LA MATERNITA SURROGATA: SFRUTTAMENTO DELLE DONNE DEI PAESI POVERI Bioeticista, Presidente Movimento PER Politica Etica Responsabilità Vice Presidente della Commissione Cultura della Regione Lazio Presidente WWALF World Women s Alliance for Life and Family
La madre surrogata è una donna oggetto a tutti gli effetti: per soldi e per disperazione, si presta a portare in grembo i figli altrui.
La madre surrogata potrà affittare solo il proprio utero ma non usare i propri ovociti, che dovranno essere della madre ricevente del bambino.
Una donna che si sottopone a questa pratica deve essere sana e spesso, per non creare possibili problemi di ripensamento sul tenere il figlio o meno, deve firmare clausole ben precise.
Attualmente in Italia la surrogazione di maternità costituisce una pratica medica illegale, ma per i cittadini italiani è legale ricondurre in Italia i figli e le figlie avuti attraverso questa pratica all'estero.
Si registra un crescente interesse da parte di single e coppie omosessuali, riguardo alla possibilità di recarsi all'estero per commissionare un figlio tramite l utero in affitto.
IL BUSINESS MONDIALE DELL UTERO IN AFFITTO
Ogni anno 100-150 coppie italiane vanno in India, Usa e Ucraina alla ricerca di una gestante e ogni anno, vengono contattati da coppie italiane, circa 33 centri/agenzie in 7 paesi: Stati Uniti, Ucraina, Armenia, Georgia, Grecia, Russia e India. Questo dato purtroppo è in continua crescita!
Tra i servizi offerti dalle organizzazioni, oltre alla scelta della madre surrogato, anche l assistenza legale per la stipula del contratto. Il costo totale dipende dal pacchetto scelto dal cliente.
INDIA L industria indiana della maternità surrogata è stimata produrre un indotto complessivo enorme, circa due miliardi di dollari, con un migliaio di cliniche non regolamentate.
Il costo di una maternità in affitto in India va dai10.000 ai 35.000 dollari, a fronte di 80.000-100.000 dollari negli Stati Uniti. Nel subcontinente indiano il giro d affari si aggira sui 2,3 miliardi di dollari l anno ed un migliaio di cliniche sono nate negli ultimi anni.
In paesi come l India sta diventando una vera e propria schiavitù, considerato che le madri ricevono sui 4mila dollari, compenso pari a 10 anni di lavoro, a fronte dei 30mila che in media pagano i genitori committenti.
AMERICA LATINA In Guatemala si possono risparmiare più di 10.000 euro. Mercato emergente anche in Messico con lo slogan: Siamo orgogliosi di offrire il Messico come destinazione per la maternità surrogata gay.
EUROPA In Europa le mamme in affitto sono legali in Gran Bretagna, Grecia, Paesi Bassi e Romania.
Ma anche laddove sono vietate, i numeri sono in continua crescita: secondo uno studio del Directorate General for Internal Policies del Parlamento Europeo, in Francia il numero delle coppie committenti è arrivato a 125 nel 2008, 150 nel 2009 e ben 170 nel 2010.
PAESI DELL EST Commercio sempre più fiorente nei Paesi ex comunisti, soprattutto in Russia e Ucraina, ma anche in Polonia e Romania.
I cittadini russi o ucraini che ricorrono a una madre surrogata devono sborsare da 600mila a un milione e mezzo di rubli.
In Ucraina i servizi per gli stranieri (anche italiani) vengono gestiti dalla BiotexCom di Kiev: i prezzi variano a seconda dei tentativi concessi e dei servizi inclusi.
L isola di Creta è l'ultima meta per le tariffe low cost: 9 mila euro per la gestazione (la cifra fissata per legge), 2-3 mila euro per le spese mediche, a cui bisogna aggiungere il costo degli avvocati, per il ricorso al giudice e il lungo soggiorno sull'isola.
Il quesito è: fino a che punto bisogna spingersi pur di soddisfare questo desiderio? La maternità è un diritto o un dono?
Ormai, grazie alla tecnica, quello che nel secolo scorso rimaneva confinato nel regno della pura pensabilità, ormai oggi è una realtà. Ma non è detto che tutto ciò che è progresso tecnologico sia buono e giusto: non tutto ciò che è tecnicamente possibile è eticamente accettabile.
Tutti questi passi pongono grossi quesiti a livello sociale. Possiamo dunque affermare che stiamo vivendo una vera emergenza etica!
L appello che lanciò San Giovanni Paolo II, nell Enciclica Evangelium Vitae del 1995, è ancora molto attuale:
LA FALSA COMPASSIONE Il pensiero dominante propone a volte una falsa compassione : quella che ritiene sia un aiuto alla donna favorire l aborto, un atto di dignità procurare l eutanasia, una conquista scientifica produrre un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come dono; o usare vite umane come cavie di laboratorio per salvarne presumibilmente altre.
Urgono una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande strategia a favore della vita. Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita: nuova, perché in grado di affrontare e risolvere gli inediti problemi di oggi circa la vita dell'uomo; nuova, perché fatta propria con più salda e operosa convinzione da parte di tutti i cristiani; nuova, perché capace di suscitare un serio e coraggioso confronto culturale con tutti.
GRAZIE Bioeticista, Presidente Movimento PER Politica Etica Responsabilità, Vice Presidente della Commissione Cultura della Regione Lazio, Presidente WWALF World Women s Alliance for Life and Family