IL PAZIENTE TRAUMATIZZATO

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IL PAZIENTE TRAUMATIZZATO 15.1. Lesioni muscolo-scheletriche Classificazione delle lesioni Ad ogni traumatismo corrisponde una lesione, ovviamente proporzionata all entità della forza applicata. Vi sono però anche altre variabili che possono influenzare l entità di una lesione: l angolatura con cui incide, il materiale dell oggetto con cui è applicata, la consistenza dell osso che riceve l insulto, e non ultima l età del paziente. Di seguito, diamo una semplice classificazione del diverso tipo di lesioni a carico delle ossa e delle articolazioni: frattura: rottura totale o parziale di un osso lussazione: fuoriuscita dei capi articolari dalla loro sede, con impossibilità a ritornare nella sede naturale distorsione: fuoriuscita dei capi articolari con immediato rientro in sede strappo, crampo muscolare: rottura o contrazione di un fascio muscolare Tipi di fratture: Completa, quando l osso è nettamente separato in due parti Incompleta, quando è presente solo una linea di frattura Comminuta, quando l osso è fratturato in molti frammenti a legno verde, incompleta, nei bambini Ingranata, quando le due estremità si intersecano Esposta, quando si ha fuoriuscita di uno o più capi articolari attraverso i tessuti molli Spiroide, quando la frattura avviene per torsione dell osso su se stesso Segni e sintomi di frattura Dolore, che aumenta con i movimenti Deformazione, posizione anomala dell arto Edema, ematomi, alterazioni della cute Alterazioni della motilità e della sensibilità Alterazioni della circolazione a valle (ricerca dei polsi arteriosi) Esposizione dei monconi di frattura Complicanze delle fratture

Una frattura può essere caratterizzata dalla sola lesione ossea, ma nei casi più complicati può presentare ulteriori problematiche: Lesioni della cute e dei tessuti molli Lesioni vascolari Lesioni delle strutture nervose Infezioni delle ferite e dei capi ossei 15.2. Politraumi Il politraumatizzato è colui che ha subito un trauma maggiore in due o più segmenti corporei, intesi come capo, torace, addome, arti (superiori ed inferiori) e colonna vertebrale. Priorità di trattamento delle fratture Nel caso di un paziente politraumatizzato, è opportuno adottare uno schema che consenta di approcciare il paziente nel suo insieme, e non ragionando per ogni singola ferita che andiamo a individuare. Nello specifico, l ordine con cui affrontare un paziente politraumatizzato, prevede il trattamento nell ordine: 1. Colonna vertebrale 2. Cranio e gabbia toracica 3. Bacino 4. Arti inferiori 5. Arti superiori Protocollo operativo: Utilizzare una linea guida comune ed univoca consente di razionalizzare i tempi (importantissimi per un politrauma!) ed avere un modo uniforme di operare. E sufficiente seguire, nell ordine, questi pochi punti: 1. Limitare al massimo i movimenti di qualunque natura 2. Riallineare le fratture delle ossa lunghe, interrompendosi se vi sono resistenze o aumento del dolore (un solo tentativo) 3. NON riallineare fratture esposte o lussazioni 4. Usare adeguatamente i presidi a disposizione 5. Controllare i polsi arteriosi prima e dopo l immobilizzazione Nelle fratture esposte: 1. Pulire le ferite con soluzione fisiologica 2. Controllare tramite compressione diretta le eventuali emorragie cospicue 3. Coprire le ferite con telini sterili, evitando di far aderire i presidi di immobilizzazione direttamente sopra le ferite In tutti i traumatizzati: Ricordarsi di trattare il paziente traumatizzato come un paziente potenzialmente a rischio. E importante ricordare anche che il paziente traumatizzato, specialmente se politraumatizzato, è sempre in debito di ossigeno! 1. Monitorizzare i parametri vitali

2. Somministrare ossigeno 3. Prevenire e trattare lo shock emorragico 4. Garantire un trasporto adeguato per confort e sicurezza: Presidi adeguati: per tipologia e dimensione, velocità del mezzo adeguata 15.3. Trauma cranico Classificazione Anche il trauma cranico, come tutti gli altri tipi di traumatismo, presenta un livello di gravità ovviamente correlato al grado di intensità della forza applicata che l ha causato. Avremo quindi diversi livelli di gravità: Commozione: trauma cranico di modesta entità, di norma senza perdita di coscienza Contusione: trauma di entità maggiore, con interessamento diretto e sofferenza cerebrale; possibile perdita di coscienza Ematoma: lesione vascolare cerebrale con stravaso di sangue sopra la dura madre (epidurale) o sotto la dura madre (subdurale) Segni e sintomi E imperativo conoscere e rilevare ogni sintomo che, nel corso di un trauma cranico, possa far capire quanto il trauma sia effettivamente grave: Alterazioni dello stato di coscienza Deformità della scatola cranica Difformità nel diametro delle pupille Vomito, a getto, improvviso e cospicuo Emorragia dal naso e/o dalle orecchie Perdita di liquor dal naso o dalle orecchie Trattamento 1. Posizionare il paziente semi-seduto (previa esclusione di lesioni alla colonna) 2. Somministrare ossigeno 3. In caso di gravi traumi al massiccio faciale, assicurare sempre la pervietà delle vie aeree 4. Condurre il mezzo a velocità molto modesta (standard: 40 Km/h) 15.4. Traumi della colonna vertebrale Generalità Il midollo spinale, che come si è detto è una struttura anatomica estremamente complessa e delicata, è contenuta all interno della colonna vertebrale.

Ne consegue che qualsiasi lesione della colonna potrebbe comportare anche una lesione del midollo, e quindi importanti conseguenze per il paziente. Queste conseguenze vanno da alterazioni della sensibilità termica e/o tattile, in caso di lesioni minime, alla paralisi nel caso di interruzioni del midollo stesso. Va da sé che tali lesioni saranno tanto più gravi quanto più verso il cranio sarà la sede della lesione midollare. Non si può quindi escludere una lesione midollare fino a quando non sia stato dimostrato il contrario. Ogni dubbio trauma della colonna ne comporterà quindi l obbligatoria immobilizzazione. Classificazione Le lesioni della colonna vertebrale vengono classificate come segue: Fratture vertebrali Lussazioni Distorsioni Lesioni dei dischi vertebrali Fratture vertebrali o gravi dislocazioni dei corpi con lesioni più o meno complete del midollo spinale Segni e sintomi Prestare sempre la massima attenzione a questi segni e sintomi, in quanto possono dare una indicazione attendibile dell entità della lesione: Traumi visibili alla colonna vertebrale Dolore alla schiena, a riposo o con il movimento Deformità della colonna Difficoltà alla respirazione Formicolio, deficit motori e/o sensitivi e/o paralisi agli arti Trattamento Nel solo sospetto di un trauma della colonna vertebrale, è imperativo procedere, prima che ad ogni altra manovra (fatto salvo che il paziente sia in arresto cardiorespiratorio) all immobilizzazione della colonna vertebrale. Quindi: 1. Immobilizzazione del rachide cervicale attraverso:

Collare cervicale KED Tavola spinale 2. Condurre il mezzo a velocità moderata (standard: 20 Km/h) 15.5. Traumi del torace A) VALUTAZIONE PRIMARIA DELLE LESIONI POTENZIALMENTE LETALI: - pneumotorace aperto - lembo toracico - emotorace - asfissia traumatica - emotorace massivo B) CARDINI DEL TRATTAMENTO: - Ossigenoterapia - Perfusione - Decompressione con ago - Drenaggio pleurico - Pericardiocentesi C) VALUTAZIONE DELL'ABCD (vedi) 15.6. Traumi dell addome A) MECCANISMI DI LESIONE - Decelerazione improvvisa: lesione dei peduncoli vascolari, dei legamenti e dei mesi - Aumento della pressione esterna: lesione prima degli organi cavi, successivamente di quelli a consistenza parenchimatosa - Aumento della pressione intra-addominale: esplosione degli organi cavi, fratture diaframmatiche, rottura della valvola aortica - Traumi penetranti: possono coinvolgere qualsiasi organo B) VALUTAZIONE DELL'ADDOME: Ispezione: valutare presenza/assenza di distensione contusioni abrasioni oggetti conficcati penetrazioni eviscerazioni sanguinamenti Palpazione: valutare presenza/assenza di: difetti di parete dolore difesa fratture della pelvi dolore/ipermobilità alla compressione delle ali iliache

C) SOSPETTARE UNA LESIONE ADDOMINALE INTERNA IN PRESENZA DI: - dinamica a rischio - contusioni e/o ferite a livello della parete - shock senza causa apparente - rigidità, difesa, distensione dell'addome - Per quanto concerne la presenza eventuale di oggetti conficcati nella cavità addominale, NON ESTRARRE, NON PALPARE ma coprire con garze e telini sterili, e trasportare immediatamente in Pronto Soccorso; - In presenza di eviscerazione, NON TENTARE MAI DI RICONDURRE I VISCERI IN CAVITA', ma coprire con telini sterili inumiditi con soluzione fisiologica sterile, e trasportare immediatamente in Pronto Soccorso (situazione "Load and Go") 15.5. Traumi degli arti FRATTURE DEGLI ARTI Classificazione delle fratture Segni e sintomi di frattura Trattamento infrazione frattura traversa frattura comminuta frattura scomposta frattura spiroide frattura esposta dolore tumefazione, ematoma, edema scroscio al movimento lesa functio arto accorciato e/o extraruotato medicare eventuali ferite preparare la steccobenda trazionare l'arto e riposizionarlo in asse sollevare l'arto posizionare la steccobenda fissare le strisce di velcro