TAGLIO O SFALCIO DELL ERBA

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Le caratteristiche estetiche del tappeto erboso ci possono aiutare a valutare il suo stato di salute, l efficienza della manutenzione e lo sviluppo delle essenze che lo costituiscono. Tra le molte caratteristiche ricordiamo le più interessanti. Colore: è dato dalle tonalità tipiche delle specie costituenti il miscuglio e varia a seconda delle stagioni. Rappresenta un indice importante per valutare lo stato di nutrizione e di sanità di un prato e l adeguatezza dei sistemi di taglio. Elasticita : rappresenta la capacità dei fili d erba di risollevarsi dopo aver subito una pressione temporanea. Resistenza: è la capacità di reggere bene al calpestio o all usura e di sopportare le pressioni; Uniformita : rappresenta l aspetto omogeneo di tutta la superficie ed è un requisito di qualità sia per prati ornamentali, sia per campi sportivi. Densita : rappresenta il numero di piante per metro quadrato, e indica soprattutto la fittezza della trama delle lamine fogliari che concorrono a formare un tappeto verde. Se è stato progettato e realizzato con cura e si è compiuta una buona scelta delle specie erbose, il prato presenta tutti questi requisiti e li mantiene nel tempo, purchè sottoposto a periodiche cure. Un buon prato, infatti, ha bisogno di una manutenzione ordinaria, che prevede lavori comuni come taglio, irrigazione, concimazione e risemina, e di una manutenzione straordinaria, con interventi come diserbo, difesa fitosanitaria, sabbiatura, areazione, rigenerazione e sostituzione di parte del tappeto erboso, operazione, quest ultima, da effettuarsi solo in caso di necessità.

TAGLIO O SFALCIO DELL ERBA Gli interventi di taglio sono quelli che richiedono più tempo e una discreta attenzione, perché se eseguita in fretta o male possono ridurre qualità e sanità del prato. Non è, come molti suppongono, un operazione superficiale, perché con il taglio si regolano in altezza le lamine fogliari e gli steli per indurre lo sviluppo e la ripresa vegetativa. Se il taglio non viene eseguito in maniera ottimale, si può provocare, invece, una reazione di stress con involuzione e appassimento dei germogli del prato. Un buon taglio dà luogo a fattori vegetativi quali: - Sviluppo di nuovi germogli, - Sviluppo di nuove radici, - Infittimento del prato, - Maggiore profondità delle radici, - Possibile presenza di infestanti, - Migliore aspetto estetico. Nell eseguire il taglio non bisogna mai asportare più di 1/3 della lunghezza della lamina fogliare; è tollerato un taglio del 50% della lunghezza solo nelle specie più rustiche. Tagli più lunghi e radenti al suolo (con sollevamento di terra o addirittura di zolle) possono provocare molti danni al manto erboso, che vanno dall eccessivo indebolimento fino alla morte, nei periodi molto caldi. Il taglio deve essere sempre sopra il colletto e il primo internodo (la distanza, sul fusto, tra l inserzione successiva di 2 foglie) del culmo, per favorire la crescita ottimale delle foglie. Il numero dei tagli regola la fittezza, migliora l aspetto estetico e irrobustisce la forza rigenerativa; mentre per i prati ornamentali si tende ad economizzare il loro numero, per i campi sportivi (calcio, baseball o golf) è d obbligo il taglio regolare, una pratica costante da prevedersi anche più volte la settimana. I sistemi di taglio più diffusi, seguono la tipologia di macchina adottata: vi sono macchine a taglio rotativo e macchine con taglio elicoidale. Il taglio rotativo, che può essere applicato a tutti i tipi di prato, è il più diffuso perché la maggior parte delle macchine falciatrici ha una lama rotante. Questo tipo di macchina, dal prezzo

accessibile e dalla meccanica resistente, pur non fornendo un taglio particolarmente preciso, permette una buona regolazione dell altezza del manto erboso. Presenta, però, lo svantaggio di un impatto violento con l erba per cui il taglio risulta sfrangiato e il profilo sfilacciato della lamina fogliare assume un colore giallo, conferendo al prato un aspetto e una colorazione non sempre perfetti. Il taglio elicoidale è un sistema migliore rispetto al precedente; le macchine che operano con questo tipo di taglio si stanno diffondendo soprattutto nei settori professionali. Questo metodo crea una scissione netta e lineare dell erba, consentendo una migliore rimarginatura e una maggiore difesa dai parassiti. Il prato che non assume colorazioni giallastre, presenta un aspetto generale molto più gradevole. Questo tipo di taglio è dato da una serie di lame elicoidali montate su un cilindro, il quale, ruotando, porta l erba fra una barra esterna, detta controlama, falciandola nettamente come se si trattasse di forbici. Il numero dei cilindri varia da due a cinque (o in più per i grandi campi da golf) riuscendo ad abbracciare una vasta superficie. Al termine del taglio l erba deve essere sempre raccolta e trasportata in discarica o nel box per la formazione di compost; si può lasciare sul posto quando il materiale è fine e corto e quando il clima è molto caldo, per rallentare l evapotraspirazione. L asportazione evita la formazione di uno strato spesso di feltro vegetale che impedisce l arieggiamento dello strato radente del prato con rischio di eccessiva umidità e possibile formazione di muffe. A causa dei ripetuti tagli, sotto il livello del colletto delle piantine d erba, si forma con il tempo uno strato di deposito di materiale vegetale (foglie, rizomi e stoloni) in decomposizione. Questo strato di deposito è chiamato feltro, e ha uno spessore che va da qualche millimetro a 1-2cm. Tale accumulo di vegetali assume una colorazione marrone e si compatta al punto di diventare come un tessuto a copertura del terreno. Per eliminare questo starto vegetale si deve eseguire un taglio verticale del tappeto erboso a verticut. Questa operazione viene svolta da una macchina dotata di rulli con lame a coltello verticale semplici o doppie, regolata secondo l altezza del feltro, che ha il compito di portare in superficie gran parte del deposito vegetale in composizione. Il taglio verticale è chiamato anche operazione di scarificazione del prato; si può eseguire anche manualmente con attrezzi simili a rastrelli con denti molto affilati che fendono il prato con incisioni verticali. La scarificazione non si effettua quando il prato è giovane ma dopo il secondo o terzo anno dalla posa.

CONCIMAZIONE Per sostenere il regolare sviluppo e la salute del prato è necessario fornire elementi nutritivi in continuazione al tappeto verde, per reintegrare le sostanze già consumate, perse nel terreno o asportate. Un concime minerale completo è composto da azoto, fosforo e potassio (macroelementi di base) e da microelementi come ferro, manganese, megnesio, boro e altri utili al prato in quantità minori. Il terreno naturale o costruito, possiede una fertilità propria collegata al suo contenuto di elementi naturali di sostanza organica e all attività biologica fornita la momento della costruzione del prato; tuttavia questi elementi sono destinati a diminuire con il passare del tempo. Lo sviluppo del tappeto erboso, lo sfalcio e gli eventi climatici impoveriscono progressivamente la dotazione di partenza; pertanto gli elementi nutritivi vanno reintegrati in rapporto ai seguenti fattori: - Produzione d erba che verrà asportata; - Dilavamento; - Riserva e stabilizzazione del suolo ed esigenze della microfauna (flora batterica) Non esiste una concimazione universale applicabile a tutti i prati, essa risponde alle necessità specifiche del prato in relazione alle esigenze qualitative della vegetazione, allo sfruttamento e alla disponibilità di tempo e attrezzature. È fondamentale eseguire concimazioni equilibrate, distribuendo dosi di elementi minerali in quantità adeguate al reale bisogno del prato, secondo l assorbimento delle piante e il volgere delle stagioni. QUANDO CONCIMARE Per calcolare il periodo giusto per la concimazione è necessario abbinare i seguenti parametri: - Ritmo di crescita vegetativo della pianta nella parte aerea (culmi e foglie) e dell apparato radicale; - Temperature minime e massime che regolano l assimilazione radicale.

Lo sviluppo vegetale delle lamine fogliari della pianta riprende a marzo, ha un culmine a maggio (massimo sviluppo); in questo periodo il prato deve avere a disposizione concimi che favoriscano la partenza vegetativa (concimazione starter) e il proseguimento della crescita (a maggio e giugno) per rispondere alla grande domanda di elementi nutritivi connessa alla formazione di culmi e foglie. Pertanto nei mesi di marzo, aprile e maggio bisogna distribuire una concimazione abbondante con alte percentuali di azoto, elemento maggiormente richiesto dalla vegetazione. Nei mesi di luglio e agosto il prato rallenta lo sviluppo, per riprendere tra la fine di agosto e gli inizi di settembre. Anche in questo periodo, tuttavia, è indispensabile che il prato abbia comunque a disposizione riserve nutritive. La crescita della radici segue lo stesso ritmo di sviluppo della parte aerea, ma con minore velocità rispetto a quella delle foglie e in modo meno vigoroso in confronto con quello della primavera, momento di massima vitalità. La primavera è, quindi, il periodo più importante per lo sviluppo dei prati, sia per quelli di tipo ornamentale, sia per quelli destinati alla pratica sportiva che, durante l inverno, sono stati soggetti a un intenso utilizzo con l ovvio conseguente logoramento dovuto all attività agonistica. Nel periodo del tardo autunno è necessario distribuire concime a lenta cessione che saranno pronti e disponibili all inizio della primavera ed eseguire un altra concimazione a primavera inoltrata. Per sostenere e dare alimento alle specie erbacee a crescita estiva sono altrettanto utili e fondamentali le concimazioni estive di maggio-giugno e di agosto-settembre. Ricordiamo che la colorazione verde intenso nel periodo estivo è dovuta allo sviluppo delle specie estive e non di quelle primaverili. AERAZIONE Il normale uso dei prati nei nostri giardini porta a una compressione del terreno dovuta la peso gravitazionale dei nostri movimenti. Per limitare questo fenomeno di compattamento del suolo è necessario aggiungere molta sabbia nella fase di costruzione del prato. La sabbia, infatti, per quanto si comprima, presenta comunque porosità al suo interno perché a particelle più grosse del limo o argilla. Oltra a questo accorgimento, si può adottare la pratica dell aerazione, un operazione che consente di

migliorare il suolo e favorire la penetrazione dell aria in profondità. Per migliorare il prato di casa l aerazione può essere eseguita con strumenti semplici, praticando alcuni fori con la forca a tre o quattro denti in modo regolare su tutta la superficie oppure camminare in giardino con speciali pattini con suole in ferro e puntali che penetrano nel terreno. Su grandi superfici, invece, si esegue l aerazione del suolo mediante la carotatura, un sistema che consiste nell asportare mediante fori di piccoli cilindri di terreno (carote) di altezza fra i 5 e i 12 cm. Per questa operazione vengono utilizzate le macchine arieggiatrici, munite di fustelle montate su pistoni o rullo rotante, spinte nel terreno a intervalli regolari. Il prelievo di una parte di suolo e il successivo riempimento dei vuoti creati con sabbia o sabbia mista a torba, in quantità rispettivamente dell 80-90% di sabbia e 20-10% di torba, ripristinano nel terreno una maggior percentuale di macropori. L aerazione del suolo ha benefici effetti sul prato: favorisce la crescita e la diffusione della radici, migliora l attività microbiologica e l assimilazione nel suolo della materia organica, consente una maggiore penetrazione e permeabilità del suolo all acqua evitando ristagni superficiali. Infine evita l asfissia delle radici e diminuisce la sensibilità radicale alle malattie crittogamiche. Lo spessore del suolo da bucare è in funzione dello sviluppo delle radici e del compattamento, del contenuto di argilla e dello spessore dello strato di feltro. Le radici si sviluppano per la maggior parte entro uno strato superficiale di terreno di circa 10-15 cm, ragione per cui la bucatura fino a questa profondità è sufficiente per creare spazio e aria alle radici. Il periodo adatto a compiere questa operazione è quello in cui il prato è in ripresa vegetativa, in primavera tra marzo e aprile, e in autunno tra settembre e ottobre, quando l arieggiamento prodotto meccanicamente si somma agli effetti prossimi del gelo invernale e del disgelo, che incrementano ulteriormente la macroporosità del suolo. È consigliabile eseguire due interventi (primavera autunno) di arieggiamento per i prati ornamentali di giardini e parchi, mentre per i campi da golf e i prati comunque sottoposti a uno sfruttamento particolarmente intenso sono necessari più interventi, almeno una volta per ciascuna stagione.

SABBIATURA Per compensare i vuoti creati con i denti della forca o quelli della carotatura, si esegue l operazione della sabbiatura (o top dressing), cioè la distribuzione di sabbia silicea di fiume vagliata e lavata. Questa operazione può essere eseguita anche senza preventiva bucatura in quanto ha lo scopo di aumentare la percentuale di sabbia nello strato superficiale del suolo, favorire la permeabilità idrica e ottenere il diradamento e il sollevamento dello strato di feltro vegetale. Con la distribuzione di sabbia, inoltre, si può migliorare la conformazione e il livello della superficie del prato nelle zone depresse o nei luoghi ove si sono formati solchi e aumentare la possibilità di drenaggio in zone dove si verificano eventuali ristagni d acqua. Con questa operazione, che non presenta particolari difficoltà tecniche, si migliora il prato ornamentale e quello sportivo, risolvendo molti aspetti problematici della sua gestione. La sabbiatura annuale è raccomandabile anche per i piccoli giardini, in cui il prato viene intensamente sfruttato, per migliorarne l aspetto estetico. Per questa operazione si deve scegliere una buona sabbia di qualità, con le seguenti caratteristiche: - Granulometria fra 0.2 e 1 mm; - Contenuto in calcare molto basso, inferiore al 5%; - Valore ph simile a quello del suolo; - Sabbia ben lavata, da cui siano stati completamente eliminati limo e argilla. La quantità da distribuire deve essere almeno di mezzo centimetro su tutta la superficie del prato, stesa in modo omogeneo e rastrellata sulla superficie per favorirne la penetrazione in profondità. RISEMINA E RINNOVO Le piante erbacee, pur essendo perenni, sono soggette al diradamento e alla formazione di cespi grossolano che rendono necessari, ogni due o tre anni, il rinnovo e la sostituzione graduale delle specie erbacee del prato. Per far fronte a questi inconvenienti si abbina ai lavori di manutenzione (bucatura e sabbiatura) la

risemina, che serve a rinnovare la vegetazione del prato e a chiudere eventuali falle nel manto erboso. La risemina si esegue contemporaneamente alla sabbiatura in quanto il seme deve essere coperto e protetto dalla sabbia o dalla torba per non essere disperso dal vento e germinare con facilità. La dose di semente da distribuire è di 15/20 grammi per m/q di prato. IRRIGAZIONE L irrigazione è il tipo di manutenzione più comune e meno frequente, soprattutto nel periodo che va dalla tarda primavera a metà autunno, anche se non è escluso che alcuni prati ornamentali necessitino di irrigazioni durante la stagione invernale. In zone temperate o calde vi sono lunghi inverni assolati che spingono a una germinazione precoce del prato e in questi casi è necessario intervenire per sostenere le giovani piante, per rendere il suolo soffice ed eliminare le croste superficiali. L irrigazione ha lo scopo di integrare la quantità d acqua dello strato superficiale del suolo persa per assunzione ed evapotraspirazione dalle piante erbacee del prato, per mantenere in terreno sufficientemente umido e in buone condizioni strutturali. È inutile ricordare che l irrigazione rappresenta un intervento di integrazione o di soccorso al prato. L acqua è naturalmente presente nel terreno in quantità sufficienti, tranne in luoghi o in stagioni con clima particolarmente caldo. Tuttavia, la maggior parte dei prati ornamentali sono forzati, spinti cioè al loro limite per esasperare la vegetazione erbosa e migliorare l aspetto estetico. Tale forzatura è resa possibile da adeguate integrazioni di acqua e concimi, oltre le normali dotazioni agrarie del luogo. È necessario creare sia le condizioni utili a sfruttare il più possibile l acqua disponibile, agevolandone il movimento ascensionale per capillarità, sia quelle che possono favorire la dotazione di maggiori riserve idriche nel suolo, migliorando i costituenti del terreno con apposite correzioni. Contrariamente a quanto comunemente si pensa, l irrigazione del tappeto erboso è una questione delicata e rappresenta un arma a doppio taglio. L acqua infatti favorisce lo sviluppo delle specie erbacee del prato, migliora la loro fittezza, ne intensifica la colorazione verde e la robustezza generale, dalle foglie alle radici, ma esercita questi benefici sia sulle specie utili sia su quelle infestanti, inutili, dannose. Inoltre l acqua in eccesso favorisce la crescita di funghi nel periodo autunnale. La presenza di erbe infestanti nei prati ornamentali e sportivi può essere dunque favorita o inibita in relazione alle capacità di fare buono o cattivo uso dell irrigazione.

QUANDO IRRIGARE In particolare, ai primi caldi di primavera-inizio estate, il timore di uno stress o appassimento della vegetazione del prato induce a distribuire dosi abbondanti di acqua, oppure cosa peggiore dosi ridotte ma molto frequenti, che favoriscono le specie infestanti macroterme (con temperatura minima di germificazione di 20 ). Pertanto si suggerisce di praticare l irrigazione tenendo in considerazione i seguenti fattori: - Il suolo composto con maggiore quantità di sabbia ha più bisogno di acqua di quello composto da limo e argilla perché la sabbia consente maggiore filtrazione; - La localita geografica e il clima; - Il grado di sfruttamento del prato; - Il momento di effettiva necessità (tenendo conto per es, di tonalità di colore verde troppo chiaro o del visibile permanere delle impronte sul tappeto erboso). Il nostro territorio riceve, su circa i tre quarti della sua superficie, una piovosità compresa tra i 600 e i 1500 mm annui, insufficienti a soddisfare le esigenze dei prati ornamentali, e soprattutto di quelli destinati ad attività sportive. La dose media giornaliera è infatti di 3-4mm per mq, ed è variabile, nel corso dell anno, da 1-2mm in primavera e autunno fino a 5-7mm in estate. Per ogni intervento di irrigazione dei prati sportivi e ornamentali si considera ottimale una somministrazione compresa fra 10 e 20 litri per mq, ogni 3-6 giorni, in relazione alle condizioni climatiche, alla natura del terreno e del suo sfruttamento. Il momento migliore per l irrigazione è rappresentato dalle ore meno calde della giornata, con la luce sufficientemente diffusa; una forte irradiazione solare e la presenza di vento limitano, infatti, l efficacia dell intervento causando perdite per evapotraspirazione e dispersione. Per evitare alla vegetazione bruschi sbalzi termici, sono particolarmente indicate le ore fresche del mattino e del tardo pomeriggio, preferibili alle ore serali, durante le quali, a causa del buio, le piante bevono poco. Infine per irrigare correttamente un area a prato, bisogna rispettare tre inderogabili necessità: - Omogeneità della distribuzione dell acqua su tutta la superficie, dal punto di vista quantitativo; - Copertura totale dell area, senza lasciare porzioni asciutte; - Differenziazioni di intervento su aree che presentino valori diversi di evapotraspirazione (zone di sole e di ombra) e di permeabilità (aree sabbiose e aree argillose).

Per questo tipo di intervento sono ottimi sia i metodi di irrigazione manuale sia quelli automatici che, per la loro grande praticità, si vanno diffondendo sempre più sia a livello di giardino familiare, sia per prati di grande estensione. La strumentazione più adeguata è attualmente costituita da impianti fissi automatici, programmati con distribuzione controllata, mentre gli impianti a tubo con irrigatori a getto d acqua oscillante o a intermittenza presentano l inconveniente di creare zone molto bagnate contrapposte ad altre troppo asciutte. Per il tappeto erboso il sistema più indicato è, in ogni caso, quello di irrigazione a pioggia, con acqua finemente nebulizzata dagli irrigatori. Non sempre l irrigazione è una pratica raccomandata: se la superficie del prato è per 2 o 3cm asciutta non è un male, un prato in leggerissima carenza idrica per brevi momenti evita altri tipi di danno, causati da malattie delle radici e dalle erbe infestanti. Molti giardini hanno avuto grossi problemi per l alberatura (soprattutto conifere come cedri, tassi, cipressi, ecc..), per le eccessive irrigazioni. È da evitare anche l ambizione di avere il prato sempre di colore verde scuro. Il colore non è la sola spia della qualità del prato, può infatti variare secondo le stagioni e il ciclo vegetativo e non solo per la carenza d acqua. È importante, invece, la qualità dell acqua utilizzata. DISERBO Le piante infestanti pregiudicano sia l aspetto estetico sia la funzionalità del tappeto erboso, modificando al densità delle piante e la conformazione superficiale del prato. Sono, inoltre, rustiche e molto competitive, asportano sostanza nutritive e rompono l uniformità di aspetto e di colorazione del prato. Le cause principali della loro presenza sono imputabili alla non perfetta esecuzione dei lavori di impianto, soprattutto per quanto riguarda la scelta del periodo di semina, l utilizzo di terra di coltura poco pulita, l uso di acque di irrigazione provenienti da canali agricoli e l assenza si una regolare manutenzione. Le infestanti si possono, però, contenere con le ordinarie operazioni di taglio, concimazione, irrigazione e arieggiamento eseguite nei modi e nei tempi giusti. In taluni casi è tuttavia indispensabile l attuazione del diserbo chimico, pratica alla quale si raccomanda di ricorrere con la massima oculatezza possibile.