Laboratorio Servizi nell area DISABILI



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Laboratorio Servizi nell area DISABILI 1

Studio sui servizi alla persona disabile a Roma Luglio 2007 Nella legislazione italiana, la tutela assistenziale del cittadino disabile si è avuta: 1. Negli anni 60 con l istituto dell invalidità civile, inizialmente orientato al collocamento al lavoro di soggetti impossibilitati a lavorare per malattia (in attuazione dell articolo 38 della Costituzione) si è nel tempo trasformato in un sistema attivato per l erogazione di INDENNITA DI NATURA ECONOMICA 2

2. Negli anni 70 si ha una puntuale definizione da parte della legge 118/71: l invalidità si riscontra laddove vi è una riduzione della capacità lavorativa e si considerano mutilati e invalidi civili i cittadini affetti da menomazioni o infermità fisiche e/o psichiche e sensoriali che comportano un danno funzionale permanente e che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore ad un terzo, o se minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell età 3

3. Le definizioni di handicap, disabilità e invalidità civile non sono pienamente coincidenti: a. l invalidità civile può essere definita in termini puramente medico-legali poiché riconosce la minorazione in sé, senza tener conto del contesto sociale b. l handicap assume un significato più ampio, avvicinandosi ad una concezione più propriamente medico-sociale 4

HANDICAP Situazione di svantaggio sociale che risulta dalla combinazione tra MENOMAZIONE CONTESTO DI RIFERIMENTO 5

Per il riconoscimento dello stato di HANDICAP La difficoltà d inserimento sociale dovuta alla patologia o menomazione riscontrata Per la valutazione dell INVALIDITA CIVILE Riduzione della capacità lavorativa con l attribuzione di una percentuale di riduzione che deve basarsi anche sull importanza che riveste, in attività lavorative, l organo o l apparato sede del danno anatomico o funzionale 6

LA LEGGE 104 del 1992 Art. 3 comma 3: persona handicappata = colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione 7

LA LEGGE 104 Descrive una serie di interventi di tipo Sanitario Sociale Contributi Agevolazioni economiche ESCLUSIVI PER I CITTADINI IN STATO DI HANDICAP 8

PIANO SANITARIO PREVENZIONE CURA RIABILITAZIONE PIANO DELL INTEGRAZIONE SOCIALE DIRITTO ALL EDUCAZIONE E ALL ISTRUZIONE FORMAZIONE PROFESSIONALE INSERIMENTO LAVORATIVO ATTIVITA SPORTIVE TURISTICHE E RICREATIVE MOBILITA 9

ORGANIZZAZIONE E EROGAZIONE DEI SERVIZI Secondo la legge 104 l inserimento e l integrazione sociale si realizzano mediante: 1. Interventi di carattere socio-psicopedagogico 2. assistenza sociale e sanitaria a domicilio 3. aiutodomestico 4. aiutoeconomico 5. sostegno della persona handicappata e del nucleo familiare in cui è inserita 10

Prevede: LA LEGGE QUADRO 328/2000 - Misure economiche per favorire la vita autonoma e la permanenza a domicilio di persone totalmente dipendenti o incapaci di compiere gli atti quotidiani della vita quotidiana; - Misure per il sostegno delle responsabilità familiari, per favorire l armonizzazione del tempo di lavoro e cura familiare; - Interventi per la piana integrazione delle persone disabili e realizzazione, per i soggetti con disabilità grave dei centri socio-riabilitativi e delle comunità alloggio e dei servizi di comunità e accoglienza per quelli privi di sostegno familiare, nonché erogazione delle prestazioni di sostituzione temporanea delle famiglie; 11

12

- Interventi per le persone anziane e disabili per favorire la permanenza a domicilio, per l inserimento presso famiglie, persone e strutture comunitarie di accoglienza di tipo familiare, nonché per l accoglienza e la socializzazione presso strutture residenziali e semiresidenziali per coloro che, in ragione dell elevata fragilità personale o di limitazione dell autonomia, non siano assistibili a domicilio; - informazione e consulenza alle persone e alle famiglie per favorire la fruizione dei servizi e per promuovere iniziative di auto aiuto 13

La Legge quadro 328 2000-14

La legge 328/2000 Riconosce alle persone e alle famiglie il diritto ad un sistema integrato di interventi e servizi sociali e mira a prevenire, eliminare o ridurre le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia: Per quanto riguarda le persone disabili, la legge riconosce ai soggetti in difficoltà psico-fisica, non in grado di lavorare o sprovvisti dei mezzi necessari per vivere, un accesso prioritario ai servizi e alle prestazioni erogati dal sistema integrato di interventi e servizi sociali. 15

Servizi di natura economico previdenziale L INPS gestisce e fornisce le prestazioni sociali in denaro a livello nazionale la cui maggior quota è rappresentata dalle prestazioni economiche di invalidità civile che rappresentano il più importante tra i trattamenti di natura economico assistenziale riconosciuti ai cittadini disabili e si compongono di: - Pensioni erogate a cittadini con redditi insufficienti e con una riduzione a partire dal 74% della capacità lavorativa o di svolgimento delle normali funzioni quotidiane; - Indennità di accompagnamento, concesse in presenza di accertata inabilità al 100% e impossibilità di deambulare o compiere gli atti quotidiani della vita. Al contrario delle pensioni di invalidità civile, cecità e sordomutismo, l indennità di accompagno non è soggetta a limiti reddituali ma è prevista al solo titolo della minorazione. 16

ALTRE GARANZIE PER I DISABILI Sempre in favore dei cittadini disabili sono previsti per legge interventi sull ambiente di vita del disabile quali: campagne di sensibilizzazione; abbattimento delle barriere architettoniche; strategie per l integrazione del disabile nei contesti sociali corrispondenti alle diverse fasce di età garantire il diritto all istruzione e all inserimento scolastico (diritto all insegnante di sostegno e agli ausili scolastici) accesso al mondo del lavoro (L. 68/1999) tramite gli istituti del collocamento mirato e delle assunzioni obbligatorie. 17

OFFERTA DI PRESTAZIONI IN NATURA A CARICO DI REGIONI E COMUNI possono essere suddivise nelle seguenti tre macro categorie: 1. servizi territoriali che comprendono i servizi di assistenza domiciliare, a contenuto sanitario erogati dalle ASL o di natura socio-assistenziale erogati dagli enti locali (prevalentemente Comuni) e l assistenza semi-residenziale, prestata ad esempio tramite centri diurni, e diverse tipologie di servizi alla persona; 2. servizi residenziali che comprendono le strutture residenziali extraospedaliere (quindi escludendo gli interventi erogati da ospedali e strutture sanitarie assimilate), come ad esempio le residenze sanitarie assistenziali(rsa), le case di riposo o comunità alloggio; 3. prestazioni in denaro erogate nella forma di interventi economici (assegni di cura, bonus famiglia, voucher etc.) per garantire il minimo vitale a persone e famiglie in situazioni di disagio esoneri e riduzioni di tariffe per determinati servizi ritenuti essenziali. 18

Inoltre. per le persone disabili, sono i comuni, singoli o associati, che nel territorio di appartenenza intervengono in piena autonomia e nei limiti delle risorse disponibili, con loro iniziative; ne sono un esempio i servizi di trasporto per le persone non autosufficienti, i progetti che favoriscono le attività socio culturali e sportive, la consegna a domicilio di documenti o generi di prima necessità, il personale che assiste i minori che frequentano gli istituti dell obbligo, ecc. 19

I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA I LIVEAS REGIONALI Con lo scopo di garantire un sistema di prestazioni e servizi sociali finalizzato a supportare cittadinanza sociale e qualità della vita delle persone e delle famiglie, e pari opportunità e tutela ai soggetti più deboli, la Regione Lazio, con DGR 1408/2002, ha definito i livelli essenziali delle prestazioni di assistenza sociale (LIVEAS); per garantire l omogeneità degli standard di protezione sociale, l attuazione dei LIVEAS nei distretti avviene in base a quanto definito nel PSR che costituisce il riferimento operativo per l organizzazione della rete dei servizi in ambito locale. L effettiva realizzazione dei LIVEAS è tuttavia vincolata alla presenza di risorse finanziarie in quanto ad esse è subordinata, in tutte le Regioni, l effettiva esigibilità delle prestazioni di cui alla L. 328/2000. 20

LIVEAS A LIVELLO REGIONALE Lo schema dei livelli essenziali presentato dalla Regione Lazio riprende le indicazioni della L. 328/2000, prevedendo le varie tipologie di prestazioni e servizi e articolandole per le varie aree di intervento. In dettaglio, la DGR 1408/2002 propone una griglia in cui vengono indicate le funzioni assistenziali da inserire nei PdZcome livelli assistenziali che devono comunque essere assicurati in ogni distretto oltre agli interventi e le prestazioni che ne permettano l attuazione. 21

LIVEAS PER DISABILI E ANZIANI Assistenza domiciliare Le prestazioni sono finalizzate a mantenere presso il domicilio persone e famiglie con fragilità sociale, con particolare riferimento ad anziani, disabili e minori; tali prestazioni si integrano, nel caso di patologia in atto o di non autosufficienza, con prestazioni mediche, psicologiche, infermieristiche e riabilitative Strutture a ciclo residenziale Le strutture si distinguono in: stru ure di po familiare per uten ai quali sia impossibile la permanenza temporanea o permanente nel nucleo familiare; stru ure a cara ere comunitario, per persone prive del supporto familiare o per le quali sia impossibile la permanenza temporanea o permanente nel nucleo familiare; stru ure a prevalente accoglienza alberghiera, rivolte in particolare ad anziani autosufficienti e parzialmente non autosufficienti 22

Le strutture a ciclo residenziale assicurano, in relazione alle necessità previste dal piano personalizzato: accoglienza, assistenza, cura alla persona e ristorazione; a vità di socializzazione, s molo dei rappor interrelazionalied integrazione con il contesto sociale, accompagnate da attività di stimolo per lo sviluppo e mantenimento dei livelli cognitivi; sostegno e consulenza ai familiari; sostegno socio-educativo e psicologico per disabili 23

Strutture a ciclo semiresidenziale Nel Lazio, l assistenza sociale dedicata ai soggetti disabili non ha una disciplina regionale a se stante, in quanto gli interventi dedicati ai disabili sono inclusi nella più ampia categoria degli interventi sociali. Nonostante ciò, la Regione è intervenuta con proprie leggi sia per tutelare il diritto di informazione e di accesso alle prestazioni, sia per finanziare con risorse aggiuntive rispetto a quelle di provenienza statale, le prestazioni rivolte ai soggetti non autosufficienti. 24

CONSULTA PER I PROBLEMI DELLA DISABILITÀ E DELL HANDICAP Sin dal 2003, per poter affrontare in maniera unitaria le molteplici problematiche sociali che possono interessare un soggetto disabile, la Regione Lazio si è dotata della Consulta per i problemi della disabilità e dell handicap, quale organismo di consultazione permanente in relazione alle politiche regionali in favore dei disabili, il cui scopo è proprio quello di coordinare gli interventi regionali in favore dei disabili. 25

La Consulta, istituita con LR 36/2003 e costituita da rappresentanti di organizzazioni di volontariato e associazioni che abbiano esercitato attività prevalenti nel settore della disabilità e dell handicap, svolge, in particolare, i seguenti compiti: esprime il proprio parere sui programmi regionali d intervento in favore delle persone disabili e sugli atti regionali riguardanti l inserimento e l integrazione lavorativa di tali persone o che, comunque, abbiano ripercussioni sul mondo della disabilità e dell handicap; formula proposte per la realizzazione di interventi, a favore delle persone disabili, finalizzati, in particolare, a favorirne l integrazione sociale; promuove l approfondimento, l aggiornamento e la diffusione delle informazioni in materia di disabilità e di handicap e l attivazione di iniziative per favorire la prevenzione e la comprensione civile; formula proposte di attività di studio e ricerca in ordine ai problemi che ostacolano la piena integrazione sociale delle persone disabili. 26