Lezione-online Contabilità e bilancio 6 L IVA Dott. Riccardo Russo
L IVA L Imposta sul Valore Aggiunto è un imposta indiretta che viene applicata sull incremento di valore che un bene o servizio acquista ad ogni fase della filiera che va dalla produzione fino ad arrivare all acquisto da parte del consumatore finale ed è totalmente a carico di quest ultimo. Il Valore Aggiunto rappresenta, quindi, l incremento di valore che si è avuto nel passare dalle materie prime iniziali al prodotto finale in virtù dell intero processo produttivo ed è sostanzialmente rappresentato dalla differenza tra il prezzo finale dei beni e servizi e il prezzo sostenuto per l acquisizione delle materie prime necessarie alla loro produzione. CARATTERISTICHE DELL IVA L Iva è un imposta: INDIRETTA, non colpisce il reddito e il patrimonio di un soggetto in quanto tale ma viene applicata nel momento in cui tale ricchezza viene utilizzata per i consumi, gli scambi e i trasferimenti. GENERALE, non colpisce solo particolari categorie di contribuenti ma riguarda la totalità di essi, inoltre, le entrate (gettito) che ne derivano dalla sua applicazione vengono impiegate dello Stato a generica copertura delle spese e no a copertura di predeterminate uscite. PROPORZIONALE, è direttamente proporzionale alla base imponibile (grandezza sulla quale si applica la percentuale, detta aliquota, per il calcolo dell imposta), le aliquote restano costanti al variare della base imponibile, quindi maggiore è la base imponibile, maggiore sarà l imposta finale. NEUTRA, il suo importo non dipende dal numero di passaggi che il bene ha effettuato per giungere dal produttore al consumatore finale; quindi, se il prezzo finale di due beni è identico, anche se uno ha subito più passaggi dell altro per arrivare al consumatore finale, l imposta pagata sarà necessariamente uguale. TRASPARENTE, è possibile sempre distinguere l importo dell imposta dal valore del bene o servizio scambiato. CHE COMPORTA OBBLIGHI AMMINISTRATIVI, è regolata da disposizioni che prevedono una serie di adempimenti obbligatori, alcuni dei quali straordinari (la dichiarazione e di inizio e di fine attività), altri continuativi (la fatturazione), altri ancora ciclici (la liquidazione e il versamento periodico dell Iva). Il calcolo finale dell Iva da pagare dipende dall aliquota che viene applicata all operazione, si parla infatti di aliquote differenziate. Attualmente sono previste dal sistema fiscale italiano 3 diverse aliquote:
1. Ordinaria, 22% 2. Ridotta, 10% 3. Minima, 4% Riassumiamo le caratteristiche principali dell Iva attraverso un esempio: un soggetto ha a disposizione 1000 euro, non è dovuto al pagamento dell Iva finché non decide di consumare il suo reddito attraverso l acquisto di un bene o servizio (indiretta); impiega la sua ricchezza per acquistare un bene dal costo di 500 euro per il quale è prevista un aliquota ordinaria (21%). L aliquota va applicata alla base imponibile rappresentata dal prezzo del bene, 500 euro e per il calcolo dell imposta basta risolvere il seguente calcolo: (500*21)/100=105 500 BASE IMPONIBILE + = 605 PREZZO FINALE 105 IVA Se il prezzo del bene acquistato raddoppia e diventa 1000 euro allora anche l Iva raddoppia venendo ad essere 210 euro (proporzionale). I PRESUPPOSTI DELL IVA L Iva è stata istituita dal decreto DPR n. 633 del 1972, il quale stabilisce che l'imposta si applica alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell'esercizio di imprese, di arti e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate. Da tale norma è possibile individuare i cosiddetti presupposti dell Iva, cioè le condizioni necessarie affinché l imposta possa essere applicata: PRESUPPOSTO OGGETTIVO, si deve essere in presenza di un operazione di cessione di un bene o di una prestazione di servizio, per tutti quegli atti che la legge non fa rientrare in queste due categorie non è prevista l applicazione dell imposta. PRESUPPOSTO SOGGETTIVO, le operazioni soggette ad iva devono essere realizzate nell esercizio di imprese oppure nell esercizio di arti e professioni. Il soggetto che realizza lo scambio deve quindi essere un imprenditore, agricoltore, artista o un professionista. Non sono, invece, soggetti ad imposta i privati quando scambiano un bene tra di loro. Una deroga
a questo presupposto è rappresentata dalle importazioni, infatti su di esse si calcola l imposta indipendentemente da chi è che le realizza. PRESUPPOSTO TERRITORIALE, l operazione deve essere realizzata all interno dello Stato italiano. Per le cessioni di beni, se si tratta di beni mobili (merci), essi devono essere nazionali o nazionalizzati (sdoganati); se si tratta di beni immobili (edifici, terreni), essi devono trovarsi sul territorio nazionale. Per le prestazioni di servizi, il requisito di territorialità fa riferimento al soggetto che realizza la prestazione, il quale deve essere residente o domiciliato in Italia. Qualora un operazione sia priva di uno o più presupposti, allora non sarà soggetta ad Iva. Pertanto le operazioni commerciali si possono distinguere in due gruppi: 1. OPERAZIONI NON SOGGETTE AD IVA, sono operazioni prive di uno o più presupposti o che non rientrano nel campo di applicazione dell imposta; queste operazioni non devono essere fatturate. 2. OPERAZIONI SOGGETTE AD IVA, cessioni di beni o prestazioni di servizi che è possibile distinguere in: 2.1. OPERAZIONI IMPONIBILI, su di esse si calcola l Iva in base alle aliquote stabilite dalla legge. In questa categoria rientrano tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi fatte a titolo oneroso in Italia (secondo il presupposto di territorialità). È un operazione imponibile anche l autoconsumo, cioè l utilizzo da parte dell imprenditore di un bene dell azienda per il soddisfacimento di un esigenza personale. 2.2. OPERAZIONI ESENTI, ne fanno parte alcune cessioni di beni e prestazioni di servizi espressamente previste dalla legge (art. 10 del DPR 633/72), per le quali il legislatore ha deciso di non prevedere l assoggettamento ad imposizione per motivi di politica economica e di utilità sociale; un esempio è l incasso di interessi per dilazioni di pagamento. Le operazioni esenti sono comunque soggette all adempimento formale della fatturazione. 2.3. OPERAZIONI NON IMPONIBILI, su di esse non si calcola l Iva per evitare che venga praticata una doppia tassazione. Le operazioni non imponibili riguardano le esportazioni (l imposizione si realizza nel Paese di destinazione), i servizi internazionali e le cessioni tra operatori membri della UE.
CALCOLO DELLA BASE IMPONIBILE IVA La base imponibile rappresenta l importo complessivo sul quale viene applicata l aliquota per il calcolo dell Iva. Il calcolo della base imponibile viene dettagliatamente specificato all interno del corpo di una qualsiasi fattura. I valori che concorrono a costituire la base imponibile (su cui si calcola l Iva) sono: Prezzo della merce al netto di eventuali sconti previsti dal contratto Spese accessorie non documentate (costi sostenuti del venditore per prestazioni accessorie fornite al compratore e a carico di quest ultimo, esempio: il trasporto effettuato con mezzi propri dal venditore e a carico del compratore oppure effettuato da un vettore con fattura a carico del venditore) Imballaggi, ad eccezione di quelli a rendere I valori che non concorrono al calcolo della base imponibile (su cui non si calcola l Iva) sono: Interessi di dilazione o di mora per ritardi nei pagamenti Spese accessorie documentate (esempio: il trasporto effettuato da un vettore con fattura a carico del compratore, quindi esiste il documento che l attesta) Imballaggi a rendere FATTURA: + PREZZO DELLA MERCE SCONTI + SPESE NON DOCUMENTATE = BASE IMPONIBILE + IVA + INTERESSI DI DILAZIONE + SPESE DOCUMENTATE = TOTALE FATTURA In allegato alla fine della lezione trovate un esempio di fattura.
L IVA E LE OPERAZIONI DI ACQUISTO E VENDITA Per le imprese l Iva rappresenta un imposta neutrale che non genera costi o ricavi ma soltanto posizioni debitorie (nel caso di una vendita) o creditorie (nel caso di un acquisto) nei confronti dello Stato; l Iva, ribadiamo, è interamente pagata dal consumatore finale. Per capire meglio come l Iva si trasferisce nei vari passaggi dal produttore fino al consumatore finale facciamo un esempio. La società Alfa vende un prodotto finito alla società Beta al prezzo di 100 + IVA 22%; successivamente la società Beta rivende il prodotto finito ad un consumatore finale al prezzo di 300 + IVA 22%. Analizziamo cosa accade nelle due operazioni nella seguente tabella. ACQUISTI IVA 22% SU ACQUISTI (credito verso l Erario) VENDITE IVA 22% SU VENDITE (debito verso l Erario) LIQUIDAZIONE PERIODICA POSIZIONE NETTA IVA IMPRESA ALFA 0 0 100 22 22-0=22 IMPRESA BETA 100 22 300 66 66-22=44 CONSUMATORE FINALE 300+66=366 - - - - TOTALE IVA LIQUIDATA ALL ERARIO 66 L impresa Alfa vendendo il prodotto finito ottiene un ricavo di 100 più i 22 di Iva che rappresentano un debito verso l Erario, in quanto l impresa incassa l imposta però essa non è destinata a lei ma rappresenta un entrata dello Stato, perciò dovrà essere girata a quest ultimo al momento della liquidazione periodica dell Iva. L impresa Beta, invece, inizialmente acquistando il prodotto finito sostiene un costo di 100 più 22 di Iva che rappresentano un credito verso l Erario, in quanto l impresa paga l imposta però essa è totalmente a carico del consumatore finale, perciò la società la potrà recuperare al momento della liquidazione periodica dell Iva. Successivamente l impresa Beta vendendo il prodotto finale al prezzo di 300 più 66 di Iva, incassa l imposta che rappresenta un debito verso l Erario. La posizione netta dell impresa Beta nei confronti dello Stato si ottiene compensando l Iva a credito con quella a debito e quindi si ha 66-22=44.
Riepilogando, lo Stato incassa 22 dall impresa Alfa e 44 dall impresa Beta, per un totale di 66 che vengono interamente pagate dal consumatore finale. Adesso vediamo come avviene la contabilizzazione dell Iva e per farlo riprendiamo l esempio. Nel caso dell operazione di vendita da parte della società Alfa, ipotizziamo che il pagamento avvenga immediatamente in contanti. La vendita genera tre effetti (due ne avevamo già visti nella scorsa lezione): 1) Un aumento dei ricavi dovuto alla vendita di prodotti finiti per un importo di 100, questa è una VARIAZIONE ECONOMICA POSITIVA che va registrata in AVERE 2) Un entrata di denaro contante in cassa per 130, questa è una VARIAZIONE FINANZIARIA ATTIVA che va registrata in DARE 3) La differenza di 30 è l Iva, che nel caso delle vendite rappresenta un debito verso lo Stato e va a movimentare il conto IVA NS DEBITO, nella sezione AVERE (è un debito, quindi una VARIAZIONE FINANZIARIA PASSIVA) DATA DESCRIZIONE DARE AVERE CASSA 130 --- PRODOTTI FIN. C/VENDITE 100 IVA NS. DEBITO 30 La stessa operazione vista dal punto di vista dell impresa Beta, rappresenta un acquisto. L acquisto genera tre effetti: 1) Un aumento dei costi dovuto all acquisto di prodotti finiti per un importo di 100, questa è una VARIAZIONE ECONOMICA NEGATIVA che va registrata in DARE 2) Un uscita di denaro contante dalla cassa per 130, questa è una VARIAZIONE FINANZIARIA PASSIVA che va registrata in AVERE 3) La differenza di 30 è l Iva, che nel caso degli acquisti rappresenta un credito verso lo Stato e va a movimentare il conto IVA NS CREDITO, nella sezione DARE (è un credito, quindi una VARIAZIONE FINANZIARIA ATTIVA) DATA DESCRIZIONE DARE AVERE PRODOTTI FIN. C/ACQUISTI 100 --- IVA NS. CREDITO 30 CASSA 130
LA LIQUIDAZIONE PERIODICA DELL IVA Un impresa ogni qual volta effettua un acquisto o una vendita deve annotare le fatture emesse e quelle ricevute rispettivamente nel registro delle fatture di vendita e nel registro delle fatture di acquisti; in base al DPR n. 435 del 2001, però, tali registri possono anche non esser tenuti e le registrazioni relative all Iva vengono annotate direttamente sul libro giornale. La compensazione dell Iva, cioè il calcolo del saldo esistente tra Iva a credito e Iva a debito, viene effettuata ogni mese, oppure ogni trimestre per quelle aziende che adottano un regime di Iva semplificato (al quale si accede in base ai volumi di affari). Dal punto di vista contabile la liquidazione periodica dell Iva avviene nel seguente modo: supponiamo che un impresa alla fine del mese di Gennaio presenti il conto IVA NS CREDITO con un saldo in Dare di 1200 e il conto IVA NS DEBITO con un saldo in Avere di 2000 ; quando si effettua la liquidazione dell Iva occorre far confluire i saldi dei due conti precedenti in un unico conto denominato ERARIO C/IVA, contabilmente le scritture da fare sono: DATA DESCRIZIONE DARE AVERE 31/01/n ERARIO C/IVA 1200 IVA NS CREDITO 1200 31/01/n IVA NS DEBITO 2000 ERARIO C/IVA 2000 Con queste due scritture si chiudono i conti IVA NS. CREDITO e IVA NS. DEBITO e si apre il conto ERARIO C/IVA. IVA NS CREDITO 1200 1200 IVA NS DEBITO 2000 2000 ERARIO C/IVA 1200 2000 NOTA BENE: Per chiudere i due conti occorre riportare il loro saldo nella sezione opposta, quindi ad esempio il conto IVA NS CREDITO aveva un saldo di 1200 nella sezione Dare, per chiuderlo è stato scritto in Avere girando l importo al conto ERARIO C/IVA.
Nell esempio in questione la società alla fine del mese presenta un debito netto nei confronti dell Erario pari a 2000-1200=800 che deve provvedere a versare. Dopo la liquidazione dell Iva abbiamo, quindi, il pagamento dell eventuale posizione debitoria netta, che contabilmente avviene con la seguente scrittura (supponendo che il pagamento avvenga tramite la banca): DATA DESCRIZIONE DARE AVERE --- ERARIO C/IVA 800 BANCA C/C 800
ALLEGATI Esempio di un modello standard per la compilazione di una fattura