ALIA VIRTUOSA. GERMANIA NO



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251 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com ITALIA VIRTUOSA. GERMANIA NO 20 dicembre 2012 a cura di Renato Brunetta

2 Il Paese più virtuoso sul fronte del debito nell eurozona è l Italia, molto migliore della Germania. Lo sostiene uno studio intitolato Paesi virtuosi. Un confronto fra debiti pubblici in Europa della fondazione tedesca Stiftung Marktwirtschaft, presieduta dall economista Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie presso l Università di Friburgo, in Germania, ed esperto di evoluzione demografica. Lo studio della Fondazione pubblicato a fine 2011 ma passato piuttosto inosservato stila una classifica della sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche (sulla base dei dati 2010) dei 12 Stati fondatori dell euro (esclusi dunque i 5 ultimi arrivati : Slovenia, Slovacchia, Estonia, Cipro e Malta).

3 Il titolo del relativo comunicato stampa la dice lunga: «Italia urrà, Lussemburgo puah». La classifica tiene conto non solo del debito pubblico che la fondazione definisce «esplicito» (il «classico» debito pubblico, pari a circa il 120% del PIL per l Italia), ma anche il debito «implicito», legato soprattutto all invecchiamento della popolazione, prevalentemente costituito da pensioni e spesa sanitaria che si prevede di dover pagare nel futuro. Gli autori dello studio spiegano che «sono possibili calcoli molto precisi sulla scorta dei dati ufficiali, ad esempio sul numero di persone che andranno in pensione nei prossimi anni. Il debito implicito dipende in modo decisivo dal previsto aumento delle spese legate all invecchiamento».

4 Per la Germania il quadro non è allegro: riforma fiscale, riforma pensionistica (con generose integrazioni delle minime), aumento delle prestazioni sanitarie per alcune malattie tipiche della cosiddetta terza età (ad esempio l Alzheimer), faranno esplodere nei prossimi anni il debito tedesco. Una cifra per tutte: secondo lo studio, nel 2050 lo Stato tedesco e i länder dovranno spendere 1.360 miliardi di euro per le pensioni e per gli stipendi di 1,38 milioni di dipendenti pubblici (870 miliardi di euro). Una cifra colossale, se si pensa che l attuale debito pubblico della Germania (quello esplicito ) è intorno ai 1.900 miliardi.

5 Per l Italia, invece, il quadro è molto migliore: secondo le stime della fondazione tedesca, dopo la Francia saremo il Paese con il più basso incremento di spese per pensioni, sanità e assistenza per anziani. Inoltre, il saldo primario italiano è molto incoraggiante. In questo senso, si legge nello studio, «l Italia non solo precede chiaramente la locomotiva Germania, ma anche tutti gli altri stati dell Euro a 12. E dunque l Italia può contare, a lungo termine, su uno sviluppo positivo delle finanze pubbliche».

6 Passando alle cifre: secondo lo studio, nel 2010 il debito «esplicito» italiano era pari al 118,4% del Pil, quello «implicito», per le ragioni già indicate, al 27,6%, il più basso di tutta l eurozona a 12. Il totale del debito «vero» dell Italia in quell anno era dunque, secondo lo studio, pari al 146% del Pil: di qui il primo posto. Se andiamo a vedere la Germania, seconda «classificata», il debito «esplicito» era dell 83,2% del Pil, ma quello «implicito» del 109,4 per cento. Totale: 192,6%, quasi il 50% più dell Italia.

7 All ultimo posto della classifica c è l Irlanda, Paese già sotto programma di aiuti, che arriva alla quota complessiva di 1.497,2% del Pil (di cui 1.404,7% di debito «implicito»). Al penultimo, e peggio della Grecia (terzultimo posto), troviamo nientemeno che il ricco e tranquillo Lussemburgo. Se il suo debito pubblico «ufficiale» nel 2010 era pari ad appena il 19,1% del Pil (e infatti il Granducato è considerato tra i paesi più «virtuosi» dell eurozona), la bomba previdenzialedemografica porta al 1.096,5% del Pil il debito «implicito», per un debito totale del 1.115,6% del Pil.

8 Il sistema pensionistico e previdenziale lussemburghese - spiega ancora lo studio è follemente generoso e completamente insostenibile a lungo termine. Del Granducato si può dire che ha davanti a sé tutte le riforme che paesi come Italia o Spagna stanno attuando dolorosamente in questi anni. Del resto non molto bene sta la virtuosa Olanda, ottava in classifica, che, a fronte di un debito «dichiarato» del 61% del Pil, secondo lo studio della Stiftung Martkwirtschaft ha un debito implicito del 431,8% del Pil, per un totale del 494,6%. Certamente sta peggio del Portogallo (sesto in classifica), e appena meglio della Spagna (nono posto).

9 Se i dati della fondazione sono giusti, tra qualche decennio l Italia starà molto meglio di paesi come il Lussemburgo, ma anche la Germania. E infatti l Italia stando ai dati del 2010 ha un reale bisogno di correzione, per garantire la piena sostenibilità del debito pubblico, del 2,4% del Pil (una quarantina di miliardi di euro) contro, ad esempio, il 12% del Lussemburgo, o il 4% della Germania.

10 Ma se a lungo termine le prospettive italiane sono piuttosto buone, il problema è «a breve-medio termine», spiega lo studio. «Vista la bassa crescita, gli avanzi primari basteranno al massimo a stabilizzare il debito italiano nei prossimi anni, ma resteranno ben lungi dal ridurlo in modo significativo. Ed è quello cui purtroppo guardano i mercati, i quali ragionano in orizzonti molto più brevi, non hanno la pazienza di guardare alle prospettive nell arco di decenni». Se dessero retta alla classifica di lungo termine della fondazione Stiftung Marktwirtschaft, gli spread tra Italia e la Germania dovrebbero essere esattamente al contrario. Magari ci arrivano.

11 Source: European Commission, AMECO Database, Eurostat. Calculations performed by Forschungszentrum Generationenverträge