Economia del Lavoro 2010

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Economia del Lavoro 2010 Capitolo 1-5 Offerta di lavoro -La decisione sulle ore di lavoro 1

Hip.: un lavoratore sceglie una particolare combinazione di C e L che max.zzi la sua U => raggiunge il livello più alto possibile di U, dato il vincolo di bilancio. Fig. 1-6: la retta di bilancio FE descrive le opportunità di un lavoratore che ha V = 100 la settimana, w = 10 l ora, e T = 110 ore di tempo in cui non dorme (hip.: dorme circa 8 ore al giorno) da dividere tra h e L. => ricordiamo: C = (wt + V) wl 2

C = (wt + V) wl V = 100 w = 10 T = 110 Figura 1-6 Decisione lavoro tempo libero Un lavoratore che massimizza l utilità sceglie il paniere di consumo tempo libero dato dal 3 punto P, nel quale la curva di indifferenza è tangente alla retta di bilancio.

P = paniere ottimale di C e L (max.zza U): la c.i. più alta raggiungibile dà U* unità di utilità, C = 500 e L = 70 => h = 40 Il lavoratore preferirebbe consumare un paniere sulla c.i. U1, e.g. il punto Y ( h = 40, C = 1.100 ) => ma non può permetterselo (è fuori dal set del vincolo di bilancio) Il lavoratore potrebbe scegliere un punto come A, che sta sulla retta di bilancio => non lo fa perchè A offre U 0 < U* Il consumo ottimo di C e L è dato dal punto in cui la retta di bilancio è tangente alla c.i. soluzione interna : non è né in F (lavora tutte le ore) né in E (non lavora). 4

Interpretare la condizione di tangenza Nel punto di tangenza tra c.i. e vincolo di bilancio l inclinazione delle due curve è uguale: MRS MU MU Ovvero: nel punto di ottimo, il tasso al quale un individuo è disposto a rinunciare a ore di L per un po di C in più, e viceversa, (MRS) = il tasso al quale il mkt consente di sostituire un ora di L con C (w) L C w 5

L ottimo può essere solo in un pto di tangenza: Il pto A della fig. 1-6 è un pto di ottimo? In A: Supponiamo: MRS = 3; w = 2 MRS C.L = C = 3 = 3 sono disposto a cedere 3 di C per avere 1 in più di L L 1 w= 2 per avere 1 ora in più di L, DEVO cedere solo 2 di C! Allora mi conviene aumentare L. A non è un pto di ottimo!

Interpretazione economica del pto di tangenza L hip. economica alla base di questa condizione è più facile da comprendere se la riscriviamo così: MUL = l utilità addizionale di 1 ora in più di L; w = costo dell ora in più di L => parte sinistra: utilità di rinunciare a 1 di w per L: MUL = 10 10 è l utilità di un ora in più di L; w = 2 2 è il costo di un ora in più di L 10/2 = 5 5 è l utilità di 1 speso in L MU L w MU C MUC = utilità di 1 speso in C. 7

Detto altrimenti: In P: MU L w MU C l ultimo speso in L compra lo stesso numero di unità U dell ultimo speso in C (se: 5 = 5) Altrimenti lavoratore non max.zza U e ridefinisce il consumo per acquistare di più del bene che produce U maggiore per l ultimo. MU L 6 MU 4, 8 C w ESEMPIO: ; Se aumento di 1 la mia spesa in L (rinuncio a 1 ), la mia utilità aumenta di 6. Per forza di cose, devo spendere 1 in meno in C e la mia utilità diminuisce di 4,8. Finché sono in questa situazione mi conviene continuare a aumentare L e diminuire C, cioè non sono in equilibrio.

Cosa accade alle ore di lavoro se varia il reddito non da lavoro V? Fig. 1.7: illustra gli effetti con salario costante Punto iniziale delle dotazioni E 0 (V=100 la settimana) => dato w la retta di bilancio è F 0 E 0. Il lavoratore max.zza U in P 0 (L = 70; h = 40). V a 200 => punto delle dotazioni a E 1 : la nuova retta di bilancio è F 1 E 1 Poiché w è costante lo spostamento del vincolo è parallelo: il set di opportunità del lavoratore Ottimo si sposta in P 1 su una c.i. più elevata ( U) 9

Il tempo libero è un bene normale scansafatiche? Il tempo libero è un bene inferiore workaholics? Figura 1-7 L effetto di un cambiamento nel reddito non da lavoro sulle ore di lavoro Un aumento della rendita porta ad uno spostamento parallelo verso l alto della retta di bilancio, spostando il lavoratore dal punto P0 al punto P1. (a) Se il tempo libero è un bene normale, le ore di lavoro diminuiscono. (b) Se il tempo libero è un bene inferiore, le ore di 10 lavoro aumentano.

V => set di opportunità del lavoratore. Fig. 1.7a: in P 1 V => C e L con h a 30 ore Fig. 1.7b: in P 1 V => C e L con h a 50 ore Def. effetto reddito l impatto di ΔV su h con w costante. Non si può prevedere come V influisca su h senza ulteriori hip. sulla forma delle c. i. (non basta che siano inclinate verso il basso, convesse e che non si intersecano) E necessario distinguere L bene normale da L bene inferiore. 11

Def. un bene normale se reddito => consumo, mantenendo costanti i prezzi di tutti i beni Def. un bene inferiore se reddito => consumo, mantenendo costanti i prezzi di tutti i beni Ha senso ritenere L un bene normale: se fossimo più ricchi, sicuramente domanderemmo molto più tempo libero (per viaggiare o divertirci). I dati lo confermano. Scegliamo il grafico Fig. 1.7a : V => L e h L effetto reddito implica che un della rendita le ore di lavoro, mantenendo costante il salario.

Cosa accade alle ore di lavoro se il salario varia? Fig. 1.8: con rendita V costante, se w da 10 a 20 la retta di bilancio ruota intorno al punto delle dotazioni E il set di opportunità da FE a GE, ma 2 possibili effetti sulle ore lavorate Fig. 1.8a: ottimo da P a R con L e h Fig. 1.8b: ottimo da P a R con L e h Effetto ambiguo di w su h: sembra impossibile fare una previsione certa senza ulteriori hip. 13

w L h w L h Figura 1-8 L effetto di un cambiamento del salario sulle ore di lavoro Una variazione del salario fa ruotare la retta di bilancio intorno al punto delle dotazioni E. Un aumento del salario sposta il lavoratore dal punto P al punto R e può causare sia un aumento che una riduzione delle ore di lavoro. 14

1) un lavoratore ha più opportunità quando guadagna 20 all ora di quando ne guadagna 10 : reddito domanda di beni normali => w L e h 2) w rende anche L più costoso ( prezzo di L): quando un lavoratore guadagna 20 invece di 10 all ora, rinuncia a 20 invece che a 10 per un L=1 L è più costoso per i lavoratori ad alto w che per i lavoratori a basso w: non ci si può permettere di togliere tempo al lavoro con L se è costoso Queste due forze in conflitto generano l ambiguità dell effetto di w su h, o meglio lo scompongono in due effetti separati: 1) effetto reddito; e 2) effetto prezzo 15 di L (sostituzione)

Fig. 1.9a: w iniziale = 10 l ora => lavoratore max.zza U in P (L=70; h=40). Se w a 20 => retta di bilancio ruota, nuovo paniere ottimo R (L=75; h=35) => h MA bisogna dividere spostamento da P a R in 2 stadi che corrispondono ai due effetti individuati prima: p Effetto reddito: si identifica tracciando una retta di bilancio (DD) parallela alla vecchia (Δreddito a w costante) ma tangente alla nuova c.i. => da P a Q (per hip. C e L beni normali sempre C e L, con h=15) p Effetto sostituzione: spostamento lungo la nuova c.i (U costante) all w ( prezzo di L su h con reddito reale costante) => da Q a R (sostituzione tra L e C ad U costante, con h=10) 16

w L h w L h Figura 1-9 Scomposizione di una variazione del salario in effetto reddito e effetto sostituzione Un aumento nel salario genera sia effetto reddito che effetto sostituzione. L effetto reddito (lo spostamento dal punto P al punto Q) riduce le ore di lavoro, l effetto di sostituzione (lo spostamento da Q a R) aumenta le ore di lavoro. 17

se effetto reddito ( h=15) > effetto sostituzione ( h=10) w => h : relazione negativa tra h e w (Fig. 1.7a) se effetto reddito ( h=10) < effetto sostituzione ( h=15) w => h : relazione positiva tra h e w (Fig. 1.7b) Riassumendo: un aumento nel salario aumenta le ore di lavoro se l effetto sostituzione domina sull effetto reddito; un aumento nel salario riduce le ore di lavoro se l effetto reddito domina sull effetto sostituzione. 18