L EDUCAZIONE AFFETTIVA

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LA DIDATTICA DELLE EMOZIONI PROF.SSA GENEROSA MANZO

Indice 1 L EDUCAZIONE AFFETTIVA -------------------------------------------------------------------------------------------- 3 2 I PROGETTI EDUCATIVI PER LO SVILUPPO AFFETTIVO ---------------------------------------------------- 6 3 IL LABORATORIO SULLE EMOZIONI -------------------------------------------------------------------------------- 8 BIBLIOGRAFIA --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 11 SITOGRAFIA ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 12 2 di 12

1 L educazione affettiva La dimensione emotiva è l aspetto determinante per la crescita e lo sviluppo delle relazioni educative del bambino. L insegnante, a scuola, dovrebbe aiutare a sensibilizzare gli alunni alla scoperta di sé stessi e degli altri poiché le emozioni hanno la funzione di adattamento all ambiente interno ed esterno. «La competenza emotiva è intesa come la capacita della persona di instaurare, mantenere o modificare questo processo di adeguamento/adattamento all evento, in modo efficace e socialmente adeguato». 1 L ambito della relazione affettiva e dello sviluppo emotivo è un settore complesso con molte ricerche e proposte teoriche, perché educare il bambino alle emozioni e potenziare quell aspetto della nostra mente che è in grado di favorire reazioni emotive equilibrate e funzionali è un percorso importante per la crescita. Il processo di educazione affettiva è considerato da molti autori come una strategia di alfabetizzazione emotiva, fondamentale sia per riconoscere tutte le diversità ma anche per prevenire il disagio emotivo e, quindi, stare bene a scuola. Apprendere non è soltanto un esperienza cognitiva, è un processo che dipende da molti fattori: dalla storia emotiva del bambino, dalle sue caratteristiche affettive e sociali, dal clima della classe e dal tipo di comunicazione che si instaura al suo interno tra gli alunni e l insegnante, queste sono tutte condizioni che possono determinare l esito del percorso verso la conoscenza degli alunni. 1 Cfr. Zorzan R., Una didattica delle emozioni per l integrazione di tutti, in Costruire comunità di integrazione sociale, a cura di Santi M., Università degli Studi di Padova, Edizioni La Biblioteca Pensa MultiMedia, Lecce 2006, p. 181. 3 di 12

Per queste motivazioni l insegnante deve creare obiettivi e percorsi nell area dell alfabetizzazione affettiva e relazionale, sfruttando il prezioso potenziale del gruppo di classe, così da partecipare attivamente allo sviluppo emotivo e sociale di tutti. Per aiutare il processo di crescita del bambino è necessario entrare in un mondo fatto di emozioni e di affetti. Preoccuparsi dello sviluppo emotivo e affettivo, per stimolare l apprendimento e la voglia di conoscere è un principio che dovrebbe regolare la prassi quotidiana dell insegnante. «Il bambino impara meglio se vive una situazione emotiva serena, se condivide insieme con il suo gruppo che cosa sono le emozioni e come si può riconoscerle per gestirle, se impara a poter star bene con l altro perché sa riconoscere e rispettare anche i suoi stati d animo e questo: secondo molti studiosi permette al bambino di utilizzare pienamente le sue competenze cognitive». 2 Per favorire la costruzione del gruppo e di un clima sereno della classe è necessario collaborare e crescere insieme trovando risorse per aprirsi, per accogliere e integrare l altro, il nuovo, il diverso. è un format educativo per la prevenzione del disagio a scuola in età evolutiva e per questo motivo il primo obiettivo della didattica dovrebbe essere quello di costruire il benessere a scuola. Per realizzare ciò è fondamentale sostenere e promuovere una didattica integrata, che includa con pari dignità il livello emotivo e quello cognitivo del processo formativo. Uno degli obiettivi primari dell intervento educativo è il riconoscimento degli stati emotivi, per rende possibile ciò i docenti dovrebbero essere in grado di offrire strumenti adeguati per 2 Ibidem. 4 di 12

implementare negli alunni, sin dalla prima infanzia, efficaci fattori di protezione, riducendo così i fattori di rischio, il disagio e il disadattamento. 5 di 12

2 I progetti educativi per lo sviluppo affettivo è innanzitutto un progetto di prevenzione, finalizzato alla costruzione del benessere a scuola, che si rivolge innanzitutto ai docenti, ma che certamente è utile e accessibile anche ai genitori. Nell ambito scolastico la didattica delle emozioni introduce, all interno della classe e nello svolgimento delle consuete attività didattiche, una serie di procedure, tecniche e strategiche, finalizzate ad aiutare gli alunni ad individuare, gestire e modulare nel modo più opportuno, le emozioni e il proprio mondo interiore. La validità di questo tipo di progetti formativi è avvalorata da numerosi studi, rilevanti da un punto di vista scientifico, i quali hanno potuto dimostrare la stretta relazione tra aumento delle competenze emozionali ed efficacia del fattore di protezione contro la maggior parte delle forme di disagio e di dipendenza patologica. Ricordiamo che Goleman, negli anni novanta dello scorso secolo, postulò l esistenza di una intelligenza intra-personale che, secondo lo stesso studioso, è correlata intimamente con l intelligenza inter-personale, intesa come la capacità di comprendere i bisogni, le motivazioni, i sentimenti degli altri e identificare modi efficaci per interagire e cooperare. 3 è applicata in molte realtà scolastiche e certamente rappresenta un interessante e utile possibilità per quelle scuole che intendano adoperarsi in vista di una formazione umana e non solo didattica dei giovani loro affidati, nella consapevolezza che il vero fine non sia tanto quello di offrire alla società studenti modello, bensì uomini e donne integri e possibilmente anche felici. 3 Goleman D., L intelligenza emotiva, Rizzoli, Milano 1996. 6 di 12

Realizzare un progetto di educazione affettiva per una classe significa creare esperienze di apprendimento attraverso le quali i bambini acquisiscono consapevolezza dei propri stati affettivi, confrontandoli con le uguaglianze e differenze emotive dell altro compagno che può condividere con lui la rabbia, la gioia o la felicità. Un percorso di alfabetizzazione emotiva ha lo scopo di incrementare abilità comunicative e socio-relazionali per favorire ampie competenze come: - cooperare; - fare amicizia; - imparare a chiedere ciò di cui si ha bisogno; - confrontarsi e discutere imparando l uso di regole; - saper gestire i conflitti. Attraverso attività di educazione emotiva è possibile costruire quelle competenze che aiutano il processo di integrazione di ciascuno, sia esso il bambino normodotato, disabile o in difficoltà, però nel rispetto e nella valorizzazione delle differenze individuali. All interno di vasti programmi di sviluppo affettivo e sociale molto interessante è quello di Smith, per la chiarezza delle indicazioni, il quale suggerisce un interessante itinerario di educazione socio-affettiva, orientato alla scoperta di sé e degli altri. I bambini hanno necessità di vedere soddisfatti i loro bisogni ed essere rispettati per la loro personalità; la stabilità affettiva è essenziale perché il bambino abbia un senso di sicurezza e coerenza con cui costruire la fiducia negli altri e diventare persone felici. 7 di 12

3 Il laboratorio sulle emozioni Progettare un laboratorio sulle emozioni può essere una scelta didattica molto utile per aiutare i bambini ad analizzare quello che percepiscono emotivamente e fisicamente in determinati momenti e riuscire dare a ciascuna emozione un nome. La scuola è un teatro ideale perché il bambino possa vivere e consolidare la sua affettività, mettendosi in gioco, per la prima volta, in un ambiente diverso da quello familiare. I laboratori possono essere di tipo esplorativo, che permettono al bambino di esplorare nuove emozioni attraverso forme artistiche diverse, come suoni e colori; e il laboratorio di tipo creativo, che permette di esprimere le emozioni attraverso l uso speciale di alcuni materiali. È consigliabile documentare le varie fasi del percorso attraverso una documentazione continua, con filmati, appunti, e far partecipare i genitori ad eventi speciali. L insegnante lavora sulla relazione con e tra i bambini; accoglie, rispetta, rispecchia e amplifica i segnali emotivi che i bambini esprimono in maniera esplicita. 4 In particolare il team di sezione avrà cura di: - agevolare il graduale inserimento per i bambini che presentano ancora difficoltà al distacco delle figure parentali; - incoraggiare i bambini a muoversi nello spazio-sezione e spazio-scuola con sicurezza; - stimolare i bambini all esplorazione dei materiali didattici e di gioco; 4 Cfr. Percorso formativo di Educazione Affettiva per la Scuola dell Infanzia, in Internet, URL: http://scatolaemozioni.blogspot.it/p/il-nostro-progetto.html 8 di 12

- favorire la graduale accettazione di piccole regole di gruppo e di vita comunitaria. Il percorso laboratoriale si articola in tre fasi: La prima fase è quella dell accoglienza; la seconda è quella dedicata al racconto e dell ascolto; l ultima, invece, dedicata all ascolto e rielaborazione di una storia. 1. Fase dei giochi dell accoglienza Emozioni in gioco emotivi: Ai bambini vengono proposte attività ludiche finalizzate alla libera espressione di stati ecc. Gioia: laboratorio psico-motorio in palestra, all aria aperta, utilizzando palloncini, scatole, Paura: gioco motorio Attenti al lupo Rabbia: gioco di squadra Colpisci il bersaglio Tristezza: gioco musicale Ho perso il posto 2. Fase del racconto e dell ascolto I miei giochi preferiti I bambini raccontano cosa preferiscono fare quando non sono a scuola, con quali giochi e con chi giocano più spesso; ciascuno porta a scuola un gioco preferito, oppure un video, e/o oggetti che rappresentano il loro tempo libero. Nella fase dell ascolto l insegnante avrà cura di far emergere 9 di 12

le emozioni vissute dai bambini attraverso domande-stimolo e di condividerle con l intero gruppo classe attraverso l utilizzo delle palette delle emozioni. 5 3. Fase dell ascolto e rielaborazione di una storia o di musiche Ai bambini verrà proposto l ascolto di una storia o di una canzone appositamente scelta dalle insegnanti per soffermarsi sulle emozioni provate da tutti. Nella fase della rielaborazione ai bambini saranno proposte attività grafico-pittoriche e manipolative per la rappresentazione libera di ciò che hanno provato. Gli obiettivi primari e a breve termine sono: - analizzare le emozioni suscitate dall ascolto dei brani musicali o della storia; - analizzare emozioni provocate da particolari ritmi, toni, intensità; - produrre suoni, rumori, capaci di indurre particolari stati d animo. Gli obiettivi a lungo termine invece sono: - inserimento sereno del bambino nell ambiente scolastico; - realizzare un clima sereno e rassicurante; - favorire rapporti positivi con gli altri bambini; laboratoriali. 6 - favorire la partecipazione dei bambini in gruppo ad attività comuni e in attività 5 Ibidem. 6 Ibidem. 10 di 12

Bibliografia Goleman D., L intelligenza emotiva, Rizzoli, Milano 1996. Mannucci A., Landi M., Collaccioni L., Per una pedagogia e una didattica delle emozioni: un percorso sperimentale nella scuola primaria, Edizioni del Cerro, Pisa 2006. Zorzan R., Una didattica delle emozioni per l integrazione di tutti, in Costruire comunità di integrazione sociale, a cura di Santi M., Università degli Studi di Padova, Edizioni La Biblioteca Pensa MultiMedia, Lecce 2006, pp. 181-197. 11 di 12

Sitografia Percorso formativo di Educazione Affettiva per la Scuola dell Infanzia, in Internet, URL: http://scatolaemozioni.blogspot.it/p/il-nostro-progetto.html 12 di 12