Azioni di risanamento in edifici esistenti Nell ambito delle attività dell Archivio Nazionale Radon (ANR) sono state raccolte informazioni sulle azioni di risanamento per la riduzione della concentrazione di radon, effettuate o coordinate da enti pubblici in Italia. Da tale raccolta risulta che la maggior parte delle azioni di risanamento (o bonifica) è stata effettuata in locali all interno di edifici scolastici, per un totale di circa 160 edifici scolastici interessati. In particolare nelle Regioni Veneto, Friuli- Venezia Giulia e nelle Province Autonome di Trento e Bolzano, nel corso degli anni, sono state effettuate misure di concentrazione di radon in quasi tutti gli edifici scolastici del territorio. In generale, per quegli edifici in cui sono state riscontrate concentrazioni elevate, sono state intraprese azioni di risanamento, per le quali le ARPA/APPA di tali Regioni sono state coinvolte sia nella fase di progettazione (dando indicazioni sulla tipologia del risanamento) sia nell effettuazione delle verifiche dell efficacia del risanamento. Nelle abitazioni, invece, è stato condotto un numero di azioni di risanamento sensibilmente minore (circa la metà) rispetto a quello degli edifici scolastici. Alcuni dettagli sul numero e la tipologia di azioni di risanamento effettuate in alcune Regioni sono riportati di seguito. Nella Provincia Autonoma di Bolzano sono state effettuate azioni di risanamento in oltre 100 locali con diverse destinazioni d uso (abitazioni, scuole, uffici, alberghi, etc.). Alcuni risultati sono riportati anche sul sito dell APPA Bolzano, in cui si sottolinea che molte azioni di risanamento sono state portate a termine con successo anche con mezzi molto semplici ed a costi relativamente bassi. Tuttavia, in base all esperienza del laboratorio dell APPA, uno dei più attivi sul territorio, ogni casa da risanare è da considerarsi come un caso particolare ed è difficile prevedere il successo o meno di un metodo di risanamento. In generale, si consiglia di iniziare sempre con gli interventi più semplici (p. es. isolare ed arieggiare di più le stanze) a cui far seguire sistemi un po più complicati, quali la creazione di una
sovrappressione nelle stanze o di una depressione al di sotto dei pavimenti delle stanze interessate. Se anche questi accorgimenti non fossero sufficienti, i tecnici dell APPA consigliano di passare ad interventi più difficili (e costosi), come la ristrutturazione dell intera pavimentazione (o delle pareti) e l introduzione di un sistema di ventilazione con tubi di drenaggio. http://www.provincia.bz.it/agenzia- ambiente/radiazioni/contromisure.asp In Friuli Venezia Giulia, secondo quanto riportato nell ultimo rapporto sullo stato dell'ambiente pubblicato (del 2012), azioni di risanamento sono state portate a termine sia in scuole che in asili nido in caso di superamenti del livello di azione stabiliti dalla normativa. In tale documento è riportato che su oltre 60 casi di superamento la maggior parte delle strutture sono state risanate (oltre 60%); il 24% di esse è in fase di adeguamento. http://www.arpa.fvg.it/export/sites/default/istituzionale/consulta/allegati/14_rado n.pdf In Lombardia, azioni di risanamento sono state portate a termine in 4 edifici scolastici della provincia di Bergamo, nell ambito di un progetto, coordinato dall ASL di Bergamo, avente come obiettivo quello di acquisire esperienze sulle tecniche di bonifica da utilizzare in tutto il territorio regionale [2]. http://www.asl.bergamo.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?id=1542 In Puglia, azioni di risanamento in 12 edifici scolastici della Provincia di Lecce sono state effettuate nell ambito di una collaborazione tra il Dipartimento di Fisica dell Università del Salento, il Dipartimento di Igiene del lavoro di INAIL (ex ISPESL) ed il Dipartimento di Architettura dell Università di Ferrara. La tecnica utilizzata per risanare tutte le scuole è la depressurizzazione del suolo o del vespaio, con percentuali di riduzione della concentrazione di radon comprese (nella maggior parte dei casi) tra il 65% ed l 85%. 2
Per ulteriori informazioni, consultare: Tunno T et al., 2012. Analisi dell esperienza maturata nella bonifica dal radon in alcuni edifici scolastici situati nella provincia di Lecce: approfondimento degli aspetti tecnici, metodologici e considerazioni economiche. Atti del V convegno Agenti Fisici "Il controllo degli agenti fisici: ambiente, salute e qualità della vita", Novara, 6-8 giugno 2012. Scaricabile dal sito dell ARPA Piemonte all URL: http://www.arpa.piemonte.it/arpa- comunica/events/eventi- 2012/il- controllo- degli- agenti- fisici- ambiente- salute- e- qualita- della- vita In Toscana, invece, sono in programma o in fase di attuazione azioni di risanamento negli edifici scolastici in cui sono state riscontrate concentrazioni di radon elevate nell ambito dell ultima indagine regionale. Nella Provincia Autonoma di Trento, circa 30 edifici scolastici sono stati oggetto di azioni di risanamento. Azioni di bonifica sono state portate a termine anche in alcuni edifici pubblici. In Umbria, azioni di risanamento hanno interessato 6 edifici scolastici ed, in particolare, tutti i locali con concentrazione di radon misurata superiore a 400 Bq/m 3. Tali azioni sono state effettuate nell ambito della campagna di misura regionale nelle scuole della regione portata a termine nel 2011. http://www.arpa.umbria.it/resources/documenti/radonweb.pdf In Veneto, il risanamento ha interessato oltre 30 edifici scolastici, per i quali sono stati rilevati superamenti del livello di concentrazione di radon stabilito dalla legge (500 Bq/m 3 ). L efficacia della bonifica è stata inizialmente testata con misure di concentrazione di radon integrate su un periodo di esposizione breve. In 20 di queste scuole, ulteriori misure di concentrazione di radon annuali hanno confermato la bontà dell'azione di risanamento. Infine, si evidenzia che altre 21 azioni di risanamento sono in itinere, e che risanamenti in 47 edifici sono previste nei prossimi anni. http://www.arpa.veneto.it/temi- ambientali/agenti- fisici/radiazioni- ionizzanti/radon/i- monitoraggi/controlli- e- bonifiche- nelle- scuole#bonifiche 3
Azioni di prevenzione nei nuovi edifici Non è possibile, ad oggi, fare una stima delle azioni di prevenzione in nuovi edifici effettuate in Italia. Poiché i piani regolatori hanno carattere locale, non è possibile avere una conoscenza esaustiva delle attività svolte sul territorio al fine di introdurre nei regolamenti edilizi norme per la prevenzione del radon, che facciano riferimento alla Raccomandazione sull introduzione di sistemi di prevenzione dell ingresso del radon in tutti gli edifici di nuova costruzione, prodotta nell ambito del progetto PNR- CCM. Alcune iniziative sono state adottate in ambito regionale per la promozione delle azioni di prevenzione nei nuovi edifici. In particolare, in Toscana, il Regolamento per l Edilizia Bio- Eco Sostenibile (sezione Norme e Requisiti alla Prestazioni dell edificio ) prescrive l obbligo di valutare il rischio radon in base alla mappatura regionale e di adottare strategie progettuali atte a evitare l ingresso di radon negli ambienti confinati. Tale regolamento è stato adottato, ad oggi, in 6 comuni della Regione. Per ulteriori informazioni, scaricare il Regolamento all URL: http://www.usl11.toscana.it/dati/all20130312_reg_edilizia_20122013.pdf In Lombardia, Le linee guida per la prevenzione delle esposizioni al radon in ambienti indoor, approvate nel 2011, rappresentano uno strumento operativo per i Comuni, per i progettisti e per i costruttori di edifici della Regione ed ha lo scopo di fornire indicazioni sulle azioni da intraprendere per la prevenzione dell ingresso del radon negli edifici di nuova costruzione e per la riduzione della concentrazione di radon negli edifici esistenti, anche in sinergia con gli interventi finalizzati al risparmio energetico. Per ulteriori informazioni, scaricare le Linee Guida all URL: http://www.sanita.regione.lombardia.it/shared/ccurl/687/320/decreto 12678 del 21 _12_2011.PDF 4
In Veneto, si segnala che nel nuovo Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC), per la Salvaguardia dall esposizione a radiazioni ionizzanti" si prescrive ai Comuni della Regione di prevedere norme che assicurino, in tutti gli edifici di nuova costruzione, tecniche costruttive cautelari obbligatorie, al fine di prevenire e limitare i rischi potenzialmente connessi all esposizione al gas radon proveniente dal terreno mediante l attacco a terra degli edifici. Inoltre, nel 2013, è stata deliberato dal Consiglio Regionale del Veneto che un Piano regionale di prevenzione e riduzione dei rischi connessi all esposizione al gas radon debba essere approvato entro un anno dall entrata in vigore della delibera regionale (emanata nel Luglio del 2013). Tale piano prevede che i Comuni e le Province adeguino i propri strumenti di pianificazione urbanistico- territoriale alle disposizioni presenti nel Piano, strumenti che includono le prescrizioni costruttive e gli accorgimenti tecnici da osservare nelle nuove edificazioni. Per ulteriori informazioni, è possibile scaricare il testo della Legge Regionale 20/2013 sulla Prevenzione e salvaguardia dal rischio gas radon: http://bur.regione.veneto.it/burvservices/pubblica/dettagliolegge.aspx?id=253922 5