo, poiché, nonostante i secoli passati, tali costruzioni continuano a rivelare ancora oggi tutta la loro autentica carica di modernità. Essendo nata a scopo difensivo (anche se poi trasformata in abitazione) la Torre presenta delle piccole finestre a strombo (cioè le caratteristiche feritoie). 71

Le mura perimetrali hanno uno spessore formidabile di circa 130 centimetri e l altezza attuale della torre è di quasi 12 metri. In origine esisteva un tetto in legno a quattro falde, coperto con coppi in laterizio. L unico motivo ornamentale consiste in una sorta di dentellatura posta in alto sulla facciata d ingresso e costituita da una fila di mattoni murati con gli spigoli rivolti verso l esterno. Il recente restauro ha recuperato con pregevole attenzione gli originali muri in pietra, viceversa ha evidenziato in modo chiaro la parte nuova, costituita dai serramenti, dalle strutture in metallo e dai solai in muratura (perduti e un tempo in legno). Molto suggestiva è la vista che si gode dall alto della torre: volgendo lo sguardo a nord è possibile vedere il Resegone e a sud la valle del Lambro, con i rigagnoli della Bevera e le colline dolcemente degradanti verso l alto milanese. La Torre di Camisasca. 72

La Torre di Tregolo La torre di Tregolo, simbolo di Costa Masnaga, a pianta romboidale risalente al XI secolo, è ora inglobata all interno del parco dell eclettica Villa Beretta. La torre apparteneva al castello costruito attorno all anno Mille e distrutto nella prima metà del XVI secolo, che sovrastava la valle del torrente Bevera, affluente del fiume Lambro. La torre giunta rozza e nuda, ma salda, fino al 1836, aveva tre finestre quadrate che davano luce nell interno a tre piani (di una camera ciascuno) ed era ricoperta da un tetto a due spioventi. Nel 1916 fu inserita una porta di marmo e due stemmi nobiliari, furono aperte diverse finestre, bifore e trifore, e la parte superiore venne ridotta a terrazzo circondato di merli sorretti da archetti di discutibile imitazione di stile lombardo. Tutta la muratura, così caratteristica dei primi secoli dell anno mille, venne ricoperta di malta colorata. Un tempo la torre era unita da un lato a case coloniche e le camere dei tre piani servivano ad abitazione alle quali vi si accedeva mediante una scala esterna. In tempi successivi l architetto Perrone fece levare l intonaco e togliere la scala esterna. Per accedere al primo piano, alto circa quattro metri da terra, fece costruire una scala esterna con parapetto e tetto sostenuto da colonnine. In cima alla scala ci si trova di fronte all antico ingresso che venne conservato e che un tempo doveva essere in comunicazione diretta con il castello; dal primo piano una scala interna conduceva agli altri due piani e al belvedere o torrazzo, posto sotto il tetto. La Torre di Tregolo. 73

La Torre di Brenno Della torre di Brenno invece si hanno poche notizie. Ubicata in località Brenno della Torre, sorge nella parte più alta del colle e questo è segno tangibile del bisogno di difesa e di guardia sentito dalla gente nei tempi dell alto medioevo, forse usata come luogo di vedetta e segnalazione. Al piano terreno vi sono stalle ed abitazioni, mentre al piano primo vi sono camere da letto. La disposizione dei locali, la forma del porticato e la regolarità delle finestre inducono a ipotizzare ad interventi di ristrutturazioni piuttosto recenti rispetto alle origini del complesso. La Torre di Brenno. 74

Le ville Tipiche di questo paesaggio collinare sono anche le ville e i parchi sorti fra il 700 e l 800, quali residenze favorite della nobiltà e della borghesia lombarda. Le ville storiche rappresentano una particolare modalità insediativa tesa al massimo sfruttamento dei valori estetici del territorio. Spesso le ville, le quali costituiscono un tutt uno con i loro giardini e parchi anche di ampie proporzioni, si innestano all interno di vecchi nuclei storici o, più frequentemente, in adiacenza ai nuclei stessi. A livello percettivo le ville possono non essere visibili, ma si intuisce la loro presenza proprio in funzione dell organizzazione del territorio circostante. In altri casi, invece, la percezione del singolo elemento è immediata, in funzione della sua ubicazione, generalmente sulla sommità. In molti casi sono i parchi e i giardini delle ville gli unici elementi che consentono di individuarle. Spesso, infatti, la villa è arretrata rispetto al fronte stradale, ma gli alberi ad alto fusto oppure i giardini ben disegnati ne rivelano la presenza. Villa Manuela Antica dimora di fine Ottocento perfettamente integra è immersa in un parco secolare di 17.000 mq nonostante sia ubicata nel cuore del paese e a pochi metri dalla S.S. 36 Strada Statale del Lago di Como e dello Spluga. Attualmente viene utilizzata come luogo ove organizzare eventi, ricevimenti e matrimoni. Cancello di ingresso di Villa Manuela. 75

I valori paesistici ed ambientali di Costa Masnaga Il territorio comunale di Costa Masnaga è articolato in diverse frazioni: Camisasca, Tregolo, Musico, Centemero e Masnaga che costituiscono i nuclei di antica formazione, più una serie numerosa di cascinali localizzati sulle sommità delle colline. Ambiente storico centro storico E stata effettuata un indagine particolare di dettaglio sul centro storico, come previsto dalla legge regionale n 12/2005 e dal Piano paesistico regionale. Le analisi sono riportate in una serie di elaborati grafici ed in un ampio fascicolo illustrativo. Centro storico L individuazione degli ambiti dei centri storici è stata effettuata in base alle ricerche storiche e a quanto riportato della carta 1^ levata I.G.M. risalente al 1888. I centri storici presenti nel comune sono stati oggetto di una dettagliata analisi che ha valutato, per ogni edificio, la destinazione d uso, lo stato di conservazione, nonché la presenza di elementi di pregio architettonico e di elementi in contrasto con i caratteri propri del centro storico. L indagine ha esaminato i catasti storici Teresiano (1722), Cessato (1857) e Cessato aggiornamenti (1897), che sono allegati al P.R.G. sia in riproduzione cartacea che in documentazione fotografica. Inoltre è stata elaborata una cartografia in cui sono riportate le soglie storiche dell edificazione dal 1700 ad oggi. Un ulteriore documento illustrativo dello stato di fatto è costituito da una dettagliata documentazione fotografica. L importanza dei centri storici di Costa Masnaga deriva non solo dalla loro caratterizzazione e dal loro particolare impianto ma anche dalla presenza, nel loro interno, di edifici di particolare valore storico ed architettonico. Quanto sopra è meglio dettagliato nello studio particolareggiato effettuato sul centro storico. Edifici di rilevante valore storico architettonico ed ambientale e cortine edilizie significative A Costa Masnaga e nelle frazioni gli edifici di particolare valore storico ed architettonico sono segnalati nella tavola di analisi del centro storico. Edifici di valore storico ed architettonico ambientale nell ambito del tessuto consolidato Nell ambito del tessuto consolidato emergono degli edifici che si distinguono rispetto al costruito circostante, poiché conservano una caratterizzazione tipologica - architettonica e storica attribuibile ad un epoca successiva all edificazione del primo nucleo del centro storico, ma comunque non recente. 76

Tali edifici, nella maggior parte dei casi, conservano dei caratteri tipologici ed architettonici di valore architettonico ed ambientale. Un tipico esempio è dato dal complesso di architettura rurale di C.na Luigia. Detta Il Fabbricone, la grande casa colonica con corte interna fu edificata nel 1912 dalla famiglia Beretta che ne rimase proprietaria fino agli anni 70. Costruita ai margini del centro abitato è costituita da un corpo centrale e due corpi laterali. Il complesso rappresenta senza dubbio, per l insieme delle soluzioni formali e tipologiche adottate, un episodio qualificante nel panorama dell architettura rurale locale. I percorsi di interesse locale Diversi sono i percorsi di valenza locale ed interesse paesistico che sono stati puntualmente individuati su apposita cartografia. Edifici religiosi e spazi pubblici caratterizzanti i sistemi simbolico culturali Chiesa della B. V. Santa Maria Assunta La Chiesa parrocchiale di Costa Masnaga, dedicata a S. Maria è citata in un documento del 1200, ma essa ospitò il primo sacerdote solamente a partire dal 1400, anno in cui Masnaga iniziò a rendersi indipendente dalla chiesa plebana di Incino. In un altro documento risalente al 1570 vi sono riportate alcune diciture dalle quali si può dedurre che nel territorio comunale vi erano ben due chiese: quella parrocchiale di S. Maria e quella vecchia di S. Giovanni. Nel 1599 si decise di demolire la chiesa di S. Maria in quanto non poteva più accogliere tutti i fedeli del paese e di costruirne una di dimensioni maggiori. I lavori di costruzione iniziarono immediatamente e terminarono definitivamente attorno al 1620. Chiesetta di San Cassiano Da un documento del 1206 risulta l esistenza di una piccola chiesa vicino all abitato di Musico: la chiesa di San Cassiano. Pare che nel 1566 la stessa versava in pessime condizioni. L attuale chiesetta costruita nel 1966 pare, da un disegno, sorgere sulle rovine della preesistente struttura dedicata ai morti della peste. In memoria di quel triste periodo, affissa sulla facciata anteriore della chiesetta, è presente una targa commemorativa. 77

Cappelle votive Sul territorio comunale sono inoltre presenti alcune cappelle ed edicole votive, simbolo della tradizione storica e religiosa locale. Merita di essere menzionato il viale alberato che conduce alla Chiesa di S. Maria Assunta dove, lungo i lati, sono presenti una serie di piccole cappelle per la Via Crucis. Chiesa di S. Maria Assunta. Chiesetta di S. Cassiano. 78

DOCUMENTO DI PIANO Ambiente naturale Parco di Brenno Il Parco di Brenno si sviluppa tra il Torrente Bevera e l altura di Brenno della Torre ed è dotato di percorsi pedonali che si snodano all interno di un bosco di querce, betulle e robinie, con ampi spazi verdi attrezzati. Parco Regionale della Valle del Lambro Parte del territorio comunale di Costa Masnaga è posta all interno del Parco Regionale della Valle del Lambro, istituito con Legge Regionale n 82 del 16 settembre 1983 e gestito da un consorzio costituito da 35 comuni delle provincie di Como, Lecco e Monza Brianza. La sua attuale superficie è di circa 8.100 ha, dei quali circa 4.000 ha sono di Parco Naturale. Il suo territorio si estende lungo un tratto di 25 km del fiume Lambro, compreso tra i Laghi di Pusiano e di Alserio a nord e il Parco della Villa Reale di Monza a sud. Il territorio del Parco comprende il tratto collinare del fiume Lambro e presenta caratteri differenti lungo il suo percorso. Ubicata nell ambito del Parco Regionale si trova una miniera di marna: la Miniera di Brenno. 79

La Miniera di Brenno Con il nome Miniera di Brenno viene identificato un sito estrattivo di marna da cemento sito nel territorio comunale in località Brenno che serve l Unità Produttiva a ciclo completo di Merone. La storia di questo giacimento abbraccia un arco temporale molto vasto e si ricollega alla chiusura dei cantieri della miniera di Baggero e della miniera di Malaga. Nel 1975 è iniziata la coltivazione e già nel 1979 sono iniziati i primi lavori di recupero ambientale sulle pareti non più interessate dalle opere di scavo. Le tecniche di coltivazione hanno subito molte trasformazioni nel corso degli anni. Attualmente, la tecnica di escavazione utilizzata è quella dell abbattimento con esplosivo che comprende le fasi di preminaggio, rippaggio e trasporto del materiale abbattuto, tramite pala gommata, all impianto di frantumazione mobile situato nel piazzale della miniera stessa. Il trasporto del materiale frantumato all Unità Produttiva di Merone avviene tramite un nastro trasportatore lungo circa 1,5 km. Scorcio della miniera di Brenno. 80

4.1 e - GLI AMBITI URBANIZZATI RICONOSCIUTI ANCHE DAL P.T.C.P. E LA RETE ECOLOGICA PROVINCIALE Il P.T.C. della Provincia di Lecco 2008- Adeguamento alla L.R. 12-2005 e s.m.i. approvato con D.C.P. n 7 del 23-24.03.2009 identifica, all interno del Quadro Strategico la Rete Ecologica Provinciale. Il territorio comunale è interessato per la maggior parte dalla presenza della pianificazione sovraordinato con valenza urbanistico territoriale del Parco Regionale della Valle del Lambro. La rimanente porzione di territorio comunale è interessata dalla Territoriale Paesistico della Provincia di Lecco. pianificazione del Piano Nel dettaglio, il territorio posto ad est rispetto al Parco Valle Lambro, è interessato dalle Sorgenti Areali di Pressione, consistenti nella totalità del tessuto urbanizzato e consolidato e dagli AMBITI DI RETE ECOLOGICA a seguito riportati: ELEMENTI NATURALI MARGINALI Biotopi/ecotoni naturali di ridotte dimensioni o a carattere puntiforme, interclusi nella matrice antropogenica. Comprendono ambiti di estremo valore naturalistico, accresciuto dal loro carattere di residualità. Per le specie piu tolleranti al disturbo antropico e meno sensibili al processo di frammentazione possono fungere da aree di appoggio e rifugio Rappresentano ambiti in prevalenza terrazzati,in parte boscati ed in parte prativi, ubicati ai margini del tessuto urbano consolidato. AREE DI RIEQUILIBRIO ECOLOGICO Superfici agricole intensive comprese in ambiti a elevato livello di frammentazione ed artificializzazione, con limitate possibilità di riconnessione funzionale ai principali elementi della rete. Possono essere oggetto di rinaturalizzazione e di pratiche gestionali atte a mantenere un discreto livello di qualità ambientale, costituendo elementi di importanza a scala locale. Nell ambito del territorio comunale la zona si identifica con ambiti interclusi o marginali rispetto al tessuto urbano consolidato. SETTORI DI ECOPERMEABILITA POTENZIALE Contesti territoriali a elevata eterogeneità ambientale la cui funzione principale è quella di favorire la dispersione degli organismi tra le aree a piu elevata naturalità. Al loro interno si riconoscono elementi di pressione, ambiti naturali, agro ecosistemi con valore ecologico attuale, agro ecosistemi con valore ecologico potenziale. Non si tratta,quindi, di aree a elevata naturalità diffusa ma di ambiti contraddistinti da continuità spaziale, nei quali pianificare strategie gestionali atte a migliorare la loro funzionalità ecologica. Le aree sono ubicate ad est della S.S. 36 Nuova Valassina e costituiscono ambiti funzionali e di appoggio della rete ecologica provinciale. INDIVIDUAZIONI LINEARI- FASCE DI BIOPERMEABILITA ( RETE ECOLOGICA Provinciale P.T.C.P. Lecco 2004) La fascia interessa gli ambiti territoriali circostanti il torrente Bevera, nella porzione nord del territorio comunale. 81

AMBITI DESTINATI ALL ATTIVITÀ AGRICOLA DI INTERESSE STRATEGICO ( ART. 56) AMBITI A PREVALENTE VALENZA AMBIENTALE, in coerenza con il disegno della rete ecologica di cui all art. 61 delle Norme del P.T.C. Provinciale Si identificano in tutti gli ambiti agricoli coltivati e prevalenti ubicati, per la maggior parte internamente al perimetro del Parco Regionale della Valle del Lambro, nella porzione ovest del territorio comunale. AMBITI DI PARTICOLARE INTERESSE STRATEGICO PER LA CONTINUITÀ DELLA RETE ECOLOGICA Richiedono specifiche ed ulteriori cautele secondo quanto disciplinato dall art. 58, comma 2 il quale prevede la finalità di assicurare la continuità funzionale e percettiva della connessione ecologica. L area interessa un ambito areale avente quale zona centrale la Cascina Pettana., la zona deve essere salvaguardata ai fini di consentire una continuità tra la rete ecologica provinciale ed il sistema degli ambiti prevalentemente agricoli. AMBITI IN AMBITO DI ACCESSIBILITÀ SOSTENIBILE Gli ambiti in oggetto sono interessati dall art. 20 delle norme del P.T.C. Provinciale nel quale si prevede l opportunità di utilizzo ai fini edificatori delle suddette aree agricole poiché facilmente accessibili in considerazione della prossimità delle stesse rispetto a percorrenze stradali locali. Le aree sono ubicate nel territorio comunale ad est e ad ovest della frazione di Centemero. 4.1f IL SISTEMA DELLA MOBILITÀ Il sistema della mobilità che interessa il territorio comunale è costituito dalla viabilità principale di interesse sovraccomunale : S.S. 36 del lago di Como e dello Spluga oltre che dalla linea ferroviaria che attraversano il territorio comunale con stazione nel comune di Costamasnaga : Ferrovia dello Stato linea Milano Lecco. La parte edificata del territorio è inoltre interessata dalle linee automobilistiche del servizio pubblico S.P.T. Nell ambito del Documento di Piano è stata inserita la viabilità e gli adeguamenti viari in progetto atti alla razionalizzazione della viabilità comunale. 82

4.1g IL SISTEMA SOCIOECONOMICO LOCALE La situazione socioeconomica La popolazione Analizzando i dati relativi alla popolazione residente nel comune negli ultimi 30 anni, si rileva un andamento crescente, vi sono due regressioni, la prima nel 1921 e la seconda a partire dal 1995 fino al 1997, quando abbiamo siamo di fronte ad una controtendenza, ma è a partire dagli anni 2000-2001 che vi è un picco in aumento considerevole fino al 2010. La comparazione con i comuni circostanti dei dati ai vari censimenti, a partire dal 1861, indica andamenti simili con incrementi costanti e piuttosto regolari della popolazione residente. Per Costa Masnaga risulta modesto negli ultimi 10 anni, a partire dal 2000, l incremento di popolazione dovuto al saldo naturale (nati morti) pari ad un numero che varia da una decina a una trentina di unità, solo in quattro circostanze abbiamo un saldo negativo (2000 2003 2007 2009) il saldo naturale ha una media di 9.90 all anno, mentre è più consistente quello del saldo migratorio positivo (immigrati emigrati), in media n 31 all anno. (media calcolata a partire dal 2000 fino al 2010) La popolazione è suddivisa tra maschi e femmine, con prevalenza di queste ultime (2.213 femmine contro 2.172 maschi, al censimento 2001). Essa è distribuita per fasce d età che vedono il 13,20% sotto i 14 anni e il 23,82% sopra i 60 anni; la popolazione più vecchia è composta per il 78,65% da donne e il rapporto di mascolinità è pari al 98,15%. L indice di natalità relativo agli ultimi vent anni risulta pressoché stazionario, con una media di 44,81 nati all anno. Ai fini della scolarità sono da considerare il 4,70% da 0 4 anni, il 4,45% da 5 9 anni, il 4,17% da 10 14 anni e il 6,14% da 15 19 anni, oltre al 7,01% da 20 24 anni, che può essere interessato da corsi universitari. Sulla base delle classi di età si possono ricavare i seguenti indici significativi. L indice di vecchiaia misura il grado di invecchiamento della popolazione ed è ricavato dal rapporto tra la popolazione oltre i 65 anni e quella al di sotto dei 14 anni. - popolazione sopra i 65 anni = 17,88% - popolazione inferiore a 14 anni = 13,20 % - indice di vecchiaia 17,88% : 13,20% = 1,35% che conferma la presenza degli anziani superiore a quella dei giovani. 83

L indice di dipendenza misura il livello di autosufficienza della popolazione, con riferimento alla possibilità di produzione di reddito, ed è ricavato dal rapporto tra le classi di età considerate improduttive (0 14 anni e sopra i 65 anni) e le classi che possono essere attive a tale fine (tra 15 e 65 anni) : - popolazione sotto i 14 anni e sopra i 65 anni = 31,08% - popolazione tra i 15 anni e i 65 anni = 68,92% - indice di dipendenza 31,08% : 68,92% = 0,45% che indica il livello positivo di autosufficienza della popolazione per quanto riguarda la produzione di reddito, essendo la popolazione teoricamente attiva più del doppio di quella non attiva. L indice di ricambio della popolazione attiva misura la potenzialità di turn-over occupazionale, attraverso il rapporto tra popolazione prossima ad uscire dal mercato del lavoro (60 64 anni) e quella prossima ad entrarvi (15 19 anni) : - popolazione tra 60-64 anni = 5,94% - popolazione tra 15-19 anni = 6,14% - indice di ricambio 6,14% : 5,94% = 1,03% che denota una possibilità di ricambio in relazione alla minor popolazione in attesa di entrare nel mondo del lavoro, rispetto a quella che sta per uscire. La presenza di stranieri è contenuta nel 3,16% dalla intera popolazione residente. Le famiglie Il numero delle famiglie aumenta da n 1.437 nel 1991 a n 1.658 nel 2001 ed il relativo numero dei componenti per famiglia si riduce da 3,51 nel 1971 a 3,06 nel 1981, a 2,99 nel 1991, a 2,63 nel 2001 in media con la situazione generale presente negli altri comuni. Le famiglie vedono ridursi il numero dei componenti: le famiglie con oltre 5 componenti si riducono sensibilmente negli ultimi 30 anni, dal 11,72% nel 1971 al 1,21% nel 2001, mentre aumentano quelle con 1 solo componente, dal 10,52% al 22,62%, e con 2 componenti dal 20,02% al 26,54 %. Secondo i dati C.G.P del 201 il n medio di componenti pari a 2,62, il numero delle famiglie con 1 componente è di 375 famiglie e di 20 famiglie con oltre 5 componenti. Le abitazioni Le abitazioni rilevate ai censimenti indicano uno sviluppo da n 1.374 nel 1981, a n 1.581 nel 1991 e n 1.803 nel 2001, con un incremento in vent anni pari al 21,45% circa. Le abitazioni hanno una media di 4 stanze per abitazione, con indice di affollamento pari a 0,34 abitanti / stanza. Le abitazioni occupate al 2001 risultano n 1646 (91,3%). Le abitazioni non occupate al 2001 risultano n 157 (8,7%). Le abitazioni occupate sono passate da 1.294 unità del 1981 a 1.646 unità del 2001, sono aumentate inoltre le abitazioni non occupate da 80m unità immobiliari del 1981 siamo passati a 157 unità immobiliari del 2001. Le unità abitative hanno una superficie media pari a 97,44 mq. 84

Le abitazioni non occupate hanno come causa per il 8% perché utilizzate per le vacanze, 14% perché utilizzate per lavoro o studio, 14% non utilizzate per motivi vari e per il 64% perché non utilizzate. Le 1.646 unità abitative sono occupate a titolo di proprietà per il 67% (1.159 unità), il 26% è in affitto (325 unità) e il 7% con altro titolo (157 unità). In relazione alle epoche del patrimonio abitativo esistente, si rileva che meno della metà è piuttosto recente; infatti solo il 56,22% degli edifici ha oltre 30 anni di vita, essendo stato realizzato prima del 1971, mentre il 43,78% è stato realizzato negli ultimi 30 anni (1972 2001). Le abitazioni più vecchie, realizzate prima del 1919, rappresentano il 17,73% e quelle realizzate nel periodo 1919 1945 sono pari al 4,37%. Le attività economiche Secondo i dati C.G.P. censimento del 2001 il numero delle agricolture è pari a 18 unità corrispondenti allo 0,92 % di tutte le attività; n 1.223 industrie pari al 62,18% delle attività e 726 attività varie che corrispondono al 36,91%. Il tasso di attività è pari al 54,01%, mentre il tasso di disoccupazione è pari al 4%. Valore più consistente quello della disoccupazione giovanile che è pari al 9,49% Le attività produttive sono prevalentemente collocate nella parte nord-est del territorio comunale, lungo la ferrovia e la S.S. 36, tutte attività caratterizzate dall interesse sovraccomunale. Dal 4 censimento dell agricoltura del 1990 risulta che il territorio comunale è interessato da attività agricole con coltivazioni pari a 202,75 Ha, ai quali si aggiungono 229,66 Ha di orti, parchi e giardini. Le aziende agricole con la sola manodopera famigliare è pari a 36. La densità di popolazione Rilevato anche il dato della densità di popolazione, cioè degli abitanti residenti per kmq. di superficie territoriale, pari a 780 abitanti / kmq., nel 2001 85

4.2 - L ASSETTO DELLE AREE AGRICOLE E DI VALORE PAESISTICO 4.2 a Le caratteristiche del paesaggio agrario Con il contributo tecnico di settore degli agronomi, nella tavola 3.1, si è proceduto alle identificazione delle aree destinate allo svolgimento dell attività agricola, delle aziende agricole, delle colture agricole specializzate e dei diversi usi del territorio. Lo studio agronomico, effettuato a partire dalle basi cartografiche e informative di settore), caratterizza a livello qualitativo le aree di natura agricola e forestale del territorio. Studio che insieme agli altri studi di settore sono alla base delle scelte progettuali del Piano di Governo del Territorio. La realtà agricola di Costa Masnaga risente della particolare conformazione geomorfologica del proprio territorio, nonché delle dinamiche socio economiche avvicendatesi nel tempo. Il territorio del comune di Costa Masnaga in tre ambiti: per ampia parte il territori è compreso nell ambito dell anfiteatro morenico originatosi in concomitanza alla genesi dei laghi. La restante porzione, a sud della precedente, è invece costituita dal piano basale più caratteristico della pianura ed infine, lungo il confine ovest del territorio comunale, si distribuisce la valle fluviale del Fiume Lambro, coincidente con il piano di divagazione del corso d acqua. Tale ripartizione morfologica ha notevolmente influenzato l agricoltura, portando ad un utilizzo maggiormente intensivo (maidicoltura) delle zone moreniche e basali, relegando invece colture meno redditizie (tipicamente i prati) lungo i fianchi della valle del Lambro. La presenza della suddetta valle fluviale, unitamente a quella minore del torrente Bevera, hanno consentito il permanere di complessi boschivi di una certa estensione. Nel complesso emerge una realtà agricola maggiormente orientata verso aspetti di tutela e conservazione del territorio piuttosto che alla produzione agricola in senso tradizionale. Infatti abbiamo una preponderanza di colture a basso reddito (prati) in riferimento ad altre maggiormente produttive (mais, vigneti, frutteti). L importanza del ruolo del comparto agricolo comunale soprattutto in termini di salvaguardia e cura del paesaggio rurale, ha condizionato l approccio alle scelte progettuali dello strumento di governo del territorio. La superficie non urbanizzata è così distribuita in boschi, formazioni non costituenti bosco, prato stabile, colture orticole a campo pieno, seminativo, orti extra-urbani, vivaio, parchi, incolti e parchi-giardini, quest ultimi occupano una superficie pari a circa 20 Ha. L ambito prativo ospita coltura da fieno, mais e grano. In accordo con il carattere paesaggistico del territorio agricolo comunale, anche la componente forestale mostra una vocazione più strettamente fruitiva ed estetica piuttosto che produttiva. Le aree forestali comunali appaiono fruite e valorizzate in termini turistici, anche grazie ad interventi realizzati dall Amministrazione del Parco del Lambro. Il bosco costituisce pertanto elemento di arricchimento visivo del paesaggio agricolo comunale, oltre che ad assolvere le ulteriori tradizionali attitudini quali la regimazione delle acque, la produzione di ossigeno e la tutela di ambienti idonei alla fauna selvatica. 86

Le specie botaniche presenti sul territorio del comune di Costa Masnaga come rappresentato in tavola 3.2 sono: aceri-frassineti e alnete di ontano nero all interno del Parco della Valle del Lambro; carpineti piantumati lungo la Costa; formazioni igrofile lungo il fiume Lambro e il torrente Bevera; querceti mesofile nei pressi della cava e querco carpineti e robineti localizzati in prevalenza nei pressi del tessuto urbanizzato all interno del centro abitato. Tutte le specie arboree citate occupano una superficie pari a 107 Ha. Le attività che sfruttano il tessuto naturale agricolo sono attività florovivaistiche, aziende agricole, il quaglio dromo, maneggio e aree pascoli, apicoltura e orti domestici. Costa Masnaga si presenta come una realtà in cui l attività zootecnica riveste un ruolo minore, con presenza di pochi allevamenti di cui molti a carattere famigliare. Le specie allevate sono bovini, caprini, equini, ovini ed infine suini. La situazione alla data odierna (2010) è analizzata a partire dai dati prelevati dal Sistema Informativo dei Servizi Veterinari della Regione Lombardia. Il Servizio Veterinario regionale censisce la totalità delle realtà, anche non agricole, che dispongono di animali. In tavola 3.1 vengono inoltre evidenziate le particelle SIARL rilevate in dato 2010, la documentazione SIARL individua circa 133 ha, dato sostanzialmente in linea con la situazione all anno 2000 (129 ha). 4.2 b - Le presenze di interesse paesaggistico, storico, monumentale L analisi paesistica del territorio comunale ha identificato gli elementi costituivi dei piani sovraordinati che già hanno ben identificato le valenze paesistiche presenti sul territorio comunale. L analisi urbanistica e territoriale del P.G.T. ha approfondito i contenuti paesistici della pianificazione sovraordinata. L analisi del tessuto urbanizzato di Costa Masnaga ha consentito di individuare i nuclei storici, le cascine e gli edifici di impianto storico per i quali sono state condotte delle analisi particolareggiate finalizzate alla definizione di una normativa di dettaglio contenente specifiche modalità di intervento volte alla salvaguardia del patrimonio storico, architettonico ed ambientale. Sono state inoltre individuati i punti panoramici ed i coni di visuale paesaggistica, le emergenze collinari, i percorsi ciclopedonali esistenti ed in previsione, i percorsi percorsi di valenza storica e quelli di interesse sovraccomunale. 4.2c La sintesi dell assetto geologico, idrogeologico e sismico Il comune di Costa Masnaga è già dotato di studio del Reticolo Idrico Minore approvato e recepito nell ambito del P.R.G. vigente. Individuato all interno del reticolo idrico minore anche le relative fasce di rispetto del fiume Lambro, il torrente Bevera e i corsi d acqua presenti sul territorio comunale. Lo studio geologico eseguito sul territorio del comune di Costa Masnaga analizza cinque tematiche, la fattibilità di piano, elementi litologici tecnici, la pericolosità sismica, la carta di sintesi e la carta dei vincoli. 87

Fattibilità di Piano Classe 4 Fattibilità con gravi limitazioni Sottoclasse 4a -Fascia di rispetto principale del reticolo idrografico (Fascia A del PAI, fascia principale reticolo idrico principale e minore e aree allagate in occasione di precedenti eventi alluvionali) Inclusa in questa fascia tutta la zona dei corsi d acqua, il fiume Lambro e il torrente. La cava e la zona adiacente alla cava, sulla sinistra. Nell ambito della progettazione del P.G.T. si sono tenute in considerazione le prescrizioni geologiche e, qualora vi fossero dei vincoli in prossimità di aree sottoposte ad edificabilità sono stati introdotti dei criteri perequativi che prevedono la sistemazione idraulica ed agronomica con interventi di ingegneria naturalistica degli ambiti sottoposti a vincolo. Classe 3 - Fattibilità con consistenti limitazioni Sottoclasse 3c* - Fascia di rispetto secondaria del reticolo idrografico (aree comprese nell'area Ee esterna alle fasce B e C del PAI) Include una piccola lingua di territorio della sponda occidentale del fiume Lambro nella parte sud Sottoclasse 3c - Fascia di rispetto secondaria del reticolo idrico minore (aree comprese nelle fasce B e C del PAI) Inclusa in questa fascia l area strettamente adiacente alla fascia 4 lungo il fiume Lambro. Sottoclasse 3b - Aree ad elevata vulnerabilità dell'acquifero sfruttato ad uso idropotabile e/o del primo acquifero. Include le zone lungo il fiume Lambro, il torrente Bevera e le aree altamente vulnerabili dell acquifero. Sottoclasse 3a - Aree caratterizzate da superfici a morfologia accidentata o con pendenze moderatamente elevate (maggiori di 20 ) a rischio di innesco di instabilità dei versanti. Include le aree dei terrazzamenti, della costa e limitrofa alla cava. Classe 2 - Fattibilità con modeste limitazioni Sottoclasse 2a - Aree caratterizzate da superfici sub-pianeggianti o a debole acclività, con caratteristiche geotecniche buone o medie salvo condizioni locali sfavorevoli a causa della presenza in superficie di orizzonti limoso-argillosi con stato di addensamento da sciolto a mediamente consistente. Inserita in questa sottoclasse la totalità del tessuto urbano e il parco esclusi i terrazzamenti. Elementi litologici tecnici Vengono identificate 3 ambiti nel quale è suddiviso la superficie comunale. L ambito della Weak Rock include tutta la zona dei centri abitati e della cava; l ambito delle ghiaie e/o sabbie con miste alla frazione fine che include tutta la superficie del parco, le zone in industriali e la zona della ferrovia, infine la zona ghiaie e/o sabbie con frazione scarsa che include tutte le zone che accolgono i letti del fiume Lambro e del torrente Bevera. 88

Pericolosità sismica locale La zona di ciglio con h>10m e la zona di crescita rocciosa e/o cocuzzolo appuntite-arrotondate sono evidenziate rispettivamente con una linea rossa e una linea blu e sono principalmente localizzate lungo i terrazzamenti artificiali e la costa. La zona di fondovalle con presenza di depositi alluvionali e/o fluvio-glaciali granulari e/o coesivi viene localizzata lungo il fiume Lambro e il torrente Bevera e le aree di alta pericolosità acquifero. La zona di fondovalle con presenza di depositi alluvionali e/o fluvio-glaciali granulari e/o coesivi con terreni di fondazione particolarmente scadenti includo la maggior parte del territorio comunale escludendo tutte le aree urbanizzate e industriali. Le aree urbanizzate e la cava rientrano nella zona morenica con presenza di depositi granulari e/o coesivi e di contatto stratigrafico e/o tettonico tra litotipi con caratteristiche fisico-meccaniche molto diverse. Mentre tutta la zona industriale limitrofa al centro abitato e la zona più pianeggiante tra le due colline rientrano in zona morenica con presenza di depositi granulari e/o coesivi Il Comune di Costa Masnaga è inserito in zona sismica 4 ai sensi della OPCM 3274 citata. Carta di Sintesi e dei Vincoli Secondo la carta di sintesi dello studio geologico vengono analizzate le aree pericolose dal punto di vista dei versanti, vengono infatti localizzate in prossimità delle fasce di fattibilità 3 le aree acclivi con pendenza mediamenti superiore a 20. Individuata in zona della cava l area estrattiva e anche il perimetro del geosito che è di maggiore estensione rispetto quest ultima. Individuate le aree di pericolosità idrogeologica causa la vulnerabilità dell acquifero e le aree a rischio di esondazione lungo il fiume Lambro e il torrente Bevera. Le prime trovano anche ubicazione nella zona immediatamente adiacente alla cava sulla sinistra. Vengono introdotte dallo studio geologico le fasce PAI, la prima fascia è l area compresa nella fascia A e nella fascia principale del reticolo idrico - competenza AIPO che coincide con la classe IV di fattibilità di piano. La seconda fasci individuata è l area compresa nella fascia B e nella fascia secondaria del reticolo idrico individuata in corrispondenza della fascia 3c della fattibilità di piano posta a sud-ovest in prossimità del confine comunale. La terza ed ultima fascia PAI individuata è l area compresa nella fascia C e nella fascia secondaria del reticolo idrico, in corrispondenza della fascia 3c della fattibilità di piano ubicata ad ovest dell estensione comunale in prossimità di un ansa del fiume Lambro. E indicato l ambiti di prevalente valore naturale - Geositi (PTCP Provincia di Lecco, Tavola Q2- S Valori paesistici e ambientali) posto sulla Miniera di Brenno. 4.2d Lo studio acustico del territorio comunale Dallo studio di zonizzazione acustica del territorio comunale redatto dallo studio Risorse e Ambiente s.r.l. Brescia, dott. Ing. Filippo Mutti p.a. Luca Lanfredi geom. Mario Nochiero è emerso: Zone Classe I : aree particolarmente protette Le aree rientranti in questa classe sono esterne al confine comunale, direttamente limitrofe Zone Classe II : aree destinate ad uso prevalentemente residenziali Corrispondono ad una grossa superficie del tessuto urbanizzato, tutta la parte sud ovest, il centro di Camisasca, una porzione di zona agricola a nord comprendente la zona collinare, nel Parco Regionale della Valle del Lambro. 89

Zone Classe III : aree di tipo misto Corrisponde alla zona limitrofa alla cava, una buona percentuale del tessuto urbanizzato localizzato per la maggior parte nella zona a nord est e quelle aree limitrofe alle zone industriali non rientranti nella zona di classe V. Zone Classe IV : aree di intensa attività umana E ubicata in corrispondenza di parte delle zone industriali in Via Volta, Via Giovanni XXIII o nella fascia adiacente alla zona industriale al fine di garantire insediamenti con caratterizzazioni consone con l adiacente zona a Parco Valle Lambro, oltre che un ambito sempre con presenza di insediamenti industriale e fascia di rispetto della ferrovia, e una fascia immediatamente adiacente alla cava. Zone Classe V : aree prevalentemente industriali Corrisponde alla zona industriale maggiormente datata presenti sul territorio comunali ubicata lungo la ferrovia e la S.S. 36. La zona industriale lungo la strada per Rogeno, la Puricelli e la zona industriale a sud del comune lungo Via Roma. Zone Classe VI : aree esclusivamente industriali Non si rilevano ambiti in zona esclusivamente con destinazione industriale. Viene indicata l area adibita a spettacoli temporanee, posta all angolo tra via Volta e via Volontari donatori del sangue. 5 IL SISTEMA DEI SERVIZI PUBBLICI E DI INTERESSE PUBBLICO E GENERALE Il comune di Costa Masnaga è un comune poco al di sotto dei 5.000 abitanti, servito da un punto di vista viabilistico poiché attraversato dalla Strada Statale n 36 Nuova Valassina e da un assetto viario locale organico. Vi è inoltre una nutrita rete sentieristica che interessa il sistema delle Greenways nel Parco Regionale della Valle del Lambro oltre che dalla viabilità campestre di interesse locale. Le problematiche viabilistiche locali sono state superate attraverso l inserimento di tracciati viari in progetto, mentre la rete sentieristica locale è stata integrata con ciclopedonali e pedonali in progetto così da implementare i collegamenti con la rete delle greenways sovraccomunale esistente. Il comune di Costamasnaga è caratterizzato dalla presenza di un significativo e differenziato quantitativo di servizi pubblici alcuni dei quali di interesse sovraccomunale. 90

In generale i servizi presenti sul territorio sono quelli a seguito elencati: Aree ed attrezzature d uso pubblico di livello sovraccomunale Interesse comune Caserma dei Carabinieri Via Alessandro Volta Ufficio Postale Costa Masnaga Stazione F.S. Costa Masnaga strutture sanitarie Sede ASL Centro di Riabilitazione Villa Beretta Verde Parco di Brenno Aree ed attrezzature d uso pubblico esistenti di livello comunale strutture per l istruzione Scuola materna statale Mondo Bambino - Camisasca Scuola dell infanzia Locati Beretta Costa Masnaga Scuola elementare Aldo Moro - Centemero Scuola media statale Don Bosco Costa Masnaga Interesse comune Torre di Camisasca Museo Camisasca Piazza Don Olimpo Moneta Camisasca Sede Gruppo Alpini Centemero Cgil Sindacato Pensionati Italiani Immobile Multiuso Centro Sociale Madre Teresa di Calcutta Municipio Costa Masnaga Costa Forum Costa Masnaga Biblioteca Comunale F. Confalonieri Sede Cisl Centemero Porzione di capannone Via Roma Area Mercato Comunale Via Donatori Volontari di Sangue Piazza Colombo Costa Masnaga Edilizia residenziale popolare Appartamenti Camisasca Via Camisasca, 15 proprietà comunale e gestione ALER Appartamenti Brascesco Via Brascesco, 2D proprietà e gestione ALER Appartamenti Musico Via Puccini proprietà comunale e gestione ALER Appartamenti Via Giovanni XXIII proprietà e gestione ALER Mini alloggi Fabbricone C.na Luigia proprietà comunale e gestione ALER Appartamenti Via Diaz proprietà demanio e gestione ALER Appartamenti Via Cadorna proprietà comunale Appartamenti Poggi Via Cadorna proprietà comunale Appartamenti Via Italia proprietà e gestione ALER Porzione di fabbricato Via Beretta Andina 91

Attrezzature sportive Pista ciclabile Unione Ciclistica Costa Masnaga Bocciofila Quagliodromo Impianto tennis Parcheggi Pubblici: Camisasca (4); Brascesco (1); Brenno (1); Musico (8); Masnaga (24); Tregolo (4); Centemero (4); Colombaio (1); C.na Luigia (2); Samarino (3). Più altri 12 distribuiti nel territorio comunale. Parcheggi Privati: Camisasca (1); Colombaio (1); Tregolo (1); Masnaga (4); Centemero (4). Più altri 10 distribuiti sul territorio comunale. Attrezzature Religiose - Cimiteri Chiesa di San Genesio Martire Camisasca Chiesa di Brenno Brenno della Torre Santuario di San Cassiano Via Marconi Chiesa di San Rocco Centemero Chiesa Parrocchiale Santa Maria Assunta Costa Masnaga Oratorio Via Diaz Cimitero Via Manzoni Via Allievi Strandard tecnologici Punti Rete Gas: (4) Antenna: (2) Serbatoio: (3) Autoclave: (1) Piezometro: (1) PZ2 Stazione di pompaggio: (1) Saracinesche e contatore acquedotto Brianteo: (1) Cabine Enel: (15) Verde Area Verde Attrezzato: (4) Area Verde: (2) Parco comunale: (2) Per ulteriori approfondimenti si demanda alla schedatura dei servizi ed agli elaborati di dettaglio dei Servizi 92

6 LE POLITICHE DI INTERVENTO PER I DIVERSI SISTEMI FUNZIONALI : LE AZIONI DEL P.G.T. La costruzione del Piano del Governo del territorio del comune di Costa Masnaga ha posto alla base il recepimento dei contenuti della pianificazione sovraordinata Piano Territoriale Regionale con contenuti paesaggistici, approvato nel febbraio 2010, Piano Territoriale della Provincia di Lecco e la strumentazione di settore quale il Piano del Parco Regionale della Valle del Lambro e la concessione Mineraria per la miniera di Brenno. Dal quadro conoscitivo sovraesposto ed in base alle risultanze dei diversi studi di settore, si è rilevato l esigenza, ancora piu pressante in un territorio con le caratterizzazioni come quello di Costa Masnaga, di procedere alla pianificazione urbanistica ed ambientale del territorio con il contributo anche degli esperti di settore che hanno apportato delle consulenze al fine di pianificare al meglio il territorio, rendendo il progetto di P.G.T. sostenibile da un punto di vista di Valutazione Ambientale Strategica. In una fase preliminare l Amministrazione Comunale ha data delle indicazioni in merito agli indirizzi strategici posti alla base del P.G.T., ora nella fase progettuale tali indirizzi si concretizzano in azioni che vedranno la loro attuazione in parte nell ambito della pianificazione urbanistica ed ambientale, in parte nei diversi piani di settore complementari del P.G.T. Il territorio comunale di Costa Masnaga ha in corso uno sviluppo derivante dal P.R.G. vigente attraverso piani di recupero in corso di attuazione o di recente convenzionamento di cui il P.G.T. ha preso atto nel dimensionamento del nuovo piano. Indicazione prioritaria fornita dall Amministrazione Comunale sin dall inizio della stesura del piano e contenuta negli indirizzi strategici è stata la salvaguardia dell ambiente. Da questa scelta è derivato la volontà di conservare e valorizzare la parte di territorio appartenente al Parco Regionale della Valle del Lambro, oltre che il recupero degli ambiti incompatibili o incoerenti al fine della rinaturalizzazione delle aree. Nell ambito del settore agricolo il piano indica la non edificabilità delle aree, ma il solo uso ai fini agricoli delle stesse al fine di conservare l immagine del paesaggio percepibile e l identità della collina. Al fine di poter comunque salvaguardare lo svolgimento dell attività agricola è stata individuata un area, posta in prossimità dell edificazione industriale già esistente con lo scopo di concentrare in un unico luogo tutta l edificazione funzionale allo svolgimento dell attività agricola. L indirizzo di politica urbanistica principe del P.G.T. è quello di una ristrutturazione del tessuto consolidato attraverso la riconferma della riconversione di alcuni ambiti industriali dismessi interni al tessuto consolidato e la messa a punto di una norma ed indici edificatori maggiormente consoni alla realtà di Costa Masnaga. Un ulteriore scelta progettuale, che ha determinato modifiche urbanistiche interna al tessuto consolidato è stata la puntuale definizione di alcuni ambiti sensibili o strategici, sempre con il preliminare progetto urbanistico di dettaglio del piano di recupero e del Permesso di Costruire Convenzionato in funzione della dimensione del lotto. Nella maggior parte delle indicazioni di dettaglio del piano la scelta operata è stata dettata dall esigenza di realizzare opere viarie o interventi pubblici di interesse pubblico e generale quali spazi a parcheggio in zone in cui, in fase di analisi, sono state rilevate delle criticità. 93

Lo sviluppo del piano si è indirizzato verso l individuazione di aree da destinare ad ampliamenti della zona industriale o commerciale, settori trainanti dell economia del comune ed, ad integrazione delle strutture pubbliche di interesse sovraccomunali presenti sul territorio la previsione di realizzazione di una Casa di Riposo per Anziani con centro diurno sempre per anziani. Il progetto di piano che dall inizio si è basato su scelte strategiche accompagnate da sostenibilità paesistica ed ambientale ha introdotto criteri compensativi territoriali ed economici volti alla realizzazione di interventi di riqualificazione ambientali ed ha inoltre introdotto delle azioni progettuali volte a mitigare l inserimento della nuova edificazione e salvaguardare le visuali sensibili oltre a rendere maggiormente fruibile il territorio con l inserimento di percorsi ciclopedonali e pedonali. 7 LE SCELTE DI PIANIFICAZIONE TERRITORIALE COMUNALE I capisaldi posti alla base della progettazione urbanistica del Piano del Governo del Territorio sono: Revisione degli indici edificatori in alcune realtà eccessivamente elevati con la finalità di evitare la realizzazione di volumi non coerenti con il contesto ambientale circostante e sproporzionati rispetto alle tipologie architettoniche proprie della zona, anche attraverso la semplificazione ed accorpamento delle attuali zone urbanistiche. Conferma dello strumento del Piano di Recupero per alcune aree, in prevalenza industriali dismesse, con la riconversione per la maggior parte in zone residenziali con indici edificato maggiormente consoni al tessuto residenziale circostante. In taluni casi sono state revisionate le destinazioni d uso inserendone di consone e funzionali al contorno ed alle esigenze rese manifeste dalle proprietà. Il progetto di piano ha previsto, in ognuno dei comparti individuati, le compensazioni perequative ( edilizie ed ambientali) ed eventuali prescrizioni paesaggistiche ed edilizie o, in alternativa la realizzazione di opere pubbliche in loco quali razionalizzazione della rete viaria e realizzazione di parcheggi. Nuova progettazione di aree interne al tessuto consolidato o espansioni che interessano piccole aree attraverso lo strumento del permesso di costruire convenzionato al fine di poter rendere attuabili gli interventi sempre con l introduzione di criteri di perequazione. Inserimento di norme speciali per attività che costituiscono una risorsa per il territorio quali le ditte Sirtori e Limonta oltre che le aree industriali appartenenti al tessuto consolidato, esterne al Parco Regionale della Valle del Lambro, al fine di consentire eventuali adeguamenti dei Layout interni senza consumo di nuovo suolo rimando nell ambito del costruito esistente. Le concessioni erogate prevedono una compensazione per la mancata cessione delle aree ed attrezzature di uso pubblico e generale finalizzate alla realizzazione di interventi all interno del Piano dei Servizi e compensazioni ambientali per la riqualifica di ambiti degradate o al miglioramento della rete idrica attraverso interventi di ingegneria naturalistica. 94

Espansione della zona industriale e commerciale a completamento dei poli produttivi di interesse sovraccomunali a cui appartiene il comune di Costamasnaga Integrazione del sistema dei servizi sovraccomunali attraverso la previsione di una Casa di Riposo per Anziani con centro diurno, ampliamento dell anello di atletica già esistente, previsioni nel piano triennale delle opere pubbliche degli interventi necessari e funzionali per il mantenimento del considerevole patrimonio dei servizi esistenti con finanziamenti derivanti anche dalle compensazioni introdotte nel Documento di Piano Adeguamento delle aree agricole prevalenti già individuate nell ambito del Piano Provinciale avendo come riferimento lo studio agronomico il quale ha preso in considerazione le particelle SIARL, con caratterizzazione delle tipologie di aziende agricole e colture agricole presenti. Valorizzazione dell identità delle emergenze collinari così come prescritto nell ambito del P.T.C. Regionale e del sistema lineare fluviale di collegamento tra la rete ecologica provinciale ed il sistema del parco Regionale della Valle del Lambro della COSTA Individuazione delle puntuali viste significative da preservare individuate nell ambito del P.T.C.P. Provinciale e delle ulteriori visuali paesaggistiche punti presenti sul territorio comunale. Caratterizzazione di dettaglio della rete ecologica provinciale a seguito degli approfondimenti eseguiti nell ambito degli approfondimento del quadro conoscitivo e dell ausilio apportato dagli studi di settore. 7.1 LE SCELTE DI PIANIFICAZIONE TERRITORIALE RISPETTO AI CONTENUTI DEL PIANO TERRITORIALE PAESISTICO REGIONALE ED AI CONTENUTI DELLA L.R. 12/2005 E S.M.I. nel rispetto del P.T.R. sull uso razionale della risorsa del suolo, si suggerisce, di attribuire alle previsioni riguardanti interventi di riuso del territorio e del patrimonio edilizio esistente una priorità di attuazione rispetto alle trasformazioni interessanti le aree libere, eventualmente anche attraverso le misure di incentivazione previste dall art. 11, c5 della L.R. n 12/2005 e s.m.i. e delle successive DGR di attuazione Negli indirizzi strategici e nelle azioni contenute nel piano è contenuta una significativa volontà, resa manifesta attraverso lo studio particolareggiato del centro storico e l introduzione di piani di recupero volti al riutilizzo delle industrie dismesse interne al tessuto consolidato volte a privilegiare il riuso del patrimonio edilizio esistente. Il Piano non prevede nuova espansione residenziale in ambiti liberi, se non la conferma di piani di lottizzazione già approvati ed in corso di attuazione. In considerazione di quanto predetto è insito nelle azioni di piano l aver agevolato il riuso del patrimonio edilizio esistente in alternativa al consumo di nuovo suolo vergine. il documento di piano individua due Piani Norma: il primo relativo all area destinata a concentrare l edificazione funzionale allo svolgimento dell attività agricola, il secondo alla realizzazione della casa di riposo per anziani. Si evidenzia che i Piani Norma non sono previsti dalla L.R. 12/2005 e rappresentano un rimando al alcune scelte strategiche di Piano che avrebbero dovuto trovare posto nel Documento di Piano adottato. In particolare, con riferimento all ambito dove concentrare le strutture funzionali all attività agricola, si invita il Comune a verificare l effettiva applicabilità di tale strumento, sia per il rimando a tempi non definiti dal Piano sia in ragione del fatto che l area non sembra, ad oggi, nella disponibilità della stessa Amministrazione Comunale. 95

Per quanto concerne l ambito di trasformazione P.A.3 si sottolinea che la norma di riferimento prevede la possibilità di monetizzazione delle opere di compensazione qualora queste risultassero incompatibili con gli interventi previsti. Considerando l importanza della realizzazione di questa barriera, anche ai fini del mantenimento della rete ecologica comunale, si ritiene che la norma debba essere modificata al fine di mantenere obbligatoriamente una quota minima di opere di compensazione I Piani Norma, esprimono già all interno dei documenti del P.G.T. delle scelte strategiche ben definite poiché sono descritti puntualmente in schede dettagliate ove sono indicati anche i parametri edilizi ed urbanistici relativi ai contesti. La scelta operata dall Amministrazione è tale che ai fini di attribuire agli stessi un carattere conformativo sono stati inseriti nell ambito del Piano delle Regole del P.G.T. La denominazione Piani Norma voleva maggiormente sottolineare la volontà di realizzare gli interventi attraverso un progetto guidato che deve comunque avere un riscontro in un livello pianificatorio urbanistico intermedio assimilabile ad un piano di lottizzazione anche con lo scopo di verificare la disponibilità delle aree. Ai fini pertanto di rendere maggiormente coerente lo strumento pianificatorio con gli strumenti operativi previsti dalla L.R. 12/2005 e s.m.i., viene detto che il Piano Norma è a tutti gli effetti un piano di lottizzazione ed avrà come riferimento le modalità operative ed attuative previste dalla L.R. 12/2005 e s.m.i. Si provvede ad integrare la norma relativa al P.A. n 3 Si richiede che venga verificata la crescita demografica prevista dal P.G.T. e l analisi ISTAT relativa all andamento della popolazione per l arco di tempo rappresentativo, a dimostrazione che i nuovi abitanti insediabili siano almeno in linea con l effettivo trend di crescita avvenuto nell intervallo di tempo considerato. analogamente, si chiede di estendere le valutazioni sugli obbiettivi quantitativi di svilupopo prendendo in considerazione anche quelli legati ai settori produttivo e commerciale, come previsto dall art. 8 comma 2, lettera b della L.R. 12/2005 Le valutazioni relative all aumento del trend demografico sono già contenute nell ambito del dimensionamento di piano, la cui sintesi è riportata nella relazione del Documento di Piano. Le verifiche effettuate comprendono anche il settore industriale e commerciale e trovano riscontro nelle verifiche di dimensionamento rispetto al P.T.C. della Provincia di Lecco, la quale ha espresso parere favorevole di compatibilità e rispetto a quanto ammesso negli ambiti sottoposti alla pianificazione del Parco Regionale della Valle del Lambro che riveste valenza urbanistica cogente. emerge dalla documentazione di piano una sovrapposizione di previsioni tra il Documento di Piano ed il Piano delle Regole, si evidenzia la necessità di chiarire maggiormente la suddivisione dei contenuti attinenti ai diversi atti del P.G.T. sia per una maggior leggibilità degli stessi che per una maggior attinenza ai disposti di legge e al conseguente diverso regime giuridico previsto per il DdP, da un lato e per il PdR e PdS dall altro. Si osserva che la descrizione degli ambiti di trasformazione è stata trattata in parte all interno del Documento di Piano e in parte nel Piano delle Regole, al fine di non creare dubbi si suggerisce di inserire gli Ambiti di Trasformazione nel Documento di Piano e di individuare le restanti parti nel Piano delle Regole Per quanto riguarda l interconnessione la documentazione relativa ai tre atti è resa necessaria dalla volontà di pianificare l intero territorio creando delle forti interconnessioni tra le azioni di piano per cui risulta poi difficoltoso poter scindere in modo netto il progetto di piano. Negli atti prodotti è comunque fatta salva la legittimità degli stessi essendoci una specifica cartografia ove sono rappresentati i servizi esistenti e quelli in progetto, pertanto oggetto di acquisizione da parte della pubblica amministrazione e la localizzazione dei servizi privati. Al predetto elaborato si aggiunge inoltre il Dimensionamento di Piano del P.G.T. e la schedatura dei servizi presenti sul territorio comunale. Relativamente agli ambiti di trasformazione ed espansione sono descritti in parte nell ambito del Documento di Piano al fine di poter meglio esplicare le finalità concrete che si è posto lo stesso tuttavia la scelta operata dall Amministrazione Comunale è stata quella di comprendere le schede normative degli ambiti all interno del Piano delle Regole con lo scopo di attribuire una cogenza diretta agli stessi. 96

in relazione agli istituti della compensazione e perequazione si evidenzia che la norma riguardante la perequazione economica compensativa riportata all interno delle schede predisposte per gli Ambiti di trasformazione ed espansione non è riconducibile a quanto previsto dall art. 11 della L.R. 12/2005 I criteri di perequazione e compensazione introdotti dal P.G.T. in considerazione delle caratteristiche morfologiche territorio comunale trovano riscontro nell art. 11 della L.R. 12/2005 e s.m.i. come a seguito meglio precisato: Relativamente ai piani di lottizzazione la realizzazione della volumetria è subordinata alla realizzazione di opere pubbliche, non solo in loco, ma anche in altre porzioni del territorio comunale e comunque volte ad un miglioramento dei servizi posti sul territorio. In taluni casi gli stessi piani di lottizzazione costituiscono un servizio per la popolazione e rivestono un interesse sovralocale Per quanto concerne gli interventi minori, piccole aree sottoposte a Permesso di Costruire Convenzionato, o Piani di Recupero del patrimonio edilizio esistente, proprio in funzione della caratterizzazione dei luoghi e del contesto territoriale, a fronte degli studi preliminari effettuati nel Piano dei Servizi, sono state individuate quali potevano essere le esigenze reali di razionalizzazione delle situazioni critiche emerse dalla lettura del quadro conoscitivo del territorio comunale. A fronte di quanto predetto il sistema introdotto è in taluni casi compensativo, poiché gli interventi vengono realizzati in loco dall operatore economico e possono essere spazi per il parcheggio o razionalizzazione viaria, diversamente qualora vi siano dei comparti sottoposti a Permesso di Costruire Convenzionato per cui non vi è un interesse diretto alla realizzazione degli interventi in loco si prevede una perequazione economica compensativa. La perequazione economica compensativa prevede il pagamento al comune delle somme corrispondenti alla monetizzazione delle aree standard che non sono state cedute al comune in loco e tali somme verranno utilizzate per realizzare opere pubbliche previste nel Piano dei Servizi o nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche. L intervento assume un aspetto perequativo verso la collettività poiché chi non ha potuto godere dei benefici derivanti dalla realizzazione degli interventi edilizi può godere del miglioramento dei servizi e della qualità della vita nel paese. 97

8 - DIMENSIONAMENTO DEL PIANO A1 ) EDIFICAZIONE RESIDUA DA P.R.G. VIGENTE P.A e P.R. in fase di attuazione volume residuo mc. PR 7 Galilei 3.000,00 PR Verana 2.800,00 PR Via XXV Aprile 1.080,00 PR 8 Via Diaz 5.190,00 PR Giaspi Srl 8.880,00 PL 1 Via S. Ambrogio 5.550,00 Prog. Conv. Di Riqualificazione 1.580,00 PR Cascina Pettana 410,00 P.L e P.R. in istruttoria volume residuo mc. PR Sammarino 13.300,00 PR Cascina Cadrega 6.000,00 PR Molino della Crotta 1.500,00 PR 9 Via Cadorna 22.400,00 PL 3 Via Puccini 3.050,00 Totale A1 mc. 74.720,00 A2 ) EDIFICAZIONE RESIDUA TESSUTO CONSOLIDATO - LOTTI LIBERI P.G.T. A2.1) Centro Storico volume previsto mc. Cascina Luigia 6.714,00 Cascina Pettana 426,00 Cascina Colombaio 4.033,00 Brenno della Torre 9.307,00 Cascina Bracesco 3.184,00 Cascina Cassina 858,00 Totale 24.552 mc 98

La volumetria soggetta a recupero edilizio urbanistico nel centro storico e nei nuclei di antica formazione viene moltiplicata per un coefficiente correttivo pari a 0,60, poiché al piano terreno degli edifici devono essere previsti degli spazi da adibire a box. 24.552 x 0,60 = 14.713,20 mc Totale A2.1) mc. 17.617,20 A2.2) Ambito R2 ( 0,90 mc/mq) volume previsto mc Lotto A, Via Dante Alighieri 2.966,00 Lotto B, Via Cav. Umberto Silva 1.565,00 Lotto C, Via Dante Alighieri 1.184,00 Lotto D, Via Dante Alighieri Via Risorgimento 2.032,00 Lotto E, Via S.S. Protaso e Gervaso 1.311,00 Lotto F, Via Cav. G. Mazzoni 1.171,00 Lotto G, Via A. Volta 1.406,00 Lotto H, Via Paradiso 1.857,00 Totale A2.2) mc. 13.492,00 A2.3) Ambito Vv ( 0,40 mc/mq) ( con un max di lotto, da considerarsi ai fini urbanistici di 5.000,00 mq, comprensiva della volumetria derivante dalla ristrutturazione dell edificazione esistente) volume previsto mc Lotto A1 Via Mazzini 836,00 Lotto C1 Via Manzoni 915,00 Lotto D1 Via Manzoni 1.042,00 Totale A2.3) mc. 2.793,00 Totale A2.1)+ A2.2) + A2.3) mc. 30.998,20 99

A3 ) AMBITI DI TRASFORMAZIONE ED ESPANSIONE P.G.T. A3.1) Piani di Recupero ( P.R.) volume previsto P.R. 1 Proprietà Corti - Rottamat - Rogolea mc. 5.200,00 P.R. 2 Ex Galetti mc. 5.300,00 P.R. 3 via S.S. Protaso e Gervaso mc. 1.612,00 P.R. 4 via per Rogeno mc. 1.800,00 P.R. 5 via S.S. Protaso e Gervaso - via per Rogeno mc. 5.100,00 P.R. 6 via N. Sauro - via Panzeri mc. 3.600,00 P.R. 7 via XXV Aprile - via Garibaldi mc. 14.600,00 P.R. 8 via Verdi- via Marconi mc. 11.895,00 P.R. 9 sud via Volta mc. 1.898,00 P.R. 11a via Diaz artigianale mq. 1.850,00 P.R. 11b via Diaz volume esistente in centro storico mc. 3.220,00 volume da piano di recupero mc. 1.625,00 P.R. 12 via Cadorna Interna ( ex Ferrovia) mc. 2.000,00 Totale A3.1) mc. 59.650,00 A3.2) Permessi di Costruire Convenzionati ( P.d. C) volume previsto PdC. 1- via N. Sauro - via Garibaldi mc. 1.220,00 PdC. 2 - via Allievi mc. 2.500,00 PdC. 3 - sud ovest - via Cassina mc. 3.500,00 PdC. 4 - via Manzoni mc. 3.600,00 PdC. 5 - via Donatori di Sangue mc. 5.000,00 PdC. 6 ( ex P.R. 10) - via Volta mc. 1.800,00 Totale A3.2) mc. 17.620,00 Totale A3.1)+ A3.2) mc. 77.270,00 100

A3.3) Piani di lottizzazione ( P.L.) P.L. 1 industriale sup. territoriale mq. 57.800,00 sup. coperta mq. 28.900,00 P.L. 2 industriale sup. territoriale mq. 10.900,00 sup. coperta mq. 4.590,00 P.L. 3 commerciale sup. territoriale mq. 10.800,00 sl.p. commerciale mq. 800,00 spazi funzionali all attività mq. 1.400,00 uffici mq. 750,00 A3.4 ) Piani Norma ( P.N.) superficie territoriale P.N. 2 zona agricola mq. 16.500,00 SINTESI CAPACITA EDIFICATORIA DEL PIANO Abitanti residenti al 31.12.2012 4.750 abitanti Abitanti derivanti da cambio d uso in centro storico 117 abitanti Abitanti derivanti dai volumi residui da P.R.G. in attuazione mc. 74.720,00 : 150 mc/ab = 498,1 abitanti Abitanti derivanti dalle nuove previsioni di P.G.T. o Lotti liberi nel tessuto consolidato mc. 16.285,00 : 150 mc/ab = 116,90 abitanti o Ambiti di trasformazione espansione e perequazione mc. 77.270,00.: 150 mc/ab = 479,80 abitanti Totale 498 abitanti 108 abitanti 515 abitanti 5.988 abitanti Incremento 1.238 abitanti 26,06 % rispetto ai residenti al 31.12.2012 Rispetto alla validità del piano (10 anni) l incremento annuo è del 2,60% 101

VERIFICA AREE DI USO PUBBLICO E GENERALE Aree di uso pubblico e generale dovute (popolazione esistente) 5.988 abitanti x 18 mq/ab. 107.784,00 mq Aree di uso pubblico e generale localizzate esistenti 191.582,00 mq Aree di uso pubblico e generale localizzate in progetto (Interesse Comunale e Sovraccomunale) Di cui comunali Aree di uso pubblico e generale localizzate in progetto derivanti dagli ambiti di trasformazione e espansione 44.074,00 mq 37.076,00 mq 7.770,00 mq Terreni di proprietà comunali 212.935,60 mq Pari ad una dotazione di 40,65 mq/ab > 18 mq/ab. Aree di uso pubblico d interesse sovraccomunale pari a 104.836,00 mq. 102

9 VERIFICHE RISPETTO AL PIANO PROVINCIALE DI LECCO VERIFICA DI CRESCITA DEI COMPARTI PRODUTTIVI (ART.28-30): Il PTCP individua le soglie di crescita massima, distinguendo i comparti produttivi in due classi, quelli d interesse comunale (art. 30) e quelli d interesse sovra comunale (art.28) in base alla localizzazione del Comune sul territorio provinciale. Il territorio è infatti suddiviso in circondari in base alla localizzazione geografica, le caratteristiche morfologiche e alla densità del costruito. L art. 28, comma 2 del PTCP definisce che gli insediamenti produttivi di interesse sovra comunale, che soddisfano tutti i requisiti di compatibilità ambientale, urbanistico e infrastrutturale saranno confermati dai PGT nella destinazione d uso produttiva e potranno essere potenziati e ampliati entro la soglia massima di 1,5 ha (15.000 mq) per i Comuni rientranti nel circondario di Oggiono, Lecco, Casatenovo, Merate, Valle San Marino. Il comune di Costa Masnaga rientra nel Circondario di Oggiono La soglia massima di sovracomunalità sopra citata raddoppia in quanto le previsioni del Documento di Piano prevedono l ampliamento in loco d insediamenti produttivi esistenti. 15.000 x 2 = 30.000 mq a disposizione per ampliamento dei poli produttivi di interresse sovracomunale. L art 30, comma 4 del PTCP definisce che per gli insediamenti di interesse comunale è consentito un ampliamento pari al 15% dell esistente Industrie d interesse comunale: Industria 1, Via Rogeno 6.976 mq Industria 2, Via Rogeno 25.890 mq Industria 3, Via Risorgimento 34.722 mq Industria 4, Sirtori, Via Clonmel-Via Giovanni XXIII 21.749 mq Industria 5, Via Rogeno 5.553 mq Totale 94.890 mq 15% della superficie: 14.223,50 mq Totale mq a disposione per ampliamento pari a 14.223,50 + 30.000 = 44.223,50 mq Calcolo della superficie dei PA industriali: PA1 (al Pa1 viene sottratto il PIP, in quanto non riconfermato in DdP) PA2, Via Paradiso Totale 35.790 mq 9.180 mq 44.970 mq Mq in progetto 44.970 mq, soglia massima mq 44.223,50 44.970 mq < 44.223,50 mq Superficie non verificata, con scarto di minima entità, l 1,68%. Verrà redatta un agenda strategica al fine di permettere l espanzione dei comparti produttivi come previsto dall art. 15 delle Nda del P.T.C.P 103

VERIFICA DI CAPACITA INSEDIATIVA RESIDENZIALE (ART. 68): Il PTCP individua i valori di crescita massima della capacità insediativa residenziale, rispetto a quella individuata dal PRG vigente, espressa in termini di volume vuoto per pieno misurato in mc/anno per abitanti, da applicare all intera popolazione residente del comune e da moltiplicare per il numero di anni cui sono riferite le previsioni del DdP, rispettivamente per la domanda esogena ed endogena (art.68, comma 5). I due valori della domanda endogena ed esogena sono determinati in base all appartenenza del Comune all ambito territoriale della Provincia. Il valore di crescita esogena è comprensivo del valore di crescita endogena. Il comune di Costa Masnaga appartiene all ambito territoriale della Brianza Leccese. Brianza Leccese: CRESCITA ENDOGENA: 2.70 mc/ab CRESCITA ESOGENA: 5.40 mc/ab L indice della crescita esogena è il doppio di quella endogena, perché presuppone che l aumento di abitanti sia legato a fattori esterni al Comune stesso (es. valenza turistica del comune). Verrà effettuata la verifica di compatibilità con il PTCP sia analizzando la crescita endogena che la crescita esogena. Il calcolo matematico da eseguire per ottenere i mc a disposizione per la crescita della capacità insediativa è molto semplice: numero di abitanti residente nel comune al 31.12.2010, moltiplicato per gli anni di validità del PGT, rispettivamente per il dato fornito dalle tabelle del PTCP CRESCITA ENDOGENA, AMBITO TERRITORIALE: BRIANZA LECCHESE CON PREVISIONE DdP 5 ANNI Ab. resid x indice PTCP(mc/ab) x n anni validità PGT 4.750 (ab residenti 2012) x 2,70 x 5 = 64.125 mc CRESCITA ESOGENA, AMBITO TERRITORIALE: BRIANZA LECCHESE CON PREVISIONE DdP 5 ANNI Ab. resid x indice PTCP(mc/ab) x n anni validità PGT 4.750 (ab residenti 2012) x 5,40 x 5 = 128.250 mc CRESCITA ENDOGENA,AMBITO TERRITORIALE:BRIANZA LECCHESE CON PREVISIONE DdP 10 ANNI Ab. resid x indice PTCP(mc/ab) x n anni validità PGT 4.750 (ab residenti 2012) x 2,70 x 10 = 128.250 mc 104

CRESCITA ESOGENA, AMBITO TERRITORIALE: BRIANZA LECCHESE CON PREVISIONE DdP 10 ANNI Ab. resid x indice PTCP(mc/ab) x n anni validità PGT 4.750 (ab residenti 2012) x 5,40 x 10 = 256.500 mc Il numero di abitanti sono gli abitanti residenti all anagrafe del Comune in data 31.12.2012, mentre gli anni devono essere sempre espressi, anche se il comune in analisi ha meno di 2000 come prevede l art. 10bis della L.R. 12/2005, ma non è il caso del Comune di Costa Masnaga. La Provincia richiede che il calcolo della capacità insediativa sia stimato in un arco di tempo certo. Vengono effettuati due calcoli di volumetria prevista, il primo comprende i mc previsti dal PRG VIGENTE mentre il secondo comprende i mc previsti dal DdP del PGT, in quanto per compiere la verifica di capacità insediativa residenziale bisogna considerare solo la volumetria prevista dal DdP del PGT non compresa nelle previsioni del PRG VIGENTE CRESCITA ENDOGENA CAPACITA INSEDIATIVA RESIDENZIALE: 64.125 mc CRESCITA ESOGENA CAPACITA INSEDIATIVA RESIDENZIALE: 128.250 mc TOTALE VOLUMETRIA PREVISTI DA DdP DEL PGT VOLUMETRIA DEI PERMESSI DI COSTRUIRE CONVENZIONATI (PdC) Volumetria pari a 17.620 mc VOLUMETRIA DEI PIANI DI RECUPERO DEL DdP NON PREVISTI DAL PRG VIGENTE Volumetria pari a 17.345 mc VOLUMETRIA DEI LOTTI LIBERI NON AZZONATI DA PRG VIGENTE IN AMBITO VV (Ville con contesti a verde di valore ambientale) Volumetria pari a 2.793 mc VOLUME DA RECUPERO EDILIZIO URBANISTICO NEI CENTRI STORICi Volumetria pari a 14.713,20 mc TOTALE VOLUMETRIA PREVISTI DA PRG VIGENTE VOLUMETRIA RESIDUA DEI PIANI ATTUATIVI DEL PRG VIGENTE Volumetria pari a 74.720 mc VOLUMETRIA DEI LOTTI LIBERI AZZONATI DAL PRG VIGENTE IN AMBITO R2 Volumetria pari a 13.492 mc VOLUMETRIA DEI PIANI DI RECUPERO PREVISTI DA PRG VIGENTE RICONFERMATI DAL DdP Volumetria pari a 40.505 mc 105

TOTALE VOLUMETRIA PREVISTA DA DdP DEL PGT 17.620 + 17.345 + 2.793 + 14.713,20 = 52.471,20 mc 52.471,20 mc < 64.125 mc Volumetria Verificata con il valore della crescita endogena con previsione del DdP di 5 anni 52.471,20 mc < 128.250 mc Volumetria Verificata con il valore della crescita esogena con previsione del DdP di 5 anni 52.471,20 mc < 128.250 mc Volumetria Verificata con il valore della crescita endogena con previsione del DdP di 10 anni 52.471,20 mc < 256.500 mc Volumetria Verificata con il valore della crescita esogena con previsione del DdP di 10 anni TOTALE VOLUMETRIA PREVISTI DA PRG VIGENTE: 74.720 + 13.492 + 40.505 = 128.717 mc 1. VOLUMETRIA RESIDUA DEI PIANI ATTUATIVI DEL PRG VIGENTE: PA/PR IN ATTUAZIONE PR Galilei 3.000 mc PR Verana 2.800 mc PR Via XXV Aprile 1.080 mc PR 8 Via Diaz 5.190 mc PR Giaspi Srl 8.880 mc PL Via S. Ambrogio 5.550 mc Prog. Conv. Di Riqualificazione 1.580 mc PR Cascina Pettana 410 mc PR IN ISTRUTTORIA PR Sammarino 13.300 mc PR Cascina Cadrega 6.000 mc PR Molino della Crotta 1.500 mc PR 9 Via Cadorna 22.400 mc PL 3 3.050 mc Totale 74.720 mc 106

2. VOLUME DA RECUPERO EDILIZIO URBANISTICO NEI CENTRI STORICI Cascina Luigia 6.714 mc Cascina Pettana 426 mc Cascina Colombaio 4.033 mc Brenno della Torre 9.307 mc Cascina Bracesco 3.184 mc Cascina Cassina 858 mc Totale 24.522 mc La volumetria soggetta a recupero edilizio urbanistico nel centro storico e nei nuclei di antica formazione viene moltiplicata per un coefficiente correttivo pari a 0,60, poiché al piano terreno degli edifici devono essere previsti degli spazi da adibire a box. 24.522 x 0,60 = 14.713,20 mc 3. VOLUMETRIA DEI LOTTI LIBERI AZZONATI DAL PRG VIGENTE IN AMBITO R2 (0,90 mc/mq) Superficie Volume Lotto A, Via Dante Alighieri 3.295,5 mq 2.966 mc Lotto B, Via Cav. Umberto Silva 1.739 mq 1.565 mc Lotto C, Via Dante Alighieri 1.315,5 mq 1.184 mc Lotto D, Via Dante Alighieri Via Risorgimento 2.257,7 mq 2.032 mc Lotto E, Via S.S. Protaso e Gervaso 1.456,6 mq 1.311 mc Lotto F, Via Cav. G. Mazzoni 1.301 mq 1.171 mc Lotto G, Via A. Volta 1.562 mq 1.406 mc Lotto H, Via Paradiso 2.063 mq 1.857 mc Totale 14.991 mq 13.492 mc 107

4. VOLUMETRIA DEI LOTTI LIBERI NON AZZONATI DA PRG PREVIGENTE IN AMBITO VV (0,4 mc/mq) Superficie Volume Lotto A1 Via Mazzini 2.090 mq 836 mc Lotto C1 Vai Manzoni 2.287 mq 915 mc Lotto D1 Via Manzoni 2.605 mq 1.042 mc Totale 6.982 mq 2.793 mc 5.1 VOLUMETRIA DEI P.R. PREVISTI DA PRG VIGENTE RICONFERMATI DAL DdP Nomenclatura in riferimento al DdP PR.3 - Via S.S. Protaso 1.612 mc PR 4 - Via per Rogeno 1.800 mc PR 5 - Via S.S. Protaso e Gervaso Via per Rogeno 5.100 mc PR 6 - Via N. Sauro Via Panzeri 3.600 mc PR 7 - Via XXV Aprile Via Garibaldi 14.600 mc PR 8 - Via Verdi Via Marconi 11.895 mc PR 9 - Via sud Volta 1.898 mc Totale 40.505 mc 5.2 VOLUMETRIA DEI PIANI DI RECUPERO DEL DdP Nomenclatura in riferimento al DdP PR 1 Proprietà Corti Rottamat Rogolea 5.200 mc PR 2 Ex Galetti 5.300 mc PR 11b - Via Diaz 1.625 + 3220 mc PR 12 Via Cadorna (ex ferrovia) 2.000 mc Totale 17.345 mc 5.3 VOLUMETRIA DEI PERMESSI DI COSTRUIRE CONVENZIONATI (PdC) PdC 1 Via N. Sauro Via Garibaldi 1.220 mc PdC 2 Via Allievi 2.500 mc PdC 3 sud ovest Via Cassina 3.500 mc PdC 4 Via Manzoni 3.600 mc PdC 5 Via Donatori del Sangue 5.000 mc Pdc 6 Via Volta 1.800 mc Totale 17.620 mc 108

VERIFICA DI CAPACITA SUPERFICIE URBANIZZATA (ART. 68): Il PTCP individua i valori di crescita massima della superficie urbanizzata rispetto a quella individuata dal PRG vigente, espressi in termini di superficie territoriale misurata in mq/anno per abitante, da applicare all intera popolazione residente del comune e da moltiplicare per il numero di anni cui sono riferite le previsioni del DdP, rispettivamente per la domanda endogena e per quella esogena. Il valore di crescita esogena è comprensivo del valore di crescita endogena. Il calcolo matematico da eseguire per ottenere i mc a disposizione per la crescita della capacità insediativa è molto semplice: numero di abitanti residente nel comune al 31.12.2010, moltiplicato per gli anni di validità del PGT, rispettivamente per il dato fornito dalle tabelle del PTCP. Nel calcolo del consumo di suolo vengono tenute in considerazione tutte le trasformazioni di suolo previste al di fuori del tessuto consolidato. Scorporando dal calcolo già previste dal PRG previgente e non ancora realizzate. CRESCITA ENDOGENA AMBITO TERRITORIALE: BRIANZA LECCHESE CON PREVISIONE DEL DdP DI 10 ANNI Ab. resid x indice PTCP(mc/ab) x n anni validità PGT 4.750 (ab. residenti 2012) x 1.72 x 10 = 81.700,00 mq CRESCITA ESOGENA AMBITO TERRITORIALE: BRIANZA LECCHESE CON PREVISIONE DEL DdP DI 10 ANNI Ab. resid x indice PTCP(mc/ab) x n anni validità PGT 4.750 (ab. residenti 2012) x 2,60 x 10 = 123.500 mq Il valore tenuto in considerazione per la verifica dell incremento di superficie urbanizzata è il valore della crescita esogena. TOTALE SUPERFICIE (mq) CONSUMO DI SUOLO PA 3 10.800 mq PA 1 35.790 mq Totale 46.590 mq 46.590 mq < 81.700,00 mq Volumetria Verificata con il valore della crescita endogena con previsione del DdP di 10 anni 46.590 mq < 123.500 mq Volumetria Verificata con il valore della crescita esogena con previsione del DdP di 10 anni 109

RIDUZIONE DELLA SUPERFICIE DELLE AREE AGRICOLE PREVALENTI (ART 58, comma 9) La soglia massima di riduzione della superficie delle aree agricole prevalenti è pari al 5%, come definisce l art. 56, comma 9 che definisce che la riduzione degli ambiti agricoli nei sistemi rurali collinari e di pianura la riduzione è pari al 5% Superficie totale di aree agricole prevalenti è pari a 1.513.186 mq Superficie massima di consumo di aree agricole prevalenti erodibili è pari a 73.890 mq Superficie di consumo di aree agricole prevalenti erodibili è pari a 44.600 mq 44.600 mq è pari all 2,9% del totale delle aree agricole 2,9% < 5% soglia verificata 110