LA MACCHINA FOTOGRAFICA



Похожие документы

Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria Università di Genova MATEMATICA Il

La lente singola rimane ancora in uso nelle macchine più economiche e, entro certi limiti, dà dei risultati accettabili.

Traduzioni & Corsi di Lingue Udine. Via Cussignacco 27/4. P. IVA: tel/fax: scuola@jmi.it

Lunghezza ocale. Donato Di Bello

risulta (x) = 1 se x < 0.

Il concetto di stop in fotografia

B. Vogliamo determinare l equazione della retta

REFLEX IN MODALITA' MANUALE

Misure di base su una carta. Calcoli di distanze

f(x) = 1 x. Il dominio di questa funzione è il sottoinsieme proprio di R dato da

CAM Measure Manuale d utilizzo

INTRODUZIONE I CICLI DI BORSA

Cenni di Macrofotografia

PLIDA Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza in lingua italiana

Internet i vostri figli vi spiano! La PAROLA-CHIAVE: cacao Stralci di laboratorio multimediale

Costruirsi un cannocchiale galileiano

Orietta Bay - Sestri Levante 2011

Come è l intensità della luce quando ti allontani dalla sorgente luminosa?

SCHEDA M MOSAICI CLASSIFICARE CON LA SIMMETRIA

Modulo didattico sulla misura di grandezze fisiche: la lunghezza

Giochi di posizione per un modulo di gioco 4 3-3

4 3 4 = 4 x x x 10 0 aaa

Gli strumenti della geografia

Ottica fotografica. Lezioni per il corso di Fisica per gli studenti del diploma di Ottica

NUOVA PROCEDURA COPIA ED INCOLLA PER L INSERIMENTO DELLE CLASSIFICHE NEL SISTEMA INFORMATICO KSPORT.

Piega, ripiega e... spiega. Laboratori sulla matematica con il foglio di carta

lo PERSONALIZZARE LA FINESTRA DI WORD 2000

Capitolo 2. Operazione di limite

Forze come grandezze vettoriali

ORGANIZZATORE PER BORSA GRANDE

Si sa che la via più breve tra due punti è la linea retta. Ma vi siete mai chiesti, Qual è la via più breve tra tre punti? o tra quattro punti?

Convertitori numerici in Excel


APPUNTI SU PROBLEMI CON CALCOLO PERCENTUALE

[Dimensionare la pagina-creare le tabelle-formattare le tabelle-formattare la pagina

Siamo così arrivati all aritmetica modulare, ma anche a individuare alcuni aspetti di come funziona l aritmetica del calcolatore come vedremo.

Dimostrare alla Scuola media: dal perché al rigore spontaneamente

CORPO GIREVOLE ATTORNO AD UN ASSE E MOMENTI. TORNA ALL'INDICE

Ciao!! Un cielo stellato così come lo puoi vedere con i tuoi occhi. Il cielo visto da un potente telescopio molto lontano dalle città

DOCUMENTO ESPLICATIVO

SPECTER OPS. L'obiettivo del giocatore agente è quello che il suo agente completi 3 su 4 missioni obiettivo qualsiasi

LA TRASMISSIONE DELLE INFORMAZIONI QUARTA PARTE 1

! ISO/ASA

3 GRAFICI DI FUNZIONI

TNT IV. Il Diavolo è meno brutto di come ce lo dipingono!!! (Guarda il video)

Overlay - video. Formati video: h264 - flv Dimensione: non superiore a 100 MB.

I SISTEMI DI NUMERAZIONE

APRIRE UN PROGRAMMA DI FOGLIO ELETTRONICO

IL MIO SISTEMA PER FOTOGRAFARE di Augusto Degiovanni

Linee Guida all uso dell ESLC Testing Tool per gli studenti (IT)

Costruire una Pinhole

UNA LEZIONE SUI NUMERI PRIMI: NASCE LA RITABELLA

PASSO PASSO Come realizzare la tua prima animazione in icartoon: una piccola guida per realizzare il primo progetto: concetti di base.

IL MODELLO CICLICO BATTLEPLAN

VINCERE AL BLACKJACK

La propagazione delle onde luminose può essere studiata per mezzo delle equazioni di Maxwell. Tuttavia, nella maggior parte dei casi è possibile

MINIGUIDA PER RISORSE SU CLASH OF CLANS

Capitolo 3. L applicazione Java Diagrammi ER. 3.1 La finestra iniziale, il menu e la barra pulsanti

Studio di funzioni ( )

INSTALLAZIONE NUOVO CLIENT TUTTOTEL (04 Novembre 2014)

Esercitazione di Laboratorio - Leve di genere TITOLO ESERCITAZIONE: VERIFICA DELLE LEGGI DELLE LEVE

Teoria delle code. Sistemi stazionari: M/M/1 M/M/1/K M/M/S

ALTRI SUGGERIMENTI PER IL PERCORSO AD OSTACOLI

a) Si descriva, internamente al triangolo, con centro in B e raggio x, l arco di circonferenza di π π

IL MIO PRIMO SITO NEWS USANDO GLI SCHEDARI

Come realizzare i disegni in Autocad partendo da un immagine

Giovanni Lombisani. Insegnante di Educazione Fisica e Maestro di Ginnastica EFFICIENZA FISICA E SCOLIOSI - IL CASO DI ROBERTO. I.D.

INTRODUZIONE AI CICLI

Esercizi sul moto rettilineo uniformemente accelerato

Soluzione degli esercizi sul moto rettilineo uniformemente accelerato

Il riduttore di focale utilizzato è il riduttore-correttore Celestron f/ 6.3.

LEZIONE 7. Esercizio 7.1. Quale delle seguenti funzioni è decrescente in ( 3, 0) e ha derivata prima in 3 che vale 0? x x2. 2, x3 +2x +3.

Lezione 14: L energia

Obiettivo Principale: Aiutare gli studenti a capire cos è la programmazione

Appunti sull orientamento con carta e bussola

AT1542C - CED - Tablet offline - manuale utente

Ins. Zanella Classe seconda. Problemi moltiplicativi

Proposta di soluzione della prova di matematica Liceo scientifico di Ordinamento

Guida all uso di Java Diagrammi ER

Istruzioni per la configurazione di IziOzi

Innanzitutto andiamo sul sito ed eseguiamo il download del programma cliccando su Download Dropbox.

Quanta scienza in. una siringa?

Lo spessimetro ( a cura di Elena Pizzinini)

CAPITOLO 1: "A CHE COSA SERVONO I TASTI NERI?"

Sistema di ripresa con fotocamera digitale fissa Calibrazione

Seguiamo con un pennarello la strada del filo..ogni bambino sceglie il colore per evidenziare la strada del suo filo..

da 2 a 5 giocatori, dai 10 anni in su, durata 30 minuti

11 - Rilievo tridimensionale di un edificio con distanziometro senza prisma e restituzione dei prospetti in 2D

LE SUCCESSIONI 1. COS E UNA SUCCESSIONE

Strategie di copertura dai rischi del cambio e del prezzo del petrolio

Scuola dell infanzia di Loranzè Insegnante: Elisa Marta

APPUNTI DI MATEMATICA LE FRAZIONI ALGEBRICHE ALESSANDRO BOCCONI

Webinar e Manuale Operativo Tecnica di Trading

Relazione attività in classe sul Teorema di Pitagora

Esercitazione 5 Dinamica del punto materiale

TEMPO TEMPO. Oggi la maestra ha chiesto ai bambini e alle bambine di pensare a una frase con la parola tempo. Quante idee diverse!

La prof.ssa SANDRA VANNINI svolge da diversi anni. questo percorso didattico sulle ARITMETICHE FINITE.

Guida di SpyderLENSCAL

Consideriamo due polinomi

Транскрипт:

D LA MACCHINA FOTOGRAFICA Parti essenziali Per poter usare la macchina fotografica, è bene vedere quali sono le sue parti essenziali e capire le loro principali funzioni. a) OBIETTIVO: è quella lente, o gruppo di lenti, attraverso cui passa la luce per entrare dentro la macchina. La sua caratteristica principale è la lunghezza focale, che viene indicata sul bordo anteriore e che di solito si misura in mm. Il gruppo di lenti si può muovere avanti o indietro a seconda di cosa vogliamo che appaia nitido sulla pellicola (ne riparleremo: questa operazione viene chiamata messa a fuoco ). La lunghezza focale rappresenta all incirca la distanza fra l obiettivo e la pellicola quando si fotografano oggetti molto lontani. Una definizione più precisa la vedremo più avanti. b) DIAFRAMMA: è una lamina con un foro, messa fra le lenti dell obiettivo; l ampiezza del foro è variabile regolando un disco esterno, sul quale si trovano dei numeri in quest ordine: Fra poco capiremo il loro significato.... 22-16 - 11-8 - 5.6-4 - 2.8... c) OTTURATORE: è il meccanismo che fa passare la luce per il tempo che vogliamo: il tempo si stabilisce regolando un dispositivo che porta scritti i seguenti numeri:... 250-125 - 60-30 - 15-8 - 4-2 - 1 - B - T Se per esempio regoliamo l otturatore sul numero 60, quando scattiamo la foto esso rimarrà aperto per 1 secondi, cioè per un sessantesimo di secondo. 60 D-1

Nella posizione B l otturatore sta aperto finché teniamo il dito premuto sullo scatto. Nella posizione T l otturatore si apre quando premiamo lo scatto, resta aperto, e si chiude solo se premiamo una seconda volta lo scatto. d) MIRINO: è un apertura con delle lenti, nella quale si guarda per individuare la scena che viene riprodotta nella pellicola. e) PELLICOLA: è la superficie sensibile alla luce, su cui questa arriva dopo aver attraversato l obiettivo, il diaframma e l otturatore. Per mezzo di una reazione chimica (ne riparleremo) la pellicola è capace di riprodurre l immagine della scena fotografata. La macchina fotografica ha un formato, che esprime le dimensioni del rettangolo di pellicola che viene impressionato in una fotografia. Il formato delle macchine oggi più comuni è 24 36 (mm), ma esistono anche formati più piccoli e più grandi. Schema di una macchina tipo reflex fig. D1 D-2

Dimensioni dell immagine e lunghezza focale L immagine dell oggetto sulla fotografia è più piccola dell oggetto reale. Vogliamo capire di quanto è più piccola, e poi capire da che cosa dipende questa riduzione. Facciamo un esempio: in una classe, un gruppo di ragazzi ha usato una macchina Polaroid (di quelle che danno subito la fotografia pronta) per fotografare la cattedra. La macchina usata aveva l obiettivo fisso, e la distanza (misurata) fra obiettivo e pellicola era circa 11 cm. La cattedra aveva le seguenti dimensioni: larghezza 105 cm, altezza 41 cm. La distanza dalla cattedra alla macchina era 280 cm. I ragazzi hanno misurato le dimensioni della cattedra sulla foto, e hanno trovato: larghezza dell immagine altezza 4,2 cm 1,5 cm Quante volte l immagine è più piccola della cattedra reale? Proviamo a calcolare i rapporti: largh. cattedra largh. immagine = 105 cm 4, 2 cm = 25 altezza cattedra altezza immagine = 41 cm 1, 5 cm = 27 I due rapporti sono quasi uguali, e probabilmente la differenza dipende dalla scarsa precisione delle misure. Se prendiamo per il momento per buona l ipotesi che il rapporto sia lo stesso, abbiamo che la cattedra reale e la sua immagine sulla foto sono simili, e che l immagine è ridotta circa 25 volte. Ma questa riduzione di 25 volte da che cosa dipende? Osserviamo che ci sono altri due dati, dei quali si può fare il rapporto: distanza cattedra - macchina fotografica lungh. focale = 280 cm 11 cm = 25 circa Anche questo rapporto ha lo stesso valore dei precedenti, ed è stato calcolato considerando non le dimensioni, ma la posizione dell oggetto. Sembra perciò che si possa concludere così: La distanza fra m.f. e oggetto, con la lunghezza focale dell obiettivo, determinano le dimensioni dell immagine; più precisamente il fattore di scala (cioè il numero di volte di cui l immagine è rimpiccolita) si ottiene dal rapporto delle due: D-3

fattore di scala = distanza focale È bene però che prendiate questa conclusione come provvisoria: in primo luogo dovreste ripetere voi stessi questo esperimento; in secondo luogo vorremmo capire come mai le cose vanno proprio così (di questo parleremo più avanti). Esperimento n. 2 (le dimensioni dell immagine fotografica) Fotografate un oggetto di forma semplice e regolare, disposto perpendicolarmente alla macchina (una porta, una finestra,... ). Misurate le dimensioni dell oggetto, e la sua distanza dalla macchina. Sulla fotografia misurate le dimensioni dell immagine, e verificate se questa è simile all oggetto. Cercate sulla macchina la focale, o misuratela direttamente, e calcolate il fattore di scala: discutete il risultato ottenuto. Se possibile, ripetete le prove con altri oggetti, con altre distanze, e meglio ancora con macchine di diversa focale. Controllate se in tutti i casi è vero che il fattore di scala fra oggetto e immagine è quello dato dalla relazione in alto in questa pagina. Perché le immagini sono rovesciate? La propagazione rettilinea della luce C è un altra caratteristica dell immagine fotografica, che finora non abbiamo commentato: se guardate con attenzione la fotografia appena esce dalla macchina, potete vedere che è capovolta rispetto all originale. Se avete fotografato un albero, la punta dell albero è in basso e il tronco è in alto; quello che nella scena stava a destra, nella fotografia è ritratto a sinistra. Naturalmente, una volta che avete in mano la fotografia, non avete che da girarla, e tutto torna a posto. Domanda: ho fotografato il cartello stradale in- dicato nella figura qui accanto. Quale delle figure sotto rappresenta la fotografia come esce dalla macchina? Se ho fatto una diapositiva, e l ho montata male nel proiettore, quali figure potrò vedere sullo schermo, e quali no? Provate. fig. D2 D-4

Se non lo sapevate già, questo capovolgimento delle immagini vi sembrerà probabilmente un fatto curioso, e difficile da capire: perciò ora vogliamo ragionarci un po su. Però è bene che prima di cominciare i nostri ragionamenti ci convinciamo che il fatto è proprio vero (accade spesso che gli uomini cerchino di spiegare cose che in realtà non esistono: sapreste trovare qualche esempio?) Se poi il fatto è certo, se le immagini sono proprio rovesciate, dobbiamo accettare le cose come sono, anche se ci sembrano strane, se non riusciamo a capirle (anche questo accade spesso, che gli uomini rifiutino di accettare le cose che non gli piacciono). Però la Scienza non esisterebbe se gli uomini non cercassero sempre il perché delle cose: e noi vogliamo capire perché le immagini sono rovesciate. Cercando la risposta a questa domanda, ce ne troviamo subito davanti un altra: che cosa è la luce? Infatti la fotografia è prodotta dalla luce che proviene dall oggetto e che entra nella macchina fotografica: perciò per capire le immagini bisogna prima capire la luce! Per fortuna non è proprio così: a noi basterà capire solo qualcosa della luce. Proviamo a supporre questo: la luce è una cosa che viaggia, che va dall oggetto alla pellicola seguendo una certa strada. Ogni punto dell oggetto emette la sua luce, e questa, dopo aver percorso la sua strada, che deve attraversare l obiettivo, arriva in un punto della pellicola. Queste strade della luce si chiamano raggi. Ora è naturale chiedersi: come sono fatti questi raggi? Sono delle linee a zigzag, delle curve, o che altro? Non ne sappiamo niente per ora, ma possiamo provare a fare ancora un ipotesi, e faremo la più semplice: che i raggi di luce siano linee rette. Qualcuno tra voi, più impaziente, penserà che sia inutile andare avanti a forza d ipotesi. Invece le ipotesi sono utili, se possono essere messe alla prova. Come possiamo mettere alla prova le nostre ipotesi? Guardate la figura qui sotto. Pensate di aver fotografato un albero: A è la punta dell albero, B la sua base. Nella macchina fotografica, sulla pellicola avremo l immagine A di A, e l immagine B di B. Per quello che sappiamo, A starà al di sotto di B, perché l immagine è capovolta. D-5

fig. D3 Se la nostra ipotesi dei raggi rettilinei è giusta, questo si spiega: il raggio che parte da B e passa per O (obiettivo) arriva in B ; quello che parte da A, e deve passare ancora per O, dovrà finire sulla pellicola al disotto di B, perché i due raggi s incrociano in O. Dunque A (la punta dell albero nella fotografia) sarà sotto a B, che è la base dell albero. Ma c è molto di più: sempre dalla stessa figura, scopriamo che i due triangoli ABO e A B O sono simili, perché hanno gli angoli rispettivamente uguali (cercate di vederlo da soli). Se sono simili, hanno i lati in proporzione: AB : A B = OB : OB cioè alt. dell albero : alt. immagine = distanza : focale. Ma questa è proprio la relazione di scala che avevamo scoperta prima (pag. D3) in base alle nostre misure, senza aver fatto nessuna ipotesi: dunque la nostra nuova ipotesi, che i raggi sono rettilinei, ci ha spiegato un fatto già noto, che avevamo accettato senza cercarne il perché. Possiamo essere soddisfatti, almeno per ora: l ipotesi che i raggi di luce siano rettilinei ha dato risultati soddisfacenti alla prova dei fatti, e perciò la terremo per valida. Parleremo dunque di luce che si propaga in linea retta oppure di propagazione rettilinea della luce. D-6

L applicazione più importante che faremo della propagazione rettilinea della luce, è la seguente: se due raggi penetrano nell obiettivo formando un certo angolo, all interno della m.f. proseguono formando lo stesso angolo. Vedremo poi quanto ci sarà utile questa osservazione. fig. D4 D-7

Il campo di ripresa Quando facciamo una fotografia, sulla pellicola verrà riprodotta solo una parte degli oggetti che vediamo davanti a noi: quelli troppo discosti dall asse della macchina, cioè dalla retta perpendicolare al piano della pellicola, resteranno, come si dice, fuori del campo di ripresa. Vogliamo capire quanto grande sarà la scena che viene fotografata. Un osservazione analoga può esser fatta se guardiamo la macchina di lato: anche in questo caso c è un angolo che limita il campo fotografato. Pensiamo di osservare una macchina foto- grafica dall alto, e disegniamo i due raggi che colpiscono i due estremi, sinistro e destro, della pellicola. Gli oggetti che potranno essere fotografati sono quelli che si trovano dentro l angolo formato da questi raggi. fig. D5 Tenendo presenti le due cose, si può concludere che nella fotografia potranno essere visti solo gli oggetti compresi den- tro una piramide infinita, che ha questi due angoli α e β tra le facce opposte (v. fig. a pag. seguente). La distanza alla quale gli oggetti si trovano non ha invece alcuna importanza: che si tratti della Luna, o di un gatto sul tavolo, nella fotografia si vedrà ugualmente. fig. D6 D-8

Resta da sapere quanto valgono gli angoli α e β: potete arrivarci da voi risolvendo questi esercizi. Esercizi 1) Disegna schematicamente una m.f. vista dall alto, col formato della pellicola nella sue vere dimensioni (ad es. 36 mm) e il suo obiettivo alla distanza giusta (ad es. f=50mm). Disegna i raggi estremi che delimitano il campo di ripresa, e che passano per il centro dell obiettivo. Misura l angolo a che viene così a formarsi. 2) Ripeti la costruzione di prima, per la stessa macchina vista di lato (l altezza del negativo sarà 24 mm). Misura l angolo β. 3) Se con lo stesso formato si usa un obiettivo di focale maggiore, il campo di ripresa diventa più ampio o si restringe? Spiega. 4) Bianca e Carlo discutono. Bianca dice che gli obiettivi di focale più lunga sono svantaggiosi, perché hanno un campo più piccolo. Carlo sostiene che sono vantaggiosi, perché danno una minore riduzione di scala, cioè immagini più grandi. Chi ha ragione? Potrebbero aver ragione tutti e due? fig. D7 D-9