Seminario sul Teatro dei Burattini



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BURATTINI Seminario sul Teatro dei Burattini di Ciro Cipriano STORIA E una delle più antiche forme di spettacolo. Essa è nata con la storia dell uomo, i quali hanno sentito il bisogno di riprodurre, in diverse dimensioni in tutto simili alla struttura del corpo umano e di donare loro mobilità, utilizzando materiali diversi come l avorio, la pelle, il legno, l argento, la terracotta. Il tessuto, la paglia. In tutti i luoghi del nostro pianeta, dove nell antichità come nell età contemporanea, si trovano tracce di questo particolare linguaggio espressivo che è chiamato Teatro di Figura. I burattini prendono forma nella loro arte espressiva in coincidenza con il teatro delle marionette, il cui periodo di maggiore diffusione si aggira tra il XVI e il XVII secolo. I primi spettacoli si svolgevano nelle piazze, al seguito di saltimbanchi e ciarlatani, i quali si servivano dei burattini come richiamo per il pubblico. Nella seconda metà del XVI secolo le rappresentazioni classiche del teatro dei burattini si legano ai personaggi della commedia dell arte. Questa forma teatrale è caratterizzata da un testo base (detto canovaccio), i cui attori (burattinai) improvvisavano, con i personaggi fissi. Questi personaggi sono; Pantalone, Balanzone, Arlecchino, Pulcinella, etc Pulcinella diventa simbolo del teatro dei burattini, ed è conosciuto in tutta Europa con vari nomi. Il linguaggio dei burattini è stato in passato portavoce del popolo e rappresentava storie di vita quotidiana o esponeva pubblicamente i disagi provocati dal potere e dai suoi esponenti. Ecco perché questa attività era itinerante con spostamenti continui e avventurosi. Successivamente l evoluzione del teatro dei burattini si è esteso verso i testi di letteratura per i ragazzi, soprattutto per la propria sopravvivenza. Questo ha portato alla stesura di nuove sceneggiature, allestimenti più complessi e nuovi materiali. Infatti gli spettacoli (oltre alle piazze) vengono portati in ambienti al chiuso e con strutture adatte alle nuove esigenze. In questi ultimi anni si è accentuato l interesse per questa forma di spettacolo, grazie a molte compagnie che allestiscono stupendi spettacoli (in Italia e all estero) e sottolineando il valore didattico del teatro di figura. PERCHE IL NOME BURATTINO? Nel 1580, compare per la prima volta nella commedia dell arte la maschera Burattin, il suo costume ricorda vagamente Arlecchino.

Esordì con la compagnia teatrale, DEI GELOSI DI FIRENZE. Non è sicuro che la maschera dia il nome al burattino o viceversa, ma sta di fatto, le maschere prima del 1580 vengono chiamati burattini. BURATTO: un grosso panno adoperato per la farina, materiale usato per rivestire i burattini, probabilmente ipotesi più credibile, ma privo di alcuna documentazione. Il panno diventa costume, quindi veniva addobbato a seconda del personaggio che si voleva produrre. PULCINELLA Pulcinella è il personaggio più famoso dei burattini, di cui è il simbolo. La maggiore popolarità la gode durante tutto il XVII secolo, tale successo consente di essere popolare in tutta Europa. Già nel XV secolo aveva varcato i confini italiani, grazie ai burattini girovaghi. I maggiori consensi li trova in Spagna, Francia, Inghilterra e Germania. Vari nomi: Spagna - Don Cristobal Francia - Polichinelle Inghilterra - (Punchinello, fino al 1662) Punch Germania - Hans Worst Addirittura in Inghilterra eroe del teatro d animazione con la moglie Judi, la figlia Pretty Polly, il cane Toby. Nonostante le vicissitudini politiche europee, conserva la sua fama, solo nel fine 1789, conosce un periodo di crisi, per l abolizione dei suoi spettacoli definiti troppo aristocratici. Accanto a Pulcinella non bisogna dimenticare le altre maschere italiane, che grazie a Carlo Goldoni elevò a personaggi letterali (Arlecchino, Pantalone, Balanzone, Colombina, Brighella e altri). BURATTINI E MARIONETTE Vengono spessi confusi fra di loro, avendo caratteristiche ben distinti. I burattini esasperano la realtà in chiave grottesca. Le marionette la ripropongono in chiave fantastica e fiabesca. Anche la struttura delle figure è ben diversa, la marionetta è costruita con fattezze umane con un modellato e un costume curato, come il resto della sua animazione. Manovrato dall alto verso il basso da fili, poiché la sua struttura comprende tutto il corpo umano ed è slegata da giunte (Testa, braccia, gambe). Il burattino ha solitamente i lineamenti molto marcati, il modello della testa è molto schematico, il movimento é limitato perché la struttura non permette tutti i movimenti.

Manovrato dal basso verso l alto dalla mano del burattinaio. Le marionette al contrario dei burattini, venivano rappresentati in luoghi chiusi a beneficio di nobili e signori aristocratici. Avevano testi elaborati e scritti appositamente, al contrario dei burattini (popolo), il testo era una traccia base, quindi ogni recita era diversa dall altra, come nella commedia dell arte. COSA E IL BURATTINO E la rappresentanza visiva dell uomo, con tutti i suoi difetti, ma anche le sue virtù. Il burattino è caratterizzato da tre elementi fondamentali che sono: mano, movimento, voce. MANO Nascosta nella veste, ma sempre mobile: è l anima del burattino MOVIMENTO Regola le cadenze,stabilisce un azione, l umore i sentimenti. Non c è nessuna regola, ma è sempre opportuno esercitarsi, per rendere più limpido e chiaro il movimento. VOCE E la voce del burattinaio, che può essere una caricatura per sottolineare il carattere del burattino (personaggio). Questi tre elementi legati tra loro, danno vita al burattino (anima e corpo). Trasmettere l emozione attraverso la mano con qualche parola è un momento magico. Il burattino è l essere che da corpo alla storia (fiaba) e da corpo ai personaggi. I personaggi dei burattini hanno ruoli ben distinti e chiari, cioè: buoni e cattivi, tra il giusto e l ingiusto, tra onestà e disonestà. Qualche volta la commedia dell arte privilegia il furbo ai danni dello sciocco, ma sempre a scopo educativo, con una profonda morale alla base di tutto. Come in fondo tutte le altre storie, fiabe o favole, poiché questo tipo di spettacolo è rivolto soprattutto a un pubblico giovane. Infatti il bambino inconsciamente assorbe ciò che il teatro dei burattini insegna e vuole trasmettere. Probabilmente con il tempo saranno dimenticate le storie, ma le emozioni si potranno riscoprire dentro di sé nel rivedere un burattino; si scoprirà un tesoro di umanità e amore, conservati dal nostro cuore.

TIPI DI BURATTINI Ci sono vari tipi di burattini, ma la maggior parte sono a guanto BURATTINO A GUANTO Fantoccio di cenci, di legno o entrambi. Manovrato dal basso dalla mano del burattinaio infilata nella veste. A prescindere dal materiale con cui è costruito il burattino, il viso è la parte fondamentale per esprimere i sentimenti del personaggio (bontà, cattiveria, astuzia, o ingenuità), queste caratteristiche vengono chiamate LINEE DEL VOLTO e comprendono il contorno del viso, mentre, la posizione e la forma degli occhi e della bocca PROFILO. Il profilo è determinato a sua volta dalla linea del naso, del mento e dalla fronte. I sentimenti vengono evidenziati dal movimento degli occhi, sopracciglia, bocca e rughe, che vengono definite LINEE MOBILI. Quindi la varietà della scelta di linee mobili possono dare una vasta gamma di emozioni. Esempi: - Cattivo: Un naso adunco. - Avaro: Labbra sottili e strette. Anche le guance rubiconde danno simpatia al personaggio. MATERIALI Il burattino è strutturato in varie parti che sono: Testa, mani, capelli, costume o corpo. - TESTA La testa del burattino si può realizzare con carta di giornale con adesivo, stoffa, cartapesta, gommapiuma, polistirolo, legno, plastica, etc - MANI Legno, stoffa, polistirolo, gommapiuma. - CAPELLI Sono creati con stoffa,lana, materiali sintetici o disegnati sulla testa. - COSTUME O CORPO Normalmente di stoffa o scampoli di varie tipi di stoffe. E consigliabile prima, disegnare il personaggio che si vuole costruire, definire il tipo di materiale che si vuole usare. Ovviamente il legno (testa), è il materiale più indicato, perché sottolinea i lineamenti marcati del viso. I capelli in testa da attaccare o disegnare. Quindi il corpo o costume, che caratterizza l ambiente sociale che occupa il nostro personaggio (ricco, povero, cameriere, principe, lavandaia, etc )

Le mani si attaccano alle estremità delle braccia o possono far parte già del corpo in caso siano dello stesso materiale del costume. Inoltre si può arricchire il personaggio con un cappello, sciarpa o oggetti che caratterizzano il personaggio (bacchetta magica, scopa, ascia, bastone, etc ). Il burattino solitamente è senza gambe, ma ci sono burattini anche con gambe, il cui nome originale è KASPERLE TEDESCO. Le gambe sono aggiunte al guanto (il corpo), esse sempre di stoffa e possono essere piene, oppure vuote per essere calzate dalle dita del burattinaio. In questo caso il burattino deve essere animato con due mani, ovviamente il personaggio sarà caratterizzato maggiormente. BURATTINI A BASTONE I burattini a bastone strutturalmente più semplici. Gli elementi che ne costituiscono sono: la TESTA inserita in un bastone di legno, le SPALLE e BRACCIA ad un altro bastone, queste ultime possono essere sostituite da corde, ed il loro movimento comandato da due stecche (es, stecche di ombrello), attaccate alla mani. Questi burattini sono animati con due mani e ciò permette maggiore espressività. Tutto ciò è anche consentito da un corpo più curato e più somigliante al corpo umano, ma la rigidità del bastone pone dei limiti. Anche questi tipi di burattini possono essere costruiti con gli stessi materiali di quelli a guanto. MAROTTES Un altro tipo di burattino è la MAROTTES. Ha le stesse caratteristiche dei burattini a bastone, la differenza è la grandezza (sono grandi il doppio o il triplo rispetto ai burattini tradizionali, in quanto possono raggiungere la dimensione di metà corpo umano), per il motivo che la mano (o le mani) dei burattini, sono quelle dell animatore. Infatti il sostegno dei burattini a due mani non è più il bastone ma lo stesso animatore. MOVIMENTI Parliamo dei burattino a guanto (quello più comune). Questo burattino viene animato dal basso, quindi la testa e le due mani vengono occupate da tre dita. La testa dall indice, il pollice e il medio le due mani. Esercitandosi ci si accorge delle varie espressioni che può assumere il burattino nei suoi movimenti. Voce e sentimento, accentuano maggiormente il movimento. Un errore in cui si può cadere è l altezza del personaggio: definita dalla base della sua uscita visiva, essa è costituita dal braccio dell animatore, i cui cedimenti la possono alterare. La camminata è un semplice movimento di avambraccio (su e giù), che mimano i passi, come la danza. Quando ci si cimenta con i burattini, si fa un spesso un altro errore, si piega la mano all indietro. E consigliabile esercitarsi, per superare queste difficoltà, per rendere

i movimenti più fluidi e umani. Poi la voce: caratterizzarla è importante per dare un carattere più preciso al personaggio. LA MESSA IN SCENA Dopo aver costruito dei burattini (personaggi), si può sviluppare o inventare la storia (canovaccio). Un inizio (introduzione), l azione (conflitto) e il finale. Tempo e ritmo vanno misurati per sottolineare l azione, se la musica e la recitazione sono importanti, la gestualità lo è ancor di più. Importante è cercare di non essere troppo ripetitivi nelle azioni, a meno che il ripetersi non sia una caratteristica del personaggio. IL TEATRINO La messa in scena è possibile anche senza un teatrino, basta semplicemente una struttura (es. separè) che sia abbastanza grande per coprire il burattinaio o i burattinai. Il teatrino è una costruzione simile ha un teatro in miniatura. Può essere in legno, plastica, metallo (o sagome di questi materiali, ricoperti da teli dipinti ho colorati), almeno per quattro lati, fronte, lato destro, sinistro e tetto (come una grossa scatola). Il retro deve essere libero, in modo che gli animatori si possano introdurre al suo interno (ciò permette agli animatori di non essere visti dall esterno). E possibile trovare teatrini con la parte superiore del retro anch essa ricoperta, per il suo utilizzo come fondale: ciò permette l installazione di scenografie. La parte superiore (tetto) è utilizzata per eventuali meccanismi scenografici o installazioni particolari o una semplice copertura dalla luce. Il teatrino deve consentire al suo interno di ospitare uno o più animatori (burattinai) a seconda dell esigenza. Una apertura frontale chiamata BOCCASCENA, situata nella parte superiore in corrispondenza del fondale del retro, permette ai burattini di apparire. Il boccascena viene chiuso dal sipario. Il più classico dei sipari è quello greco, cioè, due tendine che si aprono dal centro (come quelle delle finestre). Esso serve per dare inizio e fine dello spettacolo (eventuale fine primo tempo o secondo). La sua chiusura permette anche di cambiare scenografie senza che siano viste dall esterno. Altri tipi di oggetti per uso scenografico, si possono attaccare ai lati o si possono appendere dall alto della struttura, come per esempio le luci per l illuminazione della scena. Poi la musica, effetti sonori, microfoni e altri tipi di strumenti, completano il tutto in modo professionale, dando sfumature più complesse alla storia rappresentata. Quindi la messa in scena lascia spazio alla fantasia dell ideatore.