COGNIZIONE E STILI MUSICALI (PRIMA PARTE) PROF. MAURIZIO PISCITELLI
Indice 1 L INTERPRETAZIONE MUSICALE ------------------------------------------------------------------------------------- 3 2 di 5
1 L interpretazione musicale Uno degli elementi più significativi che caratterizzano la musica consiste nell interpretazione prodotta da un esecutore. È necessario un attività di mediazione tra chi compone e chi ascolta, perché i segni della notazione musicale non assumono concretezza finché non sono cantati o suonati. Questa premessa per dire che ogni volta che si esegue un brano musicale viene svolta un attività di interpretazione che consente all esecutore di trasformare la scrittura musicale in un evento sonoro ed inoltre permette all ascoltatore di identificarne il genere musicale. L interpretazione è in senso generale un accentuazione. Ogni composizione ha un carattere essenziale che l interpretazione non deve tradire; carattere che proviene dalla natura della musica, dalla personalità del compositore e dal tempo in cui fu scritta. In altre parole, ogni composizione ha uno stile suo proprio a cui l interprete deve essere fedele. Noi ascoltiamo la musica attraverso la personalità dell interprete, come per rifrazione. Il rapporto tra l esecutore e la composizione che egli crea è quindi delicato. Se l interprete inserisce la sua personalità a un grado ingiustificato, avvengono degli equivoci. In anni recenti la parola interpretazione è caduta in discredito. Alcuni compositori infatti, Stravinskij per primo, scoraggiati e disgustati da arbitrari esibizionismi interpretativi dicono: non desideriamo alcuna cosiddetta interpretazione della nostra musica; vogliamo solo le note, niente di più e niente di meno. Sebbene la ragione di questo monito sia giustificata, esso rappresenta pur sempre un atteggiamento non realistico, perché non vi è interprete finito che possa eseguire una pagina di musica e persino una sola frase senza aggiungervi alcunché della sua personalità. Se ciò non fosse sarebbe un automa. L esecuzione avviene inevitabilmente secondo la personalità dell esecutore. Con ciò egli non falsifica le intenzioni del compositore; dà loro, come in una lettura, le inflessioni della sua voce. Ma la varietà delle interpretazioni ha ragioni ulteriori e più profonde. Senza dubbio una sinfonia di Brahms nell interpretazione di due direttori d orchestra di prim ordine sarà effettivamente diversa, senza che vi sia infedeltà alle intenzioni dell autore. È interessante meditarne le ragioni. Prendiamo per esempio due interpreti eminenti, Arturo Toscanini e Sergej Kusevitzkij: due personalità assolutamente diverse che si emozionano diversamente, le cui concezioni di vita non hanno lati comuni. La loro interpretazione delle stesse note non può essere che molto diversa. 3 di 5
Il direttore italiano è classico per istinto, e un certo distacco è parte essenziale dell ispirazione dei classici. La prima impressione che se ne ha è curiosa: Toscanini dà l impressione di non aggiungere nulla alla musica. Solo dopo averlo ascoltato per un po, il senso di un arte che tutto fa e nulla discopre ci afferra. Egli tratta la musica obiettivamente: essa è lì, sorta spontaneamente nella sala per la nostra contemplazione e la nostra gioia. È circondata da un senso meraviglioso di distacco, e pure è sempre in ogni momento musica, la più appassionata di tutte le arti. Ogni disegno, ogni struttura è sottolineata in relazione al complesso unitario; mai come particolare, come parte a sé. La musica vive e si muove per virtualità propria. Nel direttore russo, all opposto, ben poco di questo senso di misura. Il suo istinto romantico lo getta anima e corpo nella musica che interpreta. Possiede il vero fuoco romantico: passionalità, immaginazione drammatica, sensuosità. Per Kusevitzkij, ogni capolavoro è un campo di battaglia ed egli vi domina un grande scontro da cui lo spirito umano esce trionfante. Quando è in forma l effetto è irresistibile. È evidente che le facoltà di queste due personalità opposte diano della stessa sinfonia risultati diversi. Il caso di un compositore profondamente tedesco interpretato da un italiano e da un russo è tipico. Né l uno né l altro ottengono probabilmente dall orchestra quella qualità di suono che i tedeschi riconoscono come echt deutsch. Nelle mani del russo l orchestra di Brahms acquista uno splendore insospettato, e il dramma romantico che la sinfonia racchiude è spremuto fino all ultima goccia. L italiano accentua invece il lato strutturale classico di Brahms e cesella le linee melodiche nel più puro stile lirico. In ambo i casi è un semplice fatto di accentuazione. L uno e l altro possono non rappresentare l interpretazione ideale di Brahms. Per apprezzare un interpretazione si deve poter valutare l azione dell interprete sulla composizione che egli ricrea. In altre parole si deve diventare più consapevoli della parte dell interprete nell esecuzione che si ascolta. Due cose sono necessarie a questo scopo: avere come punto di riferimento un concetto più o meno ideale del vero stile del compositore; essere in grado d discernere su quale piano l interprete lo porta nella sfera della sua personalità. Anche se non può raggiungere questo ideale, è bene che l ascoltatore lo tenga presente come obiettivo. Con ciò acquista evidenza l importanza della sua funzione nell intero processo. Gli sforzi combinati del compositore e dell interprete hanno un significato soltanto se sono diretti ad un pubblico intelligente. Ciò sollecita la partecipazione, la responsabilità di chi ascolta. È indispensabile alla musica che l ascoltatore si abbandoni completamente; essa esige inevitabilmente una comprensione dilatata. Non basta amare la musica nei suoi aspetti convenzionali. Il gusto e la 4 di 5
sensibilità sono, fino a un certo punto, qualità innate ma possono essere considerevolmente sviluppate da una pratica intelligente. (Cfr. A. Copland, Come ascoltare la musica, Garzanti, Milano 2001, pp. 178-181) 5 di 5