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La risorsa FUNGO in Alta Valle del Vara Agaricus arvensis Sch.: Fr. Famiglia: Agaricaceae Sinonimi: Psalliota arvensis (Schaeff.) Gillet Etimologia: Agaricus origina dal gr. agarikón, nome sovente usato da Dioscoride per intendere più generi di funghi. Linneo con questo termine indicava tutti i funghi con imenio a lamelle. L'epiteto specifico deriva dal lt. arvus, campo arato e si riferisce al suo habitat prevalente di crescita. Nomi comuni: prataiolo. Nomi popolari liguri: praëlœ, boreo de prà, funzo dell'anello, prè loë, boule de neige. Alta Valle del Vara: u-turrun, pale de toro, funzi de praö, praö. Periodo di crescita: primaverile-autunnale. Caratteristiche morfologiche: cappello fino a 15 cm da emisferico a convesso, a disco appiattito, bianco sericeo, lentamente ingiallente, poi ocraceo. Margine fioccoso. Imenio con lamelle da grigio-rosate a bruno scuro. Gambo fino a 12x3 cm, cilindraceo o subclavato, bianco, ingiallente. Anello a forma di ruota dentata inferiormente. Carne biancastra. Odore anisato forte. Sapore di nocciola. Sporata marrone scuro-violacea. Habitat: prati, ma anche boschi aperti e occasionalmente in giardini. Normative per la raccolta e/o commercializzazione: specie ammessa al commercio sul territorio nazionale come fungo fresco e conservato (allegati I-II, D.P.R. 376/95); ne è consentita la raccolta fino a un massimo di 3 kg a persona (art. 3, L.R. Liguria 27/2007). Commestibilità: commestibile. Appartiene al gruppo dei prataioli ingiallenti oggetto di consumo. Il viraggio è uno dei caratteri che li distingue dal gruppo dei prataioli arrossanti (cfr. A. campestris), mentre l'odore anisato è un elemento utile per distinguerli dal gruppo dei prataioli tossici (cfr. A. xanthoderma). 74

La risorsa FUNGO in Alta Valle del Vara Utilizzazioni: sott olio, dopo cottura (stufati, alla brace) (cfr. note etnomicologiche). Osservazioni: i prataioli con carne virante al giallo sono visti con sospetto perché capaci di accumulare elementi chimici potenzialmente tossici per l'uomo, in particolare cadmio e mercurio, anche se presenti nel suolo in minima traccia; inoltre, in tali funghi, sono state individuate sostanze (fenilidrazine) ritenute causa di tossicità e potenzialmente mutagene (Bresinsky et al., 1990; Spoercke et al., 1994). 75

La risorsa FUNGO in Alta Valle del Vara Agaricus campestris L.: Fr. Famiglia: Agaricaceae Sinonimi: Agaricus campester L.; Psalliota campestris (L.) Quel. Etimologia: Agaricus (cfr. Agaricus arvensis). L'epiteto specifico campestris, dei campi fa riferimento all habitat prevalente di crescita di questa specie. Nomi comuni: prataiolo. Nomi popolari liguri: praëlœ, boreo de prà, funzo dell'anello, prè loë. Alta Valle del Vara: u-turrun, pale de toro, funzi de praö. Periodo di crescita: primaverile-autunnale. Caratteristiche morfologiche: cappello fino a 10 cm, da bianco a biancastro, liscio o fibrilloso. Margine involuto, appendicolato. Imenio con lamelle rosa vivo, poi viranti al bruno scuro. Gambo fino a 7x1,5 cm, fusiforme attenuato, bianco. Anello fragile, a volte cortiniforme. Carne bianca, un po tendente al rosa. Odore fungino. Sapore dolce. Sporata marrone scuro-violacea. Habitat: prati e boschi aperti. Normative per la raccolta e/o commercializzazione: specie ammessa al commercio sul territorio nazionale come fungo fresco e conservato (allegati I-II, D.P.R. 376/95); ne è consentita la raccolta fino a un massimo di 3 kg a persona (art. 3, L.R. Liguria 27/2007). Commestibilità: commestibile. La tradizione popolare ammette come commestibili tutti i prataioli di odore grato e non viranti immediatamente al giallo. Nonostante ciò, a volte, viene confuso con prataioli tossici (cfr. Agaricus xanthoderma). Utilizzazioni: sott olio, dopo cottura (stufati, alla brace) (cfr. note etnomicologiche). Osservazioni: al gruppo dei prataioli con carne arrossante appartengono anche A. bisporus (Lange) Imbach - il prataiolo coltivato e commercializzato con la denominazione 76

La risorsa FUNGO in Alta Valle del Vara champignons - e A. bitorquis (Quél.) Sacc., altra specie di cui è stata sperimentata la coltivazione. In alcune specie di prataioli sono state rinvenute sostanze sospette potenzialmente mutagene (agaritina) (Bresinsky et al., 1990; Spoercke et al., 1994). 77

La risorsa FUNGO in Alta Valle del Vara Agaricus xanthoderma Genev. Famiglia: Agaricaceae Sinonimi: Agaricus xanthodermus Genev.; Psalliota flavescens Richon & Roze Etimologia: Agaricus (cfr. Agaricus arvensis). L'epiteto specifico deriva dal gr. xanthós, giallo e derma, pelle, in riferimento all ingiallimento di questo fungo se sottoposto a sfregamento. Nomi comuni: prataiolo tossico. Nomi popolari liguri: buggio, prêleu. Alta Valle del Vara: funzi matti. Periodo di crescita: primaverile-autunnale. Caratteristiche morfologiche: cappello fino a 10 cm a disco piatto, sericeo, un po screpolato, bianco, fortemente ingiallente allo sfregamento. Margine involuto. Imenio con lamelle grigiastre, poi rosa, e infine brune. Gambo fino a 10x2 cm, bulboso-marginato, molto ingiallente. Anello ampio, inferiormente a ruota dentata. Carne molto ingiallente. Odore di iodoformio o d'inchiostro. Sporata marrone scuro-violacea. Habitat: prati e boschi aperti. Commestibilità: tossico! Produce intossicazioni con sindrome gastrointestinale. Questa specie, insieme ad altre anche commestibili, contiene sostanze (fenilidrazine) tossiche e potenzialmente mutagene; è capace di accumulare elementi potenzialmente tossici (mercurio e cadmio) (Bresinsky et al., 1990; Spoercke et al., 1994). Osservazioni: la tradizione popolare riconosce come tossici i prataioli con odore sgradevole (di pesce, di inchiostro o di acido fenico) e che ingialliscono alla manipolazione. Appartengono a questo gruppo altre specie, quali ad esempio A. phaeolepidotus (F.H. MØller) MØller e A. praeclaresquamosus A.E. Freeman. 78

La risorsa FUNGO in Alta Valle del Vara Agaricus praeclaresquamosus A.E.Freeman 79