Uso dell oscilloscopio 1

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1/5 1 1 Introduzione Gli obiettivi di questa esercitazione sono sia quello di imparare l uso dei comandi principali dell oscilloscopio sia quello di imparare a valutare le incertezze di misura di questo strumento. Attenzione: La modalità di collegamento del generatore di segnali, le sue caratteristiche e quelle dell oscilloscopio si trovano sul sito del LADISPE alla sezione strumenti http://ladispe.eln.polito.it. 2 Ampiezza Tramite i tasti UP e DN, selezionare la forma d onda 0 del generatore di segnali e collegare l uscita A al canale ch1 dell oscilloscopio. Mettere il canale di ingresso in posizione gnd, in modo da visualizzare solo una linea orizzontale, e centrare la traccia rispetto allo schermo. Riportare l ingresso in posizione di accoppiamento dc. Regolare l oscilloscopio in modo da visualizzare una sola traccia in modo che un periodo del segnale occupi la maggior parte possibile dello schermo, sia in orizzontale che in verticale. Misurare l ampiezza del segnale e valutare l incertezza della misura. La misura dell ampiezza piccopicco V pp è più agevole rispetto a quella dell ampiezza di picco. Perché? Nota: Con l oscilloscopio, la misura dell ampiezza V di un segnale può essere fatta contando il numero di divisioni n y occupate dal segnale lungo l asse verticale. L ampiezza è quindi V = S y n y, (1) dove S y è la sensibilità del canale verticale (S y = 1 V/div, ad esempio). L incertezza di S y è legata alle caratteristiche del tubo a raggi catodici, dell amplificatore verticale e dell attenuatore d ingresso; tipicamente δs y /S y è dell ordine di qualche percento. Dall equazione (1), l incertezza di misura di V è δv V = δs y S y + δn y n y (2) 1 Questi appunti sono parzialmente tratti dal materiale prodotto da E. Rubiola tra il 1995 ed il 2000.

2/5 L incertezza di lettura δn y è dovuta principalmente all incapacità di valutare l intersezione tra la traccia del segnale sullo schermo e la griglia di riferimento presente sullo schermo. Anche lo spessore della traccia, da regolarsi per mezzo delle manopole di focalizzazione ed intensità, ha un importanza non trascurabile. Tipicamente δn y 0.1 div. Si noti che l incertezza relativa di lettura diminuisce all aumentare del numero di divisioni lette. Da ciò deriva la necessità di espandere al massimo il segnale, in modo da occupare la maggior parte dello schermo, e l utilità di misurare l ampiezza picco-picco rispetto a quella di picco. 3 Periodo e frequenza Mantenendo le impostazioni del punto 2, misurare la frequenza del segnale. Sovraccaricando il canale di ingresso dell oscilloscopio la traccia esce dallo schermo, ma gli attraversamenti per lo zero sono più ripidi e, quindi, meglio identificabili. Valutare l incertezza della misura di periodo e riportarla alla misura di frequenza. 4 Cursori Molti oscilloscopi dispongono di cursori che permettono di misurare un intervallo di tempo, delimitato da due cursori verticali, o una tensione, delimitata da due cursori orizzontali. Spesso la lettura tramite cursori evidenzia molte cifre e può essere fuorviante ai fini della corretta valutazione dell incertezza della misura. Verificare sul manuale l incertezza da attribuire alla misura coi cursori. 5 Duty cycle Utilizzare il segnale B4 del generatore di segnali. Misurare il duty cycle D del segnale, definito come D = 100 TH T, (3) dove T H è l intervallo di tempo in cui il segnale assume un valore alto e T è il periodo del segnale. Poiché si deve misurare un rapporto di tempi e non un tempo singolo, può essere conveniente scalibrare la base dei tempi in modo che il segnale occupi l intera estensione orizzontale dello schermo. Di quanti quadretti si sposta verticalmente la traccia, e in quale direzione, passando dall accoppiamento dc all accoppiamento ac? Perché? Si tenga

3/5 presente che il valor medio V m di un generico segnale v(t) con periodo T è V m = 1 T t0 +T t 0 v(t)dt (4) Questo termine coincide con la componente continua del segnale. Nel passare dall accoppiamento dc a quello in ac si inserisce un filtro passa alto con frequenza di taglio di pochi Hz (per esempio in alcuni oscilloscopi si ha f T = 10 Hz) che elimina dunque la componente continua. 6 Trigger Utilizzare il segnale A4 del generatore di segnali, collegato al canale ch1 dell oscilloscopio. Verificare che la sorgente di trigger sia il canale ch1. Provare l effetto dei comandi slope e level del trigger dell oscilloscopio. Predisporre ora la sorgente di trigger sul canale ch2. Perché non si riesce a tenere ferma la traccia agendo sul livello e sulla pendenza del trigger? Provare la differenza di comportamento dell oscilloscopio quando il trigger è in modo auto e norm usando come sorgente sia il canale ch1 sia il canale ch2. Verificare, inoltre, il funzionamento dell oscilloscopio nel caso in cui il livello del trigger sia regolato su soglie eccessivamente alte o basse rispetto al segnale. Giustificare il comportamento dell oscilloscopio tenendo ben presente il funzionamento del canale orizzontale dell oscilloscopio e della generazione del sincronismo. 7 Doppia traccia Collegare l uscita A del generatore di segnali al canale ch1 dell oscilloscopio e l uscita B al canale ch2. Predisporre il generatore per la forma d onda 0. Regolare l oscilloscopio in modo da visualizzare entrambe i segnali sganciando la base dei tempi sullo zero crescente del segnale collegato al canale ch1. Che differenza c è tra il modo chop ed il modo alt di visualizzare le due tracce? Quale dei due può essere scomodo con scansioni lente (ad esempio 20 ms/div o più)? 8 Fase (1) Collegare l uscita A del generatore di segnali al canale ch1 dell oscilloscopio e l uscita B al canale ch2. Predisporre il generatore per la forma d onda 0. Misurare lo sfasamento dei due segnali, determinando il ritardo τ tra i segnali ed il loro periodo T. La misura dello sfasamento può risultare più agevole se

4/5 si scalibra la base tempi in modo da far occupare all intero periodo del segnale esattamente le 10 divisioni orizzontali dello schermo. In questo modo a ogni divisione corrisponde uno sfasamento di 36. Anche qui la misura può essere più agevole se si sovraccaricano i canali d ingresso dell oscilloscopio. Calcolare l incertezza di misura. Come si può osservare, la misura di τ è la maggiore responsabile dell incertezza. Può quindi essere vantaggioso fare l operazione in due tempi, misurando periodo e ritardo con velocità di scansione diverse. In questo modo la misura di τ può essere effettuata con la scala più opportuna al fine di minimizzare l incertezza di lettura. 9 Fase (2) Predisporre l oscilloscopio in modo X-Y e il generatore di segnali come al punto 8. Collegare l uscita A del generatore all asse X (solitamente canale ch1) e l uscita B all asse Y (solitamente ch2). Sullo schermo si osserva un ellisse la cui equazione, in forma parametrica, può essere scritta come x(t) = a sin(ωt) (5) y(t) = b sin(ωt + ϕ) (6) Misurare lo sfasamento ϕ. Il modo più ovvio consiste nel leggere il valore di x quando y = 0 o viceversa, secondo la convenienza. Si ricordi di leggere i segnali più ampi possibile sullo schermo al fine di minimizzare l incertezza di lettura. 10 Doppia base tempi Visualizzate il segnale A6 del generatore di segnali collegandolo al canale ch1 dell oscilloscopio. Il periodo del segnale è costituito da due impulsi rettangolari, il secondo dei quali presenta un disturbo. Regolare l oscilloscopio in modo da far partire la traccia sul fronte di salita dell impulso più ampio per visualizzare il disturbo. Misurare ampiezza, durata e posizione temporale del disturbo rispetto al fronte del segnale utilizzato come trigger per la base tempi. Utilizzare quindi la doppia base tempi per visualizzare meglio il disturbo. 11 Tempo di salita Per effettuare ques ultima parte occorre collegare l oscilloscopio al generatore di funzioni commerciale disponibile sul banco. Predisporre il generatore di funzioni per un uscita ad onda quadra con frequenza di circa 100 khz.

5/5 Figura 1: Definizione di tempo di salita Valutare il tempo di salita t s dell onda quadra, definito come l intervallo di tempo che il segnale impiega per passare dal 10% al 90% del suo valore finale (cfr. figura 1). Al fine di minimizzare i problemi dovuti al disadattamento fra generatore ed oscilloscopio, collegare una terminazione da 50 Ω in parallelo all oscilloscopio per mezzo di una terminazione a T. Misurare il tempo di salita del segnale. Il valore misurato è, in realtà, influenzato dalla banda passante finita dell oscilloscopio, secondo l equazione t 2 sm = t 2 s + t 2 so, (7) dove t sm è il tempo di salita misurato e t so è il tempo di salita dell oscilloscopio, legato alla banda B da B t so 0.35. (8) In realtà la relazione tra tempo di salita t so e larghezza di banda B dipende dalla funzione di trasferimento del canale verticale. Nel caso di un sistema ad un solo polo o, più in generale, di un sistema con un polo dominante, tale legame è dato dalla equazione (8). Nell ipotesi che l incertezza associata alla banda dell oscilloscopio sia dell ordine del 5%, calcolare l incertezza associata alla misura del tempo di salita del segnale.