Dispense di Analisi Volumetrica

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Dispense di Analisi Volumetrica IIS Gobetti - Marchesini Casale sezione Tecnica Chimica e Materiali Analisi chimica, elaborazione dati e Laboratorio L analisi volumetrica è la procedura o il metodo analitico secondo cui è possibile risalire al titolo (Concentrazione) di un analita in soluzione misurando il volume di una soluzione standard di un opportuno reagente a titolo esattamente noto impiegato nell operazione. Alla base del procedimento vi è una reazione tra la sostanza detta titolante e l analita detto titolando o titolato. Il procedimento più comune consiste nell erogare il titolante con una buretta in una beuta contenente la soluzione incognita; questa tecnica analitica prende il nome di titolazione. Posizionamento ottimale della buretta e della beuta per l operazione della titolazione. Titolazioni Si basano su diverse reazioni: neutralizzazione; precipitazione; complessazione; ossido-riduzione. 1

Caratteristiche delle titolazioni la reazione su cui si basa deve essere completa (L equilibrio deve essere spostato completamente a destra); la reazione deve essere altresì rapida; la stechiometria della reazione deve essere nota; il punto finale della titolazione identificabile e riproducibile. Il titolo Il titolo corrisponde alla concentrazione del reattivo. Come dovrebbe essere ormai noto, la concentrazione può essere espressa in diversi modi Il punto di equivalenza In precedenza è stato evidenziato che una titolazione viene eseguita mediante lenta aggiunta di una soluzione standard da una buretta ad una soluzione dell analita fino a che la reazione tra i due non viene giudicata completa. Ma quando una titolazione può essere giudicata completa? Ebbene, una titolazione può considerarsi terminata quando gli equivalenti di titolante e di analita sono uguali (punto equivalente). Il punto di equivalenza è proprio quel punto della titolazione in cui la quantità di titolante aggiunta è esattamente quella richiesta dalla reazione stechiometrica dell analita. Il punto di equivalenza costituisce il risultato ideale da ricercare in una titolazione. Ciò che effettivamente si misura è il punto finale attraverso un improvvisa variazione di una proprietà fisica o chimica della soluzione. 2

Variazioni chimico fisiche associate al punto di equivalenza della titolazione: cambiamento di colore dell analita o di una sostanza appositamente introdotta definita indicatore; intorbidamento della soluzione per formazione di una fase insolubile; variazione della conducibilità elettrica della soluzione; variazione della differenza di potenziale tra due elettrodi immersi nella soluzione; variazione dell indice di rifrazione della soluzione; variazione della temperatura; variazione della quantità di corrente che passa attraverso la soluzione. Punto di equivalenza e punto finale Il punto di equivalenza di una titolazione è un punto teorico che non si può determinare sperimentalmente. È possibile solo stimare la sua posizione osservando qualche cambiamento fisico associato con la condizione i equivalenza. Questo cambiamento è detto punto finale della titolazione. La differenza di volume (presa in valore assoluto) tra il punto di equivalenza ed il punto finale costituisce l errore di titolazione. E i = V ep - V eq E i : errore di titolazione V ep : volume effettivo usato per arrivare al punto finale V eq : volume teorico di reagente richiesto per raggiungere il punto di equivalenza L indicatore Il punto finale di una titolazione si evidenzia in genere mediante l uso di indicatori. Con il termine indicatore si intende un composto, o un sistema costituito da più composti, in grado di subire delle modificazioni facilmente osservabili, generalmente il colore, in funzione dell ambiente chimico in cui si trova. Oltre agli indicatori, possono essere adoperati degli strumenti (Chimica Analitica Strumentale) per rilevare il punto di equivalenza. Questi rispondono a certe proprietà della soluzione che cambiano in modo caratteristico durante la titolazione. Fra tali strumenti ci sono i voltametri, gli amperometri, gli ohmmetri, i colorimetri, i phmetri, i registratori di temperatura o i rifrattometri. 3

Le soluzioni standard La validità di un procedimento analitico dipende dalla conoscenza della quantità di uno dei reagenti utilizzati. E possibile conoscere la concentrazione esattamente nota del titolante. standard primario (sostanza madre): è un composto, sufficientemente puro, dal quale si può preparare la soluzione standard pesandone (Misura gravimetrica) direttamente una certa quantità e quindi diluendo fino ad un volume definito di soluzione, in un matraccio. standard secondario: è una sostanza la cui concentrazione è stata determinata in riferimento ad uno standard primario (standardizzazione). Caratteristiche degli standard primari elevata purezza (>99,9%); stabilità all aria; ragionevole solubilità nel mezzo di titolazione; con peso equivalente sufficientemente alto in maniera tale da rendere trascurabile l errore nella pesata; disponibile a costo modesto. Calcoli nell analisi volumetrica I calcoli della volumetria si basano essenzialmente sul fatto che: n e titolante = n e titolato Se la reazione è quantitativa e a stechiometria nota, conoscendo la concentrazione del titolante e il volume necessario a completare la generica reazione: bb + aa prodotti e conoscendo anche il volume della soluzione da titolare è possibile sfruttare la relazione: N A V A = N B V B che uguaglia gli equivalenti di titolante con quelli di soluzione da titolare, permettendo il calcolo della concentrazione incognita. 4

Curve di titolazione Per tutti i tipi di titolazioni è possibile costruire le curve teoriche di titolazione; queste servono a capire la base teorica dei punti finali e le sorgenti degli errori di titolazione. Esse consistono in un diagramma che ha sull asse delle ascisse il volume del reagente e su quello delle ordinate una qualche funzione della concentrazione dell analita o del reagente. Di norma la curva risultante è una sigmoide, nella quale le osservazioni importanti sono limitate ad una piccola zona (da ±0,1 a ±0,5 ml) intorno al punto di equivalenza. Curva di titolazione acido forte base forte Bibliografia: Prof. ssa Maria Giovanna Bessone, ricerca in rete su siti web vari. Massimiliano Morena, impaginazione. 5