Parliamo della decompressione

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Parliamo della decompressione by Perna Michele Per quanti subacquei è chiaro il significato ed il senso della decompressione? Se guardiamo bene, tralasciamo la retorica dei corsi in generale, o perlomeno dei corsi che fondamentalmente si basano su aspetti prettamente commerciali, noteremo che l aspetto meno recepito del nostro sport, è la decompressione. Molti subacquei su questo argomento fanno confusione. Inutile dire che le immersioni con decompressione e quindi fuori curva di sicurezza sono pericolose se viene sottovalutata una buona e completa informazione, ed un adeguato e completo equipaggiamento. Informazione non significa raccomandare immersioni entro la curva di sicurezza, anche perché anche in questa tipologia di tuffo occorre risalire ad una adeguata e controllata velocità, ed inoltre occorre anche in questi casi fermarsi per un certo periodo alla tappa che comunemente viene definita di sicurezza. Di per se significa comunque che esistono anche in queste immersioni percentuali considerevoli di rischio. E chi sostiene il contrario deve dimostrarcelo risalendo da una certa profondità entro i parametri della cosiddetta curva di sicurezza, velocemente e senza effettuare tappa di sicurezza. Detto ciò occorre anche valutare l importanza dell equipaggiamento. Pinne, muta, e tutto il resto, tutti i subacquei le indossano e se le portano appresso, ma occorre anche constatare che tabelle, orologio, e profondimetro sono molto spasso ad oggi considerati come optional e quindi non indispensabili soprattutto in virtù del fatto che le attuali strumentazioni elettroniche hanno in grandissima parte sostituito tali optional. Senza poi considerare che è molto più semplice in un corso di cinque o sei lezioni dire agli allievi: leggi e rispetta i dati riportati dallo strumento, e sei tranquillo. Mentre impiegare tre o quattro lezioni di teoria a spiegare il corretto uso ed utilizzo delle tabelle, del timer, e del profondimetro, in termini commerciali diventa dispersivo e penalizzante. Ma a prescindere da tutto quanto sopra, e per non cedere alla retorica che comunque vedrà contrapposte due fazioni diverse in termini di metodologia e criteri di insegnamento, noi del CNAS esprimiamo le nostre considerazioni che sono frutto di esperienze e studio maturato in tantissimi anni di attività senza mai incorrere in problematiche di MDD, sarà solo fortuna? Può darsi. Detto questo, quello che vogliamo considerare in dettaglio in questi appunti destinati a far riflettere, sono alcuni fattori che influenzano la decompressione, ed inoltre quali tecniche possiamo adottare per ridurre i rischi di MDD, le note che leggerete sono ovviamente lontane dall essere esaustive, ma evidenziano alcuni dei fattori più importanti, tenendo in considerazione un aspetto: Quello che troverete su queste righe, dovrà essere compreso da tutte le fasce culturali. Ad oggi, possiamo affermare che sulla teoria della decompressione, ci sono solo due cose perfettamente conosciute: 1. Quando respiriamo gas normossico, iperossico, trimix, heliox, o qualsiasi altro mix sotto un aumento della pressione atmosferica ambientale, alcuni componenti del mix che non metabolizziamo come gli inerti azoto ed elio, sono introdotti in soluzione nel flusso sanguigno. 2. Poiché questa situazione si inverte con la diminuzione della pressione ambiente, il gas inerte che si trova in soluzione tenderà ad uscire con una velocità direttamente proporzionale alla riduzione della pressione. Con lo scopo di teorizzare e rendere applicabile una ragionevole equazione per la compilazione

delle tabelle di decompressione, le Aziende interessate si impegnano a bilanciare nel miglior modo possibile il delicato equilibrio tra tempo e sicurezza. L aspetto sicurezza è collegato al lasciare che il gas esca dalla soluzione allo stesso modo in cui è entrato: lasciando le bolle in formato ridotto quindi piccole abbastanza da essere eliminate con i cosiddetti scambi attraverso gli alveoli polmonari. Il tempo è calcolato come il minimo necessario a facilitare l eliminazione dei gas inerti alla data profondità. Attualmente abbiamo a disposizione solamente delle teorie generali, che sono applicabili statisticamente alla maggior parte dei sub. E la comunità scientifica addetta al settore nello specifico studia ed affronta questo problema in cinque fasi. 1. Acquisire dati sperimentati, e richieste specifiche 2. Creare un modello sperimentale che attentamente descriva i precedenti in maniera ragionevole e credibile 3. Analizzare il modello prodotto e descriverlo matematicamente attraverso vari metodi 4. Usare gli algoritmi prodotti dai passi precedenti per prevenire una serie di manifestazioni 5. Verificare infine la correttezza della previsione effettuata, direttamente con le immersioni. Il perfezionamento del modello è successivamente portato avanti da un procedimento incrociato che coinvolge tutti i cinque passi citati precedentemente, fino a quando non si raggiunge un ragionevole ed accettabile grado di tollerabilità delle previsioni. Probabilmente la problematica più difficile da risolvere, è che nell applicazione di queste prassi e teorie alle immersioni, è che occorre fare i conti con la fisiologia. Perché per qualche strano e sino ad oggi inspiegabile motivo, le persone non sono tutte uguali, non solo fisicamente, infatti il nostro stato fisico interiore si muta da momento a momento, di ora in ora, di giorno in giorno. Considerata quindi la diversità generale dei sub e delle individuali condizioni di utilizzo, possiamo trarre la conclusione che è praticamente impossibile ricavare un algoritmo per calcolare le precise reazioni di un sub in termini di profilo decompressivo sicuro per una data immersione. Per farvi meglio comprendere le difficoltà sopra esposte, facciamo un esempio molto semplificato e conciso, riferendoci alle tabelle US Navy che furono create da dati esenti da metodologia algoritmica, utilizzando negli esperimenti subacquei giovani in perfetto stato fisico perché militari, ed in acque non fredde, facendo far loro immersioni a quote note, decrementando progressivamente la loro decompressione, sino all insorgere dell MDD. Una volta che la MDD era stata riportata da un numero considerato per quei tempi sufficiente di sub per quel profilo d immersione, gli sperimentatori tornavano a ritroso all ultimo profilo sicuro. Fu quindi una sorpresa scoprire che quando la gente normale iniziava a usare quelle tabelle in immersioni a profilo ricreativo si fossero verificati considerevoli di incidenti da MDD anche in termini numerici. Questa realtà ci portò conseguentemente alle moderne tabelle d immersione ed ai computer, e quindi al motivo per cui oggi sono cosi conservative. Nonostante ciò un sub può ancora rimediare una MDD perché : Ogni sub è diverso, ogni immersione è diversa, e ciò che funziona con un individuo potrebbe non funzionare con un altro. Occorre quindi imparare a conoscersi ed a capire quali sono le personali reazioni alla decompressione. L immersione con decompressione è sicura solamente se si sa veramente ciò che si sta facendo.

Fattori influenzanti della decompressione Fattori fisici Tipologia di subacqueo In generale i subacquei sportivi hanno condizioni fisiche molto differenti, suddivise in tre principali tipologie: 1. Tipologia poco muscolosa con un alta percentuale di grasso 2. Tipologia muscolosa con ridotta percentuale di grasso 3. Tipologia non muscolosa con bassa percentuale di grasso Stato fisiologico Tipo 1 Tipo 2 Tipo 3 Ovvero come ci si sente prima dell immersione, un po' di influenza, un raffreddore ecc.. Potrebbero avere effetti. Chimica del sangue La teoria sostiene che le microbolle prodotte da una decompressione sono trattate come un invasore ostile dal sistema immunitario, ed i globuli bianchi combattono gli intrusi. Che questa teoria si verifichi oppure no, nel nostro caso, non ci interessa. Al contrario ci interessa che il sangue ed il suo meccanismo di trasporto sono fondamentali per l eliminazione dal corpo del gas inerte. Idratazione Il livello di idratazione di un sub potrebbe avere effetti sull eliminazione dei gas. Stress Il livello di stress fisico e fisiologico su un subacqueo ha una grossa influenza sulla

decompressione. Quando aumenta lo stress, le più scontate manifestazioni esterne sono il ritmo respiratorio rapido, la percezione ridotta dell ambiente, e peggio ancora il panico che è il peggiore in assoluto dei fattori che influenzano la decompressione. Oltre che con i sintomi più evidenti, il corpo umano ha a che fare con tanti cambiamenti di stato fisiologico che sono le conseguenze allo stato di stress. Per esempio l aumento dell adrenalina cambia immediatamente lo stato mentale e fisico. Lo stress può essere ridotto notevolmente con la preparazione nozionistica specifica, l allenamento fisico come per esempio la piscina e la corsa, e la pratica costante dell attività subacquea. Farmaci Mai prendere farmaci di alcun tipo prima dell immersione. Le aziende farmaceutiche testano i loro prodotti a pressione atmosferica. Gli effetti crescenti della pressione possono essere estremi e radicali. B.) Fattori ambientali Temperatura Quando l acqua è fredda, il corpo tendenzialmente ridirige il sangue dalle estremità verso la parte interna e centrale del corpo. Resta quindi più difficile espellere il gas inerte ancora presente nei compartimenti tissutali delle estremità. In acque fredde assicurarsi una adeguata protezione termica, in acque calde, non vestiamoci troppo.

Posizione del corpo Questo aspetto della decompressione è troppo spesso sottovalutato. Se in acqua non stiamo orizzontali, la capacità di trasferimento dei gas è drasticamente ridotta. Se invece stiamo orizzontali, il gradiente di pressione che agisce sul corpo è più o meno uguale in tutto il corpo stesso. Durante una decompressione il corpo umano ubbidisce agli stessi principi di una muta stagna, la parte del corpo che sta più in basso è compressa ed è incapace di liberare gas alla stessa velocità della parte superiore. Velocità di risalita Più è lenta meglio è. Sotto i 30 metri una velocità di risalita di 18/20 metri al minuto è generalmente considerata quasi sicura. Sopra quella quota occorre risalire a 10 metri al minuto. Più ci si innalza nella colonna d acqua più lentamente occorre risalire. Il motivo è che il maggior differenziale di pressione si trova negli ultimi 10 metri ed ancor di più negli ultimi 3 metri. Sarebbe bene risalire a 3/5 metri al minuto negli ultimi 10 metri. Sforzo fisico Un pochettino di moto leggero può aumentare l efficienza della decompressione aumentando leggermente il ritmo della respirazione che aiuta ad espellere il gas inerte. Minimizzare il ritmo respiratorio durante la decompressione, significa minimizzare il trasferimento del gas ai polmoni, e quindi rallentarne l espulsione. Attrezzatura L attrezzatura deve essere perfettamente efficiente, non bisogna aspettare che un componente si rompa per farlo revisionare. La revisione andrebbe effettuata almeno 4 volte l anno a prescindere dal numero delle immersioni.

Gas respirato Più si va profondi più il gas che utilizziamo per la respirazione diventa denso. Ricordiamo che il gas respirato arriva alla pressione ambiente. A 40 metri arriva a3 atm quindi 4 volte più denso di quello che era ad 1 atm. Questo significa che l aumento di resistenza respiratoria può causare respirazione irregolare. Questo fattore si può ridurre utilizzando ottimi erogatori che possono fornire maggiori volumi d aria in profondità oppure cambiando miscela di respirazione man mano che aumenta la profondità heliox o trimix. Ora che abbiamo visitato i fattori che in qualche modo possono influenzare la decompressione, guardiamo alcuni aspetti che potrebbero diminuire le probabilità di incidenza della MDD. Utilizza orologio, profondimetro e le tabelle US Navy quando devi effettuare una decompressione, impara ad usarle in maniera corretta, e stai attento alle tue reazioni facendo gli opportuni aggiustamenti. Per le immersioni in Nitrox, calcola la tua profondità equivalente di azoto e usa la profondità corretta con le tabelle US Navy ad aria.per heliox e Trimix utilizza programmi ben testati come il DECOM e produci le tue tabelle personalizzate. Le tabelle non dipendono dalle batterie. Rimani in buona forma fisica e mentale Stai idratato Non usare farmaci Riduci il più possibile lo stress Buona protezione termica Posizione del corpo in decompressione Adegua la velocità di risalita Mantieni il ritmo respiratorio costante e profondo Acquista attrezzature di alto livello Scegli la corretta miscela Se applichi questi principi potrai ridurre drasticamente le probabilità di MDD

Decompressione altri aspetti Prenderemo in esame la decompressione che impiega aria come mezzo di respirazione in tutte le fasi dell immersione. Questo per semplificare le problematiche che sorgerebbero nell impiego di miscele come trimix o heliox e lo stesso Nitrox. Cos è l aria? I suoi componenti sono l ossigeno e l azoto, le altre componenti minime non le prenderemo in considerazione, quindi useremo il modello 21% ossigeno e 79% azoto. La differenza principale tra questi due gas e quindi in decompressione, da un punto di vista fisiologico è che metabolizziamo l ossigeno. All opposto l azoto è inerte perché non lo utilizziamo nei processi corporei. Quindi cosa succede quando iniziamo a respirare pressioni crescenti? Dobbiamo obbedire a due leggi fisiche la legge di Dalton e la legge di Boyle. A livello del mare siamo saturi di azoto, quindi tutti i tessuti del nostro corpo hanno al loro interno una certa quantità di azoto che è mantenuta costante dalla pressione atmosferica, la cosa a cui prestare particolare attenzione coi gas è che il livello di saturazione è dipendente dalla pressione che nel nostro caso equivale alla profondità. A questo punto è importante definire qualche termine come: compartimento, emi-tempo e tensione. Con attenzione ai modelli decompressivi, i differenti tessuti del nostro corpo come le ossa, gli organi, il sangue, ecc., hanno densità differenti e ciò significa che varia anche il tempo con cui l azoto vi si inserisce. Gruppi di tessuti simili sono stati raggruppati simbolicamente per formare cio che chiameremo compartimenti Vuol dire che una certa tipologia di tessuti o gruppo, assimilerà o espellerà azoto in maniera molto simile. La maggior parte dei modelli identifica ed usa dai 12 ai 32 compartimenti. La conclusione è che più compartimenti si controllano più il modello sarà accurato ( più accurato non significa più sicuro). Emitempo è un identificatore assegnato a ciascun singolo compartimento ed indica la velocità espressa in tempo che un dato compartimento impiega per caricare o scaricare la metà della differenza tra la tensione ed il livello attuale della saturazione d azoto. Per esempio si dice che compartimenti diversi abbiano un emi - tempo di 5, 7, 10 minuti ecc.. Questi valori no sono reali per un vero modello di compartimenti e sono solamente degli esempi. Tensione è la differenza tra il livello attuale di saturazione e quella massima potenziale per una data profondità, con un esempio cerchiamo di capire cosa significa: Supponiamo di essere saturi a livello del mare con una certa quantità di azoto 2 litri simbolici, e ci immergiamo ad una profondità di 30 metri, vorrà dire che la pressione parziale dell azoto aumenterà a quattro volte, e avremo quindi 8 litri simbolici di azoto. Questo è il livello potenziale massimo di saturazione per questa profondità. La tensione subito dopo essere arrivati a 30 metri è quindi il massimo potenziale ( 8 litri) meno il livello attuale di saturazione ( 2 litri), in questo caso quindi 8-2 = 6litri azoto = Tensione. Questa pressione differenziale provoca l inserimento dell azoto nella circolazione sanguigna e da

qui fino agli altri compartimenti. Quello che succede al nostro corpo è che assimiliamo lentamente l azoto finche non eguaglia il massimo livello del potenziale di saturazione per quella profondità. La risalita causa l effetto contrario dato che la pressione parziale dell azoto nei compartimenti sarà maggiore della pressione ambiente, da qui l importanza di una risalita adeguata e delle tappe di decompressione. In caso contrario si otterrebbe un caso di MDD. Conclusioni Capire cosa succede mentre ci stiamo comprimendo o decomprimendo rende più facile l applicazione delle tecniche di risalita e di decompressione. La complessità reale della decompressione sta nella fisiologia del problema. Tutti i modelli usano alcuni aspetti della fisica associata alla matematica sulla base della teoria. ma quello che realmente succede al nostro corpo è un'altra storia, ed è diversa per ogni personaggio che la interpreta.