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La trasmissione monetaria nello schema neoclassico The image cannot be displayed. Your computer may not have enough memory to open the image, or the image may have been corrupted. Restart your computer, and then open the file again. If the red x still appears, you may have to delete the image and then insert it again. Settore reale Mercato dei beni Mercato della moneta produzione Mercato del lavoro NB: consumi, investimenti e salariali sono espressi in termini reali

2) Il salario reale si riduce 4) Aumento salari nominali e nuovo equilibrio 1) aumentano i prezzi 3) Eccesso di domanda di lavoro

La curva AD, la domanda aggregata, è la rappresentazione della domanda di moneta dove k è l inverso della velocità di circolazione della moneta e M* è l offerta di moneta La funzione AS è verticale, in quanto i prezzi non influiscono sul livello di produzione La sequenza: Mñ Cñ ADñ Pñ. Le variazioni della moneta NON hanno riflessi sull output, ma solo sui prezzi Dal momento che la moneta è detenuta solo nella quantità necessaria per le transazioni, un suo aumento si trasmette immediatamente in una variazione dei prezzi

Lo schema neoclassico è caratterizzato da: 1) stretta proporzionalità tra livello dei prezzi e moneta è il livello dei prezzi varia nella stessa proporzione della quantità di moneta 2) verso causale che va dalla moneta ai prezzi (non viceversa). Ciò dipende dall effetto che una variazione dell offerta di moneta produce sulle scorte liquide reali degli individui e sul conseguente aumento della domanda 3) neutralità della moneta, la quale non ha nessun effetto sul livello dell output (il quale dipende solo dall equilibrio sul mercato del lavoro). Ovviamente questo vale in termini strutturali, mentre sono possibili fasi di aggiustamento verso l equilibrio 4) indipendenza del livello dei prezzi dai fattori reali 5) completa esogeneità dell offerta di moneta

La revisione di Wicksell Immaginiamo un sistema di tipo neoclassico in cui esiste moneta monetaria e bancaria Se le banche hanno una propensione tale che il tasso di interesse sui crediti (monetario) è maggiore del tasso di rendimento reale del capitale (tasso di interesse naturale) è l effetto sarà un espansione dell offerta di moneta è di qui un aumento della domanda aggregata, dal momento che aumenteranno gli investimenti è data la situazione sul mercato del lavoro, tutto questo non potrà produrre effetti reali è l unica conseguenza sarà una variazione del livello dei prezzi

L impulso monetario termina quando le banche si rendono conto che tramite questo meccanismo riducono le riserve. Quando infatti questo succede il tasso monetario aumenta e, conseguentemente, l offerta di credito In questo caso il meccanismo non passa attraverso l effetto sulle scorte liquide reali, ma tramite un incremento degli investimenti Il meccanismo di Wicksell non passa attraverso l effetto sulle scorte liquide reali, ma tramite un incremento degli investimenti La sequenza: Mñ iê Iñ ADñ Pñ. Ancora una volta, le variazioni della moneta NON hanno riflessi sull output, ma solo sui prezzi

L interpretazione neoclassica di Keynes ( sintesi neoclassica ) Lo schema di Wicksell è ripreso (e approfondito) da Keynes. Esso considera 3 mercati: beni, moneta e titoli. Viene inoltre introdotta l ipotesi che i prezzi e i salari monetari siano rigidi verso il basso (ovvero da prezzi rigidi pur in presenza di disoccupazione) (NB: il sistema è espresso in valori nominali) Mercato dei beni differenze da l modello neoclassico Mercato della moneta Mercato del lavoro /produzione

L equilibrio nel mercato del beni è rappresentato dalla curva IS Lo schema illustra un modo di derivazione della stessa Nel quadrante d) sono rappresentate le combinazioni di i e Y che soddisfano le condizioni di equilibrio sul mercato dei beni

L equilibrio nel mercato della moneta è rappresentato dalla curva LM Derivazione della curva LM Nel quadrante b) è rappresentata la distribuzione tra moneta per transazioni/pr ecauzionale e moneta speculativa La posizione di M S =M D cambia in funzione della quantità di moneta offerta

La parte relativa all equilibrio sui mercati dei beni e della moneta è descritta dallo schema IS-LM Come nel modello di Wicksell un espansione dell offerta produce: a) una riduzione del tasso di interesse b) b) a cui fa seguito un aumento dell output Qui però il mercato del lavoro funziona in modo diverso: - i salari monetari sono rigidi verso il basso (nel modello neoclassico si assume invece che il sala rio reale è dato dall equilibrio tra domanda e offer ta di lavoro)

L equilibrio complessivo dei 3 mercati è rappresentato nello schema che segue 2) espansione monetaria 1) equilibrio di disoccupazione 3) Equilibrio di piena occupazione

NB: 1) l equilibrio di disoccupazione esiste perché i salari sono fissi in termini monetari e indipendenti dall offerta 2) l effetto sulla parte reale del sistema si determina per lo stesso motivo 3) Oltre il livello N* di piena occupazione la curva di offerta aggregata diventa verticale La sequenza: Mñ iê Iñ ADñ Pñ WPê Nñ yñ. Stavolta le variazioni della moneta HANNO RIFLESSI sull output NB: la sequenza spiega la relazione tra inflazione e disoccupazione, nota come Curva di Phillips

Sebbene nello schema keynesiano la moneta possa avere effetti reali, la scuola keynesiana dà alla politica monetaria un ruolo marginale, mentre molto più rilievo è dato alle politiche fiscali Secondo lo schema di Keynes esistono infatti casi in cui l intervento monetario è inefficace a) Il caso della trappola della liquidità qui un espansione dell offerta di moneta non produce alcun effetto

b) Il caso di IS rigida, ovvero di investimenti non correlati al tasso di interesse

Lo schema keynesiano modifica l interpretazione neoclassica relativamente a: 1) la possibilità che il sistema si assenti su un equilibrio di disoccupazione 2) il comportamento degli individui relativamente al detenere scorte monetarie: nel caso keynesiano la moneta può svolgere una funzione di scorta. Un aumento dell offerta può essere (parzialmente o no) assorbito da un aumento delle scorte (NB: il modello neoclassico è sbilanciato. Prima dice che la domanda aumenta, poi che l effetto è solo sui prezzi) 3) l inefficacia della politica monetaria, la quale sconta delle situazioni in cui non ha effetti 4) il ruolo preponderante dato agli interventi di politica fiscale e della spesa pubblica

La risposta monetarista (Friedmann) A partire dagli anni 50 la tesi monetarista subisce una serie di critiche - vengono contestati i risultati empirici degli studi che avevano dimostrato l inefficacia della politica monetaria durante la Grande crisi - vengono proposti nuovi canali di trasmissione della politica monetaria, i quali vanno affiancare quelli tradizionali che passano per il tasso di interesse e la domanda di investimenti A) Gli aggiustamenti di portafoglio. In risposta a un aumento dell offerta di moneta gli operatori economici rivedranno le loro scelte di portafoglio: qualcuno comprerà più titoli, altri più bene reali, altri investiranno maggiormente nel capitale umano. Tutto questo produce più consumi e più investimenti

B) Gli effetti ricchezza. In risposta a un aumento dell offerta di moneta gli operatori economici compreranno maggiori attività finanziarie e reali. Di qui un aumento dei prezzi di queste attività e, conseguente, un aumento della ricchezza di chi è in possesso di questi titoli e, alla fine, un aumento della spesa in consumi e della domanda Mñ iê Wñ Cñ ADñ

C) Le aspettative sui prezzi futuri. In risposta a un aumento dell offerta di moneta gli operatori economici si formano delle aspettative relative all inflazione attesa. Effetti sulla domanda di moneta, effetti sui prezzi dei beni